Il trentenne non riusciva a raddrizzare il catamarano, rovesciatosi a circa 2 miglia dalla costa
Volante di mare
Le volanti del mare della Polizia di Stato nel pomeriggio di ieri, venerdì 27 luglio, hanno soccorso uno skipper il cui catamarano si era rovesciato a circa due chilometri dalla costa difronte a Lido di Savio. Le due moto d’acqua condotte dagli agenti di polizia si sono dirette sul posto rinvenendo aggrappato al natante un 30enne in buone condizioni ma che non riusciva, nonostante gli sforzi messi in atto da oltre un’ora, a raddrizzare l’imbarcazione.
Uno degli agenti si è tuffato quindi in mare aiutando lo skipper nel tentativo mentre il secondo agente ha assicurato una cima all’albero della vela sollevandolo e agevolando la manovra di ribaltamento del catamarano.
L’operazione è andata a buon fine senza alcun danno per l’imbarcazione che ha potuto riprendere la navigazione verso riva senza il traino delle moto.
Il ravennate di 47 anni è stato rintracciato a casa dagli agenti, nel bagagliaio aveva ancora il martello
Foto di repertorio
La Polizia ha denunciato un ravennate 47enne per il danneggiamento di tre autovetture in sosta una in fianco all’altra difronte alla spiaggia di Lido Adriano. Una delle tre auto appartiene ad una ex fidanzata mentre le altre due sono di proprietà di due amiche della stessa con le quali si era recata al mare.
L’uomo tra l’altro era già stato notato dalla ex, sia nella occasione che nei giorni precedenti, che con la propria autovettura la seguiva negli spostamenti. Pochi minuti dopo che le donne avevano lasciato le auto in sosta, diversi testimoni hanno sentito l’infrangersi di più cristalli e hanno visto il 47enne riporre nel bagagliaio della propria auto l’ arnese servito al danneggiamento ricoperto da uno straccio scuro. Hanno allora chiamato la polizia e fornito agli agenti marca e modello dell’auto ed il numero di targa parziale. Una volta rintraacciate le proprietarie delle auto, una delle tre ha riconosciuto, dalla descrizione, l’uomo con cui aveva avuto una relazione, ormai interrotta da tempo. Il rapido controllo presso il domicilio dell’uomo ha permesso agli agenti di trovare l’auto con il motore ancora caldo e un martello arrotolato in un panno scuro nel bagagliaio.
Tantissime le iniziative che animeranno la cittadina dove l’artista mossa i primi passi della formazione musicale
Mancano pochi giorni all’inaugurazione ufficiale del «Rossini Summer Fest» di Lugo, nato da una collaborazione tra il Comune e la squadra artistica de LaCorelli, diretta da Jacopo Rivani che firma questa prima edizione, nel 150° rossiniano, con l’auspicio che la manifestazione abbia in futuro cadenza annuale.
Per Lugo, la città in cui Gioachino Rossini visse e mosse i primi passi della sua formazione artistica e musicale, il Festival rappresenta un’occasione per celebrare lo spirito rossiniano unendo cittadini e artisti e offrendo un motivo in più per godere della città anche nel cuore dell’estate. Il festival ha infatti eventi a ingresso gratuito che spaziano dal concerto sinfonico all’opera, dalla musica da camera ai concerti solistici, passando per le vie del jazz e delle sperimentazioni.
Ad inaugurare la Kermesse lunedì 30 luglio alle 21.15 neiChiostri del Carmine, il clarinetto di Fabrizio Meloni, che unisce alla carriera di solista alla Scala di Milano un’attività concertistica sui palcoscenici internazionali. Il primo clarinetto della Scala dividerà il palcoscenico con il tenore Francesco Tuppo, classe ’86, già protagonista della tournée italiana dell’opera “Milo e Maya e il giro del Mondo”, eseguita in prima mondiale in occasione di Expo 2015 al Teatro Sociale di Como. Accanto a loro, l’Orchestra Arcangelo Corelli condotta da Daniele Rossi, con cui l’Orchestra vanta un felice rapporto di collaborazione costellato di numerosi successi in qualità di Direttore ospite.
Il programma della serata prevede l’esecuzione di pagine celeberrime ed “acrobatiche” della produzione rossiniana. Dall’Ouverture de “La Scala di Seta” alle arie della “Cenerentola” e del “Barbiere di Siviglia”, passando per le “Variazzioni di Clarinetto”, il pubblico potrà godere di un repertorio raffinato e spumeggiante.
Ma sono tantissime le iniziative “rossiniane” che coinvolgono la città di Lugo.
Inoltre, dal 30 luglio al 5 agosto al Doc Book Cafè, in piazza Mazzini 35, sarà a disposizione di tutti un pianoforte nell’ambito dell’iniziativa “Play i’m yours!”. Nello stesso periodo, dalle 20.30 alle 22.30, la Torre del Soccorso ospita la mostra fotografica su Gioachino Rossini dal titolo “Ouverture”, a cura del Circolino Fotografico.
