martedì
05 Maggio 2026

Vandini (M5Stelle) e Rubboli (Fds): «Di Marco cacciato per agevolare Sapir»

L’accusa dei consiglieri: la società presentò richieste di autorizzazioni subito dopo l’addio dell’ex presidente. «Lo stallo colpa di Pd e Pri»

Il Pd di nuovo sotto accusa per l’empasse del porto. Questa volta a lanciare gli strali sono due consiglieri comunali di due forze di opposizione: Diego Rubboli (eletto nelle file Prc e Pdci che ora sostengono Raffaella Sutter di Ravenna in Comune) e Pietro Vandini del Movimento 5 Stelle, come noto sostenitore di Michela Guerra del Movimento Civico CambieRà. Il tema riguarda la nomima del commissario per Autorità Portuale dopo il mancato rinnovo al presidente uscente Galliano di Marco, tema già sollevato dai due gruppi consiliari e anche da un’interrogazione regionale del consigliere di Altra Emilia Romagna.

Secondo i consiglieri, infatti, non sarebbe stato «rispettato il percorso previsto dalla normativa di legge per la nomina di un nuovo Presidente di Ap e, visto la tempistica ristretta, nemmeno sia stata attuata una possibile proroga temporanea al Presidente uscente». Lamentano di non aver ricevuto risposte ufficiali e azzardano un’ipotesi sulle vere ragioni di quella scelta. «Se esaminiamo i fatti successivi alla nomina del nuovo Commissario dell’Autorità Portuale probabilmente si può trovare una risposta» scrivono Rubboli e Vandini che proseguono puntando il dito: «Dopo la nomina del nuovo Commissario dell’Autorità Portuale la Sapir ha presentato al Comune di Ravenna due Pua (Piano Urbanistico Attuativo) relativi alle aree Trattaroli Destra e Logistica 1, facendo così insorgere il sospetto che la presenza del Presidente Di Marco fosse di ostacolo a questo obiettivo».

Tutto questo va contestualizzato nella peculiarità dello scalo ravennate che, precisano i consiglieri «risulta essere l’unica realtà in Italia in cui l’Autorità Portuale ha in proprietà unicamente le  banchine e non aree portuali e retro-portuali che essendo di proprietà di Sapir e di società private, costringono l’Ap a pagare affitti onerosi per le proprie attività come il collocamento di materiale dragato. A questa anomalia si aggiunga il fatto che in alcune di  queste aree sono presenti casse di colmata, di fatto non utilizzabili in quanto complete di materiale di dragaggi precedenti, le cui autorizzazioni sono scadute da tempo e che risultano diventate discariche abusive ed oggetto di indagini della magistratura anche in questo caso è evidente il mancato rispetto delle norme di legge».

Da qui la domande che Vandini e Rubboli si pongono con formula retorica: «questo “sistema Ravenna” con al vertice gli uomini del Pd, quale obiettivo si pone, tutelare gli interessi del Paese e della collettività oppure fare gli interessi della propria casta e di gruppi familiari privati»?
E individuano quelle che secondo loro sono le responsabilità politiche: «Lo stallo del porto di Ravenna non è dunque dovuto al “caso”, ma ha precise responsabilità, quantomeno politiche. Tali responsabilità sono in capo al Partito Democratico e al Partito Repubblicano (guidato dal vicesindaco Mingozzi) e i cittadini, che si apprestano a votare il prossimo 5 giugno, devono sapere che i problemi sono stati  creati proprio dagli stessi che oggi si propongono come gli amministratori che potranno risollevare le sorti di Ravenna».

Vandini (M5Stelle) e Rubboli (Fds): «Di Marco cacciato per agevolare Sapir»

L’accusa dei consiglieri: la società presentò richieste di autorizzazioni subito dopo l’addio dell’ex presidente. «Lo stallo colpa di Pd e Pri»

Il Pd di nuovo sotto accusa per l’empasse del porto. Questa volta a lanciare gli strali sono due consiglieri comunali di due forze di opposizione: Diego Rubboli (eletto nelle file Prc e Pdci che ora sostengono Raffaella Sutter di Ravenna in Comune) e Pietro Vandini del Movimento 5 Stelle, come noto sostenitore di Michela Guerra del Movimento Civico CambieRà. Il tema riguarda la nomima del commissario per Autorità Portuale dopo il mancato rinnovo al presidente uscente Galliano di Marco, tema già sollevato dai due gruppi consiliari e anche da un’interrogazione regionale del consigliere di Altra Emilia Romagna.

