martedì
21 Aprile 2026

A Ravenna nasce il primo gel per pulire le opere d’arte atossico e biodegradabile

Tre ricercatrici impegnate in un progetto innovativo, già testato

La sede universitaria di Ravenna è protagonista di un innovativo progetto di ricerca applicata che vede l’ideazione e la realizzazione di un prodotto per la pulitura delle opere d’arte che presenta la novità assoluta di essere completamente biodegradabile, ecosostenibile e soprattutto non dannoso per la salute dell’uomo e per l’ambiente.

Il prodotto consiste in una miscela di biopolimeri biodegradabili che si possono produrre da scarti di varia natura a basso costo, uniti a solventi modulabili in funzione delle specifiche esigenze di pulitura, ad esempio a seconda del differente materiale da rimuovere.

L’aspetto innovativo è rappresentato dal fatto che si tratta di un prodotto che mancava sul mercato dei beni culturali, in grado di andare a sostituire le sostanze tossiche finora utilizzate per la delicata fase di rimozione di incrostazioni, macchie e alterazioni cromatiche dall’opera d’arte.

Non a caso l’idea è nata da un’esigenza concreta, emersa nell’ambiente della conservazione e del restauro dei beni culturali, da richieste specifiche dei restauratori che cercavano alternative alle metodologie tradizionali finora utilizzate.

Il progetto è frutto della collaborazione di 3 laboratori universitari: 2 centri di ricerca attivi sul territorio ravennate (uno applicato ai beni culturali e uno di scienze ambientali noti per le loro ricerche nell’ambito della chimica applicata ai beni culturali e della chimica sostenibile) e un importante centro per lo studio dei materiali con sede a Bologna.

La ricerca ha visto protagoniste tre giovani ricercatrici: Giorgia Sciutto, del Dipartimento di Chimica ‘Giacomo Ciamician’, Laboratorio di microchimica e microscopia applicata ai beni culturali; Chiara Samorì, del Dipartimento di Chimica ‘Giacomo Ciamician’ e del CIRI Energia Ambiente; Laura Mazzocchetti, del Dipartimento di Chimica Industriale ‘Toso Montanari’, CIRI-MAM (Meccanica Avanzata e Materiali).

L’idea convoglierà in un progetto che parteciperà al bando Alma Idea Grant – Linea d’intervento Junior, dell’Ateneo di Bologna.

I gel, prodotti con diverse formulazioni, sono stati testati su opere d’arte importanti quali la statua della fontana del Nettuno, a Bologna; il dipinto di Cimabue esposto nella basilica di Santa Maria dei Servi a Bologna.

Il prodotto ha raccolto fin da subito forte interesse: sono in corso diverse collaborazioni con noti istituti di restauro italiani. Anche le aziende e il mondo produttivo non del settore hanno segnalato il loro interesse: in questo caso è la possibilità di produrre biopolimeri biodegradabili a catturare l’attenzione.

Ruba le caramelle al bar della stazione: denunciato un 19enne

Il giovane ha finito di mangiarle nonostante l’arrivo della polizia

Ha rubato più volte pacchetti di caramelle e gomme da masticare esposte al bar della stazione di Ravenna e a nulla sono valsi i tentativi del barsita di farlo desistere. Così il titolare ha chiamato gli agenti della polizia ferroviaria che hanno fermato e identificato il giovane. Si tratta di un 19enne ravennate che dopo l’arrivo della polizia ha finito di mangiare le caramelle sulla porta del bar, con la massima calma, prima di seguire gli agenti negli uffici di polizia, dove è stato denunciato.

Camera di Commercio: formazione gratuita per 34 donne vittime di violenza  

Primo esperimento in Italia, grazie a Cif e Tavolo di Conciliazione  

Grazie al coordinamento del Cif-Comitato dell’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Ravenna e del Tavolo Conciliazione lavoro e salute della provincia di Ravenna, per la prima volta in Italia nove associazioni (Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confcommercio, Confimi, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil) hanno firmato nella sede della Camera di Commercio di Ravenna un protocollo d’intesa per dare la possibilità a 34 donne che hanno subìto violenza di fare formazione in forma gratuita. I corsi riguarderanno principalmente la sicurezza nei luoghi di lavoro e verranno svolti all’interno delle associazioni che hanno aderito al progetto.

Natalino Gigante, presidente della Camera di commercio, ha introdotto l’incontro, sintesi del lavoro degli ultimi mesi, rammentando che nella provincia di Ravenna esiste uno “zoccolo duro” di imprese femminili (il 26-27%, in linea con la media nazionale), con imprenditrici che sanno accostare alle capacità e competenze professionali «una straordinaria caparbietà e un notevole buon senso».

«Con questo protocollo – ha dichiarato Chiara Roncuzzi, presidente del Cif – il mondo delle imprese si avvicina a quello sociale con un atto pratico di aiuto e sostegno». L’iniziativa è nata sulla base della necessità di formazione evidenziata dai tre centri antiviolenza del nostro territorio – Linea Rosa di Ravenna, Sos Donna di Faenza, Demetra Donne in aiuto di Lugo  – che sperano in questo modo di poter inserire queste donne all’interno dei tirocini formativi stanziati dalla Regione Emilia-Romagna, consentendo o almeno facilitando il loro ingresso nel mondo del lavoro.

