mercoledì
22 Aprile 2026

«Libera il lavoro»: palloncini in cielo per i referendum su voucher e appalti

Al via la campagna della Cgil. «Servono due sì per la dignità»

Questa mattina, sabato 11 febbraio, ha preso ufficialmente il via la campagna referendaria a sostegno dei due referendum promossi dalla Cgil per l’abrogazione dei voucher e per il ripristino della responsabilità solidale negli appalti. In piazza del Popolo a Ravenna, come in centinaia di piazze in tutta Italia, sono stati lanciati palloncini colorati accompagnati dal messaggio “Libera il lavoro”.

«Da oggi – spiega Costantino Ricci, segretario generale della Cgil di Ravenna – parte una sfida importantissima per la dignità e i diritti dei lavoratori. Servono due Sì per cambiare un mondo del lavoro sempre più in sofferenza. Ci attendono settimane di grandissimo impegno, la Cgil è mobilitata per fare conoscere a tutti gli italiani le ragioni della nostra battaglia per i diritti. Andremo nelle piazze, nei mercati, nei luoghi di lavoro per fare capire quanto sia importante votare Sì. È un impegno che ci prendiamo nei confronti dei milioni di italiani che nei mesi scorsi hanno firmato per i referendum e per la Carta dei diritti universali del lavoro».

Una mostra gioco per bambini dai 2 ai 10 anni al Mar di Ravenna fino al 12 marzo

Nuovo progetto di Immaginante dedicato a tutte le sfumature del blu

Nuova mostro-gioco a cura di Immaginante. Da sabato 11 febbraio a domenica 12 marzo, al Museo d’arte della Città di Ravenna (via di Roma 13) arriva “blu blu blu”, dedicata ai bambini e alle bambine dai due ai dieci anni, alle famiglie, ai nidi e alle scuole. La mostra è sostenuta e patrocinata dal Comune di Ravenna.

Come tutte le installazioni di Immaginante, anche “blu blu blu” è concepita come uno spazio laboratorio, questa volta pensato per scoprire e riscoprire il colore blu in tutte le sue declinazioni, sia cromatiche che sonore. Il viaggio parte della “Stanza delle storie”, dove si potrà ascoltare lo strano caso della sedia blu, e proseguirà nella “Casa bluetta”, dove si preparerà la tavola a ritmo di blues. Dopo l’esplorazione delle “Sabbie” blu notte per inventare cieli stellati, toccherà al “Mare a dondolo” studiato per bagnarsi le orecchie di blu oltremare e acquamarina. Il percorso terminerà con la costruzione di una sorpresa d’oro e azzurro da portare a casa come ricordo. Le installazioni saranno collegate alle mini creazioni in carta di Alberto Cavina. Tra i materiali utilizzati per l’allestimento, anche decine e decine di bottiglie trasparenti con il tappo blu donate dalla Centrale del Latte di Cesena. Le bottiglie verranno utilizzate in parte nei laboratori e in parte nell’allestimento “Casa bluetta”, dove – riempite di acque colorate e sistemate nella dispensa della piccola abitazione – verranno usate dai bambini per suonare.

Per tutta la durata della mostra le famiglie potranno prenotare la visita per i turni del giovedì e venerdì pomeriggio (dalle 14,30), del sabato e della domenica mattina (dalle 10) e del sabato e la domenica pomeriggio (dalle 14,30). La visita dura un’ora.
I nidi, le scuole dell’infanzia e le scuole primarie potranno invece prenotare la visita per le mattine dal martedì al venerdì, a partire dalle 9. Su richiesta, è possibile comunque avere orari personalizzati per gruppi di bambini, insegnanti, genitori.

Il biglietto costa 5 euro (ingresso gratuito per insegnanti accompagnatori). Sono disponibili visite bi-lingue in italiano-inglese, italiano-francese, italiano-russo e italiano-polacco a cura di Giulia Guerra e Ludovica Guerra.

La mostra vedrà diversi eventi collaterali. A partire dai quattro laboratori (su prenotazione al 334/2804710, costo 7 euro) in programma a partire da sabato 25 febbraio, quando alle 15,30 Alessio Caruso e Arianna Sedioli di Immaginante creeranno cartoline sonore e profumate insieme ai bambini da sei a dieci anni. All’evento “Blu onda e blu lavanda” seguirà, domenica 26 febbraio alle 15,30, “Blu acquario”, con Agostina Filippi: i bambini da otto a dieci anni fabbricheranno pesciolini di ceramica da asporto. Domenica 5 marzo alle 15,30 toccherà, poi, a “Splash! Blu oltremare”, consigliato dai 4 ai 7 anni e con Cristina Sedioli di Zo-Art: le avventure di un pesciolino che si tuffa nei dipinti ispirano la creazione di un libro blu. L’ultimo laboratorio è in programma domenica 12 marzo alle 15,30: giochi cantanti, girotondi e piccole orchestre animeranno “Blu coccole” consigliato dai due ai cinque anni e con Francesca Venturoli di Associazione Carpemira.

