Circolo velico infuriato per la navigazione interdetta a causa del Progettone ma la cooperativa dei bagnini spegne le polemiche
Sta facendo discutere a Punta Marina il cantiere aperto nei giorni scorsi direttamente sulla spiaggia. Un intervento di ripascimento contro cui si è scagliato in particolare il circolo velico locale, denunciando danni d’immagine e mancate entrate economiche derivanti dal divieto di navigazione imposto per una decina di giorni. Erano già diverse infatti le attività programmate, che il circolo è stato costretto ad annullare, lamentando in particolare ritardi nella comunicazione (in allegato in fondo all’articolo la lettera integrale del circolo velico e la risposta della Capitaneria di Porto).
Entrando nel dettaglio dell’intervento, si tratta del cosiddetto Progettone 3 della Regione (gli altri due risalgono agli anni 2002 e 2007) – 16 milioni di euro di investimento – che ha già fatto tappa nei giorni scorsi a Lido di Dante e che dopo Punta Marina arriverà anche a Milano Marittima. Un modo per difendere e di fatto allungare la spiaggia, portando con grossi tubi nuova sabbia (a Punta Marina complessivamente 222mila metri cubi) tramite potenti draghe al lavoro in mare e cantieri mobili lungo il litorale, con benefici per l’arenile visibili – secondo i tecnici del servizio regionale di bacino, che si sta occupando dei lavori – già dopo pochi giorni. Ma anche – inevitabilmente – un cantiere aperto in spiaggia con la stagione in corso, vicino a lettini e ombrelloni.
Non un problema per la cooperativa dei bagnini, che in una nota esprime la propria soddisfazione. «Erano anni che aspettavamo un intervento di questa portata – scrive il presidente di Coop Spiagge Maurizio Rustignoli –, quindi oggi la nostra soddisfazione nel vedere concretizzarsi il tutto non può non farci piacere. Sappiamo che qualche disagio, peraltro in zone circoscritte e per un periodo ristretto di tempo, potrebbe essere arrecato ai nostri turisti, ma stiamo spiegando loro, anche attraverso cartelli in italiano ed inglese e dislocazione ulteriore di marinai di salvataggio, che il tutto si risolverà in qualche giorno, che le zone interessate vengono via via liberate e cercando di evidenziare l’importanza dei lavori dal punto di vista turistico. La Regione Emilia Romagna ha illustrato il progetto in vari momenti pubblici già dall’inverno scorso, anche con riunioni organizzate nei vari comuni della regione interessati dall’intervento, anticipando tecniche e tempi di lavoro. Per quanto riguarda il nostro territorio la qualità dell’intervento ed i benefici che ne derivano per le spiagge interessate, ma anche per l’indotto economico alle spalle delle stesse, non rappresenta una novità. Già nel 2007 assistemmo alle operazioni e abbiamo ancora in mente l’effetto sorprendente della loro efficacia. Zone che fino alla sera precedente erano in grande sofferenza d’incanto si ritrovarono finalmente con un litorale mai visto prima, per quantità e qualità della sabbia, con grande soddisfazione dei turisti. Siamo certi che a metà giugno saremo in grado di proporre lungo tutto il nostro litorale un’offerta di grande qualità per l’apprezzamento di tutti i fruitori dei nostri arenili.
Nel ringraziare la Regione per l’impegno che sta profondendo, ci auguriamo che interventi simili possano continuare ad essere messi in campo anche negli anni a venire, ciclicamente, andando ad interessare tutte le zone per le quali se ne riscontri la necessità».
La polizia lo ha sorpreso a vendere sei grammi di cocaina a un 53enne faentino nella zona industriale di Faenza, sequestrandogli anche i duecento euro in contanti appena incassati e quattro telefoni cellulari. Poi gli agenti hanno perquisito l’officina meccanico dove lavora, trovando altri 60 grammi di cocaina e una bilancia elettronica; 1.200 euro in contanti sono stati invece trovati e sequestrati (essendo considerati provento di spaccio) nella sua abitazione, sempre a Faenza. Per questo motivo è stato arrestato un meccanico di 27 anni, albanese. E in manette è finito anche il suo connazionale e coetaneo, titolare dell’officina, che teneva nascosti nel suo cassetto del lavoro tre carte d’identità italiane falsificate e intestate a diversi nominativi e due patenti di guida italiane verosimilmente contraffatte. E all’interno di un suo marsupio i poliziotti hanno trovato anche quattro cartucce calibro 9 per pistola semiautomatica, illecitamente detenute.