Secondo i consiglieri, infatti, non sarebbe stato «rispettato il percorso previsto dalla normativa di legge per la nomina di un nuovo Presidente di Ap e, visto la tempistica ristretta, nemmeno sia stata attuata una possibile proroga temporanea al Presidente uscente». Lamentano di non aver ricevuto risposte ufficiali e azzardano un’ipotesi sulle vere ragioni di quella scelta. «Se esaminiamo i fatti successivi alla nomina del nuovo Commissario dell’Autorità Portuale probabilmente si può trovare una risposta» scrivono Rubboli e Vandini che proseguono puntando il dito: «Dopo la nomina del nuovo Commissario dell’Autorità Portuale la Sapir ha presentato al Comune di Ravenna due Pua (Piano Urbanistico Attuativo) relativi alle aree Trattaroli Destra e Logistica 1, facendo così insorgere il sospetto che la presenza del Presidente Di Marco fosse di ostacolo a questo obiettivo».

Tutto questo va contestualizzato nella peculiarità dello scalo ravennate che, precisano i consiglieri «risulta essere l’unica realtà in Italia in cui l’Autorità Portuale ha in proprietà unicamente le  banchine e non aree portuali e retro-portuali che essendo di proprietà di Sapir e di società private, costringono l’Ap a pagare affitti onerosi per le proprie attività come il collocamento di materiale dragato. A questa anomalia si aggiunga il fatto che in alcune di  queste aree sono presenti casse di colmata, di fatto non utilizzabili in quanto complete di materiale di dragaggi precedenti, le cui autorizzazioni sono scadute da tempo e che risultano diventate discariche abusive ed oggetto di indagini della magistratura anche in questo caso è evidente il mancato rispetto delle norme di legge».

Da qui la domande che Vandini e Rubboli si pongono con formula retorica: «questo “sistema Ravenna” con al vertice gli uomini del Pd, quale obiettivo si pone, tutelare gli interessi del Paese e della collettività oppure fare gli interessi della propria casta e di gruppi familiari privati»?
E individuano quelle che secondo loro sono le responsabilità politiche: «Lo stallo del porto di Ravenna non è dunque dovuto al “caso”, ma ha precise responsabilità, quantomeno politiche. Tali responsabilità sono in capo al Partito Democratico e al Partito Repubblicano (guidato dal vicesindaco Mingozzi) e i cittadini, che si apprestano a votare il prossimo 5 giugno, devono sapere che i problemi sono stati  creati proprio dagli stessi che oggi si propongono come gli amministratori che potranno risollevare le sorti di Ravenna».

Visite, guide, visioni, ingressi gratuiti la notte dei musei in città

Le spettacolari videoproiezionii a Teodorico, l’accesso libro al Museo Arcivescovile e gli appuntamenti al Nazionale, Mar e Battistero Ariani

Il 21 maggio di celebra la “Notte dei musei” anche in numerose realtà ravennati.

Il Museo Nazionale di Ravenna (dalle ore 19.30 alle ore 22.30, ultimo accesso ore 22) permette l’ingresso a 1 euro con un fitto programma: alle 20.30: “Il porto di Classe: un vivace racconto degli alunni della classe V D della scuola A. Torre”, il breve racconto recitato è dedicato alla riscoperta del porto di Classe e dei suoi abitanti provenienti da ogni parte del “mondo allora conosciuto” (Insegnanti, Michela Dell’Arso e Alberta Di Leone – a cura di Mirna Saporetti. In collaborazione con Comune di Ravenna – Casa delle Culture, nell’ambito dell’iniziativa “Aspettando il Festival delle Culture”). Alle 21.30 nella sala del Refettorio il gruppo Gioiosa Ensemble propone un evento organizzato in collaborazione con Ravenna Festival: Arcangelo Corelli, Sonate da chiesa per due violini, violoncello e basso continuo dall’Op. 1, Gioiosa Ensemble: Stefano Gullo, violino – Giulia Cerra, violino – Silvia Sciolla, violoncello – Marina Scaioli, clavicembalo. Alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe (dalle ore 19.30 alle ore 22.30, ultimo accesso ore 22) si svolgerà una visita guidata gratuita alle 21, stessa formula al Battistero degli Ariani (aperto dalle ore 19.30 alle ore 22.15) ma alle 21.45. Protagonista sarà anche il Mausoleo di Teodorico perché in concomitanza con la Notte dei Musei si terrà la prima delle due serate “Visione di Eterno – Teoderico il Grande” (dalle 21.30 ogni mezz’ora, gratuito), lo spettacolare progetto di proiezioni video-grafiche organizzato dal Comune di Ravenna (Servizio Turismo e Attività Culturali) in collaborazione con il Polo Museale ER. Progetto e regia: Andrea Bernabini. Il monumento sarà aperto dalle 19 alle 21 (chiusura biglietteria e ultimo accesso ore 20.40) alla tariffa simbolica di 1 euro.