Martedì 31 luglio alle 21.15 alla scuola di musica “Malerbi” gli Est (Elettric String Trio) propongono musiche di Rossini rivisitate in chiave elettrica. Mercoledì 1 agosto nella chiesa della Madonna di Loreto di Passogatto spazio, alle 21.15, al concerto al piano di Denis Zardi con “Peccati di vecchiaia”. L’iniziativa viene riproposta giovedì 2 agosto allo stesso orario nel parco Savorini di San Bernardino con il concerto al piano di Luca Rasca. E ancora, venerdì 3 agosto alla scuola di musica Malerbi dalle 19 ci sono gli “Aperitivi a quattro”, accompagnati dalle sonate a quattro di Gioachino Rossini. Durante l’iniziativa sarà disponibile un buffet a cura di Timiama Caffé. Sempre il 3 agosto, alle 21.15, nella Villa Ortolani di Voltana è in programma il concerto al piano di Lucrezia Proietti. Sabato 4 agosto continuano gli “Aperitivi a quattro”, questa volta ospitati da Amici Miei Vinosteria dalle 19, mentre alla scuola di musica “Malerbi” alle 21.15 va in scena “Masterpiece”, concerto per due flauti e pianoforte. Il “Rossini Summer Fest” continua domenica 5 agosto alle 10.30 al Jolly Bar Ristorante, in piazza Mazzini 84, con “Opera breakfast” e il violoncello di Antonio Cortesi. Alle 21.15, invece, davanti al monumento dedicato a Francesco Baracca viene proposto “La cambiale di matrimonio”, opera buffa di Gioachino Rossini a cura dell’orchestra Arcangelo Corelli.
Musica, teatro e gastronomia si incontrano invece con gli appuntamenti di “Una cena a casa Rossini”, previsti in quattro ristoranti della città fino a settembre, come spiegato da Vito e Cristina Giardini. L’iniziativa, con inizio alle 20, permetterà ai partecipanti di gustare una cena nel centro di Lugo e contemporaneamente godersi uno spettacolo con Vito, Cristina Giardini, Enrico Picinni Leopardi e Lucia Michelazzo. I ristoranti che partecipano a questo progetto sono Amici Miei Vinosteria (piazza Mazzini 46) per la serata di domenica 29 luglio (per prenotazioni, 0545 282700); Il Trebbo caffè ristorante (largo Relencini 11) per venerdì 3 agosto (per prenotazioni, 0545 1891840); Osteria birreria Roccà (piazza Martiri 1) sabato 15 settembre (per prenotazioni, 393 0551670) e Albergo Ala d’Oro Ristorante (via Matteotti 56) lunedì 12 novembre (per prenotazioni, 0545 22388). La regia degli spettacoli è di Cristina Giardini. Il progetto è a cura di Cronopios.
Il “Rossini Summer Fest” continua domenica 5 agosto alle 10.30 al Jolly Bar Ristorante, in piazza Mazzini 84, con “Opera breakfast” e il violoncello di Antonio Cortesi. Alle 21.15, invece, davanti al monumento dedicato a Francesco Baracca viene proposto “La cambiale di matrimonio”, opera buffa di Gioachino Rossini a cura dell’orchestra Arcangelo Corelli.
Il segretario della Flai Vicidomini: “Offriamo sostegno a chi vuole denunciare situazioni di sfruttamento”
Le “Brigate” flai in azione
Il 26 luglio ha preso il via l’ultima parte del progetto predisposto, ormai oltre un anno fa, dalla Flai Cgil di Ravenna e condiviso dal coordinamento immigrati Flai. L’obiettivo è fornire un concreto contributo al contrasto dei fenomeni degenerativi del mercato del lavoro agricolo, emersi anche nella nostra provincia. “Il nostro obiettivo – spiega Raffaele Vicidomini, segretario provinciale della Flai Cgil – è l’ottenimento di una mappatura capillare del territorio per far emergere le situazioni di sfruttamento nel settore del lavoro agricolo. Per questo dal 26 luglio è stata avviata la campagna “Ancora in campo” che si protrarrà fino all’autunno inoltrato”.
Con questa, la Flai intende denunciare cosa avviene nelle campagne e informare i lavoratori impegnati nella raccolta di prodotti ortofrutticoli e quelli occupati negli allevamenti, circa i propri diritti, il rispetto dei contratti e dei salari e le nuove opportunità offerte dalla Legge 199/16 contro sfruttamento e caporalato. Anche a Ravenna, quindi, le Brigate del lavoro della Flai, composte da militanti, componenti del coordinamento immigrati e funzionari, si recano nei luoghi di lavoro, tra i filari, nei campi, dove migliaia di lavoratori, ogni giorno, cercano di conciliare la necessità di conservare il proprio lavoro con quella, sempre più frequente, che li costringe ad accettare compromessi con la loro dignità.