La consigliera di parità della Provincia di Ravenna Sonia Alvisi, presidente del Tavolo Conciliazione lavoro e salute, e Antonella Bianchi, a nome dei centri antiviolenza locali, hanno sottolineato che «finalmente è stato siglato un protocollo fattivo e non solo di buoni intenti». Un incontro di verifica dei risultati ottenuti è previsto ad ottobre. L’auspicio è che questo progetto (della durata di un anno dalla sottoscrizione, ma suscettibile di proroga), possa fungere da esempio per altri territorio italiani.

Camera di Commercio: formazione gratuita per 34 donne vittime di violenza  

Primo esperimento in Italia, grazie a Cif e Tavolo di Conciliazione  

Grazie al coordinamento del Cif-Comitato dell’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Ravenna e del Tavolo Conciliazione lavoro e salute della provincia di Ravenna, per la prima volta in Italia nove associazioni (Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confcommercio, Confimi, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil) hanno firmato nella sede della Camera di Commercio di Ravenna un protocollo d’intesa per dare la possibilità a 34 donne che hanno subìto violenza di fare formazione in forma gratuita. I corsi riguarderanno principalmente la sicurezza nei luoghi di lavoro e verranno svolti all’interno delle associazioni che hanno aderito al progetto.

Natalino Gigante, presidente della Camera di commercio, ha introdotto l’incontro, sintesi del lavoro degli ultimi mesi, rammentando che nella provincia di Ravenna esiste uno “zoccolo duro” di imprese femminili (il 26-27%, in linea con la media nazionale), con imprenditrici che sanno accostare alle capacità e competenze professionali «una straordinaria caparbietà e un notevole buon senso».

«Con questo protocollo – ha dichiarato Chiara Roncuzzi, presidente del Cif – il mondo delle imprese si avvicina a quello sociale con un atto pratico di aiuto e sostegno». L’iniziativa è nata sulla base della necessità di formazione evidenziata dai tre centri antiviolenza del nostro territorio – Linea Rosa di Ravenna, Sos Donna di Faenza, Demetra Donne in aiuto di Lugo  – che sperano in questo modo di poter inserire queste donne all’interno dei tirocini formativi stanziati dalla Regione Emilia-Romagna, consentendo o almeno facilitando il loro ingresso nel mondo del lavoro.

La consigliera di parità della Provincia di Ravenna Sonia Alvisi, presidente del Tavolo Conciliazione lavoro e salute, e Antonella Bianchi, a nome dei centri antiviolenza locali, hanno sottolineato che «finalmente è stato siglato un protocollo fattivo e non solo di buoni intenti». Un incontro di verifica dei risultati ottenuti è previsto ad ottobre. L’auspicio è che questo progetto (della durata di un anno dalla sottoscrizione, ma suscettibile di proroga), possa fungere da esempio per altri territorio italiani.

L’annuncio dei sindacati: «L’Acmar ha deciso di licenziare 104 lavoratori»

La Cgil attacca la coop: «Ha fatto fallire il confronto in Regione»

Decisione unilaterale della cooperativa Acmar che ha inviato negli ultimi giorni alle organizzazioni sindacali e alle Rsu la comunicazione formale di apertura della procedura di mobilità con l’intenzione di licenziare 104 persone. «Da tempo – si legge in una nota della Cgil – le organizzazioni sindacali cercavano un momento di confronto con la Direzione della cooperativa consapevoli che, con la fine della cassa integrazione in deroga al 28 febbraio concessa per 4 mesi dopo il confronto regionale, era necessario trovare soluzioni per il personale perdurando la situazione di mancanza di lavoro». Per questo motivo avevano chiesto un incontro con lettera del 12 gennaio e successivamente, come previsto nell’accordo sottoscritto, era arrivata la convocazione in Regione all’assessorato alle Attività produttive. «La cooperativa – denuncia la Cgil – non ha risposto alla richiesta di incontro sindacale, mentre alla convocazione regionale ha prima comunicato l’intenzione di non partecipare e, successivamente, ha posticipato gli incontri fino ad arrivare alla scadenza della cassa per informare che non avrebbe fatto richiesta di ulteriori ammortizzatori sociali».

Attualmente la cooperativa, in concordato misto omologato a giugno del 2016, occupa 207 lavoratori, numero notevolmente ridotto dopo la fuoriuscita per dimissioni o adesione alla mobilità volontaria di una trentina di lavoratori solo negli ultimi 4 mesi.

«La decisione della cooperativa per come è arrivata e per la voluta assenza di un confronto preventivo rende quasi impossibile la discussione che dovremo affrontare sulla mobilità – dichiara Davide Conti, segretario provinciale della Fillea Cgil -; inoltre come organizzazioni sindacali, in maniera unitaria, abbiamo stabilito che non si possono sottoscrivere accordi di mobilità, a esclusione di quelli che prevedono la volontarietà di adesione del singolo lavoratore, quando esiste ancora la possibilità di richiede ammortizzatori sociali. In questo caso la cooperativa ha ancora la disponibilità di cassa integrazione straordinaria per più di un anno. Altra questione che andrà approfondita è quanto la decisione sia stata realmente discussa tra gli organi sociali dato che da tempo non si convocano assemblee dei soci, gli stessi che dovrebbero decidere il proprio licenziamento».

I prossimi giorni, con il primo incontro tra le parti, saranno decisivi per definire le iniziative che le organizzazioni sindacali intraprenderanno dopo aver discusso con i lavoratori.

