domenica
26 Aprile 2026

Per la prima volta un ravennate nel consiglio nazionale della federazione baseball

Il 59enne Vincenzo “Gigi” Mignola eletto con il gruppo Change Up che ha vinto la presidenza: «Un risultato che premia anche l’attività del territorio»

Il 59enne ravennate Vincenzo Mignola, meglio noto come Gigi, è stato eletto nel consiglio nazionale della Fibs, la federazione italiana baseball softball. Mignola è presidente del comitato regionale Fibs in Emilia Romagna e da 40 anni protagonista attivo del movimento del batti e corri provinciale.

Mignola fa parte del gruppo Change Up che ha vinto la presidenza alla 35esima assemblea svoltasi a Salsomaggiore il 26 novembre: Andrea Marcon ha sconfitto al ballottaggio con il 51,34 percento dei voti il vicepresidente uscente Massimo Fochi, ribaltando il risultato del primo turno dove l’ex Nazionale parmigiano aveva prevalso con il 43 percento su Marcon, fermatosi al 35, e sul santarcangiolese Alberto Antolini, general manager del San Marino e animatore del gruppo LaCremona, al 20 percento. «La voglia di cambiamento rispetto alla gestione precedente, quindici anni di presidenza Fraccari e vicepresidenza di Fochi, ha visto compattare i voti delle due minoranze in maniera naturale su Marcon – commenta Mignola -, nonostante Antolini avesse lasciato mano libera alle società sostenitrici e non avesse stretto accordi di nessun tipo con il candidato di Change Up».

Per due anni ha lavorato alla costruzione del gruppo Change Up e al percorso di candidatura di Marcon e ora Mignola è il primo ravennate a conseguire la carica di consigliere federale Fibs ed entra in consiglio come quinto degli eletti (su 7) in quota dirigenti. Nei prossimi giorni annuncerà le dimissioni dal Cr Emilia Romagna ed aveva già annunciato prima delle elezioni la sua intenzione a non ricandidarsi al ruolo regionale.

«La mia vittoria è anche un premio ad un movimento, quello ravennate, che da anni ormai ha scelto di puntare moltissimo sullo sviluppo dei settori giovanili, con le società del Cral E. Mattei Ravenna Baseball, Bsc Godo, Asd Goti e Faenza Baseball protagoniste sul territorio non solo dal punto di vista meramente agonistico ma anche dal punto di vista sociale ed educativo».

Per la prima volta un ravennate nel consiglio nazionale della federazione baseball

Il 59enne Vincenzo “Gigi” Mignola eletto con il gruppo Change Up che ha vinto la presidenza: «Un risultato che premia anche l’attività del territorio»

Il 59enne ravennate Vincenzo Mignola, meglio noto come Gigi, è stato eletto nel consiglio nazionale della Fibs, la federazione italiana baseball softball. Mignola è presidente del comitato regionale Fibs in Emilia Romagna e da 40 anni protagonista attivo del movimento del batti e corri provinciale.

Mignola fa parte del gruppo Change Up che ha vinto la presidenza alla 35esima assemblea svoltasi a Salsomaggiore il 26 novembre: Andrea Marcon ha sconfitto al ballottaggio con il 51,34 percento dei voti il vicepresidente uscente Massimo Fochi, ribaltando il risultato del primo turno dove l’ex Nazionale parmigiano aveva prevalso con il 43 percento su Marcon, fermatosi al 35, e sul santarcangiolese Alberto Antolini, general manager del San Marino e animatore del gruppo LaCremona, al 20 percento. «La voglia di cambiamento rispetto alla gestione precedente, quindici anni di presidenza Fraccari e vicepresidenza di Fochi, ha visto compattare i voti delle due minoranze in maniera naturale su Marcon – commenta Mignola -, nonostante Antolini avesse lasciato mano libera alle società sostenitrici e non avesse stretto accordi di nessun tipo con il candidato di Change Up».

