domenica
26 Aprile 2026

Il Comune ricorda la Liberazione E l’anniversario del voto alle donne

In piazza del Popolo corone e la banda, poi iniziative per le scuole

Domenica, 4 dicembre, ricorre il 72° anniversario della Liberazione di Ravenna dal nazifascismo.

Le iniziative di celebrazione promosse dal Comune prevedono alle 11 in piazza del Popolo la cerimonia di deposizione di corone e omaggio alla lapide in memoria dei Caduti della Seconda guerra mondiale, accompagnata dall’esibizione della banda cittadina.

Dal giorno dopo partiranno diverse altre iniziative, principalmente dedicate al 70° anniversario del voto alle donne (2 giugno 1946) che l’amministrazione comunale ha deciso di valorizzare in modo particolare. Lunedì 5 dicembre, alle 10 nella sala preconsiliare del municipio, sarà proiettato il video “Il ricordo del primo voto. Il 1946 delle donne”, curato dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea e che sarà presentato dal direttore Giuseppe Masetti. Per l’occasione si riunirà anche la commissione consiliare Pari Opportunità. Interverranno la presidente del consiglio comunale Livia Molducci, Adelina Grossi in rappresentanza dell’Anpi provinciale, il sindaco Michele de Pascale.

Sono state invitate le scuole superiori della città, chiamate a partecipare anche sabato 17 dicembre alle 10 alla sala D’Attorre di via Ponte Marino 2 all’iniziativa “La Spagna nel cuore. A ottanta anni dalla Guerra di Spagna”, promossa dall’Istituto storico della Resistenza e dall’Anpi di Ravenna. Interverranno: Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea; Bruna Tabarri, della presidenza provinciale Anpi e associata Aicvas (Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna). Saranno proiettate alcune scene del film “Terra di Spagna” (1937) di Joris Ivens, sceneggiatura di Ernest Hemingway.

Le tre iniziative sono completate dalla rassegna cinematografica “Donne resistenti”, realizzata in collaborazione con Udi e Casa delle donne di Ravenna, che prevede tre proiezioni a ingresso gratuito al cinema Jolly di via Renato Serra 33 il 5 dicembre (“Libera amore mio” di Mauro Bolognini – 1975), il 12 dicembre (“Rosenstrasse” di Margarethe von Trotta – 2003) e il 19 dicembre (“Non ci è stato regalato niente. Film documentario sulle donne nella Resistenza” di Eric Esser – 2014), sempre alle 21.

Il Comune ricorda la Liberazione E l’anniversario del voto alle donne

In piazza del Popolo corone e la banda, poi iniziative per le scuole

Domenica, 4 dicembre, ricorre il 72° anniversario della Liberazione di Ravenna dal nazifascismo.

Le iniziative di celebrazione promosse dal Comune prevedono alle 11 in piazza del Popolo la cerimonia di deposizione di corone e omaggio alla lapide in memoria dei Caduti della Seconda guerra mondiale, accompagnata dall’esibizione della banda cittadina.

Dal giorno dopo partiranno diverse altre iniziative, principalmente dedicate al 70° anniversario del voto alle donne (2 giugno 1946) che l’amministrazione comunale ha deciso di valorizzare in modo particolare. Lunedì 5 dicembre, alle 10 nella sala preconsiliare del municipio, sarà proiettato il video “Il ricordo del primo voto. Il 1946 delle donne”, curato dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea e che sarà presentato dal direttore Giuseppe Masetti. Per l’occasione si riunirà anche la commissione consiliare Pari Opportunità. Interverranno la presidente del consiglio comunale Livia Molducci, Adelina Grossi in rappresentanza dell’Anpi provinciale, il sindaco Michele de Pascale.

Sono state invitate le scuole superiori della città, chiamate a partecipare anche sabato 17 dicembre alle 10 alla sala D’Attorre di via Ponte Marino 2 all’iniziativa “La Spagna nel cuore. A ottanta anni dalla Guerra di Spagna”, promossa dall’Istituto storico della Resistenza e dall’Anpi di Ravenna. Interverranno: Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea; Bruna Tabarri, della presidenza provinciale Anpi e associata Aicvas (Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna). Saranno proiettate alcune scene del film “Terra di Spagna” (1937) di Joris Ivens, sceneggiatura di Ernest Hemingway.

