Nei guai un 19enne e un 20enne, individuati e denunciati dai carabinieri
Prima hanno gettato a terra e danneggiato un cartello di informazione turistica in piazza Gandhi, poi hanno sradicato dalla base in ferra e buttato a terra, distruggendola, una fioriera nei pressi di piazza del Popolo.
I due vandali – all’opera in pieno centro a Ravenna durante la notte di Pasqua – sono stati però identificati dai carabinieri che li hanno deferiti in stato di libertà per danneggiamento aggravato. Si tratta di un 19enne e di un 20enne di origine rumena.
Tutto dedicato a Mozart il prossimo concerto della stagione “Ravenna Musica” curata dall’associazione Angelo Mariani.
Martedì 18 aprile al teatro Alighieri, alle 20.30, a farsi interprete di pagine emblematiche del genio di Salisburgo sarà un gruppo specializzato nel repertorio del ‘700 che esegue rigorosamente con strumenti d’epoca, l’Ensemble Zefiro.
Sarà diretto dall’oboista Alfredo Bernardini, che insieme all’altro oboista del gruppo Paolo Grazzi e al fagottista Alberto Grazzi, ha fondato il complesso nel 1989 a Mantova. L’ensemble, con organico variabile in cui i fiati hanno un ruolo di primo piano, in questi anni è diventato un punto di riferimento, in ambito internazionale. I suoi fondatori, insegnanti presso i Conservatori di Musica di Amsterdam, Barcellona, Mantova, Verona, Milano, sono considerati tra i più validi esecutori nell’ambito della musica antica
Il programma della serata ravennate prevede la Serenata in si bem. magg. Gran Partita e Harmoniemusik dall’opera Le nozze di Figaro.
Un percorso espositivo sull’artista coinvolge il comune di Faenza, Lugo e Brisighella
Monumento di Baracca a Lugo
Romagna Monumentale – Domenico Rambelli – Un maestro dell’Espressionismo italiano è una manifestazione che mette in rete tre comuni, Brisighella, Faenza e Lugo. Si tratta di un progetto condiviso e sviluppato attraverso tre mostre che indagano a 360 gradi il profilo artistico di Domenico Rambelli, partendo dalle tre maggiori opere monumentali realizzate nel territorio da questo protagonista assoluto della scultura italiana del novecento. Le mostre sono accompagnate dal volume monografico curato da Elisa Baldini, Claudio Casadio e Daniele Serafini, con prefazione di Antonio Paolucci per Longo Editore che, dopo la storica dell’arte Orsola Ghetti Baldi con la sua bella pubblicazione dell’80, approfondiscono e rendono giustizia all’importanza indiscutibile dell’artista faentino. Nato a Pieve di Ponte, vicino a Faenza, nel 1886 e rimasto orfano in tenera età, entrò giovanissimo all’Ebanisteria Casalini di Faenza. Contemporaneamente frequentò la Scuola d’arti e Mestieri di Faenza, diretta da Antonio Berti, e il Cenacolo faentino, con compagni di strada come Domenico Baccarini, Ercole Drei, Francesco Nonni, Giovanni Guerrini, Giuseppe Ugonia. Come Baccarini, dal 1902 al 1904 frequentò la Scuola Libera del Nudo di Firenze, dove entrò in contatto con Pellizza Da Volpedo e, soprattutto, con Lorenzo Viani, del quale divenne un amico fraterno. Nel 1907 partecipò alla Biennale di Venezia, quella della famosa Sala del Sogno che aprì le porte al Simbolismo italiano, poi fu all’Esposizione Torricelliana di Faenza, con Rodin, Khnopff, Previati, Chini, Fattori, Viani. Dopo aver partecipato al primo conflitto rimanendo ferito, nel 1919 diventò insegnante di Plastica Decorativa e Applicata e direttore del ramo artistico alla neonata Scuola di Ceramica di Faenza, incarico che mantenne sino al ’44.
