sabato
09 Maggio 2026

«Ero assente alla commissione Porto per gli eventi della Repubblica Romana»

Il vicesindaco Mingozzi spiega l’assenza dalla riunione dedicata
ai dragaggi: «Il 9 febbraio per chi ci tiene è una data intoccabile»

«C’è un giorno dell’anno nel quale a Ravenna si svolgono numerose iniziative dedicate alla storia patria e alla costituzione mazziniana: si tratta del 9 febbraio, anniversario della Repubblica Romana e per un repubblicano che ci tiene come me non c’è niente di più importante. A quelle iniziative partecipo sempre». Insomma per Giannantonio Mingozzi, vicesindaco di Ravenna con delega al porto, non c’è commissione consiliare che tenga di fronte agli appuntamenti del 9 febbraio e questa è la spiegazione della sua assenza dalla riunione congiunta delle tre commissioni per discutere dei lavori di dragaggio del Candiano e della collocazione dei fanghi.

L’assenza di Mingozzi dalla sala municipale ha scatenato le critiche pesanti di Pietro Vandini (capogruppo M5s e presidente di una delle tre commissioni), Alberto Ancarani (Fi) e Francesca Santarella (M5s): «Non so a chi possa interessare il motivo della mia assenza dalla commissione consiliare di ieri, dedicata all’escavo dei fondali portuali, ma essendo stato accusato di scorrettezza e scarso rispetto non posso far finta di niente. Partecipo sempre alle iniziative di quella giornata non per ritualità, ma perché profondamente convinto che in quel periodo storico e nei valori che ha saputo esprimere ci siano le radici della nostra democrazia, la stessa che ci consente di confrontarci ogni giorno sui problemi della città».

Più nel dettaglio ieri si è svolta «una giornata di studi – aveva fatto sapere il Comune nei giorni precedenti – che vedrà la partecipazione dell’Ambasciatore dell’Uruguay in Italia e del ministro della Pubblica Istruzione della Repubblica di San Marino che, insieme con l’Amministrazione comunale di Ravenna sottoscriverà un accordo di collaborazione per la promozione dei luoghi della trafila garibaldina e dello scambio di visitatori tra la casa di Garibaldi a Montevideo e gli appassionati che tutti gli anni si recano allo storico Capanno di via Baiona». Nello specifico in contemporanea allo svolgimento della commissione (dalle 17 alle 19) il vicesindaco ha seguito le fasi finali della visita in città dell’ambasciatore e ha poi preso parte all’appuntamento realizzato dalla Casa delle marionette in collaborazione con l’Ordine della Casa Matha e il Comune: l’accensione dei lumini alle finestre nella facciata della Casa Matha. «Una tradizione – afferma Mingozzi – che rivive grazie al coinvolgimento delle scuole primarie e secondarie, di studenti e famiglie che rievocano in questo modo la storia della Repubblica Romana».

Ma la lamentela di Mingozzi è anche per una presunta mancanza di sensibilità istituzionale da parte di Vandini, presidente della commissione che ha convocato la riunione: «Guarda caso il consigliere Vandini, che mi invita a vergognarmi, ha convocato la commissione senza concordare nulla preventivamente né chiedere la disponibilità della giunta, come corretta prassi istituzionale d’abitudine prevede». Vandini fa sapere di aver inviato la convocazione scritta il 26 gennaio, Mingozzi replica di averlo saputo solo il 4 febbraio senza aver mai ricevuto una telefonata da Vandini: «Avrei proposto una data diversa e credo che sarebbe stato possibile. Ho molto rispetto per le istituzioni e sarei andato molto volentieri in consiglio a esporre le mie idee di contrarietà alle casse di colmata dentro le dighe foranee».

