lunedì
27 Aprile 2026

C’era una volta l’edicola: inesorabile declino delle rivendite di giornali

Settore sempre più in difficoltà. Appena 24 i chioschi rimasti in città, «Si guadagna 4 euro all’ora, la differenza la fa il servizio…»

edicola stadioNegli ultimi 15 anni in Italia avrebbero chiuso circa 15mila edicole, almeno un terzo del totale. Secondo il segretario generale del Sinagi, Giuseppe Marchica – da un articolo di “Prima Comunicazione“ – dal 2007 il guadagno medio degli edicolanti sarebbe calato vertiginosamente, al ritmo del meno 10/15 percento di entrate all’anno.

Le ragioni sono state sviscerate da critici dei media di tutto il mondo e vanno dalla crisi – che ha indotto a risparmiare anche l’euro sul giornale, peraltro diventato spesso quasi due – allo sviluppo di internet e social network, fino alla vera e propria crisi del giornalismo tradizionale che ha portato i giornali italiani a vendere dalle sei milioni di copie al giorno del 2000 ai 2,8 milioni del 2015 (dati Fieg) e alla chiusura di decine di testate anche di rilevanza nazionale.

Anche a Ravenna, naturalmente, le edicole stanno per forza di cose subendo gli effetti delle varie crisi e in questi ultimi tempi hanno chiuso i battenti sei chioschi. Ne restano, in città, solo 24, a cui si devono aggiungere altri 14 negozi-edicole (tra cui gli esercizi interni di stazione, ospedale, interporto e casa di cura Domus Nova) e 11 punti vendita “non esclusivi” – che vendono cioè anche giornali e riviste – come tabaccherie o supermercati. Nel forese resistono invece solo 4 chioschi, a cui bisogna aggiungere i 5 sui lidi (dove l’attività è spesso stagionale) che complessivamente (tenendo conto anche dei negozi esclusivi e non di forese e lidi) portano le edicole nel comune di Ravenna a una cifra attorno alle 110 unità, un terzo circa rispetto a quelle presenti complessivamente in provincia.

«Il periodo è sicuramente complicato – commenta Riccardo Ricci Petitoni della Fenagi-Confesercenti –, oltretutto quella dell’edicolante è un’occupazione impegnativa che non è possibile gestire come un secondo lavoro, come invece cerca di fare qualcuno. Richiede una quantità di tempo enorme (regolato anche da accordi nazionali, ndr), in special modo se rapportata con i guadagni: si stima che gli edicolanti lavorino per 4-4,5 euro all’ora. D’altronde la marginalità su un quotidiano, le cui vendite sono peraltro in picchiata, è inferiore al 20 percento lordo. Possono però fare praticamente di tutto e i margini ci sono vendendo tutto ciò che non è prodotto editoriale, come i giocattoli per bambini ad esempio».

edicola gulli«Come associazione – continua Ricci Petitoni –, cerchiamo di sensibilizzare gli associati sull’importanza del servizio: devono cercare di trasformare l’edicola da punto di rivendita del giornale a un hub in cui trovare tutta una serie di servizi come per esempio le ricariche o il pagamento dei bollettini, ma non solo. Purtroppo ancora non ha avuto i riscontri sperati, ma stiamo promuovendo la possibilità per gli edicolanti di ricevere direttamente i pacchi dei propri clienti, che con un piccolo costo in più possono così evitare di trovare nella buchetta il messaggio di mancata consegna del corriere espresso quando non sono in casa. In questo caso i margini per l’edicolante continuano a essere ridotti, ma è un modo come un altro per far entrare in edicola sempre più persone, per migliorare sempre di più il servizio…».