All’attività di docente (scelto in virtù della sua competenza artistica e le sue relazioni internazionali, da Ballardini, fondatore della scuola) unì sempre quella di scultore. La prima grande prova del Rambelli scultore monumentale fu il “Monumento ai Caduti di Viareggio”, ideato nel ’22 e inaugurato nel ‘27, realizzato in collaborazione con Lorenzo Viani e al centro di una fortissima polemica perché, nonostante i due artisti fossero sostenuti e aderenti al Regime, il loro linguaggio solenne, ma tutt’altro che aulico e neo risorgimentale, si scontrò radicalmente con il gusto del tempo. Rambelli era forte di una crescita di artista matura e consapevole, fatta degli incontri parigini con Rodin e Maillol, della frequentazione del ricco Cenacolo Baccariniano, di un talento indiscutibile ma lontanissimo da liturgie e stereotipi. Artista determinato e sempre sostenuto da una poetica antiretorica, da un linguaggio rigoroso, ma sempre densamente poetico, realizzò nel 1928 il primo dei monumenti al centro dell’indagine della manifestazione: “Il fante che dorme”, attualmente visibile nel Parco della Rimembranza di Brisighella. A Brisighella, al Museo Ugonia, “Un’iconografia unica. Il fante che dorme” racconta la storia di questa scultura, attraverso documenti, bozzetti preparatori e un parziale calco in gesso dell’opera. A Lugo invece il focus è sul monumento a Francesco Baracca con “Ad Maiora. Lo scultore e l’eroe”, mostra dislocata in quattro sedi tematiche: alle Pescherie della Rocca (i disegni), alla Fondazione CML 24 (dalle fotografie dal cantiere del 1936 agli studi contemporanei di Luca Nostri), alla biblioteca “Fabrizio Trisi” (i documenti) e al museo “Francesco Baracca”(il volto). “Ad Maiora” era il motto del pilota lughese la cui grande scultura, inaugurata nel ’36, è uno degli esempi più felici, maestosi e “moderni” della plastica sintetista di Rambelli: un Landmark per la cittadina romagnola e per tutta la scultura del ‘900 italiano. L’ultima delle sedi è Faenza dove , al Voltone della Molinella, “Un lungo cammino. Il monumento ad Alfredo Oriani” indaga la genesi dell’ ultimo lavoro monumentale di Rambelli, quello dedicato allo scrittore, storico e poeta faentino. I primi bozzetti furono eseguiti negli anni venti, ma la completa progettazione dell’opera (il calco in gesso) risale a poco prima della morte dello scultore, nel 1972. La fusione di bronzo attualmente collocata a Largo Toki a Faenza è stata realizzata postuma nel 1990, grazie alla passione del critico d’arte Vittorio Sgarbi e a quella all’imprenditore e designer bolognese Dino Gavina.
Viaggio da nord a sud tra i volontari che animano i lidi tra l’incertezza dei finanziamenti e i progetti da promuovere
Marina di Ravenna
Alcune sono molto ottimiste, altre viaggiano sul “si fa quel che si può”. L’umore delle pro loco litoranee dipende molto dallo stato di salute del paese. A distanza di pochi chilometri le sfumature cambiano, e non poco, perché nelle pro loco si trova l’unione sostanziale di tre mondi: volontariato, turismo e commercio e ogni frazione, da questo punto di vista, fa storia a sé. A fare da collante è l’Unpli, l’Unione provinciale delle pro loco, guidata da Marino Moroni: «Il periodo non è dei più semplici – spiega – perché è venuto meno il contributo del Comune e ora ci è stato detto che saranno dati fondi in base ai progetti presentati. L’incertezza non aiuta, così ci si sostiene con altre forme di finanziamento: c’è chi organizza sagre e mercatini, chi gestisce l’area camper, chi cerca sponsor tra i privati».
Non c’è un solo modello, ma tante forme di sostenibilità per associazioni di volontari che hanno come scopo la realizzazione di eventi per il paese. Non è facile trovare giovani volontari, spiega Moroni così ci si appoggia ai componenti storici delle pro loco. Per il presidente manca «un coordinamento tra tutti i soggetti che fanno iniziative e capita che in un paese ci siano tre eventi in un weekend e zero in un altro». Il futuro delle pro loco può essere quindi quello di diventare una sorta di cabina di regia? Difficile, con le casse che piangono. «Servirebbero dipendenti, questo è un ruolo che potrebbe svolgere l’amministrazione, coordinando gli eventi in città con quelli sulla costa, perché ad esempio un’iniziativa in Darsena va ad incidere sulle presenze nel litorale». Difficile, oggi, prevedere il futuro di queste associazioni: «Rispetto a dieci anni fa la situazione è senz’altro peggiorata. Serve il supporto del Comune, come avvenuto a Castel Bolognese o Riolo Terme, dove le storiche sagre e feste sono diventate un patrimonio della città. Credo sia sbagliato l’impostazione che mi pare stia prevalendo e cioè vedere le iniziative del paese come concorrenti alle attività commerciali, imponendo restrizioni a sagre e mercatini».
