martedì
28 Aprile 2026

Bagni in piazza, già raccolte 200 firme per una petizione che chiede di rimuoverli

L’iniziativa di Forza Italia punta a portare il tema in commissione
Critiche dall’opposizione. La Pigna chiede le dimissioni del sindaco

Dalla richiesta di dimissioni del sindaco per manifesta incapacità di gestire la cosa pubblica alla petizione per la rimozione, tutto condito con qualche punta di sarcasmo. L’installazione dei bagni pubblici nella nuova piazza Kennedy ha attirato critiche da tutte le parti dell’opposizione.

Sono già duecento le firme raccolte dalla petizione lanciata da Alberto Ancarani, consigliere comunale di Forza Italia, per chiedere la rimozione dei bagni con eventuale collocazione altrove e la sostituzione con strutture valutate più consone con la piazza. Servono in tutto 350 firme per portare la petizione a essere discussa in commissione consigliare. Il consigliere forzista ha proseguito nel solco avviato durante la campagna elettorale con le dirette via Facebook dedicate ai temi in agenda e così ha fatto anche per i bagni.

La responsabilità dei manufatti è il tema su cui si concentra l’intervento di Massimiliano Alberghini, il commercialista entrato in consiglio comunale dopo aver portato De Pascale al ballottaggio: «Non è ammissibile che un’amministrazione pubblica si nasconda dietro a un “non sapevamo nulla”. Ma se è vero che sindaco e giunta nulla sapevano, qualcuno qualche firma di autorizzazione l’avrà pur messa. Vogliamo fare chiarezza?». Alberghini aggiunge il sarcasmo: «Gli scatoloni sono spuntati per caso forse provenienti da Marte con quella bella scritta pubblicitaria a caratteri cubitali “Toilettes”». Il consigliere conclude allargando il raggio della sua riflessione: «Come può un’amministrazione che non è in grado di gestire la banalità di bagni pubblici vedendosi istallare a sua insaputa scatolonicontainer di fianco a Palazzo Rasponi, gestire un problema di più ampia portata come la gestione dei profughi?».

«Il manufatto installato nottetempo, ci piace pensare per pudore, è evidentemente privo di una benchè minima qualità estetica», è la sentenza di Ravenna in Comune (Ric). Una posizione espressa sulla base di una riflessione: «È inconcepibile, dal punto di vista architettonico, l’elevazione o l’installazione di barriere visive lungo la via Massimo D’Azeglio. Barriere che nascondono la profondità della piazza, svilendo la maestosità e la qualità dei prospetti sia della Casa del Mutilato che del palazzo Rasponi Dalle Teste». E pure quelle grandi scritte in verticale non passano inosservate all’analisi di Ric: «L’uso delle grandi scritte sui muri del manufatto, inoltre, indica la volontà di dover sottolineare le funzioni dell’oggetto o delle sue parti, necessità che invece, nella buona architettura, deve essere demandata alla diversificazione delle forme, dei volumi e del materiale, elementi attraverso i quali l’utente ed il cittadino può percepirne la funzione». Ravenna in Comune è certa che si sarebbe potuto fare e si possa ancora fare altro: «Si deve migliorare il progetto, ma prima di dare prospettiva alla piazza occorre dare prospettiva politica alla città, una visione d’insieme che questa giunta, già dalla campagna elettorale, pare ignorare completamente».

Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale Civici, confida nell’apertura del sindaco disposto a rivedere la questione: «Design discutibile con le toilettes dal forte impatto per la loro ubicazione e per le caratteristiche tecniche molto pesanti rispetto al contesto». Ma oltre agli arredi, Spadoni teme il flop della trasformazione in uno spazio deserto: «Non sarà in grado di ristabilire nella zona gli stessi flussi precedenti di persone dirette al centro perché i nuovi spazi difficilmente saranno utilizzati nel periodo invernale ma ancora peggio in quello estivo se si considera l’ammasso di cemento destinato a trasformarsi in una sorta di braciere».

La lista civica la Pigna, attraverso le parole della coordinatrice Veronica Verlicchi, fa una previsione sul futuro: «Andrà a finire che De Pascale alza le mani dicendo di avere ereditato il progetto e i bagni di piazza Kennedy saranno riempiti di scritte e graffiti che l’assessore Morigi si affretterà a definire opere d’arte. E questo obbrobrio architettonico resterà a deturpare la meravigliosa piazza». Per la lista c’è il danno dopo la beffa: «Un sindaco che sta dimostrando di non sapere gestire un bagno pubblico, come potrà avere le capacità necessarie per risolvere le gravi problematiche che affliggono la città? Risulta evidente come De Pascale sia il clone politico del suo predecessore, in perfetta ed aggravata continuità con l’amministrazione precedente. Di una sola cosa é stato capace per quanto rapido: nell’assumere dipendenti del Pd provinciale nel proprio staff, con stipendi pagati dai cittadini e alleggerendo così le casse del Pd provinciale». Il quadro delineato dalla Pigna è così avvilente da portare Verlicchi a una richiesta forte: «Chiediamo che il sindaco compia un gesto di rispetto nei confronti dei cittadini presentando le proprie dimissioni».

