venerdì
08 Maggio 2026

«Rocca Brancaleone in ottime condizioni: ora sistemeremo anche i giochi»

L’assessore Guerrieri replica alle accuse di Forza Italia

«Oggi la Rocca Brancaleone si presenta in ottime condizioni, pulita e fruibile». Parola di Guido Guerrieri, assessore all’Ambiente del Comune di Ravenna, che replica dopo alcune settimane alle accuse, con tanto di foto, del consigliere territoriale di Forza Italia, Mauro Bertolino (il suo comunicato tra gli allegati in fondo all’articolo).

«L’amministrazione comunale – scrive Guerrieri – ha a cuore questo importante patrimonio storico-culturale e ambientale e se ne sta prendendo cura al pari degli altri parchi e giardini cittadini. Dopo la chiusura invernale il parco è stato pulito da parte di Azimut, che ha provveduto a un’operazione complessiva, comprensiva di interventi sulle alberature. È stata pulita anche la fontana, oggi perfettamente funzionante, e insieme all’assessorato ai Lavori pubblici, al gruppo dell’Amata Brancaleone e al Liceo artistico, prosegue la definizione di un progetto di riqualificazione della stessa fontana. Per quanto riguarda i giochi, sono previsti un importante intervento di manutenzione straordinaria degli stessi e la sostituzione delle altalene con l’approssimarsi della bella stagione, nella quale è tendenzialmente preferibile effettuare lavori di questi tipo».

«Il bar – termina Guerrieri – sta riaprendo e aumentano le persone che stanno tornando a frequentare questo suggestivo parco; cresce anche l’interesse per la celebrazione di cerimonie e altre iniziative».

A Staccone-Mbs i lavori all’incrocio killer Anas: «Rotatoria finita entro il 2016»

Aggiudicata la gara d’appalto del valore di due milioni di euro
In aprile l’apertura cantiere tra l’Adriatica e la Ravegnana

La ditta Staccone di Roma in associazione temporanea di imprese con la Mbs di Roma si è aggiudicata la gara d’appalto per i lavori per la realizzazione della rotatoria in corrispondenza dell’intersezione tra la strada statale 16 Adriatica, la strada statale 67 Tosco Romagnola e via Ravegnana. I lavori, del valore complessivo di circa due milioni di euro, saranno avviati entro aprile e Anas fa sapere che l’ultimazione è prevista entro l’anno. Nel frattempo Anas ha avviato il coordinamento delle attività propedeutiche ai lavori e, in particolare, lo spostamento di cavidotti e tubature interrate relative ai servizi urbani (gas, acque, telecomunicazioni ecc.).

Rapina al concessionario di auto Gli arrestati negano: «Pagato in contanti»

Un venditore ha denunciato minacce con una pistola per costringerlo a firmare il passaggio di proprietà ma l’arma non si trova

Non una rapina a mano armata con sequestro di persona ma una regolare compravendita pagata in contanti scoprendo addirittura in seguito un difetto dell’autovettura acquistata: i tre romeni residenti a Ravenna arrestati dalla polizia stradale, per una presunta rapina ai danni di un concessionario di auto di Rimini, respingono le accuse e forniscono una versione diversa.

Il venditore ha raccontato alla polizia di essere stato contattato dopo un annuncio online per la vendita di una Mercedes S500 del 2006 ma all’incontro sarebbe scattato l’agguato al punto da costringere il riminese a firmare le pratiche al Pra.

I tre accusati (due per la rapina e un terzo per ricettazione perché tentava di vendere la vettura che risultava rubata stando alla versione del concessionario) invece dicono di aver corrisposto il pagamento in contanti senza alcune pressione, completando le pratiche negli ufficio dell’agenzia dove nessuno ricorda armi e da dove il concessionario ha chiamato la sua segretaria senza lanciare allarmi. Tornando a Ravenna la coppia di conviventi che aveva comprato l’auto – presentandosi all’appuntamento in compagnia dei figli a testimonianza delle pacifiche intenzioni – si sarebbero accorti di un guasto al cambio per cui un officina di Bologna aveva presentato un preventivo accettabile. Ecco perché la polizia ha trovato l’auto in quell’officina.