Moroni è presidente della pro loco di Marina di Ravenna e proprio da qui partiamo per una panoramica su quanto sta succedendo nei lidi: «Marina ha il grande problema dei posti letto al di fuori dalla zona di Rivaverde. Un buon punto di partenza per l’amministrazione sarebbe un confronto con la proprietà del Park Hotel per il rilancio di quello che può essere il più importante albergo di Marina e non solo, sfruttandone anche lo spazio per i congressi». Il problema di fondo, poi, è «capire quale progetto ci sia per Marina sul medio periodo e su quale turismo puntare, rilanciando la località, non solo la spiaggia». Il paese vive infatti su questi due poli che sembrano ormai separati e la pro loco ha presentato un calendario di iniziative che mira a coinvolgere il bacino pescherecci, parte storica, e Marinara, il grande progetto mai decollato. «Nei prossimi giorni – aggiunge Moroni – aprirà la mostra di Hermann Nitsch che la Capit e la pro loco organizzano insieme. Mi piacerebbe che Marina diventasse anche un polo per importanti mostre d’arte ed eventi culturali».
Dall’altra parte del canale, a Porto Corsini, il consiglio direttivo della pro loco è cambiato da poco e Orio Rossi affronta la sua prima stagione da presidente: «In paese c’è una bella aria di rinnovamento e da parte nostra abbiamo ristrutturato i servizi dell’area camper, che è la struttura ricettiva principale della località, con 161 posti». Molto frequentata dai pescatori sportivi, l’area è gestita direttamente dalla pro loco che ha anche un calendario di eventi già predisposto: a giugno ci sarà la festa del Sacro Cuore organizzata con la parrocchia, la serata musicale al parco, pure quello rinnovato, a luglio. Poi mostra di pittura e concerti, con una bella novità fissata per l’11 agosto: i fuochi d’artificio sincronizzati, insieme a Marina Romea. «Sono cambiate molte gestioni dei bagni, stanno per aprire due nuovi bar. Porto Corsini ha solo bisogno di credere in se stessa e magari di un po’ di manutenzione del verde in pineta. Io sono ottimista e il dialogo con le istituzioni è buono. Credo ci possa essere anche un maggiore coordinamento con le altre pro loco dei lidi nord, che io vedo come un’unica lunga frazione». La pro loco di Marina Romea è guidata per il terzo anno da Emanuele Randi, che conferma il calendario di iniziative dello scorso anno e vede buoni segnali per il futuro: «Se il tempo reggerà credo che ci sia da essere ottimisti. Da parte nostra faremo spettacoli e fuochi d’artificio, poi ci sono belle iniziative organizzate anche da altri, come maratone tra valli e pinete». Nelle ultime settimane «il Comune sta aggiustando le strade e facendo molti interventi. La manutenzione dell’asfalto era uno dei punti più importanti per la località, visto che i pini sfondano con le radici». A Casal Borsetti il programma è in via di definizione: «Il nostro clou – spiega Massimo Farina, presidente della pro loco – è la festa di San Lorenzo. Segnalo anche la notte del liscio, poi ci saranno altro quattro o cinque eventi. Facciamo quello che possiamo, sfruttando anche l’area camper, ma il problema del paese è potrebbe essere la perla dell’Adriatico mentre, se non si interviene, è destinata a diventare un dormitorio per anziani».
