mercoledì
01 Aprile 2026

Il vicesindaco ancora al Pri, Fusignani: «Giusto che la forza di centro abbia ruolo importante»

L’incarico di vicesindaco della giunta comunale di Ravenna, anche per il primo mandato di Alessandro Barattoni, va a un esponente del Partito repubblicano. Una sorta di consuetudine che va avanti da circa 25 anni, dai tempi del sindaco Vidmer Mercatali.

Il nome di Eugenio Fusignani è una conferma anche rispetto alla squadra composta da Michele de Pascale nel 2016 e nel 2021. Terzo mandato uindi per il segretario del Pri (che non ha il limite di due nel suo statuto come accade per il Pd). Il diretto interessato commenta così: «Il Pri è una realtà politica ben conosciuta dalla comunità locale, nella storia di questa città abbiamo espresso alcuni dei suoi migliori sindaci. Siamo un interlocutore importante per il Pd».

La lista dei colleghi lascia soddisfatto il repubblicano: «Mi sembra una squadra che tiene conto non solo degli equilibri politici, ma anche di quelli sociali della comunità. Non conoscevo di persona alcuni degli assessori scelti da Barattoni, ma credo sia un gruppo ben formato».

Per la seconda volta, dopo il 2021, il Pri ottiene l’ambita poltrona pur non essendo la seconda forza della coalizione nei risultati delle urne. Questa volta M5s e Avs hanno fatto meglio del Pri, seppure per una manciata di voti (0,2 percento). «Intanto non la chiamerei poltrona – puntualizza Fusignani con un certo senso del dovere – ma parlerei di incarico istituzionale. In una giunta che è espressione di una coalizione di centrosinistra credo sia giusto che una forza di centro abbia una rappresentanza importante. Lo scarto con gli altri partiti è talmente minimo che potrebbe essere stato determinato dal raffreddore di un familiare che non è potuto andare a votare».

Per quanto riguarda il consiglio comunale, il più votato del Pri è risultato Giannantonio Mingozzi, già in passato vicesindaco, che però rinuncerà all’incarico lasciando spazio a Andrea Vasi, già consigliere uscente.

Nella conferma del Pri sulla poltrona da vice qualcuno vede l’esito di un patto politico siglato sei mesi fa quando De Pascale lasciò la giunta per andare in Regione e tolse la delega da vice a Fusignani per darla a Fabio Sbaraglia che divenne sindaco facente funzioni. «La mia scelta non ha collegamenti con quelle fatte dal mio predecessore – assicura Barattoni –. La nostra coalizione è composta da diverse forze e il contributo del Pri è stato importante nelle elezioni. Nell’incarico di vicesindaco c’è un segnale di fiducia verso il Pri». 

Le tre new entry alla prima esperienza politica: «Ho ricevuto la conferma il giorno prima al telefono…»

Tra le novità dei componenti della prima giunta Barattoni, i nomi di Hiba Alif e Roberta Mazzoni sono gli unici che non erano mai comparsi negli articoli di stampa successivi alle elezioni. Sono entrambe alla prima esperienza politica, ma con percorsi professionali e profili diversi.

Barattoni Fusignani Moschini Alif
Alif è l’ultima a destra

Alif compirà 21 anni a novembre (finora la più giovane fu Martina Monti, 22enne quando fu nominata nel 2011 nella seconda giunta Matteucci), è nata a Ravenna da genitori marocchini, studia Economia a Ferrara e alle elezioni di maggio ha raccolto 51 preferenze nelle lista Avs, mai avuto altre esperienze politiche giovanili a parte un impegno generico nel volontariato.

«Non mi aspettavo questo incarico – riconosce Alif –, ho ricevuto la conferma ufficiale con una telefonata da Barattoni il giorno prima della presentazione». L’assessora avrà le deleghe a Politiche giovanili, Agenda 2030 (futuro sostenibile), Politiche abitative, Pace. «La mia priorità saranno sicuramente i giovani, non faccio distinzioni su qualcosa in particolare, ma metterò il mio impegno per ciò che riguarda i giovani in senso ampio».

