giovedì
07 Maggio 2026

«Otto discariche abusive di fanghi» Dieci manager verso il processo

Chiuse le indagini sulle casse di colmata per i dragaggi dal 2008 Il pm chiederà il giudizio per i vertici di Autorità portuale, Cmc e Sapir

Dovevano essere depositi solo temporanei, per fanghi dragati dal Candiano e considerati rifiuti non pericolosi e destinati a un successivo riutilizzo, da svuotare in tempi precisi: questo dicevano le autorizzazioni per otto casse di colmata in area portuale a Ravenna ma così non è stato con le autorizzazioni scadute e non rinnovate: per la procura quelli che dovevano essere depositi hanno quindi preso il nome di discariche abusive e dopo un anno di indagini intende portare a processo dieci persone, manager pubblici e privati ai vertici di Sapir, Cmc e Autorità portuale.

I nomi dei dirigenti coinvolti sono quelli di Galliano Di Marco e Antonio Parrello (gli ultimi due presidenti di Ap); di Matteo Casadio, Giordano Angelini e Roberto Rubboli (attuale presidente di Sapir, il suo predecessore e l’attuale amministratore delegato); di Massimo Matteucci e Dario Foschini (presidente e ex amministratore delegato di Cmc); di Maurizio Fucchi, Alfredo Fioretti e Guido Leoni (ex vicepresidenti della Cmc). A loro, come si legge su Corriere Romagna e Resto del Carlino in edicola oggi 31 marzo, è stato notificato l’avviso di fine indagini che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm (indagini condotte dal sostituto procuratore Marilù Gattelli). Proprio un anno fa i dieci ricevettere l’avviso di garanzia che li informò di essere sotto indagine.

Il fascicolo della procura è su presunte irregolarita autorizzative per otto casse di colmata (in buona sostanza vasche di contenimento costituite artificialmente realizzando arginature alte diversi metri sul piano campagna) contenenti fanghi dragati principalmente dai fondali del porto canale di Ravenna. Le scadenze più recenti risalgono alla fine del 2012 ma altre sono precdenti. In totale si tratta di circa tre milioni di metri cubi di materiale (volume equivalente circa a 30mila Tir) conferito nelle casse in momenti diversi nel corso del tempo.

Il procedimento riguarda Ap, Cmc e Sapir perché coinvolte, con profili diversi: da una parte la stazione appaltante e dall’altra gli appaltatori. Ap è l’ente porto e in quanto tale istituzione pubblica incaricata di disporre i dragaggi. Secondo quanto si apprende è direttamente responsabile per una frazione dell’intero volume. Sapir è il più grande terminalista dello scalo ravennate con la gestione di 500mila metri quadrati e 1.600 metri di banchine attrezzate con 14 gru: il controllo della società è a maggioranza pubblica e in passato ha avuto ruoli in gare per l’assegnazione dei lavori di manutenzione nel canale fino alla gestione dei fanghi di risulta considerati rifiuti non pericolosi utilizzabili in edilizia come materiale di riempimento dopo un necessario periodo di permanenza nelle casse. Da Ap riceve un canone di affitto perché ospita alcune delle casse sui suoi terreni. Cmc è la cooperativa edile di via Trieste con un miliardo di fatturato. Anche la coop come Sapir ha partecipato a gare in passato in questo ambito.

Un anno fa gli uomini della guardia forestale hanno perquisito le sedi delle tre società coinvolte sequestrando una grande mole di documentazione. Il riferimento normativo complessivo è il testo unico 152/2006 che richiama sostanzialmente tutta le precedenti disposizioni. Agli indagati vengono contestati due reati ambientali in concorso: smaltimento di rifiuti in mancanza di autorizzazione e creazione di discarica non autorizzata.

Dopo anni di ritardi, il Comune ottiene il terreno per la scuola di Lido Adriano

Firmato l’accordo, il cantiere per il primo stralcio entro l’anno?

