martedì
05 Maggio 2026

Concerti, dibattiti, libri, mostre Torna Opera, il festival del lavoro

Il 27 e 28 maggio la sesta edizione della due giorni organizzata
dalla Cgil. Tra gli ospiti anche Marescotti e i Doormen

Sarà incentrato sui “Diritti al lavoro” la sesta edizione del festival Opera organizzato dalla Cgil, il 27 e 28 maggio in piazza Marsala a Ravenna. Come è ormai consuetudine, la manifestazione è un concentrato di diverse espressioni artistiche – teatro, musica, letteratura, fotografie – con spettacoli, concerti, presentazioni di libri, incontri e mostre. Il programma completo è scaricabile in formato pdf dal link in fondo alla pagina.

«La riflessione di quest’anno sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici – afferma Maura Masotti, della segreteria confederale della Cgil Ravenna e responsabile del festival –, è in linea con la mobilitazione della Cgil per una nuova Carta dei diritti universali del lavoro, attraverso la raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare e dei quesiti referendari. Il nuovo Statuto estende i diritti a chi non ne ha e li riscrive per tutti, alla luce dei grandi cambiamenti di questi anni, rovesciando l’idea che sia l’impresa, il soggetto più forte, a determinare le condizioni di chi lavora, il soggetto più debole. Tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale, devono vedersi garantiti quei diritti fondamentali, in quanto inderogabili e universali. Grande attenzione quindi anche ai giovani e ai precari, per troppo tempo esclusi».

Al riguardo, le due giornate saranno un momento prezioso di confronto e approfondimento della storia dei diritti sul lavoro in Italia. Nel primo dibattito, venerdì 27 alle 20.30, si parlerà di “Nuove generazioni al lavoro: tra precarietà e diritti”, per far luce sulle difficoltà delle nuove generazioni che entrano nel mondo del lavoro. Gli ospiti saranno Andrea Sangiovanni, docente di Storia contemporanea all’Università di Teramo, Andrea Lassandari, professore del dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Bologna, e Costantino Ricci, segretario provinciale della Cgil di Ravenna. Con il secondo dibattito, sabato 28 alle 20.15, si entrerà poi nel merito de “La sfida della carta dei diritti”, al centro del quale vi sarà la proposta della Cgil di creare un nuovo statuto dei lavoratori. Interverranno Vincenzo Bavaro, docente di Diritto del lavoro all’Università di Bari, Vincenzo Colla, segretario generale della Cgil Emilia Romagna e la sociologa Chiara Saraceno.

«Saranno coinvolti anche i giovani – aggiunge Masotti -. In particolare, gli studenti delle scuole superiori che hanno partecipato a un progetto sui temi del lavoro, protagonisti del dibattito di venerdì mattina, mentre i ragazzi dai 15 ai 24 anni della compagnia teatrale Galla & Teo porteranno lo spettacolo L’Intruso, con un testo scritto da loro, nel tardo pomeriggio».

Due i concerti in programma, quello dei Doormen il 28, e quello del Ginevra Di Marco Quartet il 29, sempre alle 21.30. Da non perdere “Monologhi”, recital di Ivano Marescotti sabato alle 18.30 e le presentazioni dei libri “Incertezze crescenti di Robert Castel venerdì e “Il lavoro non basta: la povertà in Europa negli anni della crisi” di C. Saraceno sabato, sempre alle 18. Il 27 alle 17.30 sarà inaugurata la mostra fotografica “100 anni di Cgil” che illustra la storia della Camera del lavoro e delle battaglie dei lavoratori dal 1900 al 2000.

Concerti, dibattiti, libri, mostre Torna Opera, il festival del lavoro

Il 27 e 28 maggio la sesta edizione della due giorni organizzata
dalla Cgil. Tra gli ospiti anche Marescotti e i Doormen

Sarà incentrato sui “Diritti al lavoro” la sesta edizione del festival Opera organizzato dalla Cgil, il 27 e 28 maggio in piazza Marsala a Ravenna. Come è ormai consuetudine, la manifestazione è un concentrato di diverse espressioni artistiche – teatro, musica, letteratura, fotografie – con spettacoli, concerti, presentazioni di libri, incontri e mostre. Il programma completo è scaricabile in formato pdf dal link in fondo alla pagina.