Mazzoni, invece, entrerà in giunta a partire da gennaio: al 31 dicembre la 59enne andrà in pensione dall’Ausl e passerà nella squadra di governo locale con le deleghe a Salute, Politiche sociali, Politiche per le famiglie e Volontariato. Un accorpamento che Barattoni aveva già annunciato in campagna elettorale come indirizzo politico del suo mandato.

«La proposta del sindaco di fare l’assessora mi ha stupito e lusingato – dice l’attuale direttrice dal 2016 del distretto dell’Ausl di Ravenna, Cervia e Russi –. Non ho mai avuto ruoli in politica di nessun tipo, per me sarà una novità e un nuovo ruolo in cui mettermi al servizio della collettività. Finora ho avuto un ruolo tecnico-gestionale, ora ne avrò un altro».

Le tematiche all’ordine del giorno per i campi di sua competenza sono due: «Invecchiamento della popolazione e patologie cronico-degenerative. Il 41 percento della popolazione nel comune è composto da famiglie con un solo membro. Ed è alta la percentuale di quanti hanno più di 65 anni. Questo fa sì che viene meno il supporto delle famiglie nell’assistenza agli anziani. È un dato di cui cui va tenuto conto nella sanità».

Anche sulla base di queste considerazioni, il mandato di Mazzoni punterà su un invito alla popolazione a fare il possibile per la salute: «Stili di vita sani e investire sul mantenersi in salute. Deve essere una responsabilità del singolo fare di tutto per la proprio condizione di salute».

Un’altra delle new entry alla prima esperienza politica è Barbara Monti. Il suo nome però era già circolato tra quelli per un probabile assessorato, visto il risultato alle urne: con 220 preferenze è stata la più votata della lista Progetto Ravenna che accorpava Italia Viva, Più Europa, Azione e Psi (Monti era la capolista per Italia Viva).

Un assaggio di politica Monti lo ha avuto come consigliera territoriale, ma ora è tutt’altro: «Sono molto onorata della fiducia di Barattoni e credo che il risultato delle elezioni dica che ho fatto un buon lavoro nel consiglio territoriale». Tra le deleghe quella alla Cooperazione internazionale: «Ci tenevo particolarmente visto che siamo una lista con un’anima europeista ben marcata

Laureata in Economia aziendale alla Bocconi, la 54enne è presidente provinciale di Slow Food e lavora all’Acmar dal 1999 dove siede nel consiglio di amministrazione e si occupa di gestione risorse umanne: «Ho lasciato il mio posto nel cda e da luglio sarò in aspettativa per l’incarico in giunta».

L’incarico di Monti porterà in consiglio comunale Chiara Francesconi (165 preferenze), capolista di Azione e consigliera uscente: dopo l’elezione nel 2021 con il Pri passò al gruppo misto una volta transitata tra i calendiani.

Il Pd: «Orgogliosi per la parità di genere in giunta». Ama Ravenna: «Ora servizi per anziani»

Il Partito Democratico di Ravenna esprime «grande soddisfazione» per la presentazione della nuova giunta comunale da parte del sindaco Alessandro Barattoni.

«Siamo molto soddisfatti – dichiara il segretario comunale del Pd, Lorenzo Margotti –. Quella appena nominata è una squadra in cui il Partito Democratico esprime figure di comprovata competenza e capacità. Donne e uomini che porteranno la loro esperienza su temi fondamentali per il futuro della città, ricoprendo deleghe di grande rilevanza. Siamo certi che ognuno e ognuna di loro lavorerà con impegno, ispirandosi ai principi democratici e operando nell’interesse di tutta la comunità. Siamo inoltre particolarmente orgogliosi di aver contribuito in maniera significativa al raggiungimento della parità di rappresentanza di genere, un valore che riteniamo essenziale e che deve trovare piena attuazione in ogni ambito della società».

Un aspetto questo, sottolineato in fase di presentazione anche dallo stesso sindaco Alessandro Barattoni: «Sebbene la parità di accesso alle cariche pubbliche sia sancita dalla Costituzione stessa, è purtroppo ancora molto lunga la strada per una concreta e trasversale affermazione di questo principio. Sono quindi particolarmente orgoglioso che, per la prima volta, ci siano cinque assessore e quattro assessori e che questo permetta di raggiungere, con la mia presenza, una piena parità di genere all’interno della giunta».