Iniziative straordinarie anche al Mar dove è in corso la “La seduzione dell’antico. Da Picasso a Duchamp da De Chirico a Pistoletto”, che sarà aperta straordinariamente fino alle 22 (la biglietteria chiude alle 21). In programma anche una Serata aperitivo, che prevede l’aperitivo nella splendida terrazza della Loggetta Lombardesca e la visita guidata alla mostra (ingresso con aperitivo e visita guidata 17 euro, su prenotazione).

Apertura serale, infine, anche al Museo Arcivescovile di Ravenna. Già dalla mattina due visite guidate, alle 10.30 e alle 11.15, e poi nel pomeriggio alle 16.30 una visita gioco per i più piccoli. Alle 18.15 è in programma una conferenza del professor Giovanni Gardini, conservatore del Museo sul mosaico medievale della Vergine Orante, che tra qualche settimana partirà per Cracovia per essere esposta ad una mostra in occasione della Giornata mondiale dei Giovani di luglio. Dalle 19 sino alle 22.30 l’ingresso è libero al Museo per l’evento “Un’opera d’arte“ in 13 minuti, una serie di commenti proposti dall’Ufficio per la Pastorale della Cultura su alcune opere delle collezioni, dialoghi intervallati dall’ascolto di musica dal vivo a cura della Cappella strumentale della Basilica di San Francesco di Ravenna. Visite guidate e ingressi gratuiti per la mattina e il pomeriggio (fino ad esaurimento posti). Prenotazione obbligatoria tel. 0544 541688, newsletter@ravennamosaici.it. Dalle 19 ingresso gratuito.  

 

Magistrati, Ra Festival e Carabinieri in campo per ricordare Falcone

Al Benelli, alle 16 del 21 maggio, trinagolare di calcio “contro la mafia”. Ci saranno anche Casanova, Gnocchi e Marescotti

Inserito anche nel cartellone di TerzoTempo, nell’ambito di Ravenna Città europea dello sport 2016, sabato 21 maggio alle 16, allo Stadio Benelli di Ravenna, si gioca “Metti fuori gioco le mafie”, triangolare di calcio organizzato in memoria del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro che persero la vita nella strage di Capaci il 23 maggio 1992. Proprio in occasione del 24esimo anniversario dalle stragi, la squadra Nazionale Italiana Magistrati, la squadra del Ravenna Festival e la squadra dei Carabinieri della Provincia di Ravenna si “sfideranno” sul campo per ricordare nonché onorare tutte le vittime dell’attentato di stampo mafioso. Una partita di calcio per richiamare tutti e ciascuno a giocare dalla stessa parte del campo: quella della legalità. Presenta la giornalista antimafia Angela Iantosca. Gli ospiti speciali dell’evento sono Antonio Casanova (illusionista e inviato di “Striscia la notizia“), Gene Gnocchi (comico, conduttore televisivo, scrittore) e Ivano Marescotti (attore). Ingresso libero.

Ra in Comune: «stazione alla Rocca e un parco per unire la città» 

Il progetto della lista guidata da Raffaella Sutter per rivoluzionare la mobilità cittadina e superare la storica cesura della ferrovia

Da sempre considerata punto di cesura della città, attorno al tema stazione da anni si susseguono progetti che prevedono di spostarla. Durante la campagna elettorale, Ravenna in Comune, il soggetto civico di sinistra che sostiene Raffaella Sutter, ha presentato un progetto di spostamento della stazione elaborato dagli architetti Ettore Rinaldini e Giacomo Lacommare e presentato pubblicamente con la candidata sindaca e il il candidato al consiglio comunale Alessandro Perini. L’idea di spostare la stazione si colloca, per la lista, in un più ampio progetto di stravolgimento della mobilità cittadini che prevede anche la progressiva pedonalizzazione del centro. Il progetto, in particolare, dicono da Ravenna in Comune risolverebbe le strozzature lungo via San Gaetaninoe lungo Canale Molinetto, nonché supererebbe i passaggi a livello che sono ormai vietati per ragioni di sicurezza all’interno del centro abitato (e per cui da tempo si parla di una soluzione di sottopassaggio). “Pensiamo – dicono i promotori – alla realizzazione di una nuova stazione di testa per dare continuità e sicurezza alla città e alla realizzazione di un nuovo parco per la Ravenna capitale della bellezza”.