«La riflessione di quest’anno sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici – afferma Maura Masotti, della segreteria confederale della Cgil Ravenna e responsabile del festival –, è in linea con la mobilitazione della Cgil per una nuova Carta dei diritti universali del lavoro, attraverso la raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare e dei quesiti referendari. Il nuovo Statuto estende i diritti a chi non ne ha e li riscrive per tutti, alla luce dei grandi cambiamenti di questi anni, rovesciando l’idea che sia l’impresa, il soggetto più forte, a determinare le condizioni di chi lavora, il soggetto più debole. Tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale, devono vedersi garantiti quei diritti fondamentali, in quanto inderogabili e universali. Grande attenzione quindi anche ai giovani e ai precari, per troppo tempo esclusi».

Al riguardo, le due giornate saranno un momento prezioso di confronto e approfondimento della storia dei diritti sul lavoro in Italia. Nel primo dibattito, venerdì 27 alle 20.30, si parlerà di “Nuove generazioni al lavoro: tra precarietà e diritti”, per far luce sulle difficoltà delle nuove generazioni che entrano nel mondo del lavoro. Gli ospiti saranno Andrea Sangiovanni, docente di Storia contemporanea all’Università di Teramo, Andrea Lassandari, professore del dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Bologna, e Costantino Ricci, segretario provinciale della Cgil di Ravenna. Con il secondo dibattito, sabato 28 alle 20.15, si entrerà poi nel merito de “La sfida della carta dei diritti”, al centro del quale vi sarà la proposta della Cgil di creare un nuovo statuto dei lavoratori. Interverranno Vincenzo Bavaro, docente di Diritto del lavoro all’Università di Bari, Vincenzo Colla, segretario generale della Cgil Emilia Romagna e la sociologa Chiara Saraceno.

«Saranno coinvolti anche i giovani – aggiunge Masotti -. In particolare, gli studenti delle scuole superiori che hanno partecipato a un progetto sui temi del lavoro, protagonisti del dibattito di venerdì mattina, mentre i ragazzi dai 15 ai 24 anni della compagnia teatrale Galla & Teo porteranno lo spettacolo L’Intruso, con un testo scritto da loro, nel tardo pomeriggio».

Due i concerti in programma, quello dei Doormen il 28, e quello del Ginevra Di Marco Quartet il 29, sempre alle 21.30. Da non perdere “Monologhi”, recital di Ivano Marescotti sabato alle 18.30 e le presentazioni dei libri “Incertezze crescenti di Robert Castel venerdì e “Il lavoro non basta: la povertà in Europa negli anni della crisi” di C. Saraceno sabato, sempre alle 18. Il 27 alle 17.30 sarà inaugurata la mostra fotografica “100 anni di Cgil” che illustra la storia della Camera del lavoro e delle battaglie dei lavoratori dal 1900 al 2000.

Civati, Cavalli e Teodorico La (fitta) agenda elettorale di Sutter (Ra in Comune)

Il segretario nazionale di Possibile ai Giardini pubblici e l’attore in piazza dell’Acquila

Continuano gli appuntamenti organizzati da Ravenna in Comune, la lista civica a sostegno della candida Raffaella Sutter che unisce varie realtà politiche e associative della sinistra.

Venerdì 20 maggio l’appuntamento è in piazza dell’Aquila con Giulio Cavalli, autore e attore da sempre in prima linea nella lotta alla mafia, per un evento su trasparenza e legalità cui partecipano alcuni candidati e in cui sarà presentato il patto etico che le candidate, i candidati e i membri dell’amministrazione di Ravenna in Comune saranno chiamati a sottoscrivere.

Sabato 21 maggio alle 18, ai Giardini Pubblici, arriverà il segretario nazionale di Possibile ex Pd Pippo Civati per sostenere la lista. Partecipano all’iniziativa Andrea Maestri (deputato di Possibile) e i candidati al consiglio comunale Gabriella Floro Flores, Antonio Onza, Fatou Boro Lo, Francesco Alberto Bellini e Alessandro Perini.

Doppio appuntamento poi per martedì 24 maggio: alle 18.00 allo stabilimento balneare Classe per discutere di temi ambientali e di ordine pubblico e alle 20.45 alla sala Buzzi in via Berlinguer 11, per un incontro sul tema dei rifiuti.

Doppio appuntamento poi anche mercoledì 25 maggio, alle 17.30 un evento in piazzetta degli Ariani dedicato al figura del re goto Teoderico:un motore per la crescita del turismo culturale a Ravenna, mentre alle 18.30 al caffè nazionale un aperitivo per parlare di scuola con Marcella d’Angelo Cgil scuola e tre candidati insegnanti: Giorgio Stamboulis Luana vacchi e Raffaella de Mucci.

