sabato
09 Maggio 2026

L’allevamento di api con arnie rubate valeva 20mila euro: un denunciato

Furti tra 2010 e 2015 ma anche 2006, in tutto 65 casette riverniciate per nasconderle: restituite ai proprietari grazie ai numeri di matricola

L’allevamento di api sulle colline di Brisighella contava 65 arnie ma le casette in legno con un valore complessivo di circa 20mila euro sono risultate rubate, la maggior parte tra il 2010 e il 2015 ma una addirittura dieci anni fa, e poi riverniciate di verde modificando il colore originale: i carabinieri hanno denunciato per ricettazione un 64enne che dovrà rispondere anche di sanzioni amministrative per l’allevamento abusivo. L’attrezzatura recuperata è stata restituita ai legittimi proprietari grazie ai numeri di matricola mentre le colonie di api, in alcuni casi stressate da trattamenti incauti, sono state affidate alle competenze dell’associazione romagnola apicoltori di Bagnacavallo.

Le indagini dei militari di Brisighella sono cominciate quando la frequenza dei furti nel settore ha assunto una frequenza che stava generando malumori e danni economici tra gli apicoltori. Le informazioni raccolte hanno permesso di individuare un allevamento in un podere nella località Bicocca con 26 arnie: quando la collaborazione della forestale ha messo in luce che non c’erano denunce di quella attività sono scattati i controlli interpellando il 64enne proprietario dell’appezzamento di terreno scoprendo altre arnie nell’oliveto adiacente l’abitazione dell’uomo e altre ancora in una zona boschiva sempre a ridosso dell’abitazione. Ritrovati anche 45 cosiddetti melari, i telai in legno per la raccolta del miele. Sul posto alcuni barattoli di vernice di colore verde con cui erano state ridipinte le casette.

«Lo sport sta perdendo valori perché è il riflesso della società»

Il ravennate Bottaro ha lavorato ai massimi livelli nazionale di calcio, volley e basket: «Alcune federazioni fanno corsi scolastici agli atleti»

Ha lavorato nella sua città ma anche ai massimi livelli nazionali nei tre principali sport di squadra: calcio, pallavolo e pallacanestro. Il ravennate Giorgio Bottaro, oggi responsabile organizzativo della Figc per le nazionali giovanili maschili e per le femminili di calcio, può fare un confronto sul sistema di valori che esiste in ogni disciplina di fronte agli ultimi episodi che hanno interessato il calcio, sia locale che nazionale in termini di ordine pubblico o presunti reati contabili (vedi articoli correlati). «Non credo si possa dire che c’è uno sport che ha più o meno attenzione a certi valori etici rispetto ad altri. È solo questione di numeri: chi raccoglie più praticanti poi ha più casi sia in positivo che in negativo».

L’importante è che tutti abbiano ben chiaro il ruolo del proprio settore giovanile: «Va considerato come un’attività formativa con cui i giovani devono diventare forse giocatori di livello ma di sicuro cittadini». Ecco perché «ci sono federazioni che investono soldi per avere professori durante gli stage più lunghi in modo che gli atleti continuino a fare lezione, ci occupiamo anche di formazione fuori dal rettangolo di gioco». Non solo per questioni di facciata ma anche per questioni sportive: «Se un atleta ha affinato anche qualità culturali – dice Bottaro – è un atleta migliore. La cultura e la conoscenza danno padronanza che si riflette sulle capacità della persona in ogni campo. Mi viene in mente l’esempio della pallacanestro a Ravenna dove la società da tempo collabora con il Teatro delle Albe con un percorso che cerca di trovare anche una crescita diversa del giovane».

Eppure aumentano i contesti in cui più o meno volontariamente ci si dota di decaloghi e regole disciplinari interne. Se c’è bisogno di questo forse qualcosa non sta andando come dovrebbe? «No, il contrario. È cambiato il mondo, non è più quello di una volta. Non è solo il mondo dello sport che ha perso dei valori, è la società civile tutta che li sta perdendo e lo sport è un riflesso della società ma al suo interno ha più anticorpi per reagire».