L’annuncio dei sindacati: «L’Acmar ha deciso di licenziare 104 lavoratori»

La Cgil attacca la coop: «Ha fatto fallire il confronto in Regione»

Decisione unilaterale della cooperativa Acmar che ha inviato negli ultimi giorni alle organizzazioni sindacali e alle Rsu la comunicazione formale di apertura della procedura di mobilità con l’intenzione di licenziare 104 persone. «Da tempo – si legge in una nota della Cgil – le organizzazioni sindacali cercavano un momento di confronto con la Direzione della cooperativa consapevoli che, con la fine della cassa integrazione in deroga al 28 febbraio concessa per 4 mesi dopo il confronto regionale, era necessario trovare soluzioni per il personale perdurando la situazione di mancanza di lavoro». Per questo motivo avevano chiesto un incontro con lettera del 12 gennaio e successivamente, come previsto nell’accordo sottoscritto, era arrivata la convocazione in Regione all’assessorato alle Attività produttive. «La cooperativa – denuncia la Cgil – non ha risposto alla richiesta di incontro sindacale, mentre alla convocazione regionale ha prima comunicato l’intenzione di non partecipare e, successivamente, ha posticipato gli incontri fino ad arrivare alla scadenza della cassa per informare che non avrebbe fatto richiesta di ulteriori ammortizzatori sociali».

Attualmente la cooperativa, in concordato misto omologato a giugno del 2016, occupa 207 lavoratori, numero notevolmente ridotto dopo la fuoriuscita per dimissioni o adesione alla mobilità volontaria di una trentina di lavoratori solo negli ultimi 4 mesi.

«La decisione della cooperativa per come è arrivata e per la voluta assenza di un confronto preventivo rende quasi impossibile la discussione che dovremo affrontare sulla mobilità – dichiara Davide Conti, segretario provinciale della Fillea Cgil -; inoltre come organizzazioni sindacali, in maniera unitaria, abbiamo stabilito che non si possono sottoscrivere accordi di mobilità, a esclusione di quelli che prevedono la volontarietà di adesione del singolo lavoratore, quando esiste ancora la possibilità di richiede ammortizzatori sociali. In questo caso la cooperativa ha ancora la disponibilità di cassa integrazione straordinaria per più di un anno. Altra questione che andrà approfondita è quanto la decisione sia stata realmente discussa tra gli organi sociali dato che da tempo non si convocano assemblee dei soci, gli stessi che dovrebbero decidere il proprio licenziamento».

I prossimi giorni, con il primo incontro tra le parti, saranno decisivi per definire le iniziative che le organizzazioni sindacali intraprenderanno dopo aver discusso con i lavoratori.

Pirata della strada investe e uccide un ciclista. Poi si presenta dai carabinieri

Nella notte sulla Casolana a Campiano di Castel Bolognese

Un romeno di 38 anni è stato trovato privo di vita la scorsa notte in un fosso attiguo ad una strada, vicino ad una bici, vittima poco prima di un incidente stradale. Il pirata si è presentato circa un’ora dopo ai carabinieri, dicendo di aver travolto il ciclista.

La segnalazione alla centrale operativa del 118 è giunta poco prima di mezzanotte da un automobilista di passaggio e sul posto, a Campiano di Castel Bolognese sulla provinciale Casolana, si sono portate un’ambulanza e un’auto con il medico a bordo, ma i sanitari hanno potuto solo constatare il decesso.

Secondo le prime informazioni, il ciclista è stato colpito da un’auto che viaggiava nella stessa direzione e che poi ha proseguito la marcia. (Ansa.it)

Per un 8 marzo politico: sciopero, manifestazione in piazza e abiti fucsia

L’iniziativa lanciata dalla rete “Non una di meno”. In programma anche iniziative per chi non può astenersi dal lavoro

Sarà coinvolta anche Ravenna, grazie all’assemblea che riunisce circa una cinquantina di persone, in gran parte ma non esclusivamente donne, nello sciopero internazionale indetto l’8 marzo sotto lo slogan “Non una di meno”. Una rete nata in Italia dall’unione della rete dei centri antiviolenza, Io Decido e dall’associazione femminista Udi, che ha dato vita lo scorso novembre alla manifestazione del 26 novembre a cui hanno partecipato 200mila persone (tre i pullman solo da Ravenna) e all’assemblea nazionale a Bologna del 4 e 5 febbraio. Da quel movimento è nata la piattaforma in otto punti per declinare anche in Italia lo slogan nato in Argentina e che porterà a scioperi e manifestazioni in 40 paesi nella Giornata internazionale della Donna.

Abbiamo incontrato Luana Vacchi e Barbara Domenichini alla Casa delle Donne di Ravenna per capire meglio come si articolerà l’evento sul territorio e le ragioni di questa manifestazione. «Al momento abbiamo l’adesione dei sindacati di base e della Flc Cgil, ma poiché siamo consapevoli che per molte donne non è possibile scioperare o per ragioni contrattuali o perché il loro sciopero metterebbe di fatto in difficoltà altre donne abbiamo pensato anche ad altre varie forme di mobilitazione». Vacchi, insegnante, e Domenichini, dipendente comunale, sciopereranno entrambe. «Anche se – dice Domenichini – mi dispiace doverlo fare aderendo all’iniziativa di un sindacato che non è il mio, visto che non tutta la Cgil aderisce, ma pazienza».

