giovedì
09 Aprile 2026

Dislessia, se il triennio delle superiori rischia di diventare un muro invalicabile

La madre di una 16enne: «Alle elementari e alle medie è stata una fatica immensa, sulla pagella di quinta scrissero: “Fa fatica a stare attenta”»

Dsa2

Barbara oggi ha 16 anni e si trova a un bivio: cosa fare a scuola dove, concluso il biennio, dovrebbe iscriversi al triennio per completare il ciclo dell’Istituto Alberghiero di Forlimpopoli che frequenta. I suoi docenti hanno espresso serie preoccupazioni. Senza sostegno, per lei, potrebbe essere una sfida fuori portata. Dopo anni di impegno suo e della sua famiglia, che risiede a San Pietro in Vincoli, il disturbo dell’apprendimento potrebbe diventare un ostacolo insormontabile. «Abbiamo chiesto per questo di rifare la diagnosi – ci spiega la madre Giorgia, maestra di cucina e chimico – per evitare che tutti gli sforzi fatti finora, da Barbara in primis, non siano stati vani. Il suo disturbo è particolarmente grave, si può dire che si tratti di un caso “borderline” e quindi ci siamo rivolti all’Ausl nella speranza di una diagnosi che permettesse una certificazione diversa per poter avere il sostegno scolastico di cui avrebbe bisogno».

Una scelta non facile con conseguenze importanti, ma poiché nemmeno per chi ha un disturbo così importante è previsto il sostegno, alla famiglia è parsa una strada obbligata. È stato un percorso lungo quattro mesi in cui, racconta ancora Giorgia, si è sentita dire cose che avrebbe preferito non sentire.  «Mi hanno consigliata di “ri-orientarla”, sapete cosa significa? Mandarla a fare un corso professionale. Ma lei si trova bene, la scuola le piace, e sta frequentando un Alberghiero…». Giorgia parla anche di inopportune considerazioni sul fatto che lei, in attesa di un altro figlio, fosse semplicemente preoccupata di non poter più seguire la figlia con i compiti o di non volersi rassegnare alla situazione. Il tutto dal reparto di neuropsichiatria infantile dell’Ausl di Ravenna a cui si era rivolta e che alla fine ha confermato la diagnosi di “disturbo dell’apprendimento”, «anche se sul referto – dice Giorgia – si parla, fra le altre cose, di una capacità di coordinazione occhio-mano inadeguata all’età. Ora la mia speranza è trovare un neurologo accreditato che abbia il coraggio, eventualmente, di fare una diagnosi che potrebbe andare contro il parere dell’Ausl. Non sarà facile e non so se servirà, ma che scelta abbiamo? Intanto Barbara, che è pienamente consapevole della situazione e anche molto arrabbiata, è decisa a iscriversi a settembre in terza con tutti i suoi compagni. E noi la appoggeremo».

È questo l’ultimo episodio di un percorso che non è stato facile in questi anni, a cominciare dalla diagnosi. «Alle elementari, a San Pietro in Campiano, ci dicevano che era svogliata e che anzi escludevano una qualsiasi diagnosi di dislessia, continuavano a dirci che dovevamo avere pazienza perché ogni bambino ha i suoi tempi», ci racconta ancora la mamma. «Di nostra iniziativa le abbiamo fatto fare visite e test da cui è emersa una dislessia importante che le impediva di apprendere con i sistemi utilizzati dai compagni. Da allora, Barbara è sempre stata seguita, ha potuto usufruire delle mappe e degli ausili previsti e a casa, soprattutto mio marito Andrea, l’ha aiutata moltissimo con i compiti per permetterle di arrivare alla terza media e alle superiori. A tutto questo va aggiunto l’impegno economico: anni di logopedia, esercizi ortottici, ripetizioni, tutto completamente a carico della famiglia, perché per i ragazzi Dsa non c’è nessun tipo di appoggio».

