venerdì
01 Maggio 2026

Albergatore cervese muore in ospedale dopo essere stato investito da un pirata

Maurizio Picone lascia moglie e due figli. Gestiva l’hotel Caribia

È morto nella mattinata di ieri, mercoledì 17 agosto, Maurizio Picone, il 48enne albergatore cervese investito domenica sull’Adriatica, a Cesenatico, da un pirata della strada.

Picone gestiva l’hotel Caribia di Pinarella, dove in passato aveva gestito per molti anni il locale Tango.

È stato investito mentre si trovava in sella alla sua bicicletta (sua grande passione da oltre vent’anni) nel tardo pomeriggio del 14 agosto da un Fiorino con alla guida un altro albergatore, un 46enne di Lido di Savio che gestisce un hotel a Villamarina di Cesenatico e che dopo l’incidente non si è neppure fermato. Il pirata è stato però individuato poche ore dopo grazie al tam tam sui social network e alle segnalazioni della polizia municipale di Cesenatico. Si è giustificato parlando di un colpo di sonno, che non gli avrebbe fatto neppure notare di aver investito qualcuno. Dovrà rispondere, oltre che di omissione di soccorso, del reato di omicidio stradale.

Picone, molto noto nel Cervese, lascia la moglie e due figli.

Scoperta la banda delle finte asfaltature: denunciate otto persone

Proponevano lavori a privati e aziende che poi svolgevano
in modo diverso da quello concordato e chiedendo più soldi

Giravano tra abitazioni private e aziende proponendo di asfaltare piazzali più o meno grandi a prezzi molto convenienti. Poi svolgevano un lavoro maggiore di quello richiesto, riuscendo a farsi pagare di più (anche fino a dieci volte). Utilizzando però oltretutto materiale completamente difforme da quello concordato, molto diverso dal vero asfalto, riuscendo così a ottenere guadagni sempre maggiori. Una vera e propria truffa, secondo l’indagine dei carabinieri di Massa Lombarda, che hanno denunciato il piccolo gruppo, formato da otto persone: tre irlandesi, tre polacchi e due rumeni. Ora le indagini proseguirano.

Setacciati i giardini Speyer di Ravenna Controllate 34 persone in una sola sera

La polizia in zona stazione: tutti gli stranieri avevano un regolare permesso di soggiorno. Sequestrata una piccola quantità di droga

Controlli straordinari della polizia nella zona della stazione di Ravenna, con cinque pattuglie coordinate da equipaggi della squadra mobile impegnate nella serata di martedì fino a notte fonda.

Sono state controllate 34 persone di cui 23 straniere extracomunitarie tutte in possesso di un permesso regolare di soggiorno. Le due etnie più presenti sono quella centroafricana e quella magrebina.

Tra le persone identificate alcune avevano precedenti nell’ambito dei reati concernenti le sostanze stupefacenti. In particolare è stato sequestrato un piccolo quantitativo di droga a un senegalese segnalato quale assuntore alla Prefettura di Ravenna. Un cittadino del Gambia, pregiudicato, è stato accompagnato in questura e gli è stato ritirato il permesso di soggiorno con contestuale espulsione dal territorio nazionale.

Altri stranieri sono stati segnalati all’Ufficio Immigrazione della questura per verificare la sussistenza dei motivi che hanno originato il rilascio del permesso di soggiorno.

Questa attività di controllo della polizia continuerà anche nei prossimi giorni.

Truffa da 600mila euro: rinviata a giudizio una commercialista

Con i soldi sottratti a un’imprenditrice avrebbe comprato
anche un immobile. Falsificava firme per bonifici e assegni

Ha sottratto 600.000 euro a una imprenditrice forlivese che si era rivolta a lei per procedere alla ristrutturazione del suo gruppo aziendale attivo nel settore della cosmesi e nella gestione di strutture ambulatoriali, riabilitative e diagnostiche. Protagonista della vicenda, scoperta dalla Guardia di Finanza di Forlì, una commercialista ravennate 48enne nei cui confronti la Procura forlivese ha disposto il rinvio a giudizio per truffa e appropriazione indebita aggravata e continuata.

In base alle indagini, la donna falsificava la firma della vittima sui moduli di richiesta di bonifici bancari e assegni circolari; su conferimenti di incarico in esclusiva per la vendita di immobili e manipolava i prospetti riepilogativi settimanali utilizzati per i pagamenti on-line.

Il denaro sottratto è stato utilizzato come anticipo per l’acquisto di un immobile; per pagare le parcelle del designer incaricato della ristrutturazione e arredamento e cofinanziare un progetto di ricerca affidato a una amica. (fonte Ansa.it)

Anche i Simpson in spiaggia al Campionato della sculture di sabbia Ma a vincere è la Sirenetta…

Fumetti e animazione sono i protagonisti della diciannovesima edizione del Campionato delle Sculture di Sabbia, che, come ormai da tradizione, anche quest’anno anima l’estate nella spiaggia libera di Cervia.