Maxi caccia alla Golf bianca per 20 km poi la banda di ladri beffa i carabinieri

Tutti gli equipaggi disponibili all’inseguimento delle vettura rubata e alla fine i malviventi fuggono a piedi. A bordo attrezzi da scasso

La caccia all’auto rubata ha messo in strada tutti gli equipaggi disponibili dei carabinieri ma la Golf bianca ha portato a spasso le gazzelle per una ventina di chilometri a tutta velocità da Faenza a Forlì e poi i tre uomini a bordo, una banda di ladri da appartamento, hanno abbandonato l’auto e si sono dileguati a piedi nelle campagne forlivesi agevolati dal buio.

L’equipaggiamento ritrovato a bordo lascia poco spazio ai dubbi sull’attività dei tre: alcuni palanchini, un flessibile e lame di ricambio, cacciaviti, una grossa mazzetta e guanti da lavoro. «Un intero armamentario per ladri di abitazioni, sicuramente dei professionisti», recita il comunicato dell’Arma.

I militari hanno intercettato la vettura poco prima delle 20 di lunedì lungo via Emilia Levante a Faenza: l’auto era stata rubata il 3 febbraio a Savio e nell’ultimo weekend era stata segnalata al 112 da alcuni cittadini che l’avevano notata aggirarsi a Faenza in zona via Ravegnana e via delle Vigne. Probabilmente i ladri avevano preso di mira le abitazioni di Castel Bolognese e di Faenza ma sono stati disturbati dalle pattuglie che stavano sorvegliando il territorio.

Quando i carabinieri hanno cercato di fermare la Golf è cominciato l’inseguimento in direzione Forlì: manovre spericolate e sorpassi azzardati toccando punte di altissima velocità. Mentre i carabinieri di Faenza inseguivano i malviventi il comando provinciale dei carabinieri di Forlì che ha fatto convergere lungo la via di fuga tutti gli equipaggi disponibili nelle vicinanze. Dopo aver tentato invano di seminare i carabinieri attraversando il quartiere Quattro, i malviventi sono ritornati sulla via Emilia e in via del Braldo, a Villanova alle porte della città, hanno abbandonato l’auto e si sono gettati di corsa per i campi. L’autovettura è stata trasportata alla compagnia carabinieri di Faenza per i rilievi tecnico-scientifici.

È morto il dottor Cesare Forlini, oculista di fama mondiale

Il ricordo del sindaco Matteucci: «Un onore essergli stato amico»

Lutto nel mondo della sanità ravennate. È morto infatti Cesare Forlini, 66 anni, oculista ravennate d’adozione (è nato in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche), chirurgo di fama mondiale.

Questo il ricordo del sindaco Fabrizio Matteucci. «Cesare Forlini è stato un professionista di rango internazionale e una gran bella persona. Aveva una passione e una competenza eccezionali che amava trasmettere ai giovani. In questi anni ho avuto il privilegio di apprezzare la sua professionalità e la sua umanità. Mi teneva aggiornato sulle tecniche terapeutiche ed operatorie, gli piaceva coinvolgermi nel saluto ai giovani che da tutto il mondo venivano a Ravenna per i suoi corsi di specializzazione. Ogni tanto ci incontravano a cena a casa sua ed era bellissima la passione con cui mi raccontava del suo lavoro. Era poi molto curioso e attento nel farsi raccontare i problemi e i cambiamenti della nostra città. Desidero esprimere alla sua famiglia le mie più sentite condoglianze e desidero dire che per me è un grande onore essergli stato amico».

Standing ovation per Pausini a Sanremo «L’unica di Solarolo ad aver vinto qui…»

Show della popstar ravennate al Festival della canzone italiana

Standing ovation al Festival di Sanremo per Laura Pausini. La popstar ravennate è stata uno dei superospiti – naturalmente fuori concorso – della prima serata del festival della canzone italiana e sul palco dell’Ariston ha potuto ripercorrere brevemente la propria carriera, partita proprio nel 1993 vincendo a 18 anni la sezione Novità del Festival con “La solitudine”. Brano che ha così cantato nuovamente per l’occasione, duettando con la Pausini del 1993, grazie al video della sua performance di 23 anni fa mandato in onda in simultanea alle sue spalle mentre lei in diretta indossava anche la giacca di allora (un cimelio consegnato a Sanremo dal padre), sopra il lungo vestito scelto invece per il suo ritorno al Festival, stile impero, color pesca e nero, con tanto di vistoso spacco. 