Le tre iniziative sono completate dalla rassegna cinematografica “Donne resistenti”, realizzata in collaborazione con Udi e Casa delle donne di Ravenna, che prevede tre proiezioni a ingresso gratuito al cinema Jolly di via Renato Serra 33 il 5 dicembre (“Libera amore mio” di Mauro Bolognini – 1975), il 12 dicembre (“Rosenstrasse” di Margarethe von Trotta – 2003) e il 19 dicembre (“Non ci è stato regalato niente. Film documentario sulle donne nella Resistenza” di Eric Esser – 2014), sempre alle 21.

Al Pineta di Milano Marittima le riprese del nuovo film con Corona e Smaila

E il general manager della discoteca interpreterà se stesso…

“Italian Business”, la nuova commedia all’italiana che ha fatto molto parlare di sé negli ultimi mesi, sbarca al Pineta di Milano Marittima. All’interno della discoteca, mercoledì 7 dicembre, si ritroverà la troupe del film diretto dal regista Mario Chiavalin e prodotto da App Movie. I ciak sono previsti già verso la tarda mattinata e andranno avanti per tutta la giornata. Protagonisti delle riprese Costantino Vitagliano e Marco Amadori, il general manager del Pineta, che interpreterà se stesso in un cammeo che vedrà la partecipazione degli attori Jessica Elle e Gianni Fantoni. Le riprese vanno a completare l’episodio del film il cui protagonista è Fabrizio Corona, nell’ultimo lavoro portato a termine dall’ex fotografo prima dell’arresto.

Il film annovera un cast ricco di personaggi di spicco del mondo dello spettacolo, a cominciare dai tre protagonisti: Maurizio Mattioli, Fabrizio Corona e Cristina Mian. Al loro fianco un parterre capitanato da Umberto Smaila con il figlio Rudy, Umberto Sardella, Pippo Franco, Beppe Convertini, Gianclaudio Caretta, Demetra Hampton, miss Venezuela Astrid Pinero Herrera e tanti altri.

I ciak sono cominciati ad inizio settembre e si sono divisi tra i colli Euganei, Padova, Jesolo e la provincia di Ferrara. L’uscita del film, in migliaia di sale italiane, è prevista per l’ultima settimana di gennaio.

“Italian business” è una commedia all’italiana che si articola su tre episodi, con una chiave di lettura comune: i finanziamenti promossi dall’Unione Europea a chi decide di avviare o rilanciare un’attività. Un sogno per i tre protagonisti ostaggio della crisi economica, ma anche l’opportunità di una truffa gigantesca per una torbida associazione criminale.

Al Pineta di Milano Marittima le riprese del nuovo film con Corona e Smaila

E il general manager della discoteca interpreterà se stesso…

“Italian Business”, la nuova commedia all’italiana che ha fatto molto parlare di sé negli ultimi mesi, sbarca al Pineta di Milano Marittima. All’interno della discoteca, mercoledì 7 dicembre, si ritroverà la troupe del film diretto dal regista Mario Chiavalin e prodotto da App Movie. I ciak sono previsti già verso la tarda mattinata e andranno avanti per tutta la giornata. Protagonisti delle riprese Costantino Vitagliano e Marco Amadori, il general manager del Pineta, che interpreterà se stesso in un cammeo che vedrà la partecipazione degli attori Jessica Elle e Gianni Fantoni. Le riprese vanno a completare l’episodio del film il cui protagonista è Fabrizio Corona, nell’ultimo lavoro portato a termine dall’ex fotografo prima dell’arresto.

Il film annovera un cast ricco di personaggi di spicco del mondo dello spettacolo, a cominciare dai tre protagonisti: Maurizio Mattioli, Fabrizio Corona e Cristina Mian. Al loro fianco un parterre capitanato da Umberto Smaila con il figlio Rudy, Umberto Sardella, Pippo Franco, Beppe Convertini, Gianclaudio Caretta, Demetra Hampton, miss Venezuela Astrid Pinero Herrera e tanti altri.