Per due anni ha lavorato alla costruzione del gruppo Change Up e al percorso di candidatura di Marcon e ora Mignola è il primo ravennate a conseguire la carica di consigliere federale Fibs ed entra in consiglio come quinto degli eletti (su 7) in quota dirigenti. Nei prossimi giorni annuncerà le dimissioni dal Cr Emilia Romagna ed aveva già annunciato prima delle elezioni la sua intenzione a non ricandidarsi al ruolo regionale.

«La mia vittoria è anche un premio ad un movimento, quello ravennate, che da anni ormai ha scelto di puntare moltissimo sullo sviluppo dei settori giovanili, con le società del Cral E. Mattei Ravenna Baseball, Bsc Godo, Asd Goti e Faenza Baseball protagoniste sul territorio non solo dal punto di vista meramente agonistico ma anche dal punto di vista sociale ed educativo».

Bunge, un anno per cambiare gli impianti per ridurre emissioni di puzza e polveri

L’amministratore delegato illustra i tempi al comitato Aria Pulita di Marina. Previsto un aumento di produzione e nuove assunzioni

Servirà poco più di un anno per la sostituzione dei vecchi impianti della Bunge, che produce derivati dal trattamento di semi oleosi, con nuovi più moderni e attrezzati per ridurre le emissioni di puzza e polveri nell’aria. Così fanno sapere dal comitato Aria Pulita dopo un incontro avuto il 30 novembre con Alessandro Vitiello, amministratore delegato dell’azienda nell’area industriale di Porto Corsini.

La tabella di marcia illustrata dal manager, e riportata dai referenti dell’associazione cittadina, sarebbe quindi questa: fermata dell’impianto di crushing per 15 giorni da gennaio al 20 agosto, poi il 21 di agosto una lunga fermata sino al 19 febbraio 2018 per consentire l’installazione delle apparecchiature previste dal progetto. «Pertanto – dice ancora la pro loco – dopo agosto le emissioni odorigene si presume debbano cessare e con l’avvio del nuovo impianto ridursi in maniere sostanziale. Con l’aumento della produzione si profilerà anche l’aumento del personale con nuovi posti di lavoro. Noi ci auguriamo che tutto ciò avvenga, ma quello che più ci rassicurerà saranno gli stretti controlli, non solo da parte della magistratura, ma anche dall’ente preposto a tale scopi vale a dire ex provincia ora Sac».

Oltre all’incontro con Vitiello, Marino Moroni della pro loco di Marina di Ravenna, Adalberto Serafini del comitato cittadino e Domenico Sgrò del comitato Aria Pulita hanno avuto un incontro anche con il procuratore capo Alessandro Mancini: «Va sottolineata la sensibilità ad un problema che da tanti anni crea fastidio a Marina di Ravenna e a Porto Corsini ma che, grazie all’interessamento della magistratura, andrà probabilmente verso una soluzione. Tutti ci auguriamo che la situazione possa risolversi in tempi brevi ed in modo positivo».

Bunge, un anno per cambiare gli impianti per ridurre emissioni di puzza e polveri

L’amministratore delegato illustra i tempi al comitato Aria Pulita di Marina. Previsto un aumento di produzione e nuove assunzioni

Servirà poco più di un anno per la sostituzione dei vecchi impianti della Bunge, che produce derivati dal trattamento di semi oleosi, con nuovi più moderni e attrezzati per ridurre le emissioni di puzza e polveri nell’aria. Così fanno sapere dal comitato Aria Pulita dopo un incontro avuto il 30 novembre con Alessandro Vitiello, amministratore delegato dell’azienda nell’area industriale di Porto Corsini.

La tabella di marcia illustrata dal manager, e riportata dai referenti dell’associazione cittadina, sarebbe quindi questa: fermata dell’impianto di crushing per 15 giorni da gennaio al 20 agosto, poi il 21 di agosto una lunga fermata sino al 19 febbraio 2018 per consentire l’installazione delle apparecchiature previste dal progetto. «Pertanto – dice ancora la pro loco – dopo agosto le emissioni odorigene si presume debbano cessare e con l’avvio del nuovo impianto ridursi in maniere sostanziale. Con l’aumento della produzione si profilerà anche l’aumento del personale con nuovi posti di lavoro. Noi ci auguriamo che tutto ciò avvenga, ma quello che più ci rassicurerà saranno gli stretti controlli, non solo da parte della magistratura, ma anche dall’ente preposto a tale scopi vale a dire ex provincia ora Sac».