Promesso a più riprese da oltre un decennio, la sua realizzazione era stata annunciata come «imminente» dall’Amministrazione comunale di Ravenna già a inizio 2006, quando si era approdati alla conclusione della fase di progettazione preliminare, ed era stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche approvato l’ottobre di quello stesso anno. Dieci anni dopo, però, il polo scolastico di Lido Adriano (costituito da asilo nido, scuola materna, elementare, media e palestra) è ancora solo sulla carta.

Martedì mattina però una nuova puntata – fondamentale – della telenovela,  quasi due anni dopo l’approvazione del progetto preliminare rivisto: davanti al notaio Stefania Palmieri è avvenuta la stipula del Co 14 (Lido Adriano Nord-Sud) tra Amministrazione comunale di Ravenna e Bisanzio Beach che, fra le altre cose, prevede la cessione a titolo gratuito del terreno sul quale sorgerà il nuovo polo scolastico di Lido Adriano. Tale cessione è avvenuta ai sensi dell’articolo 18 della legge regionale 20/2000 che prevede il conseguimento di rilevanti interessi pubblici a fronte di lottizzazioni da parte di privati.

L’area acquisita dal Comune gratuitamente è di 75mila metri quadrati e sarà utilizzata per tutto il polo scolastico, di cui un primo stralcio sarà di 9.300.

«Siamo soddisfatti di questo risultato – affermano gli assessori ai Lavori Pubblici Roberto Fagnani e all’Urbanistica Libero Asioli – che consentirà di avviare un’opera fondamentale per la comunità di Lido Adriano. L’accordo realizzato con Bisanzio Beach è il frutto di un dialogo e di un lavoro di squadra che ha fatto prevalere gli interessi e il bene comune e, per questo, esprimiamo un apprezzamento per la disponibilità della signora Anna Chiericati e dei suoi collaboratori».

Il progetto per la realizzazione del polo scolastico è stato redatto dai tecnici dell’Area Infrastrutture Civili del Comune e prevede, per quanto riguarda il primo stralcio, la costruzione di una nuova scuola elementare per 10 classi (due corsi) ed una palestra tutte al piano terra. L’importo complessivo dell’intervento è di 3.500.000 euro.
L’area su cui sorgerà il complesso è circa 9.300 metri quadrati con accesso da via Tono Zancanaro. L’area coperta dall’edificio è di 2.340 metri quadrati.
La realizzazione del complesso prevede la costruzione di due corpi di fabbrica a pianta rettangolare, una scuola primaria a due corsi con 10 aule di lezione più 2 aule speciali con annessa palestra, uniti da un corpo di collegamento anch’esso rettangolare che unisce le strutture e ne permette l’utilizzo indipendente. E’ previsto inoltre un parcheggio per 40 auto. Gli edifici saranno in cemento armato con copertura in legno e sulla palestra è previsto un impianto fotovoltaico. Il riscaldamento sarà a pannelli radianti a pavimento, alimentati da pompe di calore, al fine di massimizzare il comfort degli occupanti ed il risparmio energetico.
La palestra non sarà strutturata come una semplice aula di attività motoria ma avrà dimensioni sufficienti per essere utilizzata anche per allenamenti di squadre locali in orario extrascolastico in quanto contiene un campo da basket regolamentare. Una piccola tribuna da 98 posti permetterà di assistere alle attività ai genitori o ad altri studenti.

«L’intervento – assicurano dal Comune – potrà essere finanziato contestualmente all’approvazione dell’assestamento di bilancio, mediante l’applicazione dell’avanzo di esercizio. Il progetto seguirà poi l’iter amministrativo per l’affidamento dei lavori». Entro l’anno, quindi, potrebbe partire uno dei cantieri più attesi del nostro territorio.

Dopo anni di ritardi, il Comune ottiene il terreno per la scuola di Lido Adriano

Firmato l’accordo, il cantiere per il primo stralcio entro l’anno?