Interviene sulla nuova squadra di governo anche Daniele Perini di Ama Ravenna, unica lista della coalizione a non aver ottenuto un assessorato (per Perini si parla di un possibile incarico alla presidenza del consiglio comunale): «Come Ama Ravenna continuiamo a perseguire la nostra vocazione rivolta al sociale, alla sanità e all’inclusione. Esprimiamo quindi un parere favorevole alla nuova giunta Barattoni e apprezziamo la dichiarata volontà del nuovo sindaco di mettere al primo posto questi valori. Ravenna ha un primato di longevità dei suoi cittadini rispetto ad altre realtà. Tuttavia, in vista del 2050, quando la popolazione anziana sarà preponderante, occorre fin d’ora investire di più in servizi anche dislocati nel territorio per far fronte alle patologie croniche che intervengono con la vecchiaia. Penso, tra l’altro, al ripristino e al potenziamento dell’assistenza domiciliare e all’istituzione del pronto soccorso sociale che potrà avere funzioni di prevenzione di difficoltà legate all’età. Come Ama Ravenna continueremo a dare il nostro contributo alla Giunta Barattoni per il bene della nostra comunità».

«Deleghe “fuffa”, Fusignani ancora vicesindaco e la nuova Martina Buby Monti?»

Una giunta «deludente, a maggior ragione alla luce dei ben 19 giorni utilizzati per partorirla e che avrebbero autorizzato ad aspettarsi qualcosa di più». Lo dichiarano in una nota congiunta Alberto Ancarani, Filippo Donati e Nicola Grandi, capigruppo rispettivamente di Forza Italia, Viva Ravenna e Fratelli d’Italia, della coalizione che ha sostenuto Grandi a sindaco alle ultime amministrative.

«In primis – commentano – spicca l’assenza di una delega all’immigrazione. Fa specie che chi da anni si impegna in battaglie lessicali scelga di eliminare un sostantivo addirittura dalle deleghe esecutive sostituendolo con una denominazione che non rappresenta affatto il fenomeno di cui ci si vuole occupare: multiculturalità e immigrazione infatti non sono affatto la stessa cosa. A una settimana da un referendum sulla cittadinanza nel quale è apparso come persino l’elettorato di sinistra non fosse affatto convinto dalle tesi dei suoi rappresentanti, negare la necessità di quella delega evidenzia una distanza fra elettori e loro rappresentanti che è uno dei principali motivi di diminuzione dell’affluenza al voto. In ogni caso, a prescindere dalla denominazione, continua l’errore di non attribuire allo stesso assessore le deleghe alla sicurezza e all’immigrazione, nel tentativo di smentire i dati reali ovvero che purtroppo la microcriminalità che è quella che più incide sulle classi sociali più in difficoltà fra i residenti, sia legata a doppio filo agli immigrati, più o meno regolari».

A questo «si aggiunge il ritorno di una delega “fuffa” totalmente priva di cogenza reale che è quella alla Pace. Un grande classico delle giunte di sinistra, rivisitato a seconda dei momenti, di solito a fini antiamericani o anti-occidentali. Un altro modo per distrarre gli elettori dalle azioni di competenza di una giunta comunale».

Gli esponenti del centrodestra giudicano poi «francamente inadeguata la conferma della delega alla sicurezza al vicesindaco Fusignani», accusato di un «approccio negazionista che lo ha portato ad aver di fatto coniato la definizione di “percezione” in tema di sicurezza, come se solo di questo si trattasse».

Sulla nomina di Roberta Mazzoni, dirigente Ausl, «non si può eccepire nulla sulle competenze specifiche, ma emergono ancora di più i dubbi su come possa aver interpretato politicamente il suo ruolo di dirigente di Ausl in questi anni, se ora è così facilmente disposta a far parte di una giunta così politica. In secondo luogo l’incarico preannunciato ma posticipato, da un lato la rende meno indipendente nella parte finale della sua fase lavorativa in Ausl Romagna, dall’altro lascia al sindaco le sue deleghe per i primi mesi, di fatto rendendo i dirigenti delle aree interessate i veri assessori finché non entrerà in carica l’assessore vero».