Raccolta rifiuti a Ciclat per quattro mesi Un centinaio di posti di lavoro a rischio

Hera dovrà preparare un nuovo bando. L’affidamento temporaneo costerà circa mezzo milione di euro in più rispetto a Ambiente 2.0

Per quattro mesi a partire dal 25 maggio sarà il raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) guidato dalla cooperativa ravennate Ciclat Trasporti Ambiente a occuparsi della raccolta rifiuti e dello spazzamento per conto di Hera in provincia di Ravenna. Nella mattinata di oggi, 19 maggio, è arrivato l’accordo tra la multiutility e l’Rti con un affidamento a trattativa privata con procedura d’urgenza resasi necessaria dopo la risoluzione contrattuale consensuale con il consorzio Ambiente 2.0 per i disservizi emersi sin dal 16 aprile scorso quando era entrato in servizio dopo essersi aggiudicato il bando di gara superando proprio Ciclat e le altre coop (Astra di Faenza, Csr di Rimini, Formula Ambiente di Cesena) che avevano l’appalto precedentemente.

L’affidamento temporaneo è  una soluzione ponte per riportare la situazione a livelli soddisfacenti di qualità e dare tempo a Hera di allestire una nuova gara. Per il quadrimestre è stato stabilito un corrispettivo determinato che equivale all’incirca al ribasso del 7 percento proposto da Ciclat. Ambiente 2.0 si era aggiudicata la gara offrendo il 14 percento. La differenza tra i due è misurabile in circa 120mila euro al mese: in totale mezzo milione su quattro mesi.

Il passaggio di consegne apre una questione particolarmente spinosa sul fronte occupazionale. Nel cambio di fornitore nell’appalto non tutti i lavoratori di Ciclat avevano scelto di passare alle dipendenze di Ambiente 2.0 potendo contare su altre mansioni proposte dalle cooperative romagnole e costringendo di fatto i nuovi fornitori a fare un centinaio di circa di assunzioni. Ora che Ciclat riprende in mano il servizio non ha bisogno di arruolare il centinaio di neoassunti da Ambiente 2.0. E trattandosi di una procedura d’urgenza il codice di appalti non impone l’obbligo di riassunzione (obbligo che comunque riguarderebbe solo i lavoratori operativi sul cantiere da almeno 240 giorni).

I dipendenti di Aimeri, Pianeta Ambiente e Orso Blu (le realtà che compongono Ambiente 2.0) ieri 18 maggio si sono riuniti in assemblea aperta in piazza del Popolo a Ravenna. Chiedono alla direzione Hera di garantire tutti gli attuali dipendenti nel passaggio al nuovo gestore, ai sindaci dei comuni della provincia di Ravenna (responsabili della sicurezza dei cittadini nonché azionisti di Hera) e al Prefetto di farsi garanti del percorso in atto. «Nello specifico – si legge in una nota inviata dai sindacati – chiediamo la piena occupazione di tutte le lavoratrici e lavoratori oggi assunti in Aimeri, Pianeta Ambiente e Orso Blu; il mantenimento integrale ed inderogabile del contratto oggi in essere ed il suo pieno riconoscimento con il nuovo gestore come previsto dal protocollo regionale relativo alle procedure di affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani; la garanzia da parte di Hera, anticipatamente alla liquidazione delle spettanze del consorzio Ambiente 2.0, di verificare il regolare e corretto pagamento di tutto quanto maturato nel rapporto di lavoro con Aimeri, Pianeta Ambiente e Orso Blu».

Raccolta rifiuti: Hera si affida a Ciclat per sei mesi

Soluzione ponte in attesa del nuovo bando. La coop ravennate è mandataria del gruppo di imprese arrivato secondo alla gara vinta da Ambiente 2.0 che poi ha risolto il contratto per disservizi

Hera comunica di aver concluso la verifica per identificare un operatore disposto a fornire il servizio di raccolta rifiuti e spazzamento per un periodo massimo di sei mesi, necessario a realizzare la gara per la nuova assegnazione con appalto: l’Rti con mandataria Ciclat si è detta interessata. Tra il 19 e il 20 maggio verranno avviate le verifiche sui requisiti richiesti dalla legge, il riscontro dei termini contrattuali e i tempi e modi per l’attivazione dell’eventuale contratto.

L’affidamento temporaneo all’Rti Ciclat avviene con trattativa privata consentita dalla procedura d’urgenza dopo che Hera è arrivata alla risoluzione consensuale con il consorzio Ambiente 2.0, risultato vincitore del bando a gennaio ed entrato in servizio dal 16 aprile scorso, e la stessa Ciclat aveva rifiutato di subentrare nell’appalto biennale accettando le stesse condizioni proposte da Ambiente 2.0 (ribasso del 14 percento).