Il movimento civico Cambierà parla per bocca del consigliere comunale Marco Maiolini che giudica i bagni della piazza più adatti per un’area camper, un campeggio o un cantiere: «Ragionare in termini estetici, oltre che di utilità pubblica, avrebbe potuto portare tali servizi direttamente all’interno dello stesso palazzo Rasponi, oppure, poco lontano, si poteva individuare un locale nel nuovo mercato coperto, conciliando discrezione, estetica e rispetto del decoro urbano con il servizio. Ribadiamo di nuovo e fortemente che continua a mancare buongusto e lungimiranza artistica tra gli amministratori della città, i quali stanno già provvedendo a rimediare al danno fatto promettendo migliorie estetiche posticce e postume. Non ha più senso. Attendiamo con ansia le “sorprese” che ci riserverà la ristrutturazione della prossima piazza».

La questione finisce anche nel mirino di “A riveder le stelle”, il meetup fondato dalla grillina Francesca Santarella, ex consigliere comunale. E proprio riferendosi all’attività in municipio, il meetup ricorda che : «In ogni occasione, fino a fine consiliatura, sono stati domandati i rendering che avrebbero potuto permettere la visione del progetto finito: nulla, in una mancanza di programmazione e trasparenza ingiustificabili e sconcertanti. Con mestizia, salutiamo i resti del ciborio di Sant’Agnese, sepolti dai teli bianchi, mentre la città dei vivi, quelli che pagano lo stipendio a politici e progettisti, e poi vanno anche al vespasiano, continua».

Bagni in piazza, già raccolte 200 firme per una petizione che chiede di rimuoverli

L’iniziativa di Forza Italia punta a portare il tema in commissione Critiche dall’opposizione. La Pigna chiede le dimissioni del sindaco

Dalla richiesta di dimissioni del sindaco per manifesta incapacità di gestire la cosa pubblica alla petizione per la rimozione, tutto condito con qualche punta di sarcasmo. L’installazione dei bagni pubblici nella nuova piazza Kennedy ha attirato critiche da tutte le parti dell’opposizione.

Sono già duecento le firme raccolte dalla petizione lanciata da Alberto Ancarani, consigliere comunale di Forza Italia, per chiedere la rimozione dei bagni con eventuale collocazione altrove e la sostituzione con strutture valutate più consone con la piazza. Servono in tutto 350 firme per portare la petizione a essere discussa in commissione consigliare. Il consigliere forzista ha proseguito nel solco avviato durante la campagna elettorale con le dirette via Facebook dedicate ai temi in agenda e così ha fatto anche per i bagni.

La responsabilità dei manufatti è il tema su cui si concentra l’intervento di Massimiliano Alberghini, il commercialista entrato in consiglio comunale dopo aver portato De Pascale al ballottaggio: «Non è ammissibile che un’amministrazione pubblica si nasconda dietro a un “non sapevamo nulla”. Ma se è vero che sindaco e giunta nulla sapevano, qualcuno qualche firma di autorizzazione l’avrà pur messa. Vogliamo fare chiarezza?». Alberghini aggiunge il sarcasmo: «Gli scatoloni sono spuntati per caso forse provenienti da Marte con quella bella scritta pubblicitaria a caratteri cubitali “Toilettes”». Il consigliere conclude allargando il raggio della sua riflessione: «Come può un’amministrazione che non è in grado di gestire la banalità di bagni pubblici vedendosi istallare a sua insaputa scatolonicontainer di fianco a Palazzo Rasponi, gestire un problema di più ampia portata come la gestione dei profughi?».

«Il manufatto installato nottetempo, ci piace pensare per pudore, è evidentemente privo di una benchè minima qualità estetica», è la sentenza di Ravenna in Comune (Ric). Una posizione espressa sulla base di una riflessione: «È inconcepibile, dal punto di vista architettonico, l’elevazione o l’installazione di barriere visive lungo la via Massimo D’Azeglio. Barriere che nascondono la profondità della piazza, svilendo la maestosità e la qualità dei prospetti sia della Casa del Mutilato che del palazzo Rasponi Dalle Teste». E pure quelle grandi scritte in verticale non passano inosservate all’analisi di Ric: «L’uso delle grandi scritte sui muri del manufatto, inoltre, indica la volontà di dover sottolineare le funzioni dell’oggetto o delle sue parti, necessità che invece, nella buona architettura, deve essere demandata alla diversificazione delle forme, dei volumi e del materiale, elementi attraverso i quali l’utente ed il cittadino può percepirne la funzione». Ravenna in Comune è certa che si sarebbe potuto fare e si possa ancora fare altro: «Si deve migliorare il progetto, ma prima di dare prospettiva alla piazza occorre dare prospettiva politica alla città, una visione d’insieme che questa giunta, già dalla campagna elettorale, pare ignorare completamente».

Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale Civici, confida nell’apertura del sindaco disposto a rivedere la questione: «Design discutibile con le toilettes dal forte impatto per la loro ubicazione e per le caratteristiche tecniche molto pesanti rispetto al contesto». Ma oltre agli arredi, Spadoni teme il flop della trasformazione in uno spazio deserto: «Non sarà in grado di ristabilire nella zona gli stessi flussi precedenti di persone dirette al centro perché i nuovi spazi difficilmente saranno utilizzati nel periodo invernale ma ancora peggio in quello estivo se si considera l’ammasso di cemento destinato a trasformarsi in una sorta di braciere».

La lista civica la Pigna, attraverso le parole della coordinatrice Veronica Verlicchi, fa una previsione sul futuro: «Andrà a finire che De Pascale alza le mani dicendo di avere ereditato il progetto e i bagni di piazza Kennedy saranno riempiti di scritte e graffiti che l’assessore Morigi si affretterà a definire opere d’arte. E questo obbrobrio architettonico resterà a deturpare la meravigliosa piazza». Per la lista c’è il danno dopo la beffa: «Un sindaco che sta dimostrando di non sapere gestire un bagno pubblico, come potrà avere le capacità necessarie per risolvere le gravi problematiche che affliggono la città? Risulta evidente come De Pascale sia il clone politico del suo predecessore, in perfetta ed aggravata continuità con l’amministrazione precedente. Di una sola cosa é stato capace per quanto rapido: nell’assumere dipendenti del Pd provinciale nel proprio staff, con stipendi pagati dai cittadini e alleggerendo così le casse del Pd provinciale». Il quadro delineato dalla Pigna è così avvilente da portare Verlicchi a una richiesta forte: «Chiediamo che il sindaco compia un gesto di rispetto nei confronti dei cittadini presentando le proprie dimissioni».

Il movimento civico Cambierà parla per bocca del consigliere comunale Marco Maiolini che giudica i bagni della piazza più adatti per un’area camper, un campeggio o un cantiere: «Ragionare in termini estetici, oltre che di utilità pubblica, avrebbe potuto portare tali servizi direttamente all’interno dello stesso palazzo Rasponi, oppure, poco lontano, si poteva individuare un locale nel nuovo mercato coperto, conciliando discrezione, estetica e rispetto del decoro urbano con il servizio. Ribadiamo di nuovo e fortemente che continua a mancare buongusto e lungimiranza artistica tra gli amministratori della città, i quali stanno già provvedendo a rimediare al danno fatto promettendo migliorie estetiche posticce e postume. Non ha più senso. Attendiamo con ansia le “sorprese” che ci riserverà la ristrutturazione della prossima piazza».

La questione finisce anche nel mirino di “A riveder le stelle”, il meetup fondato dalla grillina Francesca Santarella, ex consigliere comunale. E proprio riferendosi all’attività in municipio, il meetup ricorda che : «In ogni occasione, fino a fine consiliatura, sono stati domandati i rendering che avrebbero potuto permettere la visione del progetto finito: nulla, in una mancanza di programmazione e trasparenza ingiustificabili e sconcertanti. Con mestizia, salutiamo i resti del ciborio di Sant’Agnese, sepolti dai teli bianchi, mentre la città dei vivi, quelli che pagano lo stipendio a politici e progettisti, e poi vanno anche al vespasiano, continua».

Sisma, a Ravenna nessun danno Ripartono i controlli nelle scuole

Ispezioni dal 31 ottobre negli 83 edifici dai nidi alle medie Eventuali segnalazioni alla Municipale al 0544-219219

A seguito delle nuove scosse di terremoto registratesi da stamattina, 30 ottobre, in centro Italia e avvertite distintamente anche nel territorio Ravenna, il Comune di Ravenna rende noto che dal 31 ottobre, a scopo precauzionale, ricomincerà con i controlli negli 83 edifici che ospitano scuole comunali in città e nel forese (si va dai nidi d’infanzia alle medie). I tecnici dell’edilizia scolastica verificheranno anche la situazione degli edifici che erano già stati monitorati dopo la scossa di mercoledì 26 ottobre.

Al momento nel territorio ravennate non ci sono state segnalazioni di danni a persone o cose collegati alle nuove scosse di terremoto. Per eventuali segnalazioni è possibile contattare la polizia municipale telefonando al numero 0544-219219.

L’ufficio stampa del Comune coglie l’occasione per ricordare, a scopo preventivo e precauzionale, la nuova campagna “Io non rischio” lanciata dalla protezione civile (sito internet iononrischio.protezionecivile.it) dedicata in particolare alle tematiche terremoto, maremoto e alluvione.