I ciak sono cominciati ad inizio settembre e si sono divisi tra i colli Euganei, Padova, Jesolo e la provincia di Ferrara. L’uscita del film, in migliaia di sale italiane, è prevista per l’ultima settimana di gennaio.

“Italian business” è una commedia all’italiana che si articola su tre episodi, con una chiave di lettura comune: i finanziamenti promossi dall’Unione Europea a chi decide di avviare o rilanciare un’attività. Un sogno per i tre protagonisti ostaggio della crisi economica, ma anche l’opportunità di una truffa gigantesca per una torbida associazione criminale.

Al Pineta di Milano Marittima le riprese del nuovo film con Corona e Smaila

E il general manager della discoteca interpreterà se stesso…

“Italian Business”, la nuova commedia all’italiana che ha fatto molto parlare di sé negli ultimi mesi, sbarca al Pineta di Milano Marittima. All’interno della discoteca, mercoledì 7 dicembre, si ritroverà la troupe del film diretto dal regista Mario Chiavalin e prodotto da App Movie. I ciak sono previsti già verso la tarda mattinata e andranno avanti per tutta la giornata. Protagonisti delle riprese Costantino Vitagliano e Marco Amadori, il general manager del Pineta, che interpreterà se stesso in un cammeo che vedrà la partecipazione degli attori Jessica Elle e Gianni Fantoni. Le riprese vanno a completare l’episodio del film il cui protagonista è Fabrizio Corona, nell’ultimo lavoro portato a termine dall’ex fotografo prima dell’arresto.

Il film annovera un cast ricco di personaggi di spicco del mondo dello spettacolo, a cominciare dai tre protagonisti: Maurizio Mattioli, Fabrizio Corona e Cristina Mian. Al loro fianco un parterre capitanato da Umberto Smaila con il figlio Rudy, Umberto Sardella, Pippo Franco, Beppe Convertini, Gianclaudio Caretta, Demetra Hampton, miss Venezuela Astrid Pinero Herrera e tanti altri.

I ciak sono cominciati ad inizio settembre e si sono divisi tra i colli Euganei, Padova, Jesolo e la provincia di Ferrara. L’uscita del film, in migliaia di sale italiane, è prevista per l’ultima settimana di gennaio.

“Italian business” è una commedia all’italiana che si articola su tre episodi, con una chiave di lettura comune: i finanziamenti promossi dall’Unione Europea a chi decide di avviare o rilanciare un’attività. Un sogno per i tre protagonisti ostaggio della crisi economica, ma anche l’opportunità di una truffa gigantesca per una torbida associazione criminale.

70mila euro per i campi da calcio: in arrivo una tribuna nuova all’Azzurra

Il Comune di Ravenna investe anche per realizzare nuovi impianti di illuminazione a Ponte Nuovo e San Zaccaria

Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici e Sport Roberto Fagnani, sono stati approvati dalla giunta del Comune di Ravenna progetti per l’infrastrutturazione di tre campi sportivi, che saranno realizzati con contributi comunali per un complesso di circa 70mila euro: una tribuna per lo storico campo da calcio di via Zalamella e l’illuminazione del campo da calcio numero 2 del polisportivo di Ponte Nuovo e del campo di allenamento dell’impianto sportivo comunale di San Zaccaria. Tali progetti sono stati promossi dalle società sportive che hanno in concessione gli impianti e che contribuiscono in quota parte alla realizzazione delle opere.

«Investire nello sport – commenta l’assessore Fagnani – significa investire in valore e crescita sociale e culturale. Per questo motivo nei prossimi anni vorremmo coinvolgere sempre più ragazzi attraverso le scuole, perché l’esperienza sportiva diventi parte integrante del percorso educativo dei nostri giovani. Troppo spesso, in passato, gli investimenti sulle strutture sportive sono stati sacrificati in un’ottica miope di risparmio. Dobbiamo invece cominciare a concepire lo sport come un vero e proprio ecosistema positivo, costituito non solo dalla competizione, ma anche dalle tante figure e professioni che vi ruotano intorno e che vi trasferiscono anche un valore economico, professionale ed educativo».