Nuova presidente anche a Punta Marina Terme: Laura Codarin è stata eletta in autunno, dopo diverse esperienze come volontaria e anche all’interno del direttivo. «Il calendario di iniziative è circa lo stesso dello scodo anno ma c’è un bel riscontro nelle iscrizioni che sono raddoppiate. Faremo la saraghinata in bicicletta, la sagra della cozza, la festa della frutta e quella della birra. Inoltre siamo contenti per il ritorno delle Frecce Tricolori, l’8 e il 9 luglio, e sicuramente organizzeremo qualcosa in appoggio a quell’evento». Il rapporto con l’amministrazione è buono: «Abbiamo trovato grande disponibilità. I contributi? Credo sia giusto che vengano concessi in seguito alla presentazione di un progetto, come ha detto l’assessore Giacomo Costantini, stiamo predisponendo la modulistica. Non essendoci un comitato cittadino a Punta Marina io raccolgo e giro qualche segnalazione».
A Lido Adriano Gianni De Lorenzo è già entusiasta della stagione: «Gli alberghi per Pasqua registrano già il tutto esaurito. Tra questa settimana e la prossima aprono e si rinnovano sette attività commerciali. La pro loco è attiva e gli uffici «sono già pronti ad accogliere i turisti del weekend di Pasqua e noi abbiamo predisposto come ogni anno un ricco programma di iniziative».
A Lido di Dante non c’è una pro loco ma un comitato cittadino, guidato da Pasquale Minichini. A inizio aprile doveva esserci un incontro col sindaco che è però stato rimandato per un problema di salute di Michele De Pascale: «Aspettiamo questo incontro per avere risposte – dice Minichini –. A Lido di Dante ci sono due questioni: il naturismo e l’erosione. Sulla prima questione servono risposte chiare, non possiamo rimanere nell’incertezza. Ci dicano se i naturisti possono stare sulla spiaggia oppure no. Per quanto riguarda l’erosione, mi preoccupa le recenti promesse che si sono fatti a vicenda Eni e Comune». Il Comitato organizza eventi per i turisti: balli, animazione per bambini e altre piccole iniziative «che permettano al turista di fare qualcosa in serata». C’è stata qualche incomprensione con gli organizzatori del festival vegano che quest’anno potrebbe non svolgersi più nel lido.
Proseguendo verso sud, a Lido di Classe in questo momento c’è il grande problema del camping Bisanzio a cui è stata revocata la concessione e sembra destinato a non riaprire: «Per noi è un danno incalcolabile – dice il presidente della pro loco Terzino Giorgini – e speriamo che la situazione cambi, anche per rispetto di chi ha preso le casette nel camping, turisti che non meritano di pagare gli eventuali errori di altri». La pro loco di Lido di Classe ha un programma con undici manifestazioni, già definitivo, tra cui cinque giorni di festival canoro.
Barbara Sedioli guida invece l’associazione turistica di Lido di Savio e affronta l’estate con ottimismo: «Le premesse sono davvero buone e la stagione sembra partire meglio del solito. Noi siamo pronti a ricevere i turisti come ogni anno e abbiamo trovato collaborazione anche nell’assessore Costantini, che è molto interessato alle potenzialità del paese. Come pro loco abbiamo predisposto un ricco calendario di eventi e abbiamo in serbo tante novità».
Alessandro Montanari
Serie A2 Girone Est / Pesante sconfitta a Chieti dei giallorossi al termine di una prova insufficiente soprattutto nei primi due quarti. Dopo l’intervallo i ravennati tentano la rimonta, ma finiscono ko e falliscono l’aggancio alla vetta della classifica
Chieti-Ravenna 85-75 (25-15, 47-31, 66-52)
PROGER CHIETI: Golden 20, Mortellaro 12, Allegretti 13, Fallucca 7, Turel, Venucci 3, Piccoli 2, Ippolito ne, Zucca 5, Sergio, Davis 23. All.: Bartocci.
ORASI’ RAVENNA: Smith 19, Scaccabarozzi ne, Sgorbati ne, Chiumenti 8, Marks 21, Raschi 7, Masciadri 9, Tambone 5, Crusca 3, Seck ne, Sabatini 3. All.: Martino.
ARBITRI: Beneduce di Caserta, Cappello di Porto Empedocle, Capurro di Reggio Calabria.