Una vera e propria competizione d’arte che si è svolta dall’8 al 10 agosto e a cui hanno partecipato dodici coppie di artisti. Tutte le opere riprendono con fantasia alcuni fra i principali personaggi dei fumetti e del mondo animazione.

Ad aggiudicarsi il primo posto, in base al giudizio del pubblico e della giuria tecnica composta dagli artisti stessi, sono stati Mario Vittadello e Antonella Scrivante con l’opera “In fondo al mar” tratta da La Sirenetta. Seconda posizione per l’opera “Il sogno di Tarzan” di Franco Daga, seguita da “Relax in casa Simpson” di Simone Sedioli (tutte e tre le opere nella foto di questo articolo).

Le opere rimarranno esposte e visitabili dal pubblico tutti i giorni fino a ottobre. Fino a fine agosto il museo è aperto dalle ore 9 alle 23. L’ingresso è libero.

Anche i Simpson in spiaggia al Campionato della sculture di sabbia Ma a vincere è la Sirenetta…

Fumetti e animazione sono i protagonisti della diciannovesima edizione del Campionato delle Sculture di Sabbia, che, come ormai da tradizione, anche quest’anno anima l’estate nella spiaggia libera di Cervia.

Una vera e propria competizione d’arte che si è svolta dall’8 al 10 agosto e a cui hanno partecipato dodici coppie di artisti. Tutte le opere riprendono con fantasia alcuni fra i principali personaggi dei fumetti e del mondo animazione.

Ad aggiudicarsi il primo posto, in base al giudizio del pubblico e della giuria tecnica composta dagli artisti stessi, sono stati Mario Vittadello e Antonella Scrivante con l’opera “In fondo al mar” tratta da La Sirenetta. Seconda posizione per l’opera “Il sogno di Tarzan” di Franco Daga, seguita da “Relax in casa Simpson” di Simone Sedioli (tutte e tre le opere nella foto di questo articolo).

Le opere rimarranno esposte e visitabili dal pubblico tutti i giorni fino a ottobre. Fino a fine agosto il museo è aperto dalle ore 9 alle 23. L’ingresso è libero.

Elena, accampata per 26 ore in piazza a Riccione per il concerto dei suoi idoli

Una ragazzina di Ravenna in prima fila per Benji & Fede. Ha trascorso
la notte con una coetanea sul cemento: «Scappate di casa per voi»

Elena, da Ravenna, è arrivata in piazzale Roma, a Riccione, ieri sera alle 19.30. Per essere sicura di essere in prima fila al concerto di Benji & Fede in programma questa sera (mercoledì 17 agosto) a partire dalle 21.30, quindi circa 26 ore dopo. Insieme a un’altra ragazza – entrambe minorenni – di Vicenza ha trascorso la notte davanti alle transenne. A comunicarlo è direttamente il Comune di Riccione via mail. «Alle nostre facce incredule – scrivono dall’assessorato al Turismo – hanno risposto felici e soddisfatte che ne è valsa la pena». Alle transenne hanno anche appeso due cartelli con le scritte “Scappate di casa solo per voi!” e “Rudy, dalle 19.30 di ieri siamo ancora qua”, quest’ultimo rivolto al conduttore della serata Rudy Zerbi.

Sono decine le ragazzine che le hanno raggiunte in mattinata, accampandosi insieme a loro in piazzale Roma. Il concerto rientra nell’ambito di Deejay On Stage, la manifestazione che è grande protagonista del mese di agosto di Riccione, con le voci di Radio Deejay e come ospiti gli artisti più famosi della stagione. Benji & Fede sono un duo modenese nato su Facebook, composto da due ragazzi poco più che ventenni, divenuti idoli delle adolescenti di tutta Italia nel giro di pochi mesi.

Elena, accampata per 26 ore in piazza a Riccione per il concerto dei suoi idoli

Una ragazzina di Ravenna in prima fila per Benji & Fede. Ha trascorso la notte con una coetanea sul cemento: «Scappate di casa per voi»

Elena, da Ravenna, è arrivata in piazzale Roma, a Riccione, ieri sera alle 19.30. Per essere sicura di essere in prima fila al concerto di Benji & Fede in programma questa sera (mercoledì 17 agosto) a partire dalle 21.30, quindi circa 26 ore dopo. Insieme a un’altra ragazza – entrambe minorenni – di Vicenza ha trascorso la notte davanti alle transenne. A comunicarlo è direttamente il Comune di Riccione via mail. «Alle nostre facce incredule – scrivono dall’assessorato al Turismo – hanno risposto felici e soddisfatte che ne è valsa la pena». Alle transenne hanno anche appeso due cartelli con le scritte “Scappate di casa solo per voi!” e “Rudy, dalle 19.30 di ieri siamo ancora qua”, quest’ultimo rivolto al conduttore della serata Rudy Zerbi.