Tra le forme alternative di protesta ci saranno anche astensioni simboliche di cinque minuti dal lavoro, come stanno cercando di organizzare alcune avvocate in tribunale coinvolgendo anche il personale amministrativo e chiedendo di poter esporre le ragioni dello sciopero prima delle udienze. Lo stesso avverrà nei prossimi giorni anche prima delle lezioni all’università, a Ravenna. E a tutti gli insegnanti viene chiesto di dedicare nei giorni a ridosso dell’8 marzo una lezione per spiegare il significato storico di questa data, a cui con questa manifestazione si sta cercando di restituire anche un significato politico, più che di festa delle mimose.

Ma l’invito forse più importante, per chi sciopera e per chi non può o non vuole farlo, è innanzitutto quello di indossare qualcosa di nero e fucsia (il nero delle donne polacche, spiegano, il fucsia delle americane che manifestano contro Trump) e ritrovarsi tutte e tutti in piazza del Popolo alle 18. Durante la mattina attiviste saranno ai banchetti informativi in centro e all’Esp di Linea Rosa (la cui sede sarà aperta a chi voglia visitarla dalle 9 alle 15 mentre resterà chiusa nel pomeriggio) e della Cgil e dell’Udi per distribuire i volantini e spiegare le ragioni della manifestazione che nascono originariamente da un no alla violenza sulle donne.

Resta forse il dubbio che “Non una di meno” sia un slogan che si concentra molto sul tema della violenza sulle donne e ci si potrebbe chiedere se non sia un modo riduttivo di affrontare la complessa questione della mancata parità fra sessi. In fondo, il diritto alla vita e all’incolumità in Italia non è messo in discussione da nessuno. «In realtà – spiegano le due femministe – si parte dalla violenza sulle donne per parlare di violenza in una serie di altri campi e la manifestazione si basa su una piattaforma articolata in otto punti dove si parla di diritto alla parità sul lavoro, di come le donne sono spesso le prime vittime della povertà, delle difficoltà delle donne migranti, spesso due volte escluse, in quanto donne e in quanto migranti, della tutela alla salute come l’applicazione della legge 194, di educazione, formazione e informazione. Purtroppo il punto è proprio che non si può mai dare nulla di assodato e conquistato per sempre e la situazione è tutt’altro che incoraggiante».

Dal 9 marzo il movimento Non una di meno passerà poi alla stesura di una piattaforma nazionale su questi temi che include anche una regolamentazione omogenea e finanziamenti certi per i Centri antiviolenza e il recepimento effettivo della Convenzione di Istanbul, di fatto non applicata, sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

Perché la sfida non si ferma qui e Domenichini si dice fiduciosa, nonostante lo scetticismo iniziale, che questa volta l’esperienza possa proseguire positivamente a differenza di quanto accaduto al movimento Se non ora quando, scomparso dal territorio ravennate a seguito di scontri interni di potere tra i vertici. «La differenza che noto maggiormente rispetto alle esperienze precedenti – dice Domenichini – è che qui non sono entrate in contrasto due culture femministe di epoche diverse e il progetto comprende anche uomini e il movimento Lgbt che ha sicuramente contribuito ad allargare i confini e gli orizzonti».

«Non a caso – conclude Vacchi – c’è chi definisce quello dell’otto marzo lo sciopero dei generi e dai generi».

Per un 8 marzo politico: sciopero, manifestazione in piazza e abiti fucsia

L’iniziativa lanciata dalla rete “Non una di meno”. In programma anche iniziative per chi non può astenersi dal lavoro

Sarà coinvolta anche Ravenna, grazie all’assemblea che riunisce circa una cinquantina di persone, in gran parte ma non esclusivamente donne, nello sciopero internazionale indetto l’8 marzo sotto lo slogan “Non una di meno”. Una rete nata in Italia dall’unione della rete dei centri antiviolenza, Io Decido e dall’associazione femminista Udi, che ha dato vita lo scorso novembre alla manifestazione del 26 novembre a cui hanno partecipato 200mila persone (tre i pullman solo da Ravenna) e all’assemblea nazionale a Bologna del 4 e 5 febbraio. Da quel movimento è nata la piattaforma in otto punti per declinare anche in Italia lo slogan nato in Argentina e che porterà a scioperi e manifestazioni in 40 paesi nella Giornata internazionale della Donna.

Abbiamo incontrato Luana Vacchi e Barbara Domenichini alla Casa delle Donne di Ravenna per capire meglio come si articolerà l’evento sul territorio e le ragioni di questa manifestazione. «Al momento abbiamo l’adesione dei sindacati di base e della Flc Cgil, ma poiché siamo consapevoli che per molte donne non è possibile scioperare o per ragioni contrattuali o perché il loro sciopero metterebbe di fatto in difficoltà altre donne abbiamo pensato anche ad altre varie forme di mobilitazione». Vacchi, insegnante, e Domenichini, dipendente comunale, sciopereranno entrambe. «Anche se – dice Domenichini – mi dispiace doverlo fare aderendo all’iniziativa di un sindacato che non è il mio, visto che non tutta la Cgil aderisce, ma pazienza».

Tra le forme alternative di protesta ci saranno anche astensioni simboliche di cinque minuti dal lavoro, come stanno cercando di organizzare alcune avvocate in tribunale coinvolgendo anche il personale amministrativo e chiedendo di poter esporre le ragioni dello sciopero prima delle udienze. Lo stesso avverrà nei prossimi giorni anche prima delle lezioni all’università, a Ravenna. E a tutti gli insegnanti viene chiesto di dedicare nei giorni a ridosso dell’8 marzo una lezione per spiegare il significato storico di questa data, a cui con questa manifestazione si sta cercando di restituire anche un significato politico, più che di festa delle mimose.