Anche in occasione di “blu blu blu” è in programma un workshop per insegnanti, librai, genitori, operatori didattici, bibliotecari: “C’era una volta una sedia blu” è in programma venerdì 17 febbraio dalle 17 alle 19 o sabato 18 febbraio dalle 16 alle 18 all’Atelier Immaginante (via Carrari 19, Ravenna). A partire da alcuni albi illustrati i partecipanti progetteranno percorsi tra arte, musica, narrazione. I posti (limitati) si prenotano al 334/2804710.

In programma anche “blu blu blu con la valigia”, laboratori a richiesta nei nidi, nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie, per riscoprire il blu attraverso esperienze sensoriali e simboliche.

Dal 18 febbraio al 26 marzo, da “Olivia in Wonderland” (via Mazzini 53, Ravenna) si potrà infine visitare “Blu wonderland”, una mostra di Marilena Benini, che ha ideato uccellini, pesci e principesse dai lunghi capelli blu. L’artista incontrerà i bambini sabato 4 marzo alle 16,30 per un laboratorio creativo (prenotazione al 334/2804710).

Una mostra gioco per bambini dai 2 ai 10 anni al Mar di Ravenna fino al 12 marzo

Nuovo progetto di Immaginante dedicato a tutte le sfumature del blu

Nuova mostro-gioco a cura di Immaginante. Da sabato 11 febbraio a domenica 12 marzo, al Museo d’arte della Città di Ravenna (via di Roma 13) arriva “blu blu blu”, dedicata ai bambini e alle bambine dai due ai dieci anni, alle famiglie, ai nidi e alle scuole. La mostra è sostenuta e patrocinata dal Comune di Ravenna.

Come tutte le installazioni di Immaginante, anche “blu blu blu” è concepita come uno spazio laboratorio, questa volta pensato per scoprire e riscoprire il colore blu in tutte le sue declinazioni, sia cromatiche che sonore. Il viaggio parte della “Stanza delle storie”, dove si potrà ascoltare lo strano caso della sedia blu, e proseguirà nella “Casa bluetta”, dove si preparerà la tavola a ritmo di blues. Dopo l’esplorazione delle “Sabbie” blu notte per inventare cieli stellati, toccherà al “Mare a dondolo” studiato per bagnarsi le orecchie di blu oltremare e acquamarina. Il percorso terminerà con la costruzione di una sorpresa d’oro e azzurro da portare a casa come ricordo. Le installazioni saranno collegate alle mini creazioni in carta di Alberto Cavina. Tra i materiali utilizzati per l’allestimento, anche decine e decine di bottiglie trasparenti con il tappo blu donate dalla Centrale del Latte di Cesena. Le bottiglie verranno utilizzate in parte nei laboratori e in parte nell’allestimento “Casa bluetta”, dove – riempite di acque colorate e sistemate nella dispensa della piccola abitazione – verranno usate dai bambini per suonare.

Per tutta la durata della mostra le famiglie potranno prenotare la visita per i turni del giovedì e venerdì pomeriggio (dalle 14,30), del sabato e della domenica mattina (dalle 10) e del sabato e la domenica pomeriggio (dalle 14,30). La visita dura un’ora.
I nidi, le scuole dell’infanzia e le scuole primarie potranno invece prenotare la visita per le mattine dal martedì al venerdì, a partire dalle 9. Su richiesta, è possibile comunque avere orari personalizzati per gruppi di bambini, insegnanti, genitori.

Il biglietto costa 5 euro (ingresso gratuito per insegnanti accompagnatori). Sono disponibili visite bi-lingue in italiano-inglese, italiano-francese, italiano-russo e italiano-polacco a cura di Giulia Guerra e Ludovica Guerra.

La mostra vedrà diversi eventi collaterali. A partire dai quattro laboratori (su prenotazione al 334/2804710, costo 7 euro) in programma a partire da sabato 25 febbraio, quando alle 15,30 Alessio Caruso e Arianna Sedioli di Immaginante creeranno cartoline sonore e profumate insieme ai bambini da sei a dieci anni. All’evento “Blu onda e blu lavanda” seguirà, domenica 26 febbraio alle 15,30, “Blu acquario”, con Agostina Filippi: i bambini da otto a dieci anni fabbricheranno pesciolini di ceramica da asporto. Domenica 5 marzo alle 15,30 toccherà, poi, a “Splash! Blu oltremare”, consigliato dai 4 ai 7 anni e con Cristina Sedioli di Zo-Art: le avventure di un pesciolino che si tuffa nei dipinti ispirano la creazione di un libro blu. L’ultimo laboratorio è in programma domenica 12 marzo alle 15,30: giochi cantanti, girotondi e piccole orchestre animeranno “Blu coccole” consigliato dai due ai cinque anni e con Francesca Venturoli di Associazione Carpemira.

