venerdì
24 Aprile 2026

Polizia, cambio al vertice della squadra mobile: Cagnini al posto di Poggi

Il vicequestore arriva da Forlì: guiderà l’ufficio che sta indagando sull’omicidio Ballestri

Il vicequestore Claudio Cagnini è il nuovo capo della squadra mobile della polizia a Ravenna al posto di Marco Poggi trasferito alla questura di Alessandria. Cagnini, 46 anni, forlivese, è chiamato al comando dell’ufficio investigativo che nell’ultimo periodo si è anche occupato in particolare delle indagini sull’omicidio Ballestri. Il nuovo dirigente arriva dalla questura di Forlì dove è stato dirigente della Mobile negli ultimi nove anni. In precedenza era già stato a Ravenna all’Ufficio prevenzione generale. Per Cagnini anche una significativa esperienza quadriennale a Milano. Nel giorno dell’insediamento si è incontrato con il procuratore capo Alessandro Mancini per un breve saluto ed un primo punto della situazione al fine di aver il migliore rapporto sinergico con la direzione delle indagini.

Condannato foreign fighter pentito «Mi hanno fatto il lavaggio del cervello»

Tre anni e mezzo per il 28enne bloccato a Ravenna nel 2015

Era stato il primo “foreign fighter” fermato in Italia dopo l’entrata in vigore della specifica legge. Noussair Louati, 28enne tunisino bloccato dalla Digos il 22 aprile 2015 a Ravenna, è stato condannato in abbreviato a tre anni e mezzo di carcere dal Gip di Bologna (la Dda aveva chiesto tre anni e dieci mesi).

Louati, in videoconferenza dal carcere di Torino dove si trova, ha ammesso quanto attribuitogli nelle indagini della polizia spiegando in sostanza di avere subito, complice l’uso di droga, il «lavaggio del cervello» da quelle stesse persone che lo avevano contattato per partire per la «guerra santa». Ma si è detto pentito garantendo di avere tagliato tutti i ponti con i jihadisti già una ventina di giorni prima del fermo. Motivo questo per il quale il suo avvocato – il ravennate Francesco Furnari – ne aveva chiesto invano l’assoluzione. (fonte Ansa.it)

«Piazza Kennedy riaprirà in febbraio senza bagni, saranno spostati in Darsena»

L’annuncio del sindaco: la struttura contestata andrà a sostituire i servizi igienici in piazzale Moro, punto di arrivo dei bus

Nel mese di febbraio verrà riaperta e sarà completamente fruibile piazza Kennedy a Ravenna dopo i lavori che l’hanno trasformata da parcheggio a zona pedonale: non ci saranno più i tanto contestati bagni pubblici che verranno rimossi e trasferiti in piazzale Moro, nei pressi della stazione degli autobus in darsena di città, al posto di quelli attuali, oggi fatiscenti e per i quali era già prevista la sostituzione. L’ha affermato il sindaco Michele de Pascale nel corso del suo intervento in occasione della commissione consiliare di oggi pomeriggio, 11 gennaio, che ha trattato la petizione popolare sottoscritta da oltre ottocento persone che chiedeva appunto la rimozione dei bagni pubblici e degli altri padiglioni prefabbricati installati il 27 ottobre. Per completare il cantiere mancano l’allestimento del verde e pochi altri interventi di pavimentazione.

La scelta di piazzale Moro è stata «valutata con la massima attenzione e si è rivelata la più razionale e che genera il massimo risparmio, poiché sostituisce una spesa che comunque sarebbe stata sostenuta».

Il progetto per piazza Kennedy prevedeva che, in continuità con il manufatto che ospita i bagni e la fermata dell’autobus, venissero installati alcuni chioschi per attività commerciali (piadineria, frutteria e fioreria oltre all’edicola che era già presente prima dei lavori): «Assicurato di non generare nuovi ritardi alla conclusione dei lavori, abbiamo deciso che a giorni il bando per l’assegnazione dei chioschi verrà definitivamente ritirato (era già stato sospeso, ndr) e l’edicola rimarrà dove attualmente è collocata», nei pressi dell’ingresso dell’orto botanico all’incrocio tra via Guerrini e via Rasponi. «Siamo al lavoro – dice De Pascale – per trovare una soluzione efficace per il vano tecnico, che sarà anch’esso rimosso in un tempo ragionevole e sostituito da un intervento non impattante ma di qualità e funzionale e che consenta di non disperdere il patrimonio di sotto-servizi di cui la piazza è dotata».