NOTE – Chieti: tiri da due 22/47 (47%), tiri da tre 9/17 (53%), tiri liberi 14/18 (78%), rimbalzi 32 (11+21), assist 21; Ravenna: tiri da due 19/35 (54%), tiri da tre 6/18 (33%), tiri liberi 19/24 (79%), rimbalzi 25 (8+17), assist 10.
Prova opaca a Chieti per l’OraSì
È un’OraSì a tinte opache quella che cade al PalaTricalle di Chieti al termine di una gara negativa in particolare nei primi due periodi. I giallorossi entrano in campo con poca energia e attenzione, finendo per essere poi costretti a inseguire per tutto l’arco della partita un avversario che non vinceva da cinque match di fila. Il tentativo di rimonta nel quarto parziale è tardivo e viene respinto dall’incredibile percentuale da tre dei padroni di casa (9/17), oltre che da un ottimo Allegretti da 13 punti. Top scorer del match è Davis con 23 punti (a cui aggiunge 8 rimbalzi), ben affiancato dal solito Golden (20) che soprattutto nel primo tempo mette alle corde la difesa giallorossa. Ravenna soffre a rimbalzo d’attacco la presenza di Mortellaro (12 e 11 rimbalzi di cui 7 offensivi) e trova troppo tardi nel match la solita concretezza nel gioco interno. Smith segna 19 punti tutti nel secondo tempo e aggiunge 11 rimbalzi, ma solo lui e Marks (21) raggiungono la doppia cifra tra i ragazzi di coach Antimo Martino, che perdono un’ottima occasione per agguantare il trio di testa formato da Treviso, Virtus Bologna e Trieste e che dovranno vincere sabato prossimo al Pala De Andrè contro Mantova per assicurarsi il quarto posto.
Nel primo quarto l’OraSì parte con poca energia e subisce l’aggressività avversaria, soprattutto a rimbalzo d’attacco, dove Mortellaro punisce i giallorossi. Ravenna si trova sotto 11-7 dopo 5’ e Smith commette due pesanti falli, mentre Davis è un cecchino e guida i padroni di casa al +10 (25-10) con cui termina il primo quarto. La zona di Chieti è solida e in attacco gli americani Golden e Davis non sbagliano nulla firmando il +17 sul 34-17 in apertura del secondo periodo (9-2 di parziale). Le triple di Tambone e Marks tengono in linea di galleggiamento Ravenna che torna a -10 sul 36-26, ma è ancora Golden, grazie all’efficacia del pick&roll centrale con Mortellaro, a firmare il parziale di 11-2 che spacca in modo definitivo la partita, portando Chieti al massimo vantaggio di +19 sul 47-28. La tripla di Crusca poco prima dell’intervallo lungo fissa il punteggio sul 47-31 con cui le squadre tornano negli spogliatoi.
Ravenna aumenta la pressione difensiva in apertura del terzo parziale e torna a -14 sul 53-39, ma le triple di Fallucca e Allegretti ricacciano indietro il tentativo di rimonta giallorosso (59-41). Smith si fa vedere dopo un primo tempo a secco e trascina l’OraSì al -12 sul 59-47, ma è ancora il tiro dalla lunga distanza a tenere Chieti in saldo controllo del match. Le bombe di Allegretti e Venucci riportano i padroni di casa sul 66-49, prima che la risposta, sempre da 3, di Marks, fissi il punteggio dell’ultimo intervallo sul 66-52. Il quarto periodo si apre con la grinta giallorossa, con i ragazzi di coach Martino che, grazie alla difesa e alla tripla di Raschi, tornano addirittura a -7 sul 66-59. Lo stesso capitano commette però fallo sulla bomba segnata da Fallucca, e la solita tripla di Allegretti riporta i padroni di casa a +12 sul 73-61. Ravenna tenta l’ultima rimonta e, nonostante l’uscita di Chiumenti per cinque falli, il canestro e fallo di Sabatini vale il -6 sul 76-70. Chieti è in difficoltà, ma l’ennesima bomba di Allegretti termina le residue speranze giallorosse, che si spengono sul canestro e fallo di Davis che segna l’85-74 nell’ultimo minuto, prima che un libero di Smith arrotondi il punteggio finale a 85-75.