Visibilmente emozionata e a tratti commossa, con «la lingua a cammello» (Carlo Conti le porterà poi un bicchier d’acqua), la Laura nazionale ha ringraziato più volte lo stesso Conti per l’invito, fermando anche il presentatore mentre stava ricordando che è tuttora l’unica cantante italiana ad aver vinto un Grammy. «Sono anche l’unica ragazza di Solarolo che ha vinto il festival di Sanremo», ha detto sorridendo e rivendicando con orgoglio le proprie radici romagnole.

Prima di cantare il singolo tratto dal suo nuovo album “Simili”, la Pausini ha anche rivelato di essere al lavoro per il tour «più bello di sempre», quello negli stadi italiani che partirà in giugno, mentre ancor prima, il 1 aprile, di tornare sulla Rai per un «nuovo varietà» con Paola Cortellesi.

«Simili – ha concluso parlando appunto del titolo del suo nuovo album – rappresenta in questo moento un concetto importante come donna, madre e cantante. Significa essere uguali e differenti, significa rispettare le persone che incontriamo e le storie che incontriamo. Mi piace pensare che le persone simili possano proteggersi tra di loro, e non dividersi mai».

Standing ovation per Pausini a Sanremo «L’unica di Solarolo ad aver vinto qui…»

Show della popstar ravennate al Festival della canzone italiana

Standing ovation al Festival di Sanremo per Laura Pausini. La popstar ravennate è stata uno dei superospiti – naturalmente fuori concorso – della prima serata del festival della canzone italiana e sul palco dell’Ariston ha potuto ripercorrere brevemente la propria carriera, partita proprio nel 1993 vincendo a 18 anni la sezione Novità del Festival con “La solitudine”. Brano che ha così cantato nuovamente per l’occasione, duettando con la Pausini del 1993, grazie al video della sua performance di 23 anni fa mandato in onda in simultanea alle sue spalle mentre lei in diretta indossava anche la giacca di allora (un cimelio consegnato a Sanremo dal padre), sopra il lungo vestito scelto invece per il suo ritorno al Festival, stile impero, color pesca e nero, con tanto di vistoso spacco. 

Visibilmente emozionata e a tratti commossa, con «la lingua a cammello» (Carlo Conti le porterà poi un bicchier d’acqua), la Laura nazionale ha ringraziato più volte lo stesso Conti per l’invito, fermando anche il presentatore mentre stava ricordando che è tuttora l’unica cantante italiana ad aver vinto un Grammy. «Sono anche l’unica ragazza di Solarolo che ha vinto il festival di Sanremo», ha detto sorridendo e rivendicando con orgoglio le proprie radici romagnole.

Prima di cantare il singolo tratto dal suo nuovo album “Simili”, la Pausini ha anche rivelato di essere al lavoro per il tour «più bello di sempre», quello negli stadi italiani che partirà in giugno, mentre ancor prima, il 1 aprile, di tornare sulla Rai per un «nuovo varietà» con Paola Cortellesi.

«Simili – ha concluso parlando appunto del titolo del suo nuovo album – rappresenta in questo moento un concetto importante come donna, madre e cantante. Significa essere uguali e differenti, significa rispettare le persone che incontriamo e le storie che incontriamo. Mi piace pensare che le persone simili possano proteggersi tra di loro, e non dividersi mai».