Il sindaco De Pascale nel suo intervento, entrando nel merito delle richieste della petizione, ha ripercorso i passaggi che hanno coinvolto la piazza dal momento in cui si è insediata la nuova amministrazione: «Quando i cittadini si attivano per la bellezza della propria città è sempre qualcosa di apprezzabile e, come ho già avuto modo di dire, tra chi raccoglie firme per abbellire la propria città e chi le raccoglie per cacciare i profughi, ho ben chiaro da che parte stare. Inizialmente l’amministrazione comunale, pur ravvisando alcuni elementi di criticità, aveva ritenuto di non intervenire su un progetto concepito, ideato, discusso e concertato dalla precedente amministrazione, ma di fronte alla mobilitazione dei cittadini abbiamo deciso di intervenire, con l’unica pre-condizione di non ritardare ulteriormente la conclusione dei lavori. Il progetto ha subito nel tempo troppi interventi di modifica. Questo deve essere un monito forte per la città intera: bellezza dei luoghi, architettura e riqualificazione non possono essere affidate agli umori del momento, il rischio è quello di intervenire di volta in volta sui singoli elementi, invece di concepire un disegno unitario e di visione; un progetto architettonico può piacere o non piacere, ma ha sempre un suo senso organico».

Ricerca idrocarburi nelle valli Riapre la procedura di autorizzazione

La commissione consiliare Ambiente dovrà analizzare il progetto per presentare eventuali osservazioni entro 60 giorni

Il 3 gennaio il ministero dell’Ambiente ha riaperto la procedura di Valutazione d’impatto ambientale (Via) sul progetto Stefanina, presentato dalla società statunitense Aleanna Resources per esplorazione e ricerca di idrocarburi in territori situati nei comuni di Ravenna, Alfonsine, Comacchio e Argenta, in aree largamente protette. L’autorizzazione è subordinata all’esito positivo della Via e le osservazioni devono essere presentate entro 60 giorni. L’istanza era stata pubblicata il 21 settembre sul sito del Ministero, per la prescritta istruttoria di Via: il procedimento si era interrotto per carenze nella documentazione richiesta.

«La commissione Ambiente del consiglio comunale di Ravenna – afferma Alvaro Ancisi, decano dell’opposizione e presidente della commissione – sarà chiamata ad analizzare la questione con la maggiore cognizione di causa, d’intesa con l’assessore Baroncini e il dirigente del servizio Gregorio». Questo avverrà perché a dicembre è stata approvata all’unanimità una mozione presentata dalle opposizioni per «mantenere elevato il livello di attenzione» e impegnare «il sindaco e la giunta comunale ad attivare urgentemente, nel caso stesso, gli uffici tecnici dedicati al servizio in oggetto affinché analizzino il progetto e producano ed inviino entro i termini stabiliti dal Ministero, previo passaggio nella commissione consiliare Ambiente, le osservazioni dell’amministrazione locale».

Ancisi fornisce anche una panoramica dell’area interessata. L’area Stefanina Nord ricade quasi interamente nella zona protetta Valli del Mezzano, dista circa tre chilometri dai confini del Parco Regionale del Delta del Po, ricade quasi interamente nella zona protetta “Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano”, include la potenziale presenza di almeno 66 specie di interesse comunitario e di due habitat di interesse comunitario; mentre l’area Stefanina Sud ricade parzialmente nelle zone protette Valli di Comacchio e Biotopi di Alfonsine e del Fiume Reno, include una porzione della Riserva Regionale di Alfonsine Fascia boscata del canale dei Mulini, ricade a nord-est nell’area contigua al Parco del Delta del Po e in parte nella zona protetta Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano, contando la potenziale presenza di almeno 67 specie di interesse comunitario.

