giovedì
23 Aprile 2026

Arriva a Ravenna la prima social street, per conoscere i vicini grazie al web

Nasce su Facebook il gruppo di Viale Farini. «Ci piacerebbe scambiare immagini del quartiere, mangiare insieme o fare festa ogni tanto…»

È da poco nata la prima social street di Ravenna, un gruppo social aperto a tutti coloro che abitano o lavorano nella zona di viale Farini. Si tratta di un insieme di persone che utilizzano un gruppo facebook per conoscersi e condividere interessi e immagini del quartiere.

Le social street – spiegano in un comunicato dal Comune – hanno la funzione di permettere incontri tra le persone che ne fanno parte, in modo da conoscere vicini di casa o della zona in cui si vive e organizzare attività insieme. Per raggiungere questo obiettivo a costo zero, ovvero senza aprire nuovi siti o piattaforme, social street utilizza la creazione dei gruppi chiusi di facebook.

La Farini Social Street è appena partita e conta per ora oltre venti persone. Per entrare a farne parte, chi è su facebook può cercare “Farini Social Street” e mandare una richiesta di iscrizione. Anche chi non è su Facebook può aderire alla Social Street e sarà invitato agli incontri di vicinato. In questo caso ci si può rivolgere a CittAttiva, via Carducci 14, negli orari di apertura.

Le social street sono nate a Bologna nel 2013, in via Fondazza. L’idea è nata da un padre che desiderava che i figli conoscessero altri bambini del vicinato, per poterci giocare insieme come aveva fatto lui da piccolo. Quattro anni dopo sono diventate un vero e proprio fenomeno sociale, diffuso in tutta Europa e anche nel mondo.

Farini Social Street a Ravenna nasce per iniziativa di Andrea, Eleonora e Stefania, operatori della cooperativa sociale Villaggio Globale e del centro di cittadinanza attiva CittAttiva del Comune: «Abbiamo conosciuto le Social Street alcuni anni fa e poi, in collaborazione con una nostra tirocinante, Andreea Stanica, ne abbiamo anche ospitate tre a CittAttiva per conoscerle. Dopo un po’ abbiamo deciso di partire anche noi, perché siamo curiosi di conoscere persone nuove della zona. Sappiamo che l’incontro sia sui social sia e soprattutto dal vivo è sempre piacevole e interessante. Ci piacerebbe scambiare immagini del quartiere, anche per conoscerne meglio la storia, e anche mangiare ogni tanto insieme oppure organizzare una festa dei vicini. Viale Farini, viale Pallavicini, via Carducci, via di Roma sono un’area di passaggio per tantissime persone: pendolari, studenti, autobus, treni… In tutto questo passaggio, e per i ritmi di vita frenetici, spesso si fa più fatica a conoscere chi ci abita o lavora vicino. Vediamo cosa ne nascerà, siamo curiosi».

Arriva a Ravenna la prima social street, per conoscere i vicini grazie al web

Nasce su Facebook il gruppo di Viale Farini. «Ci piacerebbe scambiare immagini del quartiere, mangiare insieme o fare festa ogni tanto…»

È da poco nata la prima social street di Ravenna, un gruppo social aperto a tutti coloro che abitano o lavorano nella zona di viale Farini. Si tratta di un insieme di persone che utilizzano un gruppo facebook per conoscersi e condividere interessi e immagini del quartiere.

Le social street – spiegano in un comunicato dal Comune – hanno la funzione di permettere incontri tra le persone che ne fanno parte, in modo da conoscere vicini di casa o della zona in cui si vive e organizzare attività insieme. Per raggiungere questo obiettivo a costo zero, ovvero senza aprire nuovi siti o piattaforme, social street utilizza la creazione dei gruppi chiusi di facebook.

La Farini Social Street è appena partita e conta per ora oltre venti persone. Per entrare a farne parte, chi è su facebook può cercare “Farini Social Street” e mandare una richiesta di iscrizione. Anche chi non è su Facebook può aderire alla Social Street e sarà invitato agli incontri di vicinato. In questo caso ci si può rivolgere a CittAttiva, via Carducci 14, negli orari di apertura.