Standing ovation per Pausini a Sanremo «L’unica di Solarolo ad aver vinto qui…»

Show della popstar ravennate al Festival della canzone italiana

Standing ovation al Festival di Sanremo per Laura Pausini. La popstar ravennate è stata uno dei superospiti – naturalmente fuori concorso – della prima serata del festival della canzone italiana e sul palco dell’Ariston ha potuto ripercorrere brevemente la propria carriera, partita proprio nel 1993 vincendo a 18 anni la sezione Novità del Festival con “La solitudine”. Brano che ha così cantato nuovamente per l’occasione, duettando con la Pausini del 1993, grazie al video della sua performance di 23 anni fa mandato in onda in simultanea alle sue spalle mentre lei in diretta indossava anche la giacca di allora (un cimelio consegnato a Sanremo dal padre), sopra il lungo vestito scelto invece per il suo ritorno al Festival, stile impero, color pesca e nero, con tanto di vistoso spacco. 

Visibilmente emozionata e a tratti commossa, con «la lingua a cammello» (Carlo Conti le porterà poi un bicchier d’acqua), la Laura nazionale ha ringraziato più volte lo stesso Conti per l’invito, fermando anche il presentatore mentre stava ricordando che è tuttora l’unica cantante italiana ad aver vinto un Grammy. «Sono anche l’unica ragazza di Solarolo che ha vinto il festival di Sanremo», ha detto sorridendo e rivendicando con orgoglio le proprie radici romagnole.

Prima di cantare il singolo tratto dal suo nuovo album “Simili”, la Pausini ha anche rivelato di essere al lavoro per il tour «più bello di sempre», quello negli stadi italiani che partirà in giugno, mentre ancor prima, il 1 aprile, di tornare sulla Rai per un «nuovo varietà» con Paola Cortellesi.

«Simili – ha concluso parlando appunto del titolo del suo nuovo album – rappresenta in questo moento un concetto importante come donna, madre e cantante. Significa essere uguali e differenti, significa rispettare le persone che incontriamo e le storie che incontriamo. Mi piace pensare che le persone simili possano proteggersi tra di loro, e non dividersi mai».

Via tutte le panchine da viale Pallavicini E ai giardini Speyer niente più giochi…

Fanno discutere i nuovi provvedimenti antidegrado per la zona
della stazione di Ravenna del sindaco. Udc: «Così si ghettizza…»

Per combattere il degrado in zona stazione, il Comune di Ravenna toglierà tutte le panchine di viale Pallavicini.

Lo ha annunciato il sindaco Fabrizio Matteucci in un’intervista rilasciata al Carlino di Ravenna, in cui sottolinea come le panchine in questione siano utilizzate solo da sbandati e che quindi non cambierebbe nulla per i cittadini. Un provvedimento analogo era stato preso un anno e mezzo fa circa sempre in zona (all’incrocio con via Alberoni) mentre il Comune è intervenuto in modo similare anche nei mesi scorsi, eliminando alcune ringhiere ai giardini Speyer e togliendo anche i giochi per i bambini nell’area verde vicino alla chiesa di San Giovanni Evangelista. «E la situazione è subito migliorata», assicura il sindaco dopo aver anche incontrato recentemente residenti e commercianti.

La decisione (che su Facebook è già stata “illustrata” da una delle locandine taroccate – che pubblichiamo qui a destra – diffuse in particolare dal gruppo del Meetup del Movimento 5 Stelle) è stata commentata in una della sue pillole video pubblicate su Youtube da Alberto Ancarani di Forza Italia, che in linea generale condivide pure l’intervento, ma che si dice «irritato» per il ritardo del sindaco nel prendere provvedimenti. «Finora ha fatto sempre finta di non vedere – commenta Ancarani – e ora che si avvicinano le elezioni fa finta di intervenire…».