“In questo modo avviciniamo tantissimi lavoratori – spiega Vicidomini – che per problemi di natura logistica o per paura non riescono a mettersi in contatto con noi. Così è possibile diventare per loro un punto di riferimento per dare informazioni, risposte (su contratti, rinnovo del permesso di soggiorno, infortuni e malattie professionali), sostegno anche in caso di lavoratori che vogliano denunciare irregolarità e sfruttamento. La fotografia per ora emersa conferma le analisi che da tempo abbiamo denunciato. Infatti, tra le aziende distribuite tra il comune di Conselice e quello di Massa Lombarda, visitate nella prima giornata, alcune, attraverso i loro responsabili, hanno accettato serenamente di farci incontrare i lavoratori che hanno confermato di percepire retribuzioni e trattamenti coerenti con quanto previsto dal contratto nazionale e da quello provinciale. Altre aziende lo hanno fatto con più diffidenza e gli sguardi imbarazzati dei loro operai, mentre apprendevano quale fosse la retribuzione corretta e quali i loro diritti, erano più eloquenti di qualsiasi altra considerazione. Ma la conferma che anche le nostre campagne non sono esenti dal lavoro irregolare e dallo sfruttamento, la si è trovata nell’arroganza, negli insulti e nelle più o meno velate minacce che alcuni imprenditori ci hanno riservato e con le quali ci hanno respinto. Dietro la loro sproporzionata reazione, resta il dubbio che si nascondano le ragioni che oltre a portare allo sfruttamento dei lavoratori (magari affidandosi a intermediari di dubbia provenienza) determinano quella concorrenza sleale attraverso il dumping contrattuale e l’evasione fiscale, che rappresenta il peso più gravoso che le tante aziende virtuose del territorio devono sopportare”.
Votata all’unanimità la concessione e la gestione dello stadio al Ravenna Football club fino al 2021
Il consiglio comunale, venerdì 27 luglio, ha approvato all’unanimità la delibera per la concessione in uso e la gestione dello stadio comunale Bruno Benelli al Ravenna Football club 1913 spa per il periodo 2018/2021.
La delibera è stata illustrata da Roberto Fagnani, assessore allo Sport, che ha fatto presente trattarsi del rinnovo della concessione in scadenza al Ravenna Football Club 1913 spa, un atto significativo anche perché ha dovuto tenere conto delle mutate esigenze con il passaggio di categoria dai dilettanti alla serie “C” professionistica e lo svolgimento della Coppa Italia, nuove condizioni che hanno determinato un aumento dei contributi, che sono passati da 75mila a 105mila, e adeguamenti finalizzati a garantire il mantenimento delle condizioni di sicurezza pubblica nonché di stabilità dell’impianto.
L’assessore Fagnani ha altresì rappresentato l’ intenso e proficuo dibattito che la delibera ha registrato in sede di commissione con l’accoglimento di due degli emendamenti proposti dalla consigliera Veronica Verlicchi, capogruppo de la Pigna, e la proposta di Massimo Manzoli, capogruppo di Ravenna in Comune, di non pubblicizzare all’interno dello stadio il gioco d’azzardo.
Sono stati quindi presentati dalla consigliera Veronica Verlicchi sette emendamenti alla delibera.
La delibera è stata votata all’unanimità e anche gli emendamenti 1 e 5.
Dall’1 agosto i bagni vicini alla Basilica saranno gestiti da Azimut a pagamento per garantire presidio e pulizia
Il Comune ha previsto l’installazione di nuove toilette pubbliche per contribuire ad una migliore qualità dei servizi offerti a turisti e cittadini. Quella di Classe, a fianco della basilica di sant’Apollinare e vicino al ristorante, che era fortemente degradata e oggetto di vandalismo, è stata interamente ristrutturata e dal 1° agosto sarà gestita da Azimut. Il servizio a pagamento consentirà un presidio e una regolare pulizia. Un’altra toilette sarà posizionata in piazzale Zaccagnini, della stessa tipologia di quella collocata in via Pasolini, a favore degli utenti del mercato ambulante.
Le altre tre toilette saranno inserite all’interno dei parchi Baronio e Strocchi in città e in quello di Marina di Ravenna.
In piazzale dei Salinari, dal 3 al 7 agosto, arriveranno anche i ministri Fontana, Stefani, Bongiorno e Centinaio
Salvini in una passata edizione della Festa a Cervia
Torna in piazzale dei Salinari a Cervia, nel cuore dell’estate, la festa nazionale della Lega Romagna, ex Lega Nord Romagna che vedrà di nuovo sul palco i big del Carroccio, questa volta in veste di uomini di governo. Tra gli appuntamenti più attesi sicuramente quello di sabato 4 agosto quando interverrà il ministro dell’Interno Matteo Salvini alle 21.30, al centro di tante polemiche e di tanti attacchi (di ieri la notizia, per esempio, che l’isola di Maiorca l’ha dichiarato “persona non gradita” per la “xenofobia preoccupante”, di pochi giorni fa la copertina di Famiglia Cristiana che lo paragonava a Satana, solo per citare gli esempi più recenti). Con lui il deputato e sottosegretario alla giustizia, nonché segretario della Lega Romagna, Jacopo Morrone.
