venerdì
29 Agosto 2025

Ravenna chiude il terzo trimestre con un incremento di 70 attività sul territorio

Crescono le imprese giovanili (+2,07 percento), le imprese straniere (+0,95 percento) e le femminili (+0,24 percento)

Foto Guberti Fronte CCIAA
Giorgio Guberti, presidente della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna

Secondo i dati di Movimprese (elaborati dall’Osservatorio della Camera di Commercio di Ferrata e Ravenna), l’estate 2024 ha portato fiducia per  il sistema imprenditoriale ravennate: il terzo trimestre di quest’anno ha mostrato ottimi segnali nell’ambito di Servizi professionali, Turismo e Artigianato che chiude con un saldo generale di 36 unità (+36 percento) tra le nuove imprese (168) e quelle che hanno cessato l’attività (132).
In generale, il registro delle imprese di Ravenna ha riportato un saldo positivo di 70 attività economiche alla fine del trimestre, frutto di 418 iscrizioni e 348 cessazioni. (+0,19percento, in linea con l’andamento medio regionale pari sempre al +0,19 percento ma leggermente sotto al trend nazionale del +0,26 percento). A fine settembre 2024, dunque, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ravenna si attesta sulle 36.973 unità.

Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, commenta così lo scenario attuale: «Viviamo e lavoriamo in tempi non ordinari, in cui le prospettive economiche e sociali possono cambiare senza preavviso. Abbiamo attraversato quattro anni difficilissimi, dal Covid alla fiammata inflazionistica 2022-2023, dai cambiamenti climatici fino ai conflitti bellici. Eppure, le imprese ravennati hanno dimostrato grande capacità nell’affrontare situazioni straordinarie e imprevedibili, aumentando ancora, in questo difficile 2024, la loro quota di export. Un risultato impensabile, frutto di iniziativa, di innovazione, di intraprendenza, di capacità e di grande senso di dedizione. L’11 ottobre scorso, la Presidente del Consiglio dei Ministri ha istituito, su proposta della Regione Emilia Romagna, la Zona logistica semplificata, che permetterà alle imprese emiliano-romagnole – già insediate o di prossimo insediamento – di accedere alle semplificazioni amministrative e alle agevolazioni previste in relazione agli investimenti realizzati sul territorio, nonché al nuovo credito d’imposta. Un’opportunità da non perdere, non potremmo perdonarcelo».

A livello settoriale, al netto delle cancellazioni d’ufficio, risultano in espansione la maggior parte degli ambiti: le costruzioni continuano a far registrare il saldo più alto in valore assoluto (+24 unità e +0,4 percento la crescita trimestrale in termini relativi), con un indotto del +7 (0,3 percento) per le attività immobiliari e un +15 (1,3 percento) per il noleggio e i servizi di supporto alle imprese. Continua il dinamismo anche per servizi di alloggio e ristorazione, cresciuti di 15 unità (0,5 percento) nei mesi estivi. a ciò si accompagna anche la crescita delle attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+6 e +0,7 percento). Tra i settori con la crescita percentuale più significativa sono emerse le attività finanziarie e assicurative (+14 unità e +1,8 percento).

Anche le attività professionali, scientifiche e tecniche continuano a crescere, con un incremento di 10 nuove unità nell’ultimo trimestre (+0,7percento); Il comparto degli altri servizi ha fatto registrare un incremento di 9 unità e con una crescita percentuale dello 0,5%, simile a quella dell’anno precedente. In crescita anche settori più tradizionali, come trasporti e magazzinaggio (+7 imprese e +0,6 percento) e manifattura, anche se per quest’ultima più lieve (+2 attività e +0,1 percento). Sul versante opposto, fermi il commercio e l’agricoltura. Il settore del commercio ha visto un decremento di 7 unità nel terzo trimestre del 2024 con una lieve flessione trimestrale pari a -0,1 percento; la riduzione più apprezzabile nel numero di attività ha riguardato l’agricoltura (-12 imprese e -0,2 percento).

I nuovi imprenditori sembrano prediligere l’impresa individuale (che conta 273 iscrizioni) con un incremento di 23 unità (+0,12 percento) e la creazione di società di capitali. Nel trimestre estivo, il saldo netto è stato positivo per 73 unità, pari a un tasso di crescita dello 0,80 percento. rosegue il declino dell’appeal delle società di persone come strumento imprenditoriale, con un saldo negativo di -23 unità e un tasso pari a -0,31 percento.