Incredibilmente, racconta ancora Giorgia, il passaggio alle superiori era stato un sollievo. «A differenza di prima, abbiamo trovato docenti disponibili e desiderosi di collaborare, abbiamo avuto un dialogo aperto quasi settimanale. Mentre davvero è stata pessima l’esperienza alle elementari e alle medie, a San Pietro Vincoli. Basti pensare che sulla pagella di quinta elementare, quando già la diagnosi era ben nota, hanno scritto: “Barbara fa fatica a stare attenta”. Ora il problema è naturalmente che i contenuti sono più complessi e la mappa concettuale, per esempio, non basta più, né la sintesi vocale. Dopo tutti questi anni di fatica, ma anche di orgoglio e soddisfazione per lei e per noi, non possono chiederci adesso di fermarci e non arrivare in fondo. E vorremmo semplicemente per lei una situazione che possa vivere con il minimo della sofferenza possibile».

Pagano pranzo di pesce con soldi falsi ma dimenticano documenti a tavola: arrestati

In tre tornano per riprendere la giacca ma cadono nella trappola della polizia che li trova con un’altra banconota da 100 euro falsa e scattano le manette

Erano convinti di avere appuntamento con il ristoratore all’ora di cena per riprendere una giacca dimenticata nel locale a pranzo e invece ad aspettarli al ristorante non c’era il cameriere ma la polizia che li ha arrestati perché trovati in possesso di una banconata falsa da cento euro del tutto uguale a quella con cui avevano pagato il conto al mattino e scoperta dall’imprenditore. In manette un napoletano di 39 anni e due cosentini di 20 e 32. Hanno tutti precedenti specifici che fanno ipotizzare alla polizia si possa trattare dei componenti di una banda: con un’auto noleggiata nel luogo di residenza vanno in trasferta da tutt’altra parte per pochi giorni in cui smerciare banconote false (quelle scoperte in questo caso erano di ottima fattura) cercando di capitalizzare al massimo la rendita dell’illecito. La produzione di una banconata falsa costa circa 10 euro.

Il trio ha preso di mira un ristorante del centro di Ravenna nel weekend del ponte del 2 giugno. Era andato tutto bene: avevano pagato il conto da 89 euro con i 100 falsi ed erano usciti prima che il ristoratore potesse accorgersi del raggiro. Ma una distrazione è stata fatale: uno dei tre ha dimenticato una giacca con dentro un documento a lui riconducibile. Le informazioni raccolte dalla sua identità, passate alla polizia dal ristoratore, sono state sufficienti a capire di cosa si trattasse. Quando i tre sono stati fermati in auto avevano un’altra banconota falsa, condizione necessaria per l’arresto. I tre hanno però restituito il danno al ristorante saldando il conto con soldi veri per poter contare su benefici in sede di giudizio.

 

Bookshop chiusi nei tre siti statali, Ravennantica pronta ad anticipare la gestione

Il 15 giugno vertice a Roma nella sede del ministero per risolvere i disagi alla basilica di Classe e al mausoleo di Teodorico nati dal contenzioso tra Stato e attuale società di gestione

Il Comune di Ravenna è disponibile ad anticipare i tempi dell’attuazione dell’accordo che prevede l’affidamento a Ravennantica dei servizi di biglietteria e bookshop dei monumenti ravennati di proprietà di Comune, Stato e Provincia per risolvere la situazione di disagio che si sta creando in tre monumenti statali (museo nazionale, basilica di Classe e mausoleo di Teodorico) dove un contenzioso complesso tra ministero e attuale società di gestione (Novamusa) sta rendendo poco agevole l’afflusso turistico. Il sindaco Michele de Pascale e l’assessore alla Cultura Elsa Signorino presenteranno formalmente questa proposta il 15 giugno a Roma in occasione di una riunione in sede ministeriale fissata a seguito di ripetute sollecitazioni rivolte alla direzione del Polo museale regionale e a fronte dei disagi intervenuti nei siti monumentali a gestione statale.