La nuova stazione sarebbe da realizzare in corrispondenza dell’attuale area di smistamento ferroviario nelle vicinanze della Rocca Brancaleone, dunque in centro (obiezione sollevata rispetto a progetti che la immaginavano invece in periferia) per di fatto sopprimere il tratto ferroviario che da lì arriva a Classe e che costituisce una cesura dell’abitato fin dall’800. La nuova tratta ferroviaria si dovrebbe invece innestare in quella esistente a sud dell’abitato di Classe e giungere alla nuova stazione costeggiando la statale si accesso al porto (Via Classicana). E al posto dell’attuale stazione potrebbe, secondo i progettisti, sorgere un grande parco urbano a unire centro storico e zona Darsena. Per i dettagli: http://www.ravennaincomune.it/wp/index.php/stazione/

Ra in Comune: «stazione alla Rocca e un parco per unire la città» 

Il progetto della lista guidata da Raffaella Sutter per rivoluzionare la mobilità cittadina e superare la storica cesura della ferrovia

Da sempre considerata punto di cesura della città, attorno al tema stazione da anni si susseguono progetti che prevedono di spostarla. Durante la campagna elettorale, Ravenna in Comune, il soggetto civico di sinistra che sostiene Raffaella Sutter, ha presentato un progetto di spostamento della stazione elaborato dagli architetti Ettore Rinaldini e Giacomo Lacommare e presentato pubblicamente con la candidata sindaca e il il candidato al consiglio comunale Alessandro Perini. L’idea di spostare la stazione si colloca, per la lista, in un più ampio progetto di stravolgimento della mobilità cittadini che prevede anche la progressiva pedonalizzazione del centro. Il progetto, in particolare, dicono da Ravenna in Comune risolverebbe le strozzature lungo via San Gaetaninoe lungo Canale Molinetto, nonché supererebbe i passaggi a livello che sono ormai vietati per ragioni di sicurezza all’interno del centro abitato (e per cui da tempo si parla di una soluzione di sottopassaggio). “Pensiamo – dicono i promotori – alla realizzazione di una nuova stazione di testa per dare continuità e sicurezza alla città e alla realizzazione di un nuovo parco per la Ravenna capitale della bellezza”.

La nuova stazione sarebbe da realizzare in corrispondenza dell’attuale area di smistamento ferroviario nelle vicinanze della Rocca Brancaleone, dunque in centro (obiezione sollevata rispetto a progetti che la immaginavano invece in periferia) per di fatto sopprimere il tratto ferroviario che da lì arriva a Classe e che costituisce una cesura dell’abitato fin dall’800. La nuova tratta ferroviaria si dovrebbe invece innestare in quella esistente a sud dell’abitato di Classe e giungere alla nuova stazione costeggiando la statale si accesso al porto (Via Classicana). E al posto dell’attuale stazione potrebbe, secondo i progettisti, sorgere un grande parco urbano a unire centro storico e zona Darsena. Per i dettagli: http://www.ravennaincomune.it/wp/index.php/stazione/

Dopo il licenziamento lavorava in nero e incassava la disoccupazione

Denunciato un 43enne per truffa allo Stato. Sanzione da 12.500 euro per il titolare dell’azienda: aveva altri due lavoratori irregolari su otto

Per diversi mesi ha percepito il sussidio di disoccupazione dopo il licenziamento mentre si faceva pagare in nero continuando a lavorare per la stessa azienda. La guardia di finanza di Lugo ha denunciato un lavoratore, un 43enne ravennate, per truffa aggravata allo Stato da 4mila euro e al titolare della società, un 35enne italiano, è stata contestata una maxi sanzione da 12.500 euro per irregolarità contributive, somma già versata nelle casse dell’Erario. Dalle carte acquisite, trovate in uno sottoscala durante una verifica fiscale in un’azienda del settore pellame, i finanzieri hanno scoperto che in totale tre dipendenti su otto lavoravano completamente in nero da quattro mesi.

«Il Pd pensa a un nuovo maxi ospedale a Cesena. E Ravenna sarà indebolita»

Ancisi (Lpr) critica i campanilismi all’interno dell’Ausl Romagna
e ribadisce la necessità di investimenti al Santa Maria delle Croci

«Non se ne parla pubblicamente, in attesa che passino le elezioni comunali del 5 giugno a Ravenna e Rimini, ma il Pd che governa la sanità della Regione ha già in animo di costruire il nuovo maxi ospedale di Cesena a Pievesestina. Ne sarebbero indeboliti gli altri principali ospedali del territorio. Tra questi, soprattutto quello di Ravenna». Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna che compone la coalizione di centrodestra a sostegno di Massimiliano Alberghini, solleva dubbi e perplessità sull’organizzazione sanitaria del territorio romagnolo compresa in una unica Ausl.

«La sanità pubblica locale continua ad essere incentrata sulle vecchie quattro Ausl di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini. In questa logica di campanile, Cesena è più forte politicamente di Ravenna, ma anche più partecipe e incisiva nelle scelte politiche. Di qui, il suo progetto ambizioso di realizzare un ospedale nuovo in sostituzione del vecchio Bufalini, il quale, a causa della posizione e della struttura, non può essere rimodulato o ampliato».