Le dinamiche per tipologia. Crescono in generale le imprese giovanili (+2,07 percento, corrispondente ad un saldo tra iscrizioni e cessazioni volontarie pari a +48 unità), con un tasso di crescita trimestrale relativo che risulta più elevato rispetto al complesso delle imprese (+0,19 percento quello complessivo). In espansione le imprese straniere (+0,95 percento e saldo pari a +45 unità) e le imprese femminili con 19 attività in più e tasso pari a +0,24 percento. Infine, mentre per le giovanili e le femminili si denota un certo rallentamento (nel terzo trimestre del 2023 avevano realizzato, rispettivamente, +3,34 percento e +0,33 percento), per le imprese straniere non si registrano variazioni significative rispetto al 2023 (era +0,98 percento un anno fa).

Il “malinconico” che uccise un poliziotto e la banda Bedin che imbarazzò il fascismo

Nel 1948 a Ravenna un poliziotto ammazzato in strada in centro da Eugenio Mazzotti di Massa Lombarda, evaso dal carcere in cerca di vendetta per la condanna per rapina nell’indagine sul sodalizio criminale del bandito veneto Giuseppe Bedin che negli anni Trenta aveva costretto il regime di Mussolini a creare un gruppo di polizia speciale. Tutto ricostruito nel libro di un giornalista ravennate

WhatsApp Image 2024 09 12 At 08.45.37Il capo era veneto e gli anni Trenta furono il suo periodo d’oro, ma alla banda di Giuseppe “Bepi” Bedin è legato un violento episodio del 1948 a Ravenna: l’omicidio di un poliziotto in strada in pieno giorno per vendetta. È proprio da questa vicenda che è nato l’interesse di un 42enne giornalista pubblicista ravennate, Daniele Pompignoli, per il sodalizio criminale che mise a segno numerosi colpi nel nord Italia e portò il regime fascista a istituire un gruppo speciale di poliziotti per dare la caccia ai banditi.

Ne è nata una ricostruzione storica che ora Pompignoli ha pubblicato con Phasar Edizioni con il titolo L’indagine sulla banda del Robin Hood italiano, disponibile sulle principali piattaforme di acquisto online. Nelle pagine anche una foto segnaletica attribuita a Giuseppe Bedin.

L’omicidio a Ravenna del poliziotto Marsilio Piermattei è stata la miccia del lavoro di Pompignoli, in passato collaboratore di Corriere Romagna e Voce di Romagna. Nel 1962 Eugenio Mazzotti, originario di Massa Lombarda, venne condannato per aver ucciso nel Piermattei nel 1948. L’agente di polizia aveva contribuito in segreto nel 1939 alle indagini sul filone ravennate della banda. Mazzotti, condannato per rapina nel processo che si tenne a Venezia nel 1939, riuscì ad evadere dal carcere laziale in cui si trovava a seguito degli eventi bellici e si rifugiò a Ravenna fin quando un giorno, trovatosi di fronte a Piermattei in pieno centro, decise di vendicarsi e lo uccise con diversi colpi di pistola.

La figura di Mazzotti non manca di aspetti controversi. A cominciare dall’esenzione dal servizio militare di leva per “malinconia”. Il massese vanta un curriculum criminale di tutto rispetto: in meno di dieci anni dalla maggiore età, ricostruisce Pompignoli, aveva già collezionato una ventina di condanne. Anche i due fratelli erano poco inclini alla legalità: «Tutti e tre finirono in manicomio e in galera – ricorda Pompignoli – e ci sono dei rapporti dei carabinieri che parlano di “strane conoscenze” che avrebbero sempre permesso loro di farla franca di fronte alla giustizia».

La condanna del 1939 considerò Mazzotti un membro della banda Bedin, ma il diretto interessato ha sempre detto di essere estraneo. E anche un altro complice superstite della banda negò sempre che Mazzotti ne facesse parte nonostante Mazzotti fosse stato riconosciuto da quattro impiegati di uno zuccherificio veneto nel corso di una rapina.

La storia di Bedin e della sua banda è ben nota non solo nel Veneto ma in buona parte del Nord Italia e la sua figura è stata spesso associata a quella di Robin Hood. Anche questo aspetto trova spazio nella pubblicazione: grazie ai proventi dei colpi elargiti anche alle persone loro vicine, infatti, la banda era riuscita ad entrare nelle grazie di molte persone e, proprio da queste (secondo gli atti del processo, oltre quattrocento), aveva ottenuto protezione e favoreggiamenti. «La mia sensazione è che la sua generosità verso altre persone fosse più spinta dal volersi comprare una garanzia di farla franca».