La nota termina con un giudizio sospeso sul più giovane degli assessori, Hiba Alif, «limitandoci a ricordare che la città non ha un buon ricordo di chi fece un simile e così prematuro percorso: qualcuno si ricorda Martina Buby Monti?».

Scurati all’Almagià: «Oggi nel mondo una situazione simile a quella che portò a Mussolini»

«La situazione generale che portò il mondo al fascismo e al nazismo oggi si sta ripetendo. Quella storia sta tornando». Così lo scrittore Antonio Scurati, intervistato da Giovanna Pancheri di Sky Tg24, all’incontro del 13 giugno sulla “democrazia fragile”, organizzato all’Almagià di Ravenna da Legacoop Romagna e Anpi, in collaborazione con Conad.

Il pomeriggio è stato aperto da Romina Maresi, vicepresidente Legacoop Romagna, seguita dai brevi interventi del sindaco Alessandro Barattoni, del presidente di Anpi Ravenna Renzo Savini e del presidente di Conad Mauro Lusetti. L’evento si è concluso con il saluto di Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna.

Scurati parte dalla terra che lo ospita, dalle unioni di contadini e dalle leghe bracciantili che costellavano le piane limitrofe al corso del Po. Racconta di come divennero il principale obiettivo delle iniziali violenze fasciste, di come le camicie nere guadagnarono soldi e ammirazione dai ricchi e dai proprietari terrieri che temevano ambienti come le cooperative e le case del popolo. Parla di Nullo Baldini e della colonna di fuoco (la colonna di autocarri che distrusse e incendiò numerose “case rosse” nelle province di Forlì e Ravenna), di Italo Balbo e della violenza. Così si distrugge la democrazia – sottolinea Scurati – a suon di legnate e fucilate, uccidendo chi si unisce e chi si oppone, «facendo fuori quelle importanti e feconde realtà come le case del popolo e le cooperative».

Rispondendo a una domanda su Piazzale Loreto, Scurati spiega come sia necessario elevarsi a uno sguardo equanime. Le salme esposte e martoriate rimangono uno scempio «ma non dimentichiamoci cosa fu il fascismo, capiamo le circostanze». Scurati racconta dunque come si è arrivati ai corpi appesi di Benito Mussolini e Clara Petacci partendo dalla storia di 15 militanti antifascisti, «uccisi a mitragliate, e non a fucilate, il fucile riserva un’ultima pietà alla vittima. Furono le SS di Milano a scegliere un gruppo di fascisti italiani per compiere l’atto, dopo che in un mancato colpo dei Gruppi di Azione Patriottica un sottufficiale tedesco era rimasto ferito. 15 a 1 era la legge del taglione applicata dai nazisti, e quell’1 non era neanche morto, solo ferito. Furono prelevati da un carcere, ingannati e colpiti con sventagliate di mitragliatrice in Piazzale Loreto. I corpi furono lasciati dilaniati al suolo senza che nessuno potesse posare un fiore, il Piazzale costantemente pattugliato». Continua Scurati, passando a Mussolini, che «viene a conoscenza del fatto ma non mostra nessuna compassione». Dalle lettere con Clara Petacci «si capisce anzi che prova pietà solo per se stesso, non ha alcuna stima, rispetto, dignità per il popolo italiano, mentre centinaia di migliaia di ragazzi italiani muoiono nelle steppe Sarmatiche, in Nord Africa, sulle rive del Danubio per colpa sua».

Discutendo più strettamente di democrazia, Scurati cita la Resistenza. Un gran numero di coloro i quali resistettero al fascismo per tutta la sua durata ventennale sperava nella rivoluzione comunista, nell’affermazione di un’unica forza rossa, «ma in realtà, nel quotidiano, soprattutto durante la guerra, quei partigiani e quelle staffette si trovarono a cooperare con anarchici, democratici, cattolici, repubblicani e da lì si posero le basi per la democrazia di oggi».

