Ingresso serale dal 25 giugno e dal 27 la rassegna “al chiaro di luna“ con film, incontri letterari, laboratori, visite guidate, degustazioni…
Dal 25 giugno l’Antico Porto di Classe riapre al pubblico in orario serale: tutti i giorni dalle 18 alle 23. Quando tutti gli altri monumenti chiudono, la zona archeologica sarà aperta e fruibile al pubblico. Inoltre, fino al 7 agosto, i sabati e le domeniche, alle 19 e alle 21, sono previste visite guidate per approfondire la conoscenza di uno dei più importanti scali portuali del mondo romano e bizantino.
L’ingresso prevede una tariffa unica a 7 euro, comprensiva di ingresso e visita guidata.
Lunedì 27 giugno, alle 20, parte invece la rassegna “L’Antico Porto al chiaro di Luna” – il variegato programma di eventi serali estivi che prevede incontri letterari, visite guidate, conversazioni, degustazioni e laboratori ludico-didattici per famiglie con bambini – inaugurerà con un evento inedito: il primo Festival Internazionale del Cinema Archeologico di Ravenna – Premio Olivo Fioravanti, promosso da RavennAntica in collaborazione con il Comune di Ravenna, la rivista “Archeologia Viva“ e la rassegna internazionale del Cinema archeologico – Fondazione Museo Civico di Rovereto.
«Due sono i motivi per non perdersi questo appuntamento – spiega Piero Pruneti, direttore di “Archeologia Viva“ –. Il primo è che è possibile visionare dei veri e propri capolavori della cinematografia archeologica, già selezionati a Rovereto durante le varie manifestazioni annuali di cinema, dove il pubblico vota e assegna premi e posti in classifica senza fare sconti a nessuno. Per cui siamo sicuri che i documentari in programma sono di solido contenuto scientifico e di sicura spettacolarità. Il secondo motivo è il fatto che questa rassegna cinematografica si svolge nella straordinaria cornice notturna del Parco archeologico di Classe, uno dei più importanti nel Mediterraneo che fu».
Nella prima serata, il 27 giugno, si racconteranno “Navigazione e naufragi nel mondo antico”, martedì 28 giugno “Le Civiltà sommerse”, mercoledì 29 giugno sarà “Nel segno della pietra” mentre giovedì 30 si svolgerà la serata finale, che prevede la premiazione dei film da parte del pubblico. Tutte e quattro le serate sono a ingresso gratuito, comprensivo di proiezione e drink. Prenotazione consigliata allo 0544 478100.
Da quest’anno, è possibile acquistare la tessera abbonamento da 12 euro che permette l’ingresso all’Antico Porto tutte le sere oppure quella da 50 euro che consente, oltre all’ingresso, di partecipare a tutti gli eventi della rassegna L’Antico Porto al chiaro di Luna (compresi gli aperitivi e tutti gli eventi a pagamento).
Entrambe le tessere sono in vendita presso la Domus dei Tappeti di Pietra (via Barbiani-Ravenna) e, dal 25 giugno, anche direttamente presso l’Antico Porto di Classe (via Marabina, 7).
In caso di maltempo alcuni eventi si terranno presso il Museo Tamo, via Rondinelli, 2, a Ravenna. Si consiglia di verificare eventuali variazioni sul sito web: www.anticoportoravenna.it oppure telefonando allo 0544 478100.
Al via le visite guidate… E partono anche le degustazioni
In occasione del Festival Internazionale del Cinema Archeologico di Ravenna di cui si parla nell’articolo principale, vengono organizzate visite guidate con particolare riferimento alle derrate alimentari stoccate al porto di Classe in arrivo o in partenza. Dalle evidenze archeologiche è stato possibile ricostruire le abitudini alimentari della nostra zona in epoca bizantina scoprendo come questa sia stata influenzata da quella romana. A sua volta la parentesi bizantina ravennate ha fortemente influenzato la nostra cucina locale. La passeggiata permetterà di scoprire la storia attraverso il senso del gusto. Appuntamento alle 20.15 all’ingresso degli scavi. La visita avrà una durata di circa un’ora e costa 7 euro (degustazione compresa). Prenotazione obbligatoria al 339 8205555. Al termine si potrà assistere alla proiezione del film, a cui seguirà un drink offerto a tutti i partecipanti.
Erano più di seicento gli agricoltori ravennati tra i circa settemila, stime degli organizzatori, che il 23 giugno hanno marciato fin sotto la sede della Regione a Bologna «per denunciare l’immobilismo dell’assessorato all’Agricoltura, Caccia e Pesca, reo di aver abbandonato a se stesso uno dei territori chiave del patrimonio agroalimentare italiano. Burocrazia in eccesso, fondi insufficienti per la lotta integrata, zero iniziative per promuovere la frutta e nessuna soluzione concreta al grave problema dei danni da fauna selvatica». Il presidente di Coldiretti Ravenna, Massimiliano Pederzoli, dal palco non ha usato mezzi termini: «Nonostante una lunga fase di concertazione da noi cercata, voluta e proposta per il bene della nostra agricoltura, la situazione di stallo istituzionale non accenna a sbloccarsi e visto che non c’è più tempo da perdere chiediamo all’assessore Caselli di farsi da parte».