Bussano a casa, apre e si trova una lama alla gola: portati via i gioielli

Rapinata una 73enne costretta ad aprire la cassaforte sotto minaccia
 Non è escluso che si tratti di un tentativo di truffa degenerato

Hanno bussato alla porta di casa e quando ha aperto si è trovata sotto la minaccia di una lama, forse un cutter, puntata alla gola: è il racconto di una 73enne di Russi rapinata a metà pomeriggio di ieri, 8 marzo, quando ha dovuto consegnare i gioielli e i preziosi che teneva in cassaforte. Il bottino è ancora da quantificare: la donna, rimasta sotto choc, proverà oggi a fare un inventario di quanto custodiva.

C’è un dettaglio, nella descrizione dell’uomo data dalla vittima, che apre una pista diversa da quella della rapina: l’aggressore pare indossasse un giubbotto catarifrangente, un abbigliamento fin troppo appariscente per chi ha in mente di fare una rapina e poi dileguarsi. Per questo l’ipotesi al vaglio dei carabinieri è che si possa trattare di qualcosa cominciato come il classico tentativo di truffa a un anziano e poi degenerato in rapina per qualche motivo non ancora chiaro.

La donna non vive sola nella casa non molto distante dalla stazione ferroviaria ma al momento dell’aggressione era sola in casa. Un vicino ha visto un’auto allontanarsi ma non ha saputo fornire elementi utili alle indagini. Le uniche telecamere in zona sono quelle verso la stazione che verranno controllate alla ricerca di possibili indizi.

Il faentino Giuseppe Lama alla guida di uno degli hotel migliori al mondo

Il manager premiato dalla rivista Forbes per il quarto anno
consecutivo con le 5 stelle per il suo resort in California

Il faentino Giuseppe Lama conquista le 5 stelle sulla prestigiosa guida dedicata ai viaggi della rivista americana Forbes. Lama, 63 anni, è infatti amministratore delegato del Resort Pelican Hill, a Newport Beach, in California, che ha ottenuto le 5 stelle (il massimo del punteggio) sia per l’hotel che per la Spa nel corso della cerimonia annuale del Premio che si è svolta in queste settimane.

Forbes Travel Guide ha un team di ispettori esperti che anonimamente valutano le proprietà con oltre 800 criteri individuali, nel tentativo di fornire ai futuri clienti l’intuizione di fare una ottima vacanza per il tempo libero, premiando i migliori alberghi, ristoranti e centri benessere in tutto il mondo.

Il resort di Lama, costruito nel 2007 con uno stile tutto italiano – ispirato all’architetto Andrea Palladio –, inaugurato nel 2008, si trova a Newport Beach, in California, a circa 80 km a sud di Los Angeles e occupa 75 ettari di terreno affacciati sull’Oceano Pacifico. Oltre al top manager faentino ci lavorano alle dipendenze altri 14 manager per i vari settori tra cui i 5 ristoranti e le varie cucine, la Spa – centro benessere, i due campi da Golf, le due piscine e le 128 ville con 2/4 camere da letto e i 204 Bungalow. Complessivamente ci lavorano oltre mille dipendenti.

Pelican Hill Resort è tra i soli 115 hotel e resort in tutto il mondo che ha guadagnato il primato delle 5 stelle Forbes per il quarto anno consecutivo (2013-2014-2015-2016). La Spa al Pelican Hill ha guadagnato invece la settima consecutiva Award Five Star e rimane l’unico centro termale a cinque stelle in California, così come uno dei 47 in tutto il mondo per la top Forbes Travel Guide.

«La nostra priorità – sono le parole di Giuseppe Lama – rimane offrire un servizio cortese, premuroso e personalizzato ai nostri ospiti provenienti da vicino e da lontano. Lo staff appassionato, professionale e dedicato del Pelican Hill e The Spa at Pelican Hill si sforza continuamente di mantenere rigorosi standard di Guida Forbes a cinque stelle, che sono state gold standard del settore dell’ospitalità per oltre 55 anni».

Una delle tante novità che ha introdotto Lama nel Resort è la festa tutta italiana nel mese di ottobre con una rappresentazione delle varie regioni dal punto di vista enogastronomico e sbandieratori e musicisti dell’Emilia Romagna (Faenza, Ferrara) e del Piemonte, un negozio di ceramica faentina all’interno del resort e una promozione in vari centri commerciali e in alcuni complessi residenziali di lusso di proprietà della Irvine Company.