Ravenna in Comune apre la sua sede con un grande gufo fatto di post-it

Sutter, candidata sindaco: «È il mio avatar da sempre»
Apertura tutti i giorni grazie ai volontari «per ascoltare chiunque»

Tanta gente e aria di festa in via di Roma nel breve tratto tra via Paolo Costa e via Diaz per l’inaugurazione del comitato elettorale di Ravenna in Comune, la lista civica decisamente orientata a sinistra che alle elezioni di giugno a Ravenna candida a sindaco Raffaella Sutter.

I locali sono quelli di un ex negozio: in pieno centro, vetrine sulla strada, in alto campeggia l’asterisco simbolo della lista e negli spazi interni anche un grande gufo fatto di post-it. Il brindisi inauguruale è stato l’occasione per Sutter per spiegare il senso di quel gufo che campeggia anche nei materiali della campagna elettorale: «Chi mi conosce lo sa, è il mio avatar da sempre. Colleziono gufi da sempre e ne ho migliaia a casa».

E così, sotto lo sguardo ironico del rapace cartaceo sul muro, qui apre da sabato 13 febbraio e fino alle elezioni uno spazio che sarà la casa della lista: «Non essendo un partito – ha detto Sutter nel breve discorso prima del brindisi – siamo sempre stati ospiti, questa sarà la nostra sede e sarà aperta tutti i giorni, qui potremo riunirci, ma soprattutto i cittadini potranno venire per fare domande, proporre idee, incontrarci, parlare con me o i portavoce della lista Massimo Manzoli e Dora Casalino. Oltre ai gruppi di lavoro che già sono all’opera da tempo sui vari temi, continuano infatti a chiamarci singole persone con proposte e idee da sottoporci che noi siamo felici di ascoltare. Questo vorremmo quindi che fosse un punto di riferimento anche per loro». Apertura a orario continuato che impegnerà molti volontari – come volontari sono stati tutti coloro che hanno allestito lo spazio –  dalle 9 alle 20 di ogni giorno dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 19 il sabato e dalle 10 alle 18 la domenica.

L’appuntamento odierno è stato anche l’occasione per confermare il flash mob previsto ai giardini Speyer domenica 14 febbraio (vedi tra gli articoli correlati), nonostante il sindaco abbia intanto annunciato di voler rimettere le panchine e arredi più consoni. «Non si tratta naturalmente di una panchina da mettere o togliere – dice Sutter – ma di un simbolo su un tema che non è solo quello del degrado, su cui si è fatto troppo poco, ma per parlare anche di accoglienza e socialità tra gli stessi ravennati».

Coworking, Kirecò: due spazi per due filosofie di condivisione

Via Romea: 12 scrivanie prenotabili a ore, sala riunioni e bici a noleggio
Via don Sala: sinergie progettuali con pacchetti Incubazione per startup

Anche Kirecò, lo spazio di innovazione sociale e ambientale progettato a Ravenna dalla cooperativa Impronte che sta prendendo la sua originale forma in via don Carla Sala e che conta di inaugurare gli spazi ad aprile, sta ideando uno spazio coworking. Anzi due.

Uno sarà molto simile ad altri sul territorio: uno spazio a disposizione da 12 postazioni che insieme alla scrivania garantiscono vari benefit particolari come lo scanner A3, il plotter per stampare fino A1, computer portatile, spazi cloud anche con server linux preinstallati con software molto importanti. E anche biciclette per chi deve raggiungere il centro. Costo mensile 150 euro, 20 euro al giorno o la possibilità di prenotare la postazione anche solo per poche ore o pochi giorni la settimana, in un’ottica di “parcellizzazione” molto spinta. Sala riunioni inclusa nel prezzo mensile o affittabile a parte, host fissa e schede prenotazioni online, in modo da poter anche scegliere con chi e quando condividere la scrivania. Il tutto in via Romea (dove un tempo c’era il salone d’auto di Francia) in quella che è oggi la sede di Impronte a partire da aprile, quando la cooperativa si trasferirà nella nuova struttura di via Sala.