Luca Argentero al porto di Ravenna per le riprese di una serie sul mondo dei motori

L’attore ha trascorso la notte al terminal della città impegnato in una scena a bordo di un tir

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Il porto di Ravenna si trasforma un set per la nuova serie Netflix sul mondo del motosport. Al centro delle riprese, Luca Argentero, che ha passato la nottata di ieri (lunedì 28) al terminal della città, impegnato in una scena a bordo di un tir tra lo stupore dei lavoratori di turno in quel momento. Le riprese sono partite alle 18 per terminare intorno alle 4 del mattino.

La serie, sostenuta da Emilia-Romagna Film Commission è diretta da Matteo Rovere (regista di “Veloce come il vento” con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis) ed è stata girata nel corso di diversi mesi tra Imola e Roma, con un un’unica tappa di riprese al porto di Ravenna. Al fianco di Argentero anche Giulia Michelini e Caterina Forza. La distribuzione è attesa per il 2025, e sarà destinata ad un pubblico internazionale.

Scontro tra due auto durante un sorpasso: muore un ragazzo di 22 anni

Coinvolti anche un furgone e un camioncino. L’incidente alle 5 del mattino a Casemurate

Un ragazzo di 22 anni è morto in un incidente avvenuto alle 5 di oggi (29 ottobre) a Casemurate, lungo via Dismano, nei pressi del cavalcavia Bagnolo-Salara. La vittima abitava a Forlimpopoli e si chiamava Antonio Silvestre.

L’incidente ha visto il coinvolti quattro veicoli, due auto, un furgone e un camioncino. La dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri di Milano Marittima e della polizia locale di Ravenna, ma dalle prime informazioni è lecito supporre che si sia trattato di un sorpasso finito male, tra le due auto, con la fiat Punto condotta dal ragazzo che si è poi andata a schiantare anche contro gli altri due mezzi. Il giovane è morto sul colpo, sbalzato fuori dall’abitacolo.

Un’altra persona è finita al pronto soccorso, ma con ferite lievi. Le forze dell’ordine hanno eseguito test anti alcol e droga agli autisti coinvolti, i cui esiti sono ancora da certificare.

Sul posto sono giunti dopo poco anche i genitori del ragazzo, per una scena inevitabilmente straziante.

Il tennista ravennate, promessa del ranking Atp: «Obiettivo la top 50 mondiale»

Il 19enne Federico Bondioli sta terminando il suo primo anno tra i “grandi”. «L’idolo? Nadal»

Federico Bondioli

Il ravennate Federico Bondioli è entrato nella top 50 dei tennisti italiani, il più giovane di tutti e quindi senza dubbio quello con più margini di miglioramento. A soli 19 anni (ne farà 20 il prossimo maggio) è reduce da quello che è stato di fatto il suo primo anno tra i “grandi”, con circa 25 tornei disputati tra Italia, Cina, Serbia, Egitto, Marocco, Tunisia, Portogallo, Romania, Polonia, Francia, Svizzera e Regno Unito.

Lo sentiamo al telefono dopo un’ottima esperienza al torneo di Edgbaston (montepremi 25mila dollari), in Inghilterra, dove ha perso in singolo solo in finale, ma si è imposto nel tabellone del doppio (in coppia con il tedesco Daniel Masur). Oggi è in procinto di entrare nei primi 600 al mondo della classifica Atp (al 28 ottobre è esattamente 603 nel ranking).

Federico Bondioli

Federico, dura la vita da tennista, lontano da casa?
«Quest’anno sarò stato a Ravenna non più di due settimane. È uno sport per cui bisogna fare molti sacrifici, ma la vita del tennista mi piace molto ed è quello che ho sempre voluto fare. Nel periodo in cui sono stato a Ravenna, questa estate, ad andare in discoteca mi sono quasi annoiato…».