Lama ha la doppia cittadinanza, italiana e statunitense, e mantiene costanti rapporti con la sua città natale.

Il faentino Giuseppe Lama alla guida di uno degli hotel migliori al mondo

Il manager premiato dalla rivista Forbes per il quarto anno
consecutivo con le 5 stelle per il suo resort in California

Il faentino Giuseppe Lama conquista le 5 stelle sulla prestigiosa guida dedicata ai viaggi della rivista americana Forbes. Lama, 63 anni, è infatti amministratore delegato del Resort Pelican Hill, a Newport Beach, in California, che ha ottenuto le 5 stelle (il massimo del punteggio) sia per l’hotel che per la Spa nel corso della cerimonia annuale del Premio che si è svolta in queste settimane.

Forbes Travel Guide ha un team di ispettori esperti che anonimamente valutano le proprietà con oltre 800 criteri individuali, nel tentativo di fornire ai futuri clienti l’intuizione di fare una ottima vacanza per il tempo libero, premiando i migliori alberghi, ristoranti e centri benessere in tutto il mondo.

Il resort di Lama, costruito nel 2007 con uno stile tutto italiano – ispirato all’architetto Andrea Palladio –, inaugurato nel 2008, si trova a Newport Beach, in California, a circa 80 km a sud di Los Angeles e occupa 75 ettari di terreno affacciati sull’Oceano Pacifico. Oltre al top manager faentino ci lavorano alle dipendenze altri 14 manager per i vari settori tra cui i 5 ristoranti e le varie cucine, la Spa – centro benessere, i due campi da Golf, le due piscine e le 128 ville con 2/4 camere da letto e i 204 Bungalow. Complessivamente ci lavorano oltre mille dipendenti.

Pelican Hill Resort è tra i soli 115 hotel e resort in tutto il mondo che ha guadagnato il primato delle 5 stelle Forbes per il quarto anno consecutivo (2013-2014-2015-2016). La Spa al Pelican Hill ha guadagnato invece la settima consecutiva Award Five Star e rimane l’unico centro termale a cinque stelle in California, così come uno dei 47 in tutto il mondo per la top Forbes Travel Guide.

«La nostra priorità – sono le parole di Giuseppe Lama – rimane offrire un servizio cortese, premuroso e personalizzato ai nostri ospiti provenienti da vicino e da lontano. Lo staff appassionato, professionale e dedicato del Pelican Hill e The Spa at Pelican Hill si sforza continuamente di mantenere rigorosi standard di Guida Forbes a cinque stelle, che sono state gold standard del settore dell’ospitalità per oltre 55 anni».

Una delle tante novità che ha introdotto Lama nel Resort è la festa tutta italiana nel mese di ottobre con una rappresentazione delle varie regioni dal punto di vista enogastronomico e sbandieratori e musicisti dell’Emilia Romagna (Faenza, Ferrara) e del Piemonte, un negozio di ceramica faentina all’interno del resort e una promozione in vari centri commerciali e in alcuni complessi residenziali di lusso di proprietà della Irvine Company.

Lama ha la doppia cittadinanza, italiana e statunitense, e mantiene costanti rapporti con la sua città natale.

Il faentino Giuseppe Lama alla guida di uno degli hotel migliori al mondo

Il manager premiato dalla rivista Forbes per il quarto anno consecutivo con le 5 stelle per il suo resort in California

Il faentino Giuseppe Lama conquista le 5 stelle sulla prestigiosa guida dedicata ai viaggi della rivista americana Forbes. Lama, 63 anni, è infatti amministratore delegato del Resort Pelican Hill, a Newport Beach, in California, che ha ottenuto le 5 stelle (il massimo del punteggio) sia per l’hotel che per la Spa nel corso della cerimonia annuale del Premio che si è svolta in queste settimane.

Forbes Travel Guide ha un team di ispettori esperti che anonimamente valutano le proprietà con oltre 800 criteri individuali, nel tentativo di fornire ai futuri clienti l’intuizione di fare una ottima vacanza per il tempo libero, premiando i migliori alberghi, ristoranti e centri benessere in tutto il mondo.