Anche in occasione di “blu blu blu” è in programma un workshop per insegnanti, librai, genitori, operatori didattici, bibliotecari: “C’era una volta una sedia blu” è in programma venerdì 17 febbraio dalle 17 alle 19 o sabato 18 febbraio dalle 16 alle 18 all’Atelier Immaginante (via Carrari 19, Ravenna). A partire da alcuni albi illustrati i partecipanti progetteranno percorsi tra arte, musica, narrazione. I posti (limitati) si prenotano al 334/2804710.

In programma anche “blu blu blu con la valigia”, laboratori a richiesta nei nidi, nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie, per riscoprire il blu attraverso esperienze sensoriali e simboliche.

Dal 18 febbraio al 26 marzo, da “Olivia in Wonderland” (via Mazzini 53, Ravenna) si potrà infine visitare “Blu wonderland”, una mostra di Marilena Benini, che ha ideato uccellini, pesci e principesse dai lunghi capelli blu. L’artista incontrerà i bambini sabato 4 marzo alle 16,30 per un laboratorio creativo (prenotazione al 334/2804710).

Con passamontagna, chiave inglese, benzina e acido aggredisce socio dei figli

Mamma di 48 anni, incensurata, trovata anche con l’accendigas

Passamontagna in testa, armata di chiave inglese, una bottiglia di benzina e due di acido muriatico in uno zaino, ha aggredito alle spalle il socio di lavoro dei figli per questioni legate a dissapori sulla gestione di un locale di Ravenna. Per questo la polizia ha arrestato un’impiegata ravennate 48enne incensurata.

Dopo l’udienza di convalida – riporta il Resto del Carlino – il Gip ha derubricato il reato da tentato omicidio premeditato a lesioni pluriaggravate concedendo alla donna i domiciliari.

Tutto è accaduto verso le 5.45 di martedì a Porto Corsini, sul litorale, quando – ha riferito l’aggredito – la donna, accovacciata tra le auto in sosta, lo ha sorpreso alle spalle sotto casa a colpi di chiave inglese (prognosi 15 giorni). Lui ha reagito a pugni ferendola e bloccandola.

Sul posto la Volante ha poi trovato anche un bastone e, a poca distanza, lo zaino con acido e benzina. La donna, arrestata dopo essere stata medicata all’ospedale (prognosi 20 giorni), addosso aveva fiammiferi e accendigas. (Ansa.it)

Si licenzia per finire il giro del mondo con il fratello. Diario di viaggio dal Nicaragua

Il Magio Bike Tour compie 4 anni all’insegna di una grande novità «Continuiamo a scrivere per un mondo libero e senza frontiere»

Il Magio Bike Tour compie quattro anni. Era il 17 febbraio del 2013, infatti, quando Giovanni Gondolini e Marco Meini (da cui l’acronimo Ma-Gio) partirono da piazza del Popolo, a Ravenna, con l’obiettivo di completare in cinque anni il giro del
mondo in bicicletta. Il nostro giornale – come promesso – ha seguito i due giovani ravennati nel corso del tour ospitando i loro diari di viaggio. E continueremo a farlo fino al ritorno a Ravenna di Giovanni – rimasto solo ormai da quasi un anno per la decisione di Marco di fermarsi e trasferirsi in Canada con la fidanzata conosciuta proprio durante il loro “tour” – previsto tra un paio d’anni almeno, in leggero ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale.

Ora Giovanni ci scrive da Boquete, a Panama (in fondo all’articolo una recente fotogallery), rivelandoci innanzitutto di aver trascorso gli ultimi quattro mesi di viaggio in compagnia di una ragazza, Flavia, a cui ha dedicato uno dei due articoli che abbiamo pubblicato sul nostro settimanale in distribuzione da giovedì (a questo link), prima che le loro strade si dividessero.

L’altra novità che ci rivela è infine la più importante: dal 27 febbraio lo raggiungerà il fratello, Francesco Gondolini, per completare insieme il tour del Sudamerica e poi quello dell’Africa, ultimo continente da visitare prima del rientro a Ravenna. Una scelta di vita anche quella di Francesco, ingegnere civile al lavoro per 5 anni proprio nel Continente Nero per Cmc. Ora ha deciso di licenziarsi e salire in sella a una bicicletta. «Ho sempre avuto anch’io la passione della bici – ci racconta Francesco, 31 anni, due in meno del fratello – e in questi anni, soprattutto quelli vissuti in Africa prima da volontario e poi anche da lavoratore, ho visto realtà, paesi e modi di vivere che mi hanno portato a prendere questa decisione di cambiare. Ero già stato a trovare Marco e Giovanni durante il loro tour e non è certo facile: il vento, la pioggia, solo una bicicletta. Mi spaventa un po’ anche dormire ogni giorno in un luogo diverso o chissà dove, ma chiaramente sono molti più gli stimoli che mi spingono a intraprendere questa avventura».