Quando è nata la tua passione?
«Praticamente sono nato con la racchetta in mano, anche se da beach-tennis, disciplina che praticava mio padre. Appena ho potuto, dopo un esperimento a quanto mi dicono disastroso a calcio, ho iniziato a giocare a tennis al circolo. E con il passare degli anni ho subito ottenuto risultati importanti nei primi tornei, iniziando a competere a livello internazionale già negli Under 12. A 14 anni la prima decisione che mi ha svoltato la vita, il trasferimento a Bordighera all’accademia di Riccardo Piatti (allenatore di tennis tra i migliori al mondo, ndr), dove sono stato più di due anni e sono pure diventato amico di Jannik (Sinner, ndr) che è per me un vero esempio anche fuori dal campo».

Da Bordighera, poi, il ritorno in Emilia-Romagna, allo Sporting Club Sassuolo.
«Sì, diciamo che a Bordighera si lavorava più sul gruppo mentre a Sassuolo ho iniziato una preparazione personalizzata e qui ho tuttora modo di accompagnare ai tornei anche l’esperienza nel campionato di A1».

Qual è il tuo obiettivo?
«Entrare nei top 50 al mondo. A livello Juniores sono riuscito ad arrivare al 12esimo posto…».

Un sogno?
«Vincere un Grande Slam, magari Wimbledon. Anche se il mio preferito è l’Australian Open. Nel 2023 ho partecipato a tutti gli Slam a livello giovanile, un’esperienza fantastica, e in Australia è stato davvero incredibile, è tutto gigante».

Com’è stato il tuo primo anno tra i grandi? Differenze?
«Sicuramente è tutto più difficile, ti confronti con professionisti che forse hanno meno talento di quello che puoi incontrare a livello giovanile, ma che con l’esperienza ottengono risultati. Il mio bilancio è comunque molto positivo, sono felice di aver vinto il mio primo torneo Atp in singolo (a un 15.000 dollari in Serbia, la scorsa estate, sconfiggendo in finale lo svizzero Carl Emil Overbeck, ndr)».

In doppio stai ottenendo ottimi risultati. Ci punti molto?
«Sinceramente no, la mia priorità è sempre il singolo. Ma nel doppio mi diverto, mi piace giocare a rete».

Quali sono le tue caratteristiche tecniche?
«Sono mancino, ho un rovescio molto naturale ed efficace. Servo e ricevo bene. Devo imparare a spingere di più con il dritto, fondamentale in cui soffro un po’ sotto pressione. Ci stiamo lavorando».

Hai un modello da seguire?
«A livello tecnico mi piace Humbert, mancino come me».

Il tuo idolo di quando eri bambino, invece?
«Nadal».

Secondo te è un caso questo exploit dei tennisti italiani?
«No, credo che la Federazione abbia lavorato molto bene in questi anni, non solo a livello di singoli, ma di squadra. E i risultati si vedono. Oltretutto c’è un bel gruppo anche fuori dal campo, l’ho visto quest’anno nei tornei all’estero. Siamo tutti amici, indipendentemente dalla rivalità. In particolare, io ho legato molto con Stefano Travaglia (esperto tennista nei primi 200 del ranking, ndr) e con l’altro ravennate Enrico Dalla Valle (al momento nei primi 300 al mondo, ndr)».

Il tennis sta diventando il tuo lavoro. Quest’anno come premi guadagnati sul campo hai superato i 17mila euro ma fare tornei in tutto il mondo è sicuramente dispendioso. Come si affronta l’aspetto economico nel tennis?
«Sicuramente devi vederlo anche come un investimento, da affrontare con il supporto della famiglia. Per esempio io preferisco al momento viaggiare con l’allenatore, credo mi faccia crescere di più, ma in tanti girano da soli per risparmiare un po’. Poi faccio fronte alle altre spese grazie al contributo della federazione e agli sponsor, sperando poi di ottenere risultati sempre più importanti con il prosieguo della carriera».

Ravenna è 18esima nella classifica delle città “più green” d’Italia

Ma è l’ultima in Romagna. In cima al ranking nazionale c’è Reggio Emilia

Ciclabile Mare

Ravenna è al 18esimo posto (in risalita di ben 18 posizioni rispetto a un anno fa) nella speciale classifica delle “città più verdi d’Italia”. Si tratta dei risultati del rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia, in collaborazione con il Sole 24 Ore, che si basa su 20 parametri che fotografano le performance ambientali di 106 città capoluogo in 5 macroaree: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente.