Le social street sono nate a Bologna nel 2013, in via Fondazza. L’idea è nata da un padre che desiderava che i figli conoscessero altri bambini del vicinato, per poterci giocare insieme come aveva fatto lui da piccolo. Quattro anni dopo sono diventate un vero e proprio fenomeno sociale, diffuso in tutta Europa e anche nel mondo.

Farini Social Street a Ravenna nasce per iniziativa di Andrea, Eleonora e Stefania, operatori della cooperativa sociale Villaggio Globale e del centro di cittadinanza attiva CittAttiva del Comune: «Abbiamo conosciuto le Social Street alcuni anni fa e poi, in collaborazione con una nostra tirocinante, Andreea Stanica, ne abbiamo anche ospitate tre a CittAttiva per conoscerle. Dopo un po’ abbiamo deciso di partire anche noi, perché siamo curiosi di conoscere persone nuove della zona. Sappiamo che l’incontro sia sui social sia e soprattutto dal vivo è sempre piacevole e interessante. Ci piacerebbe scambiare immagini del quartiere, anche per conoscerne meglio la storia, e anche mangiare ogni tanto insieme oppure organizzare una festa dei vicini. Viale Farini, viale Pallavicini, via Carducci, via di Roma sono un’area di passaggio per tantissime persone: pendolari, studenti, autobus, treni… In tutto questo passaggio, e per i ritmi di vita frenetici, spesso si fa più fatica a conoscere chi ci abita o lavora vicino. Vediamo cosa ne nascerà, siamo curiosi».

Stracci nella cisterna per tamponare la perdita di rifiuti della raffineria di petrolio

Camionista denunciato e multato dalla polizia stradale a Faenza

Trasportava oltre 27mila chili di residui di lavorazione di una raffineria di petrolio del tarantino in una cisterna danneggiata, cercando di arginare la fuoriuscita del liquame maleodorante con degli stracci. Il camionista – un 54enne crotonese – è stato però fermato al casello autostradale dalla polizia stradale, che ha poi richiesto l’intervento dei tecnici di Arpa per meglio valutare eventuali danni o pericoli per l’ambiente, scortando l’autoarticolato fino all’azienda di smaltimento faentina dove erano destinati i rifiuti.

Appurata l’assenza di rischi per l’ambiente, il conducente è stato denunciato penalmente per aver sversato rifiuti contenenti sostanze pericolose e nel contempo sanzionato con una contravvenzione penale di 6.500 euro per la inosservanze delle norme sul trasporto e sulla gestione di rifiuti pericolosi.
Sono in corso ulteriori attività di indagine tenuto conto – rivela la polizia in una nota – «che il viaggio è partito da Taranto, che il conducente e la società proprietaria della cisterna sono di Crotone, che il committente è una società con sede nel milanese, che il caricatore a sua volta è una azienda dell’alessandrino, che la società proprietaria della merce è tarantina, e che la stessa merce pericolosa aveva come destinazione Faenza».

Stracci nella cisterna per tamponare la perdita di rifiuti della raffineria di petrolio

Camionista denunciato e multato dalla polizia stradale a Faenza

Trasportava oltre 27mila chili di residui di lavorazione di una raffineria di petrolio del tarantino in una cisterna danneggiata, cercando di arginare la fuoriuscita del liquame maleodorante con degli stracci. Il camionista – un 54enne crotonese – è stato però fermato al casello autostradale dalla polizia stradale, che ha poi richiesto l’intervento dei tecnici di Arpa per meglio valutare eventuali danni o pericoli per l’ambiente, scortando l’autoarticolato fino all’azienda di smaltimento faentina dove erano destinati i rifiuti.

Appurata l’assenza di rischi per l’ambiente, il conducente è stato denunciato penalmente per aver sversato rifiuti contenenti sostanze pericolose e nel contempo sanzionato con una contravvenzione penale di 6.500 euro per la inosservanze delle norme sul trasporto e sulla gestione di rifiuti pericolosi.
Sono in corso ulteriori attività di indagine tenuto conto – rivela la polizia in una nota – «che il viaggio è partito da Taranto, che il conducente e la società proprietaria della cisterna sono di Crotone, che il committente è una società con sede nel milanese, che il caricatore a sua volta è una azienda dell’alessandrino, che la società proprietaria della merce è tarantina, e che la stessa merce pericolosa aveva come destinazione Faenza».

