sabato
11 Aprile 2026

Il Pri diviso al congresso, Fusignani rivendica: «Partito salvato da noi»

Presentata la mozione del vicesindaco che lascerà la carica di segretario. Con lui Mingozzi, Francesconi, Ravaglia e Mazzotti.  «No ai toni da grillini, ripartiamo uniti»

Partito repubblicano
Da sinistra: Mauro Mazzotti, Stefano Ravaglia, Eugenio Fusignani, Giannantonio Mingozzi e Chiara Francesconi

Mauro Mazzotti scarabocchia su un cartoncino giallo. «Ho quasi settant’anni, sono nel partito da quando? 53 anni forse. Si è sempre discusso qui dentro». “Qui”, nello specifico, è la sede dei Repubblicani in via Bovini, non ha l’aspetto delle vecchie case del popolo ma ci sono i cimeli di pragmatica. Una bandiera incorniciata, il busto di Mazzini e tutto ciò che richiede l’immaginario collettivo repubblicano. Negli ultimi quindici anni il Pri di Ravenna ne ha passate diverse con un gruppo dirigente che, almeno visto dall’esterno, era compatto nella linea politica: alleanza locale con il centrosinistra e ostinata minoranza a Roma dove invece l’Edera confluiva nel centrodestra. Il frontman era l’ex vicesindaco di lungo corso, Giannantonio Mingozzi, e alla segreteria si alternavano un po’ tutti gli “amici” che ora rischiano di diventare ex anche se – dice sempre Mazzotti – «a livello personale non si è incrinato nulla».

Forse è così. Sta di fatto che si avverte nell’aria una certa tensione in vista del congresso comunale del Pri che si terrà sabato 17 e domenica 18 giugno a Santerno. Il vicesindaco Eugenio Fusignani, oggi segretario ma da lunedì non più (rimarrà alla guida del partito provinciale, poi da statuto lascerà anche quella), vorrebbe passare la carica all’attuale numero due della segreteria comunale, Stefano Ravaglia. Formalmente il segretario non si sceglierà domenica perché quel giorno si eleggerà solo la direzione. Di traverso si sono messi però gli “altri” che hanno giocato uno scherzo che non è andato troppo giù: presentare una mozione che contesta la linea del partito e l’alleanza con il Pd. Si parla di «città contendibile» e di un Pri ormai subalterno a quello di maggioranza. Dall’altra parte c’è la mozione Fusignani in cui si dice invece che bisogna «blindare Ravenna» e continuare sul percorso tracciato per far ripartire il partito anche a livello nazionale. «La linea è questa», insiste il segretario.

Il punto è che nella storia recente il partito non è mai stato così spaccato. A guidare l’altra fazione – anche se Fusignani rifiuta questo termine – sono esponenti di un certo spicco. Paolo Gambi si candida alla segreteria e a sostenerlo ci sono nomi come Luisa Babini, Fabio Bocchini, Aride Brandolini e molti altri. Gente che ha avuto un certo peso nella storia recente del partito, esponenti di quel gruppo dirigente che ha traghettato l’Edera ravennate, facendola sopravvivere mentre in Italia il Pri scompariva. Lo sostiene pure Mazzotti, che è un po’ la voce storica della sezione ravennate e che ora si trova dalla parte di Fusignani: «Qui c’è sempre stato un gruppo affiatato e mi dispiacerebbe se emergesse una diffidenza che in politica non va mai bene» però «quando si sta in un’allenza bisogna essere leali, non possiamo cominciare a fare i grillini. A Ravenna abbiamo un’eredità pesante, siamo l’ultima spiaggia del partito». Mazzotti comunque cerca di vedere positività nel futuro mentre Ravaglia ammette che la rottura non è stata improvvisa: «Era latente già dallo scorso anno, prima delle amministrative».

