giovedì
23 Aprile 2026

Partiti i lavori in piazzale Aldo Moro Bar e infopoint sotto la tettoia dei bus

Le opere in cantiere prevedono anche la riqualificazione del sottopasso ferroviario. E l’installazione delle toilettes oggi in piazza Kennedy

Rendering tettoi busA maggio in piazzale Aldo Moro a Ravenna, in testa al Candiano, sarà pronto un nuovo bar. Questo è quanto si aspettano i proprietari, un gruppo di imprenditori riuniti nella società Darsena Futura, che hanno commissionato i lavori, iniziati lunedì 23 gennaio. Il bar occuperà una superficie totale di 220 metri quadri, di cui 28 ad uso infopoint. Si svilupperà in lunghezza sotto la tettoia dove studenti e turisti aspettano le corriere e sarà anche punto ristoro. Il locale è stato progettato dallo studio di architettura veneziano H&A Associati e sarà gestito da una società a cui fa capo la torrefazione Granonero di Ravenna.

Nelle prossime settimane partirà anche la riqualificazione del sottopasso. In questi giorni si stanno studiando gli ultimi dettagli. Ad occuparsene è in questo caso l’associazione culturale Naviga in Darsena, con un contributo di Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio. La prima parte della riqualificazione riguarderà la ringhiera degli accessi: i 68 pannelli, attualmente in plexiglass trasparente, saranno sostituiti da pannelli in alluminio accoppiato a pvc stampati da ambo i lati, con disegni riproducenti particolari di mosaici dei più importanti monumenti della città. Ultimata questa parte, il Comune e Naviga in Darsena decideranno come riqualificare la parte interna del sottopasso. L’ipotesi è quella di chiudere la costruzione del bar contestualmente al progetto di riqualificazione della galleria.

Rendering sottopassoIn passato si è molto parlato della necessità di dare una nuova linfa al sottopassaggio, al momento unico punto di collegamento pedonale veloce tra il centro storico e la darsena città. Va ricordato però che il Comune, insieme alle Ferrovie dello Stato, ha tra i progetti l’allungamento di un altro tunnel pedonale: quello usato dai viaggiatori per raggiungere i binari e dovrebbe diventare un secondo ingresso diretto alla stazione ferroviaria, passando sotto via Darsena a partire dalla testa del Candiano. Il progetto è stato inserito nel Bando Periferie varato in estate dal Governo e per il quale sono stati garantiti, almeno per ora, fondi ai primi 24 classificati. Il progetto ravennate è arrivato 73esimo e bisognerà aspettare le risorse aggiuntive per capire tempi e modi di realizzazione.

Tutti i progetti in ogni caso si integrano con quanto previsto da Palazzo Merlato per piazzale Aldo Moro. Quello che per i ravennati oggi è semplicemente il parcheggio delle corriere, è in realtà visto dal Comune come una delle piattaforme logistiche di ingresso al centro storico, tanto che in questa zona verranno spostati – al posto delle toilette pubbliche presenti ora – i bagni di piazza Kennedy, con un impatto di certo minore rispetto al panorama circostante.

Partiti i lavori in piazzale Aldo Moro Bar e infopoint sotto la tettoia dei bus

Le opere in cantiere prevedono anche la riqualificazione del sottopasso ferroviario. E l’installazione delle toilettes oggi in piazza Kennedy

Rendering tettoi busA maggio in piazzale Aldo Moro a Ravenna, in testa al Candiano, sarà pronto un nuovo bar. Questo è quanto si aspettano i proprietari, un gruppo di imprenditori riuniti nella società Darsena Futura, che hanno commissionato i lavori, iniziati lunedì 23 gennaio. Il bar occuperà una superficie totale di 220 metri quadri, di cui 28 ad uso infopoint. Si svilupperà in lunghezza sotto la tettoia dove studenti e turisti aspettano le corriere e sarà anche punto ristoro. Il locale è stato progettato dallo studio di architettura veneziano H&A Associati e sarà gestito da una società a cui fa capo la torrefazione Granonero di Ravenna.