Entrando nel dettaglio dei tre progetti, il primo prevede l’installazione di una tribuna prefabbricata modulare (in acciaio zincato a caldo, delle dimensioni di 2,45 per 11,08 metri, con capienza di 87 posti) nel campo da calcio in via Zalamella 88, in concessione alla società sportiva dilettantistica Azzurra. L’importo dei lavori è di 15.440,72 euro, di cui 12.200 a carico dell’amministrazione comunale.

Il secondo progetto riguarda l’illuminazione del campo da calcio numero 2 del polisportivo di Ponte Nuovo, in via Ancona 43, in concessione all’associazione sportiva dilettantistica Polisportiva di Ponte Nuovo. L’importo dei lavori è di 42.140,39 euro, di cui 37.027,08 a carico dell’amministrazione comunale.

Il terzo progetto prevede l’illuminazione del campo di allenamento adiacente al campo da gioco principale dell’impianto sportivo comunale di San Zaccaria, in via Vicolo della Vecchia e in concessione all’associazione sportiva dilettantistica San Zaccaria. L’impianto sarà costituito da nuovi pali, dotati di proiettori Led. L’importo dei lavori è di 21.904 euro di cui 20.000 a carico dell’amministrazione comunale.

70mila euro per i campi da calcio: in arrivo una tribuna nuova all’Azzurra

Il Comune di Ravenna investe anche per realizzare
nuovi impianti di illuminazione a Ponte Nuovo e San Zaccaria

Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici e Sport Roberto Fagnani, sono stati approvati dalla giunta del Comune di Ravenna progetti per l’infrastrutturazione di tre campi sportivi, che saranno realizzati con contributi comunali per un complesso di circa 70mila euro: una tribuna per lo storico campo da calcio di via Zalamella e l’illuminazione del campo da calcio numero 2 del polisportivo di Ponte Nuovo e del campo di allenamento dell’impianto sportivo comunale di San Zaccaria. Tali progetti sono stati promossi dalle società sportive che hanno in concessione gli impianti e che contribuiscono in quota parte alla realizzazione delle opere.

«Investire nello sport – commenta l’assessore Fagnani – significa investire in valore e crescita sociale e culturale. Per questo motivo nei prossimi anni vorremmo coinvolgere sempre più ragazzi attraverso le scuole, perché l’esperienza sportiva diventi parte integrante del percorso educativo dei nostri giovani. Troppo spesso, in passato, gli investimenti sulle strutture sportive sono stati sacrificati in un’ottica miope di risparmio. Dobbiamo invece cominciare a concepire lo sport come un vero e proprio ecosistema positivo, costituito non solo dalla competizione, ma anche dalle tante figure e professioni che vi ruotano intorno e che vi trasferiscono anche un valore economico, professionale ed educativo».

Entrando nel dettaglio dei tre progetti, il primo prevede l’installazione di una tribuna prefabbricata modulare (in acciaio zincato a caldo, delle dimensioni di 2,45 per 11,08 metri, con capienza di 87 posti) nel campo da calcio in via Zalamella 88, in concessione alla società sportiva dilettantistica Azzurra. L’importo dei lavori è di 15.440,72 euro, di cui 12.200 a carico dell’amministrazione comunale.

Il secondo progetto riguarda l’illuminazione del campo da calcio numero 2 del polisportivo di Ponte Nuovo, in via Ancona 43, in concessione all’associazione sportiva dilettantistica Polisportiva di Ponte Nuovo. L’importo dei lavori è di 42.140,39 euro, di cui 37.027,08 a carico dell’amministrazione comunale.

Il terzo progetto prevede l’illuminazione del campo di allenamento adiacente al campo da gioco principale dell’impianto sportivo comunale di San Zaccaria, in via Vicolo della Vecchia e in concessione all’associazione sportiva dilettantistica San Zaccaria. L’impianto sarà costituito da nuovi pali, dotati di proiettori Led. L’importo dei lavori è di 21.904 euro di cui 20.000 a carico dell’amministrazione comunale.

