sabato
11 Aprile 2026

Nautica, la Cittadella resterà un sogno. Intanto all’ex Sarom crescono alberi…

L’area tra via Trieste e il Candiano è di proprietà di Eni, nel 2009 per il ministero le opere erano avviabili subito. Poi la grande crisi. E resta da sciogliere il nodo sulle bonifiche

Cittadella
Un rendering del progetto per la Cittadella della Nautica

Tutto era pronto, persino finanziato. L’opera era addirittura “cantierabile”. Si poteva cioè partire dal giorno dopo con i lavori ma là dove sarebbe dovuta sorgere la Cittadella della nautica oggi ci sono erbacce, arbusti e alberi ad alto fusto che stanno crescendo e un’area di cui non si sa bene che fare. Sembra una canzone di Celentano al contrario ma è solo l’emblematica storia di un progetto mai realizzato: nel 2009 c’erano decine di manifestazioni di interesse da parte delle aziende artigiane del comparto e il Ministero annunciava che i lavori sarebbero potuti partire nel 2010. Il luogo deputato al progetto era l’ex Sarom di via Trieste, un’area su cui oggi ci sono molte idee ma, al momento, di concreto c’è solo la volontà di Eni (proprietaria dell’area) di vendere se in mezzo non ci fosse il punto interrogativo delle bonifiche dei terreni.

La cittadella doveva essere un innovativo polo artigianale e di ricerca nel quale l’allora florente settore avrebbe concentrato progettisti, cantieri e artigiani e in cui la filiera della nautica si sarebbe trovata in una manciata di ettari. Ad annunciarne il de profundis è stato nel 2014 Galliano Di Marco, ex presidente di Autorità portuale e successore di Giuseppe Parrello che quel progetto aveva fortemente voluto: «Non possiamo aspettare una ripresa del comparto nautico», aveva sentenziato Di Marco una sera di novembre ad un incontro del Propeller prima di spiegare che il protocollo di intesa siglato ai tempi era ormai scaduto senza essere rinnovato. Da allora, la questione è stata archiviata.

La crisi, certo: metà delle imprese che erano interessate a quel comparto – era la stima di Cna – era fallita. A sentire gli addetti ai lavori oltre alle difficoltà economiche aveva pesato anche l’idea che vela, yacht e barche in generale fossero roba per ricchi. Idea che col governo Monti si è trasformata in una contestata tassa sul lusso che ha fatto migrare tra il 2011 e il 2012 tanti proprietari di scafi in Croazia. È stata una tempesta che ha spazzato via anche un altro progetto, che a differenza della Cittadella era allo stato embrionale: nel 2004 Autorità portuale lanciò un concorso di idee da 20.800 euro per il rifacimento degli arredi del molo di Marina di Ravenna. Tra i vincitori anche uno studio che proponeva in fondo alla palizzata una tribuna da cui guardare le tante regate in mare. Eventi che ai tempi richiamavano partecipanti e, soprattutto, sponsor. Finiti i soldi sono venute meno molte veleggiate e quindi anche la necessità della tribuna.

Alla fine, a trovare il lato buono della vicenda, si può dire che le torri Hammon dell’ex Sarom il cui destino non era ancora chiaro e per le quali si erano già mossi i difensori dell’archeologia industriale sono ancora lì che svettano, sempre uguali a loro stesse, mentre gli arbusti crescono attorno.

Piano investimenti Ausl: interventi edilizi negli ospedali di Faenza, Lugo e Ravenna

Presentato il bilancio preventivo 2017 dell’azienda romagnola: sarà demolito e ricostruito un padiglione, verranno ristrutturati alcuni reparti. In programma anche l’acquisizione di apparecchiature tra cui una nuova tac

Demolizione e ricostruzione del padiglione D all’ospedale di Lugo, ampliamento e ristrutturazione generale del pronto soccorso di Faenza, ristrutturazione e adeguamento dei blocchi operatori e delle aree intensive e completamento della dotazione tecnologica delle aree emergenza e urgenza nell’ospedale di Ravenna. Sono gli interventi edilizi nella provincia ravennate previsti dal piano investimenti 2017-2019 dell’Ausl Romagna che ha presentato alla conferenza sociale e sanitaria il proprio bilancio di previsione 2017.