Oltre all’incontro con Vitiello, Marino Moroni della pro loco di Marina di Ravenna, Adalberto Serafini del comitato cittadino e Domenico Sgrò del comitato Aria Pulita hanno avuto un incontro anche con il procuratore capo Alessandro Mancini: «Va sottolineata la sensibilità ad un problema che da tanti anni crea fastidio a Marina di Ravenna e a Porto Corsini ma che, grazie all’interessamento della magistratura, andrà probabilmente verso una soluzione. Tutti ci auguriamo che la situazione possa risolversi in tempi brevi ed in modo positivo».

Un morto e tre feriti in uno scontro fra tre auto

La vittima è un 57enne di Brisighella al volante della vettura che ha innescato l’incidente

Il bilancio di un incidente che ha coinvolto tre vetture a Faenza sulla Brisighellese verso le 16 del 2 dicembre è di un morto e tre feriti. Dal sito dell’agenzia Ansa leggiamo alcune righe dell’episodio: un 57enne, al volante di una Ford Fiesta, per cause ancora al vaglio della polizia municipale, si è scontrato con una Fiat Panda e la successiva carambola ha coinvolto anche un terza vettura, una Alfa Romeo Giulietta. Per il 57enne, originario di Brisighella, non c’è stato nulla da fare. Il tratto di strada è rimasto chiuso al traffico fino alle 18.30 circa per consentire i soccorsi e i rilievi del caso.

Le Albe mettono in scena la Commedia Chiunque potrà partecipare all’Inferno

Non ci sono limiti di età, lingua e preparazione: 34 repliche da maggio 2017 nel Ravenna Festival

Non ci sono limiti di età, di lingua o di preparazione specifica: chiunque potrà partecipare alla messa in scena dell’Inferno di Dante, prima parte del progetto “La Divina Commedia: 2017-2021” commissionato da Ravenna Festival al Teatro delle Albe. Inferno – 34 repliche al Ravenna Festival dal 24 maggio 2017 – potrebbe diventare il lavoro più complesso e articolato mai concepito dalla compagnia fondata da Marco Martinelli e Ermanna Montanari. Che chiedono l’apporto della loro città, Ravenna, per realizzarlo: «La chiave prima con cui tradurremo in termini scenici il “trasumanar” dantesco è pensare l’opera in termini di sacra rappresentazione medievale». Non si costruiscono edifici teatrali nell’epoca di Dante, ma tutta la città è un palcoscenico, dalle chiese alle piazze: e nei “misteri” i giullari professionisti vengono affiancati da centinaia di cittadini, molti in veste di “figuranti”, altri che pensano a costruire le scene, i costumi, le luci. È una città intera che si mette in scena, e mette in scena la propria visione civile e filosofica.

Dal 6 dicembre (data del primo degli incontri di preparazione al progetto) si aprirà a Ravenna un “Cantiere Dante”, rivolto a tutti coloro che vorranno partecipare a un grande “laboratorio” che vedrà i cittadini impegnati con mansioni e livelli diversi di partecipazione alla creazione: canto, danza e movimento, recitazione corale, costruzione di scene e costumi, arti visive. Poi, in gennaio, ci sarà un primo incontro illustrativo e organizzativo con tutti coloro che fino a quel momento si saranno presentati alla chiamata, che comunque sarà valida fino alla primavera del 2017.

Martedì 6 dicembre (alle 16) Martinelli e Montanari sono stati invitati a illustrare la chiamata pubblica durante il consiglio comunale in residenza municipale, con un’introduzione dell’assessore alla Cultura del Comune di Ravenna, Elsa Signorino, e alla presenza di Franco Masotti della direzione artistica del Ravenna Festival.

