mercoledì
06 Maggio 2026

Diciassettenne insulta e minaccia professore, rifiutando poi di scusarsi: denunciato

Il ragazzo, convocato dal preside, avrebbe detto che i suoi genitori «hanno buoni avvocati»…

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Foto di repertorio

Al Carlino ha dichiarato di non voler ritirare la querela per difendere l’istituzione che rappresenta, la scuola. È il professore che ha denunciato uno studente 17enne che lo ha insultato e minacciato più volte. Tutto è nato da un primo richiamo del professore (che insegna in una scuola di Faenza adiacente a quella del 17enne) che aveva notato il ragazzo litigare pesantemente con un compagno nel cortile. Il 17enne, probabilmente offeso da quella “lezione”, nei giorni successivi ha in altre due occasioni attirato l’attenzione dell’insegnante, offendendolo e minacciandolo (con frasi tipo “ti aspetto sotto casa” o “non la passi liscia), senza mai sentire l’esigenza di scusarsi. Neppure quando è stato richiamato dal suo dirigente scolastico per un confronto diretto con il professore. «I miei hanno dei buoni avvocati», avrebbe anzi risposto quando il professore ha minacciato querela. Il giovane quindi (che è poi stato anche sospeso per quattro giorni da scuola) ora si ritrova denunciato alla procura minorile per minacce a pubblico ufficiale.

Con in tasca 150 euro ruba 30 euro di generi alimentari al supermercato: arrestato

Si tratta di un 65enne pregiudicato e senza fissa dimora

CarabinieriHa rubato 30 euro di generi alimentari in un supermercato di Cervia, nascondendoli in due borselli schermati con rivestimento in alluminio per eludere i controlli antitaccheggio. L’uomo è stato però notato dalla sorveglianza e poi arrestato in flagranza dai carabinieri. Si tratta di un 65enne pregiudicato bulgaro, senza fissa dimora, che al momento dell’arresto aveva in tasca circa 150 euro in contanti.

Arriva la danza al Ravenna Festival con il riallestimento di Erodiade all’Alighieri

Il 18 giugno nell’ambito del progetto di “ricostruzione” Ricci

Erodiade©AlbertoCalcinai05512La danza irrompe al Ravenna Festival lunedì sera, 18 giugno, al teatro Alighieri (ore 21).

Ispirato al poema incompiuto Hérodiade di Stephane Mallarmé, lo spettacolo di Julie Ann Anzilotti nasce nel 1993, coagulando insieme collaborazioni prestigiose come la “sacrale” scenografia creata da Alighiero Boetti e la voce di Gabriella Bartolomei, invisibile (fuori campo) ma vibrante liaison tra azione coreografica e partitura musicale mista, da Hindemith a Rihm. Protagonista è la figura di Erodiade (o Salomé), creatura inquieta che nella sua affannosa ricerca di amore si spinge fino a chiedere la testa del Battista, il cui sacrificio le aprirà la strada della catarsi.

Esempio di un luminoso periodo per la danza (e non solo) in cui il teatro era luogo di incontro e di scambio fertile tra artisti, Erodiade – Fame di vento torna in scena – lunedì 18 giugno al Teatro Alighieri (ore 21) – nell’ambito del Progetto RiC.Ci.

Dedicato alla memoria della danza contemporanea italiana di cui vengono ricostruite le opere intorno agli anni 80/90, il Progetto RiC.Ci è curato da Marinella Guatterini, che già nel 1993 fu promotrice di questo lavoro di Julie Ann Anzilotti per il “Progetto Neoclassico”, ciclo dedicato alla rilettura del repertorio neoclassico europeo, incentrandolo sull’accorpamento di arti varie in un unico segno scenico. Al riallestimento dell’opera hanno partecipato, oltre all’autrice, quasi tutti i professionisti coinvolti nel debutto del 1993, in un passaggio di testimone creativo che è uno degli altri segni distintivi del Progetto RIC.CI.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: posto unico numerato 12 euro (ridotto 10)
‘I giovani al festival’: fino 18 anni e universitari 5 euro

Arriva il festival del cibo contadino, tra poderi, cantine e fattorie. Il programma

Promosso da Coldiretti, sei appuntamenti dal 20 giugno fino a settembre

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L’agriturismo Martelli a Borgo Montone

“Dal campo alla tavola… a metri zero!”. Questo lo slogan del primo “Festival itinerante del Cibo contadino”, un viaggio a tappe in poderi, cantine, fattorie e agriturismi per gustare – tra stelle, lucciole e atmosfere a tema – le eccellenze gastronomiche dell’agricoltura ravennate preparate secondo le ricette tradizionali dei cuochi contadini.