È prevista anche l’acquisizione di apparecchiature biomedicali. Per tutti gli ambiti territoriali, sostituzione dei letti di degenza con letti ad elevazione elettrica per il confort dei pazienti e miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti. In ambito ravennate: nuova tac; sistema di monitoraggio; due diagnostiche polifunzionali digitali rx; angio Oct per oculistica; ventilatore neonatale.

«Il valore della produzione previsto per il 2017  – si legge in una nota dell’azienda di sanità pubblica – è pari a 2,4 miliardi di euro, in incremento di 18,3 milioni rispetto al dato consuntivo del 2016. Tra i costi, si segnala l’incremento di 6,8 milioni di euro previsto per il costo del personale dipendente. Grazie a questo, si produrranno risultati positivi sul Piano assunzioni e sul Piano di consolidamento e stabilizzazione del precariato dell’intera Ausl Romagna. A fronte di 610 pensionamenti saranno assunti 715 dipendenti, ed è prevista la stabilizzazione di altri 568 operatori che attualmente lavorano con contratti a tempo determinato e che diventeranno dipendenti a tempo indeterminato».

 

Sul fronte degli investimenti, il piano 2017-2019 per tutta la Romagna prevede investimenti già finanziati per oltre 86 milioni di euro di cui 48 nel 2017 (28,8 per interventi edilizi sugli immobili, 15,8 sulle tecnologie biomediche, 2,7 sul sistema informativo, software e hardware e 420mila per altri investimenti in arredi e beni strumentali diversi).

Allerta meteo, attese temperature estreme: si arriverà fino a 36 gradi

Dalle 12 del 23 giugno alla mezzanotte del 24 giugno gran caldo sul territorio ravennate

Minime attorno ai 25 gradi, massime su 35/36 gradi sulle pianure interne e di qualche grado in meno sul settore costiero: ci aspettano due giorni di gran caldo e la protezione civile ha diramato un’allerta per temperature estreme attesa tra le 12 di oggi, venerdì 23 giugno, e la mezzanotte di domani, sabato 24 giugno, sul territorio del comune di Ravenna. L’allerta è gialla: «L’incremento delle temperature, sia nei valori minimi che in quelli massimi, associati a livelli alti di umidità determinano, già dalla giornata odierna, un’intensificazione del disagio bioclimatico specialmente negli ambienti urbani e nelle aree di
pianura». Sul sito della protezione civile sono presenti molti materiali di approfondimento, tra i quali le indicazioni su cosa fare prima, durante e dopo le allerte meteo, nella sezione “Informati e preparati”.

Dal Comune si raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso: non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, soprattutto ad anziani, bambini molto piccoli, persone non autosufficienti o convalescenti; in casa, proteggersi dal calore del sole con tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi (se si usa un ventilatore non indirizzarlo direttamente sul corpo); bere e mangiare molta frutta ed evitare bevande alcoliche e caffeina (in generale, consumare pasti leggeri); indossare abiti e cappelli leggeri e di colore chiaro all’aperto evitando le fibre sintetiche (se in casa c’è una persona malata, fare attenzione che non sia troppo coperta).

Lo Ior nelle scuole e sulle spiagge contro il melanoma

I bambini verranno coinvolti attraverso un percorso ludico per sensibilizzarli anche sull’importanza di una corretta alimentazione

Melanoma E Abbronzatura I Consigli De Il Sole Per Amico 410Prosegue “Good Sun Good Skin”, l’iniziativa dell’Istituto Oncologico Romagnolo realizzata in collaborazione con la Skin Cancer Unit dell’Irst Irccs di Meldola contro il melanoma. La prima parte dell’attività ha visto le biologhe dello Ior, le dottoresse Claudia Monti e Franca Gentilini, impegnate nelle scuole secondarie della Romagna assieme alla squadra di Ignazio Stanganelli, tra i massimi esperti internazionali di tumore alla pelle: l’obiettivo era quello di sensibilizzare i giovani su una corretta esposizione solare in vista dell’estate. Sono stati coinvolti gli studenti di quattro scuole della Romagna tra cui la R. Bendandi di Faenza e la M. Montanari di Ravenna.