Sono decine le ragazzine che le hanno raggiunte in mattinata, accampandosi insieme a loro in piazzale Roma. Il concerto rientra nell’ambito di Deejay On Stage, la manifestazione che è grande protagonista del mese di agosto di Riccione, con le voci di Radio Deejay e come ospiti gli artisti più famosi della stagione. Benji & Fede sono un duo modenese nato su Facebook, composto da due ragazzi poco più che ventenni, divenuti idoli delle adolescenti di tutta Italia nel giro di pochi mesi.

Trattore in fiamme: il conducente riesce a scappare poco prima

A Lido Adriano. Il mezzo aveva un valore di 200mila euro

Un trattore è andato a fuoco nella mattinata di oggi, mercoledì 17 agosto,in un campo coltivato di Lido Adriano. Illeso il conducente del mezzo agricolo che ha fatto in tempo ad allontanarsi non appena notate le prime scintille.

L’episodio si è verificato in un campo adiacente alla via Bonifica; il conducente, un uomo originario del Modenese ma residente a Lido Adriano, era alla guida di un trattore del valore stimato di circa 200.000 euro, proprietà della ditta per cui lavora, che ha sede a Bagnacavallo.

L’incidente potrebbe essersi verificato per una iniziale piccola perdita di carburante, che però poi ha avvolto tutto il veicolo carbonizzandolo interamente. L’operaio è stato bravo nell’avvedersi subito delle prime fiammelle, così da posizionare il veicolo lontano dalla sede stradale, per poi mettersi al riparo e allertare i carabinieri della stazione di Lido Adriano arrivati sul posto, in attesa dell’intervento dei vigili del fuoco per domare le fiamme.

Il deputato scrive al prefetto: «No a celebrazioni fasciste al cimitero»

Paglia (Si), ma anche i sindacati, contro l’omaggio al gerarca
fascista Ettore Muti in programma per domenica 21 agosto

Da anni l’associazione Arditi d’Italia, in particolare, organizza al cimitero monumentale di Ravenna, un raduno in occasione dell’anniversario dell’uccisione, risalente al 1943, di Ettore Muti, gerarca fascista ravennate. Negli ultimi anni in particolare esponenti antifascisti del territorio hanno protestato contro celebrazioni che, dicono, sono sempre più divenute un momento per riproporre proclami e pratiche proprie del disciolto partito fascista, «peraltro vietati dalla legge», sottolineano in un comunicato congiunto inviato alla stampa pochi giorni fa anche i tre sindacati – Cgil, Cisl e Uil –, contrari alle celebrazioni.

Questa mattina (mercoledì 17 agosto) l’onorevole Giovanni Paglia, parlamentare ravennate di Sel-Sinistra Italiana, ha inviato una lettera al prefetto di Ravenna. «Le scrivo – si legge nella missiva inviata a Francesco Russo – per unirmi a quanti, pubblicamente e privatamente, in questi giorni hanno voluto sollecitare un suo intervento per scongiurare l’ennesimo sfregio al sentimento antifascista della città di Ravenna. Mi riferisco alla possibilità che il 21 agosto si tenga al cimitero monumentale della città una manifestazione nostalgica del ventennio, da parte di fascisti vecchi e nuovi, in occasione del ricordo della morte del gerarca Ettore Muti. Non devo ricordare a lei quanto Ettore Muti non meriti affatto alcuna commemorazione, essendosi macchiato di crimini in vita, al di là del ricordo dei famigliari. Vi è d’altronde certezza che in assenza di un intervento delle autorità anche quest’anno il 21 luglio un luogo sacro dovrà essere offeso da bandiere e parate di un’ideologia di morte.  Le chiedo pertanto di attivarsi per quanto di sua competenza per impedire tutto questo, certo di poter contare sulla sua sensibilità repubblicana e democratica».

Il deputato scrive al prefetto: «No a celebrazioni fasciste al cimitero»

Paglia (Si), ma anche i sindacati, contro l’omaggio al gerarca fascista Ettore Muti in programma per domenica 21 agosto

Da anni l’associazione Arditi d’Italia, in particolare, organizza al cimitero monumentale di Ravenna, un raduno in occasione dell’anniversario dell’uccisione, risalente al 1943, di Ettore Muti, gerarca fascista ravennate. Negli ultimi anni in particolare esponenti antifascisti del territorio hanno protestato contro celebrazioni che, dicono, sono sempre più divenute un momento per riproporre proclami e pratiche proprie del disciolto partito fascista, «peraltro vietati dalla legge», sottolineano in un comunicato congiunto inviato alla stampa pochi giorni fa anche i tre sindacati – Cgil, Cisl e Uil –, contrari alle celebrazioni.