Si dimette il presidente del Museo d’arte «Dopo 15 anni è giusto farmi da parte»

Dondini lascia il Mar ma smentisce le voci di incomprensioni con la linea del Comune. Il 27 gennaio la riunione del cda

Dopo quindici anni alla presidenza del Museo d’arte della città di Ravenna, incarico ricoperto sin dalla nascita dell’istituzione, Uber Dondini si dimette. Con una lettera inviata al sindaco e all’assessore competente, l’82enne ha presentato le sue dimissioni che saranno discusse nella riunione del consiglio di amministrazione in programma domani, 27 gennaio. «Credo sia arrivato per me il momento di tirare i remi in barca – ci dice al telefono il presidente dimissionario –. Sono del 1935 e non posso fare finta di niente. Dopo quindici anni il museo ha di fronte una fase importante di riorganizzazione e credo sia giusto farmi da parte e lasciare spazio ad altri».

Dondini abbraccia il quindicennio con una riflessione unica: «Quando il museo è nato la critica specializzata arrivò a definirlo uno dei peggiori in Italia. Adesso non credo che si possa dire la stessa cosa». Il presidente uscente vuole anche sottolineare un altro aspetto: «Ravenna da sempre è un realtà che offre un sacco di iniziative culturali, è un bene per l’offerta ma al tempo stesso si polverizzano le poche disponibilità». Alla luce di questo Dondini non fa mistero che il futuro riservi scenari meno entusiasmanti di quanto vissuto finora: «Non c’è dubbio che rispetto a quello che è stato in passato ora è un museo in tono minore ma abbiamo dovuto fare i conti con il continuo deterioramento delle risorse accessibili, soprattutto quelle delle fondazioni bancarie che sono sempre state la nostra linfa». Il 2017 sarà il primo anno in cui il Mar non avrà l’appuntamento con la grande mostra e il Comune ha deciso di puntare sulla biennale del mosaico: «Abbiamo preso atto che non ci sarà la mostra perché le iniziative espositive più importanti sono andate avanti finora soprattutto con le risorse della Fondazione Cassa di Risparmio che ora preferisce orientare le sue disponibilità verso il museo in realizzazione a Palazzo Guiccioli».

Negli ambienti cittadini era circolata anche voce di dimissioni condite da una lettera con critiche alla visione attuale del Comune a proposito dell’attività del museo e su cosa dovrà e potrà fare in futuro. Ma Dondini smentisce: «Considero i miei anni alla presidenza come un servizio civico che ho sentito di rendere alla città perché la nomina del cda fatta dal sindaco non prevede alcun compenso. Non ho alcun tipo di contrasto, mi dimetto perché ho ben presente di aver raggiunto la veneranda età di 82 anni». Restano però le voci di un clima interno al Mar segnato da qualche perplessità tra gli addetti ai lavori che guardano con apprensione alle sorti dell’istituzione in un momento in cui, per stessa ammissione del presidente, c’è da fare i conti che minori risorse.

Come detto, la riunione del cda è già in programma per il 27 gennaio e in quell’occasione verrà affrontato il tema della presidenza. Oggi nel consiglio siedono Rosetta Berardi, Lanfranco Gualtieri, Antonio Panaino, Vittorio Pranzini.

Si dimette il presidente del Museo d’arte «Dopo 15 anni è giusto farmi da parte»

Dondini lascia il Mar ma smentisce le voci di incomprensioni con la linea del Comune. Il 27 gennaio la riunione del cda

Dopo quindici anni alla presidenza del Museo d’arte della città di Ravenna, incarico ricoperto sin dalla nascita dell’istituzione, Uber Dondini si dimette. Con una lettera inviata al sindaco e all’assessore competente, l’82enne ha presentato le sue dimissioni che saranno discusse nella riunione del consiglio di amministrazione in programma domani, 27 gennaio. «Credo sia arrivato per me il momento di tirare i remi in barca – ci dice al telefono il presidente dimissionario –. Sono del 1935 e non posso fare finta di niente. Dopo quindici anni il museo ha di fronte una fase importante di riorganizzazione e credo sia giusto farmi da parte e lasciare spazio ad altri».