L’iniziativa vivrà una seconda parte che vedrà i professionisti della prevenzione dello Ior e dell’Irst Irccs impegnati in un tour delle spiagge della Riviera. L’obiettivo principale è la sensibilizzazione dei bagnanti, per fornire loro indicazioni pratiche su come valutare e riconoscere i rischi derivanti da un’esposizione errata al sole e su come adottare tutte le precauzioni possibili. A tale scopo verranno distribuiti strumenti informativi per guidare le persone durante tutta la giornata, dai depliant realizzati ad hoc fino alla donazione ai bambini presenti di braccialetti fotosensibili per riconoscere le ore della giornata in cui è meglio restare sotto l’ombrellone.

I bambini verranno anche coinvolti attraverso un percorso ludico, denominato ACCA2IOR: un gioco pensato appositamente per i più piccoli, di modo da sensibilizzarli anche sull’importanza di una corretta alimentazione.

L’iniziativa, che ha ricevuto il patrocinio di tutti i Comuni coinvolti e sarà organizzata grazie anche al contributo di imprese come BioNike, Mercato Ortofrutticolo di Cesena, Romagna Acque ed Apofruit, partirà martedì 27 giugno da Marina di Ravenna, al Bagno Taormina e a seguire il 28 al Bagno Bologna e Bolognino di Punta Marina. Gli appuntamenti iniziano dalle ore 9.30.

Compie 60 anni la madre del porto: una mostra di foto e un libro per celebrare Sapir

Il primo presidente fu Enrico Mattei, nel 1961 l’affidamento delle opere pubbliche per allargare e approfondire il Candiano. Nel 1971 l’inaugurazione del porto

Terminal Container, 1978
Il terminal container in una foto del 1978

Progettare, costruire e sviluppare il porto di Ravenna: questo il compito con cui fu costituita il 28 giugno 1957 la società Sapir in forma di società per azioni con capitale di un milione di lire. In occasione di questa è stata allestita una mostra di fotografie storice e contemporanee dello scalo bizantino e uscirà in ottobre un libro sulla storia della società e del suo ruolo per l’infrastruttura industriale.

La mostra fotografica, a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna e provincia, è allestita fino al 10 luglio nella vetrina della Camera di Commercio in viale Farini. Una versione con foto di grande formato (100 x 150) sarà poi esposta in darsena di città (via D’Alaggio, retro Almagià) dal 30 giugno al 9 luglio.

Operazioni di sbarco e imbarco sulle banchine della darsena di città

I soci fondatori di Sapir furono Anic (gruppo Eni), Camera di Commercio e Serafino Ferruzzi che ebbero un deciso incoraggiamento da parte del ministro del Tesoro, Giuseppe Medici. Il primo consiglio d’amministrazione si tenne il 23 agosto di 60 anni fa, con l’elezione a presidente di Enrico Mattei (presidente dell’Eni). Alcuni mesi dopo, il Comune di Ravenna entrò nel capitale azionario della Sapir, seguito negli anni successivi da Provincia e Regione.

La legge Zaccagnini 528/1961 affidava alla concessionaria Sapir l’esecuzione delle opere pubbliche nella zona portuale di Ravenna e in quella di sviluppo industriale. Il canale Candiano, il cui scavo era iniziato già nella prima metà del ‘700, doveva essere allargato e approfondito. Le opere interne iniziarono nel 1963 con l’escavazione del canale e il banchinamento dell’area San Vitale e procedettero celermente; l’avanzamento dei lavori fu accompagnato da un graduale incremento di traffici, poiché si rendeva possibile l’attracco a navi di sempre maggiore tonnellaggio; il 3 luglio 1971 la manifestazione ufficiale d’inaugurazione del porto.

L’estate di Brisighella parte con la notte romantica: per entrare in centro si paga

Sabato 24 giugno al via la rassegna di eventi, con un contributo richiesto di 3 euro a testa

Brisighella "romantica"

La rassegna “Sogno d’Estate” di Brisighella si apre sabato 24 giugno con “Brisighella romantica”, la notte dedicata a tutti gli innamorati di uno dei borghi più belli d’Italia: cene a lume di candela, tappeti bianchi, aperitivi musicali e petali di rosa saranno la scenografia del centro storico per un evento quest’anno all’insegna della passione mediterranea con spettacoli di teatro-danza e concerti che si ricordano la Dolce Vita.

Il programma completo è consultabile a questo link; tra le novità di quest’anno l’ingresso a pagamento in centro storico: 3 euro (gratis i ragazzi sotto i 14 anni e gli over 65, oltre naturalmente i residenti).