Dal 27 febbraio Francesco raggiungerà Giovanni in Colombia, nuova tappa del giro del mondo, prima di passare, circa un mese dopo, in Ecuador e via via lungo le strade di tutto il Sudamerica. Si uniranno ai due fratelli anche altri tre amici conosciuti durante questo lungo viaggio. D’altronde Giovanni lo ribadisce: «Continuo a chiamarlo MaGio Bike Tour perchè non appartiene solo a me ma anche a chi può parteciparvi, unirsi o leggerne le storie. Continuiamo a scrivere per un mondo libero e senza frontiere» ci scrive nella sua ultima mail Giovanni.

Ed ecco l’ultimo diario di viaggio inviatoci da Giovanni, dal Nicaragua.

«Altro giro, altra corsa. Nuova dogana, un altro timbro e un bienvenido en Nicaragua appena percettibile oltre il vetro schermato che mi separa da un ufficiale delle migrazioni. Vengo dall’Honduras e pedalo senza fretta nella carretera panamericana da Nord a Sud. Si crede che la parola Nicaragua significhi abbondanza di acqua. Oltre il mar dei Caraibi e l’oceano Pacifico le sue terre sono benedette da due laghi di acqua dolce grandi come il mare. In lontananza c’è sempre qualche vulcano a rompere la monotonia della giungla fitta su colline morbide. Mangio riso, fagioli e banane fritte in piccole capanne a bordo strada. Dormo in pensioni economiche dove l’unico refrigerio è un ventilatore a soffitto che smuove più zanzare che aria.
Anche a Granada o Leon, le due città più interessanti, purtroppo non riesco a instaurare quel sano dialogo con la gente del posto, ma solo saluti accennati. I nicaraguensi mi paiono gentili ma diffidenti, respiro più tranquillità che in Honduras, ma meno apertura. Il loro sguardo serio pare nascondere un dolore recente, non ancora dimenticato.
Nella noia delle vie di Managua mi rifugio in un museo sulla storia moderna del paese. E finalmente capisco. Comprendo il loro diffidente distacco con l’aiuto di Pablo, custode della sezione fotografica. In perfetto spagnolo mi introduce cautamente in una delle pagine più nere della storia contemporanea mondiale. Le fotografie non mentono. Dagli anni Trenta al 1979 la dittatura feroce della famiglia Somoza, nemica di tutti, ha ucciso, incarcerato, seviziato migliaia di civili, colpevoli solo di pensarla diversamente. La guardia nazionale nel frattempo rapiva e torturava in nome di chi sa qual diritto, fedele a un capo folle e complice di una delle tante ideologie sbagliate del ventesimo secolo.
In questo povero pezzo di terra lontano e dimenticato da noi, le ombre della storia hanno lasciato una cicatrice profonda e oggi dopo più di trent’anni posso ancora percepirne il dolore. Esco dall’oscurità di quel museo alla ricerca di luce. Scendo fino al grande lago torbido e tossico. Un militare in divisa guardando le onde nere mosse dal vento caldo mi sussurra “sono trent’anni che cerchiamo di ripulirlo, ma una volta fatto il disastro ci vuole più tempo di quel che sembri”.
Non so se stesse parlando del lago o della loro coscienza. Sporca».
Giovanni Gondolini

Si licenzia per finire il giro del mondo con il fratello. Diario di viaggio dal Nicaragua

Il Magio Bike Tour compie 4 anni all’insegna di una grande novità «Continuiamo a scrivere per un mondo libero e senza frontiere»

Il Magio Bike Tour compie quattro anni. Era il 17 febbraio del 2013, infatti, quando Giovanni Gondolini e Marco Meini (da cui l’acronimo Ma-Gio) partirono da piazza del Popolo, a Ravenna, con l’obiettivo di completare in cinque anni il giro del
mondo in bicicletta. Il nostro giornale – come promesso – ha seguito i due giovani ravennati nel corso del tour ospitando i loro diari di viaggio. E continueremo a farlo fino al ritorno a Ravenna di Giovanni – rimasto solo ormai da quasi un anno per la decisione di Marco di fermarsi e trasferirsi in Canada con la fidanzata conosciuta proprio durante il loro “tour” – previsto tra un paio d’anni almeno, in leggero ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale.

Ora Giovanni ci scrive da Boquete, a Panama (in fondo all’articolo una recente fotogallery), rivelandoci innanzitutto di aver trascorso gli ultimi quattro mesi di viaggio in compagnia di una ragazza, Flavia, a cui ha dedicato uno dei due articoli che abbiamo pubblicato sul nostro settimanale in distribuzione da giovedì (a questo link), prima che le loro strade si dividessero.