Balordi telefonano per avere informazioni spacciandosi per membri delle forze dell’ordine. I militari consigliano di chiamare il 112
L’allarme arriva dai Carabinieri di Cervia e Milano Marittima, che mettono in guardia la popolazione. Pare infatti che in questi giorni stia prendendo piede quella che chiamano “truffa di Igor”, che sfrutta la paura e la psicosi di queste giornate in cui è in corso la caccia all’assassino di un barista di Budrio e di una guardia volontaria. Spiegano i carabinieri: “balordi fanno telefonate spacciandosi appartenenti alle Forze di Polizia, dicendo di fare molta attenzione a “Igor il russo” e informandosi di quante persone ci sono in casa (giovani, anziani,…).” Il consiglio dei Carabinieri in questo caso è sempre quello di non dare informazioni di qualsiasi tipo a chi chiama e che, in caso di dubbio, non bisogna esitare e telefonare subito al numero di Pronto Intervento “112”.
L’associazione degli agricoltori annuncia due nuovi mercati esclusivi Campagna Amica nel territorio comunale
Coldiretti incalza il Comune a far rispettare le norme di “trasparenza, tracciabilità e distintività” anche nel mercato contadino comunale di piazza della Resistenza intervenendo a sospendere la licenza a chi non le rispetta.
“Alla luce dei recenti controlli al mercato pubblico da parte del Gruppo Carabinieri Forestale di Ravenna, culminati in sequestri di produzioni risultate non tracciabili e conformi con conseguenti sanzioni – sottolinea il Direttore di Coldiretti Ravenna Walter Luchetta – plaudiamo all’attività delle forze dell’ordine a tutela del consumatore finale e dei produttori onesti e corretti, e allo stesso tempo riteniamo necessario che il Comune di Ravenna faccia rispettare il regolamento di questo mercato contadino applicandolo anche nella parte che prevede la sospensione di soggetti che commettono illeciti gravi con rilievo penale. È opportuno, inoltre – prosegue Luchetta – che il Comune abbia a disposizione i nominativi dei sanzionati dai Carabinieri perché, nel caso nulla cambiasse, tutti i produttori che operano in quel mercato verrebbero considerati alla stregua di chi non ha rispettato la legge”.
Coldiretti sottolinea infatti che “l’inganno compiuto da pochi furbetti, presenti in agricoltura come in tutti i settori e interessati solo a lucrare sulla pelle altrui, oltre a rappresentare una beffa per il consumatore finisce col penalizzare l’agricoltore serio che per fare vera vendita diretta ha investito risorse proprie creando anche nuovi posti di lavoro”.
“Indipendentemente da cosa farà il Comune di Ravenna – conclude il Direttore Luchetta – abbiamo già deciso di dare la possibilità ai consumatori di poter trovare sul territorio di Ravenna almeno altri due mercati esclusivi di Campagna Amica, di cui uno sarà coperto”.
Doni di uova e “incursioni” a sorpresa tra i piccoli degenti del Santa Maria delle Croci grazie a volontari e benefattori
Anche quest’anno i bambini della Pediatria e del Pronto Soccorso pediatrico dell’Ospedale di Ravenna hanno ricevuto una visita inattesa la vigilia di Pasqua.
Da Mirabilandia e dallo stunt show Grosso guaio a Stunt City con un carico di doni, sono arrivati Davide Padovan col collega Cristiano Caldironi, Shani e Francesca e le Mascotte del Parco Mike il papero e Otto il coniglio. Il Parco che ha appena riaperto per la 25esima stagione di divertimento, è molto sensibile alle incursioni in reparto che ha sostenuto in altre occasioni.
I due showman insieme alla Dott.ssa Patrizia Baratoni, Livia Santini, che ha organizzato “l’incursione” e della rassegna Rianimazioni letterarie, Anna De Riggi e Pierangela Patrignani hanno consegnato anche le uova create appositamente dalla pasticceria del ristorante La Campaza.