Il resort di Lama, costruito nel 2007 con uno stile tutto italiano – ispirato all’architetto Andrea Palladio –, inaugurato nel 2008, si trova a Newport Beach, in California, a circa 80 km a sud di Los Angeles e occupa 75 ettari di terreno affacciati sull’Oceano Pacifico. Oltre al top manager faentino ci lavorano alle dipendenze altri 14 manager per i vari settori tra cui i 5 ristoranti e le varie cucine, la Spa – centro benessere, i due campi da Golf, le due piscine e le 128 ville con 2/4 camere da letto e i 204 Bungalow. Complessivamente ci lavorano oltre mille dipendenti.

Pelican Hill Resort è tra i soli 115 hotel e resort in tutto il mondo che ha guadagnato il primato delle 5 stelle Forbes per il quarto anno consecutivo (2013-2014-2015-2016). La Spa al Pelican Hill ha guadagnato invece la settima consecutiva Award Five Star e rimane l’unico centro termale a cinque stelle in California, così come uno dei 47 in tutto il mondo per la top Forbes Travel Guide.

«La nostra priorità – sono le parole di Giuseppe Lama – rimane offrire un servizio cortese, premuroso e personalizzato ai nostri ospiti provenienti da vicino e da lontano. Lo staff appassionato, professionale e dedicato del Pelican Hill e The Spa at Pelican Hill si sforza continuamente di mantenere rigorosi standard di Guida Forbes a cinque stelle, che sono state gold standard del settore dell’ospitalità per oltre 55 anni».

Una delle tante novità che ha introdotto Lama nel Resort è la festa tutta italiana nel mese di ottobre con una rappresentazione delle varie regioni dal punto di vista enogastronomico e sbandieratori e musicisti dell’Emilia Romagna (Faenza, Ferrara) e del Piemonte, un negozio di ceramica faentina all’interno del resort e una promozione in vari centri commerciali e in alcuni complessi residenziali di lusso di proprietà della Irvine Company.

Lama ha la doppia cittadinanza, italiana e statunitense, e mantiene costanti rapporti con la sua città natale.

Il bar Ramiro pagherà i 40mila euro di affitti arretrati e non sarà sfrattato

Accordo tra il caffè in piazza Caduti da 32 anni e la Provincia proprietaria dell’immobile: 20mila dalla fidejussione, il resto in 4 rate

Grazie a un accordo stragiudiziale per pianificare il pagamento dei debiti residui tra affitto e utenze, la Provincia di Ravenna non sfratterà lo storico Caffè Ramiro dai locali occupati al piano terra della sede dell’ente in piazza Caduti. Così è deciso da una recente delibera della giunta Casadio che modifica una precedente delibera di novembre 2015 (vedi articoli correlati) che aveva quantificato in 52mila euro il totale dovuto dando mandato di agire in giudizio per il recupero crediti e contestualmente promuovere lo sfratto.

Secondo l’ente pubblico il debito di 52mila euro era costituito da un anno di affitto (38mila) e quindici anni di fornitura idrica (14mila). La situazione debitoria al 31 dicembre scorso, come riassunta da Il Resto del Carlino di oggi che riporta la notizia dell’accordo raggiunto tra le parti, è stata ridisegnata a un totale di circa 45mila euro: 40mila di canoni di locazione arretrati e 5mila di rimborsi per fornitura idrica nel periodo 2010-14. Ecco i contorni dell’accordo: per l’acqua verrrà versato un forfai di 3mila euro, 20mila euro saranno pagati con la riscossione della fidejussione e i restanti 20mila euro saranno saldati in quattro rate. Il bar di Ramiro Recine resterà quindi dove è stato negli ultimi 32 anni.

