domenica
12 Aprile 2026

Barricato in casa spara ai carabinieri, 86enne esce dopo una trattativa in dialetto

Tre fucilate dalla finestra contro i militari che avevano suonato alla porta cercando la badante dell’anziano. Colloquio condotto in romagnolo anche con l’aiuto del nipote 62enne

Immagine di repertorio

Quando i carabinieri hanno suonato alla porta attorno alle 21 chiedendo della badante che lo assiste, l’86enne padrone di casa li ha cacciati minacciando di prendere il fucile e poi è passato dalle parole ai fatti barricandosi in casa e sparando tre colpi dalla finestra del primo piano contro i militari: dopo una trattativa condotta in dialetto, anche al nipote 62enne che traduceva al megafono i suggerimenti del mediatore, l’anziano ha deposto l’arma ed è uscito di casa. Sono state ore di tensione quelle vissute in via Liguria a Bagnacavallo nella serata di ieri, 28 aprile. A riportare la notizia sono le edizioni odierne di Corriere Romagna e Resto del Carlino. I carabinieri si era presentati in divisa per un controllo di routine e sono usciti illesi dalla sparatoria perché ripatisi in tempo dopo aver visto la sagoma dell’uomo dalla finestra che imbracciava il fucile (regolarmente detenuto). L’uomo è stato poi affidato al personale medico del 118 e condotto in ospedale.

 

 

Porto Robur Costa, perdite pregresse ripianate. «E ora un progetto di 3-5 anni»

Superlega / Risolto il economico-finanziario, la società ravennate è intenzionata a breve a lanciare un nuovo aumento di capitale. Al via anche l’operazione “Il Muro del Volley” per i fedelissimi

RAVENNA 31/05/16. VOLLEY PALLAVOLO. MARCO BONITTA PRESENTA IL PROGETTO PORTO ROBUR COSTA OLIMPIA
Il dg Marco Bonitta con il presidente Luca Casadio

Ieri pomeriggio all’HOTEL MATTEI si è svolta l’assemblea della Società GS PORTO ROBUR COSTA. Il Presidente Luca Casadio ha annunciato con grande soddisfazione di aver raggiunto l’ambizioso obiettivo di ripianamento di tutte le perdite pregresse, condizione necessaria per poter lanciare il nuovo aumento di capitale sociale che permetterà alla Società di proseguire  il proprio cammino in SUPERLEGA e dal prossimo anno anche in EUROPA (Coppa Challenge).

Sempre durante la riunione è stato annunciato la nuova iniziativa denominata “IL MURO DEL VOLLEY”: si tratta di un riconoscimento a tutti coloro che negli ultimi anni hanno contribuito a riportare la pallavolo cittadina ai vertici, non solo in termini di contributi economici, ma anche con il loro impegno e passione. Ogni mattone del “MURO DEL VOLLEY” avrà anche il nome di tutti coloro che oggi e in futuro vorranno contribuire allo sviluppo della pallavolo a Ravenna. Entro maggio sarà presentato alla città il progetto con tutti i dettagli.

La società comunica inoltre che, dopo la grande soddisfazione per il nuovo ingresso in Europa, sta già lavorando per un progetto a tre-cinque anni che possa essere ancora più vincente, in attesa del nuovo palazzetto dello sport.

Omicidio Ballestri, archiviata la posizione del padre di Matteo Cagnoni

Notificato l’avviso di chiusura delle indagini al noto dermatologo, accusato di aver ucciso a bastonate la moglie

Cagnoni
Matteo Cagnoni con Giulia Ballestri

La procura di Ravenna ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari a Matteo Cagnoni, il dermatologo 51enne accusato di aver ucciso a bastonate la moglie 39enne Giulia Ballestri, dopo averla attirata la mattina del 16 settembre scorso nella villetta di famiglia, disabitata, in via Padre Genocchi. L’atto, che solitamente precede la richiesta di rinvio a processo, arriva dopo che il Gip ha respinto, per motivi tecnici, la richiesta di giudizio immediato.