Promesso a più riprese da oltre un decennio, la sua realizzazione era stata annunciata come «imminente» dall’Amministrazione comunale di Ravenna già a inizio 2006, quando si era approdati alla conclusione della fase di progettazione preliminare, ed era stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche approvato l’ottobre di quello stesso anno. Dieci anni dopo, però, il polo scolastico di Lido Adriano (costituito da asilo nido, scuola materna, elementare, media e palestra) è ancora solo sulla carta.

Martedì mattina però una nuova puntata – fondamentale – della telenovela,  quasi due anni dopo l’approvazione del progetto preliminare rivisto: davanti al notaio Stefania Palmieri è avvenuta la stipula del Co 14 (Lido Adriano Nord-Sud) tra Amministrazione comunale di Ravenna e Bisanzio Beach che, fra le altre cose, prevede la cessione a titolo gratuito del terreno sul quale sorgerà il nuovo polo scolastico di Lido Adriano. Tale cessione è avvenuta ai sensi dell’articolo 18 della legge regionale 20/2000 che prevede il conseguimento di rilevanti interessi pubblici a fronte di lottizzazioni da parte di privati.

L’area acquisita dal Comune gratuitamente è di 75mila metri quadrati e sarà utilizzata per tutto il polo scolastico, di cui un primo stralcio sarà di 9.300.

«Siamo soddisfatti di questo risultato – affermano gli assessori ai Lavori Pubblici Roberto Fagnani e all’Urbanistica Libero Asioli – che consentirà di avviare un’opera fondamentale per la comunità di Lido Adriano. L’accordo realizzato con Bisanzio Beach è il frutto di un dialogo e di un lavoro di squadra che ha fatto prevalere gli interessi e il bene comune e, per questo, esprimiamo un apprezzamento per la disponibilità della signora Anna Chiericati e dei suoi collaboratori».

Il progetto per la realizzazione del polo scolastico è stato redatto dai tecnici dell’Area Infrastrutture Civili del Comune e prevede, per quanto riguarda il primo stralcio, la costruzione di una nuova scuola elementare per 10 classi (due corsi) ed una palestra tutte al piano terra. L’importo complessivo dell’intervento è di 3.500.000 euro.
L’area su cui sorgerà il complesso è circa 9.300 metri quadrati con accesso da via Tono Zancanaro. L’area coperta dall’edificio è di 2.340 metri quadrati.
La realizzazione del complesso prevede la costruzione di due corpi di fabbrica a pianta rettangolare, una scuola primaria a due corsi con 10 aule di lezione più 2 aule speciali con annessa palestra, uniti da un corpo di collegamento anch’esso rettangolare che unisce le strutture e ne permette l’utilizzo indipendente. E’ previsto inoltre un parcheggio per 40 auto. Gli edifici saranno in cemento armato con copertura in legno e sulla palestra è previsto un impianto fotovoltaico. Il riscaldamento sarà a pannelli radianti a pavimento, alimentati da pompe di calore, al fine di massimizzare il comfort degli occupanti ed il risparmio energetico.
La palestra non sarà strutturata come una semplice aula di attività motoria ma avrà dimensioni sufficienti per essere utilizzata anche per allenamenti di squadre locali in orario extrascolastico in quanto contiene un campo da basket regolamentare. Una piccola tribuna da 98 posti permetterà di assistere alle attività ai genitori o ad altri studenti.

«L’intervento – assicurano dal Comune – potrà essere finanziato contestualmente all’approvazione dell’assestamento di bilancio, mediante l’applicazione dell’avanzo di esercizio. Il progetto seguirà poi l’iter amministrativo per l’affidamento dei lavori». Entro l’anno, quindi, potrebbe partire uno dei cantieri più attesi del nostro territorio.

Dopo anni di ritardi, il Comune ottiene il terreno per la scuola di Lido Adriano

Firmato l’accordo, il cantiere per il primo stralcio entro l’anno?