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Hera investe 100 milioni a Ravenna in quattro anni

Presentato il piano industriale 2016-2019: già pianificati 25 milinoi di euro per l’anno in corso. Tra gli interventi più rilevanti gli investimenti sulla discarica di Ravenna e il potenziamento e adeguamento dei depuratori a Lido di Classe

Il piano industriale 2016-2019 di Hera prevede 106 milioni di investimenti nel territorio ravennate di cui 25 già pianificati per il 2016. La maggior parte degli investimenti riguarderanno l’area ambiente, per 52 milioni di euro, e il servizio idrico a cui saranno destinati 44 milioni (reti, fognature, depurazione). Tra gli interventi più rilevanti si segnalano gli investimenti sulla discarica di Ravenna e il potenziamento e adeguamento di alcuni importanti depuratori come Lido di Classe e Bagnacavallo. Il piano è stato presentato dal presidente esecutivo Tomaso Tommasi di Vignano a sindaci e assessori del Ravennate: «I punti forti sono investimenti, nuovi progetti, ricchezza distribuita al territorio. Un piano ancora all’insegna della crescita, grazie al solido posizionamento del Gruppo, le cui attività si concentrano in aree presidiate da sempre con continuità. Si confermano l’attenzione per il territorio e le strategie che hanno finora guidato il Gruppo, con un focus soprattutto su espansione ed efficienza, quale risposta allo scenario sfidante, senza tralasciare i cardini dell’innovazione e dell’eccellenza».

Hera fornisce alcuni numeri: «Nel 2014 il valore aggiunto generato e distribuito dal Gruppo Hera sul territorio ha sfiorato quota 1,6 miliardi di euro. In particolare, nel ravennate il valore aggiunto distribuito è stato pari a 120 milioni di euro, in lieve crescita rispetto agli anni precedenti, di cui circa 65 milioni ai fornitori locali, 38 milioni ai lavoratori, 9 milioni agli azionisti e 8 milioni alle pubbliche amministrazioni».

Rapinano un’auto armati di pistola poi provano a venderla: tre arresti

Venditore minacciato con l’arma per firmare il passaggio di proprietà Indagine partita dall’onestà di un commerciante tedesco

In due armati di pistola hanno minacciato un venditore di auto facendogli firmare i documenti per il passaggio di proprietà di una Mercedes a loro favore e poi una terza persona ha provato a rivenderla per poco meno di 14mila euro a una coppia di acquirenti ignari di tutto. Ma la polizia stradale ha rovinato il piano criminale arrestando tutti. In manette tre romeni residenti a Ravenna: i conviventi Antoniu Cirpaci (37 anni) e Lacrimoara Caldaras (35) e il nipote del primo Gheorge Florin Varga (24) accusati a vario titolo di rapina, sequestro di persona, estorsione, ricettazione. L’ordinanza di custodia cautelare richiesta è stata eseguita il 4 marzo, un mese dopo la rapina della vettura che è stata ora riconsegnata al legittimo proprietario.

L’indagine della polizia è partita grazie al senso civico di un commerciato di auto tedesco. A lui avevano provato a rivendere l’auto (una S500 del 2006 con un valore stimato di circa 15mila euro) ma il prezzo particolarmente basso lo ha insospettito portandolo a segnalare la circostanza all’Interpol della Germania. È così risultato che per quell’auto era stata denunciata la rapina a Rimini. La coppia di conviventi aveva contattato il commerciante riminese, titolare di un autosalone multimarca, partendo da un annuncio trovato online per visionare la Mercedes: all’appuntamento hanno sfoderato il ferro, stando alla versione denunciata poi dal venditore, costringendolo a firmare di documenti al Pra.

La polizia stradale di Bologna in collaborazione con i colleghi di Ravenna hanno rintracciato l’auto in una officina alla periferia bolognese: già smontate le targhe e in attesa di riparazione per un guasto al cambio. I poliziotti si sono appostati fin quando è comparso il più giovane dei tre che stava portando avanti una trattativa con due polacchi. È scattato l’arresto in flagranza. E poi le ricerche si sono estese ai domicili noti degli altri tue per completare il cerchio.

Trivelle in Adriatico, referendum in aprile Cosa voteranno gli aspiranti sindaci?