Dal 1 luglio al 15 agosto la rassegna estiva prosegue con eventi senza soluzioni di continuità con cadenza settimanale che animeranno le serate estive, i mercoledì con concerti nella chiesa del Suffragio, i venerdì con mercatini d’arte e antichità e spettacoli per famiglie, i sabati e le domeniche con le cene nel borgo, all’aperto, come in un unico ristorante.

Info: www.brisighella.org.

Vede il posto di blocco e cambia strada ma non mette la freccia e finisce in manette

I carabinieri hanno notato che qualcuno gli aveva lampeggiato e l’hanno raggiunto per fermarmo: viaggiava con 15 grammi di coca

Per evitare un posto di blocco segnalato con un colpo di fari da un’automobilista, ha cambia strada in fretta, con una svolta brusca senza mettere la freccia rischiando un incidente, e ha attirato l’attenzione dei carabinieri: ne è nato un controllo che ha portato in manette un 39enne incensurato a Faenza. L’uomo infatti è stato trovato con 15 grammi di cocaina addosso e l’attrezzatura per il taglio delle dosi a casa.

I carabinieri si erano accorti dello scambio di segnalazioni fra gli automobilisti e quando hanno visto la brusca manovra del 39enne in prossimità del posto di blocco si sono messi all’inseguimento di quel veicolo che è stato fermato in via Lapi, nel cuore di Faenza. Addosso gli è stata trovata della droga, 15 grammi di cocaina, a casa un borsello contenente un bilancino di precisione per pesare le dosi insieme ad alcuni ritagli di cellophane pronti per essere riempiti di cocaina.

Il 39enne ha ammesso di essersi spaventato dopo che gli altri automobilisti gli avevano segnalato con i fari la presenza di un posto di blocco, per quel motivo aveva cambiato repentinamente direzione rischiando anche un incidente visto che per la fretta non aveva inserito nemmeno la freccia. Arrestato con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti, il giudice ha convalidato l’arresto dopodichè si è svolta la direttissima e l’uomo ha patteggiato una condanna a due mesi e 20 giorni di reclusione e 600 euro di multa, pena sospesa.

Chiede aiuto ai vicini ancora sanguinante: il compagno la maltrattava da anni

Spesso al pronto soccorso per “cadute accidentali”. Una sola volta l’aveva denunciato e aveva poi ritirato la querela per paura

Violenza donne

Si è rivolta a una ditta di Savio per chiedere aiuto presentandosi ferita e ancora sporca di sangue poi è svenuta: l’episodio accaduto nel pomeriggio di ieri, 21 giugno, ha portato alla luce una storia di maltrattamenti e lesioni che durava da anni ai danni di una donna e ha portato all’arresto del 32enne compagno per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

I lavoratori della ditta che hanno accolto la donna ferita hanno telefonato al 112. Sul posto interveniva la pattuglia che, prestate le cure del caso alla ragazza, accertava che da pochi giorni la donna si era stabilita insieme al compagno in una casa poco distante. In ospedale è stata medicata con una prognosi di 30 giorni ed è risultato che la stessa si era già presentata più volte al pronto soccorso per altre lesioni (soprattutto al collo) e ogni volta le aveva spiegate con cadute accidentali. Alle richieste degli investigatori la donna ha amesso che negli ultimi tre-quattro anni il suo compagno, con cui conviveva da oltre un decennio, la sottoponeva a continue violenze fisiche come pugni, calci e strangolamenti oppure minacce psicologiche e vessazioni. Solo una volta, all’inizio di quest’anno, aveva denunciato l’uomo rimettendo la querela due giorni dopo per timore di ritorsioni contro di lei e contro la sua famiglia. L’uomo, rintracciato sul luogo dell’ultima aggressione, è stato arrestato e portato in carcere.

Processo Cagnoni, il giudice accoglie la costituzione di parte civile del Comune

Oltre all’amministrazione comunale ammesse anche le associazioni Linea Rosa e Unione donne italiane e i familiari della vittima Giulia Ballestri: il medico è accusato dell’omicidio della moglie

Il procuratore capo Alessandro Mancini e il sostituto Cristina D’Aniello, titolari del fascicolo su Matteo Cagnoni

Il giudice del tribunale di Ravenna ha ammesso la costituzione di parte civile del Comune di Ravenna nel processo a Matteo Cagnoni, accusato dell’omicidio della moglie Giulia Ballestri. Ammesse anche le costituzioni di Linea Rosa e Unione donne italiane, associazioni attive nella lotta alla violenza di genere. Come prevedibile è stata accolta anche le costituzione di parte civile dei familiari della vittima e del fratello. Respinta invece quella dell’associazione “Dalla parte di minori”. L’accusato ha voluto essere presente in aula nonostante non fosse richiesto.