Promesso a più riprese da oltre un decennio, la sua realizzazione era stata annunciata come «imminente» dall’Amministrazione comunale di Ravenna già a inizio 2006, quando si era approdati alla conclusione della fase di progettazione preliminare, ed era stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche approvato l’ottobre di quello stesso anno. Dieci anni dopo, però, il polo scolastico di Lido Adriano (costituito da asilo nido, scuola materna, elementare, media e palestra) è ancora solo sulla carta.

Martedì mattina però una nuova puntata – fondamentale – della telenovela,  quasi due anni dopo l’approvazione del progetto preliminare rivisto: davanti al notaio Stefania Palmieri è avvenuta la stipula del Co 14 (Lido Adriano Nord-Sud) tra Amministrazione comunale di Ravenna e Bisanzio Beach che, fra le altre cose, prevede la cessione a titolo gratuito del terreno sul quale sorgerà il nuovo polo scolastico di Lido Adriano. Tale cessione è avvenuta ai sensi dell’articolo 18 della legge regionale 20/2000 che prevede il conseguimento di rilevanti interessi pubblici a fronte di lottizzazioni da parte di privati.

L’area acquisita dal Comune gratuitamente è di 75mila metri quadrati e sarà utilizzata per tutto il polo scolastico, di cui un primo stralcio sarà di 9.300.

«Siamo soddisfatti di questo risultato – affermano gli assessori ai Lavori Pubblici Roberto Fagnani e all’Urbanistica Libero Asioli – che consentirà di avviare un’opera fondamentale per la comunità di Lido Adriano. L’accordo realizzato con Bisanzio Beach è il frutto di un dialogo e di un lavoro di squadra che ha fatto prevalere gli interessi e il bene comune e, per questo, esprimiamo un apprezzamento per la disponibilità della signora Anna Chiericati e dei suoi collaboratori».

Il progetto per la realizzazione del polo scolastico è stato redatto dai tecnici dell’Area Infrastrutture Civili del Comune e prevede, per quanto riguarda il primo stralcio, la costruzione di una nuova scuola elementare per 10 classi (due corsi) ed una palestra tutte al piano terra. L’importo complessivo dell’intervento è di 3.500.000 euro.
L’area su cui sorgerà il complesso è circa 9.300 metri quadrati con accesso da via Tono Zancanaro. L’area coperta dall’edificio è di 2.340 metri quadrati.
La realizzazione del complesso prevede la costruzione di due corpi di fabbrica a pianta rettangolare, una scuola primaria a due corsi con 10 aule di lezione più 2 aule speciali con annessa palestra, uniti da un corpo di collegamento anch’esso rettangolare che unisce le strutture e ne permette l’utilizzo indipendente. E’ previsto inoltre un parcheggio per 40 auto. Gli edifici saranno in cemento armato con copertura in legno e sulla palestra è previsto un impianto fotovoltaico. Il riscaldamento sarà a pannelli radianti a pavimento, alimentati da pompe di calore, al fine di massimizzare il comfort degli occupanti ed il risparmio energetico.
La palestra non sarà strutturata come una semplice aula di attività motoria ma avrà dimensioni sufficienti per essere utilizzata anche per allenamenti di squadre locali in orario extrascolastico in quanto contiene un campo da basket regolamentare. Una piccola tribuna da 98 posti permetterà di assistere alle attività ai genitori o ad altri studenti.

«L’intervento – assicurano dal Comune – potrà essere finanziato contestualmente all’approvazione dell’assestamento di bilancio, mediante l’applicazione dell’avanzo di esercizio. Il progetto seguirà poi l’iter amministrativo per l’affidamento dei lavori». Entro l’anno, quindi, potrebbe partire uno dei cantieri più attesi del nostro territorio.