Le attività di rilievo geofisico 3D si protrarrebbero per circa due mesi, sondando il terreno alla ricerca di idrocarburi mediante l’uso di camionette Vibroseis. Queste scuoterebbero il terreno inviando nel sottosuolo segnali (cioè onde elastiche) ed analizzandone la risposta, basandosi sullo stesso principio che sta alla base della tecnica per le prospezioni marine denominate “airgun”. Vi sarebbero dunque, anche nelle aree protette, ben 26 linee “di vibrata” alla Stefanina Sud e altre 15 alla Stefanina Nord, a distanza di 500 metri ognuna nell’area nord e di 420 nell’area sud. In totale sarebbero circa 5.400 i punti di presa dati. Quando agissero le camionette, si sprigionerebbe una forza d’intensità pari a 10mila chilogrammi peso ad una frequenza compresa fra i 6 e i 64 Hertz.

«Per la riqualificazione della darsena di Ravenna progetti esecutivi entro l’anno»

La fiducia del sindaco nonostante il 73esimo posto nella graduatoria
del Bando Periferie. «Buona notizia la conferma dei 12 milioni statali»

Il 73esimo posto su 120, ben lontano dai primi 24 che verranno finanziati immediatamente, non preoccupa il sindaco Michele de Pascale che invece si dice fiducioso di poter presentare i progetti esecutivi comunque entro l’anno appena iniziato.

Il tema è quello del cosiddetto Bando Periferie, la cui graduatoria è stata pubblicata in questi giorni con tanto di decreto attuativo che prevede appunto lo stanziamento immediato di 500 milioni di euro per i primi 24 Comuni classificati, chiamati per questo a presentare i progetti esecutivi già entro il mese di febbraio. Per tutti gli altri – Ravenna compresa – è arrivata comunque la conferma dell’impegno dello Stato, con risorse però che, si legge nel decreto, saranno solo «successivamente disponibili». Nel caso di Ravenna si tratta di 12,8 milioni di euro necessari per realizzare il progetto di riqualificazione della Darsena da 26 milioni complessivi che prevede tra le altre cose la realizzazione delle infrastrutture fognarie, una passerella sopraelevata lungo il canale, la riqualificazione del cosiddetto Sigarone e l’ampliamento del progetto Darsena Pop Up (vedi gli altri dettagli nell’articolo tra i correlati).

Si tratta per De Pascale di «una buona notizia – commenta su Facebook –, abbiamo la conferma ufficiale che Ravenna riceverà il finanziamento per la realizzazione del progetto. Inizieremo a lavorare da subito alla progettazione esecutiva. Questo progetto ha dimostrato una grande generosità e attenzione da parte della città rispetto ai suoi luoghi pubblici simbolo».

Contattato al telefono il sindaco non si dice troppo deluso del piazzamento («probabilmente ha pesato l’aspetto “sociale” dei progetti, e il nostro è molto incentrato anche su quello commerciale») e confida di arrivare comunque alla firma della convenzione con lo Stato entro il 2017. «Le risorse si troveranno, sono state già deliberate con certezza. Partecipare in agosto al bando è stata una lotta contro il tempo – commenta poi De Pascale – ma siamo stati bravi, pubblico e privati, a sfruttare questa possibilità di grande rilancio per la nostra città».

Travolge un anziano ciclista ma poi non si ferma: caccia al pirata della strada

L’incidente a Pezzolo di Russi. Indagano i carabinieri

Un anziano ciclista è stato travolto da un’auto poco prima delle 18 vicino alla propria abitazione in via Case Vento, nei pressi di Pezzolo, frazione del comune di Russi. L’uomo – un ottantenne – ha riportato ferite alla testa ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Nessuna traccia invece dell’auto che lo ha investito, che non si è fermata per prestare soccorso al ciclista. Stanno indagando sul caso i carabinieri di Russi.