Dondini abbraccia il quindicennio con una riflessione unica: «Quando il museo è nato la critica specializzata arrivò a definirlo uno dei peggiori in Italia. Adesso non credo che si possa dire la stessa cosa». Il presidente uscente vuole anche sottolineare un altro aspetto: «Ravenna da sempre è un realtà che offre un sacco di iniziative culturali, è un bene per l’offerta ma al tempo stesso si polverizzano le poche disponibilità». Alla luce di questo Dondini non fa mistero che il futuro riservi scenari meno entusiasmanti di quanto vissuto finora: «Non c’è dubbio che rispetto a quello che è stato in passato ora è un museo in tono minore ma abbiamo dovuto fare i conti con il continuo deterioramento delle risorse accessibili, soprattutto quelle delle fondazioni bancarie che sono sempre state la nostra linfa». Il 2017 sarà il primo anno in cui il Mar non avrà l’appuntamento con la grande mostra e il Comune ha deciso di puntare sulla biennale del mosaico: «Abbiamo preso atto che non ci sarà la mostra perché le iniziative espositive più importanti sono andate avanti finora soprattutto con le risorse della Fondazione Cassa di Risparmio che ora preferisce orientare le sue disponibilità verso il museo in realizzazione a Palazzo Guiccioli».

Negli ambienti cittadini era circolata anche voce di dimissioni condite da una lettera con critiche alla visione attuale del Comune a proposito dell’attività del museo e su cosa dovrà e potrà fare in futuro. Ma Dondini smentisce: «Considero i miei anni alla presidenza come un servizio civico che ho sentito di rendere alla città perché la nomina del cda fatta dal sindaco non prevede alcun compenso. Non ho alcun tipo di contrasto, mi dimetto perché ho ben presente di aver raggiunto la veneranda età di 82 anni». Restano però le voci di un clima interno al Mar segnato da qualche perplessità tra gli addetti ai lavori che guardano con apprensione alle sorti dell’istituzione in un momento in cui, per stessa ammissione del presidente, c’è da fare i conti che minori risorse.

Come detto, la riunione del cda è già in programma per il 27 gennaio e in quell’occasione verrà affrontato il tema della presidenza. Oggi nel consiglio siedono Rosetta Berardi, Lanfranco Gualtieri, Antonio Panaino, Vittorio Pranzini.

Si dimette il presidente del Museo d’arte «Dopo 15 anni è giusto farmi da parte»

Dondini lascia il Mar ma smentisce le voci di incomprensioni con la linea del Comune. Il 27 gennaio la riunione del cda

Dopo quindici anni alla presidenza del Museo d’arte della città di Ravenna, incarico ricoperto sin dalla nascita dell’istituzione, Uber Dondini si dimette. Con una lettera inviata al sindaco e all’assessore competente, l’82enne ha presentato le sue dimissioni che saranno discusse nella riunione del consiglio di amministrazione in programma domani, 27 gennaio. «Credo sia arrivato per me il momento di tirare i remi in barca – ci dice al telefono il presidente dimissionario –. Sono del 1935 e non posso fare finta di niente. Dopo quindici anni il museo ha di fronte una fase importante di riorganizzazione e credo sia giusto farmi da parte e lasciare spazio ad altri».