Nelle prossime settimane partirà anche la riqualificazione del sottopasso. In questi giorni si stanno studiando gli ultimi dettagli. Ad occuparsene è in questo caso l’associazione culturale Naviga in Darsena, con un contributo di Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio. La prima parte della riqualificazione riguarderà la ringhiera degli accessi: i 68 pannelli, attualmente in plexiglass trasparente, saranno sostituiti da pannelli in alluminio accoppiato a pvc stampati da ambo i lati, con disegni riproducenti particolari di mosaici dei più importanti monumenti della città. Ultimata questa parte, il Comune e Naviga in Darsena decideranno come riqualificare la parte interna del sottopasso. L’ipotesi è quella di chiudere la costruzione del bar contestualmente al progetto di riqualificazione della galleria.

Rendering sottopassoIn passato si è molto parlato della necessità di dare una nuova linfa al sottopassaggio, al momento unico punto di collegamento pedonale veloce tra il centro storico e la darsena città. Va ricordato però che il Comune, insieme alle Ferrovie dello Stato, ha tra i progetti l’allungamento di un altro tunnel pedonale: quello usato dai viaggiatori per raggiungere i binari e dovrebbe diventare un secondo ingresso diretto alla stazione ferroviaria, passando sotto via Darsena a partire dalla testa del Candiano. Il progetto è stato inserito nel Bando Periferie varato in estate dal Governo e per il quale sono stati garantiti, almeno per ora, fondi ai primi 24 classificati. Il progetto ravennate è arrivato 73esimo e bisognerà aspettare le risorse aggiuntive per capire tempi e modi di realizzazione.

Tutti i progetti in ogni caso si integrano con quanto previsto da Palazzo Merlato per piazzale Aldo Moro. Quello che per i ravennati oggi è semplicemente il parcheggio delle corriere, è in realtà visto dal Comune come una delle piattaforme logistiche di ingresso al centro storico, tanto che in questa zona verranno spostati – al posto delle toilette pubbliche presenti ora – i bagni di piazza Kennedy, con un impatto di certo minore rispetto al panorama circostante.

Garage adibito a laboratorio di stupefacenti. Arrestata una coppia

Scoperto dai carabinieri in una casa in centro a Ravenna. Coinvolti un tunisino e una italiana di 32 anni

Carabineri drogaAvevano attrezzato il garage dell’abitazione con tutto l’occorrente per produrre panetti da mezzo-chilo di eroina e confezionare dosi di stupefacente da vendere direttamente o con cui fornire piccoli spacciatori.

Ma i Carabinieri dopo una serie di appostamenti e aver notato un frequente via vai di persone sospette intorno a una casa in centro a Ravenna, il 27 gennaio hanno fatto irruzione nell’abitazione scoprendo il laboratorio. Nel garage i militari hanno rinvenuto un grosso quantitativo di sostanza da taglio e l’eroina purissima pronta per essere raffinata. La perquisizione ha fatto emergere anche mazzette di denaro frutto dell’attività di spaccio. Così è finita nei guai la coppia che condivideva l’appartamento: lui un tunisino di 29 anni già noto ai Carabinieri di Lido Adriano per reati in materia di droga, che si era trasferito recentemente in città, e lei una donna italiana di 32 anni.

Entrambi sono stati arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Condotti a giudizio dopo la convalida e la richiesta dei termini a difesa, ad entrambi è stato imposto l’obbligo di dimora nel comune di Ravenna, con permanenza notturna presso l’abitazione, in attesa della nuova udienza in Tribunale.
Con questo caso salgono a 12 il numero di persone arrestate dai Carabinieri della Compagnia di Ravenna per traffico di sostanze stupefacenti.

Le armonie del quartetto Pegaso per le “Rianimazioni letterarie” in Ospedale

Domenica 29 gennaio alle ore 15.30, la rassegna “Rianimazione Letteraria”, coordinata da Livia Santini e dagli Invasori poetici, si veste di musica grazie al concerto dell’Ensemble Pegaso. I concerti che hanno luogo in ospedale, come tutte le altre iniziative culturali di “Rianimazione letteraria”, sono offerti a titolo gratuito dai vari artisti e autori invitati. Le iniziative dedicate ai degenti e personale ospedaliero, sono aperte alla cittadinanza.
Il ritrovo per i partecipanti è presso l’atrio dell’ospedale di via Missiroli alle 15.20.