Maltempo a Istanbul: la Turkish Airlines non decolla, ravennate bloccata a Bangkok

La docente Serena Simoni doveva rientrare domenica ma è ancora nella capitale tailandese alla ricerca di un volo alternativo per tornare in Italia

Il suo volo doveva decollare da Bangkok alle 23.30 di sabato 7 dicembre per arrivare a Bologna alle 10.30 di domenica 8 dopo uno scalo a Istanbul. Ma arrivata in aeroporto, al check-in la notizia: tutti i voli Turkish Airlines erano stati cancellati per l’inagibilità dello scalo della capitale turca causa maltempo. E così, non ci sono solo le centinaia di italiani bloccati appunto a Istanbul, ma anche italiani in giro per il mondo che avevano scelto la compagnia turca per spostarsi. Come l’insegnante ravennate Serena Simoni, nostra collaboratrice, che ancora aspetta di sapere quando e come potrà rientrare in Italia: «Noi stiamo meglio di quelli che sono rimasti a terra a Istanbul – ci racconta quando la contattiamo – abbiamo l’albergo e i bagagli con noi. Ma per due giorni la compagnia non ci ha fatto sapere nulla, l’ambasciata ci ha detto che non poteva fare più di una telefonata e solo nei giorni seguenti si è capito che che recandosi fisicamente negli uffici della Turkish, in città, è forse possibile ottenere un volo sostitutivo con un’altra compagnia. Io sono stata oggi nel primo pomeriggio, ma mi hanno detto che c’è una lista di attesa di 50 persone. Quindi devo tornare domani mattina, la mia speranza è trovare posto su un’altra linea». E poiché è da sabato mattina che non partono voli dalla capitale tailandese, la gente allo scalo sta aumentando in una babele di lingue, provenienze e informazioni frammentarie.

Polemica sullo spettacolo per le scuole «È gender, chiediamo l’esonero»

All’attaco Pdf e altre associazioni cattoliche e pro vita. L’assessore: «Felice che sia proposto, io andrò e spero che ci siano tante classi»

Nemmeno Ravenna sembra poter restare immune dalla polemica che avvolge ormai lo spettacolo per ragazzi Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro per la regia di Giuliano Scarpinato nonché progetto vincitore del Premio Scenario infanzia 2014. Bollato come “gender”, è la storia, si legge nella scheda di presentazione, di un protagonista che si sente maschio nei giorni dispari e femmina nei giorni pari, almeno fino a quando non si innamora. La giuria che l’ha premiato nelle motivazioni ha scritto: «La storia di un adolescente alla scoperta di sé e della sua identità sessuale ci introduce in uno spazio famigliare popolato di giochi e attraversato da conflitti e aperture oniriche. Un tema arduo, individuato con coraggio e accuratezza di indagine e portato in scena da attori dotati di ironia e leggerezza. Un’occasione importante per stimolare una discussione sulla differenza di genere in ambito educativo e formativo».

Questioni di punti di vista. «Lo spettacolo ha lo scopo di instillare nei bambini l’idea che esista un “sesso a giorni alterni” (gender fluid) e che si possa decidere se essere maschio o femmina, a seconda dell’umore del giorno; il solito tentativo di destabilizzare i più giovani che invece hanno bisogno di certezze e fondamenta solide», tuona infatti il Popolo della Famiglia in un comunicato stampa. In cui chiede a dirigenti scolastici, insegnanti e rappresentanti dei genitori «di adoperarsi per la raccolta esplicita delle adesioni, prima che la propria scuola decida di proporre agli allievi la rappresentazione» e chiede anche di «coinvolgere le associazioni dei genitori nella progettazione di percorsi didattici contro le discriminazioni».

Per la verità nelle scuole il tema è già emerso e ha causato qualche confronto complesso: «Ringraziamo i genitori e i dirigenti – scrive il Popolo della Famiglia – che si sono opposti al progetto proposto dal Comune di Ravenna ed hanno così affermato con forza che la lotta alle discriminazioni non si fa in questo modo, che i bambini necessitano di modelli positivi, che le scelte educative dei figli spettano alle famiglie».

Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli di Ravenna intanto emana un altro comunicato stampa in cui si chiede addirittura al Ministero di valutare quella proposta teatrale arrivando a immaginare la possibilità che i figli siano esonerati e possano dedicarsi ad altre attività. Sotto accusa il fatto che lo spettacolo sia messo in scena infatti in orario scolastico. Stessi toni e temi che già si erano sentiti, per esempio, a proposito di alcune proposte di corsi di educazione sessuale nelle scuole medie.

Qui invece si parla di primarie, lo spettacolo è infatti adatto a un pubblico dai 10 anni ed è inserito nel cartellone che ogni anno viene predisposto da Drammatico Vegetale e sottoposto alle scuole. Sono poi le insegnanti a scegliere a quale spettacolo portare la propria classe. Il direttore artistico di Drammatico Vegetale è Piero Fenati, che abbiamo interpellato a proposito di questa scelta e che ci ha spiegato: «Il nostro compito è proporre una serie di spettacoli che possano affrontare argomenti diversi. E scegliamo argomenti e spettacoli che sono di interesse per noi rispetto al momento e anche a quello che si trova nel mercato nazionale. Da un paio di anni gira questo spettacolo che ha ricevuti premi, che noi abbiamo visto e abbiamo trovato interessante e attuale. Dunque per noi si tratta di una scelta consapevole come capita per tutti gli altri spettacoli. Cerchiamo di dare un senso alla proposta e trovare un equilibrio fra le varie scelte che offriamo al mondo della scuola. Si tratta di una delle rassegne tra le più antiche nelle nostre città e funziona bene e da tanto tempo». Vi aspettavate polemiche e reazioni come questo? «Sapevamo che poteva succedere perché è successo in altre città, anche se non dappertutto, ma nessuno obbliga la gente e i ragazzi a partecipare a venire vedere gli spettacoli, noi proponiamo la scuola e gli insegnanti decide cosa vedere. E ciascuno si deve assumere la propria responsabilità». Fenati si dice tranquillo, dicendo di non voler soffiare su un fuoco che ritiene “un fuoco di paglia”. Ci racconta che in generale, dopo un periodo di calo dovuto alla crisi in generale, da due anni la rassegna sta avendo buoni riscontri di pubblico che li rende molto soddisfatti. È vero tuttavia che questo spettacolo in particolare ha avuto «abbastanza successo, ma le proteste di alcuni genitori si sono anche riverberate sulla partecipazione. Mi dispiace per i ragazzi potevano godersi uno spettacolo bello e interessante e per motivi vari non possono fare questa esperienza. Il tema viene trattato in modo delicato ed equilibrato. In generale, credo che gli spettacoli bisogna prima di tutti vederli, parlarne senza averli visti è facile ma è facile poi dare giudizi non rispondenti al vero».

Uno spettacolo anche per i contenuti senza dubbio in sintonia con le politiche portate avanti dall’amministrazione comunale e la scelta artistica e contenutistica di Drammatico Vegetale è evidente dalle parole dell’assessore Ouidad Bakkali: «Sono contenta che la stagione Ragazzi a teatro abbia fatto questa scelta. Attraverso il teatro si può parlare ai più giovani di tante tematiche e lo spettacolo Fa’afafine parla del rapporto di un ragazzo con la sua affettività e gli stereotipi di genere che spesso portano anche ad episodi di bullismo e discriminazione. La cultura, il teatro non possono spaventare, devono altresí essere strumento e mezzo per creare spazi di conoscenza e accoglienza tra le persone, in particolare tra i bambini e ragazzi che iniziano a sperimentare i temi la diversità, nelle sue diverse accezioni, nella società nella quale stanno crescendo. Andrò a vedere lo spettacolo e spero nell’adesione di tante scuole».