Cosparge di polvere da sparo la casa del vicino e minaccia di farla esplodere

Fermato dai carabinieri con l’accendino in mano. Non aveva mai
mandato giù la vendita del terreno da parte dei suoi genitori

Dopo l’ennesimo litigio con il vicino di casa, è andato sotto la sua abitazione minacciando di far esplodere un recipiente contenente mezzo chilo di polvere da sparo. Un 44enne di Riolo Terme è stato così arrestato e su decisione del tribunale si trova ora agli arresti domiciliari.

Per comprendere le ragioni del gesto bisogna fare un passo indietro a circa due anni fa, quando un 48enne di Riolo Terme ha acquistato un vigneto dai suoi vicini di casa, pagando regolarmente l’intera cifra pattuita. Evidentemente il figlio dei vecchi proprietari – ossia l’arrestato, oggi 44enne – non aveva mai accettato di buon grado i termini di quella cessione ritenendo la cifra pagata dall’acquirente troppo bassa, rinfacciando più volte al vicino di casa il suo disappunto nei tempi seguenti.

Probabilmente, nonostante il tempo trascorso, il 44enne non si è mai rassegnato a considerare conclusa la vicenda e il rancore nei confronti del vicino ha toccato l’apice qualche settimana fa: dopo l’ennesima scaramuccia verbale, il 44enne, completamente fuori di sé, è andato nella sua cantina e ha prelevato un recipiente contenente circa mezzo chilo di polvere da sparo destinata a ricaricare le cartucce del fucile da caccia. A quel punto è tornato dal vicino e dopo aver cosparso di polvere da sparo vari punti dell’abitazione, compresa la porta di ingresso, con un accendino in mano ha minacciato di dare fuoco al recipiente e di far «saltare tutti in aria» se non gli avesse consegnato subito almeno 30mila euro. Quella cifra, secondo lui, gli spettava di diritto per il vigneto venduto dai suoi familiari due anni prima a un prezzo stracciato.

Spaventato dalla determinazione e dalle minacce del 44enne («manda tua moglie a prendere i soldi e tu resta qui, se chiami qualcuno facciamo il botto!», avrebbe detto), il vicino di casa era riuscito ad avvisare i carabinieri che sono riusciti a bloccare il 44enne levandogli di mano sia l’accendino sia il recipiente con la polvere da sparo, scongiurando un serio pericolo di esplosione visto che sarebbe bastata probabilmente una piccola scintilla per provocare la reazione della polvere nera che è sensibilissima alla fiamma.

Ricoverato in ospedale in stato confusionale, il 44enne al termine delle cure è stato arrestato con l’accusa di “tentata estorsione aggravata” e “detenzione illecita di materiale esplodente”, dopodichè il gip del tribunale ha accolto la proposta del pubblico ministero e ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare applicando gli arresti domiciliari.

Lo fermano fuori dalla chiesa e in poche settimane gli scuciono quasi 60mila euro

Anziano convinto da spese sanitarie del tutto inventate. E nel forese
una ultranovantenne viene derubata da due finti addetti del gas…

Aveva conosciuto quella donna davanti alla sua chiesa e in poche settimane le aveva regalato circa 30mila euro per far fronte a spese sanitarie del tutto inventate. La truffatrice ha quindi coinvolto un’amica che, con lo stesso metodo, è riuscita a farsi consegnare altri 25mila euro circa con l’aiuto di altri due complici. Vittima del raggiro un anziano che sapeva a malapena i nomi dei suoi truffatori che nonostante questo sono riusciti però a fargli credere di aver instaurato un sincero rapporto di amicizia.

Le indagini dei carabinieri di Lido Adriano sono partite dai sospetti dei familiari dell’anziano, che notando gravi ammanchi sul conto corrente hanno iniziato a farsi le giuste domande. Grazie a un assegno in bianco riscosso in un istituto di credito è arrivata la svolta e i carabinieri sono riusciti a identificare i quattro responsabili della truffa, due donne romene e due cittadini italiani, tutti residenti a Lido Adriano. Sono stati denunciati con l’accusa di truffa e circonvenzione di incapace.