Pare di capire che proprio le elezioni del 2016 siano state il punto di svolta. Già allora era stata messa in dubbio, ma poi confermata, l’alleanza con il Pd. Scelta che però era andata di traverso a parte della dirigenza che in pratica non ha partecipato alla campagna elettorale: «E’ bene ricordare – dice Fusignani – che si è sempre discusso nei nostri congressi ma che se oggi lo si può fare è perché un partito esiste. E se esiste – ripete due volte – è perché lo hanno salvato le persone oggi sedute attorno a questo tavolo durante la scorsa campagna elettorale». Oltre a lui, Mingozzi, Mazzotti e Ravaglia c’è Chiara Francesconi, docente universitaria e volto nuovo del partito. Lei è entrata in consiglio comunale, dove siede insieme all’ex vicesindaco, e sostiene che la subalternità al Pd in realtà non esiste: «Le decisioni che vengono prese sono frutto di una mediazione che c’è prima dei consigli comunali e in cui ci facciamo sentire».

Mingozzi parla meno del solito, forse per sottolineare il nuovo corso che sarebbe rappresentato dai nuovi iscritti e dai giovani che si sono avvicinati alla politica: «Possiamo intercettare parte dell’elettorato del Pd che non vuole votare il Movimento 5 Stelle o la destra. Le assemblee nei circoli – dice sornione – stanno andando bene». La libera traduzione è l’attuale vantaggio della mozione Fusignani. Cosa succederà dopo? Nessuno al momento teme uscite e si può forse leggere nella mozione la speranza del vicesindaco: “La grande forza del Pri ravennate è sempre stata quella di avere un gruppo dirigente coeso, che ha consentito di mantenere vivo il partito, nella società e nelle istituzioni. Ricompattiamo i ranghi e ragioniamo insieme”. Questa sarà la sfida più difficile per il nuovo segretario comunale, traghettare nel prossimo decennio “un vecchio partito, non un partito vecchio”.

Palio senza bollicine: alcolici vietati allo stadio e lungo il percorso del corteo

Dopo le richieste della questura legate ai fatti di Torino, arriva la nuova ordinanza del sindaco Malpezzi che include anche la birra tra le bevande al bando

Cavalieri2 Morini2016Per il Palio del Niballo di domenica 25 giugno saranno vietati all’interno dello stadio Neri di Faenza tutti i tipi di alcolici. Lo prevede una nuova ordinanza del sindaco che accoglie la richiesta della questura ed estende anche alla birra il divieto già emanato per tutte le altre bevande alcoliche. Il precedente provvedimento infatti consentiva vendita di birra solo se servita in contenitori di carta o plastica all’interno dello stadio e al banco negli esercizi commerciali della zona. Riassumendo quindi sarà vietata vendita e somministrazione di alcolici all’interno del Neri e in tutti gli esercizi commerciali nonché i circoli privati posti lungo il percorso del corteo storico, da piazza del Popolo, lungo corso Mazzini e in un raggio di 100 metri da Piazzale Pancrazi. La richiesta della questura di Ravenna arriva sulla base delle nuove disposizioni del capo della polizia emanate con nota del 7 giugno scorso.

Misure restrittive simili anche per il torneo alfieri sbandieranti e musici e la Gara delle bandiere a coppie in programma sabato 17 e domenica 18 giugno. Nelle due serate, a partire dalle 20 e fino al termine degli eventi, in piazza del Popolo ed in un raggio di 100 metri dalla stessa, sarà vietato somministrare, vendere o introdurre bevande in contenitori in vetro. «I recenti fatti accaduti a Torino in piazza San Carlo durante la visione della finale di Champions League – scrivono dal Comune di Faenza – hanno suggerito apposite misure di prevenzione improntate al principio di massima cautela».

In seimila per gli incontri con gli scrittori: «E tra Ravenna e Lugo, tanti giovani»

I dati degli organizzatori di Scrittura Festival, che ha coinvolto anche 2mila studenti

ScritturaSi è conclusa domenica sera la quarta edizione di ScrittuRa Festival con 6mila presenze e il coinvolgimento di 2mila studenti, secondo i dati forniti dagli organizzatori.