Si continua parlando di fascismo, di quello che fu e di ciò che è divenuto oggi. In una parola: «Violenza». La violenza è il fondamento del concetto di fascismo, non esiste fascismo senza violenza. Ci sono però caratteristiche che ritornano. «Il mondo oggi è pericolosamente simile all’Italia che generò la dittatura di Mussolini: grande sconforto democratico, un futuro incerto, una rivoluzione che non arriva mai, delle ricchezze e un benessere promessi dal sistema che in realtà non si sono mai visti. Il fascismo non fa promesse reali, semplifica la realtà e fa diventare un problema uno straniero, un invasore, un diverso, un debole diventa la causa della rovina della nazione. Racconta grandezza attraverso la forza, basta la violenza per sgomberare il campo. Quella storia, di semplificazione, menzogna e seduzione, sta tornando». Parla delle ormai chiare tendenze autoritarie di Trump e sottolinea come la linea sia tracciata, che è arrivato il momento di decidere da che lato si vuol stare.

A una delle domande conclusive su come “fare” la democrazia, Scurati inizia da Lenin, e il celebre opuscolo del 1902, “Что делать?” (“Che fare?”): «La democrazia la si pratica, la si coltiva tutti i giorni, “come una vite” – dice – la si annaffia, si spargono i pesticidi, la si lega ai sostegni e alla fine si gode del nettare che le sue bacche producono». Scurati spiega come la sua generazione, figlia di un’epoca ricchissima, di spensieratezza, di sicurezza nell’avvenire e nella democrazia avrebbe potuto contribuire molto più di quanto ha fatto. «Oggi ogni gesto conta, dallo scendere in piazza all’educare i propri figli, nipoti, studenti», per “coltivare” quella che lo scrittore crede essere la migliore delle forme politiche mai ideate dalla specie umana.

L’incontro finisce con Pancheri che chiede di cosa parlerà il suo prossimo libro, dopo più di 10 anni di lavoro per la saga di M. ll figlio del secolo: «Dopo 10/12 anni di racconto di fascismo dal di dentro, di immersione totale, vi piacerebbe questa volta riemergere e ascoltare il racconto, da un altro punto di vista, di una storia di antifascismo?».

Alla Consar Ravenna arriva lo schiacciatore bulgaro Samuil Valchinov

Arriva dalla Bulgaria il primo rinforzo in attacco della Consar Ravenna, in procinto di disputare una nuova stagione di A2, con l’obiettivo di raggiungere i play-off promizione.

Si tratta del 23enne schiacciatore Samuil Valchinov, nato a Plovidv il 21 dicembre 2001, 202 centimetri di altezza, reduce da un’ottima stagione in A2 nella Banca Macerata Fisiomed alla sua prima esperienza in Italia. Valchinov ha chiuso l’annata con 369 punti realizzati, 14esimo marcatore della A2, con 43 muri e 22 ace. Il suo percorso pallavolistico è iniziato in patria nel Victoriya Plovdiv, dove è rimasto quattro annate, poi è proseguito e si è consolidato nel Levski Sofia, dove ha militato cinque annate, nel Deya Volley di Burgas e nel Montana. Valchinov fa parte del gruppo della nazionale bulgara e si sta dividendo tra la rappresentativa maggiore, che sta disputando la Nations League e prepara i Mondiali di settembre, e la selezione B, guidata da Francesco Mollo.

«Posso dirmi soddisfatto della mia prima stagione qui in Italia, la reputo molto positiva – spiega Valchinov – sia sul piano sportivo che su quello personale. È stata dura, piena di emozioni: ho trovato un campionato molto competitivo, con tanti ottimi giocatori e in generale una straordinaria organizzazione.  A Ravenna punto a crescere ulteriormente e a consolidare il mio gioco e la mia esperienza. Da avversario, nello scorso campionato, ho potuto ammirare la bellezza dell’impianto e il calore e il sostegno dei tifosi di Ravenna, oltre alla qualità generale dell’organico. Sono entusiasta di entrare a far parte di questa società e di giocare in una città così ricca di storia e di trionfi. Voglio contribuire ad aggiornare questa storia e a prendere tutto il meglio possibile da questa annata che inizierà fra qualche mese».