La domanda centrale secondo Ancisi è cosa s’intenda realizzare a Pievesestina considerando un bacino di soli 200mila abitanti: «Un ospedale idoneo per la sola area cesenate o piuttosto una struttura sovradimensionata e tecnologicamente avanzata a servizio dell’intera Romagna, una sorta di polo d’eccellenza?». Il decano dell’opposizione ravennate storce il naso pensando al secondo scenario: «Il Santa Maria delle Croci è il più grande e col maggiore bacino di utenti della Romagna che ha bisogno di nuovi importanti rafforzamenti delle infrastrutture, delle tecnologie, della dirigenza e del personale. Permangono le logiche campanilistiche e prevale come sempre, la politica più forte e incisiva degli altri capoluoghi della Romagna rispetto a quello ravennate, totalmente succube della Regione a marca Pd».

Sullo sfondo «i soliti interessi economici meno commendevoli: quelli immobiliari legati alla riconversione edilizia delle aree appetibili centrali di Cesena lasciate dal vecchio Bufalini; e quelli cementizi, che vedono gli aspiranti costruttori già in corsa verso la realizzazione della nuova gigantesca struttura. I soliti noti stanno affilando i coltelli».

Poc, stazione, sottopasso, bonifica Ritardi e attese infinite per la Darsena

Dal 2007 si parla di un bando comunale per il cosiddetto “scavalco”
Al via un concorso di idee per dare nuova vita alla gru in banchina

Approvato nel gennaio 2015 dal consiglio comunale, il nuovo strumento urbanistico tematico che ha il compito di ridisegnare la Darsena di Ravenna (il cosiddetto Poc) non ha finora spinto – come invece auspicato – gli investitori a far partire la riqualificazione vera e propria dei vari comparti che si affacciano sulla banchina del canale Candiano. Al momento infatti procedono i primi esperimenti di riuso, ma non sono stati presentati in Comune progetti edilizi, a causa in particolare della crisi del settore, rallentato anche dalla solita burocrazia lamentata da tutti gli addetti ai lavori. D’altronde lo stesso Comune di Ravenna ha approvato il Poc Darsena con due anni di ritardo rispetto ai piani iniziali e non è riuscito a predisporre – complice la difficile collaborazione con le Ferrovie – neppure le basi per la sorta di rivoluzione promessa nel corso degli anni.

È praticamente dal 2007, infatti, che l’Amministrazione annuncia la pubblicazione di un bando (quello per il quale il sindaco Matteucci aveva auspicato la partecipazione – andando a trovarlo pure nel suo ufficio svizzero – addirittura di una archistar come Santiago Calatrava) sul cosiddetto “scavalco” della stazione, al fine di trovare una soluzione per la tanto discussa frattura con il centro storico. Ma le difficoltà nel trovare una sintesi in particolare con le Ferrovie dello Stato – il nodo è quello sul futuro della stazione, tra possibili spostamenti o interramenti – e nel reperire le risorse necessarie hanno fatto sì che ancora oggi, praticamente dieci anni dopo, non sia stato mai pubblicato.

«Non c’è accordo sul tipo di bando da realizzare», allarga le braccia l’assessore all’Urbanistica del Comune, Libero Asioli, che solo un anno fa, intervistato da Ravenna&Dintorni, auspicava comunque di riuscire ancora a pubblicarlo entro la fine del suo incarico (va ricordato che Asioli ha preso il posto del compianto Gabrio Maraldi a fine 2012). E sempre in quell’occasione l’assessore aveva annunciato la possibilità di veder completato prima delle elezioni del prossimo 5 giugno il nuovo sottopasso che potrebbe risolvere, senza bisogno di bando, lo stesso nodo della stazione. I lavori, però, non sono ancora iniziati, nonostante il protocollo d’intesa firmato in Comune quasi un anno fa. Si tratta di un’opera da 1,5 milioni di euro – di cui appena 100mila euro a carico delle casse comunali e il resto stanziato da Rfi (la società partecipata al 100 percento da Ferrovie dello Stato) – che prevede appunto il prolungamento del sottopasso pedonale della stazione ferroviaria già esistente (che andrà così ad affiancare il sottopasso già esistente che collega viale Pallavicini con piazzale Aldo Moro): dall’atrio affacciato su piazza Farini si potranno raggiungere le banchine del Candiano scendendo a 2,73 metri sotto il livello del mare per passare sotto agli otto binari e alle tre corsie di via Darsena facendo sì che la stazione diventi bifronte, con un ingresso lato città e uno lato canale.