Al tavolo romano per il Comune oltre a Signorino parteciperanno anche Maurizio Tarantino (dirigente dell’Ufficio politiche e attività culturali) e Paolo Neri (direttore e segretario generale), per il ministero dei Beni culturali ci saranno invece Manuel Guido (direttore Servizio II direzione generale musei) e Marcello Tagliente della direzione generale musei. Alla riunione è stato convocato anche Mario Scalini, direttore del Polo museale regionale, per riferire sullo stato della situazione e sui provvedimenti che si intendono assumere per garantire la continuità dei servizi.

Il sindaco e l’assessore ribadiscono il loro apprezzamento ai lavoratori del Polo, che hanno affrontato con disponibilità ed impegno l’emergenza in questo weekend; e la solidarietà ai lavoratori di Novamusa, per la perdurante situazione di incertezza nella quale si trovano ad operare.

Venticinquenne si tuffa nel fiume Santerno e annega sotto gli occhi di un’amica

I due giovani stavano facendo una passeggiata sulle colline imolesi: il ragazzo ha deciso di fare un bagno senza riuscire a riemergere. La ragazza ha chiamato i soccorsi ma era già troppo tardi. Corpo ritrovato dopo qualche ora

Immagine di repertorio

Si è tuffato nel fiume Santerno, sulle colline imolesi dov’era andato per una passeggiata in compagnia di un’amica, ma la forza delle acque ha avuto la meglio ed è morto annegato. Dramma nel pomeriggio di domenica 4 giugno, a perdere la vita un 25enne di Bagnacavallo, Filippo Tamburini nato a Faenza. Si trovava in gita insieme ad una ragazza di Alfonsine, di 24 anni. È stata lei a dare l’allarme. Secondo quanto sinora ricostruito dai carabinieri, intervenuti insieme a 118 e vigili del fuoco, il giovane si sarebbe tuffato per fare un bagno ma è stato perso di vista dall’amica che ha immediatamente allertato i soccorsi. Verso le 20 è stato recuperato il suo corpo senza vita dai sommozzatori dei vigili del fuoco.

Spara al rivale d’amore del figlio e lo ferisce: due arresti a Lido Adriano

Un 35enne è andato a chiarire una situazione legata ad una ragazza ma si è visto sparare tre colpi contro: uno nel condominio e altri due in strada durante un inseguimento. Fermati un 21enne e un 46enne

Foto 1È andato a suonare al campanello dell’ex ragazzo della sua compagna cercando un chiarimento perché nell’ultimo periodo la stava tormentando ma si è ritrovato a fuggire dai colpi di pistola sparati dal padre del giovane. Questo in sintesi è quanto accaduto nella giornata di venerdì mattina a Lido Adriano, un episodio che ha portato all’arresto di due persone: un uomo di 46 anni, C.D.C., e suo figlio, G.D.C., di 21 anni. Vittima della vicenda un 35enne marocchino, in regola con le norme sul soggiorno e incensurato, che è rimasto ferito da una scheggia di proiettile (prognosi due giorni).

Con questi arresti, portati a termine dalla squadra mobile e dalla squadra volante della polizia, si chiariscono i contorni di una vicenda emersa nei giorni scorsi. Il nordafricano era andato a farsi medicare al pronto soccorso di Ravenna nel pomeriggio di venerdì e gli infermieri avevano estratto  dal braccio una scheggia di metallo. Dal frammento il personale medico non ha potuto stabilire che provenisse da un proiettile ma il 35enne ha raccontato quanto avvenuto e il giorno dopo ha fatto denuncia in questura.

I fatti sono avvenuti la mattina del 2 giugno, venerdì. Il marocchino, residente a Ravenna, aveva appuntamento a Lido Adriano a casa del 21enne. Di mezzo una 19enne che stava con il più giovane ma ora sta con il 35enne. La ragazza aveva manifestato i suoi turbamenti perché l’ex era tornato a farsi sentire con insistenza. Così il 35enne aveva deciso di affrontare la situazione e andare a parlare con il ragazzo. Secondo quanto raccontato alla polizia, però, una volta suonato il campanello è stato accolto dal padre del rivale d’amore a colpi di pistola. Un primo colpo è stato sparato nell’androne: è quello che lo ha colpito con una scheggia, dopo essere rimbalzato nel muro. Immediata la fuga, seguita da altri due colpi di pistola sparati in strada – la polizia ipotizza ad altezza d’uomo, da qui la denuncia per tentato omicidio – poi il 35enne è riuscito a fuggire in macchina.