Un’altra truffa è avvenuta mercoledì, 30 marzo, nel forese: una signora ultranovantenne è stata abbindolata da due uomini che si sono presentati come addetti del gas. Hanno recitato il solito copione del controllo del contatore e si sono fatti aprire la porta di casa. Una volta dentro, mentre uno fingeva di effettuare il controllo, l’altro frugava nei mobili e nei cassetti della abitazione portando via qualche centinaio di euro in contanti e qualche monile in oro. Purtroppo, solo dopo che i due si sono allontanati la donna si è resa conto che si trattava di malviventi ed ha chiamato i carabinieri della stazione di Campiano.

Primo confronto pubblico tra i candidati a sindaco. E spunta anche il nome di Neri

Organizzano le associazioni cattoliche del territorio, al cinema Corso  

Venerdì 1 aprile si tiene al cinema Corso, in via di Roma a Ravenna (dalle 20.45) il primo confronto all’americana tra i candidati sindaco di Ravenna organizzato da diverse associazioni cattoliche del territorio (Agesci gruppi di Ravenna, Azione cattolica italiana, Masci Comunità La Traccia) e moderato da Giulio Donati de Il risveglio 2000 con la seguente, dichiarata motivazione: «Per essere non “cristiani da sagrestia” ma cittadini con la passione per il mondo e per la loro città».

Saranno presenti i quattro candidati sindaci ormai noti ossia Michele De Pascale (Pd, Pri, Ixc, Ama Ravenna, La sinistra per Ravenna e si attende la conferma di Ravviva Ravenna), Massimiliano Alberghini (Lista per Ravenna e Lega Nord), Raffaella Sutter (Ravenna in Comune) e Maurizio Bucci (La Pigna) a cui si è aggiunto all’ultimo Gian Battista Neri (lista “Fiducia al Nuovo”). Neri aveva annunciato alla stampa l’intenzione di candidarsi a luglio scorso per poi scomparire dalla scena pubblica e ritornare in questi giorni visibile attraverso alcuni manifesti in città.

Mancherà invece Michela Guerra, inizialmente annunciata, dopo che la sua lista non ha ottenuto la certificazione del Movimento 5 Stelle.

Il dibattito sarà gestito con le regole ferree del confronto appunto all’americana, con un tempo identico a disposizione dei candidati che dovranno rispondere sui diversi temi che riguardano lo sviluppo della città e che potranno replicare agli avversari solo tre volte nell’arco della serata.

Caso Terremerse: assolta la cooperativa

La vicenda riguardava un finanziamento di un milione di euro
da parte della Regione. Attesa in giugno la sentenza per Vasco Errani

Non ci sono responsabilità amministrative della cooperativa agricola Terremerse di Bagnacavallo e della Cantina dei Colli Romagnoli nella vicenda del finanziamento da un milione di euro concesso dalla Regione Emilia-Romagna per la realizzazione di uno stabilimento vinicolo a Imola. Lo ha deciso il tribunale di Bologna – citiamo qui un’agenzia dell’Ansa – nel processo per la responsabilità amministrativa degli enti, nella persona dei legali rappresentanti, in relazione alla presunta truffa che portò anche al processo dei vertici di Terremerse: tra questi, Giovanni Errani, fratello dell’ex governatore dell’Emilia-Romagna.

Vasco Errani, per una condanna in appello in un altro filone, diede le dimissioni da presidente della Regione, l’8 luglio 2014. Dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, per lui è fissato un nuovo giudizio di secondo grado, a giugno. Il processo alle società – Cantina Colli Romagnoli, assistita dall’avvocato Lorenzo Valgimigli, e Terremerse, avvocato Gaetano Forte e Filippo Sgubbi – era uno stralcio di quello a Giovanni Errani e altri dirigenti.

