Il sindaco di Argenta ha sollevato il problema, ora i consiglieri Dem chiedono che vengano presi provvedimenti
Continui ritardi dei treni sulla tratta Ravenna-Ferrara. A far notare il caso è stato il sindaco di Argenta, località del Ferrarese ma che si trova circa a metà del tragitto. «Anche lo scorso anno – scrive il primo cittadino argentano Antonio Fiorentini – sono stati moltissimi i ritardi, al punto che continuamente gli utenti si sono rivolti all’amministrazione per chiedere aiuto. La richiesta a Ferrovie dello Stato è quello di garantire che si tenga sotto controllo la tratta per evitare che questo problema continui a verificarsi».
Ora Mirco Bagnari, consigliere del Pd ravennate, e Paolo Calvano, suo collega di partito ferrarese, ha depositato un’interrogazione alla Giunta per capire quali azioni verranno messe in campo per risolvere i disagi di studenti e pendolari. «La sicurezza e l’adeguatezza dei servizi di trasporto pubblico devono essere garantiti agli utenti, per questo è fondamentale dare risposte celeri a chi ogni giorno utilizza i treni – dicono –. Analoghi disguidi si sono verificati anche lo scorso anno e la Rete Ferroviaria Italiana che gestisce la linea non ha ancora risposto, pertanto è necessario risolvere il problema. Nell’ottica di garantire il miglior servizio possibile ai pendolari, la Regione Emilia-Romagna attraverso il “Patto per il trasporto pubblico regionale e locale per il triennio 2018-2020”, firmato nel dicembre 2017, sta attuando impegni e investimenti importanti sui servizi di trasporto pubblico, dal rinnovo del materiale rotabile, all’integrazione tariffaria e all’implementazione dell’uso integrato dei servizi di TPL. La Regione sta facendo la propria parte: ora dobbiamo pretendere dai gestori della rete lo stesso impegno per rispetto di chi usufruisce di questo servizio pubblico».


Continua ad essere sotto osservazione la notte di Porto Fuori, in particolare quando è aperta la discoteca Kojak che tanti giovani attira nella piccola località ravennate. La questura insieme alla guardia di finanza e alla Muncipale ha controllato il club sotto tutti i profili: 
Un Tavolo tecnico e un Comitato operativo per la viabilità, entrambi istituiti dalla Prefettura presso il Comune di Ravenna per gestire i lavori e il sistema viario alternativo alla Ravegnana, a seguito del crollo parziale della chiusa di San Bartolo, si riuniranno in settimana per individuare le migliori soluzioni di intervento. Del tavolo faranno parte Comune, Anas e Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile, avrà il compito di individuare le soluzioni tecniche più efficaci, avendo come primo obiettivo la sicurezza e la buona riuscita dei lavori di ripristino di una situazione molto compromessa e che non si prevede di rapida soluzione.


Secondo incontro in prefettura per fare il punto dei lavori e la riapertura della Ravegnana. La priorità è quella di riaprire al più presto l’unico collegamento diretto con Forlì. Non si tratta di questione di poco conto: il traffico deviato sulla cosiddetta “viabilità secondaria” (comunale o provinciale) di forti flussi di traffico preoccupa, tanto che all’incontro oltre al prefetto, al sindaco e alle forze dell’ordine ha partecipato anche l’assessore regionale Paola Gazzolo. Il prefetto Enrico Caterino ha invitato a trovare una soluzione condivisa per la riapertura della Statale, «revia la prioritaria effettuazione di tutte le verifiche e gli adempimenti necessari per garantire la piena sicurezza dell’area e dei relativi interventi di ripristino».
Asppi chiede che la cedolare secca al 21 per cento sia estesa anche ai canoni commerciali. «Sarebbe una boccata di ossigeno per le “botteghe” perché potrebbe consentire un sensibile abbassamento degli affitti e quindi la convenienza ad aprire – dice il presidente provinciale Silvio Piraccini -. Da parte nostra stiamo da tempo richiedendo anche la possibilità di avere canoni concordati anche per gli affitti commerciali e una Imu ridotta o ridottissima per chi non riesce, o non può per motivi seri, affittare l’alloggio o il negozio».
Sta registrando un notevole favore di pubblico la mostra Max Klinger. Inconscio, mito e passioni alle origini del destino dell’uomo, allestita al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo. A poco più di un mese dall’apertura, sfiorano quota cinquemila i visitatori che hanno raggiunto il museo bagnacavallese per ammirare le opere grafiche del grande maestro del Simbolismo europeo esposte in mostra.