Gli studi LR-A di Milano e Ciclostile di Bologna ospiti di “SeDici Architettura” allo Studio T

Il 19 maggio nello show-room di Godo il terzo appuntamento del ciclo di incontri organizzato dalla rivista Casa Premium

Gli studi Lamberto Rossi Associati (Milano) e Ciclostile Architettura (Bologna) sono i protagonisti della terza delle otto conferenze del ciclo “SeDici Architettura 2016”, in calendario giovedì 19 maggio dalle 20 nello show-room di Studio T (in via dei Mestieri 9/11 a Godo).

Lo studio Lamberto Rossi Associati/LR-A di Milano è stato fondato nel 2008 dagli architetti Lamberto Rossi e Marco Tarabella. Rossi, laureato in architettura a Roma con Ludovico Quaroni, vanta collaborazioni con Renzo Piano e Giancarlo De Carlo e una serie di progetti di recupero e rigenerazione urbana (quartieri, ospedali, campus universitari, parchi) in diverse città italiane, anche attraverso un approccio partecipativo dei cittadini. Con questo metodo dei Laboratori Urbani Lamberto Rossi ha ideato progetti e interventi in vari luoghi della Romagna da Fusignano a Cervia, da Forlì a Savignano. Fra i vari progetti firmati da LR-A a livello nazionale e internazionale, di notevole rilievo, ideativo ed esecutivo, è il Campus universitario di Forlì (sede decentratta di Alma Mater di Bologna) completato nel 2014, che sarà presentato in occasione della conferenza.

Ciclostile Architettura è un giovane collettivo professionale di Bologna composto dai soci Giacomo Beccari, Gaia Calamosca e Alessandro Miti ed opera nei campi di architettura, urbanistica, ricerca e sviluppo, progettazione partecipata e recupero. L’idea imprenditoriale nasce dalla propensione dello studio di sviluppare progetti di urbanistica ed architettura partecipata. Ciclostile punta alla filosofia “Smallness”: ottimizzare i costi sociali ed economici del design attraverso l’uso creativo ed innovativo delle risorse.

Dopo gli interventi dei relatori, seguirà la tavola rotonda “La responsabilità sociale dell’architettura. Nell’epoca della crisi e dopo la catastrofe dell’edilizia speculativa, un rinnovato impegno per la progettazione urbana”. Dialogo a più voci in tema con i relatori della conferenza e l’architetto Luca Frontali (vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Ravenna).

La rassegna di incontri-confronti sull’architettura contemporanea – ideata da un comitato scientifico composto da Gianluca Bonini e Giovanni Mecozzi (Nuovostudio-Ravenna) e Filippo Pambianco (Cavejastudio-Forlì) – è organizzata e documentata dalla rivista dell’abitare Casa Premium, in collaborazione con gli Ordini professionali degli architetti di Ravenna e Forlì, anche ai fini dei crediti formativi.

Porto, dove li metto i fanghi? Le soluzioni dei candidati sindaco

A confronto le idee per l’escavo dei fondali e il loro profilo ideale
per il presidente Ap dopo il commissariamento dell’ammiraglio Meli

Nuova puntata per i candidati sindaci, questa volta su uno dei temi più spinosi e discussi in città: il porto di Ravenna che nel 2015, secondo i dati di Autorità portuale, ha movimentato 24,7 milioni di tonnellate registrando la performance migliore dalla crisi del 2009 e la terza annualità consecutiva con un segno positivo. L’ultimo confronto fatto da Assoporti (su dati 2014, al netto delle rinfuse liquide) metteva Ravenna al quarto posto tra i 26 principali porti italiani e primo dell’Alto Adriatico. Numeri che hanno trovato conferma nel recente disegno di legge di riforma firmato dal ministro Delrio: nella sforbiciata alle attuali ventiquattro Autorità portuali, Ravenna sopravviverà autonoma diventando una delle future quindici Autorità di sistema portuale (il cui presidente sarà nominato dal ministro consultando il presidente di Regione senza l’intervento di enti locali). Attualmente al vertice del governo portuale locale c’è l’ammiraglio Giuseppe Meli, nominato commissario il 2 marzo alla scadenza del primo mandato di Galliano Di Marco.