In una nota inviata alla stampa, commenta la decisione anche Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale dell’Udc. «L’eliminazione di alcune panchine proposta dal sindaco di Ravenna mi pare fuori luogo, anche se oggettivamente alcune di queste sono vero appannaggio di persone poco raccomandabili e spesso pericolose o anche semplicemente luogo di sosta di persone disperate e abbandonate a se stesse. Rimuovere le panchine – continua Spadoni – va in qualche modo nella direzione di ghettizzare determinate zone urbane, quando, invece, occorrerebbe agire con un’ illuminazione adeguata, arredi e parchi attrezzati e animati dalla presenza di negozi e attività di vario genere, oltre a prevedere interventi sociali di contrasto alla povertà. Togliamo pure le panchine come proposto dal primo cittadino, poi gli anziani o le persone che attendono il passaggio di un mezzo pubblico o semplicemente i cittadini che vogliono fermarsi per una breve sosta, saranno costretti a rinunciare alla loro libertà e al livello minimo di vivibilità. Non priviamo, dunque, i nostri cittadini di quei pochi arredi presenti lungo le strade e nei luoghi pubblici senza i quali non si favorisce certamente la socialità, ma piuttosto si operi con mezzi di video sorveglianza e con programmi più articolati di controllo e di presidio del territorio attraverso il Corpo di Polizia municipale preposta anche per azioni di prevenzione e di incontro con i cittadini stessi».

Via tutte le panchine da viale Pallavicini E ai giardini Speyer niente più giochi…

Fanno discutere i nuovi provvedimenti antidegrado per la zona della stazione di Ravenna del sindaco. Udc: «Così si ghettizza…»

Per combattere il degrado in zona stazione, il Comune di Ravenna toglierà tutte le panchine di viale Pallavicini.

Lo ha annunciato il sindaco Fabrizio Matteucci in un’intervista rilasciata al Carlino di Ravenna, in cui sottolinea come le panchine in questione siano utilizzate solo da sbandati e che quindi non cambierebbe nulla per i cittadini. Un provvedimento analogo era stato preso un anno e mezzo fa circa sempre in zona (all’incrocio con via Alberoni) mentre il Comune è intervenuto in modo similare anche nei mesi scorsi, eliminando alcune ringhiere ai giardini Speyer e togliendo anche i giochi per i bambini nell’area verde vicino alla chiesa di San Giovanni Evangelista. «E la situazione è subito migliorata», assicura il sindaco dopo aver anche incontrato recentemente residenti e commercianti.

La decisione (che su Facebook è già stata “illustrata” da una delle locandine taroccate – che pubblichiamo qui a destra – diffuse in particolare dal gruppo del Meetup del Movimento 5 Stelle) è stata commentata in una della sue pillole video pubblicate su Youtube da Alberto Ancarani di Forza Italia, che in linea generale condivide pure l’intervento, ma che si dice «irritato» per il ritardo del sindaco nel prendere provvedimenti. «Finora ha fatto sempre finta di non vedere – commenta Ancarani – e ora che si avvicinano le elezioni fa finta di intervenire…».

In una nota inviata alla stampa, commenta la decisione anche Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale dell’Udc. «L’eliminazione di alcune panchine proposta dal sindaco di Ravenna mi pare fuori luogo, anche se oggettivamente alcune di queste sono vero appannaggio di persone poco raccomandabili e spesso pericolose o anche semplicemente luogo di sosta di persone disperate e abbandonate a se stesse. Rimuovere le panchine – continua Spadoni – va in qualche modo nella direzione di ghettizzare determinate zone urbane, quando, invece, occorrerebbe agire con un’ illuminazione adeguata, arredi e parchi attrezzati e animati dalla presenza di negozi e attività di vario genere, oltre a prevedere interventi sociali di contrasto alla povertà. Togliamo pure le panchine come proposto dal primo cittadino, poi gli anziani o le persone che attendono il passaggio di un mezzo pubblico o semplicemente i cittadini che vogliono fermarsi per una breve sosta, saranno costretti a rinunciare alla loro libertà e al livello minimo di vivibilità. Non priviamo, dunque, i nostri cittadini di quei pochi arredi presenti lungo le strade e nei luoghi pubblici senza i quali non si favorisce certamente la socialità, ma piuttosto si operi con mezzi di video sorveglianza e con programmi più articolati di controllo e di presidio del territorio attraverso il Corpo di Polizia municipale preposta anche per azioni di prevenzione e di incontro con i cittadini stessi».