Il gup Antonella Guidomei sarà chiamata a decidere il destino processuale del medico, accusato del delitto avvenuta il 16 settembre 2016. Pesanti gli indizi a suo carico ma la difesa, con gli avvocati Giovanni Trombini e Lorenzo Dalaiti, promette battaglia. Di fronte a Cagnoni ci sono in sostanza due strade: l’abbreviato, che in caso di colpevolezza fermerebbe la pena a trent’anni (se dovessero essere riconosciute le aggravanti per l’omicidio) ma se fossero scartate le aggravanti e assolto per l’occultamento di cadavere allora la pena potrebbe essere di vent’anni, o il rito ordinario in Corte d’Assise nel quale rischierebbe però l’ergastolo. Nei casi di omicidio non si patteggia e sembra remota, a fronte del grande numero di indizi, la possibilità di un’archiviazione. La difesa tenterà di smontare l’impianto probatorio raccolto dal procuratore Alessandro Mancini e dal pm titolare del fascicolo, Cristina D’Aniello.

Il Popoli Pop Cult Festival di Bagnara nelle Terre di Zar

Torna la rassegna che riunisce molteplici culture del mondo a Bagnara, quest’anno dedicata all’estremo oriente europeo

Popoli Bagnara
Uno scatto da una delle passate edizioni

Torna il Popoli Pop Cult Festival, l’evento che riunisce molteplici culture del mondo tra le mura del suggestivo borgo di Bagnara di Romagna, dal 29 giugno al 2 luglio, tra concerti, mostre, eventi e gastronomia.

Dopo i 15mila visitatori stimati dagli organizzatori l’anno scorso, quest’anno la rassegna sarà incentrata sul tema delle “Terre di Zar”, le immense terre dall’Europa all’estremo oriente. La formula resta la stessa degli anni scorsi: una full immersion in spettacoli e stand gastronomici interpretati e gestiti da artisti e cuochi originari dei paesi di cui offrono lo spaccato, affiancata da una ricca attività espositiva. Nelle ultime tre edizioni, le nazioni coinvolte sono state oltre 30.

Quest’anno, in onore al filo conduttore scelto, ci saranno due nuovi stand di gastronomia russa e della Georgia, in onore dalla quale sarà allestito anche uno stand dedicato all’universo dei vini. Tra le novità anche le cucine messicana, giapponese e del Bangladesh.

Grande importanza nell’ambito della IX edizione avranno l’estemporanea di pittura, scultura e fotografia, giunta quest’anno alla IV edizione, il concorso gastronomico che premia il piatto più buono del Festival e la seconda edizione del Premio Popoli assegnato lo scorso anno a Maria Vittoria Rava, Presidente dell’omonima Fondazione.

Info e programma sul sito www.popolipopcultfestival.com.

Due scali sulle sponde del porto per togliere treni merci dalla stazione in città

Verrà firmato un protocollo tra Comune, Rfi e Autorità portuale per avviare un gruppo di lavoro che si occuperà di studiare la progettazione del maxi intervento che potrebbe concludersi con l’ampliamento del parco Teodorico

Per sostenere e accompagnare la crescita di traffico merci su rotaia da e per il porto di Ravenna verrà firmato a breve un protocollo tra Comune, Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Autorità portuale che permetterà a Rfi di sviluppare le progettazioni finalizzate alla realizzazione di due stazioni merci in destra e sinistra del canale Candiano, in zona portuale, per alleggerire lo scalo merci della stazione in città dove oggi fanno manovra 7.200 treni ogni anno puntando a spostare su ferro il 30 percento delle merci, ora al 13 percento. Una nota diffusa da Palazzo Merlato rende nota l’imminente firma del protocollo.