A vincere la classifica è Reggio Emilia; al secondo posto si piazza Trento, al terzo Parma. Per quanto riguarda le altre tre città romagnole, Forlì è al quinto posto, Rimini al 12esimo e Cesena al 15esimo. Prima di Ravenna, in Emilia-Romagna (che è la regione che domina la classifica), oltre a Parma e Reggio Emilia, ci sono anche Bologna (ottava) e Ferrara (11esima). Completano la speciale classifica regionale Modena al 27esimo posto e Piacenza (35esima).

A questo link è possibile scoprire le varie classifiche.

Cerca di farsi ricaricare il cellulare fingendosi un’amica del tabaccaio: denunciato

I carabinieri sono riusciti a risalire alla reale identità di un 27enne, con precedenti

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I carabinieri della stazione di Massa Lombarda hanno denunciato un 27enne, ritenuto essere il presunto responsabile di una tentata truffa ai danni di una tabaccheria della zona.

Il giovane, al fine di reperire denaro, avrebbe creato un profilo Whatsapp con l’immagine di una donna che effettivamente è tra le amicizie del tabaccaio. E attraverso questo falso profilo avrebbe più volte richiesto ricariche telefoniche al titolare dell’esercizio pubblico che, fortunatamente, ha preferito contattare direttamente la conoscente, scoprendo così di essere vittima di un tentativo di truffa.

A questo punto, sia la donna che il tabaccaio hanno sporto denuncia ai carabinieri che, attraverso l’esame tecnico del numero telefonico utilizzato, sono riusciti a identificare il 27 enne, di origine marchigiana, già noto alle Forze dell’Ordine per diversi precedenti anche specifici. È stato denunciato per tentata truffa e sostituzione di persona.

Il murale con “Bella Ciao” degli studenti del liceo. «Un omaggio alla Resistenza»

L’inaugurazione a Tebano, nel Faentino, frutto di un concorso di idee organizzato dalla presidenza del consiglio del Comune di Faenza

Un dipinto murale prende vita a Tebano, sulla facciata dell’ex pesa, oggi parte del complesso universitario di Viticoltura ed Enologia. Il murale, intitolato Sogno di libertà, vuol essere un omaggio alla Resistenza italiana e a tutte le vittime delle stragi nazifasciste che insanguinarono il territorio faentino nel 1944.

L’opera, frutto di un concorso di idee organizzato dalla Presidenza del Consiglio del Comune di Faenza in collaborazione con il Liceo artistico Torricelli-Ballardini, è stata realizzata dagli studenti della 5BA sotto la guida della professoressa Laura Dalmonte. Un’immagine potente, quella di una giovane staffetta in bicicletta, che si staglia sullo sfondo delle colline faentine, accompagnata da una strofa di Bella Ciao.

La scelta di Tebano come location non è casuale. Proprio in questa frazione, insieme alla vicina Pergola, si consumarono alcune delle pagine più buie della Seconda guerra mondiale.

Capre nel recinto uccise dai lupi, i proprietari: «All’imbrunire abbiamo paura»

Nel fango dentro e all’esterno della recinzione le tracce dei selvatici. Quarto attacco in due settimane tra i colli di Brisighella e le prime colline faentine

LupoUn altro attacco di lupi contro animali domestici nei pressi di abitazioni nell’area Faentina. È successo a Fognano nella notte tra il 25 e il 26 ottobre: due capre uccise. Anche in questo caso è Coldiretti a segnalare la cosa all’opinione pubblica. È il quarto episodio in due settimane, prima era successo con un cane a San Ruffillo, alcuni ovini a Brisighella e delle oche a Marzeno. L’ipotesi, ormai più che credibile, è che ci sia un branco numeroso di lupi che si muove tra le prime colline faentine e i colli di Brisighella.

L’ultimo attacco a Fognano ha colpito la proprietà di Daniele Valli, olivicoltore per passione. A protezione delle caprette c’era un recinto elettrificato: «Purtroppo  i lupi hanno saltato il recinto e portato via i miei animali, le tracce lasciate sul fango sono evidenti. Ora, non lo nascondo, abbiamo paura anche per i nostri cani e anche per noi stessi, tanto che in questi giorni di raccolta olive non appena arriva l’imbrunire ci chiudiamo in casa».