Arrivano dalla protezione civile alcuni basilari consigli da seguire in caso di terremoto. Se si in un luogo chiuso mettersi nel vano di una porta inserita in un muro portante (quello più spesso), vicino a una parete portante o sotto una trave, oppure riparati sotto un letto o un tavolo resistente. Non precipitarsi fuori ma attendere la fine della scossa. Se si è all’aperto allontanarsi da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche. Dopo l’evento sismico assicurarsi dello stato di salute delle persone attorno e, se necessario, prestare i primi soccorsi. Prima di uscire di casa, se possibile, chiudere gas, acqua e luce e indossare le scarpe. Uscendo, evitare l’ascensore e attenzione alle scale che potrebbero essere danneggiate. Una volta fuori, mantenere un atteggiamento prudente. Limitare, per quanto possibile, l’uso del telefono. Limitare l’uso dell’auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso. Raggiungere le aree di attesa previste dal Piano di emergenza comunale.

Scontro allo svincolo A14-Faentina Due auto coinvolte, un ferito grave

Una Punto diretta verso Russi ha colpito un’Audi in uscita dall’autostrada verso la città: un 42enne ricoverato al Bufalini

Un 42enne residente a Lugo, G. T. le iniziali, è ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena in gravi condizioni per le ferite riportate in un incidente stradale avvenuto attorno alle 21 di ieri, 29 ottobre, a Fornace Zarattini allo svincolo tra via Faentina e autostrada.

Secondo la prima ricostruzione fatta dalla pattuglia dell’Infortunistica della polizia municipale, un’autovettura Audi A4 proveniente dallo svincolo autostradale A14 bis si immetteva sulla via Faentina svoltando a sinistra in direzione del centro abitato di Ravenna mentre da Ravenna con direzione Russi proveniva un’autovettura Fiat Punto: collisione con urto frontale/laterale sinistro. Il conducente dell’Audi è il più grave. Nell’altra vettura un 22enne di Faenza (X. H.), trasportato all’ospedale di Ravenna. Nessun’altra persona era trasportata sulle due auto coinvolte.

Sul posto sono intervenuti la polizia municipale per i rilievi e la viabilità, il personale del 118 per i soccorsi e i vigili del fuoco per agevolare le operazioni di soccorso. La via Faentina è rimasta chiusa per le operazioni di soccorso e rilievo dell’incidente, dalle 21 alle 23.30 circa.

Terremoto, alle 7.41 Ravenna trema

Nuova forte scossa sismica in centro Italia. Epicentro Rieti

Alle 7.41 anche nella zona di Ravenna da molti è stata avvertita la forte scossa di terremoto che, secondo le prime informazioni reperibili dalle testate nazionali, avrebbe avuto magnitudo superiore a 6 e epicentro nella zona di Rieti.

Un centinaio al presidio della Lega Nord «Entro 15 giorni via i profughi dall’hotel»

I manifestanti incassano in silenzio sfottò e cori dagli oppositori. La pensionata: «Ho paura a girare sola». L’albergatore: «Nessun fastidio»

Due applausi raccontano il pomeriggio del 29 ottobre davanti all’hotel Solaria sul lungomare di Marina Romea: il secondo è stato quello tributato da un gruppo di manifestanti per esprimere solidarietà ai profughi africani che da sotto le tapparelle mostravano indice e medio in segno di saluto, il primo era stato da un altro gruppo di manifestanti che invece sottolineava le parole di due rappresentati della Lega Nord che chiedono di mandare via gli stessi richiedenti asilo. Gruppi distinti – un centinaio di persone in appoggio all’iniziativa organizzata dal Carroccio, un po’ meno ma più rumorosi gli altri – che si sono dati il cambio sul marciapiede di viale Italia esprimendo posizioni opposte sul tema immigrazione, sotto gli occhi di un imponente dispiegamento di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa.

Il presidio mobilitato dai leghisti è senza bandiere, senza megafoni, senza cartelli. Solo uno striscione rudimentale (“Accoglienza clandestini, Marina Romea dice no”) e qualche sporadica felpa verde in stile salviniano. «Questo modello di gestione dell’immigrazione non può più funzionare – ha detto Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagna, in piedi su una panchina pubblica –. L’accoglienza fatta in questo modo è un fallimento del governo Renzi e del ministro Alfano. Non si possono accogliere persone senza sapere se davvero meritano le protezioni che è giusto dare a chi fugge da situazioni di emergenza. Così facendo si ingannano persone facendo credere loro che possiamo aiutare tutti ma non è così, oggi sono gli italiani e i ravennati che hanno bisogno di aiuto per primi». Morrone ripete più volte: «Non siamo razzisti e non siamo xenofobi ma siamo realisti». Alla stessa sottolineatura, pronunciata poco prima da Massimo Fico che sarebbe stato l’assessore al turismo di un’eventuale giunta Alberghini, una signora si era premurata di precisare che quella era la sua posizione e non di tutti. Accanto a Morrone, sulla panchina, anche il consigliere comunale Gianfilippo Nicola Rolando: «Siamo qui per dimostrare che la nostra parola è sacra: due anni fa abbiamo raccolto 2.300 firme per dire no alla sistemazione di profughi in alberghi al mare e invece ecco che è successo». Segue promessa collettiva dei due leghisti: «Se entro quindici giorni non saranno spostati in altre situazioni più idonee torneremo qua con bandiere, cartelli e megafoni». Un’ora di presidio davanti all’albergo, senza urla e senza gesti eclatanti, incassando con totale indifferenza gli sfottò e qualche insulto lanciato dai manifestanti antagonisti tra un “Bella ciao” e l’altro. L’unico imprevisto è stato Davide Fabbri, noto come il Vikingo: vestito con una saio bianco agitava un crocifisso in aria invitando Renzi e gli altri manifestanti a pentirsi. Sono stati gli stessi rappresentanti della Lega ad allontanarlo «perché noi qua non vogliamo show».