Ottavo giocatore bulgaro della storia pallavolistica di Ravenna, Valchinov indosserà la maglia numero 21.

Sfuma il ripescaggio del Ravenna in serie C

È con tutta probabilità sfumato il possibile ripescaggio in serie C del Ravenna Fc. Per il ritorno dei giallorossi nel calcio professionistico, come noto, bastava la bocciatura di una delle 57 domande di iscrizione arrivate da tutta Italia (oltre a quella della Spal, già annunciata, e che ha aperto le porte all’Inter Under 23). Bocciatura che però non pare essere arrivata.

La Covisoc, la Commissione di vigilanza sulle società di calcio professioniste, infatti, non ha comunicato ufficialmente gli esiti, informando privatamente i vari club. Che a loro volta hanno comunicato sui social o alla stampa la regolarità della loro iscrizione. È successo per tutti quelli considerati più a rischio, dal Cosenza alla Triestina, dall’Ascoli al Rimini. Non tutti hanno comunicato l’avvenuta iscrizione, ma a questo punto è davvero molto difficile credere che ci possano essere delle esclusioni a sorpresa. La conferma definitiva ci sarà comunque il 19 giugno quando è fissata la riunione del consiglio federale.

Saranno quindi solo tre i posti lasciati vacanti. Uno è quello della Lucchese, fallita ancor prima delle iscrizioni, sostituita – come da regolamento – dalla prima della graduatoria tra le retrocesse della serie C, la Pro Patria. Un altro è quello della Spal, che ha presentato una domanda di iscrizione palesemente incompleta, annunciando contestualmente di voler ripartire dai dilettanti: il suo posto, come detto, sarà preso dall’Inter Under 23, prima nella graduatoria dei ripescaggi, davanti al Ravenna. Un ultimo posto da riempire sarà quello del Brescia, storica società che è praticamente fallita ma che può contare in teoria su una deroga fino al 24 giugno: se entro quel limite dovesse comunque presentare una domanda di iscrizione alla serie C, il Ravenna allora verrebbe ripescato al suo posto, ma si tratta di un’ipotesi davvero remota.

Un’altra possibilità potrebbe arrivare dall’esito dei play-out di serie B tra Sampdoria e Salernitana: in caso di retrocessione, i campani potrebbero fare ricorso, sperando in una serie B a 21 squadre (visto il caos che si è creato a fine campionato, con la retrocessione sul campo della Sampdoria, poi “salvata” dal caso Brescia), liberando un altro posto in serie C…

Laura Pausini al fianco di Robbie Williams nel primo inno della Fifa

Laura Pausini canterà il primo inno ufficiale di Fifa, “Desire”, che sarà presentato in anteprima all’opening dei Mondiali di calcio per club (in programma nella notte tra oggi e domani a Miami). La cantante di Solarolo è stata invitata a duettare da Robbie Williams, ambasciatore ufficiale di Fifa per la musica.

Scritto dallo stesso Williams, prodotto da Karl Brazil e Owen Parker e mixato a Richard Flack, “Desire” accompagnerà i giocatori al loro ingresso in campo in tutti i tornei e le partite di Fifa in tutto il mondo, compresa la Coppa del Mondo Fifa 2026 e oltre.

Le due superstar internazionali eseguiranno il brano in duetto in occasione della finale della Coppa del Mondo per Club, il prossimo 13 luglio al Metlife Stadium di New Jersey.

Il brano sarà accompagnato da un videoclip inedito che verrà proiettato sugli schermi dell’Hard Rock Stadium di Miami e sarà prossimamente disponibile sulle piattaforme digitali.

Parlando del nuovo brano, Robbie Williams ha dichiarato: «Sono cresciuto guardando i walk-out, gli inni, la tensione, quindi scrivere e registrare l’inno ufficiale della Fifa è un vero privilegio. Volevo creare qualcosa che catturasse tutto questo: la passione, i nervi, l’orgoglio e la maestosità di quella sensazione che si prova appena prima del calcio d’inizio. Il calcio e la musica hanno sempre significato il mondo per me, e unirli su questo tipo di palcoscenico mi fa venire la pelle d’oca. So che nei prossimi anni eseguirò questa canzone in alcuni dei miei tornei preferiti, e questo mi riempie di entusiasmo. È un vero onore per me che Laura Pausini abbia accettato il mio invito a interpretare con me questa canzone: è un’artista incredibile con una voce perfetta».