Promosso da Coldiretti Ravenna e Campagna Amica, il festival propone cinque serate a tema (più un appuntamento speciale) in cinque luoghi immersi nella campagna ravennate, cinque occasioni per riscoprire la genuinità del cibo 100 percento contadino con menù a filiera corta.

Il programma (inizio serate ore 20)
– Mercoledì 20 giugno – Nel Labirinto di Mais (Azienda Galassi Carlo, via Roma 111 Alfonsine)
Il cammino tra il cibo contadino si aprirà tra le note d’arpa di Marta Celli e il fascino del Labirinto effimero dell’Azienda agricola Galassi Carlo. Ad allietare il palato, l’antipasto romagnolo e il barbecue sotto le stelle con le carni di mora romagnola certificata dell’Azienda Agricola Ca’ ad La’ di Brisighella e il gelato artigianale made in Ravenna di ‘Panna & Fragola’. In abbinamento con la cena le birre agricole del Birrificio La Mata di Solarolo e i vini della cantina Ravagli di Ragone. Area wellness con ‘lettura del piede’ e trattamenti di riflessologia dello Studio Alessandra Casalini. Durante la serata attivo l’angolo della ‘spesa contadina’ con i produttori Campagna Amica e vetrina dell’artigianato artistico ‘homemade’. Prenotazioni al 335 8335233.
– Venerdì 29 giugno – I ruggenti anni 50 & 60 (Azienda agricola Alessandra Ravagli, via Argine Destro Montone 220, Ragone di Ravenna)
Atmosfera vintage per la seconda tappa con la musica d’autore di Vittorio Bonetti, oggetti e ricordi del tempo passato (gradito abbigliamento a tema) e angolo del trucco ‘pin-up’ di Barbara Stella Make Up. Cena curata dall’agrichef Gianluca Martelli: tagliere di formaggi del caseificio Boschetto Vecchio con confetture e saba, crostino alle erbe e crackers di brise, lasagna estiva con verdure dell’orto, uovo di gallina in camicia con asparagi, ciambella romagnola. Degustazione abbinata con i vini della Cantina Alessandra Ravagli.
Durante la serata attivo come sempre l’angolo della ‘spesa contadina’ con i produttori Campagna Amica e vetrina dell’artigianato artistico ‘homemade’. Prenotazioni 347 8884547
– Giovedì 12 luglio – Agri Wellness all’azienda Agriturismo Martelli (viale Spinelli 10, Borgo Montone di Ravenna)
Una serata dedicata al benessere del corpo e della mente: cibo sano e genuino, trattamenti rilassanti, musica e natura della fattoria didattica. Cena con le prelibatezze di stagione curata dall’agrichef Gianluca Martelli, le ‘coccole’ della scuola Shiatsu MiChi e dell’operatrice olistica Marina Casadei, note pop con i Majika Musica e centrifugati di frutta e verdura de La Dispensa del Colibrì. L’agrimenù della serata prevede: Tartare di melone e prosciutto, Tortelli di melanzane e caprino, Spiedone di carni bianche con contorno di verdure, Semifreddo alla frutta
Prenotazioni allo 0544 401744
– EVENTO SPECIALE – 19 luglio – L’agricoltura rosa sotto le stelle del Canale Naviglio
Le eccellenze agricole prodotte e firmate dalle imprenditrici di Coldiretti Donne Impresa protagoniste del mercato e del pic-nic nell’aia di Casa Contessi (via Canale Naviglio 26, Bagnacavallo) Musica dal vivo con i “Solecontro”
– Venerdì 27 luglio – Serata Country al Bosca Ranch (via Bosca 64, Ravenna)
Un salto nel swest a due passi da Ravenna per vivere una serata a tutto country con la musica a tema della Crazy Bulls Band, scuola di ballo per veri cowboy e battesimo della sella per i più piccoli (dalle 19 alle 21). Non mancherà il vero ‘rancio’ contadino con il ‘Bosca Hamburger’ di Fassona accompagnato da patatine fritte, la birra 100% agricola del Birrificio La Mata e i vini autoctoni di Romagna. Per chiudere in dolcezza l’agrigelato di ‘Panna & Fragola’. E poi spuntino di mezzanotte attorno al falò con uova allevate a terra e pancetta. Prenotazioni 339 4485162
– Mercoledì 5 settembre – Festa della Vendemmia (Azienda Agricola Alessandra Ravagli, via Argine Destro Montone 220, Ragone di Ravenna)
Si torna alla Cantina Ravagli di Ragone e si celebra il vino e la vendemmia. Cena a tema in collaborazione con Agriturismo Castagnolo e Azienda Agricola Ca’ ad La’ (Antipasto del Castagnolo, porchetta di mora romagnola con contorni, gelato con uva caramellata). A seguire visita della cantina con degustazione e spazio agli aneddoti ‘divini’ del ‘Viaggio in Romagna alla ricerca di un vino ancestrale’ intrapreso da Francesco Antonelli (special guest Rudy Gatta). Prenotazioni 347 8884547