Con l’assemblea provinciale svoltasi il 9 giugno scorso si era aperta la fase di mobilitazione straordinaria di Coldiretti Ravenna, «conseguenza della cronica staticità dell’assessorato regionale su troppe tematiche e problematiche di primaria importanza per il settore»: la fase di mobilitazione è culminata nella maxi manifestazione di denuncia messa in atto dinanzi al centro di potere istituzionale-decisionale del comparto agricolo, la terza Torre della Regione, in viale della Fiera 8, davanti agli uffici dell’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Simona Caselli.
Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, è intervenuto in collegamento in videoconferenza da Roma, illustrando alcune iniziative in programma: un’iniziativa a Bruxelles per modificare l’attuale normativa sui danni da fauna selvatica e, sul tema, un tavolo di confronto con gli agricoltori; 60 milioni in più per il sostegno alle misure agroambientali; un primo pacchetto di interventi per lo snellimento della burocrazia. Per quanto riguarda i danni della fauna selvatica all’agricoltura, Bonaccini ha annunciato l’impegno a chiedere la modifica dell’attuale normativa comunitaria che prevede che le Regioni possano risarcire solo i danni provocati dalla fauna protetta. «Questa Regione lavora bene e in velocità. A fine 2016 avremo messo a bando il 60 percento delle risorse del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, così come dichiarato nel Patto per il lavoro sottoscritto con le parti sociali», così l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli replica alle accuse di ritardi. Aggiungendo dei numeri: «Per noi parlano i fatti: in poco più di un anno abbiamo emanato 15 bandi relativi a 28 operazioni per un impegno complessivo di quasi 460 milioni di euro, che rappresentano il 38,62 percento della disponibilità totale per l’intera programmazione che è di 1,9 miliardi».
La biblioteca dell’ospedale di Ravenna intitolata a Enrico Liverani, assessore morto il 20 novembre scorso a 39 anni, verrà inaugurata domani 25 giugno alle 11.30 (ingresso da via Missiroli, Scala Rossa primo piano). Il progetto di allestire una biblioteca dedicata a pazienti, operatori e alla cittadinanza è nato in seguito alla sua scomparsa ed è frutto di una collaborazione tra il Comune di Ravenna e l’Ausl Romagna. La realizzazione è stata possibile grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e di Sapir. La biblioteca sarà gestita dall’associazione “Enrico nel cuore” la cui vice presidente è la madre, Rossella Liverani. L’allestimento della biblioteca è stato possibile grazie alla collaborazione delle librerie Modernissima Ravenna, Liberamente libri, Mondadori, Libreria Dante, La Feltrinelli, Coop, Momo che hanno raccolto le donazione di oltre 200 cittadini. All’inaugurazione interverranno: Rossella Liverani, il sindaco Michele de Pascale, il direttore dell’Ausl Marcello Tonini, la fondatrice del percorso “Rianimazione Letteraria di Poesia intensiva” nel Presidio Ospedaliero di Ravenna Livia Santini, la direttrice Biblioteca Classense Ravenna Claudia Giuliani, Rita Servadei e Vittorio Valentini del liceo Artistico “Luigi Nervi” Ravenna. La cittadinanza è invitata a partecipare.
Un medico di 57 anni e un architetto di 54 sono la prima coppia gay a sposarsi in provincia di Ravenna come consentito dalla legge sulle unioni civili di recente approvate. Le nozze si sono svolte stamani, 24 giugno, nella sala del consiglio comunale della Rocca di Lugo: a dire sì di fronte al sindaco Davide Ranalli sono stati Giovanni Giovannini e Gianluca Zoffoli. Con loro amici e parenti.
A seguito dei lavori di riqualificazione cominciati un anno fa, viene riaperto oggi 24 giugno il primo stralcio di piazza Kennedy: si tratta del passaggio, a ridosso di Palazzo Rasponi, che congiunge trasversalmente via D’Azeglio con via Mafalda di Savoia. Lo rende noto il Comune di Ravenna. Che spiega: «Questa porzione di piazza si presenta ripavimentata con porfido ed è percorribile solo dai pedoni; consentirà di accedere nuovamente al Palazzo dall’ingresso principale in occasione di iniziative pubbliche. I lavori di riqualificazione proseguiranno sulle altre parti della piazza al fine di rendere completamente fruibile tutta la piazza a breve».