Ma l’invito forse più importante, per chi sciopera e per chi non può o non vuole farlo, è innanzitutto quello di indossare qualcosa di nero e fucsia (il nero delle donne polacche, spiegano, il fucsia delle americane che manifestano contro Trump) e ritrovarsi tutte e tutti in piazza del Popolo alle 18. Durante la mattina attiviste saranno ai banchetti informativi in centro e all’Esp di Linea Rosa (la cui sede sarà aperta a chi voglia visitarla dalle 9 alle 15 mentre resterà chiusa nel pomeriggio) e della Cgil e dell’Udi per distribuire i volantini e spiegare le ragioni della manifestazione che nascono originariamente da un no alla violenza sulle donne.

Resta forse il dubbio che “Non una di meno” sia un slogan che si concentra molto sul tema della violenza sulle donne e ci si potrebbe chiedere se non sia un modo riduttivo di affrontare la complessa questione della mancata parità fra sessi. In fondo, il diritto alla vita e all’incolumità in Italia non è messo in discussione da nessuno. «In realtà – spiegano le due femministe – si parte dalla violenza sulle donne per parlare di violenza in una serie di altri campi e la manifestazione si basa su una piattaforma articolata in otto punti dove si parla di diritto alla parità sul lavoro, di come le donne sono spesso le prime vittime della povertà, delle difficoltà delle donne migranti, spesso due volte escluse, in quanto donne e in quanto migranti, della tutela alla salute come l’applicazione della legge 194, di educazione, formazione e informazione. Purtroppo il punto è proprio che non si può mai dare nulla di assodato e conquistato per sempre e la situazione è tutt’altro che incoraggiante».

Dal 9 marzo il movimento Non una di meno passerà poi alla stesura di una piattaforma nazionale su questi temi che include anche una regolamentazione omogenea e finanziamenti certi per i Centri antiviolenza e il recepimento effettivo della Convenzione di Istanbul, di fatto non applicata, sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

Perché la sfida non si ferma qui e Domenichini si dice fiduciosa, nonostante lo scetticismo iniziale, che questa volta l’esperienza possa proseguire positivamente a differenza di quanto accaduto al movimento Se non ora quando, scomparso dal territorio ravennate a seguito di scontri interni di potere tra i vertici. «La differenza che noto maggiormente rispetto alle esperienze precedenti – dice Domenichini – è che qui non sono entrate in contrasto due culture femministe di epoche diverse e il progetto comprende anche uomini e il movimento Lgbt che ha sicuramente contribuito ad allargare i confini e gli orizzonti».

«Non a caso – conclude Vacchi – c’è chi definisce quello dell’otto marzo lo sciopero dei generi e dai generi».

Delitto Ballestri, depositata l’autopsia «Si è difesa, morta dopo lunga agonia»

Il killer l’ha inseguita. Le tracce di caffè nello stomaco fissano l’ora della morte a metà mattina del 16 settembre

La morte di Giulia Ballestri – la 40enne ravennate trovata massacrata nella villa della famiglia del marito, il noto dermatologo Matteo Cagnoni ora in carcere con l’accusa di omicidio – è avvenuta verso le 11 del 16 settembre al termine di una lunga aggressione da parte del killer in cui ha cercato di difendersi parando i colpi con le braccia e provando a scappare senza riuscirci perché inseguita per casa e poi trascinata nello scantinato. In buona sostanza è la sintesi della perizia dei medici legali depositata nei giorni scorsi e riportata nelle edizioni odierne dei due principali quotidiani locali.

I medici legali Franco Tagliaro e Federica Bartolotti hanno ricostruito gli ultimi istanti di vita della donna, stimando che l’aggressione possa essere durata in tutto svariate decine di minuti. La mancanza di un colpo mortale ha infatti prolungato l’agonia della donna, che ha tentato di difendersi come evidenziato dai lividi sulle braccia. L’assassino avrebbe agito impugnando un bastone di legno di circa 50 cm.

Per fissare l’orario della morte invece sono state determinanti le tracce di caffè nello stomaco. Al mattino del 16 settembre la donna ha fatto colazione in una pasticceria di Ravenna con il marito e poi sono andati insieme alla villa di via Genocchi. Il corpo, come noto, verrà ritrovato solamente la sera del 18 settembre dopo due giorni di ricerche scattate quando il fratello non è riuscito a contattare la donna.

A questo punto, a sei mesi dall’arresto del marito, le indagini sembrano arrivate a conclusione. La procura è sempre più convinta che ad agire sia stato il marito che invece continua a professarsi innocente.

«Il cammino come esplorazione» Il programma 2017 di Trail Romagna

Nel decimo anno di attività dell’associazione l’evento clou sarà una festa di 15 giorni dedicata all’essenza del passeggiare

Il camminare come pratica da riscoprire che permette esplorazioni in ambito sportivo, culturale, spirituale. Non poteva che essere ancora questo il tema centrale del programma 2017 delle iniziative di Trail Romagna, associazione sportiva ravennate che da tempo è impegnata nella riscoperta del territorio, delle sue tradizioni e dei suoi luoghi dimenticati attraverso l’attività motoria a portata di tutti. Tutti i dettagli e le iscrizioni agli eventi sul sito www.trailromagna.eu.