Cresce la paura sulle prime colline faentine: «La presenza massiccia del lupo sta minando il lavoro di pastori, allevatori, agricoltori, ma anche la sicurezza pubblica perché questi selvatici sembrano non temere la presenza dell’uomo e si avvicinano anche ad aree densamente abitate – denuncia Coldiretti Ravenna che nel frattempo sta segnalando i vari casi ad Ausl e Prefettura – la situazione va affrontata e anche rapidamente perché c’è già un problema evidente di sicurezza del territorio e oggi come oggi a rischio di scomparsa, alla luce anche delle conseguenze dei ripetuti eventi meteoclimatici estremi non è più il lupo, bensì la presenza dell’uomo e di quell’agricoltura di montagna e alta collina che, oltre a rappresentare il fulcro dell’economia di questi luoghi evitandone lo spopolamento, è garanzia di cura del paesaggio e tutela della biodiversità».

La Vulcaflex vuole costruire un muro per proteggersi da altre alluvioni

Lo stabilimento che produce pelli sintetiche per l’automotive si è allagato due volte con 1,5 milioni di euro di danni. Il presidente Roberto Bozzi, al vertice anche di Confindustria Romagna, teme che il territorio diventi meno appetibile per le persone per il rischio idrogeologico: «Se vanno via i lavoratori, andranno via anche le imprese»

Lo stabilimento Vulcaflex a Cotignola«Alzare un muro attorno all’azienda avrà un costo, ma vogliamo farlo perché l’esperienza ci insegna che costerà sempre meno dei danni che avremmo con un altro allagamento». Il presidente della Vulcaflex, Roberto Bozzi, è convinto che un’opera di difesa sia meglio di una polizza di assicurazione per lo stabilimento di Cotignola dove si producono pelli sintetiche per il settore automotive.

L’impresa nel 2023 ha fatturato circa 170 milioni di euro e in via De Gasperi si è allagata il mese scorso, restando ferma cinque giorni, e peggio andò a maggio 2023. «In totale stimiamo danni diretti per circa 1,5 milioni di euro, di cui 200mila euro per gli eventi di settembre 2024». Poi ci sono i danni indiretti per il fermo dell’attività: «Per un’azienda che lavora a turni è pesante dover interrompere la produzione. Il nostro è un settore dove un rallentamento nella filiera mette in crisi il flusso. Nel 2024 abbiamo avuto una settimana e mezzo di stop per questioni meteo. Dovremo cominciare a tenere conto di questi numeri quando faremo l’analisi del rischio».

Rimini, 23/11/2021; Assemblea Confindustria Romagna ©Riccardo Gallini/GRPhoto
Roberto Bozzi

Il progetto per il muro di difesa è ancora in fase embrionale. La prima questione è legata al contesto in cui sorge l’azienda: «Se l’acqua non potrà entrare da noi andrà da altre parti, ci sarà da ragionare con le attività circostanti e gli uffici del Comune. E poi se le strade si allagano siamo comunque isolati, avremmo meno danni ma non potremmo lavorare comunque. Per questo l’autodifesa non può bastare».

A proposito di danni, Vulcaflex ha ottenuto indennizzi dall’assicurazione e ha scelto di non chiedere rimborsi allo Stato: «Dalle assicurazioni abbiamo avuto un anticipo e attendiamo il saldo. Ci sono state questioni legate alle clausole e la copertura ha avuto dei limiti, ma ci accontentiamo di questo, anche se poco, ma almeno rapido. Preferiamo non gravare sulle casse dello Stato anche perché chissà se e quando arriveranno quei rimborsi». In tema di copertura assicurativa si apre il tema dei costi: «I premi sono già aumentati dal 2023 al 2024. Ora attendiamo il decreto che stabilisce i dettagli dell’obbligo per le imprese dal 2025 per sapere cosa succederà e che territori riguarderà».

La terza alluvione in provincia sta alimentando lo sconforto di molti, cittadini e imprenditori: «Posso capire che a un piccolo artigiano, con spazi ridotti, venga l’idea di trasferire l’attività. Ma per le imprese più strutturate è difficile». Il rischio desertificazione potrebbe essere però indiretto: «Questo territorio continuerà a essere attrattivo per i cittadini? Se la gente non lo sceglierà più per viverci ma andrà altrove, è ovvio che poi anche le aziende si troveranno costrette a fare lo stesso perché hanno bisogno delle persone. L’attrattività di un territorio e lo sviluppo delle imprese vanno a braccetto».