Qui sotto tra gli allegati i comunicati stampa di Terremerse e di Legacoop Romagna che sottolineano – oltre che «il fatto non sussiste», secondo il tribunale – i tempi troppo lunghi del processo.

Caso Terremerse: assolta la cooperativa

La vicenda riguardava un finanziamento di un milione di euro da parte della Regione. Attesa in giugno la sentenza per Vasco Errani

Non ci sono responsabilità amministrative della cooperativa agricola Terremerse di Bagnacavallo e della Cantina dei Colli Romagnoli nella vicenda del finanziamento da un milione di euro concesso dalla Regione Emilia-Romagna per la realizzazione di uno stabilimento vinicolo a Imola. Lo ha deciso il tribunale di Bologna – citiamo qui un’agenzia dell’Ansa – nel processo per la responsabilità amministrativa degli enti, nella persona dei legali rappresentanti, in relazione alla presunta truffa che portò anche al processo dei vertici di Terremerse: tra questi, Giovanni Errani, fratello dell’ex governatore dell’Emilia-Romagna.

Vasco Errani, per una condanna in appello in un altro filone, diede le dimissioni da presidente della Regione, l’8 luglio 2014. Dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, per lui è fissato un nuovo giudizio di secondo grado, a giugno. Il processo alle società – Cantina Colli Romagnoli, assistita dall’avvocato Lorenzo Valgimigli, e Terremerse, avvocato Gaetano Forte e Filippo Sgubbi – era uno stralcio di quello a Giovanni Errani e altri dirigenti.

Qui sotto tra gli allegati i comunicati stampa di Terremerse e di Legacoop Romagna che sottolineano – oltre che «il fatto non sussiste», secondo il tribunale – i tempi troppo lunghi del processo.

Pronti per staccare la cassaforte del supermarket ma passa la pattuglia

I carabinieri trovano un’auto rubata in moto a fari spenti in piena notte davanti all’ingresso: si avvicinano e fuggono tre uomini a piedi

In sosta davanti all’ingresso di un supermercato con il motore acceso e i fari spenti alle 2 di notte: quella Fiat Marea nei pressi della Coop Reno in via Gramsci a Bagnara di Romagna ha attirato facilmente l’attenzione di una pattuglia di carabinieri in perlustrazione nella notte tra lunedì e martedì e quando i militari si sono avvicinati tre uomini vestiti di scuro sono fuggiti a piedi lasciado la vettura. Che poi si è scoperto essere pronta per un colpo: i tre avevano manomesso la porta d’ingresso ed erano riusciti ad introdursi nell’esercizio commerciale per agganciare la cassaforte con alcune funi al gancio di traino dell’auto.

I malviventi si sono dileguati nelle campagne, i carabinieri per alcune ore hanno continuato le ricerche nella zona di Bagnara con altri equipaggi dell’Arma. Gli accertamenti successivi sulla Marea hanno consentito di appurare che era stata rubata poche ore prima a Castel Bolognese. Sul posto sono intervenuti anche gli uomini del nucleo operativo della compagnia di Faenza, specializzati nei rilievi tecnici, che hanno cercato sia all’interno del supermercato che sull’auto eventuali tracce lasciate dalla banda.

Greenpeace sale sulla Agostino B Striscioni anti trivelle sulla piattaforma

Gli attivisti della Ong ambientalista in azione al largo di Marina
«È una delle più inquinanti tra quelle di cui abbiamo avuto i dati»

Un gruppo di attivisti di Greenpeace stamani, 30 marzo, ha abbordato la piattaforma Agostino B, al largo di Marina di Ravenna, per manifestare la propria posizione in vista del referendum cosiddetto No Triv del prossimo 17: sulla piattaforma sono stati affissi 250 metri quadrati di striscioni dove si legge “Stop trivelle” e “17 aprile vota Sì”. E nel frattempo l’Ong ambientalista annuncia anche di aver presentato in trenta procure della Repubblica un esposto contro le «trivelle fuorilegge»: «Nel nostro ultimo rapporto abbiamo reso pubblici per la prima volta i piani di monitoraggio di 34 impianti di proprietà di Eni, svelando che in tre casi su quattro questi impianti non operano nel rispetto degli standard di qualità ambientale stabiliti dal ministero dell’Ambiente». La Agostino B, dice Greenpeace, sarebbe tra quelle più inquinanti.