Quello di Ravenna, è un porto canale che si estende per circa 14 km ed è soggetto a un naturale insabbiamento dei fondali che abbassano il pescaggio. Da tempo e da più parti si ripete che la tassativa necessità del porto è quindi un intervento importante di dragaggio. Questione cruciale è la gestione dei fanghi di escavo. Proprio qui è rimasta impantanata l’ultima presidenza di Ap alle prese con strumenti urbanistici complessi, l’ostruzionismo di alcuni settori imprenditoriali, gli scontri con l’amministrazione Matteucci e gli intoppi di indagini su casse di colmata derivanti da opere svolte in precedenza.

I cinque candidati sindaci si confronteranno sul porto anche questa sera, 19 maggio, in occasione di un incontro organizzato dal Propeller Club (ore 18.30 al ristorante La Campaza): dieci domande uguali per tutti con due minuti di tempo a testa per rispondere.

Intanto ecco la domanda che R&D ha sottoposto ai cinque aspiranti sindaci: «Il Comune da lei guidato quale soluzione proporrà per collaborare con l’Autorità portuale in modo da uscire dallo stallo attuale e cominciare l’attività di dragaggio nell’interesse del porto e di conseguenza del tessuto economico locale? In altre parole: i fanghi degli escavi dove saranno collocati esattamente quando lei sarà sindaco? E infine, anche se formalmente gli enti locali non avranno più ruoli nella nomina dei presidenti, è lecito supporre che ci sarà comunque una consultazione informale: chi indichereste per la guida della futura Autorità di sistema portuale?».

Massimiliano Alberghini (50 anni, commercialista, è il candidato sindaco di Lega Nord , Lista per Ravenna, Forza Italia e Fratelli d’Italia)
«Soluzione multipla tra cave e fondi stradali»
«Vista la dimensione del problema, la quantità di milioni di metri cubi di materiale di risulta, il problema non può essere risolto in via univoca ma occorrerà pensare a ipotesi diverse dove poterlo collocare, oltre a quello che potrà essere riversato in mare e già autorizzato. Sicuramente potranno essere utilizzate le diverse cave esauste presenti sul territorio, in parte dei sottofondi stradali di nuova realizzazioni possono essere utilizzate le risultanze degli escavi. Per risolvere il problema ci vorrà ovviamente un coordinamento e una intesa tra le varie istituzioni cosa non avvenuta fino ad ora e precisamente tra autorità portuale, il comune e la regione che a dir la verità si è in tutti questi anni quasi totalmente disinteressata dell’unico porto commerciale presente in regione. Occorre anche considerare che le attività di ordinaria manutenzione produrranno ogni anno altro materiale da stoccare. Dopo aver nominato negli ultimi dodici anni persone esterne al territorio ravennate, ritengo di dover indicare un nominativo del territorio con specifiche competenze in materia».

Maurizio Bucci (53 anni, imprenditore turistico, consigliere comunale del gruppo misto dopo essere uscito da Forza Italia, è il candidato della lista civica La Pigna)
«Sì all’esproprio, basta conflitti d’interessi in Sapir»
«A Ravenna grazie ai conflitti d’interesse in Sapir, il Progetto di dragaggio approvato dal Comitato Portuale in qui sono presenti Matteucci, il Presidente della Provincia, genero del segretario del Pd e candidato a sindaco De Pascale, Camera di Commercio e Regione, tutti del Pd, è stato poi dagli stessi soggetti vigliaccamente bloccato insieme a Ottolenghi di Pir. Hanno tenuto ferme, in un momento di gravissima crisi economica e di lavoro, opere per 240 milioni di euro che non solo avrebbero permesso di approfondire i fondali ma anche consentito di aumentare l’attività del porto e l’aumento degli occupati con beneficio di tutte le attività economiche. Adesso come dice Marcegaglia aver bloccato i dragaggi costa 500mila euro in più all’anno far sbarcare le merci a loro destinate. Abbiamo già indicato di adottare subito la soluzione di rimodulazione che non prevede cassa di colmata a mare ma la collocazione dei fanghi presso la logistica 1 e contestuale esproprio dei terreni in gran parte di Sapir e dei proprietari presso la zona S3. Dato che il conflitto d’interessi presente con la partecipazione del pubblico in Sapir che intendiamo vendere per sviluppare la città e il territorio, crediamo che il nuovo presidente dell’Autorità Portuale debba essere persona di professionalità ed etraneo ai giochi e agli intrecci affaristici di Ravenna».