Dal 2021 Bozzi è presidente di Confindustria Romagna. L’associazione di categoria ha espresso chiaramente la sua proposta per la ricostruzione: la situazione è straordinaria e richiede strumenti straordinari, l’esempio da seguire è la procedura adottata per autorizzare il rigassificatore al largo di Ravenna, dove 120 giorni sono bastati a fronte di un iter ordinario che avrebbe richiesto anni. «Negli ultimi 70 anni non sono state fatte opere aggiuntive per la difesa del territorio, il clima è cambiato in peggio e l’acqua non fa altro che riprendere le sue vie naturali. La protezione del territorio ha bisogno di interventi così importanti che potrebbero volerci tempi trentennali. Non possiamo permetterci di aspettare, servono subito le vasche di laminazione che contengano le acque in eccesso a monte ed evitino le piene massime in pianura. Poi si ragionerà su una ripianificazione complessiva».

Tra le richieste sottoscritte dal Tavolo delle associazioni imprenditoriali, di cui Confindustria fa parte, c’è anche la revisione dei limiti di sviluppo edilizio imposti da un decreto: «Nove mesi fa avevamo trovato un punto di incontro per modificare questi limiti. Poi non si è saputo nulla di quelle modifiche concordate. Ci dicano sì o no, almeno sapremo regolarci».

Quando la paura è un divertimento: gli eventi di Halloween in provincia di Ravenna

Dallo spettacolo all’Almagià alla festa celtica di Riolo, dall’esperienza estrema alla rocca di Bagnara fino agli appuntamenti per i più piccoli di Lugo

Comunicato Stampa SIR Hallow 1

Mentre sui social c’è ancora chi fa polemica contro una festa “importata” e “sconveniente”, il fenomeno Halloween continua a dilagare ogni anno di più anche in provincia di Ravenna. In questa pagina una panoramica degli eventi più interessanti e attesi in programma in provincia di Ravenna giovedì 31 ottobre (e anche nei giorni precedenti). Consapevoli di non poter essere esaustivi…

A Ravenna in centro da giovedì 31 ottobre a domenica 3 novembre Piazza Kennedy sarà animata dalla presenza di giostre e giochi, letture animate e laboratori e la oramai consueta caccia al tesoro del 31 ottobre, per bambini e bambine di tutte le età. Torna poi, tra le altre la sempre attesa festa di Borgo Montone, alle porte della città, mentre la novità è al quartiere dello stadio Benelli, dove oltre al solito “dolcetto o scherzetto” si potrà partecipare anche a iniziative culturali nella sala e alla galleria Buzzi di via Berlinguer, con una mostra e incontri letterari a tema. Tra le feste di quartiere da segnalare anche quella a Porto Fuori, con il coinvolgimento dei locali e i residenti.

Streghe
Le Streghe, lo spettacolo in scena all’Almagià

Per i bambini imperdibile la festa con laboratori e spettacolo all’Almagià nell’ambito della stagione “Le arti della marionetta”: dalle 16.30 partiranno una serie di attività dedicate ai bambini e ai genitori, rigorosamente tutti in maschera; alle 17.30 spazio alla giovane compagnia Progetto g.g. che porterà in scena lo spettacolo Streghe, liberamente ispirato al romanzo di Roald Dahl. Al termine dello spettacolo giochi e laboratori creativi, danze e merenda, per poi partire per fare “Dolcetto o scherzetto?” nel quartiere.

Sempre per famiglie con figli in età scolare è l’appuntamento di giovedì 31 ottobre dalle 18 al planetario di Ravenna con la “Grande festa di Halloween alla reggia di Cassiopea”, uno spettacolo sotto la cupola con Laura Saba.

Halloween fa tappa anche a Cervia, dal 31 ottobre al 3 novembre: mercatini, giostre, spettacoli e divertimenti, escape room e animazione per grandi e piccoli in piazza Garibaldi e in altri luoghi del centro storico. Tornano mostri e brividi, zucche e dolcetti, truccabimbi e giochi da tavolo per una delle feste più frequentae della provincia.

Restando sulla costa, naturalmente è confermata l’apertura speciale di Mirabilandia, fino al 3 novembre, con il parco completamente tematizzato, spettacoli per adulti e bambini (tra cui anche quello del mago Casanova) e l’horror zone più grande d’Italia con attori e figuranti da far invidia a quelli dei film.