Il festival che si è svolto tra Ravenna e Lugo, segnato da alcune importanti anteprime durante l’anno, ha portato nelle due città alcuni tra gli autori più importanti della scena internazionale come l’inglese Hanif Kuerishi, il franco-marocchino Tahar Ben Jelloun, l’americana Lauren Groff, il francese Gaël Fayet, e diversi autori italiani come Roberto Saviano, Stefano Benni, Lidia Ravera, Andrea Vitali, Teresa Ciabatti e molti altri.

Il festival, che è stato protagonista anche di servizio di Pif andato in onda su Rai3 e di alcuni approfondimenti andati in onda su Rai Radio3 e Radio Capital, si è svolto in numerose sedi come piazza unità d’Italia, la Biblioteca Classense, Palazzo Rasponi a Ravenna, il Pavaglione, i chiostri del Carmine e il salone Estense a Lugo.

«Siamo molto soddisfatti di questo percorso che sta facendo crescere anno dopo anno il nostro territorio – spiega Matteo Cavezzali, direttore del festival -. Ravenna e Lugo si sono dimostrate una comunità forte di lettori interessati ad approfondire tematiche e a confrontarsi con gli autori. Andiamo particolarmente orgogliosi del coinvolgimento di molti giovani, sfatando il luogo comune che li vorrebbe lontani e distaccati, e che invece hanno dimostrato nuovamente di sempre più partecipi e motivati. Tra i vari progetti, incontri e mostre di quest’anno mi piace ricordare il folto gruppo di ragazzi del liceo scientifico A.Oriani che con il progetto di alternanza scuola/lavoro ha dato vita a Tessere d’Inchiostro, blog che ha seguito con interviste, filmati e fotografie il percorso del festival».

In provincia nel settore delle costruzioni un’impresa artigiana su tre è straniera

I dati e il commento di Confartigianato Ravenna: «Un segnale negativo che deve essere recepito da chi governa»

Edili Operaio
Worker and the blurred construction against blue sky

Le imprese artigiane straniere rappresentano in Italia il 13,6 percento del totale e sei su dieci operano nel settore delle costruzioni. Nella provincia di Ravenna le aziende straniere artigiane nel 2016 erano 2.038 e pesavano per il 19,1 percento, al 12esimo posto a livello nazionale come incidenza e al quarto in regione. Analizzando i settori, le imprese artigiane straniere nelle costruzioni in provincia al 31 dicembre 2016 erano ben 1.558 su 4.528 (34,4 percento) per un’incidenza nel settore delle costruzioni sul totale delle imprese straniere artigiane operanti in provincia al 76,4 percento, al quarto posto in Italia.

Sono i dati resi pubblici da Confartigianato, che in una nota inviata alla stampa ricorda anche come nell’arco di dieci anni (2007-2016) gli imprenditori e lavoratori autonomi in Italia siano scesi di 501.200 unità, «combinazione di un aumento di 91.300 autonomi stranieri e di un calo di 592.500 italiani». Nel periodo in esame la quota degli imprenditori e lavoratori autonomi stranieri è invece salita di 2,3 punti.

«Sempre di più – si legge nella nota di Confartigianato – si evidenzia come la crisi economica che ha colpito il nostro paese abbia fatto chiudere quasi mezzo milione di piccole o piccolissime imprese italiane e nell’analogo periodo le imprese iscritte alla Camera di Commercio di Ravenna sono diminuite di 2.872 unità di cui 1.450 artigiane».