Il medico è chiamato a rispondere di omicidio aggravato e di occultamento di cadavere, mentre cade l’accusa di violenza sessuale, per cui è stata chiesta l’archiviazione dai Pm Alessandro Mancini e Cristina D’Aniello.

È stata invece definitivamente archiviata dal Gip la posizione del padre dell’indagato, il professor Mario Cagnoni, sia per il favoreggiamento che per il concorso in occultamento di cadavere. Padre e figlio sono difesi dagli avvocati Giovanni Trombini e Francesco Dalaiti. (fonte Ansa.it)

Lotta alla zanzara tigre: ordinanza in vigore dall’1 maggio e kit in distribuzione

Sui condomini saranno effettuati controlli a campione da parte dell’Ausl, sono previste sanzioni

Dal primo maggio entrano in vigore nei nove comuni della Bassa Romagna le ordinanze dei sindaci per il contrasto alla diffusione della zanzara tigre. L’azione viene messa in campo insieme alla distribuzione gratuita in corso del prodotto antilarvale e che proseguirà fino a esaurimento scorte disponibili agli Urp (l’elenco dei punti di distribuzione).

L’ordinanza valida fino al 31 ottobre dispone i comportamenti e gli interventi volti a contrastare la diffusione della zanzara tigre. Sono interessati dal provvedimento tutti i privati e i proprietari di aree e in particolare amministratori di condominio, responsabili di attività industriali, artigianali e commerciali, responsabili di cantieri e attività di stoccaggio di materiali di recupero, gestori di depositi copertoni, conduttori di orti e vivaisti. Sui condomini saranno effettuati controlli a campione da parte dell’Ausl.

Tra le disposizioni indicate, è obbligatorio evitare tutti i ristagni d’acqua, eliminando, per esempio tutti i recipienti dai giardini, i sottovasi, i contenitori, i teloni in plastica ove può fermarsi l’acqua; effettuare con regolare periodicità i trattamenti nelle caditoie private con specifici prodotti larvicidi e garantire che i trattamenti siano eseguiti anche durante i periodi di assenza (per esempio durante le ferie estive) e ripetuti dopo un’abbondante pioggia. Se si desidera evitare la ripetizione dei trattamenti nei pozzetti è possibile installare una rete zanzariera tra il tombino e la cornice di chiusura dello stesso, avendo attenzione che le zanzare non possano raggiungere in alcun modo l’acqua contenuta nel tombino; questa modalità è però vivamente sconsigliata se i pozzetti sono funzionali allo scolo di seminterrati. Anche le grondaie vanno mantenute pulite e libere da fogliame; le botti dell’orto vanno chiuse con coperchio ermetico o con una zanzariera integra e ben tesa. Qualora i cittadini siano in difficoltà a realizzare questi semplici trattamenti nei propri pozzetti privati, è possibile rivolgersi a ditte specializzate. Sono previste sanzioni amministrative per chi non rispetta le indicazioni contenute nelle ordinanze.

Sono arrivati gli alberi nella piazza del Pavaglione

Messi a dimora 9 esemplari di “cercis siliquastrum”. Nel corso dei lavori era emersa una pavimentazione medievale

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La messa a dimora degli alberi nella piazza del Pavaglione

Giovedì 27 aprile a Lugo sono iniziati i lavori per la messa a dimora degli alberi (della specie cercis siliquastrum, il cosiddetto albero di Giuda) in piazza Mazzini, all’interno del Pavaglione.

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La messa a dimora degli alberi nella piazza del Pavaglione

Saranno 9 e non più 12 come inizialmente previsto. Le alberature sono posate a corredo delle aree di sosta della parte ovest della piazza, «nel rispetto delle esigenze della Contesa estense e della Fiera biennale», fanno sapere dal Comune, che poi spiega:  «Gli alberi sono collocati in grandi vasi interrati e vanno ad accrescere il decoro urbano del quadriportico, grazie soprattutto all’ombreggiatura, come agli albori del Novecento, quando la piazza si presentava arricchita di panchine e piante. Grazie ai vasi, gli alberi potranno essere provvisoriamente rimossi ogni volta in cui se ne presenti la necessità. La fascia perimetrale in ciottoli di fiume, che in superficie rappresenta circa la metà della piazza stessa, è lasciata completamente libera per rimarcare l’importanza delle arcate monumentali del Pavaglione».