Ad aprire la festa il 3 agosto saranno invece il giovane deputato Andrea Crippa, il presidente della Regione Friuli Massimiliano Fedriga e il sottosegretario alla Presidenze del Consiglio Giancarlo Giorgetti, da tempo un pilastro del partito. Domenica 5 agosto ci sarà la ministra per gli affari regionali e le autonomie (un altro tema caldissimo in questi giorni) Erika Stefani insieme a un altro ministro al centro del dibattito in questo momento: Lorenzo Fontana. Il Ministro per la famiglia ha appena dichiarato che in Italia non possono essere trascritti all’anagrafe come tali I figli di coppie omosessuali suscitando una spaccatura tra le forze di governo. In prima linea invece in questa battaglia ci sono alcuni sindaci 5 Stelle, come ad esempio Chiara Appendino (ma un caso recente si è registrato anche nella vicina Alfonsine, a guida Pd). Oltre a loro sul palco anche un terzo ministro: Gian Marco Centinaio, con delega alle politiche agricole alimentari e forestali.
Due donne protagonista lunedì 6 agosto: Lucia Borgonzoni, sottosegretaria di Stato ai Beni e Attività culturali e al Turismo e l’avvocato Giuila Bongiorno, ministro per la Pubblica Amministrazione, sul palco con Nicola Molteni, sottosegretario agli Interni. A chiudere martedì 7 luglio Riccardo Molinari, neparlamentare e da poco condannato in appello per la vicenda rimborsopoli in Piemonte (sentenza che ha ribaltato quella di assoluzione in primo grado) e Luca Zaia, presidente della Regione Veneto.
Volley / Il baby libero ravennate farà parte della rosa della squadra composta dai talenti emergenti della pallavolo femminile italiana. Il raduno è previsto per il 4 settembre a Milano
Sara Panetoni in maglia azzurra
C’è anche la baby ravennate Sara Panetoni, libero classe 2000, nell’organico del Club Italia che parteciperà al prossimo campionato di A1 femminile. La squadra che racchiude tutti i più promettenti talenti azzurri è pronta a fare il suo ritorno nella massima serie dopo l’esperienza delle due stagioni 2015-2016 e 2016-2017. La giocatrice cresciuta nella Teodora ha vestito in passato la maglia della nazionale Under 18, vincendo il titolo mondiale di categoria nel 2017.
Il Club Italia è espressione del progetto tecnico d’eccellenza della Fipav, creato nel 1998, che nel corso degli anni ha forgiato alcune delle giocatrici più talentuose e titolate del panorama nazionale, da Lo Bianco, Del Core, Togut e Barazza a molte delle azzurre di oggi come Chirichella, Malinov, Orro, Egonu, Danesi. Dal 2011 la squadra azzurra risiede e si allena al Centro Pavesi Fipav di Milano, dove ha disputato le gare interne dello scorso campionato di A2 e giocherà anche gli incontri casalinghi del prossimo campionato.
La rosa della squadra sarà formata da 18 giocatrici, con numerose conferme rispetto alla scorsa stagione: resteranno infatti in organico la palleggiatrice Rachele Morello (classe 2000, tesserata per la Lilliput Settimo Torinese), le centrali Marina Lubian (2000, Lilliput Settimo) e Sarah Fahr (2001, Agil Volley Novara), le schiacciatrici Elena Pietrini (2000, Savino Del Bene Scandicci), Terry Enweonwu (2000, Energy Volley Parma), Loveth Omoruyi (2002, San Donà Piave Volley), Sylvia Nwakalor (1999, Volleyrò Casal de’ Pazzi) e Adhuoljok Malual (2000, Pallavolo Argentario) e il libero Chiara De Bortoli (1997, Imoco Volley Conegliano).
I volti nuovi comprenderanno numerose atlete nel giro delle nazionali giovanili: la palleggiatrice Francesca Scola (2001, Volleyrò Casal de’ Pazzi), le centrali Fatim Kone (2000, Lilliput Settimo), Linda Nwakalor (2002, Volleyrò Casal de’ Pazzi) e Veronica Costantini (2003, Union Volley Jesolo), le schiacciatrici Valeria Battista (2001, San Donà Piave Volley), Alessia Populini (2000, Agil Volley Novara) e Mariateresa Bassi (2002, Promoball VBF), il libero Sara Panetoni (2000, Olimpia Teodora Ravenna) e l’universale Alice Trampus (2004, Oma Volley Trieste). Alla guida dello staff tecnico è stato confermato Massimo Bellano, allenatore della nazionale Under 19 femminile.
Il raduno del Club Italia è previsto nella giornata di martedì 4 settembre al Centro Pavesi Fipav di Milano, dove la squadra azzurra svolgerà l’intero periodo di preparazione.