Venerdì 14, invece, ad allietare I degenti di pediatria era stato il campione di motociclismo Marco Melandri che, approfittando
Marco Melandri nel reparto di pediatria di Ravenna per portare le uova ai piccoli degenti
della pausa prima della gara di SBK, per il secondo anno consecutivo ha accolto l’invito di Pasquale Iacovella (socio Lions Club Ravenna Bisanzio), ha fatto gradita sorpresa ai bimbi ricoverati nel reparto di pediatria dell’ospedale di Ravenna, portando loro in dono le uova di Pasqua (donate dal socio Lions Club Ravenna Bisanzio Alberto Migliardi) e tante cartoline con dedica autografata. Federico Marchetti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e Neonatologia, con il personale del Reparto di Pediatria di Ravenna, unitamente alla Direzione Sanitaria dell’Ospedale, ringraziano il Fuoriclasse Ravennate Marco Melandri, Pasquale Iacovella ed Alberto Migliardi per la continua e gradita testimonianza di affetto e vicinanza verso l’unità pediatrica del locale nosocomio.
Indagate cinque persone tra 21 e 27 anni: tra loro i compagni che l’avrebbero abbandonato quando già stava male dopo una nottata di eccessi. Nella vettura un flacone di metadone
Morto per un edema polmonare acuto al termine di un’agonia di alcune ore: questa la prima risultanza emersa dall’autopsia svolta oggi, 14 aprile, sul corpo di Matteo Ballardini, lo studente 19enne di Lugo trovato due giorni fa privo di vita nella sua auto in un parcheggio dove, secondo gli inquirenti, lo avrebbero abbandonato i compagni di una nottata di eccessi. Quale sia l’origine dell’edema polmonare potrà dirlo l’esito completo dell’esame autoptico che la dottoressa Loredana Buscemi, incaricata dalla procura, dovrà depositare entro 60 giorni: andrà ricercata la presenza di sostanze stupefacenti perché il sospetto degli inquirenti è che il decesso vada ricollegato all’assunzione di droghe avvenuto durante la serata in compagnia. Ad alimentare l’ipotesi c’è il ritrovamento di un flacone di metadone nella vettura del ragazzo.
Dopo aver ascoltato una trentina di persone informate sui fatti, cinque giovani tra 21 e 27 anni residenti nella zona, tra cui una ragazza, sono stati raggiunti da un avviso di garanzia: sono tutti indagati al momento per morte come conseguenza di altro reato, tre dei cinque sono chiamati a rispondere anche di spaccio e i quattro che presumibilmente hanno trascorso la serata nei locali della zona assieme alla vittima anche di omissione di soccorso.
La ricostruzione fatta finora dai carabinieri del nucleo investigativo e della compagnia di Lugo, coordinati dal pm Marilù Gattelli, dice che lo studente è uscito di casa martedì, dopo le 21, per raggiungere gli amici. Con la sua auto, intestata alla madre, sarebbero andati nel Faentino. Ballardini avrebbe iniziato a sentirsi male in tarda serata. Per il rientro a Lugo, avvenuto nel cuore della notte, uno degli altri quattro amici avrebbe guidato la Polo della vittima: dalle 2 e fino all’alba i quattro amici con lui sarebbero tornati a casa alla spicciolata, lasciandolo solo nella vettura. Il ritrovamento è avvenuto grazie alla segnalazione di un automobilista verso le 17 ma il medico legale colloca il decesso nella tarda mattinata.
La spesa è in calo grazie all’istituzione di un ufficio legale interno. Dimezzati gli incarichi esterni negli ultimi due anni
La Provincia ha costituito un ufficio legale interno
In cinque anni la Provincia di Ravenna ha speso oltre seicentomila euro in spese legali per incarichi esterni. In totale 617.471 euro, con una media di 120mila euro l’anno. La cifra, dal 2013 in poi, è in calo: si spendevano 188.151 euro mentre nel 2016 il valore degli incarichi legali esterni è stato di 49.954 euro. Nel quienquiennio le cause sono state 103.
I motivi sono da ricercare in due fattori. Il primo riguarda la diminuzione delle cause, passate dalle 31 del 2012 alle 13 del 2016. Ad incidere anche il ridimensionamento delle competenze dell’ente provinciale dopo la riforma voluta dal governo. Il secondo riguarda invece la scelta di dotarsi di un team di avvocati interni, con un ufficio legale che ha portato alla diminuzione degli incarichi esterni. Costituito nel 2015, l’ufficio interno ha patrocinato sette cause (su 15), nel 2016 gli incarichi esterni sono stati otto (su 13).