Quesito su rinnovabilità dei permessi di estrazione entro 12 miglia
Ambientalisti per il sì (cioè lo stop) e mondo offshore in tensione

In vista delle amministrative di giugno 2016, continuiamo a rivolgere le nostre domande (una alla settimana) ai candidati in campo mentre stiamo organizzando una serie di incontri dal vivo con i candidati a partire da giovedì 24 marzo per permettere ai nostri lettori di conoscerli e vederli “dal vivo”. Intanto per quanto riguarda questa pagina, che segue la pubblicazione sul nostro settimanale, ribadiamo ancora una volta un’avvertenza importante: resta a tutt’oggi incerta la situazione nel Movimento 5 Stelle dove due sono le liste che hanno chiesto la certificazione allo staff centrale. Abbiamo chiesto a entrambe di partecipare, ma solo una di queste, quella emersa dal meetup ravennate e che ha indicato Michela Guerra come la propria candidata ha accettato di rispondere a patto che fosse appunto precisato come non possa essere ufficialmente considerata la candidata del Movimento 5 Stelle a Ravenna, mentre la lista che ha come portavoce Francesca Santarella ha preferito attendere decisioni definitive. Per suggerire quesiti da sottoporre ai candidati: redazione@ravennaedintorni.it.

«Ad aprile si vota per un referendum sul tema delle trivellazioni per l’estrazione di gas. Dei quesiti proposti da comitati e da dieci Regioni ne è rimasto uno solo che chiede sostanzialmente di impedire che i permessi di estrarre gas già accordati entro le 12 miglia possano proseguire oltre la scadenza e per tutta la durata della vita utile del giacimento, mentre gli altri sono stati superati dalla Legge di Stabilità varata dal Governo che ha per esempio stabilito che non possono essere più concessi permessi di ricerca o sfruttamento entro le 12 miglia. Negato dal governo l’election day insieme alle amministrative, due mesi prima delle votazioni di giugno saremo quindi tutti chiamati alle urne su un tema particolarmente rilevante per l’economia del territorio anche in senso simbolico. In concreto il quesito. Molte posizioni sono già note, basti dire che l’Emilia Romagna non è stata tra le regioni a chiedere il referendum, a differenza di altre anche a guida Pd. E la campagna per le ragioni del no coinvolge addirittura il mondo dello sport: già in occasione di partite di volley e basket sono apparsi striscioni e messaggi a favore delle aziende che operano nell’offshore e sostengono lo sport e che, dicono, potrebbero essere messe a rischio dalla vittoria del sì, le cui ragioni sono sostenute, tra gli altri, anche dai movimenti ambientalisti. Tra gli argomenti più gettonati per il sì la tutela dell’ambiente, tra quelli del no le possibili conseguenze per l’occupazione nel settore. Il panorama politico è molto frastagliato, anche all’interno delle stesse coalizioni. Chiediamo quindi ai singoli candidati cosa faranno il 17 aprile e perché».

Massimiliano Alberghini, 50 anni, commercialista, è il candidato sindaco di Lega Nord e Lista per Ravenna: «Inopportuno intervenire: il sindaco deve unire»
«La legge ha stabilito, conformandosi alle direttive europee, il divieto di estrazione a mare degli idrocarburi entro 12 miglia dalle coste. Il referendum riguarda solo le concessioni già rilasciate: se estrarre fino all’esaurimento del giacimento o no. Sulle leggi, il sindaco non ha competenze. Il suo voto vale quello di ogni cittadino. Mi pare inoltre inopportuno intervenire nella campagna referendaria, perché tende a dividere diametralmente la comunità in un sì o un no, quando invece, su una problematica così complessa, s’impone una sintesi ragionevole degli interessi pubblici in campo. Un sindaco non spacca, ma unisce. La portata del referendum, amplificata politicamente oltre i suoi limiti, richiede agli elettori ravennati di valutarne equilibratamente le ricadute sulla collettività: da una parte, la salvaguardia dell’ambiente, già martoriato da politiche irrispettose, anche locali, dall’altra la difesa e la promozione delle competenze altamente specialistiche di cui il distretto ravennate dell’offshore dispone e che sarebbe delittuoso disperdere. Come non si può pensare a un’industria che devasta il territorio, così la nostra comunità non può vivere senza industria».