70mila euro per i campi da calcio: in arrivo una tribuna nuova all’Azzurra

Il Comune di Ravenna investe anche per realizzare nuovi impianti di illuminazione a Ponte Nuovo e San Zaccaria

Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici e Sport Roberto Fagnani, sono stati approvati dalla giunta del Comune di Ravenna progetti per l’infrastrutturazione di tre campi sportivi, che saranno realizzati con contributi comunali per un complesso di circa 70mila euro: una tribuna per lo storico campo da calcio di via Zalamella e l’illuminazione del campo da calcio numero 2 del polisportivo di Ponte Nuovo e del campo di allenamento dell’impianto sportivo comunale di San Zaccaria. Tali progetti sono stati promossi dalle società sportive che hanno in concessione gli impianti e che contribuiscono in quota parte alla realizzazione delle opere.

«Investire nello sport – commenta l’assessore Fagnani – significa investire in valore e crescita sociale e culturale. Per questo motivo nei prossimi anni vorremmo coinvolgere sempre più ragazzi attraverso le scuole, perché l’esperienza sportiva diventi parte integrante del percorso educativo dei nostri giovani. Troppo spesso, in passato, gli investimenti sulle strutture sportive sono stati sacrificati in un’ottica miope di risparmio. Dobbiamo invece cominciare a concepire lo sport come un vero e proprio ecosistema positivo, costituito non solo dalla competizione, ma anche dalle tante figure e professioni che vi ruotano intorno e che vi trasferiscono anche un valore economico, professionale ed educativo».

Entrando nel dettaglio dei tre progetti, il primo prevede l’installazione di una tribuna prefabbricata modulare (in acciaio zincato a caldo, delle dimensioni di 2,45 per 11,08 metri, con capienza di 87 posti) nel campo da calcio in via Zalamella 88, in concessione alla società sportiva dilettantistica Azzurra. L’importo dei lavori è di 15.440,72 euro, di cui 12.200 a carico dell’amministrazione comunale.

Il secondo progetto riguarda l’illuminazione del campo da calcio numero 2 del polisportivo di Ponte Nuovo, in via Ancona 43, in concessione all’associazione sportiva dilettantistica Polisportiva di Ponte Nuovo. L’importo dei lavori è di 42.140,39 euro, di cui 37.027,08 a carico dell’amministrazione comunale.

Il terzo progetto prevede l’illuminazione del campo di allenamento adiacente al campo da gioco principale dell’impianto sportivo comunale di San Zaccaria, in via Vicolo della Vecchia e in concessione all’associazione sportiva dilettantistica San Zaccaria. L’impianto sarà costituito da nuovi pali, dotati di proiettori Led. L’importo dei lavori è di 21.904 euro di cui 20.000 a carico dell’amministrazione comunale.

«Il teatro strumento per amare il mondo»

Parla il premio Duse 2016 per la migliore attrice, Elena Bucci, che recentemente ha riportato in scena le Relazioni pericolose di Laclos

Elena BucciHa vinto da poco il più prestigioso premio per una attrice di prosa, il Premio Duse, Elena Bucci, originaria di Russi, è una delle voci più importanti della scena teatrale italiana, assieme alla sua compagnia Le belle bandiere. Abbiamo parlato un po’ con lei di teatro e di vita.

Com’è stato ricevere il premio Duse?
«È stata una sorpresa e una gioia. Credo che questo premio abbia riconosciuto anche il lavoro e la passione di molte altre persone che mi hanno sostenuto e accompagnato in questi anni e la pioggia di messaggi ha rinnovato tanti autentici legami costruiti nel tempo e mi ha confermato l’esistenza di una comunità attenta e paziente.  Ho sentito di doverlo dedicare a chi, con coraggio, spesso nell’ombra e lontano dai grandi media, fa del mestiere del teatro uno strumento per conoscere e amare il mondo, per trasformarlo in un luogo che accoglie e non respinge».