La sistemazione in albergo è stata definita provvisoria dalle autorità che la gestiscono, nel caso specifico la prefettura attraverso l’affidamento a soggetti privati che hanno partecipato a un bando pubblico. «Sabato scorso mi ha chiamato una cooperativa di Russi e mi ha chiesto se potevo accogliere ventisei immigrati richiedenti asilo – spiega Rocco Meccia che da nove anni è titolare dell’albergo –. Mi hanno detto che al massimo resteranno fino al 20 novembre. Non stanno dando fastidio, sono alloggiati in una dozzina di camere e io mi occupo solo di vitto e alloggio. A tutte le questioni burocratiche pensa la cooperativa». Che paga l’albergatore: «Le cifre di quanto mi danno non le dico, ma sono prezzi molto modesti. Se fosse stato in estate però non li avrei presi. A ottobre non è un problema». Come noto il ministero stanzia un massimo di 35 euro giornalieri a migrante che devono servire non solo per vitto e alloggio ma anche per tutte le pratiche di accoglienza e le prefetture fanno bandi al ribasso. Il resto della clientela alloggiata, una trentina di lavoratori in trasferta, non ha lamentato alcun disturbo: «A pranzo e cena sono tutti insieme – conclude Meccia –. Adesso voglio rimediare un paio di palloni se hanno voglia di dare due calci al campo sportivo». Sono tutti molto giovani, due sole le donne: a metà pomeriggio sono tutti radunati in una sala al piano terra dove i collaboratori della coop li intervistano per gestire ogni caso. Sono gli stessi operatori a non voler fare da mediazione con la stampa perché qualcuno degli immigrati possa raccontare la sua storia.

Tra i manifestanti contro l’accoglienza in albergo ci sono tre signore, anziane. Una di loro è del paese e dice che ha smesso di girare da sola, di fare le sue passeggiate in pineta, perché non si sente sicura. Ma aveva già smesso prima che arrivassero i 26 stranieri: «Tanto siamo invasi da tutte le parti, se non sono qui a Marina Romea sono un po’ più in là e io ho paura. Mi danno fastidio». L’amica dice che li vede girare in gruppo e non si sente sicura. Mai stata aggredita «ma se dovesse succedere poi sarebbe troppo tardi». Un’altra donna con un piumino verde Carroccio dice che abita a Lido Adriano e lei là si comprata un pitbull grande così: «È un cane buonissimo ma quando vado in giro mi sento più sicura». Conclude la riflessione un’altra signora del crocchio: «Non c’entrerà niente strettamente con questa situazione, ma una mia amica in auto è stata investita da un’altra macchina e guarda caso dentro c’erano dei pakistani ubriachi».

Dalle scalinate dell’albergo, quando le manifestazioni sono finite, scende Miky con le cuffie nelle orecchie e le chiavi della Multipla in mano: viene dal Senegal, ha 30 anni, gli ultimi 18 li ha passati a Ravena dove oggi lavora come mediatore culturale e in albergo è andato a trovare un amico che lavora. «Io non sono mai stato irregolare, da piccolo sono arrivato in Francia con i miei genitori e poi in Italia. Però ho vissuto lo stesso il razzismo contro di me e mi da fastidio vedere queste cose come oggi. Non mi piacciono le manifestazioni contro e non mi piacciono nemmeno le manifestazioni a favore. Non ci devono essere manifestazioni di nessun tipo, dovrebbe essere solo la normalità di fronte a persone che hanno bisogno di aiuto. Ma noi ravennati siamo un po’ chiusi».

Dal parcheggio alla pizza a domicilio Le app sul telefonino del ravennate

I numeri di utilizzo nel nostro territorio di alcune tra le più note applicazioni per mobile: l’ultima arrivata è quella per pagare dal cellulare

Quali sono le nuove applicazioni sui telefonini dei ravennati? Abbiamo chiesto alcuni dati di utilizzo, riferiti al nostro territorio, a quattro realtà nazionali che forniscono servizi online.