Questa mattina (mercoledì 17 agosto) l’onorevole Giovanni Paglia, parlamentare ravennate di Sel-Sinistra Italiana, ha inviato una lettera al prefetto di Ravenna. «Le scrivo – si legge nella missiva inviata a Francesco Russo – per unirmi a quanti, pubblicamente e privatamente, in questi giorni hanno voluto sollecitare un suo intervento per scongiurare l’ennesimo sfregio al sentimento antifascista della città di Ravenna. Mi riferisco alla possibilità che il 21 agosto si tenga al cimitero monumentale della città una manifestazione nostalgica del ventennio, da parte di fascisti vecchi e nuovi, in occasione del ricordo della morte del gerarca Ettore Muti. Non devo ricordare a lei quanto Ettore Muti non meriti affatto alcuna commemorazione, essendosi macchiato di crimini in vita, al di là del ricordo dei famigliari. Vi è d’altronde certezza che in assenza di un intervento delle autorità anche quest’anno il 21 luglio un luogo sacro dovrà essere offeso da bandiere e parate di un’ideologia di morte.  Le chiedo pertanto di attivarsi per quanto di sua competenza per impedire tutto questo, certo di poter contare sulla sua sensibilità repubblicana e democratica».

Olimpiadi: gli atleti ravennati tornano a casa dal Brasile senza medaglie

Deludono in particolare Errani e l’Italia femminile del volley del ct Bonitta. Record italiano per la nuotatrice lughese Zofkova

Con il doppio ko del lottatore riolese Daigoro Timoncini nella notte tra martedì e mercoledì cala il sipario sull’Olimpiade degli atleti della provincia di Ravenna, che come quattro anni fa, tornano a casa senza neppure una medaglia. Il 30enne Timoncini, alla terza olimpiade, ha pagato un sorteggio sfortunato e non è riuscito nell’impresa di far esultare anche i suoi tifosi che si erano ritrovati davanti al maxi schermo allestito per l’occasione a Riolo Terme.

In precedenza, si era dovuto arrendere in semifinale nel doppio pesi leggeri di canottaggio l’altro atleta ravennate in gara a Rio, Marcello Miani, quarto (approdavano alla finale i primi tre equipaggi) con il compagno lombardo, Andrea Micheletti.

Tra le donne, invece, spiccava la presenza della campionessa di tennis Sara Errani, da Massa Lombarda, che però è uscita agli ottavi nel singolo, perdendo in due set contro la russa Kasatkina, e ai quarti nel doppio insieme a Roberta Vinci (in questo caso l’obiettivo era una medaglia) avendo la peggio contro le ceche Šafářová e Strýcová.

Male anche Serena Ortolani, protagonista con l’Italia del volley del ct (anche lui, come noto, ravennate) Marco Bonitta di un’Olimpiade deludente con quattro gare perse nel girone e una solo vinta, l’ultima e ormai inutile contro il Portorico.

Infine, da segnalare il debutto a un’Olimpiade della nuotatrice lughese Carlotta Zofkova (di cui abbiamo raccontato la storia nell’articolo tra i correlati qui sopra), che ha partecipato come staffettista, realizzando il nuovo record italiano nei 4×100 misti, nelle batterie, trascinata insieme alle altre compagne, da Federica Pellegrini. In finale poi è arrivato un ottavo posto che resta comunque un ottimo risultato viste le aspettative.

Da segnalare anche le opache prestazioni di due atlete in qualche modo ravennati d’adozione: nel tiro a volo Jessica Rossi (cittadina onoraria di Conselice) da campionessa olimpica in carica, si è fermata in semifinale nel trap; nel beach volley invece Marta Menegatti, cresciuta sportivamente a Ravenna, è stata eliminata agli ottavi di finale.

Infine, vanno ricordati anche i ravennati Davide Cassani, ct del ciclismo che ricorderà per molto tempo la caduta di Nibali, e Francesco Damiani, allenatore della boxe che torna a casa a sorpresa senza neppure un podio.

Quella di Rio è dunque la seconda Olimpiade, dopo Londra 2012, senza medaglie ravennati. In precedenza si erano registrate cinque edizioni consecutive con medagliati bizantini, da Barcellona 1992 a Pechino 2008 passando per Atlanta, Sydney e Atene.

Allargando un pochino i confini, quella di Rio è anche la prima Olimpiade da Mosca 1980 in avanti a chiudersi senza neppure una medaglia di un atleta romagnolo.

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