Come partecipare: è sempre necessaria la prenotazione contattando direttamente i numeri indicati in ogni evento. Menù bimbi 0-5 anni gratuito, dai 6 ai 10 anni euro 10.

La seconda vita del Made in Italy tarocco: 16mila magliette donate alla Croce Rossa

Sequestrate dalle Fiamme Gialle al porto, in arrivo dal Bangladesh con etichette ingannevoli: dopo la confisca sono state affidate alla Cri

TshirtDa minaccia per la tutela del Made in Italy a aiuto per i bisognosi: è la parabola di 16mila magliette di cotone sequestrate a luglio 2017 al porto di Ravenna e donate dopo un anno al comitato provinciale della Croce Rossa Italiana che le utilizzerà per scopi assistenziali. La donazione si è concretizzata nei giorni scorsi dopo l’autorizzazione della Camera di Commercio.

La vicenda trae origine da un’operazione congiunta condotta dalla guardia di finanza e dal locale Ufficio delle Dogane, impegnati nel contrasto ai traffici illeciti e ad ogni forma di abusivismo commerciale che transiti attraverso lo scalo. Venne sequestrato un ingente carico di magliette proveniente dal Bangladesh e diretto verso il Libano. Le t-shirt di fabbricazione bengalese riportavano una fallace etichetta con la dicitura “Original product styled in Italy” che poteva indurre i consumatori a ritenere che la merce, in realtà prodotta in Bangladesh, fosse di autentica manifattura italiana. Per questa ragione il carico fu sottoposto a sequestro e l’importatore segnalato alla Camera di Commercio per aver violato la normativa a tutela del vero “Made in Italy”.

Il procedimento amministrativo si è definito con la confisca delle magliette che sono state acquisite al patrimonio dello Stato e, dopo essere state private delle etichette ingannevoli, definitivamente devolute alla Cri di Ravenna.

Inaugurata a Palazzo Rasponi la mostra di chitarre “vintage” Fender – FOTO

Inaugurata venerdì sera a Palazzo Rasponi dalle Teste, in centro a Ravenna, la mostra “Fender vintage” con oltre cento chitarre con le loro custodie originali, cataloghi, manifesti, documenti e fotografie legati al leggendario marchio californiano.

Si tratta di un’iniziativa realizzata nell’ambito del Ravenna Festival (nelle foto dell’inaugurazione anche la presidente Cristina Muti) e grazie all’idea dell’appassionato collezionista Mario Boccaccini. I pezzi provengono dal forlivese Museo Fender di Flavio Camorani e Michela Taioli.

La mostra resterà aperta fino al 24 giugno, tutti i giorni dalle 15 alle 19; sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 19. Ingresso libero.

In treno senza biglietto, non vuole pagare né mostrare i documenti: denunciato

La polizia ha fermato un ventunenne sul convoglio Rimini-Ravenna

TrenoSorpreso senza biglietto, non voleva né pagare la multa, né farsi identificare dal controllore. Per questo motivo il capo treno ha avvisato gli agenti della polizia ferroviaria di Ravenna che, all’arrivo in città, hanno accompagnato il 21enne (ravennate di origini senegalesi, a bordo del convoglio partito da Rimini) nei propri uffici e lo hanno denunciato per il “rifiuto di fornire le generalità”, oltre che multato per la mancanza del biglietto.

Un Paese che si riscopre fascista: l’Italia è “Nazi” nel libro di Berizzi

Alla presentazione a Ravenna a Casa Melandri anche il sindaco De Pascale

18 06 15 Copertina E Scheda Nazitalia 2Martedì 19 giugno, alle 18.30, nella sala D’Attorre di Casa Melandri, in via Ponte Marino 2, a Ravenna, si terrà l’incontro con lo scrittore Paolo Berizzi, che presenterà il suo libro “Nazitalia – Viaggio in un Paese che si è riscoperto fascista”, edito da Baldini e Castoldi.
L’evento è promosso dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna e provincia, con il patrocinio del Comune. Introdurrà l’incontro il sindaco Michele de Pascale; presenterà Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto storico.