E qui ci sarà il secondo coworking gestito dalla coop che qui sarà piuttosto riservato a figure professionali che lavorano in sinergia su progetti comuni insieme alla stessa Impronte o ad altri soggetti. Insomma, se in via Romea si potranno trovare tutti i comfort per qualsiasi genere di attività libero professionale, dentro la struttura in legno di via Don Carlo Sala (destinata ad accogliere una molteplicità di realtà e funzioni) troverà spazio chi lavorerà, ci spiega il presidente della coop Antonio Lazzari, «davvero insieme e non solo nella scrivania vicina».

Anche perché a Kirecò esisterà un vero e proprio “pacchetto Incubazione” per chi sta ragionando su startup e novità e a disposizione non ci saranno solo spazi, ma anche la possibilità di accedere a vari servizi offerti a tariffa scontata. Per questa formula c’è già la prenotazione di un primo coworker dedicato al digital marketing con una particolare competenza su turismo e ambiente. Prezzi e tariffe, in via Sala, saranno concordati in funzione delle strategie comuni e caso per caso in base a sinergie e progetti da sviluppare.

Fumogeni antifurto al centro commerciale Ma il ladro ha la maschera antigas

Assalto notturno a Le Maioliche: il malvivente conosceva l’allarme Pochi minuti sono bastati per dileguarsi e sfuggire ai carabinieri

Conosceva bene l’allarme del centro commerciale: non c’è altra spiegazione per la maschera antigas che indossava il ladro che all’alba di venerdì ha assalto il centro commerciale Le Maioliche a Faenza dove è installato un sistema di fumogeni antifurto che entrano in azione al suono della sirena. Le telecamere – secondo quanto si legge su Il Resto del Carlino che riporta la notizia – hanno immortalato l’uomo che indossava la protezione sul volto e si è introdotto nei locali per arraffare telefonini dopo aver sfondato un paio di banconi. Bottino da qualche migliaio di euro, compresi i danni. Probabilmente all’esterno i complici. Quando la vigilanza e i carabinieri sono arrivati sul posto non c’era più nessuno.

«Scusa, parli il banchese?» Un corso di Confcommercio per imparare la lingua della finanza

Tre lezioni per prendere confidenza con la terminologia che a volte spiazza il cliente allo sportello

L’ultimo a guadagnarsi un posto al sole è stato il bail in ma prima ancora ci fu lo spread. E tanti altri: sono sempre di più i termini della finanza con cui ci si trova a dover fare i conti sempre più spesso. Una vera e propria lingua, una sorta di banchese. Per impararlo Confcommercio organizza a Ravenna un corso fatto di tre lezioni da quattro ore ognuna una volta al mese da marzo a maggio per prendere dimestichezza con il linguaggio che spesso crea una barriera tra cliente e banca. Costo 130 euro a persona: info e iscrizioni al numero 0544/515712 oppure scrivendo a info.ravenna@iscomer.it.

«Le trivelle non sono la causa principale di erosione e subsidenza»

L’associazione Paguro interviene contro «demagogia e falsità»
Questioni ambientali? «Sotto le piattaforme habitat straordinari»

«Non è corretto attribuire all’estrazione del metano dal sottosuolo la causa dell’erosione marina della costa e della subsidenza». L’associazione Paguro, che da vent’anni gestisce e organizza le escursioni subacquee al relitto della piattaforma Paguro inabissatasi cinquant’anni fa, si schiera a difesa delle piattaforme metanifere con una lettera aperta firmata dal presidente Giovanni Fucci e intitolata “No alla demagogia e alle falsità”.