Facendo istanza pubblica di accesso agli atti, gli attivisti avevano infatti dal ministero dell’Ambiente i piani di monitoraggio di 34 piattaforme ma secondo il censimento del Mise stesso gli impianti operanti nei mari italiani sono 135: «Cosa ne è delle oltre 100 piattaforme e strutture assimilabili mancanti?».

Greenpeace sostiene che dall’analisi dei dati emerge che nell’area marina intorno alle piattaforme sono presenti inquinanti in concentrazioni che spesso eccedono i valori limiti previsti dalle norme. E citano il caso Agostino B: «In funzione da 45 anni, oggi produce circa un quindicesimo di quanto produceva nel 1980, eppure le concentrazioni di metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici registrate nei sedimenti che la circondato hanno superato i valori degli Standard di Qualità Ambientale (identificati dal DM 56/2009) per ben 11 inquinanti nel 2011 e per 12 inquinanti sia nel 2012 che nel 2013».

Interrogava la compagna sui presunti tradimenti con il coltello alla gola

La donna ha subìto per mesi poi è andata dai carabinieri. Che hanno
arrestato il fidanzato 35enne mentre la speronava in strada 

Così geloso e convinto che lei lo tradisse da arrivare a svegliarla di soprassalto nel cuore della notte per accusarla di tradimenti inesistenti. Oppure la interrogava mettendole un coltello alla gola e la frustrazione per le ricerche dell’infedeltà senza esito sfociava in violenze fisiche e psicologiche: i carabinieri della compagnia di Faenza la vigilia di Pasqua hanno arrestato un 35enne faentino ritenuto responsabile di una serie di gravi maltrattamenti nei confronti della compagna che per mesi ha sofferto in silenzio senza mai rivolgersi alle forze dell’ordine fino a quando non ha potuto più sopportare oltre e si è rivolta ai militari.

Il compagno negli ultimi tempi era arrivato al punto di sequestrare il telefonino e le chiavi di casa della donna al suo rientro dal lavoro, oltre che a sottoporla a lunghi interrogatori anche sotto la minaccia di una cinta di accappatoio stretta intorno al collo, esplicite minacce di morte («Se non mi dici la verità ti uccido») accompagnate da pugni e schiaffi ma anche da morsi e colpi violenti inferti con qualsiasi oggetto a disposizione comprese bottiglie, libri, addirittura con un appendiabiti di legno. Quando però i carabinieri hanno visto i lividi e gli arrossamenti che la donna aveva sul corpo, non hanno esitato a far intervenire in caserma un’ambulanza che l’ha trasportata in ospedale per accertamenti: i medici hanno diagnosticato alla donna numerose ecchimosi, alcune molto recenti, presenti sulle braccia e sulle gambe nonché alcuni graffi sulla schiena, stabilendo una prognosi di sette giorni. Ai medici ha raccontato che quei segni erano dovuti ai colpi ricevuti insistentemente dal compagno.

All’uscita dall’ospedale i carabinieri hanno scortato l’auto dei familiari che la stavano accompagnando a un posto sicuro e proprio in quel frangente è spuntato il compagno: evidentemente si era nascosto nei paraggi e alla guida della propria auto ha tentato in tutti i modi di speronare quella della convivente per costringerla a fermarsi, nonostante la presenza dei carabinieri. A quel punto i militari lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e violenza privata inoltre gli hanno contestato anche il reato di lesioni personali ed è stato portato in carcere.

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