Cuore pulsante dell’anno è “Itinera: Festa del cammino consapevole”, che si svolgerà dal 30 settembre al 15 ottobre, importante luogo d’incontro per tutti gli appassionati, cui saranno dedicati incontri, conferenze e passeggiate con gli insegnamenti e i consigli di qualificati istruttori di Fitwalking, Nordic Walking e Mindfulness nel verde cittadino o nella suggestiva cornice delle pinete ravennati.

«Ravenna e la sua tormentata geografia sono elette a campo d’azione prescelto, studiate e ri-vissute attraverso una serie di percorsi interdipendenti che si prefiggono il compito di analizzare aspetti diversi della città, per portarne alla luce la complessa trama socio-politico-ambientale: dall’itinerario dedicato ai luoghi teodericiani, alla lunga tratta dalla Chiusa di San Marco alla Darsena di Città, porzione urbana che solo in tempi recenti ha riscoperto se stessa, avviando una lenta ma progressiva rinascita; e ancora, il percorso letterario della Ravenna dantesca e quello, complesso e stratificato, dell’antica città pluviale, di cui restano tracce nella toponomastica e nella topografia: un iter storico-culturale di grande impatto didattico e in costante evoluzione, fondamentale per la riaffermazione del senso storico e della consapevolezza civile».

Trail Romagna ha già dedicato in passato diversi progetti itineranti a San Romualdo, instancabile pellegrino ravennate figura centrale del monachesimo occidentale e quest’anno, in occasione della Festa del cammino, si risalirà alle origini del percorso spirituale del santo ravennate, con una passeggiata alla misteriosa isola del Pereo, sede dell’ormai scomparso Monastero di San Romualdo, nei pressi dell’abitato di Sant’Alberto.

Fulcro ulteriore di arricchimento attorno al discorso del cammino, sono gli incontri promossi da Itinera con personalità legate al mondo dello sport, della cultura, del giornalismo, dell’escursionismo: si va da figure note – come Valerio Massimo Manfredi, scrittore, storico e conduttore televisivo, Paolo Rumiz, giornalista e viaggiatore eclettico (ha all’attivo pellegrinaggi, itinerari ciclistici e per mare), Davide Sapienza, scrittore, traduttore di Jack London ed esploratore, e il campione olimpico di marcia Maurizio Damilano – ad altre più vicine al nostro mondo, come Roberto Fornaciari, monaco camaldolese, Roberto Mantovani, direttore della rivista “Camminare”, Don Luigi Verdi della Fraternità di Romena, Padre Ciccillo e Beatrice Balsamo che nella giornata mondiale dell’alimentazione parleranno della simbologia legata al cibo durante una ‘cena del pellegrino’ ed Elia Tazzari, fondatore del Progetto Escursionistico “Sentiero degli Dei” che percorrerà a piedi un viaggio da Londra a Gerusalemme sulla Via Francigena promuovendo Itinera con un blog che racconterà l’avventurosa esperienza. Alla collaborazione con la rivista “Correre” si devono gli incontri con Marco Patucchi, giornalista economico di Repubblica e maratoneta e Fabio Marri, docente di filologia romanza all’università di Bologna, podista e direttore di podisti.net.

Torna per la terza edizione la “Discesa dei Fiumiuniti” che quest’anno approderà a Lido di Dante. Il fiume sarà invaso da canoe, paddle ma anche impavidi nuotatori che emuleranno il mitico Gianni Gambi che in questo fiume si allenava, da chiusa a chiusa. Non solo canoe. Tutte le attività in natura saranno praticate, dalla mtb alle camminate, gastronomiche ed emozionali e, per la prima volta, spazio anche alla pesca. Nell’occasione Cofuse ripropone la fortunata ed apprezzatissima iniziativa “Capanni aperti”, momento per  ritrovare antiche tradizioni e sapori tornando, per qualche ora, ai ritmi della nostra terra.

Il legame sempre più stretto con la città continua nell’ambito del progetto di compartecipazione dell’ufficio ambiente denominato Caleidoscopio con “ Senza fretta… Aprile in bicicletta”, tre percorsi slow per tutte le età all’insegna dei ritmi del territorio che ci circonda per viverne pienamente la bellezza e la storia. Trail Romagna coordina le attività assieme a Fiab, Lega Ambiente e Comitato Acque Terre che prevedono tre uscite: il 2 aprile partirà “Sciame di biciclette” all’insegna dello slogan ‘Liberiamo l’aria!’; il 25 aprile sarà la volta della “Pedalata della liberazione”; il 30 aprile chiuderà “Garibaldi in bicicletta”, l’inaugurazione di un itinerario sulle orme dell’eroe dei due mondi che dalla fattoria Guiccioli percorrerà quattro luoghi significativi lungo il percorso della Trafila.

Giunge all’ottavo anno il felice rapporto tra Ravenna Festival e Trail Romagna, una collaborazione che ha dato vita a 9 concerti in itinere (nel 2013 ci fu un doppio evento).  Domenica 4 giugno, vigilia della giornata mondiale dell’ambiente, il Concerto trekking si muoverà dalla Diga di Ridracoli verso il cuore del Parco delle Foreste Casentinesi, e precisamente nella perla di questo immenso dedalo di verde e sentieri, la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino che potremmo ammirare dai prati della Lama. La parte artistica sarà affidata alla Classica Orchestra Afrobeat, un’ensemble che si dedica alla contemplazione catartica delle voci della natura e crea un proprio habitat immaginifico alla ricerca di una primitiva armonia tra l’umano e il divino.