Per altro tu sei molto legata alla figura di Eleonora Duse a cui hai dedicato lo spettacolo Non sentire il male che hai registrato per Rai Radio3…
«Le sue lettere mi hanno fatto compagnia fin dai primi anni di teatro bolognesi e quando Walter Pretolani mi sollecitò a farne uno spettacolo, proprio nel momento in cui mi stavo allontanando da Leo de Berardinis, sentii che dovevo. Nel palazzo di San Giacomo abbandonato e vuoto, accompagnata dai miei tecnici, cominciai a studiare questa donna rivoluzionaria, coraggiosa e strana, capace di fare quello che io non sapevo e ancora mi accompagna e cambia ad ogni replica, da 16 anni».

Come è iniziato il tuo amore per il teatro?
«Il teatro mi è sempre piaciuto anche quando non sapevo di farlo, nel soggiorno della casa dei miei: costringevo tutti a recitare sfruttando le tende della vetrata come sipario. Una tiranna. Come quando tormentai i compagni di scuola per fare la compagnia, nel teatro parrocchiale Jolly di Russi nel quale volli tornare per le prime rassegne de Le belle bandiere».

Ci fu uno spettacolo che ti colpì particolarmente quando eri ragazza?
«Capitando a teatro a sedici anni con un abbonamento prestato rimasi folgorata da Carmelo Bene nel Riccardo III, passando da Santarcangelo per caso non potei distogliere lo sguardo da Morganti. Scoprii così che il teatro per me era un linguaggio e una cura. Mi pareva di non essere mai stata capace di farmi capire prima di averlo praticato. Quello che non sapevo era che si potesse farne una professione: quando lo scoprii, con disperazione dei miei».

Hai iniziato con un grande maestro come Leo De Berardinis. Quale dei suoi insegnamenti ti è rimasto più impresso?
«Leo mi ha insegnato che le prove in teatro servono anche a fermare il rumore dei falsi pensieri, delle parole vuote, per ascoltare in profondità, scoprire cosa esattamente possono dare ed essere le diverse nature delle persone e riflettere sulle infinite combinazioni tra luoghi, ritmi, energie, arti. Trasmetteva una grande fiducia nell’intuizione, sempre supportata dalla tecnica e dal rigore, e invitava a rischiare, a travolgere qualsiasi convenzione pur di afferrare il bagliore autentico di un’ispirazione. Vita e teatro erano la stessa cosa e si alimentavano a vicenda».

Sono state molte le soddisfazioni di questo lavoro, quale ricordi più intensamente?
«Sono le occasioni di maggiore rischio, le invenzioni dei testi, la scoperta di nuovi talenti, la creazione di spettacoli che hanno aperto nuovi luoghi al pubblico, le scelte pioniere, che, senza l’entusiasmo del teatro, non avrei mai avuto il coraggio di operare».

Hai anche dei rimpianti?
«Sì, la troppa dedizione a questo amore ha tolto tempo ed energia alle persone che amo».

Hai recitato grandi classici come Shakespeare e Goldoni e anche molti testi contemporanei, questo richiede un approccio diverso?
«Parto da una grande attrazione verso gli autori, una sorta di passione indiscreta verso i loro laboratori, ho il desiderio di smontare le opere per guardarci dentro e capire come sono fatte, per poi rimetterle insieme in un ordine un pochino diverso, con qualche imprecisione e fessura. In quelle differenze si nascondono il mio sguardo, il tempo che è passato, la vita di chi sta ora sul palco e offre tutti i suoi sensi all’opera».

A cosa stai lavorando?
«Nell’amato teatro di Russi abbiamo ripreso Le relazioni pericolose, a diciotto anni dal debutto con il Centro Teatrale Bresciano. E poi, per Emilia Romagna Teatri, affronteremo Prima della pensione di Bernhard, e un libro dei miei testi con CUE Press. Tutto questo sempre in collaboraziane con la mia compagnia Le belle bandiere».