L’altra novità che ci rivela è infine la più importante: dal 27 febbraio lo raggiungerà il fratello, Francesco Gondolini, per completare insieme il tour del Sudamerica e poi quello dell’Africa, ultimo continente da visitare prima del rientro a Ravenna. Una scelta di vita anche quella di Francesco, ingegnere civile al lavoro per 5 anni proprio nel Continente Nero per Cmc. Ora ha deciso di licenziarsi e salire in sella a una bicicletta. «Ho sempre avuto anch’io la passione della bici – ci racconta Francesco, 31 anni, due in meno del fratello – e in questi anni, soprattutto quelli vissuti in Africa prima da volontario e poi anche da lavoratore, ho visto realtà, paesi e modi di vivere che mi hanno portato a prendere questa decisione di cambiare. Ero già stato a trovare Marco e Giovanni durante il loro tour e non è certo facile: il vento, la pioggia, solo una bicicletta. Mi spaventa un po’ anche dormire ogni giorno in un luogo diverso o chissà dove, ma chiaramente sono molti più gli stimoli che mi spingono a intraprendere questa avventura».

Dal 27 febbraio Francesco raggiungerà Giovanni in Colombia, nuova tappa del giro del mondo, prima di passare, circa un mese dopo, in Ecuador e via via lungo le strade di tutto il Sudamerica. Si uniranno ai due fratelli anche altri tre amici conosciuti durante questo lungo viaggio. D’altronde Giovanni lo ribadisce: «Continuo a chiamarlo MaGio Bike Tour perchè non appartiene solo a me ma anche a chi può parteciparvi, unirsi o leggerne le storie. Continuiamo a scrivere per un mondo libero e senza frontiere» ci scrive nella sua ultima mail Giovanni.

Ed ecco l’ultimo diario di viaggio inviatoci da Giovanni, dal Nicaragua.

«Altro giro, altra corsa. Nuova dogana, un altro timbro e un bienvenido en Nicaragua appena percettibile oltre il vetro schermato che mi separa da un ufficiale delle migrazioni. Vengo dall’Honduras e pedalo senza fretta nella carretera panamericana da Nord a Sud. Si crede che la parola Nicaragua significhi abbondanza di acqua. Oltre il mar dei Caraibi e l’oceano Pacifico le sue terre sono benedette da due laghi di acqua dolce grandi come il mare. In lontananza c’è sempre qualche vulcano a rompere la monotonia della giungla fitta su colline morbide. Mangio riso, fagioli e banane fritte in piccole capanne a bordo strada. Dormo in pensioni economiche dove l’unico refrigerio è un ventilatore a soffitto che smuove più zanzare che aria.
Anche a Granada o Leon, le due città più interessanti, purtroppo non riesco a instaurare quel sano dialogo con la gente del posto, ma solo saluti accennati. I nicaraguensi mi paiono gentili ma diffidenti, respiro più tranquillità che in Honduras, ma meno apertura. Il loro sguardo serio pare nascondere un dolore recente, non ancora dimenticato.
Nella noia delle vie di Managua mi rifugio in un museo sulla storia moderna del paese. E finalmente capisco. Comprendo il loro diffidente distacco con l’aiuto di Pablo, custode della sezione fotografica. In perfetto spagnolo mi introduce cautamente in una delle pagine più nere della storia contemporanea mondiale. Le fotografie non mentono. Dagli anni Trenta al 1979 la dittatura feroce della famiglia Somoza, nemica di tutti, ha ucciso, incarcerato, seviziato migliaia di civili, colpevoli solo di pensarla diversamente. La guardia nazionale nel frattempo rapiva e torturava in nome di chi sa qual diritto, fedele a un capo folle e complice di una delle tante ideologie sbagliate del ventesimo secolo.
In questo povero pezzo di terra lontano e dimenticato da noi, le ombre della storia hanno lasciato una cicatrice profonda e oggi dopo più di trent’anni posso ancora percepirne il dolore. Esco dall’oscurità di quel museo alla ricerca di luce. Scendo fino al grande lago torbido e tossico. Un militare in divisa guardando le onde nere mosse dal vento caldo mi sussurra “sono trent’anni che cerchiamo di ripulirlo, ma una volta fatto il disastro ci vuole più tempo di quel che sembri”.
Non so se stesse parlando del lago o della loro coscienza. Sporca».
Giovanni Gondolini

In Cna il caso Airbnb. Cambierà: «Ora le regole, contro la concorrenza sleale»

A Ravenna almeno 150 host attivi, la Regione studia un’intesa La consigliera Tardi: «Senza una legge imprenditori presi in giro»

Ce ne eravamo occupati oltre un anno fa, intervistando anche uno dei cosiddetti “host” di Ravenna (vedi articoli correlati), tra i protagonisti di un fenomeno mondiale ancora al di fuori, o quasi, dalle regole. Si tratta di Airbnb, tra i casi di successo della cosiddetta sharing economy, a cui Cna ha dedicato venerdì un convegno che ha visto anche la partecipazione di Alessandro Tommasi, responsabile Relazioni Industriali Airbnb Italia.