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La messa a dimora degli alberi nella piazza del Pavaglione

Nel corso dei lavori, nelle scorse settimane, sono emersi i resti di una pavimentazione medievale. Si tratta di una direttrice stradale nord-sud (probabilmente risalente alla prima metà del XIV secolo) attorno alla quale si è formato il centro medievale di Lugo, con il tipico mattonato medievale posato a coltello. I ritrovamenti sono stati schedati e fotografati da un team di archeologi della Phoenix Archeologia srl di Bologna, «in modo che una volta protetti e ricoperti possano essere comunque valorizzati», aveva spiegato la Soprintendenza nei giorni del ritrovamento.

Tornando all’albero di Giuda, «è stato scelto – spiegano ancora dal Comune, replicando ad alcune critiche – per la sua capacità di entrare in dialogo con il ritmo delle arcate neoclassiche che scandiscono lo spazio aperto grazie alla forma del suo portamento, la trasparenza della chioma e la dimensione del fogliame. Inoltre, la specie è presente anche all’interno del giardino pensile della Rocca estense, e creerà così un dialogo tra due dei luoghi simbolo della città». Una scelta che ha incontrato il benestare della Soprintendenza di Ravenna, che ha sottolineato come le alberature «coniughino in maniera egregia l’inserimento di elementi naturali in un impianto ipogeo tecnologicamente all’avanguardia (i vasi interrati), assegnando all’intervento naturalistico la massima duttilità e flessibilità nei confronti del quadriportico del Pavaglione».

«Via i posti auto di piazza Garibaldi che coprono la vista della tomba di Dante»

La proposta del consigliere comunale Perini (Ama Ravenna) in vista del 2021, anno del settimo centenario della morte del Sommo Poeta, per i parcheggi a ridosso delle Poste: «E pensare a una futura pedonalizzazione…»

In piazza Garibaldi a Ravenna i pochi posti auto lungo la facciata delle Poste impediscono la vista della tomba di Dante a chi arriva da piazza del Popolo e il consigliere comunale Daniele Perini (Ama Ravenna) ha presentato un’interrogazione al sindaco per chiedere la loro eliminazione. «Si avvicina il settimo centenario della morte di Dante Alighieri nel 2021, evento destinato a essere celebrato con adeguate manifestazioni in grado di richiamare, tra studiosi e turisti, un elevatissimo numero di persone. La presenza delle auto parcheggiate in corrispondenza degli spazi che lambiscono il palazzo della prefettura e quello delle Poste costituisce per i turisti che affluiscono da piazza del Popolo un serio impedimento alla visione della vicina tomba di Dante che, indipendentemente dalla valutazione della pregevolezza architettonica dell’opera del Morigia, rappresenta un momento centrale nella visita e nella riflessione dantesca». Il consigliere poi auspica una futura definitiva pedonalizzazione di piazza Garibaldi.

«Ravennantica srl: 170mila euro di perdite coperte dalla Fondazione. A che serviva?»

La lista civica La Pigna denuncia il caso dell’azienda controllata dall’ente di cui era presidente l’attuale assessore comunale Elsa Signorino: «Creata per dare lavoro agli amici». Dalla fondazione assicurano che la società – ora acquisita – è servita per operare nel restauro

Sergio Fioravanti e Elsa Signorino

Costituita nel 2010 per volontà della Fondazione Ravennantica – all’epoca presieduta dall’attuale assessore alla Cultura del Comune, Elsa Signorino – ora è in liquidazione dopo una serie di perdite per oltre 170mila euro complessivi (dal 2011 al 2015 compresi) ripianati dalla stessa fondazione che la controlla al cento percento e che, come noto, riceve contributi pubblici da Stato, Regione e Comune. È il riassunto per sommi capi delle vicessitudini societarie di Ravennantica srl: i dati vengono resi pubblici – bilanci alla mano, che abbiamo avuto modo di visionare – dalla lista civica La Pigna, e in particolare dalla coordinatrice Veronica Verlicchi, che in un comunicato mette in dubbio l’utilità della Srl, creata a suo dire «solo per dare lavoro “agli amici” della presidente».