Maurizio Bucci, 53 anni, imprenditore, consigliere comunale del gruppo misto (dopo essere uscito da Forza Italia) è il candidato della lista civica La Pigna
«Voto sì: estrazioni solo oltre le 12 miglia» «La possibilità di effettuare nuove trivellazioni è stata data dal Governo Pd di Matteo Renzi con la legge “Sblocca Italia”, quando il petrolio sul mercato costava 100 dollari al barile. Ora costa poco più di 30, con previsioni di ulteriore calo, rendendo l’estrazione meno conveniente. Non essendo accorpato alle amministrative, questo referendum ci costa 300 milioni di euro, mentre in passato lo stesso Pd ha criticato il Governo Berlusconi per una scelta simile. Lo “Sblocca Italia” avrebbe dovuto agevolare gli investimenti in energie verdi e tecnologie innovative, compresa quella interessante dei vulcani sottomarini di cui abbonda il nostro paese. A Ravenna le aziende che lavorano nel settore oil & gas sono in crisi. Imprese che, se intendono garantire la continuità aziendale, dovranno in fretta investire nelle energie rinnovabili. Se non si effettueranno le trivellazioni, ci penseranno i croati a farle nell’Adriatico, con rischi ambientali e sismici anche per noi. La Nam, la Eni olandese, ha ammesso che il terremoto a Groningen del 2013 è legato all’estrazione di gas. Tutto ciò premesso, diciamo SI alle trivellazioni oltre le 12 miglia, a patto che siano effettuate con moderne e avanzate tecnologie a ridotto rischio ambientale e con agevolazioni per le famiglie ravennati (riduzione forte del costo del gas in bolletta), e NO a quelle più vicine alla costa per tutte le ragioni prima esposte e quindi il mio sarà un “sì” a un referendum».

Michele De Pascale, 31 anni, segretario provinciale del Pd, candidato di una coalizione che comprende Pd, Pri e liste civiche tra cui Ama Ravenna guidata da Daniele Perini, Ixc guidata da Giovanni Poggiali e una lista di sinistra in via di formazione
«Contrapposizione sbagliata: non parteciperò alla conta» «Va evidenziato che da quando il referendum è stato promosso è intervenuta la decisione del Governo, condivisa da molte forze ambientaliste, di prevedere che le nuove estrazioni di metano potranno avvenire solo oltre le 12 miglia. Tale decisione interrompe l’iter per concessioni in zone di rilievo ambientale e ne ha di fatto azzerato le ragioni ispiratrici. Personalmente, quindi, non parteciperò a una conta tra sì e no al metano che riproduce una contrapposizione sbagliata tra fautori del lavoro e dello sviluppo e fautori dell’ ambiente e continuerò a battermi per una buona politica in campo energetico. Ciò che serve è un Piano Energetico nuovo orientato agli accordi di Parigi Cop 21. Le rinnovabili dovranno arrivare al 50% nel 2050 e per farlo servirà un’azione sinergica dello Stato, di grandi aziende come Eni, Eenl e Multiutility, ma anche di tutti noi, che nelle abitazioni e con le auto contribuiamo al consumo di energie fossili. Tuttavia, per decenni, non sarà pensabile rinunciare al metano che fra le fonti fossili è la meno inquinante. Il comparto dell’offshore di Ravenna, con decine d’imprese e migliaia di lavoratori, è leader nel mondo per tecnologia e per qualità ambientale e va sostenuto chiedendo a Eni di riprendere la manutenzione delle piattaforme esistenti e di programmare qui nuovi investimenti oltre le 12 miglia che rilancino l’occupazione, destinino le royalties a interventi anti-erosione e risparmio energetico, e permettano di superare i pozzi eccessivamente “sotto costa” come Angela-Angelina».