Michele de Pascale (31 anni, segretario provinciale del Pd, candidato di una coalizione che comprende Pd, Pri e liste civiche tra cui Ama Ravenna guidata da Daniele Perini, Ixc guidata da Giovanni Poggiali, Sinistra per Ravenna con Valentina Morigi e Ravviva Ravenna che ha come capolista Giovanni Crocetti)
«Sedimenti a mare, in logistica e “lavati”»
«Sul porto di Ravenna vanno intraprese scelte strategiche, realizzati gli investimenti, scavati i fondali e potenziati i collegamenti per aumentarne il rango. Su queste scelte, vogliamo che la città rivesta un ruolo forte nei confronti della Regione e del Governo. In futuro le scelte politiche d’indirizzo sul porto devono essere in capo all’amministrazione, che dovrà farsi carico della responsabilità di mantenere un clima positivo con gli interlocutori. Procederemo allo scorporo della parte terminalistica di Sapir e alla sua completa privatizzazione, mantenendo un ruolo pubblico nella scelta di sviluppo delle aree. A breve dobbiamo scavare i fondali a 12,5 metri, per tutta l’asta del porto. Si tratta di 5 milioni di metri cubi di sedimenti, di cui: 2 milioni possono essere messi a mare, 1 milione può andare in sviluppo di aree di logistica e, per i restanti 2 milioni, pensiamo che la scelta più intelligente sia la realizzazione di un impianto di lavaggio delle sabbie che curi anche la manutenzione. È una soluzione che offre lavoro senza il rischio di problemi ambientali e necessità di espropri. Inoltre consentirebbe una realizzazione per step, e dunque sarebbe possibile partire subito, dandosi un tempo di 4/5 anni. L’Autorità Portuale non è un’azienda, ma un ente pubblico, pertanto a guida del futuro porto di Ravenna, auspichiamo un profilo con forti competenze tecniche in grado di concentrarsi sull’infrastrutturazione del porto».

Michela Guerra (43 anni, avvocato, è il candidato sindaco della lista Movimento Civico CambieRà)
«Casse nell’ex Sarom e draghe ecologiche»
«Se la maggioranza avesse voluto iniziare a breve i lavori, una soluzione ci sarebbe stata, ovvero procedere con il primo stralcio di uno dei tre progetti proposti dall’ex presidente Di Marco, escludendo quello con le “casse a mare”. In questo modo si sarebbero potuti utilizzare i terreni Sapir ove costruire casse di colmata provvisorie per contenere i fanghi e iniziare i lavori che avrebbero visto la conclusione verso il 2020 circa. La maggioranza ha bocciato questa proposta e, sia chiaro a imprenditori portuali e cittadini, qualsiasi proposta formulata ora non permetterà di avere reali benefici prima di 3/4 anni, a essere ottimisti. Considerate queste tempistiche la proposta può quindi essere riformulata dando la priorità alla costruzione di un impianto di trattamento, all’utilizzo dei terreni ex Sarom e a un progetto pilota con “draghe ecologiche”. La bonfica dell’area ex Sarom sarà completate entro 18 mesi. Sono poi necessari adeguamenti degli strumenti urbanistici in modo da poter costruire le casse di colmata provvisorie e l’impianto di trattamento. Il tutto non deve prevedere il pagamento di affitti agli stessi soggetti. Ci vuole un profilo internazionale e il più indipendente possibile dalle lobby locali; un esperto del settore che non abbia mai lavorato con aziende che hanno interessi, diretti o indiretti, nel porto di Ravenna o espressione della politica e/o di associazioni di categoria».

Raffaella Sutter (61 anni, sociologa, ex dirigente comunale, candidata sindaca di Ravenna in Comune, nuovo soggetto politico che si colloca a sinistra del Pd)
«Usiamo i terreni di Sapir, anche largo Trattaroli»
«Per superare lo stallo, il Comune deve collaborare con l’A.P. nella scelta di progetti utili in termini di costi/benefici (es.posti di lavoro) e sostenibili non solo per gli aspetti economici ma anche quelli di consumo del territorio e di impatto ambientale. Deve agevolarne l’attuazione con strumenti di programmazione coerenti con l’installazione di impianti di trattamento e casse di colmata, con attenzione alle esigenze del territorio, per non ripetere gli errori commessi finora. Sapir deve essere riorientata verso una mission pubblica, infatti un’importante causa di stallo è stata la prevalente tutela degli interessi dei soci privati da parte di Sapir; la disponibilità di terreni deve cessare di essere intesa come speculazione immobiliare, i terreni di Sapir sono la naturale collocazione per le casse di colmata, compresa la penisola Trattaroli, idonea per una gestione continuativa di dragaggi e sedimenti senza intaccare terreni agricoli. Da indicare per l’A.P. ho già alcuni nomi, tra i ravennati, con requisiti di esperienza, qualificazione professionale e capacità di resistenza ai poteri forti. Tra i non ravennati Sergio Bologna, massimo esperto di logistica portuale a livello internazionale; e Galliano Di Marco che ha dimostrato di possedere ottime capacità di resistenza in tal senso».