«Le Ferrovie stanno proseguendo l’iter, ci sono stati rallentamenti causati dalle verifiche archeologiche per ottenere l’autorizzazione a scavare, ma prossimamente i lavori partiranno», ci dice ancora Asioli, che sempre un anno fa aveva anche annunciato un altro bando, quello per trovare una soluzione per l’altra annosa questione della bonifica delle acque del Candiano. «Il Poc – aveva ribadito il sindaco Fabrizio Matteucci in un’intervista di un anno fa sulla stampa locale che citiamo testualmente – prevede un costo di circa 13 milioni per la bonifica delle acque ma vogliamo ricercare nuove tecnologie meno costose. Per questo, in collaborazione con l’Autorità portuale, stiamo elaborando un bando».

Anche in questo caso però – complice pure i rapporti tra l’Amministrazione e l’ormai ex presidente di Ap, Galliano Di Marco –, di bandi nemmeno l’ombra. Un altro, invece, è stato annunciato un paio di mesi fa: quello per un concorso di idee – usiamo di nuovo le parole di Matteucci – «per ricostruire il contesto urbano che vedeva il trasbordatore-gru in Darsena di città». La gru era stata rimossa per motivi di sicurezza nel luglio dell’anno scorso, smontata e depositata alla Rosetti Marino. «Il bando sta partendo», ci assicura Asioli, che poi cerca di tracciare un bilancio complessivo positivo: «Presto, come detto, avremo il centro collegato alla Darsena grazie al sottopasso, un po’ di attività lungo le banchine, comprese le chiatte in acqua per cui non ci dovrebbero essere più problemi grazie al nuovo Poc, uno spazio da rivitalizzare agli orti vicino al tiro a segno, il coworking nell’ex dogana, un info-point in piazzale Moro (parliamo di tutti questi progetti in queste quattro pagine dedicate al tema sul giornale di questa settimana, ndr): qualcosa si sta muovendo…».

In attesa magari di posizionare anche il celebre e prestigioso Moro di Venezia sulla testata del Candiano come sorta di benvenuto, come aveva promesso ancora il sindaco Matteucci per la fine del mandato. In questo caso l’Autorità Portuale (che conserva l’imbarcazione nella propria sede) ci conferma la disponibilità e sottolinea di aver già dato in concessione l’area al Comune. A causa dei lavori per il sottopasso di cui sopra, però, l’installazione slitterà ancora…

«Per legge il sindaco deve imporre a Sapir e Cmc di svuotare le discariche»

Bucci (Pigna) diffida Matteucci a firmare un’ordinanza come quella
per Hera per le casse di colmata sotto indagine per i permessi scaduti

«La legge impone al sindaco di Ravenna di firmare un’ordinanza che obblighi Sapir e Cmc a svuotare le loro casse di colmata dei fanghi di dragaggio diventate discariche abusive per la scadenza delle autorizzazioni». Il candidato sindaco della lista civica La Pigna, Maurizio Bucci, ha inviato una diffida (testo integrale in pdf al link in fondo alla pagina) a Fabrizio Matteucci perché faccia quanto ha fatto le scorse settimane con Hera, imponendo alla multiutility la raccolta dei rifiuti in strada durante il caos causato dai disservizi del fornitore in appalto. Contestualmente il consigliere comunale del gruppo misto ha presentato anche un esposto alla procura.

Come noto sulle otto casse di colmata gestite da Sapir e Cmc è appena stata chiusa l’indagine della procura con dieci persone indagate, i massimi dirigenti delle due società e dell’Autorità portuale, che ora rischiano il rinvio a giudizio. «Quelle casse – dice Bucci – sono discariche abusive a cielo aperto. Nel corso degli anni sono stati depositati tre milioni di tonnellate di materiali vari e non totalmente identificati, che devono essere immediatamente rimossi, recuperati o smaltiti come prescrive la legge, dal momento che le autorizzazioni sono scadute da almeno cinque anni. Le aree devono essere completamente bonificate».

Bucci si cheide come il sindaco non abbia mai emesso una specifica ordinanza in questi anni per svuotarle lasciando che fosse la magistratura a intervenire per garantire il rispetto della legge: «Forse perché il Comune è il primo azionista di Sapir e quindi il sindaco è in palese conflitto d’interessi? Forse perché la Cmc è vicina al Partito democratico?». Se non arriverà l’ordinanza è già pronta una denuncia alla procura per omissione di atti d’ufficio

Il mancato svuotamento delle casse che sarebbe toccato ai titolari delle cosiddette autorizzazioni R13 per la messa a riserva in attesa del loro recupero con bonifica dei siti, può anche essere considerato un ostacolo al dragaggio: «Con le casse libere i lavori di approfondimento del canale Candiano sarebbero già iniziati e l’Autorità Portuale avrebbe già dato il via ai lavori di dragaggio».