Autobus, 4 ore di sciopero il 13 gennaio

Disagi ai servizi di Start a Ravenna dalle 16.30 alle 20.30

Le segreterie regionali dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato per il 13 gennaio (e non 11 come scritto in un primo momento per errore) uno sciopero aziendale di quattro ore dei dipendenti di Start Romagna, l’azienda del trasporto pubblico, in servizio nel territorio ravennate. Dalle 16.30 alle 20.30 l’azienda non sarà pertanto in grado di assicurare il normale svolgimento dei servizi di trasporto pubblico locale nel bacino di Ravenna.

I sindacati vogliono richiamare alle loro responsabilità i principali attori di questa vicenda: «In primo luogo la Regione Emilia Romagna, che non può rimanere assente dopo che per anni ha legiferato e prodotto accordi che andavano nella direzione delle aggregazioni delle aziende e delle agenzie del trasporto pubblico locale. In particolare l’assessorato ai trasporti di questa Regione deve dire se è ancora questo il progetto regionale o se ne esiste un altro. Inoltre, gli enti locali dell’area romagnola devono palesare in modo non equivocabile qual è il loro pensiero sul futuro di Start o se pensano di cambiare cavallo da corsa a competizione in corso. Solo rispondendo in modo chiaro a queste domande si può contribuire a fare chiarezza su questa vicenda intricata, giova ricordare che il tempo non è una variabile indipendente perché le scadenze sono imminenti a partire dalla gara per l’assegnazione del servizio. Per quando concerne noi, il sindacato e i lavoratori, siamo pronti a fare la nostra parte a condizione che tutti lavorino per lo stesso obiettivo: rafforzare il presidio di una infrastruttura strategica per lo sviluppo della Romagna, migliorare la qualità del servizio reso ai cittadini, migliorare le condizioni per i lavoratori di questo settore».

Sosta con il pass disabili ma il disabile non c’è: per le feste 7 multe da 85 euro

Controlli nei parcheggi del centro e dei centri commerciali dal 9 al 30 dicembre: il 16 percento non era in regola

Il 16 percento delle auto in sosta esponendo il pass disabili nei principali parcheggi di Ravenna stava utilizzando il permesso in maniera irregolare. È il risultato dei controlli svolti dalla polizia municipale tra il 9 e il 30 dicembre per verificare il corretto utilizzo delle aree di sosta riservate ai portatori di handicap e a contrastare gli illeciti in materia. Le verifiche hanno riguardato 44 conducenti: gli agenti hanno riscontrato che in sette casi l’intestatario del permesso non era presente. Da qui la sanzione di 85 euro per i responsabili e la relativa decurtazione di due punti sulla patente. I controlli, attuati dall’ufficio Antidegrado Ambiente, hanno interessato sia i parcheggi dei principali centri commerciali (Esp, Obi, Media World, Famila, Teodora), sia gli altri spazi riservati ubicati in varie zone della città (piazza Duomo, via Garatoni, piazza e viale Baracca, via Cilla).

La polizia municipale di Ravenna ricorda le regole per l’utilizzo corretto del permesso: «Si tratta di un titolo nominativo e, dunque, strettamente personale, che non può essere utilizzato da altri in assenza del titolare. Il contrassegno deve essere esposto in originale sul veicolo di volta in volta utilizzato dalla persona disabile e non si possono, in alcun modo, utilizzare fotocopie. Il titolo consente agli utenti di circolare nelle zone a traffico limitato e, se previsto, nelle aree pedonali, ma sempre nel rispetto delle norme di comportamento stabilite dal Codice della Strada». Il Comando sottolinea che il possesso del contrassegno non permette comunque la sosta dove è presente il segnale di divieto, sui marciapiedi, negli spazi di fermata degli autobus, davanti ai passi carrabili, nelle zone riservate al carico/scarico merci e ovunque la sosta o la fermata arrechi intralcio alla circolazione o sia espressamente vietata dal Codice: in tutti questi casi la persona disabile, o il suo accompagnatore, può incorrere in sanzioni.