«Quello che da sempre è uno degli assi portanti del nostro tessuto imprenditoriale – commenta ancora Confartigianato Ravenna nel comunicato inviato alla stampa –, pare non attrarre più chi si affaccia sul mercato del lavoro: condizioni economiche, livello di sicurezza percepito, qualità della vita e prospettive a lungo termine, evidentemente non vengono giudicate sufficienti per farne un obiettivo lavorativo, ed oggi i vuoti, tra le maestranze di questo comparto, vengono riempiti da stranieri. Se da un lato questo è positivo, perché fattore di integrazione, resta però un segnale negativo rispetto a quanto da sempre ha rappresentato il comparto costruzioni ravennate. Un segnale negativo che deve essere recepito da chi governa, a tutti i livelli, e che unito alla grave situazione che si registra spesso nelle opere pubbliche (per quanto riguarda tempi di realizzazione, i cantieri abbandonati al loro destino a seguito di fallimenti, la inadeguatezza qualitativa dei risultati finali), ci fa chiedere modalità diverse per l’assegnazione dei lavori. Le gare al massimo ribasso si stanno dimostrando ‘comode’ per i responsabili delle stazioni appaltanti, che così facendo non si assumono alcuna responsabilità, ma disastrose per la credibilità delle Istituzioni. Opere incompiute, cantieri infiniti, qualità scarsa, pericolosità per gli utenti di molte infrastrutture e, spesso, spese molto maggiori a carico della collettività per porvi rimedio. E in tutto questo, come si è visto, il tessuto imprenditoriale si impoverisce e non riesce più a dare un futuro dignitoso a molti lavoratori. Un circolo vizioso che, a parere di Confartigianato, va assolutamente interrotto».

Studenti tedeschi in centro a Ravenna armati di penne e matite: i disegni in mostra

Studenti Tedeschi In Piazza Del Popolo
Gli studenti tedeschi in piazza del Popolo

Domani, venerdì 16 giugno, dalle 17 in piazza Kennedy saranno esposti i disegni che i 270 studenti tedeschi dell’Università Tecnica di Monaco, armati di penne e matite, hanno ritratto in giro per Ravenna cercando di cogliere le viste e gli scorci più emblematici o suggestivi della città.

Il gruppo, a Ravenna da lunedì accompagnato da docenti e tutor, ha aderito al workshop “Travel to Ravenna”, organizzato da Uta Graff della Technische Universität München e Massimiliano Casavecchia della Scuola superiore di studi sulla città e il territorio dell’Università di Bologna, in collaborazione con l’assessorato al Turismo del Comune, la biblioteca Classense e la Fondazione Flaminia.

All’inizio del soggiorno gli studenti tedeschi, salutati dalle autorità locali, sia civili sia accademiche, hanno potuto visitare luoghi culturali come la Classense e ascoltare interventi sulle origini e sulla storia della città.

Poi, proprio come i grandi viaggiatori del passato, sono partiti alla scoperta di Ravenna fissando sui loro “sketchbook” gli angoli più rappresentativi.

In bici alla scoperta dell’arte contemporanea, poi performance al “Ferro” di Burri

Torna a Ravenna la campagna “Salvalarte” di Legambiente, in collaborazione con l’associazione Ribellarti

Burri
Il Grande Ferro di Burri al Pala De André

Valorizzare l’arte contemporanea di Ravenna. È questo l’intento dell’evento in programma sabato 17 giugno al Pala De André, alle 21,15. Una performance che avrà come teatro “Il Grande Ferro R” di Alberto Burri, tra gli artisti più importanti del Novecento italiano. L’evento sarà preceduto da un percorso guidato alla scoperta di alcune opere di arte contemporanea.

Ogni anno Legambiente attraverso la campagna Salvalarte accende i riflettori sul patrimonio culturale meno noto, fuori dagli itinerari turistici tradizionali, per recuperare e riscoprire i tesori nascosti dell’Italia. Dall’anno scorso il progetto è arrivato anche a Ravenna, grazie anche alla collaborazione dell’associazione Ribellarti.

“Sculture sonore: Terremoti” è il tema dell’edizione 2017, ispirata alla forza sotterranea dei movimenti tellurici e al Grande Cretto realizzato da Alberto Burri a Gibellina dove l’artista ha creato un’immensa opera d’arte ricoprendo la città distrutta dal terremoto nel Belice.

La performance è a cura della scultrice Abra Degli Esposti e del musicista compositore Simone Marzocchi (tromba, voce e percussioni) e sorta di contenitore sarà la scultura del Pala De André.