Che consiglio daresti a una giovane attrice che inizia ora la sua carriera?
«Le direi di ascoltare con la maggiore intensità possibile i suoi desideri e le sue inclinazioni, di individuare, andando molto a teatro, chi la trasporti fuori di sé e fuori dal tempo, e poi di inseguirlo, imparando tutto quello che può. Le direi anche di vivere tutto quello che su un palco non può trovare, magari per farne poi materia per qualcosa che su un palco potrà arrivare».

Parla Rossi, nuovo presidente del porto «Fondali? Mi piacciono progetti fattibili»

Il manager operativo dal 5 dicembre. Le priorità: «Nomina del comitato, organizzazione interna, manutenzione ordinaria»

«L’organizzazione interna dell’ente pubblico e la manutenzione ordinaria del porto ormai diventata straordinaria per i ritardi accumulati»: ecco come Daniele Rossi, durante il viaggio di rientro a Ravenna da Roma dove dal ministro Graziano Delrio ha ricevuto il decreto di nomina a presidente dell’Autorità portuale di Ravenna oggi chiamata Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale, risponde alla domanda sulle priorità da affrontare a partire dal 5 dicembre quando metterà piede negli uffici di via Antico Squero.

Di fronte al dirigente ci sono giorni di frenetica attività per le incombenze burocratiche: «La nomina dei tre membri del comitato di gestione (indicati uno a testa da Comune, Regione e Capitaneria al posto del comitato portuale da venti componenti, ndr) e poi l’approvazione del bilancio preventivo entro fine anno». Alla vigilia della nuova avventura, il manager parte ringraziando quattro persone: «Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il ministro Graziano Del Rio che hanno voluto e sostenuto la mia nomina. Poi un grande apprezzamento al contrammiraglio Giuseppe Meli che ha svolto un lavoro importante e con cui negli ultimi mesi ho parlato spesso».

Originario della Toscana, il 56enne Rossi vive a Ravenna da cinque anni, da quando arrivò per l’incarico di amministratore delegato della Rosetti Marino. Da allora si è spostato spesso per lavoro ma la famiglia è rimasta ferma a Ravenna, scelta come casa: «Dopo tanti spostamenti per la carriera che ho fatto, ho deciso di non andarmene più da questa città. È la prima volta che decido di fermarmi in un posto. Mi considero ravennate». Condizione da più parti del mondo istituzionale indicata come necessaria per il nuovo presidente dopo i contrasti vissuti nella parte finale del mandato di Galliano Di Marco. Inevitabile affrontare il tema: «Ho da sempre impostato la mia carriera professionale sul dialogo con tutti gli stakeholder. Tendo a credere che non ci siano difficoltà insormontabile se c’è confronto e dialogo».

A segnare la fine della presidenza Di Marco fu il progetto hub per il maxi approfondimento dei fondali. Troppo presto per chiedere come immagina l’hub? «In effetti sì, è presto. Però una cosa posso già dirla: da uomo d’azienda credo molto nel fare le cose. Sono affascinato dai grandi progetti purché abbiano sempre una dimensione di fattibile».

Per la giornata di domani, 2 dicembre, è già in agenda un incontro con il sindaco Michele de Pascale. Che dice: «Una nomina di alta qualità di un professionista stimato, di grande esperienza, che conosce bene la città di Ravenna. Il suo compito sarà quello di partire da subito con il lavoro e di portare elementi di grande innovazione nel nostro porto. Io e il dottor Daniele Rossi ci conosciamo da tempo e condividiamo la visione sullo sviluppo del porto di Ravenna. Già da domani abbiamo in programma un incontro per cominciare subito a pianificare il lavoro».

È già in calendario anche quella che dovrebbe essere la prima uscita pubblica di Rossi nella nuova veste: interverrà il prossimo 16 dicembre al convegno Mareterra organizzato da Legacoop. L’iniziativa, intitolata “Futuro in porto. Un nuovo inizio per un nuovo sviluppo”, sarà ospitata a Palazzo Rasponi delle Teste (piazza Kennedy, Ravenna), dalle 9 alle 12.30.