Lo scrittore e giornalista di Repubblica si presenta con un corposo saggio-inchiesta “che approfondisce le tentazioni autoritarie che si fanno strada anche nel nostro Paese – si legge nella cartella stampa dell’Istituto Storico –, ricomponendo tutta una serie di vicende e aggregazioni locali, spesso derubricate come schegge impazzite o fenomeni marginali. In realtà un quadro complessivo dei temi e dei comportamenti sviluppati oggi da formazioni di estrema destra, risulta collegato non tanto a riferimenti nostalgici verso un passato regime, quanto piuttosto a nuove paure e nuovi linguaggi della politica populista e xenofoba, manifestati in varie modalità ma tutte lontane dalla disciplina storica. L’antisemitismo, la pretesa superiorità della razza bianca e il ritorno a gerarchie sociali di militanze che credevamo oramai superate riappaiono oggi, con momenti di istigazione alla violenza, sul web, negli stadi, nelle commemorazioni, nei raduni musicali, nei luoghi di memorie contese, in netta alternativa agli spazi della politica tradizionale, ma con preoccupante seduzione verso il mondo giovanile, che solo una più accurata educazione alla cittadinanza e una maggior consapevolezza storica possono contrastare“.

Scoperta maxi frode: vendevano benzina sottocosto ai distributori senza versare Iva

Sequestrati dalla finanza beni e disponibilità finanziarie per oltre 13 milioni di euro. Quattro denunciati

FinanzaSequestrati dalla finanza di Ravenna beni e disponibilità finanziarie per oltre 13 milioni di euro. Si tratta dell’importo corrispondente all’evasione fiscale realizzata da quattro persone di origine campana, denunciate per i reati di “omessa dichiarazione fiscale”, “emissione di fatture relative a operazioni inesistenti” e “truffa ai danni dello Stato”.

Si tratta del risultato di una complessa attività condotta dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Cervia, che ha permesso di fare luce su una maxi-frode all’Iva nel settore della commercializzazione di carburante perpetrata dai quattro denunciati che avevano architettato un sofisticato sistema per acquistare prodotto petrolifero senza pagare l’Iva e per rivenderlo sottocosto ottenendo illeciti guadagni.

In sintesi, gli indagati avevano costituito a Cervia due società “cartiere” – cioè entità intestate a prestanome e prive della benché minima struttura aziendale – la cui sede legale era stata poi trasferita in provincia di Forlì. Tali società fittizie, attraverso mendaci “dichiarazioni di intento” che attestavano la loro (poi rivelatasi falsa) natura di “esportatori abituali”, acquistavano considerevoli volumi di carburante in regime di esenzione Iva, beneficio concesso dalla normativa fiscale per coloro che acquistano beni per esportarli all’estero. Il prodotto petrolifero, una volta acquistato senza il pagamento dell’imposta, non veniva però esportato, bensì rivenduto in Italia a distributori di benzina, consentendo alle società “cartiere” di incassare da questi ultimi l’Iva relativa alle cessioni di carburante, che sistematicamente non veniva versata all’Erario. Dopo alcuni mesi di “lavoro” le società si dileguavano senza adempiere ad alcun obbligo fiscale. Complessivamente le due società fittizie avrebbero emesso fatture relative a operazioni inesistenti per oltre 22 milioni di euro in un biennio.

Lo schema fraudolento ha permesso ai suoi autori di produrre anche una vera e propria alterazione delle regole di mercato. Infatti il carburante, essendo illecitamente acquistato senza applicazione dell’Iva attraverso la false “dichiarazioni di intento”, veniva rivenduto alle pompe di benzina a prezzi notevolmente più bassi rispetto a quelli ordinariamente praticati.

Parco della Pace «in rovina», l’appello dei Mosaicisti per il recupero e la tutela

L’Aimc scrive al sindaco e mette nero su bianco i progetti da mettere in campo per “il museo all’aperto unico al mondo nel suo genere”

Parco Della Pace RavennaL’ Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei (Aimc) si fa promotrice della valorizzazione, del recupero e della tutela del Parco della Pace, “museo all’aperto unico al mondo nel suo genere” realizzato negli anni ottanta su proposta della stessa Aimc al Comune di Ravenna.