C’è poi un secondo aspetto che attira l’attenzione di Bucci: «La mancata richiesta della Provincia di Ravenna delle obbligatorie fideiussioni di legge nelle autorizzazioni rilasciate a Sapir e Cmc per il deposito dei rifiuti speciali nelle casse di colmata da loro gestite. Avrebbero dovuto essere pari almeno a 140 euro a tonnellata; considerato poi che le tonnellate di rifiuti giacenti nelle casse di colmata ammontano ad almeno 4 milioni, il danno erariale supererebbe i 560 milioni di euro». Perché mancano le fideiussioni? Bucci ha la sua spiegazione: «La Provincia, al momento del rilascio delle passate autorizzazioni, era socia di Sapir con quasi il 10 percento del capitale e membro, come il Comune di Ravenna, del patto di sindacato che esprime tuttora l’amministratore delegato Roberto Rubboli, già ex Console della Compagnia Portuale. Presumo che non siano state richieste le obbligatorie fideiussioni previste dalla legge, per il palese conflitto d’interessi che la Provincia ha con Sapir, essendone socia e parte correlata nonché per la vicinanza del Partito di maggioranza e governo alla Cmc».

Proprio Sapir è tra le società di cui la Pigna intende cedere i pacchetti azionari in caso di elezione a sindaco di Bucci: «Sapir, Hera, Farmacie, Aser, Azimut – è l’elenco fatto da Veronica Verlicchi, capolista –. Il valore stimato per difetto delle cessioni sfiora i 240 milioni di euro che, sommato all’importo non speso per il patto di stabilità, ovvero circa 60 milioni di euro, conduce a un importo di circa 300 milioni di euro. A questi si possono aggiungere altri 50 milioni in 5 anni derivanti dai risparmi nei costi comunali (dirigenti, locazioni, forniture e consulenti non necessari) e dalla vendita e valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale. Le risorse così disponibili potranno sostenere un volume di investimenti pari almeno a 2 volte la somma indicata, ossia pari mediamente a 700 milioni di euro. Non intendiamo vendere le azioni di Start, Romagna Acque, Ravenna Entrate, Tper, tutte società che riguardano prevalentemente la mobilità, la gestione delle imposte e il ciclo dell’acqua».

«Per legge il sindaco deve imporre a Sapir e Cmc di svuotare le discariche»

Bucci (Pigna) diffida Matteucci a firmare un’ordinanza come quella per Hera per le casse di colmata sotto indagine per i permessi scaduti

«La legge impone al sindaco di Ravenna di firmare un’ordinanza che obblighi Sapir e Cmc a svuotare le loro casse di colmata dei fanghi di dragaggio diventate discariche abusive per la scadenza delle autorizzazioni». Il candidato sindaco della lista civica La Pigna, Maurizio Bucci, ha inviato una diffida (testo integrale in pdf al link in fondo alla pagina) a Fabrizio Matteucci perché faccia quanto ha fatto le scorse settimane con Hera, imponendo alla multiutility la raccolta dei rifiuti in strada durante il caos causato dai disservizi del fornitore in appalto. Contestualmente il consigliere comunale del gruppo misto ha presentato anche un esposto alla procura.

Come noto sulle otto casse di colmata gestite da Sapir e Cmc è appena stata chiusa l’indagine della procura con dieci persone indagate, i massimi dirigenti delle due società e dell’Autorità portuale, che ora rischiano il rinvio a giudizio. «Quelle casse – dice Bucci – sono discariche abusive a cielo aperto. Nel corso degli anni sono stati depositati tre milioni di tonnellate di materiali vari e non totalmente identificati, che devono essere immediatamente rimossi, recuperati o smaltiti come prescrive la legge, dal momento che le autorizzazioni sono scadute da almeno cinque anni. Le aree devono essere completamente bonificate».

Bucci si cheide come il sindaco non abbia mai emesso una specifica ordinanza in questi anni per svuotarle lasciando che fosse la magistratura a intervenire per garantire il rispetto della legge: «Forse perché il Comune è il primo azionista di Sapir e quindi il sindaco è in palese conflitto d’interessi? Forse perché la Cmc è vicina al Partito democratico?». Se non arriverà l’ordinanza è già pronta una denuncia alla procura per omissione di atti d’ufficio

Il mancato svuotamento delle casse che sarebbe toccato ai titolari delle cosiddette autorizzazioni R13 per la messa a riserva in attesa del loro recupero con bonifica dei siti, può anche essere considerato un ostacolo al dragaggio: «Con le casse libere i lavori di approfondimento del canale Candiano sarebbero già iniziati e l’Autorità Portuale avrebbe già dato il via ai lavori di dragaggio».