Il pomeriggio sarà animato dalle musiche proposte dall’ensemble strumentale formato dal quartetto d’archi Pegaso (Katia Ciampo e Eulalia Grillo al violino, Manuela Trombini alla viola e Cecilia Zanni al violoncello) con il Maestro Antonio Rimedio. La formazione musicale, tutta la femminile, è nata nel 1995 e si è esibita in innumerevoli concerti pubblici e privati in Italia e all’estero, con un brillante repertorio che spazia dalla musica classica al jazz, dal musical alle colonne sonore. Antonio Rimedio ha al suo attivo svariate esperienze come solista di oboe, arrangiatore e maestro concertatore.

Le armonie del quartetto Pegaso per le “Rianimazioni letterarie” in Ospedale

Domenica 29 gennaio alle ore 15.30, la rassegna “Rianimazione Letteraria”, coordinata da Livia Santini e dagli Invasori poetici, si veste di musica grazie al concerto dell’Ensemble Pegaso. I concerti che hanno luogo in ospedale, come tutte le altre iniziative culturali di “Rianimazione letteraria”, sono offerti a titolo gratuito dai vari artisti e autori invitati. Le iniziative dedicate ai degenti e personale ospedaliero, sono aperte alla cittadinanza.
Il ritrovo per i partecipanti è presso l’atrio dell’ospedale di via Missiroli alle 15.20.

Il pomeriggio sarà animato dalle musiche proposte dall’ensemble strumentale formato dal quartetto d’archi Pegaso (Katia Ciampo e Eulalia Grillo al violino, Manuela Trombini alla viola e Cecilia Zanni al violoncello) con il Maestro Antonio Rimedio. La formazione musicale, tutta la femminile, è nata nel 1995 e si è esibita in innumerevoli concerti pubblici e privati in Italia e all’estero, con un brillante repertorio che spazia dalla musica classica al jazz, dal musical alle colonne sonore. Antonio Rimedio ha al suo attivo svariate esperienze come solista di oboe, arrangiatore e maestro concertatore.

A lezione per preparare delizie d’inverno fra vellutate e dolci

Appuntamento domenica 29 e mercoledì 1 febbraio, nella scuola di Rosella Mengozzi a Darsena PopUp

PopUp cucinaUna domenica mattina in Darsena PopUp per aspiranti cuochi e gourmet. Alla scuola di cucina Saperi e Sapori, allestita nei container “trasformati” lungo il Candiano, l’insegnante di cucina Rosella Mengozzi, domenica 29 gennaio dalle 10.30 alle 13.30 terrà una lezione sui piatti considerati i confort food di stagione per eccellenza: gustose creme, vellutate, minestre e zuppe con i prodotti di stagione.

Il costo della lezione è 50 euro e comprende la degustazione; si potranno anche solamente consumare i piatti al costo di 12 euro. Per prenotazioni e informazioni (Rosella 3481539975, Licia 393864414. https://www.facebook.com/saperiesaporiscuoladicucina).

Per i più golosi l’appuntamento si rinnova mercoledì 1 febbraio dalle 19.30 alle 22.30 con lo chef Andrea Minghetti che insegnerà, preparandole, le ricette dei “Dolci da credenza”: merende dei più piccoli, brioche, dolci lievitati e non. Il costo della lezione è di 50 euro.