Dondini abbraccia il quindicennio con una riflessione unica: «Quando il museo è nato la critica specializzata arrivò a definirlo uno dei peggiori in Italia. Adesso non credo che si possa dire la stessa cosa». Il presidente uscente vuole anche sottolineare un altro aspetto: «Ravenna da sempre è un realtà che offre un sacco di iniziative culturali, è un bene per l’offerta ma al tempo stesso si polverizzano le poche disponibilità». Alla luce di questo Dondini non fa mistero che il futuro riservi scenari meno entusiasmanti di quanto vissuto finora: «Non c’è dubbio che rispetto a quello che è stato in passato ora è un museo in tono minore ma abbiamo dovuto fare i conti con il continuo deterioramento delle risorse accessibili, soprattutto quelle delle fondazioni bancarie che sono sempre state la nostra linfa». Il 2017 sarà il primo anno in cui il Mar non avrà l’appuntamento con la grande mostra e il Comune ha deciso di puntare sulla biennale del mosaico: «Abbiamo preso atto che non ci sarà la mostra perché le iniziative espositive più importanti sono andate avanti finora soprattutto con le risorse della Fondazione Cassa di Risparmio che ora preferisce orientare le sue disponibilità verso il museo in realizzazione a Palazzo Guiccioli».

Negli ambienti cittadini era circolata anche voce di dimissioni condite da una lettera con critiche alla visione attuale del Comune a proposito dell’attività del museo e su cosa dovrà e potrà fare in futuro. Ma Dondini smentisce: «Considero i miei anni alla presidenza come un servizio civico che ho sentito di rendere alla città perché la nomina del cda fatta dal sindaco non prevede alcun compenso. Non ho alcun tipo di contrasto, mi dimetto perché ho ben presente di aver raggiunto la veneranda età di 82 anni». Restano però le voci di un clima interno al Mar segnato da qualche perplessità tra gli addetti ai lavori che guardano con apprensione alle sorti dell’istituzione in un momento in cui, per stessa ammissione del presidente, c’è da fare i conti che minori risorse.

Come detto, la riunione del cda è già in programma per il 27 gennaio e in quell’occasione verrà affrontato il tema della presidenza. Oggi nel consiglio siedono Rosetta Berardi, Lanfranco Gualtieri, Antonio Panaino, Vittorio Pranzini.

Incendio in un bagno al mare: distrutto un gazebo e danni ai muri  

Sul posto pompieri e carabinieri. Accertamenti in corso per stabilire l’origine delle fiamme

Un incendio ha distrutto un gazebo in legno e danneggiato le strutture in muratura adiacenti di uno stabilimento balneare di Milano Marittima, il bagno Flamingo..

Carabinieri e vigili del fuoco sono intervenuti nel primo pomeriggio di oggi, 26 gennaio, nella quarta traversa. Le cause del rogo sono in corso di accertamento.

Il sindaco Luca Coffari ha inviato un messaggio di solidarietà e vicinanza ai titolari dello stabilimento.

Engim: «Dai ragazzi sbadigli di fronte ai classici film e letture sull’Olocausto»

L’istituto di formazione spiega la scelta di un percorso sensoriale in cui gli studenti verranno bendati e mangeranno pane secco

«Negli ultimi anni visioni di film, letture di Levi, visite a mostre, testimonianze di superstiti. Nei nostri ragazzi sbadigli, indifferenza, estraneità». Così i vertici della sede ravennate dell’Engim, ente regionale di formazione professionale, spiegano la scelta di proporre a 250 ragazzi in occasione del Giorno della Memoria un’esperienza sensoriale per rivivere gli orrori di un campo di concentramento. Bendati, con un pezzo di pane secco tra miasmi e rumori di guerra per rivivere l’orrore dei lager (vedi articoli correlati): insomma un tentativo per stimolare maggiormente l’attenzione dei ragazzi vista «la crescente preoccupazione di non riuscire a parlare al loro cuore in un giorno tanto importante».

La comunicazione dell’Engim, pur senza contenere espliciti riferimenti, arriva dopo le critiche partite dal deputato ravennate Giovanni Paglia (Sinistra italiana) che invitava l’ente a rinunciare all’iniziativa: «Abbiamo deciso di metterci in gioco, di creare qualcosa di nuovo che non escludesse le precedenti esperienze, di non dimenticarle. “La necessità è la madre delle invenzioni”, diceva qualcuno e la nostra necessità era lasciare un segno profondo che fosse motivo di riflessione. Ci siamo inventati questa esperienza sensoriale, che è solamente una tappa del nostro percorso. L’abbiamo inserita in un sistema multimediale, coinvolgente, che sfruttasse tutti gli strumenti che una scuola può avere a disposizione». Paglia, invitato dall’Engim, parteciperà all’iniziativa.