Michela Guerra, 43 anni, avvocato, è stata votata dal meetup di Ravenna come candidata sindaca ed è portavoce del programma lì elaborato. È in attesa di certificazione ufficiale da parte dello staff del Movimento 5 Stelle
«Nessun terremoto occupazionale, voterò sì» «Questi sono i due estremi, entrambi esagerati e quasi caricaturali, che non portano a nulla su un tema fondamentale: l’energia e il suo utilizzo. L’Italia non ha un piano energetico e alcuna progettualità. Navigazione a vista. Un piano energetico significa stabilire un percorso che, da qui al 2050, porti al minimo l’utilizzo delle fonti fossili e al massimo l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Un percorso di questo tipo non significa “chiudere tutto domani”, spauracchio utilizzato da chi vuole rimanere legato a concetti ormai superati da un secolo, ma una transizione equilibrata (trentennale) che non comporti terremoti occupazionali. Siamo orgogliosi dei progressi tecnico-scientifici delle nostre aziende, che nei decenni scorsi hanno prodotto lavoro e benessere, ma siamo altrettanto consapevoli come sia necessario indirizzare tutte le professionalità verso una visione moderna, che preveda la riduzione dei consumi e degli sprechi energetici, da un lato, l’utilizzo di fonti rinnovabili e la diminuzione di attività che contribuiscono alla subsidenza, dall’altro. Già oggi ci sono tecnologie per utilizzare vento, acqua e sole al 100%, coprendo i bisogni termici e non solo quelli elettrici (*), i numeri ci dicono che la transizione farebbe perdere 133mila posti di lavoro e ne farebbe guadagnare 510mila. È possibile evitare terremoti occupazionali in 30 anni? Sì, e “sì” sarà il mio voto al referendum». (*): Università di Stanford e di Berkeley con un contributo dell’ Università di Berlino

Raffaella Sutter, 61 anni, sociologa, ex dirigente comunale, candidata sindaca di Ravenna in Comune, nuovo soggetto politico che si colloca a sinistra del Pd
«Voto sì per la riconversione: oil&gas già in crisi oggi» «Voterò sì e Ravenna in Comune promuoverà le ragioni del sì. Non è un referendum trivelle zero, tappa finale di un processo di riconversione. Lasciare che i titoli di sfruttamento scadano secondo i programmi autorizzati non taglia posti di lavoro, ma consente di avviare la riconversione della filiera Oil&gas; prolungarli alla vita del giacimento è incongruente con la strategia energetica nazionale centrata sull’impiego di energie pulite a scapito delle fossili. Il tema della salvaguardia dei posti di lavoro è strumentale: il settore è già in profonda crisi occupazionale indipendentemente dall’esito referendario. A Ravenna Saipem ha chiesto il rinnovo di una banchina solo per quattro mesi; la Rosetti è già in crisi; Eni ha sostituito la Compagnia Portuale con ditte che garantiscono prezzi più bassi; i contratti con imprese di servizio sono già ribassati. Le trivellazioni sono incompatibili con la tutela dell’ambiente e turismo; l’impatto sulla subsidenza è evidente su Lido di Dante e Lido Adriano. Già ora il Comune deve impegnarsi per ricontrattare con Eni modalità di sfruttamento dei giacimenti, ricollocazione degli occupati, non dispersione del know-how, riconversione in energia pulita, compensazioni (una sentenza della Cassazione obbliga Eni a pagare a un comune l’Ici sulle piattaforme)».

Parte la raccolta fondi per lo skatepark

Serviranno 5-6mila euro per una piastra con rampe e dislivelli
sul Candiano nello spazio Darsena Pop Up

L’obiettivo della raccolta fondi è mettere insieme 5-6mila euro: comincia oggi, 8 marzo, la colletta per realizzare uno skate park all’interno di Darsena Pop Up, area di quasi cinquemila metri quadrati sulla banchina destra in testa al Candiano che punta a diventare un polo di attrazione per attività culturali e sportive.

Il progetto battezzato Skate Up è realizzato da Officina Meme in collaborazione con il geometra Marco Morigi (vedi articolo correlato) che ha progettato le rampe. Lo spazio sarà gestito da Marco Miccoli, proprietario di Bonobolabo, negozio e spazio espositivo in via Centofanti orientato al mondo skate. E proprio in via Centofanti il 13 marzo è programmato un pomeriggio a ingresso libero di free skate e lezioni gratuite per tutti i bambini che si vogliono avvicinare alla pratica.

L’area di Darsena Pop Up è un’ex zona industriale dismessa (vedi correlati), sarà recuperata attraverso l’uso di container «creando un clima – si legge nel comunicato – che si può respirare nelle grandi città industriali e portuali come Londra, Oporto, Amsterdam». Il progetto prevede l’attivazione di aree sportive innovative, come l’area parkour, arrampicata e beach volley/tennis e basket al fianco di aree culturali, come l’area per i laboratori di arte oppure il fablab per la didattica della cultura digitale (modellazione 3d, programmazione, costruzione di prototipi).

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