Il Baretto torna sul canale e sarà anche ristorante: i titolari raccontano il progetto

Via ai lavori per riportare lo storico locale sul molo. Farà anche ristorazione ma senza la terrazza che sognavano i proprietari

Baretto MarinaIl piazzale davanti al molo di Marina di Ravenna sembra molto più grande senza il Baretto. Da fine anno, però, le cose cambieranno perché lo storico locale tornerà al suo posto, nove anni dopo l’ultima grigliata che nel settembre 2008 segnò la fine di un’epoca storica. Il bar misurerà 160 metri quadri e, rispetto al passato, avrà in più la possibilità della ristorazione. I lavori inizieranno a marzo e dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno, tra l’autunno e l’inverno.
Dopo la demolizione il Baretto, come esercizio, non ha cessato di esistere: l’attività si è spostata prima su viale Lungomare, di fronte a Marinara, e poi è tornato in zona faro, con una nuova struttura ricavata nel retro del parcheggio. Raffaele e Alberto Moretti sono i fratelli che gestiscono il locale dal 1997, insieme ai genitori e alla moglie di Raffaele, Simoena: «Noi non abbiamo mai abbandonato l’idea di tornare dove eravamo prima, anche perché l’Autorità portuale si è comportata in maniera molto corretta: ci diceva che era solo questione di tempo ma che prima o poi avremmo avuto questa possibilità».

 

Baretto storicaL’iter per la costruzione del nuovo bar ha richiesto quattro anni. Un lasso di tempo lungo ma su cui i titolari non recriminano troppo: «Il nostro architetto ci ha spiegato che questa è la media, in Italia. Noi poi avevamo qualche complicazione in più a causa della particolare posizione». Avere il bar sul fronte d’acqua ha impedito alcune scelte che sarebbero piaciute ai gestori, come una terrazza sulla quale i clienti avrebbero potuto scrutare l’orizzonte. Idea che era presente nel primo progetto ma che poi è stata accantonata: un piano rialzato in quel punto non si poteva fare. Meglio allora concentrarsi sul vecchio marchio di fabbrica del Baretto: birra in mano e sedere sul muretto di banchina, con le seggiole sparse e la brezza ad asciugare la calura estiva degli avventori.
La clientela affezionata pronta a tornare non manca: negli anni dell’esilio forzato si è accontentata delle foto che ingiallivano e venivano pubblicate sui social. Immagini che mostravano una banchina piena di vita.

Sarà ancora così? Marina, in fondo, è cambiata molto. I titolari lo sanno e spiegano: «Di certo con lo spostamento ci aspettiamo un aumento della clientela rispetto a quella che abbiamo ora. Non sappiamo però se si tornerà ai numeri di allora». Il flusso di turisti in paese è nettamente minore rispetto a nove anni fa e a mancare potrebbe essere il giro della movida notturna che nel 2008 arrivava fino alla palizzata: «Veniva chi frequentava le discoteche, prima o dopo la serata. In tanti, ad esempio, andavano all’Hemingway», il locale raso al suolo con la costruzione di Marinara. La ristorazione, però, potrebbe attirare nuova clientela. Resta poi da vedere cosa fare con l’edificio, su terreno demaniale ma di proprietà della famiglia Moretti, in cui si trova oggi il Baretto: «Non lo sappiamo – ammettono i titolari – potremmo darlo in affitto ma è una questione che ci porremo più avanti». Come dire: dettagli, rispetto ad un ritorno lungo nove anni.

Sequestrati migliaia di bastoncini di incenso dannosi per la salute

Scoperti quattro punti vendita in provincia. I titolari dei negozi denunciati alla Procura

GDF incenso RavennaLa Guardia di Finanza ha sequestrato nel ravennate oltre 5mila bastoncini di incenso pericolosi per la salute che contengono sostanze potenzialmente cancerogene durante la combustione. L’operazione è nata in ambito nazionale da analisi effettuate su alcune tipologie di incenso messe in vendita da una ditta amministrata da cittadini indiani, che ha rilevato la nocività dei prodotti per la presenza di idrocarburi aromatici volatili come benzene, toluene, isomeri dello xilene e stirene.

In seguito a questa segnalazione, le Fiamme Gialle di Ravenna hanno intrapreso una serie di controlli sul territorio provinciale per scoprire eventuali punti vendita di questi prodotti vietati dal Ministero della Salute. L’attività investigativa ha portato così all’individuazione di quattro negozi forniti degli stick di incenso nocivi, gestiti da cittadini cinesi. Oltre al sequestro dei materiali vietati i Finanzieri hanno denunciato i titolari delle attività commerciali alla Procura della Repubblica di Ravenna.