Il programma prevede il ritrovo alle 18 in piazza della Resistenza per una pedalata lungo un percorso guidato alla scoperta di alcune opere di arte contemporanea fino al Grande Ferro del Pala De André dove alle 20.15 è in programma un’apericena offerta ai partecipanti (obbligatoria la prenotazione email: ribellartiassociazione@gmail.com o inviare sms specificando nome e cognome al 3297507972). Dalle 21.15 la performance artistica, a ingresso libero.

Giornata aperta a tutti (bambini compresi) dedicata allo yoga al museo di Faenza

UnaYoga giornata di scambio interculturale e intergenerazionale, per diffondere una cultura di pace e promuovere il benessere individuale e collettivo: questo l’obiettivo dell’International Yoga Day (IYD), celebrato in tutto il mondo il 21 giugno. Anche Faenza si unisce al coro di raduni e manifestazioni che si stanno preparando in moltissimi Paesi, in una sorta di unione (YUG in sanscrito), insita nella parola stessa che dà il nome alla disciplina. A far da cornice all’evento sarà il Museo Internazionale delle Ceramiche (Mic) di Faenza, che dalle 16 alle 21 ospiterà pratiche, seminari e un laboratorio esperienziale dedicato ai bambini (Balyayoga).

La giornata internazionale dello Yoga viene celebrata in tutto il mondo a partire dal 2015 e a Faenza giunge quest’anno alla sua seconda edizione. L’evento nasce dalla volontà di Gaia Leonardi – insegnante di Yoga – che insieme a sei palestre Yoga del faentino decide anche quest’anno di attivarsi affinché Faenza possa avere la sua giornata di celebrazione, in un momento di unione collettiva. Gli insegnanti di School of Santhi, A.s.d Dharma Yoga, La Piccola India, Shiva Kriya Yoga, Uno Yoga e Palestra Yunity si alterneranno durante il pomeriggio tra seminari, laboratori pratici e momenti ludici rivolti ad adulti e bambini, offrendo una visione d’insieme dei benefici che derivano da questa pratica.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

Info: iyd.faenza@gmail.com e sulla pagina Facebook International Yoga Day Faenza

Atei e agnostici festeggiano i 10 anni del circolo: «Da non credere…»

Aperitivo con concerto al Dock 61 con la Uaar

Uaar
Una delle campagne promozionali effettuate in questi anni dalla Uaar

Il circolo Uaar (Unione atei agnostici razionalisti) della provincia di Ravenna compie dieci anni – «trascorsi nel tentativo di difendere la laicità e la libertà di critica ed espressione» – e il 16 giugno festeggia al Dock 61 di via Magazzini Posteriori in zona darsena in una serata dal titolo con doppio senso, visto il tema, “10 anni da… non credere”.

Dalle 19.30 aperitivo con buffet, alle 21 concerto con il gruppo Giacomo Scudellari Trio.

Nel corso della serata sarà proiettato un video in cui saranno ricordate tutte le iniziative e le attività svolte sul territorio in questi dieci anni.

Saranno presenti anche i banchetti di Emergency Ravenna e del circolo Arcigay Frida Byron di Ravenna.

L’iniziativa è aperta a tutti.

Agitazione negli uffici delle dogane: operatori portuali preoccupati

Interviene anche Rudy Gatta (Pd): «Abbiamo sollecitato l’Agenzia nazionale affinché promuova un bando interno che copra le carenze d’organico»

Il porto di Ravenna

Le Agenzie delle Dogane proclamano lo stato di agitazione e gli operatori portuali si dicono preoccupati, pur condividendo le motivazioni che hanno portato a questa scelta. In una nota l’Unione utenti del porto ricorda di aver sollecitato interventi al Ministero per «le croniche carenze di organico  degli uffici amministrativi addetti ai controlli sulle merci». Secondo gli Utenti, «il porto di Ravenna, in questo suo particolare momento, non può permettersi di accrescere le sue problematiche, invece di risolverle».

La competitività  «non è determinata soltanto dai fondali e dai terminal, ma anche dalla velocità di uscita e rilancio delle merci, pertanto ci aspettiamo che tutte le Istituzioni locali e la Regione intervengano compatte e con decisione presso il Ministero, per scongiurare possibili ripercussioni sulla normale attività».