«Airbnb – ha evidenziato Tommasi – è la più grande piattaforma al mondo di incontro tra domanda di viaggi e offerta turistica di alloggi non alberghieri. Nel 2015 Airbnb ha “ospitato” in Italia 3,6 milioni di turisti, in maggioranza stranieri, per un fatturato di 3,4 miliardi di euro. In Italia gli host (persone che ospitano in appartamenti, case o camere) sono 82.900».

«È venuto il momento di discutere anche a Ravenna e in Emilia Romagna di come integrare il territorio e le altre imprese turistiche con quella che, spesso impropriamente, viene chiamata sharing economy e che nel mondo della ricettività e dell’esperienza turistica sta movimentando grandi numeri che in gran parte sfuggono alle statistiche. Per esempio, solo a Ravenna città, ci sono almeno 150 host attivi – altrettanti a Cervia e a Faenza – in continuo aumento», ha affermato Nevio Salimbeni di Cna.

Come ha ribadito l’assessore al Turismo Andrea Corsini, la Regione Emilia-Romagna sta cercando di definire un protocollo d’intesa con Airbnb per regolarizzare il fenomeno che per molti albergatori rappresenta una vera e propria concorrenza sleale. Come sottolinea nel suo comunicato (che pubblichiamo integralmente tra gli allegati in fondo all’articolo) la consigliera comunale di Cambierà Samantha Tardi, presente al convegno.

Tardi sottolinea «la totale e completa assenza di norme e regole per cui gli imprenditori del settore si sentono presi completamente in giro dalle istituzioni, le quali consentono liberamente, a chiunque, di potersi improvvisare ricettore turistico, senza alcun obbligo né fiscale né imprenditoriale, in barba a chi soffoca di burocrazie ed imposte ogni mese».

«La questione – prosegue Tardi – necessita di trasparenza, legalità, collaborazione tra le parti, sia per l’ottenimento di tutti i dati statistici necessari, sia per l’applicazione di norme fiscali chiare e, non ultima, una regolamentazione in termini di sicurezza – si pensi ai problemi di terrorismo internazionale e di quanto questi sistemi, così come gestiti ad oggi, rappresentino un aiuto incredibile per i balordi di potersi nascondere ed alloggiare nell’anonimato. Secondo l’Assessore Corsini il fenomeno non va demonizzato: esso non crea concorrenza, ma solo nel momento in cui vengono stabilite regole chiare. Altro punto spinoso è dettato dalla tassa di soggiorno, la quale viene totalmente bypassata dai sistemi di Sharing Economy, creando differenze enormi tra le varie categorie, nonché determinando ammanchi notevoli nelle casse comunali». Tardi prosegue elencando poi gli obblighi a cui è sottoposto un albergatore, non richiesti invece in Airbnb. «Riteniamo, quindi – termina la nota di Cambierà – che sia prioritario, oltre ogni ragionamento postumo, istituire un tavolo di confronto immediato tra Comune, Regione e stakeholders per l’istituzione di un regolamento legislativo e normativo chiaro, ma soprattutto equilibrato, affinché non siano sempre i soliti a dover pagare: o rigidità eccessiva per tutti, o alleggerimento delle norme per chi già ne è sottoposto ed inserimento delle stesse anche ai nuovi imprenditori ricettivi 2.0. Sarebbe quindi opportuno che le associazioni di categoria si muovessero in questo senso con una discreta urgenza, piuttosto che soffermarsi sugli entusiasmi di quello che potrebbe essere – sviluppo economico sociale, nonché potenziale aumento di associati – ma allo stato attuale, chiaramente, non è».

In Cna il caso Airbnb. Cambierà: «Ora le regole, contro la concorrenza sleale»

A Ravenna almeno 150 host attivi, la Regione studia un’intesa La consigliera Tardi: «Senza una legge imprenditori presi in giro»

Ce ne eravamo occupati oltre un anno fa, intervistando anche uno dei cosiddetti “host” di Ravenna (vedi articoli correlati), tra i protagonisti di un fenomeno mondiale ancora al di fuori, o quasi, dalle regole. Si tratta di Airbnb, tra i casi di successo della cosiddetta sharing economy, a cui Cna ha dedicato venerdì un convegno che ha visto anche la partecipazione di Alessandro Tommasi, responsabile Relazioni Industriali Airbnb Italia.

«Airbnb – ha evidenziato Tommasi – è la più grande piattaforma al mondo di incontro tra domanda di viaggi e offerta turistica di alloggi non alberghieri. Nel 2015 Airbnb ha “ospitato” in Italia 3,6 milioni di turisti, in maggioranza stranieri, per un fatturato di 3,4 miliardi di euro. In Italia gli host (persone che ospitano in appartamenti, case o camere) sono 82.900».

«È venuto il momento di discutere anche a Ravenna e in Emilia Romagna di come integrare il territorio e le altre imprese turistiche con quella che, spesso impropriamente, viene chiamata sharing economy e che nel mondo della ricettività e dell’esperienza turistica sta movimentando grandi numeri che in gran parte sfuggono alle statistiche. Per esempio, solo a Ravenna città, ci sono almeno 150 host attivi – altrettanti a Cervia e a Faenza – in continuo aumento», ha affermato Nevio Salimbeni di Cna.