Sequestrati migliaia di bastoncini di incenso dannosi per la salute

Scoperti quattro punti vendita in provincia. I titolari dei negozi denunciati alla Procura

GDF incenso RavennaLa Guardia di Finanza ha sequestrato nel ravennate oltre 5mila bastoncini di incenso pericolosi per la salute che contengono sostanze potenzialmente cancerogene durante la combustione. L’operazione è nata in ambito nazionale da analisi effettuate su alcune tipologie di incenso messe in vendita da una ditta amministrata da cittadini indiani, che ha rilevato la nocività dei prodotti per la presenza di idrocarburi aromatici volatili come benzene, toluene, isomeri dello xilene e stirene.

In seguito a questa segnalazione, le Fiamme Gialle di Ravenna hanno intrapreso una serie di controlli sul territorio provinciale per scoprire eventuali punti vendita di questi prodotti vietati dal Ministero della Salute. L’attività investigativa ha portato così all’individuazione di quattro negozi forniti degli stick di incenso nocivi, gestiti da cittadini cinesi. Oltre al sequestro dei materiali vietati i Finanzieri hanno denunciato i titolari delle attività commerciali alla Procura della Repubblica di Ravenna.

Ai Vigili del Fuoco reduci dalle zone del sisma ristoratore offre la cena

È accaduto alla Campaza alle porte di Ravenna

Vigili eroiUn drappello di Vigili del Fuoco reduci da Teramo, nella zona del centro Italia devastata dal sisma e dal maltempo, si è fermato qualche sera fa per rifocillarsi a cena nel noto ristorante la Campaza sulla statale Adriatica, alle porte di Ravenna. L’arrivo a tavola della squadra di pompieri ha destato la curiosità dei clienti ma soprattutto del titolare del locale, Gilles Donzellini che, una volta informato della missione del gruppo ha deciso di omaggiare della cena tutti i soccorritori che si erano seduti a tavola nel suo ristorante.

«È stato un gesto personale e spontaneo, di riconoscenza per tutto quello che i Vigili del Fuoco hanno fatto e stanno facendo per quelle popolazioni colpite dal disastro; non ho mai pensato fosse reso pubblico – ha dichiarato Donzellini. La notizia e la foto infatti non sono state comunicate direttamente ai media né dal ristorante, né dal corpo dei Vigili del Fuoco. Il fatto è stato invece divulgato attraverso il sito web Ravenna Today e i social network, informati da un cliente del ristorante particolarmente colpito dal bel gesto del ristoratore ravennate. 

“Uno qualsiasi“, memorie fra pubblico e privato del Generale Mannucci  

Presentazione al Circolo dei Forestieri del libro-testimonianza dell’ufficiale dei Carabinieri vissuto in Romagna

Aberto MannucciSabato 28 gennaio, alle 18.30, al Circolo Ravennate e dei Forestieri di Ravenna (via Corrado Ricci 22) si tiene la presentazione del libro di Alberto Mannucci, Uno qualsiasi (edito nel 2016 da SBC). Il volume raccoglie le testimonianze di vita e di impegno civile del Generale dei Carabinieri Alberto Mannucci, per molti anni al servizio dell’Arma a Ravenna e in Romagna. testimone di molti eventi che hanno segnato le vicende del nostra Paese nella seconda metà del ‘900, in questa autobiografia, curata dalla figlia Marina, traccia descrizioni e ritratti in bilico fra storia e memorie, vita pubblica e privata, cronache e narrazione. Oltre alla curatrice Marina Mannucci interverranno alla presentazione il presidente del Circolo Beppe Rossi e Paolo Cavassini, ricercatore di storia contemporanea e saggista.