Tra le problematiche pratiche del mestiere dell’edicolante, a Ravenna così come spesso nel resto dell’Italia, quello poi di avere a che fare con un unico distributore, che in questo caso serve il territorio ravennate, cervese, riminese e anche parte delle Marche. «Un sistema di tipo industriale – commenta Ricci Petitoni – che ha fatto perdere il contatto diretto con l’edicolante, che non ha molti margini nelle richieste o per cercare di ridurre i resi, che in media si aggirano sul 30-33 percento del prodotto».
Allarga le braccia, Roberto Benini, responsabile ravennate del sindacato Snag. «Ormai – spiega quello che è anche uno dei due soci dell’edicola dello stadio di Ravenna – come sindacato non possiamo fare molto, l’ultima battaglia fu quella contro le liberalizzazioni del 2014, quando venne organizzato uno sciopero storico, ma ormai non è neppure tanto più questione di liberalizzazioni. La nostra crisi è legata principalmente a quella del settore, dell’editoria, oltre che a quella generale per cui tutti spendono meno e risparmiano anche sul giornale. Poi paghiamo ovviamente le conseguenze dell’arrivo del tablet e della diffusione di internet. E per fortuna che ci sono le persone anziane che continuano a leggere, i giovani ormai non lo fanno più. Vedere un ragazzo in edicola a comprare un giornale o anche una rivista è diventata una rarità. Per fortuna riusciamo ancora a fare affari con altre cose, penso ai giochi, alle figurine…»

Volley: la Teodora vince lo storico derby al Pala De André davanti a 2.200 persone

La capolista a punteggio pieno, ora può sognare la serie A

L’Olimpia Teodora ha fatto la storia della pallavolo italiana negli anni ottanta. Oggi, invece, Olimpia e Teodora sono due società diverse, avversarie in serie B1 e al Pala De André, dodici anni dopo l’ultima partita di volley femminile, è andato in scena uno storico derby per la città di Ravenna. Di fronte a circa 2.200 persone –  è stato necessario aprire anche la Tribuna Ovest, che inizialmente sarebbe dovuta invece restare chiusa – a vincere è stata la Teodora, quest’anno marchiata Conad-SìComputer, che continua così a restare in testa alla classifica a punteggio pieno, con 6 vittorie piene su altrettante partite disputate. L’Olimpia Cmc si è dovuta arrendere per 3-1.

Ora il volley femminile tornerà a Ravenna sabato prossimo, 26 novembre, con la capolista Teodora che riceve la Sia Coperture San Giustino, tra le ultime della graduatoria.

L’azienda Bunge puzza troppo: sequestro preventivo eseguito dai Carabinieri

Il provvedimento adottato dalla Procura di Ravenna dopo le denunce di disagi e malesseri da parte degli abitanti di Porto Corsini e Marina

BungeLo stabilimento industriale Bunge spa, collocato fra le banchine del Candiano e la via Baiona, nell’area del polo chimico, che produce derivati dal trattamento di semi oleosi è al centro di un’indagine della magistratura per emissioni di sostanze dannose per la popolazione.

Questa mattina, su mandato del procuratore capo Alessandro Mancini e del sostituto Cristina D’Aniello, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna e del Noe di Bologna hanno eseguito il sequestro preventivo dello stabilimento. Ai dirigenti reponsabili della Bunge è stato contestato il reato previsto dall’articolo 674 del codice penale, come precisano in una nota stampa i Carabinieri, «per l’emanazione nell’ambiente di vapori residuati dei processi industriali di trasformazione e di lavorazione di semi oleosi ed oli vegetali e prodotti derivati, con più condotte reiterate nel tempo, che consentivano che lo stabilimento producesse e provocasse emissioni “odorigene” e gas sgradevoli, atti a cagionare effetti indesiderati in danno della popolazione residente nei territori immediatamente limitrofi all’impianto, quali fenomeni di nausea, senso di vomito e problematiche respiratorie».

La persistenza dei disagi aveva spinto da tempo di abitanti delle località vicino all’ampianto, in particolare delle frazioni di Marina di Ravenna e Porto Corsini a protestare pubblicamente contro questo inquinamento ambientale, fino a costituire un comitato spontaneo formato da circa 700 persone.

Non è la prima volta che con la raccolta di firme e appelli riportati sulla stampa e i siti web locali, i cittadini ravennati hanno denunciato le maleodoranti e soffocanti emissioni nell’aria delle industrie agroalimentari e chimiche che risiedono nella zona industriale e si affacciano sul porto. 