Come ha ribadito l’assessore al Turismo Andrea Corsini, la Regione Emilia-Romagna sta cercando di definire un protocollo d’intesa con Airbnb per regolarizzare il fenomeno che per molti albergatori rappresenta una vera e propria concorrenza sleale. Come sottolinea nel suo comunicato (che pubblichiamo integralmente tra gli allegati in fondo all’articolo) la consigliera comunale di Cambierà Samantha Tardi, presente al convegno.

Tardi sottolinea «la totale e completa assenza di norme e regole per cui gli imprenditori del settore si sentono presi completamente in giro dalle istituzioni, le quali consentono liberamente, a chiunque, di potersi improvvisare ricettore turistico, senza alcun obbligo né fiscale né imprenditoriale, in barba a chi soffoca di burocrazie ed imposte ogni mese».

«La questione – prosegue Tardi – necessita di trasparenza, legalità, collaborazione tra le parti, sia per l’ottenimento di tutti i dati statistici necessari, sia per l’applicazione di norme fiscali chiare e, non ultima, una regolamentazione in termini di sicurezza – si pensi ai problemi di terrorismo internazionale e di quanto questi sistemi, così come gestiti ad oggi, rappresentino un aiuto incredibile per i balordi di potersi nascondere ed alloggiare nell’anonimato. Secondo l’Assessore Corsini il fenomeno non va demonizzato: esso non crea concorrenza, ma solo nel momento in cui vengono stabilite regole chiare. Altro punto spinoso è dettato dalla tassa di soggiorno, la quale viene totalmente bypassata dai sistemi di Sharing Economy, creando differenze enormi tra le varie categorie, nonché determinando ammanchi notevoli nelle casse comunali». Tardi prosegue elencando poi gli obblighi a cui è sottoposto un albergatore, non richiesti invece in Airbnb. «Riteniamo, quindi – termina la nota di Cambierà – che sia prioritario, oltre ogni ragionamento postumo, istituire un tavolo di confronto immediato tra Comune, Regione e stakeholders per l’istituzione di un regolamento legislativo e normativo chiaro, ma soprattutto equilibrato, affinché non siano sempre i soliti a dover pagare: o rigidità eccessiva per tutti, o alleggerimento delle norme per chi già ne è sottoposto ed inserimento delle stesse anche ai nuovi imprenditori ricettivi 2.0. Sarebbe quindi opportuno che le associazioni di categoria si muovessero in questo senso con una discreta urgenza, piuttosto che soffermarsi sugli entusiasmi di quello che potrebbe essere – sviluppo economico sociale, nonché potenziale aumento di associati – ma allo stato attuale, chiaramente, non è».

Ravenna Holding in salute: utile previsto di 8 milioni di euro

Presentato il preconsuntivo della “cassaforte” del Comune

Il risultato d’esercizio per il 2016 – secondo i dati di preconsuntivo – è stimato in 10 milioni di euro e migliora il budget di oltre 1,6 milioni. Il risultato dell’esercizio 2017 è invece stimato con un utile netto pari a 8.629.148 euro, dato che si mantiene sostanzialmente allineato anche negli esercizi successivi, e che conferma per la società un utile strutturale atteso di almeno 8 milioni. Sorrisi in casa Ravenna Holding, la cosiddetta cassaforte del Comune di Ravenna: si tratta infatti della società per azioni (nella compagine societaria anche Cervia con il 10 percento e Faenza con il 5) che detiene le partecipazioni societarie del Comune di Ravenna.

Il valore delle partecipazioni è valutato pari a oltre 347 milioni di euro, mentre il patrimonio netto della società al 31 dicembre è stimato in circa 479 milioni. Il conto economico evidenzia risultati positivi, grazie anche alla plusvalenza di oltre 1,7 milioni di euro, ottenuta dalla vendita di 3,5 milioni di azioni ordinarie della società Hera, e conferma una capacita strutturale, al netto di partite straordinarie, di produrre utili superiori agli 8 milioni.

La redditività calcolata sulla base del principale indicatore preso a base per valutarla in rapporto al capitale proprio (Roe) – tenendo conto che l’ingente valore patrimoniale delle reti del servizio idrico detenute è caratterizzato strutturalmente da una redditività relativa molto contenuta o nulla, e scindendo pertanto gli elementi riconducibili alla gestione delle reti – si conferma superiore al 3 percento, consolidando il trend degli ultimi anni.

Il gruppo Ravenna Holding ha garantito agli azionisti dal 2005 la distribuzione complessiva di 73 milioni di euro di dividendi (dato comprensivo anche della previsione di 8,2 milioni di dividendi relativi all’esercizio 2016), pari all’81,65 percento dell’utile realizzato.