Nel territorio marino prospicente la Regione Emilia Romagna – fa sapere l’associazione – sono presenti circa 50 piattaforme per estrazione di metano e dieci sono in fase di dismissione e demolizione, non sono presenti piattaforme per estrazione di petrolio: «Riteniamo opportuno chiarire lo stato dell’arte in merito alle piattaforme offshore presenti nell’Alto Adriatico, anche alla luce delle distorsioni e falsità apparse nelle settimane scorse». Anche in previsione del 17 aprile quando si andrà a votare per il referendum sul tema : «È bene chiarire che il quesito è sulla durata delle esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già concessi».

Erosione: «Il fattore primario dell’erosione – scrive il Paguro – è relativo alla totale assenza di apporto di sabbia dai fiumi perchè prelevata a fini industriali per l’edilizia. È oggettivo che duemila anni fa la spiaggia era a Classe ed oggi si trova a 12 km di distanza. È oggettivo che negli ultimi 30 anni a causa degli sbarramenti sui fiumi, per utilizzare l’acqua per l’agricoltura, e del prelievo delle sabbie, lungo la costa la fascia di sabbia è passata da 3 km del 1970 agli attuali 300 metri. Poi, per tutelare la legittima industria del turismo ogni 4/5 anni preleviamo milioni di mc di sabbia dai fondali marini per realizzare il ripascimento delle spiagge. Tutto legittimo, ma è questa la scala dei valori? È proprio obbligatorio perseverare con queste metodiche, oppure è opportuno riflettere per una diversa scala di valori e scelte di tutela del territorio?».

Subsidenza: «Se qualcuno vuole approfondire il tema potrebbe leggersi il volumioso lavoro effettuato dall’Arpa Emilia Romagna che evidenzia come ben altre siano le cause della subsidenza ed in particolare in territori ove non esistono strutture di estrazione del metano e contemporaneamente si registra il maggiore incremento dello sprofondamento del terreno, quasi sempre legato al prelievo di acqua per agricoltura, turismo, allevamenti, industrie».

Ci sono poi le questioni ambientali : «Vaste aree marine sono vietate all’attività di pesca a strascico per la presenza delle piattaforme e delle tubazioni che portano a terra il metano, ma è altresì assodato che tali aree sono una riserva di protezione per il ripopolamento e la cresita di tante specie ittiche. Altresì tutti sanno che sotto alle piattaforme si sviluppa un habitat straordinario con massiccia presenza di varie specie ittiche, spesso oggetto di pesca dei diportisti». E le questioni paesaggistiche: «Le piattaforme deturpano il paesaggio marino per i turisti? Se qualcuno frequenta il mare in estate può verificare che molte piattaforme sono oggetto di interesse e curiosità di tanti diportisti :a Rimini, Riccione, Cattolica vengono anche organizzate escursioni guidate con grandi motonavi per far vedere le piattaforme da vicino».

«Le trivelle non sono la causa principale di erosione e subsidenza»

L’associazione Paguro interviene contro «demagogia e falsità» Questioni ambientali? «Sotto le piattaforme habitat straordinari»

«Non è corretto attribuire all’estrazione del metano dal sottosuolo la causa dell’erosione marina della costa e della subsidenza». L’associazione Paguro, che da vent’anni gestisce e organizza le escursioni subacquee al relitto della piattaforma Paguro inabissatasi cinquant’anni fa, si schiera a difesa delle piattaforme metanifere con una lettera aperta firmata dal presidente Giovanni Fucci e intitolata “No alla demagogia e alle falsità”.

Nel territorio marino prospicente la Regione Emilia Romagna – fa sapere l’associazione – sono presenti circa 50 piattaforme per estrazione di metano e dieci sono in fase di dismissione e demolizione, non sono presenti piattaforme per estrazione di petrolio: «Riteniamo opportuno chiarire lo stato dell’arte in merito alle piattaforme offshore presenti nell’Alto Adriatico, anche alla luce delle distorsioni e falsità apparse nelle settimane scorse». Anche in previsione del 17 aprile quando si andrà a votare per il referendum sul tema : «È bene chiarire che il quesito è sulla durata delle esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già concessi».