L’iniziativa trovò il consenso dell’Unesca che finanziò una parte del progetto, mentre la parte restante fu a carico del Comune di Ravenna, che si fece patrocinante del progetto considerandolo di particolare interesse. Al Parco venne destinata un’area attrezzata a verde pubblico tra l’ospedale e lo stadio, con l’intento di avvicinare la periferia al centro storico, attraverso opere d’arte cariche di significato simbolico.  Grazie alla volontà della professoressa Isotta Fiorentini Roncuzzi (fondatrice, nel 1980 assieme a Peter Fischer, dell’Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei), il Parco della Pace – scrive l’attuale presidente di Aimc, Nikos Tolis – «resta il progetto musivo più importante realizzato a Ravenna nel secondo dopoguerra». Le nove opere musive, otto delle quali realizzate da artisti di tutto il mondo (Claude Rahir, Margarett L. Coupe, Jerry W. Carter, Alexander Kornooukhov, Mimmo Paladino, Josette Deru, Edda Mally, Bruno Saetti) e una disegnata dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna e realizzata dal Centro di Formazione Professionale “Albe Steiner” e dallo studio Akomena, sono oggi, denuncia Aimc, «abbandonate a se stesse e l’opera più imponente versa in grave degrado, è semidistrutta».  Due di esse sono state restaurate nel 2006 dalla Scuola per il Restauro del Mosaico della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Ravenna, Ferrara, Forlì – Cesena, Rimini, sotto la direzione di Cetty Muscolino.

«Come già segnalato all’Amministrazione comunale attuale ma anche a quella precedente – continua la lettera di Aimc –, il Parco della Pace oggi versa in stato di quasi totale rovina, con scritte e cartacce ovunque. Ad esempio, il tappeto di Mimmo Paladino, oltre che violentato dalle scritte, è aggredito dall’erba che cerca di farsi spazio fra gli interstizi, rischiando così di distruggerlo».

L’Associazione chiede quindi al Comune «l’avvio di una programmazione di ripristino, valorizzazione e tutela del Parco della Pace», consigliando i seguenti interventi, per cui si mette «a totale disposizione»:
«il ripristino della segnaletica all’ingresso; un cartello con una breve storia del Parco all’ingresso; una planimetria che indichi il percorso e la collocazione delle opere all’ingresso; un cartello con i nomi degli autori, assieme ad una brevissima nota biografica di ognuno, all’ingresso; didascalia con nome e nazionalità dell’artista vicino ad ogni opera; restauro delle opere danneggiate con pulizia di tutte le scritte; ripristino dell’opera di Claude Rahir nella funzione originale (fontana); restauro del “Grande tappeto” di Mimmo Paladino; custodia durante le ore di apertura (ci sono molti volontari disposti a farlo); potatura delle piante che ricoprono alcune opere, provocando gravi danni alle tessere; posizionamento delle bandiere all’ingresso; inserimento del monumento Parco della Pace nel futuro circuito delle visite del Mosaico Contemporaneo a Ravenna».

Sul tema nei giorni scorsi era intervenuta anche l’associazione Dis-Ordine. «Chi oggi visita il Parco trova un degrado inquietante. L’opera di Rahir – scrive l’associazione – fu bonificata dai tubi di eternit, una ventina di anni fa, ma da allora la fontana non è mai più stata rimessa in funzione, abbandonata nel tempo all’incuria e alla devastazione. Incredibile come non si intervenga per salvare un luogo unico come questo, nonostante l’esistenza a Ravenna delle Scuole di Restauro dell’Università e dell’Accademia con le quali si potrebbero attivare corsi di restauro specifici con borse di studio per i ragazzi. Non si può pensare che siano i monumenti Unesco le uniche cose da salvaguardare».

Due turisti sorpresi a fare pipì per strada a Milano Marittima: 3mila euro di multa

Nei loro confronti è stato applicato anche il Daspo urbano con divieto di tornare in quel luogo per 48 ore

Pipì Per Strada 720x337Sono stati sorpresi “ad espletare i propri bisogni fisiologici” vicino ad abitazioni e locali pubblici lungo la I Traversa Pineta, a Milano Marittima, nella notte tra giovedì e venerdì. Per questo motivo due turisti pisani trentenni sono stati denunciati dai carabinieri per “atti contrari alla pubblica decenza” con la conseguente multa da oltre 3mila euro. Nei loro confronti è stato applicato anche il cosiddetto Daspo Urbano, con obbligo di non tornare nel luogo dei “fatti” entro 48 ore.

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