Satispay, in quattromila pagano con il telefonino
Il telefonino per pagare il caffè al bar o per lo scambio di denaro con gli amici. È lo scenario delineato da Satispay: la startup fondata da tre giovani imprenditori di Cuneo ha creato un omonimo sistema di pagamento indipendente dai circuiti tradizionali delle carte di debito/credito tramite un’applicazione per smartphone che va collegata al proprio conto corrente bancario. Ad oggi, secondo i dati della stessa Satispay, sono più di quattromila gli utenti privati in provincia di Ravenna: l’utente medio ha un’età tra 25 e 40 anni e in media sette transazioni al mese di cui la metà in attività commerciali con una spesa media di 15-17 euro. Con l’aiuto di Confesercenti e Confcommercio sono oltre 250 le attività in provincia convenzionate: ristoranti, bar, gelaterie, ma anche negozi di abbigliamento, ottici, farmacie (tra cui tutte le Farmacie Comunali), profumerie, tabaccherie, liberi professionisti e altri. La roccaforte ravennate è Faenza dove la penetrazione dell’app è stata trainata dalle iniziative della Bcc legata al gruppo bancario Iccrea che è tra gli investitori.

Subito, un milione di annunci in nove mesi
Le nuove tecnologie cambiano anche gli scambi commerciali tra privati. Nel settore del compro-vendo è Subito (www.subito.it) ad essersi affermato come realtà nota e utilizzata: da gennaio a settembre 2016 gli utenti di Ravenna hanno inserito oltre 1,2 milioni di nuovi annunci sul sito. Queste le cinque categorie con più annunci: auto (183mila), arredamento e casalinghi (125mila), accessori auto (100mila), appartamenti (74mila), abbigliamento (66mila). Da inizio anno i ravennati hanno fatto quasi 900mila ricerche: le dieci parole più ricercate sono appartamento (21mila), auto, cucina, affitto, casa, armadio, bicicletta, divano, Punta Marina, Iphone (6mila). Dai dati forniti dall’ufficio stampa di Subito.it emergono anche gli orari in cui i ravennati consultano di più il sito: principalmente prima di pranzo e dopo cena.

Just Eat, in 27 ristoranti ordini con un click e arriva a casa
Si digita l’indirizzo di casa sul telefonino e l’applicazione mostra l’elenco di ristoranti e pizzerie affiliate in zona: si consulta il menu, eventualmente le recensioni lasciate da altri clienti, e si fa l’ordine online con consegna a domicilio. Just Eat è presente in Italia con oltre 4.800 ristoranti di cui 27 sul territorio di Ravenna dove il servizio è arrivato a giugno del 2015: dopo i primi sei mesi – secondo i dati forniti da Daniele Contini, country manager per l’Italia – ha registrato una crescita del 61,5 percento. Dopo la pizza che rimane al primo posto, la cucina più ordinata dai ravennati su Just Eat è quella indiana con oltre il 15 percento delle preferenze, seguito dalla scelta cinese (7 percento). Nel 70 percento dei casi l’ordinazione viene tramite smartphone. Uno dei primi locali ravennati che si è affiliato all’azienda fondata in Danimarca nel 2000 è stato il noto Naif.

My Cicero, ogni mese in tremila pagano il parcheggio online
Da gennaio del 2014 il parcheggio nelle strisce blu di Ravenna e Cervia si può pagare con il telefonino usando l’app My Cicero. Oggi ogni mese nella città di Ravenna sono tremila le persone che la utilizzano, secondo i dati forniti dalla società sviluppatrice che ha sede a Senigallia: «I numeri del servizio raddoppiano di anno in anno, tasso di crescita che ci aspettiamo in aumento anche grazie all’attivazione di nuovi servizi. Con My Cicero infatti è possibile pagare non soltanto la sosta ma anche biglietti e abbonamenti della Start Romagna, come i biglietti di Trenitalia».

Dal parcheggio alla pizza a domicilio Le app sul telefonino del ravennate

I numeri di utilizzo nel nostro territorio di alcune tra le più note applicazioni per mobile: l’ultima arrivata è quella per pagare dal cellulare

Quali sono le nuove applicazioni sui telefonini dei ravennati? Abbiamo chiesto alcuni dati di utilizzo, riferiti al nostro territorio, a quattro realtà nazionali che forniscono servizi online.

Satispay, in quattromila pagano con il telefonino
Il telefonino per pagare il caffè al bar o per lo scambio di denaro con gli amici. È lo scenario delineato da Satispay: la startup fondata da tre giovani imprenditori di Cuneo ha creato un omonimo sistema di pagamento indipendente dai circuiti tradizionali delle carte di debito/credito tramite un’applicazione per smartphone che va collegata al proprio conto corrente bancario. Ad oggi, secondo i dati della stessa Satispay, sono più di quattromila gli utenti privati in provincia di Ravenna: l’utente medio ha un’età tra 25 e 40 anni e in media sette transazioni al mese di cui la metà in attività commerciali con una spesa media di 15-17 euro. Con l’aiuto di Confesercenti e Confcommercio sono oltre 250 le attività in provincia convenzionate: ristoranti, bar, gelaterie, ma anche negozi di abbigliamento, ottici, farmacie (tra cui tutte le Farmacie Comunali), profumerie, tabaccherie, liberi professionisti e altri. La roccaforte ravennate è Faenza dove la penetrazione dell’app è stata trainata dalle iniziative della Bcc legata al gruppo bancario Iccrea che è tra gli investitori.

Subito, un milione di annunci in nove mesi
Le nuove tecnologie cambiano anche gli scambi commerciali tra privati. Nel settore del compro-vendo è Subito (www.subito.it) ad essersi affermato come realtà nota e utilizzata: da gennaio a settembre 2016 gli utenti di Ravenna hanno inserito oltre 1,2 milioni di nuovi annunci sul sito. Queste le cinque categorie con più annunci: auto (183mila), arredamento e casalinghi (125mila), accessori auto (100mila), appartamenti (74mila), abbigliamento (66mila). Da inizio anno i ravennati hanno fatto quasi 900mila ricerche: le dieci parole più ricercate sono appartamento (21mila), auto, cucina, affitto, casa, armadio, bicicletta, divano, Punta Marina, Iphone (6mila). Dai dati forniti dall’ufficio stampa di Subito.it emergono anche gli orari in cui i ravennati consultano di più il sito: principalmente prima di pranzo e dopo cena.

Just Eat, in 27 ristoranti ordini con un click e arriva a casa
Si digita l’indirizzo di casa sul telefonino e l’applicazione mostra l’elenco di ristoranti e pizzerie affiliate in zona: si consulta il menu, eventualmente le recensioni lasciate da altri clienti, e si fa l’ordine online con consegna a domicilio. Just Eat è presente in Italia con oltre 4.800 ristoranti di cui 27 sul territorio di Ravenna dove il servizio è arrivato a giugno del 2015: dopo i primi sei mesi – secondo i dati forniti da Daniele Contini, country manager per l’Italia – ha registrato una crescita del 61,5 percento. Dopo la pizza che rimane al primo posto, la cucina più ordinata dai ravennati su Just Eat è quella indiana con oltre il 15 percento delle preferenze, seguito dalla scelta cinese (7 percento). Nel 70 percento dei casi l’ordinazione viene tramite smartphone. Uno dei primi locali ravennati che si è affiliato all’azienda fondata in Danimarca nel 2000 è stato il noto Naif.

My Cicero, ogni mese in tremila pagano il parcheggio online
Da gennaio del 2014 il parcheggio nelle strisce blu di Ravenna e Cervia si può pagare con il telefonino usando l’app My Cicero. Oggi ogni mese nella città di Ravenna sono tremila le persone che la utilizzano, secondo i dati forniti dalla società sviluppatrice che ha sede a Senigallia: «I numeri del servizio raddoppiano di anno in anno, tasso di crescita che ci aspettiamo in aumento anche grazie all’attivazione di nuovi servizi. Con My Cicero infatti è possibile pagare non soltanto la sosta ma anche biglietti e abbonamenti della Start Romagna, come i biglietti di Trenitalia».

Il vicesindaco: «Escavi prima possibile per garantire un futuro al nostro porto»

Fusignani incontra gli spedizionieri e fa il punto sulle priorità
Per Rossi alla presidenza si attende la commissione parlamentare

«Occorre partire il prima possibile con i lavori di approfondimento dei fondali in modo da garantire un futuro al nostro porto». Ieri mattina, 28 ottobre, il vicesindaco di Ravenna con delega al porto, Eugenio Fusignani, ha incontrato in municipio una rappresentanza dell’Associazione ravennate spedizionieri internazionali (Arsi), guidata dal presidente Marco Migliorelli. Sul tavolo la questione relativa all’approfondimento dei fondali e le vicissitudini legate alla politica che, a detta degli spedizionieri, «non svolge un ruolo attivo ma è necessaria per raggiungere la soluzione».

Il vicesindaco Fusignani ha affermato: «Finora si è perso tempo inseguendo sogni. Oggi dobbiamo fare i conti con la competitività del nostro porto. Ravenna è leader nel settore dei cereali ma mentre segna un aumento dell’8 percento con fondali profondi 10,5 metri, Venezia registra un aumento del 40 con fondali profondi 11,5 e Koper un aumento del 13 con fondali profondi 12,5. Occorre quindi correre ai ripari».

Fusignani accoglie con favore l’intesa raggiunta tra Regione e ministero sul nome del nuovo presidente: l’accordo era ufficiosamente noto ormai da tempo (vedi articoli correlati) ma il 27 ottobre all’assemblea di Confindustria Romagna è arrivata l’ufficializzazione pubblica da parte del presidente della Regione Stefano Bonaccini: Daniele Rossi guiderà la nuova Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale (nuova denominazione assunta da Ap Ravenna dopo la riforma Delrio). Perché Rossi possa insediarsi in via Antico Squero, e chiudere la parentesi del commissariamento affidato a marzo al comandante della guardia costierea Giuseppe Meli, manca solo il passaggio tecnico dell’approvazione da parte della commissione parlamentare Trasporti. Una formalità, ma necessaria.