«C’è chi pensa di risolvere i problemi con i fischi e chi invece assumendosi dei rischi, sporcandosi le mani». Il Presidente del Consiglio nonché segretario nazionale del Pd Matteo Renzi chiude la campagna elettorale di Michele De Pascale (segretario provinciale Pd e candidato per una coalizione che vede insieme Pd, Pri, Ixc, Ama Ravenna, Idv, Ravviva Ravenna e Sinistra per Ravenna, che però in contemporanea chiudeva la propria campagna al mare) davanti a migliaia di ravennati, in una piazza del Popolo (e per la verità un intero centro storico) blindata, e molto affollata (non era strapiena ma è anche vero che è difficile ricordare occasioni recenti in cui lo fosse più di così) e dove si sono sentiti anche molti fischi. Provenivano da un gruppetto di poche persone fermate alla fine di via Diaz che hanno contestato per tutto il tempo o quasi il comizio senza tuttavia comprometterne in alcun modo gli esiti, riuscendo più che altro a infastidire le ultime file di chi ascoltava chi parlava dal palco.
E dopo l’intervento conclusivo di De Pascale su lavoro, turismo, senso di comunità, dopo aver ribadito di aver condotto una campagna senza attaccare gli altri («Non abbiamo contestato nemmeno Salvini», ha detto ridendo), la parola è passata
Con la verve che tutti gli riconoscono ha parlato agli «amici e compagni di Ravenna» di un paese, l’Italia, che anche in Europa sta cercando di ritrovare il proprio orgoglio, ha rivendicato la scelta di salvare i migranti in mare e dell’idea di un’Europa dove non andare più ad aspettare di ricevere «i compiti» ma dove essere guida contro l’idea dei muri, per un continente della speranza e non della paura. C’è stato un rapido passaggio sulle polemiche interne al Pd, per ribadire (come aveva fatto il ministro Boschi qualche giorno fa) l’idea di una comunità dove si può essere minoranza o maggioranza ma dove i rapporti umani restano fondamentali (e qui ha citato Errani per la «saggezza»). Ha attaccato Lega Nord e Movimento 5 Stelle con fare ironico ma pungente, ha difeso i candidati del Pd delle grandi città come Roma e Milano («Sala è insieme a Cantone quello che ha salvato l’Expo»). A De Pascale ha ricordato come il sindaco non sia «il primo dei cittadini, ma l’ultimo» e infine, in questa incertezza sui risultati, ha dato forse una notizia: «Manca una manciata di voti per vincere al primo turno. Se si va al secondo non è una tragedia, ma certo chiudere la partita già domenica sarebbe meglio. Ma l’ultimo miglio lo dovete fare voi. Scrivete ai vostri contatti e voi dei Gd, andate a trovare la zia che non vedete da un po’, secondo me non ci casca ma voi provateci…». Applausi.
Solo su un tema forse Renzi non ha trovato un assenso unanime: l’idea che nel 2021 il grande anno dantesco debba essere fatto in tandem Ravenna-Firenze. Materia per riaprire, tra il serio il faceto, una vecchia diatriba mai del tutto sopita.
Riccardo Muti torna a Ravenna, sua città d’adozione, per il primo concerto in Italia del 2016 dopo mesi di intense tournée negli Stati Uniti, in Oriente (Tokyo, Pechino, Shanghai, Taipei, Seul) e in Europa (Parigi, Stoccolma, in agosto sarà al Festival di Salisburgo per l’appuntamento che si rinnova ininterrottamente da 45 anni).
Il Club 41 e la Round Table 11 di Ravenna organizzano per domenica 5 giugno dalle 10,30 ai giardini pubblici di Ravenna (viale Sante Baldini) la decima edizione dell’appuntamento “I Bambini in Festa”, (la undicesima del service Pro-Ageop) giornata dedicata ai bambini e non solo, ricca di numerosi spettacoli ed intrattenimenti.