Il ministro Delrio ha firmato il decreto: Rossi è il nuovo presidente del porto

Si chiudono nove mesi di commissariamento straordinario
Il nuovo dirigente è atteso in via Antico Squero dal 5 dicembre

Con la firma di oggi del ministro Graziano Delrio sul decreto di nomina è arrivato anche l’ultimo atto ufficiale richiesto dall’iter burocratico: adesso l’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale, nuova denominazione dell’Autorità portuale di Ravenna, ha un presidente ed è Daniele Rossi, come era ufficiosamente noto ormai da settimane. Si conclude così il periodo di commissariamento durato nove mesi dal mancato rinnovo di Galliano Di Marco al termine del suo primo mandanto. Il nuovo dirigente è atteso negli uffici di via Antico Squero dal 5 dicembre.

Questo in sintesi il profilo professionale di Rossi: 55 anni, laurea in Giurisprudenza a Milano, una lunga carriera nel mondo petrolifero soprattutto nella galassia Eni-Saipem, è stato ai vertici della romena Gsp che opera nel settore offshore. A Ravenna ha già lavorato: amministratore delegato della Rosetti Marino dal 2012 al 2014.

«È con grande soddisfazione che accogliamo la notizia della nomina ufficiale. La firma del ministro certifica la ripresa di un percorso lungamente atteso dalle imprese per tornare a progettare lo sviluppo di un’infrastruttura strategica non solo per Ravenna, ma per tutta la Romagna». Così Mario Mazzotti e Guglielmo Russo, direttore generale e presidente di Legacoop Romagna, salutano la nomina di Rossi. Ed è già in calendario il primo incontro ufficiale: «Nel corso del suo atteso intervento a Mareterra, l’evento che Legacoop Romagna organizza a Ravenna il prossimo 16 dicembre, avremo modo di esprimergli le proposte del movimento cooperativo sul futuro dello scalo e confrontarci sulle linee guida che intende dare al suo mandato». Mareterra torna a distanza di tre anni dall’ultima edizione: l’iniziativa, intitolata “Futuro in porto. Un nuovo inizio per un nuovo sviluppo”, sarà ospitata a Palazzo Rasponi delle Teste (piazza Kennedy, Ravenna), dalle 9 alle 12.30.

Parole di benvenuto anche da Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale: «Desidero esprimergli un augurio particolare perché il nuovo dirigente abbia da subito la consapevolezza della situazione riguardante il porto di Ravenna e i lavori che da tempo sono in stand by. Lavori sostanzialmente bloccati che richiedono un vigoroso rilancio per non arrivare troppo tardi in termini di competitività a tutto vantaggio degli altri scali nazionali».

La Cna di Ravenna esprime le più vive congratulazioni, «certi che saprà svolgere questo nuovo e così importante incarico con quelle doti di capacità, professionalità ed equilibrio che lo caratterizzano. L’esperienza in tutti i settori chiave dell’attività portuale e la sua conoscenza della città di Ravenna sono elementi fondamentali che favoriranno sicuramente il consolidamento del nostro scalo e il rilancio di tutta l’economia del territorio».

Per cambiare i biglietti del bus rubati chiede aiuto alla polizia: denunciato

Il giovane aveva anche cibo e indossava una maglia asportati dallo stesso chiosco dove erano spariti i ticket

Si è rivolto di persona alla polizia alla stazione per avere informazioni su come cambiare in denaro dei biglietti dell’autobus non utilizzati e quando gli agenti hanno guardato i numeri di serie dei ticket si sono accorti che erano una mazzetta rubata la notte precedente in un chiosco di piadine vicino alla stazione ferroviaria. Un 27enne marocchino è stato denunciato ieri mattina, 30 novembre, per ricettazione. Il giovane ha dichiarato di aver trovato i biglietti su un autobus ma la perquisizione ha trovato nel suo zaino generi alimentari e bevande asportate nello stesso furto. E pure la maglia che indossava gli è stata sequestrata in quanto di proprietà del titolare del chiosco e rubata nella stessa notte. Terminate le procedure di identificazione il 27enne è stato denunciato e sono state avviate le procedure per la sua espulsione dall’Italia.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi