Blitz dei carabinieri al parco: arrestato per spaccio un 18enne che ha tentato la fuga in bicicletta. Il minorenne vittima di bullismo a scuola
Per allargare il giro dei clienti lo spacciatore aveva assoldato un 13enne: per ogni nuova cessione di marijuana spettava una percentuale al ragazzino. È lo scenario emerso da un’operazione antidroga condotta dai carabinieri della compagnia di Faenza e conclusa con l’arresto di un 18enne albanese. Il pusher aveva anche offerto alcune dosi al più giovane per iniziarlo al consumo: ha patteggiato quattro mesi (pena sospesa) per spaccio, resistenza a pubblico ufficiale e istigazione a commettere reati. Il giudice ha dato il nulla osta all’espulsione.
L’arresto è andato in scena ieri pomeriggio, 2 ottobre, al parco Mita di Faenza. I militari si sono appostati nei pressi delle due entrate per osservare il viavai attorno a una panchina dove sedevano tre giovani. Uno in particolare aveva attirato l’attenzione dei carabineiri perché più volte era stato visto rovistare nel suo zainetto per poi venire a contatto con altri ragazzi che parlavano con lui solo per alcuni stanti. Appena il giovane si è accorto delle divise, è salito in sella ad una bicicletta ed ha infilato l’ingresso di via Ravegnana: rincorso da due carabinieri, il fuggitivo è stato afferrato una prima volta ma ha opposto resistenza riuscendo a divincolarsi dalla presa, poi ha investito con la bicicletta il secondo carabiniere che è riuscito comunque a bloccarlo. Nello zaino un fagotto contenente 16 grammi di marijuana, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e 70 euro ritenuti provento dello spaccio.
Uno degli altri due sulla panchina era il tredicenne già ricordato. Alla presenza dei genitori in caserma, il ragazzino ha spiegato al capitano Cristiano Marella, comandante della compagnia di Faenza, tutto un retroscena fatto di episodi di bullismo a scuola che non aveva mai raccontato a nessuno e di quell’amicizia con il 18enne. Era anche riuscito a trovare un nuovo acquirente, un suo compagno di terza media, a cui aveva proposto di comprare la marijuana dall’albanese ma la compravendita non si si era conclusa.
La storia di Ravenna può essere tratteggiata ripercorrendo quella dei suoi bar storici.
Il Byron era frequentato anche da professoresse che prendevano il tè nel pomeriggio e, dopo cena, da universitari: «I ragazzi che poi divennero stimati professionisti ne combinavano una tutte le sere». L’elenco degli aneddoti non ha fine: «Una volta misero del talco dentro i bomboloni, un’altra volta entrarono con un’auto dentro al bar, un’altra ancora impilarono tutti i tavoli per fare una piramide. Più di una volta arrivò la polizia, chiamata dai vicini. All’epoca avevo sempre paura per i disastri che potevano combinare ma a ricordarle adesso abbiamo fatto tante risate in quegli anni».
“Show dinner”, “Venerdì in jazz” e “Mariani Music Contest”, due rassegne e un concorso. Sono questi i punti di forza del Mariani Lifestyle di Ravenna per la nuova stagione di eventi che si preannuncia lunga e ricca, ogni giovedì e venerdì dalle 21.30, dal 6 ottobre al 27 gennaio, in collaborazione con l’associazione culturale Jazzlife, Moondogs International Rock’n’Roll Festival e tanti artisti italiani e internazionali. Il Mariani diventa, dunque, luogo ideale per cenare con menù alla carta e gustarsi uno show in stile The Hall Brooklin o West Bank Café di New York.
Grande novità di quest’anno, sarà il ‘Mariani Music Contest’, una competizione alla scoperta di voci nuove e gruppi emergenti. «Ogni primo giovedì del mese – racconta il coordinatore Luca di Luzio dell’associazione Jazzlife -, a cominciare proprio dal 6, da ottobre sino ad aprile, i giovani artisti potranno confrontarsi sul palco e saranno giudicati da una giuria tecnica di professionisti e dal pubblico presente in sala. Il vincitore finale si porterà a casa una produzione in studio e la possibilità di esibirsi in un intero concerto organizzato al Mariani. L’intento è di dare un’opportunità di visibilità ai tanti ragazzi delle scuole e dei conservatori».
L’Emilia-Romagna, come regione, e Rimini, come provincia, si piazzano al vertice della classifica stilata da Il Sole 24 Ore su reati denunciati in Italia nel 2015 in base alle statistiche provinciali e regionali sull’attività delittuosa fornite al quotidiano milanese dal ministero dell’Interno, dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Le orme lasciate sul sangue nella villa dove è stata uccisa Giulia Ballestri sono compatibili con le scarpe del marito Matteo Cagnoni, un paio di Timberland lasciate ad asciugare sopra un termosifone, dopo essere state lavate, nella casa di Firenze del noto dermatologo, e poi sequestrate dalla polizia. Lo scrive il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare firmata pochi giorni fa – stando a quanto riporta questa mattina (lunedì 3 ottobre) il Corriere Romagna – in cui si chiede anche perché il medico abbia deciso di lavarle dopo aver percorso «solo strade urbane» o tragitti in automobile. Un dettaglio che potrebbe incastrare Cagnoni, in carcere come noto a Firenze accusato di aver ucciso la moglie a bastonate, venerdì 16 settembre, nella villa disabitata di famiglia, in via Padre Genocchi, ai margini dei giardini pubblici di Ravenna. Proprio in quella abitazione, come riporta invece il Carlino Ravenna, sabato è tornata la polizia scientifica, che avrebbe trovato tracce biologiche che non appartengono alla vittima.
Mourinho e Guardiola, due degli allenatori che più hanno lasciato il segno nel calcio contemporaneo, sono i protagonisti di Duellanti, ultimo libro del giornalista di Sky Paolo Condò (edito da Baldini Castoldi), al centro della serata di oggi della rassegna Back to Sporty.
In un colpo solo in meno di sei mesi la gestione di tre bar tra i più noti del centro storico di Ravenna passerà di mano finendo sotto un’unica proprietà: da settembre il Caffè Ramiro, dal 7 ottobre il bar Cavour (non il Caffè Corte Cavour come erroneamente scritto in precedenza) e da febbraio il bar Belli diventeranno locali della società Quintavalle di Treviso per un investimento complessivo da 700mila euro. Francesco Polo e Lodovico Miotto sono gli imprenditori che sbarcano in Romagna ma i nomi dei locali non cambieranno: «Sono delle istituzioni per i ravennati e dei punti di riferimento nei loro discorsi: “Ci troviamo da Ramiro” abbiamo capito che è una frase con un significato. Teniamo i nomi e sarà la clientela ad accorgersi della nuova gestione».
La moglie lo aveva accompagnato a pescare, sabato pomeriggio, a Budrio, nel ciglio del canale Emiliano Romagno, ma quando è tornata a riprenderlo non l’ha più trovato. La donna ha immediatamente lanciato l’allarme e sono iniziate le ricerche. Il fatto che le canne da pesca fossero rimaste sul ciglio del canale hanno subito fatto temere il peggio ai Carabinieri intervenuti. Sono scattate le ricerche e nella notte tra sabato e domenica i sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Bologna, impegnati con gli uomini dell’Arma di Cotignola, hanno ritrovato il corpo privo di vita dell’ottantenne residente a Cotignola, morto per annegamento.
Settimana edizione per l’iniziativa dedicata al dialogo interreligioso “insieme per la pace” da parte della Moschea di Ravenna ed è caratterizzata da una programmazione congiunta che ha coinvolto vari soggetti della società civile e di varie espressioni religiose. Il programma prende il via domenica