A fare da eco alle sue parole il commento di Laura Pasini: «È un onore per me unire la mia voce a quella di una star icona del pop come Robbie Williams. La canzone che ha scritto è straordinaria, davvero toccante. È stato facile e naturale per me adattare la strofa in spagnolo dopo aver ascoltato l’intero testo e la musica. È un sogno essere al suo fianco alla Fifa World Cup per Club. Fin da bambina ricordo l’emozione intorno alle partite e ai campionati. L’Italia è un simbolo del calcio, qui abbiamo dei club leggendari, e io sono entusiasta di rappresentare le squadre italiane in questa Coppa del Mondo per Club. Immagino tutto il Paese unito intorno alle nostre bandiere, niente è paragonabile ai momenti che precedono gli ultimi secondi di una partita. È proprio come un palcoscenico, la stessa emozione».

Ecco la nuova giunta del Comune di Ravenna: Fusignani torna vicesindaco, Mazzoni (Ausl) entra dopo la pensione

Il sindaco Alessandro Barattoni ha annunciato, 19 giorni dopo la vittoria alle ultime amministrative, la sua squadra di governo. La nuova giunta del Comune di Ravenna è composta ancora una volta da nove persone, cinque donne (per la prima volta in maggioranza) e quattro uomini.

La sorpresa più grande (tra le pochissime) è quella già annunciata: la 20enne studentessa Hiba Alif (di Europa Verde, candidata con la lista Avs, con cui ha preso 51 preferenze) a Politiche Giovanili, Futuro Sostenibile, Politiche abitative e Pace.

Altra sorpresa, ma nel segno della continuità, è il ritorno di Eugenio Fusignani del Pri come vicesindaco (e la delega, tra le altre, alla Sicurezza), dopo che era stato esautorato nella passata legislatura per far posto al Pd Fabio Sbaraglia, diventato sindaco facente funzioni per qualche mese e ora riconfermato in giunta come assessore, con deleghe più pesanti (oltre alla Cultura anche il Turismo, Commercio e Sviluppo economico, tra le altre).

L’altra conferma rispetto alla giunta uscente è Federica Moschini (sempre Pd, con deleghe a Lavoro, Rifiuti e Protezione civile), mentre lo è quasi Massimo Cameliani, assessore già per due mandati e nell’ultimo presidente del consiglio comunale (torna prendendosi le pesanti deleghe a Urbanistica, Lavori pubblici e Mobilità).

Una vera novità è Roberta Mazzoni assessora alla Sanità: direttrice del distretto sanitario di Ravenna dell’Ausl Romagna, entrerà però in carica solo dal 1° gennaio 2026, quando andrà in pensione.

Come previsto, entra in giunta anche Francesca Impellizzeri (sempre Pd), consigliera comunale uscente, forte di quasi 500 preferenze alle ultime Amministrative (proviene dall’area ex Coraggiosa): a lei andranno tra le altre le deleghe a Scuola e Bilancio.

A completare la squadra, Giancarlo Schiano del Movimento 5 Stelle (che dà il cambio a Igor Gallonetto, superato come preferenze, con deleghe a Verde Pubblico, Legalità, Centro storico e Partecipazione) e la new entry Barbara Monti, la più votata della lista Progetto Ravenna, che si occuperà di Agricoltura, Aree naturali e Cooperazione internazionale.

Da segnalare infine che il sindaco Barattoni ha tenuto per sé le deleghe al Porto e allo Sport.

Ecco tutti gli assessori e le deleghe.

Alessandro Barattoni
Sindaco con deleghe a Porto, P.N.R.R., Grandi Infrastrutture e Sport, nonché fino al 31 dicembre 2025 Politiche per la Salute, Politiche Sociali, Associazionismo, Volontariato, Terzo settore e Politiche per le Famiglie.