Confezionava dosi di eroina tra l’erba dietro l’ospedale: arrestato un 44enne

L’uomo in compagnia di un complice ha tentato la fuga ma è stato bloccato. Vicino a un edificio abbandonato trovati 10 g di droga

Stavano seduti in due tra l’erba alta accanto a un edificio abbandonato sul retro dell’ospedale di Ravenna e confezionavano dosi di eroina. Quando hanno visto la polizia hanno tentato la fuga ma uno è stato fermato: il 17 maggio arrestato un 44enne di Mesola che mentre tentava di allontanarsi si è liberato di una bilancina di precisione. Dove i due sedevano è stato trovato tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi con oltre 10 grammi di eroina, tutto adagiato su una pietra. Il 44enne, con numerosi precedenti specifici, è stato condannato dal tribunale di Ravenna a 6 mesi di reclusione, mille euro di multa ed il divieto di dimora in provincia di Ravenna.

Allerta meteo, temporali in arrivo

Dalle 8 a mezzanotte del 19 maggio. Poi un miglioramento

Una nuova allerta della protezione civile dell’Emilia Romagna annuncia temporali in tutta la regione dalle 8 di domani, giovedì 19 maggio, per 16 ore, fino alla mezzanotte di domani. Nel corso della mattinata di domani le zone maggiormente interessate dai fenomeni potranno risultare le aree appenniniche centro-occidentali. Dal pomeriggio è prevista un’intensificazione dei fenomeni sul settore di nord-est con attenuazione sul restante territorio. Nella mattinata di venerdì le precipitazioni tenderanno ad esaurirsi. Si raccomanda ai gestori di attività all’aperto di sistemare e fissare gli oggetti sensibili agli effetti del maltempo. La struttura comunale di Protezione civile monitorerà la situazione. Si consiglia di seguire l’evoluzione della situazione sul web consultando le “Allerte di protezione civile” all’indirizzo http://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/servizi/allerte-avvisi-protezione-civile/ultimi-avvisi e sul sito del Comune www.comune.ra.it.

Dalla prigionia all’esilio a 62 anni Folla per Shirin Ebadi a ScrittuRa

Il premio Nobel iraniano ospite al palacongressi ha raccontato la sua storia di ribellione al potere e di lotta per i diritti