Chiude l’attività cittadina il percorso ideato cinque anni or sono e dedicato alla Ravenna Città d’acque. Anche quest’anno, grazie alla disponibilità di Pietro Barberini e dei volontari dell’associazione, prosegue – promosso dalla Regione attraverso Concittadini – il percorso didattico fra storia e geografia, capace di far “riemergere” le linee azzurre di antichi corsi d’acqua, canali, bacini portuali, molini, lavatoi e pozzi.

Saranno due i grandi eventi trail che se da una parte completeranno l’offerta running, dall’altra consentiranno all’associazione ed ai partecipanti di toccare tutti i Parchi della Romagna, un territorio che si distingue nel mondo per l’estrema biodiversità. Il 7 maggio si potrà correre a Cervia tra saline e pinete del Parco del Delta del Po con l’Ecomaratona del Sale. Il 24 settembre si correrà sul Parco della Vena del Gesso Romagnola con Gessi Wild Trail, una gara in linea che attraverserà completamente il Parco da Borgo Tossignano a Brisighella. Il cuore pulsante della manifestazione sarà Brisighella, uno dei borghi più belli d’Italia, da dove partiranno trekking guidati e una passeggiata gastronomica tra vigne e uliveti.

Trail Romagna si muove solidale e lo fa collaborando da sempre con le due manifestazioni podistiche più benefiche della Romagna. Diabetes Marathon, in programma il 9 aprile a Forlì con due percorsi podistici di 10 e 21 chilometri e una passeggiata dantesca che  ripercorre le tracce che il Sommo Poeta ha lasciato ai tempi dell’ospitalità degli Ordelaffi. La manifestazione, che sarà arricchita da una serie di eventi collaterali, continuerà a raccogliere fondi da destinare a bambini e adolescenti colpiti da diabete mellito tipo 1. Maratona Alzheimer il 17 settembre attraverserà la Valle del Savio da Mercato Saraceno a Cesenatico con partenze anche da Cesena (21 km) e Borello (30). Maratona Alzheimer è il momento culminante di una gara solidale, per la costituzione di un fondo destinato all’assistenza, alla prevenzione e alla ricerca: i proventi della manifestazione, pensata per promuovere l’attività fisica come risposta alla malattia, sostengono le attività Alzheimer della Onlus Amici di Casa Insieme ed altri progetti di rete.

«Il cammino come esplorazione» Il programma 2017 di Trail Romagna

Nel decimo anno di attività dell’associazione l’evento clou sarà una festa di 15 giorni dedicata all’essenza del passeggiare

Il camminare come pratica da riscoprire che permette esplorazioni in ambito sportivo, culturale, spirituale. Non poteva che essere ancora questo il tema centrale del programma 2017 delle iniziative di Trail Romagna, associazione sportiva ravennate che da tempo è impegnata nella riscoperta del territorio, delle sue tradizioni e dei suoi luoghi dimenticati attraverso l’attività motoria a portata di tutti. Tutti i dettagli e le iscrizioni agli eventi sul sito www.trailromagna.eu.

Cuore pulsante dell’anno è “Itinera: Festa del cammino consapevole”, che si svolgerà dal 30 settembre al 15 ottobre, importante luogo d’incontro per tutti gli appassionati, cui saranno dedicati incontri, conferenze e passeggiate con gli insegnamenti e i consigli di qualificati istruttori di Fitwalking, Nordic Walking e Mindfulness nel verde cittadino o nella suggestiva cornice delle pinete ravennati.

«Ravenna e la sua tormentata geografia sono elette a campo d’azione prescelto, studiate e ri-vissute attraverso una serie di percorsi interdipendenti che si prefiggono il compito di analizzare aspetti diversi della città, per portarne alla luce la complessa trama socio-politico-ambientale: dall’itinerario dedicato ai luoghi teodericiani, alla lunga tratta dalla Chiusa di San Marco alla Darsena di Città, porzione urbana che solo in tempi recenti ha riscoperto se stessa, avviando una lenta ma progressiva rinascita; e ancora, il percorso letterario della Ravenna dantesca e quello, complesso e stratificato, dell’antica città pluviale, di cui restano tracce nella toponomastica e nella topografia: un iter storico-culturale di grande impatto didattico e in costante evoluzione, fondamentale per la riaffermazione del senso storico e della consapevolezza civile».

Trail Romagna ha già dedicato in passato diversi progetti itineranti a San Romualdo, instancabile pellegrino ravennate figura centrale del monachesimo occidentale e quest’anno, in occasione della Festa del cammino, si risalirà alle origini del percorso spirituale del santo ravennate, con una passeggiata alla misteriosa isola del Pereo, sede dell’ormai scomparso Monastero di San Romualdo, nei pressi dell’abitato di Sant’Alberto.