C’è poi un secondo aspetto che attira l’attenzione di Bucci: «La mancata richiesta della Provincia di Ravenna delle obbligatorie fideiussioni di legge nelle autorizzazioni rilasciate a Sapir e Cmc per il deposito dei rifiuti speciali nelle casse di colmata da loro gestite. Avrebbero dovuto essere pari almeno a 140 euro a tonnellata; considerato poi che le tonnellate di rifiuti giacenti nelle casse di colmata ammontano ad almeno 4 milioni, il danno erariale supererebbe i 560 milioni di euro». Perché mancano le fideiussioni? Bucci ha la sua spiegazione: «La Provincia, al momento del rilascio delle passate autorizzazioni, era socia di Sapir con quasi il 10 percento del capitale e membro, come il Comune di Ravenna, del patto di sindacato che esprime tuttora l’amministratore delegato Roberto Rubboli, già ex Console della Compagnia Portuale. Presumo che non siano state richieste le obbligatorie fideiussioni previste dalla legge, per il palese conflitto d’interessi che la Provincia ha con Sapir, essendone socia e parte correlata nonché per la vicinanza del Partito di maggioranza e governo alla Cmc».

Proprio Sapir è tra le società di cui la Pigna intende cedere i pacchetti azionari in caso di elezione a sindaco di Bucci: «Sapir, Hera, Farmacie, Aser, Azimut – è l’elenco fatto da Veronica Verlicchi, capolista –. Il valore stimato per difetto delle cessioni sfiora i 240 milioni di euro che, sommato all’importo non speso per il patto di stabilità, ovvero circa 60 milioni di euro, conduce a un importo di circa 300 milioni di euro. A questi si possono aggiungere altri 50 milioni in 5 anni derivanti dai risparmi nei costi comunali (dirigenti, locazioni, forniture e consulenti non necessari) e dalla vendita e valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale. Le risorse così disponibili potranno sostenere un volume di investimenti pari almeno a 2 volte la somma indicata, ossia pari mediamente a 700 milioni di euro. Non intendiamo vendere le azioni di Start, Romagna Acque, Ravenna Entrate, Tper, tutte società che riguardano prevalentemente la mobilità, la gestione delle imposte e il ciclo dell’acqua».

Fino all’8 giugno domande per i contributi comunali per i servizi educativi privati

Posso fare richiesta genitori dei nati negli anni 2014, 2015 e 2016 con Isee tra 7.500 e 35mila euro

Fino all’8 giugno si possono presentare le domande, esclusivamente in modalità online sul sito www.istruzioneinfanzia.ra.it, per l’ottenimento dei voucher comunali, contributi mensili a parziale copertura della retta di frequenza dei servizi educativi privati per la fascia 0-3 anni, come nido d’infanzia, servizio domiciliare (piccolo gruppo educativo), servizio sperimentale. In sede di presentazione della domanda il genitore dovrà indicare il servizio educativo privato in cui ha iscritto o intende iscrivere il minore per l’anno scolastico 2016/17.

Possono presentare domanda di contributo i genitori dei bambini nati negli anni 2014, 2015 e 2016 (fino all’8 giugno 2016 compreso) in possesso di una attestazione Isee con un valore “Isee minorenni” compreso tra 7.500 e 35mila euro. Il contributo, a seconda dell’Isee, potrà andare da un minimo di 50 a un massimo di 300 euro mensili. Il voucher sarà corrisposto direttamente al gestore della struttura privata scelta dalla famiglia. Di conseguenza la famiglia pagherà la differenza tra la retta mensile applicata dal gestore privato ed il voucher erogato dal Comune. Le domande pervenute in tempo utile saranno collocate in ordine di graduatoria tenuto conto dell’Isee minorenni e i voucher saranno assegnati fino a esaurimento dei fondi disponibili.

Per qualsiasi chiarimento o difficoltà sulla compilazione della domanda e sull’utilizzo della procedura online è attivo un servizio di help-desk che risponde ai numeri 0544/482376 – 485408 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e alle email inviate all’indirizzo ufficioiscrizioni@comune.ra.it. Esclusivamente per le famiglie che non dispongono di mezzi propri (computer con connessione Internet) sarà attiva una postazione assistita presso lo Sportello Unico Polifunzionale, viale Berlinguer 68. Per usufruire del servizio è necessario prendere appuntamento telefonando dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 ai numeri 0544/482376 – 485408. Le famiglie che necessitano di informazioni in lingua possono rivolgersi alla Casa delle Culture – piazza Medaglie d’Oro 4 (referente Simona Ciobanu tel. 0544/591876) dove potranno anche effettuare la domanda online nelle seguenti giornate: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle ore 13.

A questo link sul sito del Comune si possono scaricare il bando integrale che contiene anche l’elenco dei servizi privati autorizzati che attualmente hanno manifestato l’interesse ad aderire all’iniziativa, il manuale per la procedura on line e la guida “Da 0 a 3 anni – Viaggio nei servizi per l’infanzia del Comune di Ravenna”.

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