«Siccome le donne sono più resistenti e fanno più resistenza, il governo iraniano le tratta  peggio». Con queste parole l’avvocato e pacifista Shirin Ebadi, prima iraniana e musulmana ad aver ricevuto – nel 2003 – il premio Nobel per la Pace, ha cercato di spiegare la difficile situazione femminile in Iran, quell’amata patria che l’ha ripudiata nel 2009, in seguito alle sue prese di posizione contro il regime. E proprio lei, che a 68 anni gira il mondo instancabilmente, è stata l’ospite più attesa della terza edizione di ScrittuRa Festival, incentrata sui temi della libertà di parola e del pluralismo. La sua presenza ha attirato centinaia di persone al Palazzo dei Congressi, curiose di saperne di più sulla sua storia. Sfuggita alla prigione, a diverse minacce di morte, ha raccontato le sue battaglie per i diritti civili in Iran, sottolineando anche gli errori che commette l’Occidente. Dopo aver definito la sua prima volta a Ravenna molto piacevole – “la vostra è una bellissima città e ora mi sento più vicina a voi storicamente” -, ha spiegato cosa è accaduto sette anni fa, quando è stata costretta a lasciare il paese con un solo bagaglio a mano. I dettagli son narrati nel suo romanzo biografico Finché non saremo liberi (Bompiani, marzo 2016). «C’è stato un colpo di Stato e non sono più riuscita a rientrare – afferma –. Molte persone sono state uccise in strada, migliaia gli arrestati. All’età di 62 anni, quando ci si comincia a preparare per la pensione, in un mese ho perso tutto: mio marito, la mia famiglia, la mia casa, il mio conto in banca, il mio lavoro, la mia patria. Dopo un mese durissimo, in cui mi sentivo spaesata, mi sono detta: però, sei ancora viva. Così ho lavorato ancora di più, ho avuto successo come mai prima e ho anche guadagnato parecchio». Ha ricominciato da zero e di questo va molto orgogliosa perché, come ama ripetere ai giovani, alle donne, a tutti: «Con un fallimento non finisce il mondo, le persone cadono più volte nella vita, ma l’importante è sapersi rialzare per ricominciare». Durante l’incontro ravennate, Ebadi ha ricevuto una triste notizia: la condanna a ulteriori dieci anni, per un totale di sedici, della sua collaboratrice e amica, la giornalista Narges Mohammadi, per aver lanciato dal carcere una campagna in favore delle madri detenute. «Neanche il carcere l’ha potuta zittire!», commenta con trasporto. E nel rievocarla, la mente va a quei 25 giorni di isolamento in carcere, nel 1999, quando fu accusata di diffamazione contro la Repubblica Islamica. «Ho subito la cosiddetta tortura bianca – racconta -. Sono stata rinchiusa in una piccola cella senza finestra, con le luci accese giorno e notte, costretta a dormire su una moquette sporca, senza un tavolo, una sedia, un  letto, solo con una coperta che dovevo decidere se trasformare in cuscino o usare per coprirmi. Non avevo orologio, quindi non sapevo quando era giorno e notte, e non potevo incontrare avvocati e familiari. Se penso che molte delle persone che ho difeso hanno subito questo trattamento anche per un anno, è terribile…». Alcune riflessioni anche sull’attualità: l’Iran per Ebadi, ha bisogno di investimenti per dare un lavoro ai tanti giovani disoccupati. «La settimana scorsa, Versace ha aperto uno show-room a Teheran, ma non è di vestiti eleganti che il mio paese ha bisogno, né dei tanti accordi commerciali con l’Occidente che non arricchiranno il popolo. Lo spettro di quanto accaduto in Libia è davanti agli occhi di tutti!», aggiunge. E con ironia, commenta quanto accaduto di recente in Italia. «Il presidente iraniano – dice -, è stato accolto con grande ospitalità, al punto da coprire le statue di un museo per rispettarne la cultura, ma quando poco dopo una delegazione ministeriale italiana è stata in Iran, alle donne è stato chiesto di velarsi. Due pesi, due misure».

Il festival prosegue fino a domenica con incontri, appuntamenti, lezioni e mostre (vedi correlato).

 

Retata a scuola con i cani antidroga Arrestato uno studente per spaccio

Controlli dei carabinieri su 22 ragazzi: in manette un 19enne trovato con quattro dosi di marijuana. A casa ne aveva altre 11 confezionate

Il naso dei cani antidroga nelle scuole superiori di Cervia ha portato al controllo di ventidue studenti e per uno di loro, un 19enne ravennate, è scattato l’arresto: addosso aveva quattro dosi di marijuana e la successiva perquisizione domiciliare ha individuato ulteriori undici dosi ed un sacchetto più grande dello stesso stupefacente. Complessivamente sono stati rinvenuti e sequestrati 21 grammi circa di marijuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. È stato inoltre segnalato un 17enne come assuntore: era in possesso di 3 grammi di marjiuana. I controlli si sono svolti nella mattinata del 17 maggio.

Raccolti in anticipo i 100mila euro per il concerto dei mille di Zaffagnini

Nuova impresa del fusignanese, noto in tutto il mondo per il progetto
sui Foo Fighters. L’appuntamento è in luglio allo stadio di Cesena

Il fusignanese Fabio Zaffagnini ce l’ha fatta ancora. Lui e tutto il suo staff del Rockin’1000 – come era stato ribattezzato l’evento di cui ha parlato tutto il mondo che ha portato l’anno scorso i Foo Fighters a suonare a Cesena (vedi articoli correlati) – hanno infatti raccolto con una settimana d’anticipo rispetto alla scadenza del crowdfunding i 100mila euro necessari per realizzare quello che viene definito come il concerto “della più grande rock band del mondo”.

Saranno infatti ancora mille i musicisti che si ritroveranno a Cesena, provenienti da tutta Italia, ma non per realizzare un video da spedire ai Foo Fighters, bensì per essere protagonisti di un intero concerto, ripercorrendo i brani che hanno fatto la storia del rock.

L’appuntamento, già fissato, è per il 24 luglio allo stadio Manuzzi di Cesena. I 100mila euro sono stati raccolti tramite il pre-ordine dei biglietti, che si potranno acquistare ancora a prezzi scontati entro il 25 maggio a questo link.

Hanno già deciso di aderire all’evento e suoneranno tra i mille di Cesena alcuni musicisti famosi come Saturnino (bassista di Jovanotti), Sergio Carnevale (batterista dei Bluvertigo), Omar Pedrini e Raoul Casadei.

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