Erosione: «Il fattore primario dell’erosione – scrive il Paguro – è relativo alla totale assenza di apporto di sabbia dai fiumi perchè prelevata a fini industriali per l’edilizia. È oggettivo che duemila anni fa la spiaggia era a Classe ed oggi si trova a 12 km di distanza. È oggettivo che negli ultimi 30 anni a causa degli sbarramenti sui fiumi, per utilizzare l’acqua per l’agricoltura, e del prelievo delle sabbie, lungo la costa la fascia di sabbia è passata da 3 km del 1970 agli attuali 300 metri. Poi, per tutelare la legittima industria del turismo ogni 4/5 anni preleviamo milioni di mc di sabbia dai fondali marini per realizzare il ripascimento delle spiagge. Tutto legittimo, ma è questa la scala dei valori? È proprio obbligatorio perseverare con queste metodiche, oppure è opportuno riflettere per una diversa scala di valori e scelte di tutela del territorio?».

Subsidenza: «Se qualcuno vuole approfondire il tema potrebbe leggersi il volumioso lavoro effettuato dall’Arpa Emilia Romagna che evidenzia come ben altre siano le cause della subsidenza ed in particolare in territori ove non esistono strutture di estrazione del metano e contemporaneamente si registra il maggiore incremento dello sprofondamento del terreno, quasi sempre legato al prelievo di acqua per agricoltura, turismo, allevamenti, industrie».

Ci sono poi le questioni ambientali : «Vaste aree marine sono vietate all’attività di pesca a strascico per la presenza delle piattaforme e delle tubazioni che portano a terra il metano, ma è altresì assodato che tali aree sono una riserva di protezione per il ripopolamento e la cresita di tante specie ittiche. Altresì tutti sanno che sotto alle piattaforme si sviluppa un habitat straordinario con massiccia presenza di varie specie ittiche, spesso oggetto di pesca dei diportisti». E le questioni paesaggistiche: «Le piattaforme deturpano il paesaggio marino per i turisti? Se qualcuno frequenta il mare in estate può verificare che molte piattaforme sono oggetto di interesse e curiosità di tanti diportisti :a Rimini, Riccione, Cattolica vengono anche organizzate escursioni guidate con grandi motonavi per far vedere le piattaforme da vicino».

Street art: a Ravenna la prima riunione del tavolo nazionale nato a Torino

Palazzo Merlato è il Comune capofila. Primo impegno: una ricognizione a livello normativo delle realtà locali

Una ricognizione a livello normativo sulla situazione delle diverse amministrazioni locali e l’individuazione di alcuni temi sui quali lavorare valutando anche la percorribilità della richiesta di contributi dell’Unione europea. Sono questi i primi obiettivi che affronterà, a partire dalla prima riunione in calendario per il 15 febbraio a Ravenna, il tavolo nazionale sulla street art costituitosi alla fine dell’anno scorso a Torino all’interno dell’associazione Gai (Giovani artisti italiani) e di cui il Comune di Ravenna è stato designato capofila. Fanno parte del Tavolo, oltre ai rappresentanti di Palazzo Merlato anche quelli dei Comuni di Ancona, Asti, Bologna, Ferrara, Firenze, Genova, Milano, Modena, Napoli, Parma, Torino e della Regione Piemonte. L’obiettivo dichiarato è dare vita a una proposta nuova, organica e più ricca, grazie ai contributi delle varie realtà.

Scuola Camerani: 170mila euro per l’area esterna più sicura e fruibile

Alla primaria rampe al posto delle scale e eliminati gli “anfiteatri”
davanti alle aule del piano terra. Il punto sull’edilizia scolastica

Negli anni c’è stato anche qualche osso rotto e punti di sutura su più di una fronte, incidenti comuni tra bambini ma che alla scuola primaria Camerani di Ravenna hanno da sempre soprattutto un colpevole: i gradoni e i dislivelli del grande parco esterno. Si tratta di strutture realizzate alla fine degli anni Settanta, quando la scuola fu progettata, e che sono un ostacolo anche per una fruizione ottimale da parte degli allievi con disabilità. È quindi facile immaginare il sollievo per genitori e insegnanti alla notizia che la giunta comunale, su proposta dell’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Fagnani, ha approvato martedì 2 febbraio il progetto preliminare per la messa in sicurezza e l’agibilità dell’area esterna della scuola di via Bargigia 36.