Nella nota inviata alla stampa l’Engim ricorda che la giornata della memoria è sempre stata accompagnata «in un percorso che dura tutto l’anno attraverso tutti gli strumenti educativi che peschiamo dalla nostra memoria e che abbiamo già citato: letture, film, poesie, incontri, lavori in aula e anche un laboratorio sensoriale». Un percorso che si concluderà proprio ad Auschwitz «dove 80 studenti provenienti da tutta Italia e dagli oltre 20 istituti Engim sparsi per la penisola, si incontreranno per condividere, per ascoltare, per toccare, guardare, per respirare e comprendere. Non è il primo anno che facciamo questa esperienza sensoriale e la prima volta i risultati hanno stupito anche noi. Forse l’obiettivo che ci eravamo prefissati era stato raggiunto, forse eravamo andati addirittura oltre, stimolando la loro curiosità e le loro capacità critiche e di approfondimento. Ora quest’esperienza fa parte della loro memoria e della nostra. Ora fa parte della nostra offerta formativa per far sì che ogni giorno sia buono per ricordare».

Saldi taroccati: Confesercenti pronta a espellere i negozianti sanzionati

Il presidente comunale Gasperoni scrive agli associati dopo l’operazione della guardia di finanza: «Imprenditori sputtanano la categoria»

Se dovesse emergere che i commercianti pizzicati dalla guardia di finanza a taroccare i saldi sono associati a Confesercenti, saranno espulsi dall’associazione di categoria. A promettere il pugno duro è il presidente comunale Gianluca Gasperoni dopo il caso dei tre negozi individuati dall’operazione svolta dalle Fiamme Gialle fotografando i prezzi in vetrina prima e dopo Natale (vedi articoli correlati). I nomi dei sanzionati non sono stati diffusi dalle autorità.

«In gioco non è la percentuale di sconto che ciascuno può applicare – scrive Gasperoni – ma la crisi di fiducia che questi comportamenti truffaldini generano in una intera categoria. Soprattutto in un momento come questo abbiamo bisogno di ritrovarci su alcuni principi di base che devono caratterizzare il nostro modo di fare l’imprenditore e tra questi in cima ci sono l’onestà e la trasparenza nei confronti dei nostri clienti, come per l’Associazione la sua coerenza sindacale. Non possiamo avere a fianco ai nostri incontri chi con il proprio comportamento tende a sputtanare una categoria che cerca di lottare in un contesto economico che definire difficile è poco».

Il concerto dei mille della scorsa estate ora è anche un album in uscita per Sony

Nuova tappa del progetto nato da un’idea del fusignanese Zaffagnini

Il progetto “That’s Live” realizzato dallo staff del Rockin’1000 e che ha avuto il suo culmine nel concerto dell’estate scorsa della più grande rock band di sempre allo stadio Manuzzi di Cesena (davanti a 14mila persone) è diventato anche un vero e proprio album.

In uscita domani – venerdì 27 gennaio – per la RCA Records (divisione della Sony), l’album si intitola “THAT’S LIVE – The Biggest Rock Band On Earth live in Cesena 2016” e contiene i 17 brani suonati dai 1.000 musicisti, passando dai Nirvana ai Led Zeppelin, da Jimy Hendrix agli AC/DC, dai Beatles a David Bowie fino, naturalmente, ai Foo Fighters, da cui è partito tutto il progetto ideato dal fusignanese Fabio Zaffignini (tra gli articoli correlati anche la nostra intervista, ndr).

«Il nostro obiettivo – hanno detto i responsabili del progetto – è promuovere il gusto di condividere la musica».

Per non dimenticare la Shoah: ecco le iniziative per il Giorno della memoria

Venerdì, 27 gennaio, anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz nel 1945, è il Giorno della Memoria, la ricorrenza istituita nel 2000 per ricordare le vittime della Shoah.