Dopo la denuncia, il 3 giugno è scattata la perquisizione domiciliare. Il 46enne, di origine napoletana, è già noto alle forze dell’ordine mentre il 21enne è incensurato. La polizia ha trovato la pistola ben nascosta in un finto quadro elettrico: si tratta di una semiautomatica di origina tedesca, non denunciata, con una capacità di nove colpi. Uno era in canna, cinque nel caricatore. Ne mancavano tre e gli investigatori ipotizzano siano quelli sparati al 35enne. La polizia ha poi ascoltato alcuni testimoni che hanno confermato l’accaduto anche se venerdì mattina era arrivata una sola telefonata, anonima, alla polizia che poi non ha trovato nessuno sul posto.

Padre e figlio sono stati arrestati per detenzione illecita di armi e denunciati per porto abusivo, spari in luogo pubblico, lesioni e tentato omicidio.

Torna l’allarme per i temporali. Poi però arriva il caldo africano

Fino a mezzanotte di martedì allerta gialla dell’Agenzia regionale di protezione civile

PoggiaFino alla mezzanotte di domani, martedì 6 giugno, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 43, per criticità idrogeologica per temporali, scattata alle 12 di oggi, lunedì 5 giugno, ed emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna.

L’allerta è gialla (ex fase di attenzione).

Dal Comune raccomandano «di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, fissare gli oggetti sensibili agli effetti del vento e della grandine o suscettibili di essere danneggiati».

Terminata la perturbazione, le previsioni annunciano poi giornata di caldo africano con il picco nel prossimo weekend.

 

Lavori nell’Adriatica, chiuso un tratto nelle notti tra martedì e giovedì

Sarà installata cartellonistica nella corsia verso Rimini. La zona interessata è quella immediatamente precedente alla nuova rotonda con la Ravegnana

Rotonda Fosso Ghiaia

Una corsia della Statale Adriatica sarà chiusa al traffico nella notte di martedì 6 giugno (e in quelle successive fino a giovedì 8 giugno) per consentire al Comune di Ravenna di installare della cartellonistica verticale. L’Anas spiega che il tratto di strata interessato sarà quello della corsia verso Rimini dal chilometro 149,6 al 151,4. Si tratta del tratto immediatamente precedente all’incrocio con la Ravegnana, in cui è stata costruita la rotonda (che si trova al chilometro 151,8).  Durante la chiusura, il traffico sarà deviato sulla viabilità locale con successivo rientro sulla Statale.

Anas ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul  proprio sito web. Inoltre  ricorda che il servizio clienti `Pronto Anas` è raggiungibile chiamando il nuovo numero verde, gratuito, 800 841 148.

Simona Vinci, Carlo Lucarelli e Maurizio Maggiani a Russi con Eraldo Baldini

Torna la rassegna di incontri letterari del bar Centrale, per tutti i mercoledì di giugno

Simona Vinci
Simona Vinci

Anche quest’anno prosegue al Bar Centrale di Russi la rassegna di incontri letterari con gli autori e le loro opere, organizzati con la collaborazione dello scrittore Eraldo Baldini e con il patrocinio del Comune di Russi. Gli eventi avranno luogo a partire dalle ore 21.15.

Si parte mercoledì 7 giugno con la nota Simona Vinci che presenta “La prima verità” (Einaudi), premio Campiello 2016. Conducono la serata Matteo Cavezzali e Eraldo Baldini. Il 14 giugno torna l’appuntamento con Carlo Lucarelli, con il suo ultimo romanzo “Intrigo italiano” (Einaudi). Nell’occasione l’editore Clown Bianco e alcuni suoi autori presentano l’antologia di racconti “I clown bianchi. 13 storie d’autore”. Conducono la serata Eraldo Baldini e Nevio Galeati. Mercoledì 21 giugno appuntamento con Maurizio Maggiani, Premio Viareggio e Premio Campiello 1995, Premio Strega 2005 e Premio Elsa Morante 2015, che presenta “La zecca e la rosa” (Feltrinelli). Conduce la serata Eraldo Baldini. Mercoledì 28, infine, lo stesso Baldini presenta con Giuseppe Bellosi “Misteri e curiosità della Bassa Romagna” (Il Ponte Vecchio)