Dal 6 al 18 agosto alle 21.15 la corte diventa un’area all’aperto con le tecnologie audio-video delle sale cinematografiche
La piazza interna del Pavaglione a Lugo
Dieci proiezioni per tutti i gusti, dai film italiani a quelli internazionali, dai cartoni per bambini alle edizioni restaurate di grandi classici: sarà l’arena del Pavaglione di Lugo a ospitare, dal 6 al 18 agosto, gli appuntamenti del cinema estivo a ingresso gratuito (proiezioni alle 21.15).
Lunedì 6 agosto parte la rassegna “Nuovo Cinema Pavaglione” con Finché c’è prosecco c’è speranza, il film noir del regista Antonio Padovan, che vede nel cast Giuseppe Battiston nel ruolo dell’ispettore Stucky, chiamato a investigare su un apparente caso di suicidio. Le proiezioni continuano il giorno successivo, martedì 7 agosto, con la commedia francese Due sotto il Burqua di Sou Abadi sulla storia d’amore tra due ragazzi nonostante la contrarietà della famiglia di lei, mentre l’8 agosto è in programma il film d’animazione Ferdinand. Giovedì 9 agosto spazio a un grande classico come Amarcord di Federico Fellini (1973) in edizione restaurata. Sabato 11 agosto è il giorno di Lovers, commedia firmata da Matteo Vicino, che vede quattro giovani protagonisti di altrettante storie diverse. Durante la serata saranno presenti il produttore del film Stefano Pucci e il regista Matteo Vicino. Domenica 12 agosto una serata thriller con L’uomo sul treno di Jaume Collet-Serra e la corsa contro il tempo dell’assicuratore Michael MacCauley. Lunedì 13 agosto tornano i film dedicati ai bambini e alle famiglie con Paddington 2 di Paul King e le avventure letterarie dell’omonimo orsetto. Risate e divertimento martedì 14 agosto con la commedia Ricomincio da noi di Richard Loncraine. Nuovo appuntamento con i film che hanno fatto la storia del cinema giovedì 16 agosto, con la proiezione de Il grande dittatore di Charles Chaplin (1940), in edizione restaurata. La storia sarà la protagonista dell’ultimo appuntamento della rassegna, sabato 18 agosto, con Il giovane Karl Marx di Raoul Peck. Il film racconta l’incontro tra Marx e Friedrich Engels.
I film verranno proiettati utilizzando i supporti digitali e le attrezzature professionali in uso nelle sale cinematografiche, per dare la miglior esperienza di visione possibile. La rassegna è organizzata dall’agenzia L’Age d’or e dal Comune di Lugo e il contributo del consorzio AnimaLugo, Cna Ravenna, Confcommercio Ascom Lugo, Confartigianato e Confesercenti.
«Il desiderio di portare il cinema all’aperto nel centro storico è nato qualche anno fa e siamo molto felici di esserci riusciti – ha detto Anna Giulia Gallegati, assessora comunale alla Cultura -. La programmazione prevede ogni sera un appuntamento diverso. “Nuovo Cinema Pavaglione” è un progetto importante perché propone film pensati per tutti, dai cartoni per i bambini ai grandi classici in edizione restaurata, e soprattutto per la sua gratuità. Pensiamo infatti che il cinema sia anche uno strumento di aggregazione sociale e in questo modo vogliamo dare a tutti la possibilità di usufruirne».
Calcio C / Definito il tesseramento della punta di Castel San Pietro proveniente dal Pordenone. «Pronto a mettermi in discussione e dimostrare tutto il mio valore». Domani, sabato 28 luglio, test a Milano Marittima
L’attaccante Simone Raffini proviene dal Pordenone
Arriva un altro acquisto a rinforzare l’attacco del Ravenna Fc e ha il volto di Simone Raffini. Il centravanti romagnolo, classe 1996 di Castel San Pietro, arriva a titolo definitivo dal Pordenone e ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2019. «E’ una trattativa che si è sviluppata con rapidità – racconta il neo-giallorosso – nel giro di tre-quattro giorni. Appena saputo dell’interessamento del Ravenna non ci ho pensato due volte ad accettare. Sono di queste zone e conosco bene questa piazza: molto importante e con una grande storia. Il progetto mi è sembrato ambizioso e io sono pronto a mettermi in discussione e dimostrare tutto il mio valore».
A Simone, che è cresciuto nel settore giovanile del Cesena prima di essere acquistato dal Pordenone (due esperienze in prestito in Toscana, rispettivamente a Lucca e Pontedera), sarà richiesta quella presenza atletica e realizzativa al centro del tridente disegnato da mister Foschi. «Sono un giocatore fisico che basa il suo gioco su questo aspetto. Mi piace mettermi a disposizione della squadra e dialogare con i compagni, pur rimanendo sempre pronto a fiondarmi su ogni pallone in area e cercare la marcatura. Non voglio paragonarmi a nessun calciatore famoso. Diciamo che cerco di cogliere ogni aspetto più importante e farlo mio – termina Raffini – partendo da una grande attenzione alla parte atletica che è fondamentale».