Le Albe mettono in scena la Commedia Chiunque potrà partecipare all’Inferno

Non ci sono limiti di età, lingua e preparazione: 34 repliche da maggio 2017 nel Ravenna Festival

Non ci sono limiti di età, di lingua o di preparazione specifica: chiunque potrà partecipare alla messa in scena dell’Inferno di Dante, prima parte del progetto “La Divina Commedia: 2017-2021” commissionato da Ravenna Festival al Teatro delle Albe. Inferno – 34 repliche al Ravenna Festival dal 24 maggio 2017 – potrebbe diventare il lavoro più complesso e articolato mai concepito dalla compagnia fondata da Marco Martinelli e Ermanna Montanari. Che chiedono l’apporto della loro città, Ravenna, per realizzarlo: «La chiave prima con cui tradurremo in termini scenici il “trasumanar” dantesco è pensare l’opera in termini di sacra rappresentazione medievale». Non si costruiscono edifici teatrali nell’epoca di Dante, ma tutta la città è un palcoscenico, dalle chiese alle piazze: e nei “misteri” i giullari professionisti vengono affiancati da centinaia di cittadini, molti in veste di “figuranti”, altri che pensano a costruire le scene, i costumi, le luci. È una città intera che si mette in scena, e mette in scena la propria visione civile e filosofica.

Dal 6 dicembre (data del primo degli incontri di preparazione al progetto) si aprirà a Ravenna un “Cantiere Dante”, rivolto a tutti coloro che vorranno partecipare a un grande “laboratorio” che vedrà i cittadini impegnati con mansioni e livelli diversi di partecipazione alla creazione: canto, danza e movimento, recitazione corale, costruzione di scene e costumi, arti visive. Poi, in gennaio, ci sarà un primo incontro illustrativo e organizzativo con tutti coloro che fino a quel momento si saranno presentati alla chiamata, che comunque sarà valida fino alla primavera del 2017.

Martedì 6 dicembre (alle 16) Martinelli e Montanari sono stati invitati a illustrare la chiamata pubblica durante il consiglio comunale in residenza municipale, con un’introduzione dell’assessore alla Cultura del Comune di Ravenna, Elsa Signorino, e alla presenza di Franco Masotti della direzione artistica del Ravenna Festival.

Controllati 250 studenti sugli autobus Trovati due minorenni con marijuana

Operazione antidroga dei carabinieri con 15 militari e tre cani sulle linee da Riolo e Modigliana

Operazione antidroga tra gli studenti delle scuole superiori di Faenza: un 15enne e un 16enne sono stati trovati in possesso di marijuana, in quantità per uso personale, durante il controllo di circa 250 ragazzi che ieri mattina, 2 dicembre, viaggiavano su quattro autobus diretti alla città manfreda da Modiglia e Riolo Terme. Quindici militari della compagnia di Faenza hanno fermato i bus, dove a bordo erano già saliti dalla partenza alcuni carabinieri in borghese, e sono intervenuti con tre cani antidroga: Sid, Gek e Magic. L’operazione è stata messa a punto dopo quanto emerso in occasione di altri controlli quando erano stati trovati altri studenti in possesso di piccole dosi.

Sono stati proprio i cani a fiutare i due studenti. Il 15enne, puntato a lungo da uno degli animali, appena sceso dal bus ha gettato un pacchetto di sigarette sotto un’auto: dentro una dose di marijuana confezionata. Nello zaino aveva un grinder e altri contenitori vuoti. A casa nascosta in salotto c’erano altri 6 grammi. Il 16enne invece nascondeva il fumo in un calzino. I genitori dei due minorenni sono stati contattati, convocati in caserma e hanno assistito alle perquisizini domiciliari. I ragazzi sono stati segnalati alla prefettura per detenzione di stupefacenti per uso personale.