Lega: «Casse a mare? Non decide il ministero. Spetta a Comune e Ap»

Il deputato Pini smentisce lo schieramento di Delrio pro o contro
Vicesindaco assente dalla commissione sul Progettone: polemiche

Le casse di colmata a mare da costruire all’interno delle dighe foranee, per contenere circa due milioni di metri cubi dei fanghi dei futuri lavori di dragaggio, piacciono o non piacciono al ministero delle Infrastrutture? Autorità portuale assicura che il ministro la consideri l’ipotesi da privilegiare, il Comune sostiene invece che Graziano Delrio sia contrario. Nel mezzo si incunea Gianluca Pini, deputato ravennate della Lega Nord, che rende pubblica la risposta ricevuta dal Governo proprio sul tema: «Il Governo se ne lava sostanzialmente le mani – afferma l’esponente del Carroccio – tanto da mettere nero su bianco un concetto semplice e pilatesco: “Il Tavolo Tecnico non ha alcun potere decisionale né può surrogare in alcun modo gli organi dell’Autorità portuale di Ravenna e le altre istituzioni locali coinvolte, alle quali spetta, in ultima istanza, pronunciarsi nel merito”. Tradotto dal burocratese ministeriale significa “Noi facciamo da arbitri, ma la partita è vostra; se non siete in grado di giocare, noi non sappiamo che farci”. Pertanto ora vi è la certezza che il continuo rinvio da parte dell’Ap e del Comune a decisioni da prendersi sul Tavolo Tecnico del ministero sono solo perdite di tempo e fumo negli occhi».

Pini aveva sollecitato il Delrio a un presa di posizione per sapere se ci fosse un’indicazione di massima rispetto ai tre progetti presentati dall’Ap e come intendesse procedere per la nomina o il rinnovo del presidente della stessa Autorità portuale. Su quest’ultimo tema «il Governo chiarisce che “circa le scadenze elettorali amministrative locali, si ritiene possibile addivenire alla nomina ancor prima della data del 12 giugno”. Tuttavia – è ancora il ragionamento di Pini – rispetto a questo punto vi è una premessa forte, che di fatto congela sia ogni ipotesi di rinnovo quanto quella di una nuova nomina in quanto lo stesso governo ammette che “a fronte dell’avvio dell’iter di riforma del sistema portuale nazionale si ritiene che i tempi di perfezionamento del provvedimento in questione siano alquanto brevi e, pertanto, appare verosimile un’entrata a regime della Riforma già prima della prossima estate”. Pertanto, in buona sostanza, non pare vi sia l’intenzione di forzare la mano da parte del Governo sulla nomina del Presidente dell’Ap, ma piuttosto di attendere che l’iter della riforma sia completato dal passaggio parlamentare procedendo di fatto ad un commissariamento, come avevo ipotizzato settimane fa».

Le parole di Pini arrivano nel giorno in cui è in programma una commissione consiliare in municipio in cui Galliano Di Marco, presidente dell’Autorità portuale, illustrerà le tre possibili soluzioni per la collocazione dei fanghi dai futuri dragaggi del canale. L’appuntamento era stato annunciato dal presidente di commissione Pietro Vandini (M5s) da una decina di giorni e oggi il vicesindaco Giannantonio Mingozzi ha fatto sapere che non sarà presente ai lavori ribadendo ancora una volta – è già la terza volta nell’ultimo mese, contando solo i comunicati stampa ufficiali – la contrarietà alle casse di colmata a mare all’interno delle dighe. «È profondamente sbagliato – dice il numero due di Palazzo Merlato – occupare un terzo dello spazio tra le palizzate di Marina costruendo sarcofagi perenni che stravolgerebbero i connotati e la fisionomia stessa dello specchio d’acqua tra i due moli foranei. Sarebbe una pazzia modificare un ingresso al porto così ampio». Vale la pena ricordare che non solo il vicesindaco ma anche il sindaco Fabrizio Matteucci ha più volte espresso parere negativo a questa ipotesi ma il Comune non ha mai sposato una proposta alternativa tra quelle sul tavolo o proposto un’ulteriore ipotesi diversa per la collocazione dei fanghi.