L’azienda Bunge puzza troppo: sequestro preventivo eseguito dai Carabinieri

Il provvedimento adottato dalla Procura di Ravenna dopo le denunce di disagi e malesseri da parte degli abitanti di Porto Corsini e Marina

BungeLo stabilimento industriale Bunge spa, collocato fra le banchine del Candiano e la via Baiona, nell’area del polo chimico, che produce derivati dal trattamento di semi oleosi è al centro di un’indagine della magistratura per emissioni di sostanze dannose per la popolazione.

Questa mattina, su mandato del procuratore capo Alessandro Mancini e del sostituto Cristina D’Aniello, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna e del Noe di Bologna hanno eseguito il sequestro preventivo dello stabilimento. Ai dirigenti reponsabili della Bunge è stato contestato il reato previsto dall’articolo 674 del codice penale, come precisano in una nota stampa i Carabinieri, «per l’emanazione nell’ambiente di vapori residuati dei processi industriali di trasformazione e di lavorazione di semi oleosi ed oli vegetali e prodotti derivati, con più condotte reiterate nel tempo, che consentivano che lo stabilimento producesse e provocasse emissioni “odorigene” e gas sgradevoli, atti a cagionare effetti indesiderati in danno della popolazione residente nei territori immediatamente limitrofi all’impianto, quali fenomeni di nausea, senso di vomito e problematiche respiratorie».

La persistenza dei disagi aveva spinto da tempo di abitanti delle località vicino all’ampianto, in particolare delle frazioni di Marina di Ravenna e Porto Corsini a protestare pubblicamente contro questo inquinamento ambientale, fino a costituire un comitato spontaneo formato da circa 700 persone.

Non è la prima volta che con la raccolta di firme e appelli riportati sulla stampa e i siti web locali, i cittadini ravennati hanno denunciato le maleodoranti e soffocanti emissioni nell’aria delle industrie agroalimentari e chimiche che risiedono nella zona industriale e si affacciano sul porto. 

L’azienda Bunge puzza troppo: sequestro preventivo eseguito dai Carabinieri

Il provvedimento adottato dalla Procura di Ravenna dopo le denunce di disagi e malesseri da parte degli abitanti di Porto Corsini e Marina

BungeLo stabilimento industriale Bunge spa, collocato fra le banchine del Candiano e la via Baiona, nell’area del polo chimico, che produce derivati dal trattamento di semi oleosi è al centro di un’indagine della magistratura per emissioni di sostanze dannose per la popolazione.

Questa mattina, su mandato del procuratore capo Alessandro Mancini e del sostituto Cristina D’Aniello, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna e del Noe di Bologna hanno eseguito il sequestro preventivo dello stabilimento. Ai dirigenti reponsabili della Bunge è stato contestato il reato previsto dall’articolo 674 del codice penale, come precisano in una nota stampa i Carabinieri, «per l’emanazione nell’ambiente di vapori residuati dei processi industriali di trasformazione e di lavorazione di semi oleosi ed oli vegetali e prodotti derivati, con più condotte reiterate nel tempo, che consentivano che lo stabilimento producesse e provocasse emissioni “odorigene” e gas sgradevoli, atti a cagionare effetti indesiderati in danno della popolazione residente nei territori immediatamente limitrofi all’impianto, quali fenomeni di nausea, senso di vomito e problematiche respiratorie».

La persistenza dei disagi aveva spinto da tempo di abitanti delle località vicino all’ampianto, in particolare delle frazioni di Marina di Ravenna e Porto Corsini a protestare pubblicamente contro questo inquinamento ambientale, fino a costituire un comitato spontaneo formato da circa 700 persone.

Non è la prima volta che con la raccolta di firme e appelli riportati sulla stampa e i siti web locali, i cittadini ravennati hanno denunciato le maleodoranti e soffocanti emissioni nell’aria delle industrie agroalimentari e chimiche che risiedono nella zona industriale e si affacciano sul porto. 