170mila euro stanziati per il rifacimento completo delle pavimentazioni esterne, a cominciare da lastre di cemento lungo il perimetro dell’edificio per livellare la superficie e raccordare gli elementi in calcestruzzo presenti. Tutte le scale delle zone esterne saranno inoltre sostituite da rampe con parapetto e corrimano. Infine, si metterà mano agli elementi architettonici davanti alle aule di lezione del piano terra che erano stati originariamente concepiti come “aule all’aria aperta” e che hanno l’aspetto di vasche munite di gradoni dove le centinaia di bambini che frequentano la scuola giocano durante i lunghi intervalli di una giornata di scuola che inizia alle 8.30 e termina alle 16.30 (senza contare il pre e post scuola), perché tutte le classi sono a tempo pieno. Di fatto questi piccoli anfiteatri verranno eliminati: nell’area vicino alla bidelleria saranno demoliti i muretti in cemento armato e la zona ribassata sarà ripavimentata e dotata di parapetti di protezione, mentre davanti alle aule che si affacciano su via Battuzzi e sul retro le “vasche” saranno riempite di terreno vegetale (e i muretti egualmente demoliti). Sarà poi modificato anche il sistema di raccolta delle acque meteoriche per adeguarlo alle nuove soluzioni architettoniche. Anche all’ingresso principale verrà realizzata una rampa in sostituzione di quella esistente che è stretta e priva di protezioni e sarà ripavimentata l’intera superficie del porticato con piastrelle antiscivolo. Sul retro della scuola saranno rifatti il percorso pedonale e la pavimentazione, nonché la relativa struttura sottostante che conduce alla palestra; anche qui le scale saranno sostitutite da una rampa. Tempi per i lavori previsti dovrebbero essere l’estate 2016 per quanto riguarda l’eliminazione delle scale e l’estate 2017 per tutto il resto, per poter eseguire i lavori a scuola chiusa.

«Dopo un sopralluogo a dicembre, oggi siamo pronti ad approvare questo primo progetto per la scuola Camerani che darà risposta alle problematiche garantendo la massima sicurezza anche alle aree scoperte di questo edificio scolastico – spiega l’assessore Fagnani –. Le opere renderanno più fruibili gli accessi e il cortile da parte degli alunni e degli sportivi che frequentano la palestra». «Diamo una risposta concreta anche alle attività didattiche della primaria Camerani – aggiunge l’assessora alla Cultura e Istruzione Ouidad Bakkali – che grazie a questo intervento potranno godere di un cortile fruibile anche dai bambini con disabilità. La qualità didattica passa anche dalla qualità delle strutture che intendiamo rendere sempre di più efficienti a misura di tutti».

Quello della Camerani per 170mila è l’ultimo di una serie di impegni in materia di edilizia scolastica che il Comune di Ravenna ha preso o sta realizzando nelle strutture scolastiche, in molti casi peraltro di ben altra portata. È il caso della nuova scuola materna del Villaggio San Giuseppe che sarà attiva da settembre del costo di 1,89 milioni (e dove verranno trasferite quattro delle sezioni oggi presenti in via di Roma), l’ampliamento della scuola primaria e secondaria “Randi” per la realizzazione di 18 aule e dei relativi servizi del costo di 3,3 milioni di euro la cui consegna è prevista per settembre 2016, l’ampliamento della scuola primaria e secondaria “Ricci Muratori” per la realizzazione di 14 aule e dei relativi servizi per l’importo di 2,5 milioni la cui ultimazione è prevista per settembre 2017, l’ampliamento della scuola primaria e secondaria di primo grado “Zignani” di Castiglione per la realizzazione di due nuove aule e dei relativi servizi per 300mila euro la cui ultimazione è prevista per settembre 2016. Sono inoltre in corso le gare per l’affidamento dei lavori di sostituzione degli infissi nella primaria “Pasini” (per l’importo di 480mila euro), primaria “R. Ricci” (510mila euro) e la media “E. Mattei” a Marina di Ravenna (640mila euro). Altri cantieri che partiranno nel corso del 2016 sono i lavori alle palestre delle scuole “Zignani” di Castiglione (150mila euro) e “Montanari” a Ravenna (250mila euro) dove è previsto anche il rifacimento del mano di copertura per un importo di 380mila euro.