La versione della fondazione – i cui vertici, contattati al telefono, si riservano di commentare nel merito solo in futuro – è naturalmente diversa: la società è stata creata per operare nel campo del restauro in particolare nell’ambito dei Paesi del Mediterraneo, come anche avvenuto, e sarebbe stata colpita dalla crisi di quel bacino e più in generale del settore. Da statuto, la società si occupa poi anche di gestione di servizi “necessari e accessori per la fruizione e la gestione dei beni artistici e culturali in genere”.

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Veronica Verlicchi della Pigna

Tornando alla storia, il 28 dicembre 2010 – ricorda Verlicchi in un comunicato inviato ai giornali – viene stipulato un contratto d’affitto d’azienda tra la stessa Ravennantica srl e la ditta individuale Prp di Paola Perpignani, la persona che ha tuttora la direzione tecnica dell’azienda, «mentre il compagno, Paolo Raccagni – sottolinea la coordinatrice della Pigna portando avanti la propria teoria – assume il compito di consulente scientifico della controllante Fondazione Ravennantica».

Il consiglio d’amministrazione della Srl ricalca i vertici della controllante Fondazione, con Signorino presidente, Lanfranco Gualtieri vice e Sergio Fioravanti (già direttore della fondazione) consigliere. I tre rimangono in carica senza interruzione fino ai primi mesi del 2016, quando Ravennantica srl viene messa in liquidazione “per la perdita/riduzione del capitale al di sotto del minimo legale”. Liquidatore della società viene nominato lo stesso Fioravanti.

La Pigna sottolinea la performance della società in questi anni – con le perdite che sono state ripianate dalla Fondazione, anche con prestiti infruttiferi, come da bilanci pubblici – chiedendosi come mai sia stata costituita un’azienda «senza un benché minimo progetto d’impresa. Attraverso il sostegno e il controllo di Ravennanatica srl – continua Verlicchi – la fondazione ha di fatto portato avanti una concorrenza sleale verso i tanti e capaci mosaicisti ravennati che non hanno potuto acquisire i lavori di restauro musivo commissionati dalla fondazione».

Nell’aprile dell’anno scorso Ravennantica srl è stata ceduta definitivamente alla Fondazione, dieci giorni dopo il contratto di compravendita formalizzato con Paola Perpignani, «il cui stipendio – accusa Verlicchi, prima poi di sottolineare come la Signorino sia invece stata “premiata” con un ruolo da assessore nella nuova giunta De Pascale – va ora a gravare le già precarie casse della Fondazione».

Romagna Acque approva il bilancio: 6,2 milioni di utile (70 percento a dividendo)

Nel corso del 2016 sono stati forniti 111 milioni di metri cubi e gli investimenti sono stati 11,9 milioni di euro

L’assemblea dei soci di Romagna Acque – la società per azioni a capitale totalmente pubblico vincolato proprietaria di tutte le fonti idropotabili per usi civili della Romagna che gestisce la produzione all’ingrosso della risorsa per i territori – ha approvato stamani all’unanimità il bilancio 2016. L’approvazione è arrivata durante la riunione svoltasi all’hotel Globus di Forlì. Questi alcuni numeri dell’azienda e della sua attività: nel corso del 2016 sono stati forniti 111 milioni di metri cubi d’acqua, il valore della produzione è stato pari a 55 milioni di euro con un utile netto di 6,2 milioni euro (69,7 percento destinato a dividendo), il valore delle singole azioni è fissato in 6 euro, gli investimenti complessivi nel corso del 2016 sono stati di circa 11,9 milioni di euro (l’anno precedente erano stati 20 milioni). Per quanto riguarda le tariffe, nella nota stampa inviata ai giornali si legge che «si segnala il recepimento delle rinunce tariffarie proposte da Atersir e accettate da Romagna Acque, per circa 24,4 milioni nel periodo regolatorio 2016-2019, di cui 15,8 milioni con effetti diretti sui conti economici».