Fulcro ulteriore di arricchimento attorno al discorso del cammino, sono gli incontri promossi da Itinera con personalità legate al mondo dello sport, della cultura, del giornalismo, dell’escursionismo: si va da figure note – come Valerio Massimo Manfredi, scrittore, storico e conduttore televisivo, Paolo Rumiz, giornalista e viaggiatore eclettico (ha all’attivo pellegrinaggi, itinerari ciclistici e per mare), Davide Sapienza, scrittore, traduttore di Jack London ed esploratore, e il campione olimpico di marcia Maurizio Damilano – ad altre più vicine al nostro mondo, come Roberto Fornaciari, monaco camaldolese, Roberto Mantovani, direttore della rivista “Camminare”, Don Luigi Verdi della Fraternità di Romena, Padre Ciccillo e Beatrice Balsamo che nella giornata mondiale dell’alimentazione parleranno della simbologia legata al cibo durante una ‘cena del pellegrino’ ed Elia Tazzari, fondatore del Progetto Escursionistico “Sentiero degli Dei” che percorrerà a piedi un viaggio da Londra a Gerusalemme sulla Via Francigena promuovendo Itinera con un blog che racconterà l’avventurosa esperienza. Alla collaborazione con la rivista “Correre” si devono gli incontri con Marco Patucchi, giornalista economico di Repubblica e maratoneta e Fabio Marri, docente di filologia romanza all’università di Bologna, podista e direttore di podisti.net.

Torna per la terza edizione la “Discesa dei Fiumiuniti” che quest’anno approderà a Lido di Dante. Il fiume sarà invaso da canoe, paddle ma anche impavidi nuotatori che emuleranno il mitico Gianni Gambi che in questo fiume si allenava, da chiusa a chiusa. Non solo canoe. Tutte le attività in natura saranno praticate, dalla mtb alle camminate, gastronomiche ed emozionali e, per la prima volta, spazio anche alla pesca. Nell’occasione Cofuse ripropone la fortunata ed apprezzatissima iniziativa “Capanni aperti”, momento per  ritrovare antiche tradizioni e sapori tornando, per qualche ora, ai ritmi della nostra terra.

Il legame sempre più stretto con la città continua nell’ambito del progetto di compartecipazione dell’ufficio ambiente denominato Caleidoscopio con “ Senza fretta… Aprile in bicicletta”, tre percorsi slow per tutte le età all’insegna dei ritmi del territorio che ci circonda per viverne pienamente la bellezza e la storia. Trail Romagna coordina le attività assieme a Fiab, Lega Ambiente e Comitato Acque Terre che prevedono tre uscite: il 2 aprile partirà “Sciame di biciclette” all’insegna dello slogan ‘Liberiamo l’aria!’; il 25 aprile sarà la volta della “Pedalata della liberazione”; il 30 aprile chiuderà “Garibaldi in bicicletta”, l’inaugurazione di un itinerario sulle orme dell’eroe dei due mondi che dalla fattoria Guiccioli percorrerà quattro luoghi significativi lungo il percorso della Trafila.

Giunge all’ottavo anno il felice rapporto tra Ravenna Festival e Trail Romagna, una collaborazione che ha dato vita a 9 concerti in itinere (nel 2013 ci fu un doppio evento).  Domenica 4 giugno, vigilia della giornata mondiale dell’ambiente, il Concerto trekking si muoverà dalla Diga di Ridracoli verso il cuore del Parco delle Foreste Casentinesi, e precisamente nella perla di questo immenso dedalo di verde e sentieri, la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino che potremmo ammirare dai prati della Lama. La parte artistica sarà affidata alla Classica Orchestra Afrobeat, un’ensemble che si dedica alla contemplazione catartica delle voci della natura e crea un proprio habitat immaginifico alla ricerca di una primitiva armonia tra l’umano e il divino.

Chiude l’attività cittadina il percorso ideato cinque anni or sono e dedicato alla Ravenna Città d’acque. Anche quest’anno, grazie alla disponibilità di Pietro Barberini e dei volontari dell’associazione, prosegue – promosso dalla Regione attraverso Concittadini – il percorso didattico fra storia e geografia, capace di far “riemergere” le linee azzurre di antichi corsi d’acqua, canali, bacini portuali, molini, lavatoi e pozzi.

Saranno due i grandi eventi trail che se da una parte completeranno l’offerta running, dall’altra consentiranno all’associazione ed ai partecipanti di toccare tutti i Parchi della Romagna, un territorio che si distingue nel mondo per l’estrema biodiversità. Il 7 maggio si potrà correre a Cervia tra saline e pinete del Parco del Delta del Po con l’Ecomaratona del Sale. Il 24 settembre si correrà sul Parco della Vena del Gesso Romagnola con Gessi Wild Trail, una gara in linea che attraverserà completamente il Parco da Borgo Tossignano a Brisighella. Il cuore pulsante della manifestazione sarà Brisighella, uno dei borghi più belli d’Italia, da dove partiranno trekking guidati e una passeggiata gastronomica tra vigne e uliveti.

Trail Romagna si muove solidale e lo fa collaborando da sempre con le due manifestazioni podistiche più benefiche della Romagna. Diabetes Marathon, in programma il 9 aprile a Forlì con due percorsi podistici di 10 e 21 chilometri e una passeggiata dantesca che  ripercorre le tracce che il Sommo Poeta ha lasciato ai tempi dell’ospitalità degli Ordelaffi. La manifestazione, che sarà arricchita da una serie di eventi collaterali, continuerà a raccogliere fondi da destinare a bambini e adolescenti colpiti da diabete mellito tipo 1. Maratona Alzheimer il 17 settembre attraverserà la Valle del Savio da Mercato Saraceno a Cesenatico con partenze anche da Cesena (21 km) e Borello (30). Maratona Alzheimer è il momento culminante di una gara solidale, per la costituzione di un fondo destinato all’assistenza, alla prevenzione e alla ricerca: i proventi della manifestazione, pensata per promuovere l’attività fisica come risposta alla malattia, sostengono le attività Alzheimer della Onlus Amici di Casa Insieme ed altri progetti di rete.

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