 

Rap (e pop) in giardino all’Onyx: in arrivo i concerti di Mecna e Coez

Alla discoteca di Godo due grandi protagonisti della scena hip hop italiana

Mecna Lungomare Paranoia
Mecna

Dopo il successo dell’inverno, Mecna è tornato in tour per l’estate con una nuova scaletta. Il rapper foggiano sarà in concerto giovedì 8 giugno per l’unica data in Romagna nel giardino esterno dell’Onyx Club di Godo, completamente allestito e rivisitato per ospitare serate a tema il giovedì per tutta l’estate. Si tratta, come ormai noto, dell’ex museo dell’Arredo contemporaneo di Biagetti, ora discoteca molto frequentata (oltre che ristorante).

Mecna sul palco sarà supportato dal dj e producer Lvnar per un nuovo show incentrato sui nuovi successi di “Lungomare Paranoia” e le hit di “Laska”, “Disco Inverno” e dei suoi primi Ep.

Coez
Coez

In queste ore è stata annunciata anche un’altra data all’Onyx, quella del 13 luglio: l’appuntamento è con l’artista romano Coez che presenta in tour (con tanto di band al completo) il suo quarto album “Faccio un casino”, uscito il 5 maggio, tra pop e rap.

I concerti sono annunciati alle 21.30. La serata proseguirà poi con i dj dalle 23 in avanti.

Il Museo del sale di Cervia è il più visitato della Romagna

Soddisfazione dell’amministrazione comunale: «Fieri di essere insieme a strutture importanti come gli Uffizi, i musei capitolini o quello Egizio di Torino»

Il Museo del sale di Cervia è uno dei più visitati in Italia secondo il Giornale dell’Arte, storica rivista mensile torinese che ogni anno pubblica una classifica dei musei più visitati nel mondo e in Italia sulla base di una raccolta dati che viene effettuata dal giornale stesso. La rivista mensile è dedicata alle notizie dei vari settori dell’arte e della cultura. In base ai dati del 2016, il museo cervese si colloca al 70esimo posto in Italia ed è primo in Romagna.

“Considerando che sono oltre 4000 i musei italiani questa posizione è motivo di grandissima soddisfazione per l’Amministrazione comunale e per la città tutta, nonchè ulteriore conferma del valore dell’Istituto e del suo sviluppo – dichiarano il vicesindaco Gabriele Armuzzi e l’assessora alla Cultura Michela Lucchi- Un piccolo museo come il nostro, si trova nella Top 100 insieme a musei unici e prestigiosi come Galleria degli Uffizi di Firenze, museo Egizio e museo del cinema di Torino, Reggia di Caserta e musei capitolini.” Il museo è stato inoltre citato più volte nelle mostre italiane con maggiore affluenza. In particolare la mostra Happy Valley ha registrato 740 visitatori al giorno e si colloca al 77esimo posto in Italia. In totale nelle prime 200 mostre per numero di visitatori giornalieri ce ne sono sette organizzate nella struttura cervese.

Liste di attesa chirurgiche, la ricetta di Cambierà passa dai privati accreditati

In venticinquemila aspettano un intervento. Michela Guerra: «Le priorità siano trattate dal pubblico, i casi meno urgenti dalle cliniche. Trasparenza sui dati»

MedicoCollaborare con la sanità accreditata e non vederla come un concorrente. La ricetta per abbattere le liste di attesa è di Michela Guerra, consigliera di Cambierà in consiglio comunale e fino a poche settimane fa addetta ai lavori visto che ha guidato la clinica San Francesco prima dell’acquisizione da parte della Domus Nova. La riflessione di Guerra parte dai dati sulle liste di attesa che prendono in considerazione le visite ma non l’ingresso in sala operatoria. Ma sarebbe proprio l’attesa dell’intevento secondo la consigliera il vero «collo di bottoglia» della sanità.