Una serie di incontri e mostre contro la violenza sulle donne

Le iniziative in occasione della giornata di solidarietà del 25 novembre in programma in città nel fine settimana. Fra immagini e parole.

scarpe rosseIn occasione della giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre, si intensifica il programma della rassegna “Per una società delle relazioni” con esposizioni di immagini, incontri e laboratori pubblici.Dopo il convegno “Violenza di genere: lo stato dell’arte dal punto di vista giuridico e sociale” di giovedì 17 novembre alle 17.30 a sala D’Attorre dal 18 novembre fino al 30 novembre è allestita in alcuni negozi del centro storico la la mostra itinerante “Il mondo contro la violenza sulle donne” con l’obiettivo di far conoscere il fenomeno e le inziziative di solidarietà.  
“Tra potere e libertà: alle radici della violenza” è invece il titolo del progetto che verrà presentato sabato 19 novembre alle 10 nell’aula magna dell’Istituto Callegari via Umago, 18. Una occasione di confronto sulle “Maschere del maschilismo. Il genere maschile fra tradizione e modernità” con Sandro Bellassai di associazione FMP; seguirà un laboratorio di prevenzione della violenza di genere tra le classi a cura di psicologhe e con Giorgio Palazzi Rossi. La stessa iniziativa con Sandro Bellassai verrà riproposta nel pomeriggio alle 16.30 nella sala D’Attorre di Casa Melandri, aperta a tutta la cittadinanza.

Concluderà il programma di sabato il laboratorio sulle dinamiche di potere fra i generi e la presentazione dei corsi psico educativi rivolti a donne che desiderano acquisire consapevolezza di ciò  che sta dietro le dinamiche domestiche, alle 19 in via G.Garatoni,1; seguirà alle 21 un incontro sul tema “I sentimenti degli uomini” rivolto a uomini che vogliono esplorare le proprie emozioni e “migliorare le modalità affettive”, rivolto alle coppie.

Contro la violenza sulle donne anche un progetto fotografico di Fabrizio Martelli e Giuseppe Stronati che consiste in una una mostra itinerante e una conferenza di presentazione con rappresentanza del sindacato di polizia Coisp dal titolo #QuestoNonÈAmore sabato 19 novembre alle 16 al Mariani Lifestyle di via Ponte Marino (vedi articolo correlato).

Rubano due ruspe da una cava ma si piantano nel fango e rinunciano

I mezzi del valore di alcune decine di migliaia di euro ritrovati sull’argine di un canale a poca distanza dal cantiere

Il fango sull’argine di un canale è stato l’antifurto che ha evitato un danno pesante per l’azienda che lavora in una cava a Fosso Ghiaia: i ladri infatti sono rimasti impantanati con le ruspe a poca distanza dal cantiere e hanno rinunciato al colpo abbandonando i mezzi e fuggendo. Il tentato colpo è andato in scena nella notte tra il 17 e il 18 novembre in una delle cave lungo la statale Adriatica all’altezza di Fosso Ghiaia. I titolari dell’azienda se ne sono accorti stamattina: all’apertura dei cancelli mancavano due veicoli del valore di alcune decine di migliaia di euro e hanno subito denunciato il furto ai carabinieri. I militari della compagnia di Cervia Milano Marittima hanno avviato le ricerche nella zona ritrovando presto i mezzi. L’ipotesi è che percorrendo l’argine fossero diretti a un punto dove ad attenderli c’era un carrello per il carico. Non è escluso che i malviventi inizialmente avessero rubato un solo veicolo e siano tornati alla cava per prendere il secondo solo per tentare di liberare il primo rimasto bloccato nel fondo fangoso senza riuscirci e mollando tutto.

A Port’Aurea 64 detenuti ma il carcere prevede 49 posti

I dati sulla casa circondariale di Ravenna forniti dal garante regionale al termine del suo mandato

Il carcere di Ravenna ospita attualmente 64 detenuti (19 condannati e 45 imputati) a fronte di una capienza regolamentare di 49 posti. I detenuti sono tutti uomini di cui 26 stranieri (uno con provvedimento di espulsione). Le persone in provincia con misure alternative al carcere sono 331. Sono alcuni dati forniti stamani 18 novembre da Desi Bruno, garante regionale delle persone private della libertà personale, in occasione di una conferenza stampa a Bologna per la conclusione del proprio mandato durato cinque anni.