Il capitano Cristiano Marella, comandante della compagnia di Faenza, commenta così l’operazione: «Le indagini antidroga vengono svolte a tutto campo, infatti per arrivare allo spacciatore o comunque agli anelli forti della catena di distribuzione degli stupefacenti è indispensabile ricostruire la rete di clienti, a maggior ragione quando lo spaccio di sostanze illecite è rivolto a giovanissimi. Il passaggio dalle droghe definite leggere a quelle pesanti, come cocaina ed eroina, è più veloce di quanto si possa immaginare, infatti gli spacciatori spingono proprio verso stupefacenti pesanti perché consentono loro maggiori guadagni non tenendo per nulla conto degli effetti devastanti sulla salute procurati da quelle sostanze. Circa un mese fa, proprio a seguito dei controlli svolti precedentemente in alcune scuole di faenza che ci avevano consentito di raccogliere indizi investigativi molto utili, abbiamo portato a termine un’indagine che si è conclusa con l’arresto di uno spacciatore che era diventato il punto di riferimento per molti minorenni che compravano da lui la droga prima di entrare o scuola oppure al termine delle lezioni».

Vigili del fuoco, 6mila interventi nel 2016 «Ma la carenza di organico è critica»

Un quinto delle uscite in provincia è per incendi, un decimo per incidenti stradali. Il 4 dicembre torna Pompieropoli per i bambini

Un intervento su cinque è stato per un incendio, un intervento su dieci è stato per un incidente stradale. Queste le statistiche che riguardano i seimila interventi svolti dai vigili del fuoco in provincia di Ravenna nel 2016. I dati sono stati resi noti stamane, 2 dicembre, dal comandante Pierpaolo Patrizietti in occasione della festività di Santa Barbara (4 dicembre), protettrice dei vigili del fuoco. Dal massimo dirigente provinciale arriva anche la segnalazione per «la carenza di organico del personale amministrativo, aggravata dalle numerose assenze a vario titolo, che costituisce una criticità del comando, rispetto alla quale non si intravvedono soluzioni a breve scadenza». Patrizietti auspica una immissione in ruolo «di alcune importanti figure a mezzo di concorso nazionale, anche in relazione agli ormai prossimi collocamenti a riposo di ulteriori unità di supporto amministrativo».

CERVIA. Il 2016 sarà anche il primo anno in cui Cervia ha avuto un distaccamento permamente (attivo dall’1 ottobre 2015) che ha svolto in totale 750 interventi (2.860 quelli dalla sede centrale di viale Randi a Ravenna): «Dall’1 settembre scorso il distaccamento è stato rilocato in una sede provvisoria a Castiglione, stante l’avvio dei lavori di adeguamento e ristrutturazione dell’immobile in via Galeno 1. L’operatività del distaccamento è stata garantita grazie anche e soprattutto al contributo attivo di tutto il personale, che con lungimiranza sopporta oggi qualche lieve sacrificio operando in una sede provvisoria, per avere domani una sistemazione logistica definitiva, consona ad una sede operativa. È un risultato importante in assoluto, grazie soprattutto all’amministrazione comunale di Cervia, che ha impegnato risorse umane e finanziarie per conseguire l’importante obiettivo, in un momento storico come quello attuale in cui le sedi difficilmente si aprono ma più spesso, purtroppo, si chiudono».

PORTO CHIUSO. Come già reso noto al tempo, l’apertura definitiva di Cervia ha reso inevitabile la chiusura del distaccamento al porto di Ravenna: «La cosa non pregiudica, nel medio termine, il ripristino dell’operatività terrestre del distaccamento Porto, ove si riesca a conseguire un ulteriore incremento di organico per far fronte alle esigenze connesse alla presenza dei rischi del territorio contiguo al porto».

ALTRE SEDI. A Faenza il comando si è prodigato sia per la ristrutturazione di un immobile esistente quale nuova sede sia per la verifica della fattibilità della ristrutturazione della attuale sede. A Lugo è stata avviata dall’amministrazione comunale, di concerto con la Prefettura, una procedura di evidenza pubblica per individuare una nuova sede idonea anche sotto il profilo sismico.