Raffini si è aggregato ai compagni al centro sportivo di Glorie fin da oggi pomeriggio, 27 luglio, dove ha ritrovato due vecchie conoscenze del settore giovanile del Cesena, Maleh e Pellizzari, con il quale ha anche giocato. Sarà disponibile anche per l’amichevole di domani, sabato 28 luglio, contro il Cervia dell’ex giallorosso Enrico Buonocore. Per il test in questione (ore 17.30 allo stadio Todoli di Milano Marittima, ingresso gratuito) tornerà a disposizione Barzaghi, che negli ultimi giorni seguiva un lavoro differenziato causa un infiammazione del ginocchio. Non sarà invece della partita la punta argentina Carabelli, che ha terminato il periodo di prova.
Coppa Italia In attesa della definizione dei gironi di campionato la Lega ha diramato la composizione dei raggruppamenti per il primo turno di Coppa Italia, competizione che avrà inizio il 5 agosto. Il Ravenna è inserito nel gruppo E con il Rimini e una delle squadre che sarà ripescata. Si attendono aggiornamenti sul calendario ufficiale della competizione.
Due giovani stranieri erano equipaggiati con cellulare e trasmittente per inviare le domande e ricevere le risposte: gli agenti si sono insospettiti perché non capivano una parola di italiano
Un ciuffetto di capelli incollato dietro l’orecchio doveva servire per nascondere tutto ma non capivano una parola di italiano e hanno insospettito i poliziotti che hanno scoperto il trucco. La polizia stradale di Ravenna ha denunciato due indiani di 32 e 33 anni che avevano sostenuto e superato l’esame teorico per la patente di guida grazie a un auricolare nell’orecchio con cui ricevevano le risposte corrette dall’esterno.
I due si sono presentati agli uffici della motorizzazione civile il 26 luglio e hanno chiesto di svolgere l’esame grazie all’ausilio delle cuffie audio poiché in difficoltà nel leggere le domande dei quiz in lingua italiana. Alla fine della prova gli agenti hanno voluto verificare meglio le cose. Scrutando tra i capelli che coprivano l’orecchio sinistro di uno dei due, la polizia ha notato che all’esterno del padiglione auricolare c’era un sottilissimo filo che collegava una mini antenna (incollata al basso cranio sull’osso occipitale) con un auricolare inserito nel condotto uditivo. Il collegamento era stato occultato incollando un ciuffetto di capelli proprio sulla zona. Addosso aveva anche un telefono cellulare. In buona sostanza i due candidati erano equipaggiati in modo che l’audio delle cuffie dell’esame veniva trasmesso ai complici fuori dagli uffici e ricevevano indietro le indicazioni per le risposte da selezionare.
Lussuosi palazzi per uffici, residenze in antiche dimore nobiliari, flotte di auto e velivoli, il mecenatismo artistico: i simboli del potere economico del Corsaro e parenti
Palazzo Pompili, sede originaria dell’impero economico dei Ferruzzi, a ridosso di piazza del Popolo
A un certo punto Raul Gardini, dopo la scomparsa del suocero Serafino Ferruzzi da cui ereditò il comando di un vasto impero economico dove non tramontava mai il sole, lo definirono il Contadino. Un epiteto efficace – visto che i suoi principali affari riguardavano terreni, prodotti agricoli e derrate alimentari di primaria importanza – ma che rappresentava solo in parte il profilo manageriale e umano di Gardini.
Come Serafino era un capitano d’industria pragmatico, un decisionista, ma non aveva la sua ombrosa riservatezza, la ritrosia ad apparire. Raul era diversamente ambizioso, un estroverso, con un ego granitico che perseguiva la vittoria e il primato di ogni partita in cui si metteva in gioco. Era uno che se partecipava voleva emergere e lo dimostrava in modo spregiudicato. Questo carattere volitivo – negli anni del frenetico sviluppo economico e finanziario del Gruppo Ferruzzi sotto la sua guida – gli valse rispetto, aperta ammirazione e simpatia. Soprattutto fra i ravennati che non disdegnavano, per l’appunto, quel soprannome Contadino che lo avvicinava alla loro schiatta terragna.
Così Raul – in una mitografia ormai inossidabile – era quel padrone bonario che aveva con le sue aziende creato lavoro per migliaia di concittadini. Era quello che, nonostante gli affari da curare in tutto il mondo, tornava sempre nella sua città e andava a prendere le pastarelle alla pasticceria Al Duomo o il caffé in Piazza del Popolo, come un ravennate qualunque. Quello che se lo salutavi per strada contraccambiava con un cenno o un sorriso. Per molti era l’ex compagno di classe, di gite al mare, veleggiate o scampagnate, uno che si era “fatto da solo”, un emblema di successo dell’alacrità romagnola. Un’adorabile personalità.
Fra gli anni ’80 e i primi ‘90, sicuramente Gardini lasciò a Ravenna diversi segni di una grandeur imprenditoriale e domestica quando perseguì l’idea che gli interessi economici internazionali dei Ferruzzi si potevano e dovevano governare dalla sua città. Così tanti cittadini comuni (per non parlare di quasi tutti i notabili, ovviamente interessati a tale intraprendenza) si convinsero che dopo 1500 anni Ravenna, grazie a Raul, ritornava ad essere la capitale di un impero. Con buona pace e a vantaggio di tutti, compresi i governanti comunisti della città.
I simboli di questa grandiosa rinascita non furono solo edifici e residenze ma anche interventi per la cultura e lo sport (vedi altre pagine del servizio) e pure un certo stile di vivere e della comunicazione assai più mondani e appariscenti rispetto alla discrezione e al riserbo di impronta provinciale del patriarca Serafino. A quelli che erano i due spazi nevralgici delle imprese: il Palazzo Pompili (nell’ex via XIII Giugno – ora proprio intitolata a Serafino Ferruzzi – che era anche l’abitazione dell’anziano magnate e della moglie Isa Fusconi) e quello degli uffici della Olii e Risi e Calcestruzzi spa in via Guerrini (il cosiddetto “Palazzo di vetro” progettato dall’architetto Roberto Evangelisti), si aggiungono presto alcune lussuose residenze delle famiglie della dinasty e altri edifici per attività direzionali. Infine, a tempo di record viene edificato un “tempio pubblico” a servizio della città: il monumentale Palazzo delle Arti e dello Sport , intitolato a Mauro De André, dirigente del gruppo Ferruzzi e fratello del cantautore, scomparso prematuramente in quegli anni.
Così, nella fase di ascesa aziendale, alla sede storica di Palazzo Pompili, sono affiancati gli altri palazzi sullo stesso lato della strada, fino alla Torre Comunale, connessi funzionalmente fra loro e da un tunnel sotto il vicolo Casa Matha. A qualche centinaio di metri di distanza da questo originario sistema direzionale, in via Diaz, il gruppo acquisisce un moderno palazzo che aveva ospitato attività commerciali per dare spazi di prestigio alla Ferfin, la holding finanziaria del gruppo. L’edificio, ristrutturato dall’architetto Carlo Maria Sadich – lo stesso progettista del Pala De André – è blindato come un bunker ma all’esterno, sotto i portici del corso, è installata una doppia serie di monitor televisivi che comunicano il senso di potenza economica globale dell’impero, come fosse una Sala Borsa o una redazione “all news”. Nelle vetrine invece sono esposti i pannelli di un ciclo pittorico “metafisico” sull’immagine di Ravenna commissionato al pittore Arduino Cantàfora, tramite l’architetto Francesco Moschini, lo stesso che aveva convinto per conto di Raul, il celebre artista Alberto Burri a realizzare in fregio al Pala De André la possente scultura Grande Ferro R. In effetti, lo stesso Burri stava realizzando una serie di grandi opere intitolate “Nero e Oro” proprio per valorizzare artisticamente la sede della Ferfin ma a Ravenna non se ne fece nulla, anche se il ciclo di quadri – bellissimi – fu creato, ora visibile al museo dell’artista a Città di Castello. Il che dimostra come il Contadino avesse una certa visione privilegiata anche nel campo dell’arte contemporanea. Sempre nel cuore di Ravenna, Gardini decide di trasformare lo storico (quanto decaduto) albergo Cappello, di chiara impronta veneziana quattrocentesca, in una confortevole foresteria dove ospitare e riunire i suoi manager sparsi ovunque in Italia e nel mondo. Fa predisporre camere e suite lussuose, un ristorante e una sala conferenze nel sottottetto (si mormorò innalzato un metro e rotti in più dell’originale, in barba ai dettami della Soprintendenza). Per i pavimenti ai piani viene sperimentato anche un avveniristico (per l’epoca) parquet plastico della Montedison.
A Ravenna si concentrano anche le nuove residenze dei Gardini/Ferruzzi. Raul e famiglia trovano casa nel settecentesco Palazzo Prandi che si affaccia su via d’Azeglio con un sontuoso portale in pietra d’Istria, all’interno uno splendido cortile quadrilatero e un ampio hortus conclusus (con piscina). Di fronte e all’angolo con via Pasolini si insediano in una palazzina nobiliare anche i soci e cognati Alessandra Ferruzzi e Carlo Sama. Gardini prende possesso anche dell’abbandonata tenuta Monaldina (lungo la via Canale Molinetto che mena al mare, a pochi passi dal Pala De André) per sistemarla come buen retiro cittadino. La villa è un piccolo “casino di campagna” nobiliare, ma vanta un largo parco, una pinetina e, in particolare, un grande casone di servizio dove Raul fa dipingere sul muro una gigantografia del leone simbolo del Moro di Venezia. Lì va a meditare le sue strategie imprenditoriali e velistiche. Non a caso il parco è dotato di un eliporto ma anche di un galoppatoio contrassegnato da una grande scultura stilizzata in tubi di acciao di un testa di cavallo, già esposta nel 1993 ai Giardini della Biennale di Venezia.
Questa plastica ostentazione di immobili e decori ha un costo esorbitante, anche perché sono acquisiti, pur di averli subito, con constistenti sopravvalutazioni sul prezzo di mercato, e ristrutturati lussosamente senza badare a spese. Lo stesso per gli “accessori” della mobilità: decine di berline Mercedes al top di gamma (250 milioni di lire cadauna), jet executive (di stanza a Forlì) ed elicotteri che atterrano e decollano dalla Monaldina e dal Pala De André. E un esercito di inservienti: autisti, piloti, guardiani, guardie del corpo, segretari, camerieri… sempre tutti in riga e con un certo stile.
Come i giornalisti del “Messaggero” che, a fine anni ‘80, piombano in Romagna come alieni, alcuni reclutati a suon di compensi extra dalle redazioni del “Resto del Carlino” che fra Rimini, Forlì e Cesena sono quasi “svuotate”, eccetto i cronisti ravennati che restano al loro posto con il caporedattore di allora Uber Dondini. Cosi anche i Ferruzzi, come i più importanti industriali italiani, possono vantare la proprietà di un quotidiano con pagine locali. E se lo stile non è acqua, questi professionisti dell’informazione li vedi sempre in “divisa d’ordinanza”: giacca, cravatta, camicia bianca, in giro coi taxi, ben pasciuti dai ricchi “buoni pasto” al Gallo o al Caminetto di Milano Marittima. Ma l’edizione romagnola del quotidiano di Roma non decolla più di tanto, nonostante l’ordine di servizio per tutti i dipendenti del gruppo Ferruzzi di presentarsi la mattina al lavoro con il “loro” giornale in mano. In questo i ravennati non si fanno proprio sedurre e continuano la vecchia abitudine di leggere il Carlino.
Il già citato Palazzo delle Arti e dello Sport Mauro De André, realizzato dal gruppo Ferruzzi nel 1989 su progetto dell’architetto Carlo Maria Sadich, è forse la testimonianza più importante per grandezza e funzione lasciata a Ravenna dall’impero economico guidato da Raul Gardini. E dopo 25 anni resta l’unico rilevante edificio di architettura contemporanea realizzato in città e in particolare nell’area della Darsena ancora in gran parte da riqualificare. Peraltro l’impianto è sorto “velocemente” grazie all’intervento privato più di quanto fosse, negli stessi anni, l’intenzione del Comune di realizzare un palasport pubblico firmato dal celebre architetto Renzo Piano. Che quindi non fu mai edificato. Oggi di proprietà comunale, concesso in gestione alla società Metrò, il Pala De André è capace di ospitare fino a 3800 spettatori, funzionale a match sportivi di pallavolo e basket, ben attrezzato per fiere e convention, si è rivelato più problematico come sala concerti, soprattuto per un’acustica difficile da controllare. Ideato anche come parco urbano (con alcune opera d’arte in fregio allo spazio: dal Grande Ferro R di Burri, ai mosaici di Elisa Montessori al Danteum), oggi è fruibile solo durante gli eventi. Ma il suo vero “difetto” sono gli eccessivi costi di gestione e manutenzione (erano di due miliardi lire all’anno all’epoca della proprietà Ferruzzi). Tanto che il Comune è intenzionato a costruire un nuovo e più funzionale palazzetto polivalente in quell’area.
Raul Gardini si impegna anche nel mecenatismo culturale cittadino, musicale in particolare, grazie all’amicizia con Riccardo Muti e Cristina Mazzavillani. Favorisce gli esordi del Ravenna Festival sponsorizzando la seconda edizione del 1991 con un miliardo di lire indirizzato proprio a sostenere due esibizioni del Maestro Muti. Un’adesione al festival ravennate che non verrà a mancare neppure dopo la separazione dal gruppo Ferruzzi, quando con i propri marchi finanzierà (e presenzierà) sempre due concerti del grande direttore d’orchestra nel 1992 e i primi di luglio del ‘93, pochi giorni prima della tragica fine.
Già, la fine di Gardini e il crack dei Ferruzzi, che segna anche la repentina decadenza della grandeur imperiale. Assediati da sequestri e pignoramenti dei tribunali e dallo “spezzatino” del vasto raggruppamento di imprese messo in atto dai commissari e liquidatori di Mediobanca, in pochi mesi i simboli più appariscenti di quella che sembrava il volto di una nuova capitale, diventano evanescenti in una Ravenna livida, preoccupata per tanti lavoratori a rischio e divisa dal rimpianto di un luminoso sogno improvvisamente oscurato da enormi debiti, fallimenti, reati.
Oggi, dopo 25 anni, restano i sopravvissuti, modestamente riservati e silenziosi, l’unico che “rivive” al di là della grandeur perduta è il mito del Contadino e capitano coraggioso, tenace e indomito. Ma si tratta, appunto, solo di un simbolo.