In via Berlinguer la sesta casetta di legno con libri da leggere a disposizione di chi passa

Si chiamano little free library: chiunque può depositare volumi e prenderne altri

Piccole casette in luoghi pubblici della città dove si custodiscono libri, depositati volontariamente da cittadini, che possono essere ritirati da altri lettori, incentivando la lettura. Sono le little free library (dall’inglese piccola biblioteca gratuita) e alle 9.30 del 19 novembre verrà inaugurata la sesta a Ravenna. Si trova all’ingresso della sede del consiglio territoriale Ravenna Sud in via Berlinguer 111. All’inaugurazione ci saranno l’assessore al Decentramento Gianandrea Baroncini, il presidente del consiglio territoriale Antonio Mellini e Roberto Papetti costruttore della casetta. Questa è stata costruita dai ragazzi della scuola media Montanari: «Si tratta di una libreria nomade – spiega il giocattolaio Roberto Papetti che le costruisce gratuitamente su richiesta, chiedendo solo il rimborso spese – dotata di ruote e cordone per poter girare tra le classi». Sul retro è stato dipinto un libro con due pagine aperte che si trasformano in farfalla con su scritto “Idee per volare”. Le altre cinque sono in via Don Minzoni, allo Chalet dei giardini pubblici, all’ospedale, alla scuola San Vincenzo De’ Paoli e davanti alla scuola dell’infanzia Le Margherite di Mezzano.

In via Berlinguer la sesta casetta di legno con libri da leggere a disposizione di chi passa

Si chiamano little free library: chiunque può depositare volumi e prenderne altri

Piccole casette in luoghi pubblici della città dove si custodiscono libri, depositati volontariamente da cittadini, che possono essere ritirati da altri lettori, incentivando la lettura. Sono le little free library (dall’inglese piccola biblioteca gratuita) e alle 9.30 del 19 novembre verrà inaugurata la sesta a Ravenna. Si trova all’ingresso della sede del consiglio territoriale Ravenna Sud in via Berlinguer 111. All’inaugurazione ci saranno l’assessore al Decentramento Gianandrea Baroncini, il presidente del consiglio territoriale Antonio Mellini e Roberto Papetti costruttore della casetta. Questa è stata costruita dai ragazzi della scuola media Montanari: «Si tratta di una libreria nomade – spiega il giocattolaio Roberto Papetti che le costruisce gratuitamente su richiesta, chiedendo solo il rimborso spese – dotata di ruote e cordone per poter girare tra le classi». Sul retro è stato dipinto un libro con due pagine aperte che si trasformano in farfalla con su scritto “Idee per volare”. Le altre cinque sono in via Don Minzoni, allo Chalet dei giardini pubblici, all’ospedale, alla scuola San Vincenzo De’ Paoli e davanti alla scuola dell’infanzia Le Margherite di Mezzano.

«Nelle piccole imprese agricole il 4% del fatturato finisce in burocrazia»

La Confederazione italiana agricoltori (Cia) presenta i dati dell’annata. L’altro nemico è la fauna selvatica: il picchio non lascia scampo

La burocrazia costa in media 20 euro al giorno per ogni azienda agricola che significa 7.200 euro all’anno e un totale del settore che supera i 7 miliardi annui. Sono numeri forniti dalla sezione di Ravenna della Cia (Confederazione italiana agricoltori) in occasione della presentazione dell’Annata agraria 2016, trentesima edizione del documento che illustra andamenti e tendenze del settore fornendo il primo resoconto dell’anno in conclusione (scaricabile in versione integrale dal link in fondo alla pagina). Nel pomeriggio di oggi, 18 novembre, alla sala Nullo Baldini di via Faentina sono stati Danilo Misirocchi e Fabrizio Rusticali, rispettivamente presidente e direttore di Cia Ravenna, ad affrontare l’annosa questione della burocrazia con cui quotidianamente fanno i conti le circa tremila imprese associate in provincia ma anche i restanti 900mila soci nel resto d’Italia.

Per gli imprenditori c’è da muoversi in un labirinto: molte delle norme che interessano il settore agricolo vengono interpretate e applicate in maniera diversa da regione a regione, da provincia a provincia e, addirittura, da comune a comune. Occorre più di un anno per vedersi liquidare i danni da animali selvatici, più di tre mesi per ottenere la qualifica di “Imprenditore agricolo” e da uno a più anni per le pratiche edilizie in agricoltura.