Per quanto riguarda il resto della provincia, tra gli eventi più attesi, capaci di attirare pubblico anche da fuori, c’è quello del 31 ottobre a Riolo Terme, dove si festeggia il Capodanno celtico. La notte riolese, la prima in Italia, riscopre sempre più il significato delle sue origini. Per tutto il paese si troverà una dimensione un po’ fuori dal tempo reale, con ricostruzioni di antichi villaggi dei celti e dei loro riti. Giovedì 31 ottobre, inoltre, la Rocca si trasformerà in un teatro di paura con “Il Castello degli Orrori”, una visita-spettacolo carica di tensione, tra ombre inquietanti e presenze sinistre; contemporaneamente, per i più piccoli, si terrà “Junior Rocca Escape – Speciale Halloween”, una divertente escape room a tema per bambini e famiglie.

Passando a un’altra rocca, quella di Bagnara di Romagna, il 31 ottobre dalle 18 a mezzanotte va in scena “Cannibal Town”, un’esperienza dal vivo definita di “extreme horror”. Si potrà scegliere tra una versione “soft” e una “raw” in cui si potrà anche essere afferrati, trascinati, incatenati e in alcuni casi isolati dal resto del gruppo (posti limitati, info e prenotazioni al 338 3792523 oppure 388 5657815).

Anche quest’anno per la notte di Halloween il Comune di Lugo organizza invece “Lughino Allouino” una serie dei eventi per i più piccoli nella cornice della Rocca estense (ne avevamo già parlato a questo link, dove è possibile consultare il programma completo).

A Cotignola Halloween si trasforma invece nella “Piligrèna” con tre giorni di festa, dal 31 ottobre al 2 novembre: tutte le sere dalle 17,30 spettacoli di burattini, Escape Room, laboratori a tema, re show, street food, creative market, djset, spettacoli e anche una parata tra le strade del paese…

A Fusignano l’appuntamento è dal pomeriggio tra piazza Corelli e parco Piancastelli con spettacoli, trucca bimbi, percorsi stregati che culmineranno alle 22 con il rogo della strega in piazza.

A Bagnacavallo il 31 ottobre torna la festa in piazza della Libertà, dalle 15 l’apertura dei mercatini e dalle 19 apre lo stand gastronomico. Dalle 17 letture e tunnel degli orrori, seguirà baby dance dj-set e dalle 21 il concerto degli Aironi Bianchi, tribute band dei Nomadi.

Ad Alfonsine mercoledì 30 ottobre alla biblioteca Orioli dalle 16.30 letture a cura delle volontarie Nati per leggere, per bambini da 3 a 6 anni; giovedì 31 ottobre dalle 19 in piazza Gramsci e corso Matteotti grande festa con una miriade di appuntamenti: spettacoli itineranti, macchine mostruose steampunk, laboratorio creativo, sbandieratori del rione Cento e il tradizionale concorso in maschera a premi. Per tutta la serata saranno aperti stand di leccornie e piatti della tradizione. I partecipanti sono invitati a indossare costumi a tema.

Galassi Halloween 6
Halloween alla’azienda agricola Galassi

All’azienda agricola Galassi, sempre nel territorio alfonsinese, celebre per il suo labirinto di mais estivo, saranno allestiti tre percorsi spaventosi, da provare dalle 19.30 no a notte fonda (dalle 18 apertura bar e bistrot).

Nel Faentino, oltre alle iniziative in città, da segnalare l’appuntamento di giovedì 31 ottobre a Brisighella, dove le strade del centro storico verranno animate tra misteri, paure, scherzi, spettacoli trainati dalle brillanti idee dei giovani e dai tamburi medioevali di Brisighella.

La Consar vince a Pordenone e resta in testa alla classifica

Il 31 ottobre scontro diretto di alta classifica al Pala De André contro Porto Viro

RAVENNA 6/10/2024. VOLLEY PALLAVOLO. Consar Ravenna Smartsystem Essence Hotels Fano.

La Consar Ravenna vince in rimonta (18-16 al tie-break) anche a Pordenone, contro la Tinet Prata, e resta al comando del campionato di A2 di volley dopo le prime quattro giornate.

«Un match emozionante e coinvolgente con una Consar eccellente in tenuta mentale e con una fase break da squadra solidissima – si legge nel posto pubblicato dalla società, Porto Robur Costa -. Grande carattere e consapevolezza dei nostri ragazzi nel proprio sistema di gioco. Tesoretto da 2 punti molto prezioso».

Giovedì 31 ottobre si ritorna in campo e sarà una partita di cartello quella al Pala De André, dove arriva Porto Viro, solo 2 punti dietro a Ravenna.

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