Bando Periferie: Ravenna solo 73esima Subito finanziati i primi 24 progetti

Per gli altri si dovranno attendere «risorse successivamente disponibili» Confermati comunque i 12,8 milioni richiesti per la Darsena

È stata pubblicata in questi giorni in Gazzetta Ufficiale la graduatoria del cosiddetto Bando Periferie, il bando del governo che metteva a disposizione fino a un massimo di 18 milioni di euro per ogni città capoluogo (e 40 per le città metropolitane) per progetti di riqualificazione e rigenerazione urgenti di aree degradate e periferiche. Bando a cui ha partecipato come noto anche Ravenna con un progetto sulla darsena da complessivi 26 milioni di euro (vedi articoli correlati), che però ha ottenuto solo 50 punti (al primo posto c’è Bari con 95), piazzandosi al 73esimo posto su 120 totali.

Solo i primi 24 progetti – si legge nel Decreto di approvazione – saranno finanziati con i 500 milioni di euro stanziati dalla Legge di Stabilità 2016; gli altri 96 (tra cui appunto quello della darsena di Ravenna), per un fabbisogno di 1,6 miliardi di euro, saranno finanziati – citiamo sempre il decreto – con «risorse successivamente disponibili». Sono quindi stati confermati i circa 12,8 milioni di euro richiesti dal Comune di Ravenna, ma sui tempi ora c’è grande incertezza, mentre i primi 24 Comuni classificati dovranno presentare i propri progetti per ottenere i finanziamenti entro il mese di febbraio.

Ai primi posti dopo Bari si trovano Avellino, Lecce, Vicenza e Bergamo, al sesto posto la prima città emiliano-romagnola, Modena, mentre Bologna strappa il finanziamento immediato con il 24esimo posto. La prima città romagnola è invece Forlì, al 29esimo posto con 8 milioni in arrivo per vari progetti e che serviranno per la riqualificazione del Foro Boario, per l’acustica del San Giacomo, per la sistemazione del palazzo del Merenda, per il giardino dei musei in piazza Guido da Montefeltro e per altri interventi riferiti al centro storico.

Hera: dal 2017 le attività in regione alimentate solo con energie rinnovabili

Il fabbisogno annuo è pari a quello necessario per volare 1.174 volte tra Milano e New York o far viaggiare 60mila auto diesel

Tutte le attività gestite da Hera in Emilia Romagna a partire dal 2017 saranno alimentate al 100 percento da energia proveniente da fonti rinnovabili. L’annuncio è della multiutility che fornisce anche la dimensione del consumo annuo: per le attività di gestione dei servizi ambientali, energia e idrico il fabbisogno è 325 GWh che corrispondono ai consumi annui di oltre 120mila famiglie e all’energia necessaria per compiere 1.174 volte la tratta aerea fra Milano e New York oppure per alimentare gli spostamenti annui – calcolati mediamente in 21 mila km – di oltre 60mila automobili a gasolio. Nell’ambito dei servizi erogati dal gruppo, il settore più interessato dal raggiungimento di questo ambizioso obiettivo è quello del ciclo idrico, a cui è imputabile il 90 percento dei consumi, e del quale in questo modo viene garantita la massima sostenibilità.

«Un passo fondamentale verso il “carbon footprint zero” – si legge nella nota diffusa da Hera, frutto di un impegno che parte da lontano e che colloca il Gruppo Hera fra le principali esperienze nazionali in fatto di risparmio delle risorse energetiche e di contrasto al cambiamento climatico, in grado di anticipare gli indirizzi fissati dalla Strategia Energetica Nazionale, da Bruxelles con il “Pacchetto Clima-Energia” e dall’Onu con l’Agenda al 2030 per lo sviluppo sostenibile».

Grazie all’utilizzo di energia pulita sarà possibile evitare ogni anno l’emissione in atmosfera di 144mila tonnellate di CO2: «Un risultato fondamentale a tutela del clima e della qualità dell’aria, che acquista ancora più valore in considerazione dei continui sforamenti dei limiti di PM10 che si registrano nella pianura padana». Hera propone un equivalenza per dare un’idea più intuitiva: «Per assorbire 144mila tonnellate di CO2 una foresta di 240 km quadrati impiegherebbe circa un anno».

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