I numeri emergono dal piano di razionalizzazione delle spese dell’ente che, con la riduzione progressiva dei trasferimenti statali, non naviga in buone acque. La scelta di costituire un ufficio legale è maturata già nel 2014: la Provincia si avvale di propri dipendenti avvocati, abilitati all’esercizio della professione forense, e già incardinati nella struttura organizzativa. Entrato in funzione nel 2015, l’ufficio legale si occupa dell’attivazione delle procedure per la gestione dei sinistri, del recupero crediti. Ci si rivolge a legali esterni per le cause in Cassazione o nel caso ci siano particolari esigenze che lo consiglino. Secondo i calcoli della Provincia la scelta ha portato ad economie per un totale di 108mila euro. La spesa – si legge nel documento – dovrebbe calare anche nei prossimi anni di una forbice calcolata tra il 5 e il 10%.
Serie A2 / L’ala di San Marino è diventato il leader per anzianità di servizio e anagrafica: «I capelli bianchi ci sono ma ho sempre dato consigli ai compagni». All’asta per le maglie la sua venduta a 200 euro: «Forse qualcuno che pensa sia la mia ultima stagione…». Oltre alla gioia per l’annata anche quella per la nascita della figlia: «Passo tutto il tempo libero con lei»
Dice che tra i compiti di un capitano c’è anche quello di tirare su il morale ai compagni nei momenti difficili ma non si può sapere se Andrea Raschi sia bravo in questo compito perché nel primo anno da capitano della Piero Manetti Basket non ci sono stati momenti tristi: «In effetti così è più facile – dice l’ala classe ’79 – però c’è sempre l’occasione per dare qualche consiglio, soprattutto ai più giovani che stanno facendo per la prima volta la A2, l’ho sempre fatto e quindi non è stato difficile calarmi nella parte». I giallorossi si sono conquistati i playoff promozione con largo anticipo sulla chiusura di stagione (a Chieti il 15 aprile alle 20.30 poi in casa il 22 aprile contro Mantova).
Il sammarinese Raschi è alla terza stagione in giallorosso e ha ottenuto quest’anno i gradi di capitano per anzianità di servizio e anagrafica dopo l’addio di Eugenio Rivali: «I capelli bianchi ci sono e si vedono ma ci sono anche altri compagni che sono a Ravenna da tempo e fanno la loro parte per costruire il gruppo». Se non serve tirare su il morale c’è sempre bisogno di qualcuno che faccia gruppo, anche fuori dal campo: «Qualche cena insieme, una partita a bowling o una serata a biliardo. A volte anche eventi organizzati dalla società e aperti ai tifosi, in questo bisogna riconoscere che la società sta facendo davvero cose belle per unire squadra e tifoseria». Tra le iniziative più recenti anche l’asta delle divise di gioco per sotenere le spese per l’installazione di un canestro pubblico a Ravenna: «La mia maglia? Qualcuno è arrivato a 200 euro, forse pensando che sia la mia ultima stagione…». Pare invece tutt’altro. Anche se negli ultimi due mesi per capitan Raschi, soprannominato il Professore per le doti tecniche in campo, la quotidianità è segnata da un nuovo impegno: «Sono appena diventato papà e ogni minuto lo passo con mia figlia e sembra sempre poco. Poi cerco anche di prendermi qualche momento di riposo perché non ho più vent’anni…».
Il 38enne è anche capitano della Nazionale di San Marino e proprio sul Titano si giocheranno le Olimpiadi dei piccoli Stati in estate: «Rappresentare il mio Paese è un’occasione anche per confrontarsi con avversari internazionali e ne esci sempre con un bagaglio tecnico migliore». La presenza di Raschi sarà però condizionata al cammino dei giallorossi nei playoff. Dove può realisticamente arrivare l’Orasì? «Già quello che abbiamo fatto è straordinario. Affronteremo i playoff con il sorriso di chi si potrà divertire senza farsi strane idee. Però sarebbe bello essere una mina vagante».
Nella mente di Raschi e dei suoi compagni resteranno molti momenti di questa stagione spumeggiante. Ma uno su tutti per ora ha lasciato un gusto particolare: «Vincere a Bologna all’Unipol Arena contro la Virtus è stato un successo straordinario».