Aveva già pagato i 40 euro concordati per la prestazione e si erano già appartati in auto a Fosso Ghiaia ma lì ha scoperto che la prostituta aveva le mestruazioni e ha preteso di riavere i suoi soldi, al rifiuto della ragazza le ha rapinato tutto l’incasso della notte, circa 200 euro, poi l’ha scaricata dall’auto ed è fuggito. I carabinieri l’hanno arrestato trovandolo a casa con la moglie cui aveva consegnato i soldi rimasti dopo aver fatto benzina rientrando a casa. In manette nella notte tra il 23 e il 24 giugno un 45enne romeno commerciante d’auto, Alexandru Sain, residente a Ragone di Russi. La lucciola, una 30enne ungherese domiciliata a Lido di Savio, ha riportato lievi contusioni guaribili in quattro giorni.
Dalla terra che ama e che ha scelto come casa, perché undici fa l’accolse senza pregiudizi dandole opportunità che in Italia non aveva, non si aspettava una presa di posizione così di pancia trascinata dal populismo: la vittoria del Leave nella Brexit mette di pessimo umore Valentina Culatti, 40enne ravennate che a Londra è managing director per Unit9, azienda di produzione che assiste brand e agenzie pubblicitarie nel campo della comunicazione. La raggiungiamo via Skype mentre è in ufficio.
Ormai sono diventati quasi un centinaio i gol fatti in carriera ma il primo realizzato da Gianluca Lapadula, 26enne attaccante italo-peruviano nato a Torino e ceduto dal Pescara al Milan per la rinascita rossonera, arrivò indossando la maglia del Ravenna. Insomma si può dire che la carriera del bomber più corteggiato di questo mercato estivo (erano interessate al suo ingaggio anche Juventus, Napoli, Genoa e Sassuolo) sia sbocciata al Benelli. Aprile 2011, campionato di Lega Pro (prima divisione), un tiro da fuori area che porta il Ravenna in vantaggio sulla Salernitana che poi pareggerà: «Non stavo bene, ma all’esordio ho segnato il primo gol, alla Salernitana – dichiarerà poi il calciatore –. L’emozione più grande della carriera».
Nel Ravenna arrivò a gennaio 2011 nel mercato di riparazione in prestito dal Parma dopo un deludente periodo all’Atletico Roma. Raccolse in totale sei presenze segnando quell’unico gol ma i tifosi giallorossi più attenti ricorderanno Lapadula probabilmente per un altro episodio particolare. Nella partita di ritorno del playoff salvezza al Benelli contro il Sud Tirol l’attaccante venne inspiegabilmente abbattuto in area dal portiere avversario mentre aveva già afferrato la palla fra le braccia. Estremo difensore espulso, cambi finiti e in porta si presenta un calciatore: il rigore trasformato da Vincenzo Chianese sancisce la vittoria 2-1 finale che vale la salvezza sul campo dopo il 2-2 dell’andata. Al termine della stagione, il sodalizio venne escluso dai campionati professionistici sia per inadempienze finanziarie che per la sentenza su Scommessopoli.
Teneva mezzo chilo di eroina nascosto tra i cespugli e con il motorino faceva avanti e indietro tra il nascondiglio e i clienti da fornire. I carabinieri della compagnia di Ravenna, nel pomeriggio di mercoledì 22 giugno, hanno arrestato un 23enne tunisino per spaccio. La segnalazione al 112 è arrivata da un cittadino che aveva notato i movimenti frequenti di un motorino nella zona di via Trieste, poi le indagini dei militari hanno fatto il resto. Il giovane ha alcuni precedenti di polizia ed è irregolare in Italia, senza fissa dimora e vive di spaccio. Ieri mattina è arrivata la convalida dell’arresto e l’uomo ha richiesto i termini a difesa: attenderà in carcere la nuova udienza.
Nel weekend dal 24 al 26 giugno a Punta Marina andrà in scena “Valore Tricolore”, evento ideato per celebrare il 70esimo anniversario della Repubblica Italiana e promossa dai Comuni di Ravenna e di Lugo, in collaborazione con l’AeroClub “Francesco Baracca” in concomitanza con il centenario del Cavallino Rampante. Per l’occasione, le Frecce Tricolori della pattuglia acrobatica nazionale sorvoleranno i cieli del litorale ravennate con spettacolari evoluzioni mentre sul lungomare Cristoforo Colombo, nel tratto che va da viale Sirti a piazza Saffi, saranno allestiti numerosi stand e gazebo. Alcuni stabilimenti balneari ospiteranno eventi e mostre, non mancheranno le attività sportive e le dimostrazioni da parte di tutte le forze armate coinvolte nell’iniziativa (calendario completo in formato pdf al link in fondo alla pagina).
Aveva presentato la richiesta di assumere la manodopera di 31 stranieri per via telematica attraverso il Sui (sportello unico per l’immigrazione) ma i carabinieri hanno scoperto che la richiesta partiva dal nominativo di un italiano morto da alcuni mesi. I militari, al termine di alcune indagini nel settore della manovalanza, hanno denunciato un albanese per sostituzione di persona e per aver compiuto altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato italiano.