Rusticali mette in evidenza come una burocrazia lenta e complessa ostacoli la competitività delle imprese e lo sviluppo del territorio: «Basti pensare che il peso della burocrazia, sul fatturato delle piccole imprese, oscilla tra il 3 percento e il 4». Ecco perché i due dirigenti, cogliendo anche l’occasione della presenza in sala della senatrice Leana Pignedoli (vicepresidente della commissione Agricoltura), hanno chiesto a gran voce «una revisione normativa strutturale a tutti i livelli dall’Ue fino ai comuni, in una visione moderna degli adempimenti burocratici finalizzati non al mantenimento della struttura della pubblica amministrazione, ma alla competitività dell’impresa agricola e non solo. Ciò consentirebbe di uscire in maniera decisa dalle secche di questa crisi infinita».

Incontrando la stampa poche ore prima della presentazione ufficiale, c’è stato tempo per affrontare un’altra delle grosse problematiche con cui gli agricoltori devono fare i conti in parallelo alla burocrazia: i danni da fauna selvatica: «La presenza di molte specie è in aumento per una serie di ragioni che vanno dall’utilizzo di prodotti meno tossici alla modifica del territorio in pianura che ha attirato animali una volta confinati alle aree collinari». In cima alla lista dei nemici c’è il picchio. Che non danneggia i prodotti coltivati ma se la prende con le strumentazioni, in particolare gli impianti di irrigazione che vengono forati.

La prima parte del pomeriggio è stata dedicata alla presentazione dei dati del settore provinciale. Su base annua (settembre 2015/settembre 2016) si registra la chiusura di 88 imprese agricole, che rappresenta la maggiore perdita di unità rispetto agli altri comparti: il calo complessivo sul totale delle imprese registrate è di 121 unità. Alla fine di settembre, secondo i dati del Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Ravenna, erano 7.324 le imprese registrate alla voce “agricoltura, silvicoltura e pesca”: in calo quelle femminili (il 16,5 percento del settore) e in crescita quelle degli Under 35 (il 2 percento del settore). Nel complesso si è registrato un calo di occupati di 250 unità con un tasso di occupazione generale del 9 percento.

In casa Cia c’è soddisfazione per l’andamento della frutta. Annata da ricordare per le albicocche, sotto tutti gli aspetti con una produzione in aumento del 50 percento e prezzi interessanti anche per i produttori. I comparti cerealicolo e zootecnico nel 2016 escono allo scoperto con tutte le loro problematicità. Le rese del cerealicolo sono abbondanti e per i frumenti teneri e duri sono le quotazioni a suscitare malessere e prese di posizione da parte di molti agricoltori e organizzazioni di settore. In calo di oltre il 40%, sono i listini in particolare del frumento duro a creare ulteriore incertezza negli scenari futuri facendo vacillare anche le strategie di investimento.

Il premio Guidarello compie 45 anni: l’edizione 2016 passa da Dante a Fellini e arriva alle cronache di guerra

Negri (Sole24ore), Varetto (SkyTg24), Vaccarezza (Tg2) e il regista Moscati tra i destinatari del riconoscimento degli Industriali per il giornalismo d’autore. Premiato anche l’architetto Alberto Giorgio Cassani per un articolo sulla rivista Casa Premium

Si passa da Dante a Fellini e si arriva alle cronache di guerra: sono questi alcuni dei temi trattati dalle figure premiate per la 45esima edizione del Guidarello, il riconoscimento assegnato ogni anno al mondo del giornalismo nazionale e romagnolo finora da Confindustria Ravenna e quest’anno da Confindustria Romagna. Appuntamento con la cerimonia di consegna dei premi, come ormai abitudine, l’ultima domenica di novembre: il 27 dalle 18 al teatro Alighieri di Ravenna con il presidente della giuria nazionale Bruno Vespa a condurre la serata affiancato dalla giornalista Margherita Ghinassi (in fondo alla pagina il link con il pdf contenente le schede di tutti i premiati).