Butta a terra una 70enne e la rapina, un passante finge di aiutarla ma è il complice

Il finto soccorritore ha provato a ingannare anche un agente della polizia municipale indicando la direzione di fuga opposta: la collaborazione dei cittadini ha permesso di arrestare un 21enne e un 23enne risultati zio e nipote

ScippoDopo essere stata rapinata per strada da un giovane che l’aveva buttata a terra con una spinta, sembrava che un altro giovane la stesse aiutando a rialzarsi ma la 70enne vittima dell’aggressione ci ha messo poco a rendersi conto che il secondo ragazzo in realtà era un complice del primo e con la scusa di chiederle cosa fosse successo la stava invece trattenendo per far guadagnare tempo al rapinatore. L’episodio è accaduto nel pomeriggio di ieri a Ravenna in via Falier e si è concluso con l’arresto di un 21enne e un 23enne risultati zio e nipote. Fondamentale per individuare il fuggiasco e capire le reale intenzioni del finto buon samaritano è stato l’intervento di un agente della polizia municipale fuori servizio, attirato dalle grida della donna, e di un militare della guardia di finanza in pensione che erano in zona.

Il complice ha cercato anche di depistare l’agente della Municipale indicandogli la direzione opposta di fuga del socio ma lo stesso non è caduto nel tranello e ha immediatamente attivato la centrale operativa per richiedere l’ausilio di personale. Grazie anche alla dettagliata descrizione fornita dalla signora circa corporatura ed abiti indossati dall’uomo che l’aveva derubata e alla collaborazione di alcuni cittadini, che avevano notato movimenti sospetti, i responsabili della rapina sono stati intercettati e arrestati.

Durante gli accertamenti al comando di piazza Mameli a carico dei due italiani sono emersi precedenti per reati contro il patrimonio. I due sono stati trasferiti in carcere in attesa degli ulteriori provvedimenti.

«Troppo le aree a rischio cementificazione». Ecco il dossier di Legambiente

In provincia riflettori su via Antica Milizia, sull’ampliamento del centro Teodora e sul caso dell’Arena Borghesi di Faenza

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L’area verde di via Antica Milizia, a Ravenna, dove dovrebbe sorgere il centro commerciale Conad

«Troppe le aree verdi nella nostra regione che corrono il rischio di essere coperte dal cemento, nonostante la crisi». È la fotografia del dossier pubblicato da Legambiente Emilia-Romagna. Un documento che raccoglie molti casi emblematici, che vedono terreni vergini in procinto di essere urbanizzati o sotto minaccia di esserlo in breve tempo.

Casistiche che in buona parte non rientrerebbero nei limiti posti alle nuove urbanizzazioni dalla proposta di legge urbanistica “Bonaccini”: una carenza normativa che il Dossier intende espressamente sottolineare. «Purtroppo – sottolinea Legambiente – la proposta di legge non sembra tener conto di questo fatto, non ponendo limiti a buona parte degli interventi edilizi che oggi risultano essere attuali. Inoltre la legge garantisce ai Comuni un periodo compreso tra 5 e 6 anni per trasformare il proprio territorio senza particolari restrizioni. Una possibilità che, si vede bene nel Dossier, buona parte dei Comuni e dei gruppi economici interessati dalla rendita fondiaria intendono sfruttare ampiamente».

Tra il 1975 ad oggi – sottolineano da Legambiente – il territorio urbanizzato della regione è più che raddoppiato, con oltre 100.000 ettari di campagna “consumata” e una perdita di produzione agroalimentare «sufficiente a sfamare oltre 2 milioni di persone».