Eugenio Fusignani
Vicesindaco con deleghe a Ordine Pubblico e Sicurezza, Polizia locale, Affari generali, Affari istituzionali, Servizi demografici, Romagna.

Hiba Alif
Assessora con deleghe a Politiche giovanili, Agenda 2030 (futuro sostenibile), Politiche abitative, Pace. 

Massimo Cameliani
Assessore con deleghe a Lavori pubblici, Mobilità e Viabilità, Patrimonio, Urbanistica, Edilizia privata, Rigenerazione urbana, Società Partecipate. 

Francesca Impellizzeri
Assessora con deleghe a Politiche e cultura di genere, Scuola e Infanzia, Bilancio, Diritti degli Animali.

Roberta Mazzoni
Assessora a decorrere dall’1 gennaio 2026, con deleghe a Politiche per la Salute, Politiche Sociali, Associazionismo, Volontariato, Terzo settore, Politiche per le Famiglie.

Barbara Monti
Assessora con deleghe a Aree Naturali, Parco del Delta del Po, Politiche europee e Cooperazione internazionale, Agricoltura e Agroalimentare.

Federica Moschini
Assessora con deleghe a Lavoro, Decentramento, Personale, Protezione Civile, Subsidenza e Servizi geologici, Rifiuti, Efficientamento energetico, Autorizzazioni ambientali. 

Fabio Sbaraglia
Assessore con deleghe a Politiche Culturali e Multiculturalità, Turismo, Afam, Università, Mosaico, Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria.

Giancarlo Schiano
Assessore con deleghe a Verde pubblico e riforestazione, Legalità, Partecipazione, Centro Storico, Transizione Digitale.

Accoltellamento di Lido Adriano, un 52enne in carcere per tentato omicidio

Si è costituito nel tardo pomeriggio di ieri, 13 giugno, l’uomo che aveva accoltellato poche ore prima un 23enne a Lido Adriano. Lo riportano i due quotidiani in edicola oggi.

Si tratta del 52enne Leonardo Carovilla, di origini milanesi ma residente da tempo a Lido Adriano, con alcuni precedenti per droga – scrive il Carlino Ravenna. L’uomo è accusato di tentato omicidio ed è stato portato in carcere in attesa dell’udienza davanti al giudice. Nel corso del primo interrogatorio si sarebbe dimostrato collaborativo, consegnando anche il coltello a scatto utilizzato durante la lita, che sarebbe degenerata – ha detto – per questioni familiari.

Il 23enne ferito, di origini macedoni e sempre residente nella località rivierasca, non sarebbe in pericolo di vita, ma avrebbe riportato – scrive sempre il Carlino – una perforazione del polmone e la rottura dell’osso iliaco. Sarebbe intervenuto per difendere la sua fidanzata, una 19enne, da alcune frasi pronunciate dal 53enne.

Il bar Cristallo, dove è iniziato il litigio, sfociato in un primo momento in una piccola zuffa e poi terminato con l’accoltellamento all’esterno, è stato sequestrato.

Una studentessa di 20 anni nella nuova giunta del sindaco Barattoni

Una studentessa di 20 anni, attivista sociale e culturale (come era definita dalla lista Avs-Alleanza Verdi Sinistra, con cui era candidata alle ultime Amministrative), è la grande novità della nuova giunta del Comune di Ravenna, che sarà annunciata a breve dal sindaco Alessandro Barattoni.

Ad anticipare la nomina è il gruppo Ambiente e Territorio e Europa Verde in una nota inviata alla stampa in cui «esprime grande soddisfazione per la nomina di Hiba Alif ad assessora alle Politiche giovanili, al Futuro sostenibile, all’Agenda 2030 e alle Politiche abitative».

«Abbiamo contribuito in modo sostanziale alla stesura del programma amministrativo su questi temi, e dopo l’elezione di Nicola Staloni come consigliere Avs, oggi possiamo completare il nostro contributo con una figura giovane ma già competente e con esperienze concrete nei settori assegnati».

Hiba Alif aveva ottenuto 51 preferenze personali, risultando la 12esima più votata della lista.

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