Scuola Camerani: 170mila euro per l’area esterna più sicura e fruibile

Alla primaria rampe al posto delle scale e eliminati gli “anfiteatri” davanti alle aule del piano terra. Il punto sull’edilizia scolastica

Negli anni c’è stato anche qualche osso rotto e punti di sutura su più di una fronte, incidenti comuni tra bambini ma che alla scuola primaria Camerani di Ravenna hanno da sempre soprattutto un colpevole: i gradoni e i dislivelli del grande parco esterno. Si tratta di strutture realizzate alla fine degli anni Settanta, quando la scuola fu progettata, e che sono un ostacolo anche per una fruizione ottimale da parte degli allievi con disabilità. È quindi facile immaginare il sollievo per genitori e insegnanti alla notizia che la giunta comunale, su proposta dell’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Fagnani, ha approvato martedì 2 febbraio il progetto preliminare per la messa in sicurezza e l’agibilità dell’area esterna della scuola di via Bargigia 36.

170mila euro stanziati per il rifacimento completo delle pavimentazioni esterne, a cominciare da lastre di cemento lungo il perimetro dell’edificio per livellare la superficie e raccordare gli elementi in calcestruzzo presenti. Tutte le scale delle zone esterne saranno inoltre sostituite da rampe con parapetto e corrimano. Infine, si metterà mano agli elementi architettonici davanti alle aule di lezione del piano terra che erano stati originariamente concepiti come “aule all’aria aperta” e che hanno l’aspetto di vasche munite di gradoni dove le centinaia di bambini che frequentano la scuola giocano durante i lunghi intervalli di una giornata di scuola che inizia alle 8.30 e termina alle 16.30 (senza contare il pre e post scuola), perché tutte le classi sono a tempo pieno. Di fatto questi piccoli anfiteatri verranno eliminati: nell’area vicino alla bidelleria saranno demoliti i muretti in cemento armato e la zona ribassata sarà ripavimentata e dotata di parapetti di protezione, mentre davanti alle aule che si affacciano su via Battuzzi e sul retro le “vasche” saranno riempite di terreno vegetale (e i muretti egualmente demoliti). Sarà poi modificato anche il sistema di raccolta delle acque meteoriche per adeguarlo alle nuove soluzioni architettoniche. Anche all’ingresso principale verrà realizzata una rampa in sostituzione di quella esistente che è stretta e priva di protezioni e sarà ripavimentata l’intera superficie del porticato con piastrelle antiscivolo. Sul retro della scuola saranno rifatti il percorso pedonale e la pavimentazione, nonché la relativa struttura sottostante che conduce alla palestra; anche qui le scale saranno sostitutite da una rampa. Tempi per i lavori previsti dovrebbero essere l’estate 2016 per quanto riguarda l’eliminazione delle scale e l’estate 2017 per tutto il resto, per poter eseguire i lavori a scuola chiusa.

«Dopo un sopralluogo a dicembre, oggi siamo pronti ad approvare questo primo progetto per la scuola Camerani che darà risposta alle problematiche garantendo la massima sicurezza anche alle aree scoperte di questo edificio scolastico – spiega l’assessore Fagnani –. Le opere renderanno più fruibili gli accessi e il cortile da parte degli alunni e degli sportivi che frequentano la palestra». «Diamo una risposta concreta anche alle attività didattiche della primaria Camerani – aggiunge l’assessora alla Cultura e Istruzione Ouidad Bakkali – che grazie a questo intervento potranno godere di un cortile fruibile anche dai bambini con disabilità. La qualità didattica passa anche dalla qualità delle strutture che intendiamo rendere sempre di più efficienti a misura di tutti».