Sul tema è intervenuto anche Rudy Gatta, presidente della Commissione 9 del Consiglio Comunaleinterviene in merito all’azione intrapresa dai sindacati sulla perdurante carenza di organico dell’Agenzia delle Dogane di Ravenna: «Già a dicembre scorso ci facemmo portavoce delle questioni poste dalle rappresentanze sindacali tramite un ordine del giorno presentato dalla consigliera del Gruppo PD, Cinzia Valbonesi, e approvato all’unanimità delle forze politiche presenti in quella seduta consiliare».

C’è stato un tavolo di confronto in Comune al quale hanno partecipato tutte le istituzioni competenti, sindacati e Dogane comprese, nel quale si sottolineava la necessità di emanare i un bando interno per favorire la mobilità di personale qualificato all’Ufficio di Ravenna, considerati anche prossimi previsti pensionamenti che renderanno ovviamente ancora più critica la situazione.

«Ribadendo grande preoccupazione per il perpetrarsi di questa carenza di organico e per le conseguenze che comunque potrebbero risultare alla legittima azioni intrapresa da parte sindacale, alla quale riconosciamo grande senso di responsabilità – conclude Il consigliere PD – auspichiamo una risposta urgente e risolutiva a livello centrale da parte dell’Agenzia Dogane che assicuri un servizio adeguato per qualità e struttura ad un porto di primaria importanza»

Camping Bisanzio: la gara per l’affidamento è pronta, scadenza a luglio

Il campeggio di Lido di Classe sarà affidato per nove anni ad un nuovo gestore. Il bando sarà presentato il prossimo 27 giugno

Camping Bisanzio Lido di ClasseIl 5 luglio, sempre che qualcuno abbia partecipato all’asta, sapremo se il Camping Bisanzio di Lido di Classe avrà un nuovo gestore. L’avviso di gara (gestito dalla Regione Carabinieri Forestale Emilia-Romagna) sarà pubblicato domani, giovedì 15 giugno, nell’albo pretorio del Comune. La concessione avrà durata di nove anni. Il camping di via Marignolli è chiuso dopo la revoca della concessione ai vecchi gestori, un atto che preoccupa molto il paese perché il campeggio è la sua struttura ricettiva principale.

I contenuti el bando saranno illustrati pubblicamente nel corso di un incontro in programma a Lido di Classe, il 27 giugno alle 18.30, al quale interverranno il sindaco, Michele de Pascale e l’assessora all’Urbanistica Federica Del Conte. All’incontro sarà invitato anche un rappresentante dell’Ufficio Territoriale Carabinieri per la Biodiversità.

“Avevamo auspicato che il bando per il rilascio di una nuova concessione per la gestione del campeggio potesse essere pubblicato al più presto da parte della Forestale, dando fin da subito la nostra disponibilità a collaborare pur non avendo competenze dirette in merito – dichiarano il sindaco Michele de Pascale e l’assessora all’Urbanistica Federica Del Conte – E siamo soddisfatti di questo primo risultato, frutto di un lavoro di squadra che ha visto impegnata anche la Prefettura, promotrice di un apposito tavolo di lavoro. Ora confidiamo che si arrivi al più presto al nuovo affidamento e alla nuova gestione”

Torna Subsidenze, il festival della street art. Si dipinge il muro di un nido

In Darsena una scuola sarà colorata con figure di animali del fumettista Panebarco rielaborate dai bambini

17 06 14 Locandina Subsidenze 2017Tornerà a settembre per la quarta volta Subsidenze street art festival, l’iniziativa realizzata dall’associazione culturale Indastria insieme all’assessorato alle Politiche Giovanili. Anteprima a giugno, iniziative clou a settembre e ottobre. «Subsidenze non è solo un palco per artisti di fama internazionale, ma un processo artistico che coinvolge la comunità – ha spiegato l’assessora Valentina Morigi – realizzando processi di coesione e per ragionare insieme sul bello».