«Il territorio vergine – si legge ancora nel comunicato – è un bene ormai in via di esaurimento e ogni ulteriore consumo di suolo costituisce quindi una sottrazione al benessere delle generazioni che verranno, indipendentemente dalla velocità con cui avviene. Legambiente sollecita quindi la consapevolezza e l’impegno di tutti i cittadini per chiedere alle amministrazioni, dal livello comunale a quello europeo, di fermare l’emorragia di consumo di suolo».

Nel dossier di Legambiente si pone l’attenzione anche sulla provincia di Ravenna. E in particolare a Ravenna sul progetto del centro commerciale Conad di via Antica Milizia su un’area complessiva di 69.000 mq (tra le opere di compensazione una pista ciclabile di collegamento tra via Don Carlo Sala e via Romea Sud, «un elemento necessario in quel tratto stradale, ma che di certo non risponde ai dubbi sollevati dalla realizzazione di un nuovo centro commerciale», si legge nel dossier) e sull’ampliamento del centro commerciale Teodora, di fronte al Pala De André. A Faenza invece Legambiente solleva il caso dell’Arena Borghesi – la tradizionale arena estiva cinematografica –, a rischio per l’ampliamento del centro commerciale Conad.

A questo link il dossier integrale; a quest’altro la mappa interattiva con le principali aree minacciate dal cemento in regione secondo Legambiente.

 

Harley-Davidson in piazza a Cervia, dieci modelli per gli appassionati

HarleyIn piazzale dei Salinari, domenica 30 aprile a Cervia, la concessionaria Harley-Davidson di Ravenna organizza la tappa di Demo Rides. Per l’occasione si potranno provare le moto della gamma 2017 del celebre marchio, che va oltre la passione per la moto.

Ci saranno dieci modelli a disposizione: Street Rod 750 (in anteprima), Iron 883, Forty Eight, 1.200 Roadster, Low Rider, Breakout, Fat Boy Special, Night Rod Special, Street Glide Special, Ultra Limited.

Appuntamento dalle 9 alle 20.

Tubi di 70 metri e 63 tonnellate imbarcati al porto di Ravenna verso la Siberia

Sapir: «Operazioni come questa accreditano il nostro scalo come polo d’attrazione»

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I maxi tubi movimentati alla Sapir

Importante operazione di imbarco al terminal Sapir del porto di Ravenna. Otto tubi (tecnicamente “reactor legs”) di 70 metri di lunghezza e 63 tonnellate di peso ciascuno, assemblati nelle scorse settimane dalla Ram Power nei piazzali della propria sede operativa in area portuale, sono stati imbarcati sulla nave Amoenitas su commissione dello spedizioniere Casadei & Ghinassi. Il trasporto via terra dalla Ram Power alla banchina Sapir è stato curato dalla Aliani Project di Fidenza, impresa specializzata in trasporti eccezionali.

La difficoltà dell’imbarco era costituita nell’occasione dalla peculiare lunghezza dei tubi, che richiedeva la disponibilità di gru di amplissimo sbraccio. Sapir ha perciò utilizzato le due Liebherr (una 550 e una 600) di più recente acquisizione, che hanno operato in abbinata.

L’imbarco è stato realizzato dal terminal operator in totale autonomia tecnica, con la supervisione del proprio personale specializzato e il supporto delle maestranze della Cooperativa portuale. La Amoenitas è ora diretta ad Anversa da dove l’impiantistica proseguirà il percorso verso la destinazione finale, in Siberia. Altre due analoghe operazioni sono in programma nelle prossime settimane. Alla fine saranno ventiquattro i tubi che attraverso il porto di Ravenna raggiungeranno la Siberia per la costruzione di un impianto di polimeri.

«Mentre le Autorità competenti iniziano a tradurre in progetti le strategie per il rafforzamento del porto – commentano in una nota inviata alla stampa dalla Sapir –, operazioni come questa, che mettono in sinergia eccellenze della cantieristica, della logistica e della portualità ravennate, accreditano il nostro scalo come polo d’attrazione per operazioni ad alta specializzazione».

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