Ravenna Holding in salute: utile previsto di 8 milioni di euro

Presentato il preconsuntivo della “cassaforte” del Comune

Il risultato d’esercizio per il 2016 – secondo i dati di preconsuntivo – è stimato in 10 milioni di euro e migliora il budget di oltre 1,6 milioni. Il risultato dell’esercizio 2017 è invece stimato con un utile netto pari a 8.629.148 euro, dato che si mantiene sostanzialmente allineato anche negli esercizi successivi, e che conferma per la società un utile strutturale atteso di almeno 8 milioni. Sorrisi in casa Ravenna Holding, la cosiddetta cassaforte del Comune di Ravenna: si tratta infatti della società per azioni (nella compagine societaria anche Cervia con il 10 percento e Faenza con il 5) che detiene le partecipazioni societarie del Comune di Ravenna.

Il valore delle partecipazioni è valutato pari a oltre 347 milioni di euro, mentre il patrimonio netto della società al 31 dicembre è stimato in circa 479 milioni. Il conto economico evidenzia risultati positivi, grazie anche alla plusvalenza di oltre 1,7 milioni di euro, ottenuta dalla vendita di 3,5 milioni di azioni ordinarie della società Hera, e conferma una capacita strutturale, al netto di partite straordinarie, di produrre utili superiori agli 8 milioni.

La redditività calcolata sulla base del principale indicatore preso a base per valutarla in rapporto al capitale proprio (Roe) – tenendo conto che l’ingente valore patrimoniale delle reti del servizio idrico detenute è caratterizzato strutturalmente da una redditività relativa molto contenuta o nulla, e scindendo pertanto gli elementi riconducibili alla gestione delle reti – si conferma superiore al 3 percento, consolidando il trend degli ultimi anni.

Il gruppo Ravenna Holding ha garantito agli azionisti dal 2005 la distribuzione complessiva di 73 milioni di euro di dividendi (dato comprensivo anche della previsione di 8,2 milioni di dividendi relativi all’esercizio 2016), pari all’81,65 percento dell’utile realizzato.

Arriva la prima festa della birra tra i container della Darsena Pop Up

Dal 10 al 12 marzo, stand, spettacoli e corsi lungo il canale

La Darsena Pop up, con i suoi spazi affacciati sul canale Candiano, ospiterà la festa della birra di alta qualità nazionale e straniera per tre giornate – 10, 11, 12 marzo – in occasione della settimana della birra artigianale che annovera appuntamenti in tutta Italia dal 6 al 12 marzo.

Saranno allestiti stand con i produttori di birra, a cui si potranno abbinare i cibi a disposizione nei tradizionali punti gourmet dell’area in darsena.

Darsena PopUp – l’area riqualificata utilizzando i container affacciata sul canale Candiano – segnerà così un’altra tappa per affermarsi sempre di più come luogo “alternativo”, per fascino e posizione, nel panorama cittadino con l’offerta continua di nuove iniziative legate al cibo, allo sport, all’arte e alla cultura.

Sono in programma per venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 marzo, in più sessioni, i corsi organizzati da “Malti e Bassi Brewfamily” che si svolgeranno all’interno della scuola di cucina Saperi e Sapori sempre in Darsena popup, della durata di tre ore circa al costo di 25 euro. È possibile fin d’ora prenotarsi e chiedere informazioni alla mail info@maltiebassi.it o chiamare Licia al 393 5864414.

Non mancheranno la musica dal vivo e i tornei sportivi che si svolgeranno negli impianti già presenti in Darsena pop up.

Arriva la prima festa della birra tra i container della Darsena Pop Up

Dal 10 al 12 marzo, stand, spettacoli e corsi lungo il canale

La Darsena Pop up, con i suoi spazi affacciati sul canale Candiano, ospiterà la festa della birra di alta qualità nazionale e straniera per tre giornate – 10, 11, 12 marzo – in occasione della settimana della birra artigianale che annovera appuntamenti in tutta Italia dal 6 al 12 marzo.

Saranno allestiti stand con i produttori di birra, a cui si potranno abbinare i cibi a disposizione nei tradizionali punti gourmet dell’area in darsena.

Darsena PopUp – l’area riqualificata utilizzando i container affacciata sul canale Candiano – segnerà così un’altra tappa per affermarsi sempre di più come luogo “alternativo”, per fascino e posizione, nel panorama cittadino con l’offerta continua di nuove iniziative legate al cibo, allo sport, all’arte e alla cultura.

Sono in programma per venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 marzo, in più sessioni, i corsi organizzati da “Malti e Bassi Brewfamily” che si svolgeranno all’interno della scuola di cucina Saperi e Sapori sempre in Darsena popup, della durata di tre ore circa al costo di 25 euro. È possibile fin d’ora prenotarsi e chiedere informazioni alla mail info@maltiebassi.it o chiamare Licia al 393 5864414.

Non mancheranno la musica dal vivo e i tornei sportivi che si svolgeranno negli impianti già presenti in Darsena pop up.

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