Nonno Beha spiega “la giungla” alle nuove generazioni

Nell’ultimo libro il giornalista si rivolge al nipote: «Un bilancio su cosa lasciamo». Presentazione a Ravenna e Lugo mercoledì 1 febbraio

Oliviero BehaEssere nonni è una delle esperienze che fa più riflettere le persone sul proprio passato e sul significato delle cose che lo circondano. Oliviero Beha ha deciso di dedicare a suo nipote le sue riflessioni sull’oggi e sul domani. Giornalista che si è occupato molto di società e di sport è tra i fondatori de “Il Fatto Quotidiano“. Beha sarà a Ravenna l’1 febbraio alle 18.30 a Palazzo Rasponi per presentare Mio nipote nella giungla (Chiarelettere) per la rassegna “Il Tempo Ritrovato”. Alle 21 invece a Lugo all’albergo Ala d’Oro per la rassegna “Caffè Letterario”.

Che cos’è per lei la “giungla” di oggi?
«Ci sono due giungle, una interiore e una esteriore, che si influenzano a vicenda. Quella esteriore è una società in cui si vive per il denaro. Un “fondamentalismo finanziario” finalizzato ad arricchirsi che altera tutti i rapporti umani. La giungla interiore è invece una mancanza di identità delle persone tipica della nostra epoca».

Come mai ha deciso di trattare questo argomento rivolgendosi a suo nipote?
«Parlo di questo argomento da molto tempo, il nipote ha girato in me un interruttore in termini di empatia. Vedere un bambino alla mia età, dopo trenta anni da quando ho messo al mondo i miei figli, mi ha costretto a fare i conti con il tempo e fare bilanci su cosa lasciamo a chi nasce ora».

Cosa è cambiato come approccio alla vita rispetto a quando era giovane lei, o a quando lo erano i suoi figli?
«Siamo molto influenzati dall’età che abbiamo, che muta il giudizio anche su quello che eravamo noi stessi da giovani e facevamo cose di cui non potevamo renderci conto. Oggi la società è molto evoluta e, sul piano tecnologico e scientifico, c’è stato un avanzamento impossibile da prevedere e senza precedenti. Il problema è che non combacia più il timone con il timoniere, la carrozzeria con il motore. Tutto è cambiato troppo velocemente e noi non riusciamo a starci dietro. La corsa al progresso per agevolare l’umanità sta finendo col fottere l’umanità stessa».

Nel libro scrive che «la lingua non batte dove il dente duole, ma batte e basta». Le parole hanno perso significato?
«È un piccolo aforisma per sottolineare come ormai la lingua ha subito dei colpi irreparabili. Scriviamo e leggiamo attraverso il cellulare e quindi è quel modo di pensare il linguaggio che sta modificando il nostro stesso modo di pensare. L’intelligenza artificiale sta prendendo il posto della nostra intelligenza».

Lei si è occupato moltissimo di sport nella sua vita. Pensa che anche lo sport sia sprofondato in questa “giungla”?
«Sì, e con un aggravio pesante. Lo sport era praticato all’inizio come una ricreazione psicofisica della persona, come un gioco. Tutto questo non esiste più, oggi tutto segue i codici della vita comune, ovvero il denaro. Lo sport non è più un momento ricreativo, ma un mezzo per diventare ricchi e famosi. I bambini ancora giocano per divertirsi, ma basta osservare le squadre di calcio dei pulcini per trovare genitori che portano lì i figli non per farli divertire, ma perché sperano di far diventare il proprio bambino il nuovo Messi. È tutto sbagliato…».

Colpa dei genitori, insomma…
«Certamente, i bambini ancora non hanno certi pensieri».

Potrebbero però essere salvati dai nonni?
«I nonni per ora hanno salvato i genitori di questi bambini, visto che sono la prima generazione che ha bisogno del supporto economico degli anziani. Una volta erano i figli che aiutavano i genitori, ora la faccenda si è ribaltata… Nonostante questo un anziano una volta era considerato come un libro da leggere, oggi è “da rottamare” e anche gli ospedali preferiscono curare i giovani ai vecchi, perché dicono che “costa troppo” curarli e non ne vale più la pena».

Una visione un po’ pessimista, o c’è speranza?
«Credo non abbia senso essere pessimisti o ottimisti, bisognerebbe essere realisti per trovare la cura ai problemi dell’oggi».

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