Quest’anno il luogo scelto è il nido d’infanzia Darsena «il cui muro di cinta interno sarà colorato con figure di animali del fumettista Panebarco rielaborate dai bambini, con la partecipazione di un gruppo di genitori, in collaborazione con artisti e volontari, grazie alla sensibilità delle educatrici. E’ stato coinvolto un luogo fondamentale per la socialità, perché la scuola è il posto dove il futuro arriva prima». La parete del nido di infanzia sarà dipinta sabato 24 giugno e vi parteciperanno anche la Morigi e l’assessora alla Cultura Ouidad Bakkali.

Subsidenze in questi giorni ospita l’artista Zamoc che colorerà la cupola di Kirecò, parco di innovazione per le imprese, il territorio e le persone di via don Carlo Sala. Zamoc ha da poco realizzato il murale al Refettorio Ghirlandina di Modena, dove è stata allestita una mensa per gli indigenti su iniziativa dello chef stellato Massimo Bottura. Il suo dipinto sarà un omaggio ai mosaici di Ravenna.

Tra le novità le proiezioni di video che documentano la street art, come quello realizzato dal regista Lorenzo Fonda, tra gli ospiti di questa edizione, su Blu, uno degli street artists più interessanti.

Gli altri protagonisti di Subsidenze 2017 sono il bolognese About Ponny, che dipinge volti e sguardi della gente; il Collettivo FX, che racconta storie di tutti i giorni, delle persone che ci vivono accanto, ma che ignoriamo; Gue, che recentemente ha ottenuto una grande notorietà per aver realizzato il progetto Playground di Alessandria, dipingendo un campo da basket futurista; lo spagnolo Liqen, le cui opere sono influenzate dalla natura e dallo sfruttamento delle risorse della terra; Mister Thoms, protagonista in questa edizione del risvolto didattico di Subsidenze, che lavorerà con gli studenti al nuovo FabLab dell’Itis.

Gli Industriali sollecitano il Comune: «Serve subito un cambio di passo»

Confindustria Romagna Assemblea GAL6887Confindustria Romagna promuove Rimini ma boccia Ravenna: «Azioni non più rinnovabili. Bene la nuova collaborazione con Ap». Gli imprenditori ravennati sono ancora in attesa di un «cambio di passo» che è giudicato «non più rinviabile». Questo è quanto emerso nell’assemblea annuale di Confindustria Romagna che si è tenuta a Milano Marittima nella mattinata del 14 giugno. «Ne sono quasi un simbolo i dati di Ravenna sul turismo: in un quadro di crescita generale delle presenze nel nostro Paese, favorite anche dalla delicatezza del contesto internazionale, spiccano non in positivo le performance di una città che ha tutto per fare meglio. Le recenti vicende sui disservizi ai visitatori di un patrimonio culturale inestimabile, con biglietterie improvvisate e bookshop in emergenza, si commentano da sole: cose così non devono accadere». Positivo invece il giudizio sull’amministrazione comunale di Rimini.

L’occasione è stata buona anche per fare il punto sui primi nove mesi di Confindustria Romagna, nata dall’unione di Ravenna e Rimini, con i colleghi forlivesi e cesenati rimasti fuori. Nel commentare la positività dell’esperienza, Maggioli ha voluto «tendere pubblicamente ancora una volta la mano ai colleghi e amici di Forlì Cesena invitandoli a non sottovalutare ciò che il percorso fatto da Rimini e Ravenna significa e ciò che quotidianamente stiamo realizzando nel nostro territorio».

Con l’arrivo di Daniele Rossi in via Antico Squero è invece completamente ricucito lo strappo con Ap: «La partecipazione e il sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale al Festival dell’Industria è il segnale tangibile della rinnovata collaborazione tra Confindustria Romagna ed un Ente di importanza fondamentale per l’economia del nostro territorio. Di fronte alla complessità della burocrazia italiana è necessario mettere in campo un’azione di forti sinergie per dare rapida soluzione alle questioni che ormai da troppo tempo caratterizzano questo asset».

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