Diverse le iniziative in programma anche nel territorio comunale di Ravenna, molte delle quali vedono protagonisti studenti, dalle scuole elementari alle superiori.

La giornata commemorativa si aprirà simbolicamente alle 8.30 quando il sindaco, Michele de Pascale, e la presidente del Consiglio comunale, Livia Molducci, renderanno omaggio alla lapide che ricorda gli ebrei transitati per la stazione di Ravenna con destinazione Auschwitz. Il sindaco de Pascale e la presidente Molducci hanno invitato gli assessori e i consiglieri comunali, ed estendono l’invito a chiunque volesse partecipare, a ritrovarsi sul posto già alle 7.30, per distribuire ai pendolari e agli studenti materiale informativo sulla ricorrenza.

Alle 9.30, nella sala consiliare del municipio, si riunirà la Consulta dei ragazzi e delle ragazze. Aprirà l’incontro il prefetto Francesco Russo, che consegnerà la medaglia d’onore di cui è stato insignito Lino Donatini, classe 1919, militare che fu deportato e internato a Berlino dal 1943 al 1945 e ormai deceduto. L’onorificenza sarà perciò consegnata al nipote, Maurizio Melandri. La medaglia d’onore, prevista dalla legge, viene concessa a cittadini italiani, militari o civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto, e ai familiari dei deceduti.
Seguiranno le riflessioni dei giovani della Consulta e la lettura, a cura della biblioteca Classense, di brani tratti dal libro “Lev” di Barbara Vagnozzi, pubblicato dalla Gallucci editore proprio in occasione della Giornata della Memoria; il racconto è ispirato alla storia vera di Lev Nelken, un bambino di 13 anni che sfuggì alla persecuzione nazista scappando con uno degli ultimi kindertransport.

Sempre alle 9.30, nella scuola elementare Mordani, gli alunni scambieranno commenti e riflessioni sui temi della Memoria, nell’ambito del progetto “Roberto Bachi”, dedicato allo studente che frequentò la Mordani negli anni 1937/1938 e che morì ad Auschwitz in data sconosciuta. All’incontro parteciperanno Danilo Naglia, Silvano Rosetti e Sergio Squarzina, ideatori del concorso “Bachi” ed ex compagni di scuola dello studente. Seguiranno la visione del documentario “Il rogo di Berlino” e la performance “La difesa della libertà”. Verrà inoltre posata a fianco della pietra d’inciampo una mattonella QR code in mosaico, realizzata dall’associazione Dis –Ordine, di cui è presidente Marcello Landi, in memoria del direttore Giorgio Gaudenzi, che ha promosso il progetto Bachi, e in omaggio a tutti coloro che, a vario titolo, hanno reso possibile la sua realizzazione.

Al teatro Alighieri, con due repliche previste in orario scolastico, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Il Diario di Anna Frank”, che si inserisce all’interno del ciclo “A scuola in teatro” e rientra nell’ambito della stagione che la Fondazione Ravenna Manifestazioni dedica al mondo della scuola. Lo spettacolo, tratto dall’omonimo testo di Anna Frank, l’adolescente morta nel 1945 nel campo di concentramento di Bergen Belsen dopo un periodo di clandestinità, è prodotto da todomondo e sarà interpretato dalla giovane attrice Ines Felicienne Cuccu con la regia di Emanuele Gamba e la collaborazione di Alessia Cespuglio. Video di Raffaele Commone, luci e suoni di Giorgio De Santis.

Alle 17, nell’ambito della mostra di pittura “La valigia dei disegni”, allestita nella sala espositiva di palazzo Rasponi 2, ispirata e dedicata al ricordo dei bambini di Terezin, si alterneranno momenti di letture su testi di Carla Baroncelli e Barbara Domenichini e di musiche eseguite dall’orchestra e dal coro della scuola Guido Novello.
Alle 18, invece, a Castiglione di Ravenna, nella sala Tamerice, in via Vittorio Veneto 21, spazio alle riflessioni e alle testimonianze di alcuni studenti della scuola Zignani che hanno partecipato a un viaggio studio al campo di concentramento di Dachau.

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