TERREMOTO IN CENTRO ITALIA. Dal 24 agosto il comando provinciale ha partecipato attivamente all’emergenza sisma che ha interessato il centro Italia inviando sezioni operative composte da 9 unità ciascuna in occasione di 6 avvicendamenti di durata settimanale: gli uomini sono stati impiegati in provincia di Ascoli Piceno e Macerata, nei primi giorni dell’emergenza in operazioni innanzitutto nella ricerca di persone disperse a seguito di crolli, successivamente in attività di messa in sicurezza degli edifici danneggiati, recupero beni di prima necessità, delimitazione zone rosse interdette al pubblico, demolizione manufatti di modeste dimensioni pericolanti in corrispondenza della pubblica via.

PREVENZIONE INCENDI. Sotto il profilo della prevenzione incendi e servizi di vigilanza sono state presentate 269 istanze di parere di conformità, 23 istanze di deroga, 128 istanze di sopralluogo per rilascio certificato di prevenzione incendi per attività a rischio alto, 395 istanze di rinnovo e/o voltura dei certificati di prevenzione incendi già rilasciati, 151 sono stati i controlli effettuati d’ufficio a seguito di sorteggio tra segnalazioni certificate di inizio attività presentate per attività a rischio basso che rappresentano il 40 percento di quelle presentate (409), 37 sono stati i controlli effettuati d’ufficio a seguito di sorteggio tra segnalazioni certificate di inizio attività presentate per attività a rischio medio, che rappresentano il 37 percento di quelle presentate (102). Il comitato tecnico regionale in luglio ha assegnato al comando il coordinamento dei gruppi di lavoro per l’esame dei Rapporti di sicurezza relativi a 13 aziende a rischio di incidente rilevante.

POMPIEROPOLI. Come tradizione nel pomeriggio di Santa Barbara, dalle 15 del 4 dicembre, alla sede centrale a cura della associazione nazionale Vvf verrà svolta la manifestazione “Pompieropoli” con l’obiettivo, attraverso un percorso ludico a misura di bambino, di insegnare ai bambini cos’è il rischio attraverso il gioco. Consiste in un percorso in miniatura che simula le attività effettuate dai vigili del fuoco in caso di emergenza e di incendi, in modo da sviluppare il senso di autoprotezione dai rischi e, attraverso il percorso, la capacità di riconoscere e affrontare alcuni dei pericoli che più comunemente si possono incontrare. I bambini indosseranno protezioni di sicurezza come quelle dei vigili del fuoco, un elmetto e una pettorina, e al termine del percorso con un idrante avranno spento un vero incendio. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

«Hera ha troppi conflitti di interesse, la raccolta rifiuti torni al Comune»

La proposta della lista civica La Pigna dopo la gara deserta e il rinnovo del subappalto al gruppo di imprese guidato da Ciclat

La lista civica La Pigna annuncia che presenterà un ordine del giorno in consiglio comunale a Ravenna chiedendo al sindaco di riportare i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti in capo al Comune e non più in appalto a Hera. Lo fa sapere Veronica Verlicchi, coordinatrice della lista rappresentata in municipio da Maurizio Bucci. Che durante la campagna elettorale in cui era candidato sindaco aveva denunciato «un grandissimo conflitto d’interesse in Hera» e ora torna a farlo dopo la gara della multiutility andata deserta: nessuna offerta per il subappalto del servizio raccolta e smaltimento in provincia, nemmeno dal gruppo di imprese capeggiato da Ciclat che sta svolgendo oggi le operazioni.

«È bene sottolineare – dice Verlicchi – che questo nuovo bando prevedeva una base d’asta di 18 milioni di euro, esattamente la stessa cifra con la quale la società Aimeri era riuscita ad aggiudicarsi l’appalto la scorsa primavera (superando l’offerta del gruppo Ciclat, ndr). All’epoca tutti, tranne noi de La Pigna, gridarono allo scandalo per un ribasso così elevato dalla base d’asta che era di 22 milioni di euro dichiarando che l’importo di aggiudicazione di fatto avrebbe prodotto delle perdite per il gestore del servizio.
Oggi che, come sottolineato, la base d’asta è pari all’importo dello scandalo, nessuno dice nulla. La base d’asta così bassa si è rivelata un deterrente molto efficace per scoraggiare dal partecipare qualsiasi concorrente di Ciclat. Questa situazione ha agevolato la proroga dell’incarico a Ciclat, conservando così gli interessi dei soliti soggetti. La conferma arriva anche dall’assessore all’Ambiente, Gianandrea Baroncini, il quale dichiara che Hera prorogherà, per la seconda volta consecutiva, il servizio alla Ciclat. Chi fa le spese di tutto questo? Noi ravennati, ovviamente. Questa nuova proroga del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti comporta, infatti, un maggior costo a carico di noi cittadini e delle imprese».