Quello della Camerani per 170mila è l’ultimo di una serie di impegni in materia di edilizia scolastica che il Comune di Ravenna ha preso o sta realizzando nelle strutture scolastiche, in molti casi peraltro di ben altra portata. È il caso della nuova scuola materna del Villaggio San Giuseppe che sarà attiva da settembre del costo di 1,89 milioni (e dove verranno trasferite quattro delle sezioni oggi presenti in via di Roma), l’ampliamento della scuola primaria e secondaria “Randi” per la realizzazione di 18 aule e dei relativi servizi del costo di 3,3 milioni di euro la cui consegna è prevista per settembre 2016, l’ampliamento della scuola primaria e secondaria “Ricci Muratori” per la realizzazione di 14 aule e dei relativi servizi per l’importo di 2,5 milioni la cui ultimazione è prevista per settembre 2017, l’ampliamento della scuola primaria e secondaria di primo grado “Zignani” di Castiglione per la realizzazione di due nuove aule e dei relativi servizi per 300mila euro la cui ultimazione è prevista per settembre 2016. Sono inoltre in corso le gare per l’affidamento dei lavori di sostituzione degli infissi nella primaria “Pasini” (per l’importo di 480mila euro), primaria “R. Ricci” (510mila euro) e la media “E. Mattei” a Marina di Ravenna (640mila euro). Altri cantieri che partiranno nel corso del 2016 sono i lavori alle palestre delle scuole “Zignani” di Castiglione (150mila euro) e “Montanari” a Ravenna (250mila euro) dove è previsto anche il rifacimento del mano di copertura per un importo di 380mila euro.

Cinemacity: Non arrivano nuove slot per bambini, ci sono già da anni

La replica della multisala dopo le critiche arrivate da più parti «Non entriamo in sterili polemiche a fini politici ed elettorali»

Non è vero che al Cinemacity sono in arrivo nuove macchinette ticket redemption, già ribattezzate come le slot a misura di bambino perché per la particolare formula di premio utilizzata sfuggono alla normativa sul gioco d’azzardo, e le macchinette modello ticket redemption sono già presenti da anni nella sala giochi all’interno della multisala di Ravenna e quindi non si capisce perché le polemiche attuali. In buona sostanza va riassunta così la replica del gruppo Cinemacity alle critiche arrivate da più parti dopo l’iniziativa dell’associazione Gruppo dello Zuccherificio che lamentava la presenza di baby slot.

La proprietà della multisala vede in tutto ciò solo manovre politiche da campagna elettorale. Ecco la nota che riportiamo integralmente: «In merito ad articoli comparsi in questi giorni sulla stampa locale circa il presunto arrivo di nuove macchine “ticket redemption” alla sala giochi del CinemaCity, la Direzione rifiuta di essere chiamata in causa in sterili e immotivate polemiche a fini politici ed elettorali. Non sono in arrivo nuove macchine: la sala giochi del CinemaCity è da sempre un luogo ricreativo pensato per accogliere le famiglie con giochi per tutti, conosciuti da generazioni, a norma di legge e ben radicati nell’immaginario collettivo del “divertimento da luna park”. Le polemiche gettano discredito nei confronti di una struttura che fornisce servizi alle famiglie e che fa della sicurezza un punto fondamentale e indiscutibile. La Direzione rimane sempre aperta e disponibile per un confronto produttivo con chi ha segnalazioni da fare o iniziative positive da proporre». Nel comunicato non è esplicitato ma si apprende che effettivamente le macchinette modello ticket redemption esistono – come testimoniano le foto del Gdz – ma sono installate da tempo. È inoltre bene ricordare che al momento, secondo la legislazione vigente, sono del tutto legali.

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