I dati riportati dal Resto del Carlino nei giorni scorsi parlano di 25mila persone in attesa di un intervento chirurgico. Un argomento «ben conosciuto» agli addetti ai lavori, un problema che l’Ausl «non ha mai voluto affrontare e tanto meno pubblicizzare».  Cambierà chiede che questi tempi siano monitorati e resi pubblici perché «non basta conoscere le liste d’attesa delle visite per misurare la correttezza e efficienza della presa in carico del paziente, che si chiude con la soluzione del problema».Guerra suggerisce poi una soluzione: «Smettere di vedere la sanità accreditata come un concorrente da penalizzare, piuttosto che come un partner da incentivare».

Gli incentivi non sono quelli economici – precisa la consigliera – ma «criteri organizzativi». L’accreditamento «serve ad integrare il servizio sanitario nazionale, fornendo le procedure operatorie che il pubblico non riesce a soddisfare perché deve garantire quelle prestazioni che per gravità , sia tecnica operatoria, che assistenziale post-operatoria, devono essere concentrate nell’ospedale pubblico». La ricetta di Cambierà vede le priorità urgenti essere trattate dal pubblico mentre quelle meno gravi accedere al privato accreditato, tutto sotto la valutazione del medico e dopo l’accettazione del paziente. La sanità «non può e non deve essere gestita come una azienda che deve realizzare risparmi e utili, anche se questi portano premi in tasca ai suoi operatori, ma deve garantire il meglio possibile per la salute della comunità con una spesa razionale e redditizia nei risultati sanitari».

Inoltre « è noto che acquistare prestazioni dal privato convenzionato ha costi significativamente inferiori per le casse pubbliche  che erogarle in proprio». Il ricorso alla sanità accreditata sarà necessario – prevede la con«sitlera – per soddisfare le necessità dei 25mila pazienti in attesa e «sarà gioco-forza ricorrere all’aiuto fattivo del privato accreditato sulla base di linee-guida condivise e a parità di qualità delle prestazioni».

Provincia al lumicino: in un anno l’assemblea dei sindaci si è riunita due volte

Il bilancio del consigliere Spadoni (Civici) su quanto fatto da Piazza Caduti mostra numeri deludenti:  «Ci si limita all’ordinaria amministrazione, nessuna scelta di sviluppo economico»

Palazzo Provincia RavennaChe la Provincia fosse un ente a metà del guado, in un limbo tra l’abolizione e l’ordinaria amministrazione non lo ha nascosto nessuno negli ultimi tempi. Nemmeno il presidente, Michele de Pascale, che ha segnalato anche con un esposto la situazione dei conti sempre più in difficoltà a causa del calo dei trasferimenti statali. I numeri di un anno di attività istituzionale non smentiscono: in circa dodici mesi sono state fatte 14 sedute del consiglio, con 42 delibere approvate e 20 interpellanze. L’assemblea dei sindaci, uno dei due organi di indirizzo e controllo, è fermo a due sole sedute.

Molto critico a questo proposito è Gianfranco Spadoni:  «Non sono state compiute scelte di sviluppo economico – sociale soprattutto per evidenti ragioni legate alla sostenibilità finanziaria, tuttavia alcune attività prive di costi, tese ad esempio a favorire forme di esercizio associato di funzioni con altre province, potevano essere sperimentate. In questo senso si poteva promuovere una forte sinergia fra le tre province di Ravenna, Forlì – Cesena e Rimini per realizzare ‘economie di scala’ attraverso una razionalizzazione complessiva e, non ultimo, per creare le basi per la costruzione di un nuovo modello di governance territoriale». Secondo Spadoni, che è consigliere in piazza Caduti in rappresentanza dei civici, le province «non si trovano solo nell’impossibilità di predisporre i bilanci per un’evidente difficoltà di risorse, ma sono afflitte da una forte crisi d’identità che le costringe a rinunciare all’obiettivo di rilanciare l’ azione dell’ente stesso».

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