Per il giornalismo nazionale, la sezione società premia Alberto Negri, inviato di guerra del Sole 24 Ore, specializzato nell’area Medio Oriente, Asia centrale, Africa e Balcani, dove ha coperto con servizi sul campo tutti i principali eventi politici e bellici degli ultimi 35 anni. Nella sezione cultura il riconoscimento è attribuito al direttore di Rai Cultura, Silvia Calandrelli, per l’ampliamento dell’offerta di Rai Storia, che approfondisce fatti e personaggi, li presenta in modo accattivante nel loro contesto attraverso uno stile divulgativo che non scade mai nella banalizzazione. Infine per la sezione radio/televisione il premio va alla giornalista Sarah Varetto che dirige il canale all news SkyTg24, affermato notiziario tempestivo su ogni fatto di cronaca, politica e spettacolo, che manda in diretta tutti gli avvenimenti più importanti.

Alberto Giorgio CassaniPer il giornalismo Romagna i riconoscimenti della giuria presieduta da Roberto Balzani vanno alla professoressa Rossella Bonfatti nella sezione studi e ricerche, per l’articolo Le ‘campane di Dante’: una microstoria delle celebrazioni dantesche ravennati del 1921, in “Bollettino dantesco. Per il settimo centenario”, accurato studio che ricostruisce la storia della “squilla di Dante” e delle campane della basilica di San Francesco, che da anni danno voce alla Zona del silenzio. Nella sezione cultura viene premiato l’architetto Alberto Giorgio Cassani per l’articolo Il signor Dido e la città “abbottonata”. Sentimento di Ravenna di Alberto Savinio (1951) sul numero 104 della rivista “Casa Premium” edita da Reclam, che riscopre e commenta le pagine dedicate a Ravenna da Andrea De Chirico, fratello del pittore Giorgio, in visita a una città descritta come “abbottonata fino al pomo d’adamo nel suo abito di pietra”. Infine, il riconoscimento per la sezione società va al regista Italo Moscati per il volume Fellini & Fellini. L’inquilino di Cinecittà (Lindau, 2016) che ripercorre con efficacia e finezza la vicenda felliniana, a partire dagli anni romagnoli, fra le due guerre. È lì che nasce un sogno materializzatosi poi, dopo la catastrofe del 1943-45, nello spazio “magico” di Cinecittà.

Il Premio Guidarello Turismo viene attribuito dalla giuria guidata dal presidente di Federturismo, Gianfranco Battisti, al volto del Tg2 Silvia Vaccarezza, che conduce della rubrica Sì viaggiare, in cui da 15 anni mostra splendide mete turistiche italiane ed internazionali, e che da quest’anno cura anche Tutto il bello che c’è, sull’Italia che funziona e su tutto ciò che può ancora stupire.

Nel 2016 il premio esplora anche un nuovo filone tematico: dopo aver posto sotto i riflettori per anni il tema della legalità, il premio ad honorem 2016 viene attribuito all’ingegner Francesco Ticozzi, preside dell’Istituto tecnico Omar di Novara, dove è stato ideato un progetto di alternanza scuola-lavoro riconosciuto dalla Regione Piemonte, e che ogni anno conferma con contratti a tempo indeterminato il 95% degli inserimenti in azienda. «Abbiamo voluto premiare un esempio di scuola che funziona, integrata con il territorio grazie alla costruzione di un rapporto con le aziende da un lato e con i ragazzi e le loro famiglie dall’altro – spiega il presidente degli Industriali romagnoli, Paolo Maggioli -. È un riconoscimento al merito, alla costanza di chi non si scoraggia, all’entusiasmo e all’inventiva che fanno trovare nuove strade per rispondere positivamente alla questione dell’occupazione giovanile, da cui dipende il nostro futuro. Siamo convinti che di istituti come questo, in potenza, ce ne siano tanti: vanno trovati e valorizzati».

Come ogni anno, salirà sul palco anche la classe vincitrice delle sezione Giovani arrivata alla decima edizione e la cui premiazione si terrà martedì 22 novembre alle 10 al Palazzo dei Congressi di Ravenna.

La cerimonia sarà trasmessa da Di.Tv a partire dalle 22 sul canale 90 del digitale terrestre e in streaming su www.di-tv.net/streaming. L’hashtag per seguire la diretta Twitter della serata è #guidarello45.

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