La proroga finira anche in un esposto che Bucci intende segnalare all’Autorità Anticorruzione e alla procura della Repubblica. Anche sulla scorta di quanto proprio l’Anac ha rilevato nelle scorse settimane: «Dopo aver svolto una verifica sugli appalti e gli affidamenti di Hera spa e di Hera Ambiente degli ultimi tre anni, ha rilevato ben dieci macro violazioni ad Hera Spa e cinque macro violazioni ad Hera Ambiente: violazione dei principi di trasparenza nell’attività delle commissioni di gara, restrizione della libera concorrenza mediante inserimento nei bandi di requisiti specifici tali da escludere una più ampia platea di partecipanti, tempi stringati per la presentazione delle offerte al fine di limitare la partecipazione a più soggetti economici, rinnovi continui e scarsamente motivati, poca chiarezza sui criteri per la scelta delle ditte».

A Solarolo ci pensano sei profughi a curare le aree verdi del Comune

Ai giardini pubblici, in viale Marconi vicino alle scuole e al parco della stazione al lavoro due squadre tre mattine a settimana

Da metà ottobre sei richiedenti asilo nigeriani e pakistani ospiti a Solarolo svolgono alcuni lavori di cura del verde in zone di pertinenza comunale attraverso un progetto che coinvolge il Comune, l’Azienda di servizi alla persona (Asp) della Romagna Faentina e l’associazione di volontariato “Mons. Babini”. I sei volontari sono divisi in due squadre che lavorano lunedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 13 circa. La loro attività viene svolta ai giardini pubblici di viale Marconi e nel viale stesso, nella prima parte vicino alle scuole, e al parco vicino alla stazione. I materiali sono messi a disposizione dal Comune.

«Era doveroso da parte di questa amministrazione – commenta il sindaco Fabio Anconelli – chiedere a chi viene accolto nel nostro territorio, di restituire alla collettività un po’ di quanto ricevuto, in modo da favorire sempre più un reale e concreto percorso di integrazione. Questa iniziativa si aggiunge alla molte già presenti nell’Unione della Romagna Faentina che concretamente si pongono l’obiettivo di favorire la reciproca conoscenza tra i residenti e chi fugge da situazioni di guerra o di povertà estrema».

Il venerdì l’asilo resta aperto fino alle 23 così mamma e papà possono uscire da soli

L’iniziativa di un micronido privato a Ravenna che accoglie anche le mamme per l’allattamento. Aperture straordinarie la vigilia di Natale e San Silvestro.

Nei primi tempi dopo essere diventati genitori è difficile per lui e lei trovare la possibilità di un’uscita serale da soli e così c’è l’asilo nido privato che si è inventato l’apertura notturna per dare qualche ora di libertà alla coppia: inizia da questa sera, 2 dicembre, l’iniziativa del micronido “Crescere Insieme” a Ravenna che si chiama proprio “I venerdì sera per mamma e papà”. Nel giorno precedente al weekend la struttura per bimbi da 0 a 36 mesi in via Lago di Garda sposterà l’orario di chiusura dalle 18.30 alle 23.

L’asilo privato di Fortunata Franchi, dove le educatrici parlano anche inglese, offre una maggiore disponibilità di orari non seguendo il tradizionale calendario scolastico (la vigilia di Natale e l’ultimo giorno dell’anno sarà aperto mezza giornata) e inoltre per le mamme è possibile allattare all’asilo in appositi spazi dedicati. L’attività della struttura segue un progetto di outdoor education presentato dai responsabili agli uffici competenti del Comune per attività all’aperto come gite fuori porta in pineta o in spiaggia o in fattoria.

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