Martedì 31 maggio a Palazzo Rasponi2 (come è stato ribattezzato l’ex palazzo del tribunale praticamente di fronte al restaurato palazzo Rasponi di piazza Kennedy, in via D’Azeglio 2, a Ravenna) è stata inaugurata la mostra fotografica “Underground”, con le opere di Marco Pesaresi.
Sono arrivate anche a Ravenna le cosiddette “Escape room”, ossia stanze da cui i giocatori lì rinchiusi hanno un’ora di tempo per trovare una via di uscita seguendo gli indizi forniti, un mix tra una caccia al tesoro e un gioco di ruolo. Un “passatempo” a cui dedicarsi a squadre (non a caso usato per il team building da alcune aziende) per cui sono necessarie capacità logiche e deduttive e che sta riscuotendo successo in tutta Italia.
È il giorno di Matteo Renzi a Ravenna. Il premier e segretario del Partito democratico chiuderà la campagna elettorale di Michele de Pascale, alle 18.30 di venerdì 3 giugno, in piazza del Popolo. Un evento di particolare rilevanza se si pensa che Renzi a Ravenna non ha mai parlato in pubblico in questa veste, l’ultima volta che passò in città era infatti nel ruolo di “rottamatore”. Quando passò per un saluto alla camera ardente di Enrico Liverani, invece, non rilasciò alcuna dichiarazione. Si tratta quindi a tutti gli effetti di una prima volta e alla vigilia di un’elezione particolarmente importante per la città. E si tratta dell’atto finale di una campagna elettorale, per il Pd locale, che ha visto passare da Ravenna mezzo governo in questi mesi: Luca Lotti in apertura di campagna, Dario Franceschini per una cena elettorale, il ministro Maria Elena Boschi venerdì 27 maggio a sala d’Attorre, il ministro Giuliano Poletti lunedì 30 maggio alla Consar e al circolo Pd di Mezzano, il ministro Orlando martedì 31 maggio al comitato elettorale di Michele de Pascale. A questi si aggiunga l’ex segretario nazionale, ora in netta rottura con la segreteria di Renzi, Pierluigi Bersani che è intervenuto a un evento dei Gd e ha incontrato gli elettori al circolo Pd di Marina di Ravenna il 31 maggio. Anche le liste in appoggio a de Pascale hanno organizzato eventi di chiusura della campagna elettorale come Sinistra per Ravenna che invita tutti a una festa il 3 giugno al bagno Luana dalle 18 con letture e interventi dei candidati. Ravviva Ravenna invece ha partecipato il 2 giugno alle “Invasioni letterarie” organizzate dalla sua candidata Livia Santini al parco Teodorico. Il Pri invece si ritrova alla pasticceria Palumbo di piazza San Francesco alle 19.30 di venerdì 3 giugno per l’ultimo brindisi prima del silenzio elettorale e del voto venerdì 3 giugno.
Gran finale anche per la lista civica di sinistra Ravenna in Comune che da mesi organizza eventi e appuntamenti: giovedì 2 giugno si è svolto il Pranzo dei Popoli al Parco di Teodorico («È arrivato il momento di dare ai cittadini di origine straniera la possibilità e la responsabilità di governare la nostra città», è la dichiarazione della candidata a sindaco Raffaella Sutter messa in evidenza dalla lista) e in serata dopo Pippo Civati e Nicola Fratoianni dei giorni prima è arrivato in città un altro leader nazionale a sostegno della candidatura di Sutter: Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista. La festa finale si terrà il 3 giugno, fissata già da tempo dalle 18 in piazza Unità d’Italia (accanto a piazza del Popolo, dove terrà il suo comizio Renzi). Si alterneranno sul palco Laboratorio Musicale Perverso, Viscuso, Gigi Tartaull e Nefertari’s Dancers. Tra una canzone e l’altra Raffaella Sutter, candidata sindaca e i candidati interverrano per dialogare con i cittadini. A seguire Tricarico in concerto.