«Non appena verrà ufficializzata la nomina e insediata la nuova Autorità – dice Fusignani – si dovrà partire subito proprio dall’approfondimento dei fondali anche per step successivi. Un obiettivo questo che, come amministrazione comunale, perseguiremo come priorità assoluta e condivisa anche con l’associazione degli spedizionieri che con una trentina di imprese e oltre 400 addetti rappresentano uno degli assi fondamentali della produttività del nostro porto. In questo senso ci impegniamo a tenere alta l’attenzione su questo obiettivo anche attraverso la creazione di un tavolo di lavoro permanente con gli operatori portuali a partire dagli spedizionieri».

Arpae completa le analisi: la polvere nella busta di Equitalia non era antrace

Il plico è stato rinvenuto il 27 ottobre negli uffici di via Magazzini Posteriori

Non era antrace la polvera contenuta nella busta trovata negli uffici di Equitalia a Ravenna la mattina del 27 ottobre. È questo il risultato delle analisi compiute dai laboratori Arpae di Bologna sul campioni di polvere sospetta recapitata in alcune sedi di Equitalia nello stesso giorno (in Regione oltre a Ravenna anche Bologna, Piacenza e Rimini). La verifica delle sostanze è stata eseguita al laboratorio Arpae integrato della Sezione provinciale di Bologna e del risultato sono state avvertite le autorità competenti.

La busta, come noto, è stata individuata da una persona addetta alla ricezione della corrispondenza: prima di aprirla si è resa conto che dal plico fuoriusciva della polvere ed è quindi scattato il protocollo di sicurezza: uffici di via Magazzini Posteriori evacuati, intervento dei vigili del fuoco e zona transennata.

Anziana ricoverata in ospedale Una coppia le occupa la casa

Intervento della polizia in centro storico su segnalazione dell’Asp che la tutela legale della donna

Mentre l’anziana padrona di casa era ricoverata in ospedale per problemi di salute, una coppia di stranieri le ha occupato la casa in vicolo Tacchini a Ravenna. Una pattuglia della squadra volante della polizia ieri pomeriggio, 28 ottobre, è intervenuta su richiesta di due funzionari dell’Asp (l’azienda per i servizi alla persona) che hanno la tutela legale della proprietaria dell’appartamento: i due, un nigeriano e un’ucraina, avevano occupato l’appartamento senza alcuna autorizzazione. Dopo l’identificazione l’uomo è stato rilasciato in quanto in regola con le norme del soggiorno e allontanato dal luogo mentre la donna è stata accompagnata in questura e munita di decreto di espulsione poiché clandestina in Italia. La Questura è ora in attesa della eventuale querela del tutore legale per poter poi denunciare i due alla autorità giudiziaria.

Bagni in piazza Kennedy, l’assessore: «Non escludiamo modifiche in futuro»

Fagnani parla anche di «errori» e «responsabilità» nell’iter dei lavori
Il suo predecessore: «Toilette aggiunte d’accordo con le associazioni»

Stanno facendo molto discutere, in città e sui social network, i nuovi bagni pubblici installati in piazza Kennedy, nell’ambito della riqualificazione di quello che era l’ex parcheggio più utilizzato del centro di Ravenna in una piazza pedonale.

Bagni pubblici che, bisogna ricordarlo, non erano presenti nel progetto presentato inizialmente alla città, quello realizzato dallo staff dei tecnici del Comune di Ravenna coordinati dall’architetto Pierluigi Cervellati per conto della Fondazione del Monte (che come noto ha finanziato la riqualificazione), sulla base di un concorso di idee bandito dall’Amministrazione comunale. E neppure nel progetto definitivo approvato a fine 2012.

I bagni pubblici sono stati invece inseriti nel progetto esecutivo del 2013, su decisione del Comune e in particolare dell’allora assessore ai Lavori pubblici Andrea Corsini, ora responsabile per il Turismo nella giunta regionale dell’Emilia-Romagna. Lo contattiamo per una sorta di ricordo. «L’idea – dice Corsini senza voler entrare nel merito dell’estetica – era nata dal dibattito sulla mancanza di bagni pubblici in centro. Allora con le associazioni di categoria condividemmo l’idea di mettere anche i bagni pubblici in piazza Kennedy».

L’attuale assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ravenna, invece, è Roberto Fagnani. Anche lui, da noi contattato, preferisce non entrare nel merito dell’opera, ma ci rilascia una dichiarazione. «Posso solo dire – sono le parole di Fagnani – che per ora per il sindaco e la giunta la priorità é finire i lavori. Aspettiamo di vedere e giudicare la piazza nel suo complesso una volta terminata. Ogni modifica ora prolungherebbe la fine lavori e non abbiamo intenzione di sommare errori su errori in una situazione dove ci sono già responsabilità oggettive. Dopodiché nulla vieta di valutare la possibilità di apportare modifiche».

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