«Il trasporto merci su ferrovia da e verso l’area portuale di Ravenna – si legge nel testo – mostra un incremento medio ogni anno di circa il 5 percento. Tra il 2000 e il 2015 le tonnellate sono passate da circa 1,7 milioni a circa 3 milioni. Le movimentazioni gravano sullo scalo merci stazione e senza uno sviluppo delle infrastrutture a servizio dell’area portuale, a fronte di un’auspicabile incremento, potrebbero presentarsi difficoltà nelle operazioni di manovra e nell’accesso alla rete principale, con ricadute negative anche sul trasporto passeggeri».

Questo il quadro con cui dovrà confrontarsi il gruppo di lavoro previsto dal protocollo per sviluppare soluzioni secondo le seguenti fasi successive: si partirà con gli interventi sulla dorsale sinistra Candiano per realizzare il passante ferroviario di collegamento fra lo Scalo Candiano e la linea ferroviaria principale (l’intervento consentirà di effettuare le operazioni di manovra nello scalo Candiano, riducendo di circa il 70 percento le attuali operazioni di manovra nello scalo Stazione) e poi gli interventi sulla dorsale destra Candiano con la trasformazione del fascio base in fascio arrivi/partenze, elettrificazione/attrezzaggio tecnologico del binario, eventuale realizzazione della nuova bretella di collegamento diretto con la linea Ravenna-Rimini (l’insieme degli interventi, unitamente ai precedenti, consentirà di eliminare completamente le operazioni di manovra nello scalo merci Stazione). Fase finale della progettazione è la realizzazione di un collegamento fra le due sponde del Candiano mediante una nuova infrastruttura.

«Con questo investimento – ha commentato il sindaco Michele de Pascale – il porto di Ravenna può diventare in Italia il meglio servito dalla rete ferroviaria. Sarà un grande progetto di rigenerazione urbana che permetterà una completa riqualificazione di tutta l’area della stazione, un miglioramento del traffico passeggeri e la restituzione alla città di un’ampia area che potrà prevedere l’ampliamento del Parco di Teodorico e più spazio alla Rocca Brancaleone».

I bimbi della Pasi studiano Space Invader e disegnano un esploratore spaziale

Un progetto nato dalla collaborazione con le maestre insieme all’artista Federico Bocchini. L’astronauta nello spazio con un fedele compagno

murales pasi

Un astronauta con cagnolino al seguito. Questo è l’originale opera di street art realizzato dalla scuola materna Pasi da Federico Bocchini con il prezioso aiuto dei piccoli alunni. Tutto è nato da una mostra a tema visitata lo scorso anno a Bologna che ha entusiasmato i bimbi. Così le maestre hanno contattato l’artista. Il progetto è stato diviso in due parti, racconta Federico: «Ad aprile un’esplorazione urbana alla ricerca di pareti dipinte nel tessuto ravennate (darsena, zona Gulli, ippodromo, zona Teodorico), in cui io ho fatto da cicerone portandoli a scoprire i vari murales e graffiti, spiegandogli le tecniche di esecuzione e la decodificazione delle opere»

A giugno, «dopo aver individuato una parete dell’asilo che si prestasse ad essere dipinta, ho fatto una bozza e ci siamo messi all’opera. I bambini hanno preso parte alla realizzazione della pareet. Non avevo mai avuto modo di lavorare con dei bambini così piccoli ed è stata un’esperienza davvero bella. Sono stati dei collaboratori fantastici: entusiasti, concentratissimi e precisi. »

Il disegno  ha come tema l’esplorazione, rimandando alla ricerca delle pareti dipinte. Le correnti e le tecniche artistiche sono concetti che durante le ore di scuola sono stati ampiamente approfonditi (le maestre hanno programmato un percorso molto dettagliato sull’arte ed i significati delle opere).

Il murales è finito ma manca ancora un’ultima cosa: sulla bandierina rossa piantata sul suolo dall’astronauta verrà poi incollato (o disegnato) uno Space Invader, che verrà realizzato da un paio di bambini assenti durante la realizzazione della parete. Già durante l’anno i bambini avevano studiato le tecniche di produzione degli Invader e ne hanno poi realizzati con le proprie mani a scuola. L’astronauta, in sostanza, proveniente dalla terra assieme al proprio fedele compagno a 4 zampe, pianta sul suolo del pianeta inesplorato una bandierina con uno Space Invader, portando così  gli “alieni terrestri” in giro per lo spazio.

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