L’assenza di Mingozzi scatena la replica piccata del grillino Vandini su Facebook: «Mingozzi in mattinata si è accorto che aveva un altro impegno. Aveva occasione di venire a portare delle proposte alternative a quelle presentate dall’Autorità portuale, invece ha preferito mandare un comunicato agli organi di stampa. Ha ribadito però che sarà presente alla commissione di lunedì prossimo, dove verrà presentata la petizione dei cittadini di Marina di Ravenna contrari alle casse di colmata a mare. Insomma ha deciso di partecipare solo nel momento in cui sa già che potrà prendersi gli applausi dei petenti, ribadendo i suoi no. Limitarsi a dire no senza presentare proposte alternative è cosa comprensibile da parte dei cittadini anche se in questi anni nel mio piccolo ho sempre cercato di stimolare in chi mi contattava la voglia di approfondire i temi per esprimersi in modo più completo; cosa inaccettabile da parte di chi ha il compito di amministrare una città. Questo è il comportamento del vicesindaco di Ravenna. Secondo me dovrebbe vergognarsi, ma dubito conosca la vergogna».

Lega: «Casse a mare? Non decide il ministero. Spetta a Comune e Ap»

Il deputato Pini smentisce lo schieramento di Delrio pro o contro
Vicesindaco assente dalla commissione sul Progettone: polemiche

Le casse di colmata a mare da costruire all’interno delle dighe foranee, per contenere circa due milioni di metri cubi dei fanghi dei futuri lavori di dragaggio, piacciono o non piacciono al ministero delle Infrastrutture? Autorità portuale assicura che il ministro la consideri l’ipotesi da privilegiare, il Comune sostiene invece che Graziano Delrio sia contrario. Nel mezzo si incunea Gianluca Pini, deputato ravennate della Lega Nord, che rende pubblica la risposta ricevuta dal Governo proprio sul tema: «Il Governo se ne lava sostanzialmente le mani – afferma l’esponente del Carroccio – tanto da mettere nero su bianco un concetto semplice e pilatesco: “Il Tavolo Tecnico non ha alcun potere decisionale né può surrogare in alcun modo gli organi dell’Autorità portuale di Ravenna e le altre istituzioni locali coinvolte, alle quali spetta, in ultima istanza, pronunciarsi nel merito”. Tradotto dal burocratese ministeriale significa “Noi facciamo da arbitri, ma la partita è vostra; se non siete in grado di giocare, noi non sappiamo che farci”. Pertanto ora vi è la certezza che il continuo rinvio da parte dell’Ap e del Comune a decisioni da prendersi sul Tavolo Tecnico del ministero sono solo perdite di tempo e fumo negli occhi».

Pini aveva sollecitato il Delrio a un presa di posizione per sapere se ci fosse un’indicazione di massima rispetto ai tre progetti presentati dall’Ap e come intendesse procedere per la nomina o il rinnovo del presidente della stessa Autorità portuale. Su quest’ultimo tema «il Governo chiarisce che “circa le scadenze elettorali amministrative locali, si ritiene possibile addivenire alla nomina ancor prima della data del 12 giugno”. Tuttavia – è ancora il ragionamento di Pini – rispetto a questo punto vi è una premessa forte, che di fatto congela sia ogni ipotesi di rinnovo quanto quella di una nuova nomina in quanto lo stesso governo ammette che “a fronte dell’avvio dell’iter di riforma del sistema portuale nazionale si ritiene che i tempi di perfezionamento del provvedimento in questione siano alquanto brevi e, pertanto, appare verosimile un’entrata a regime della Riforma già prima della prossima estate”. Pertanto, in buona sostanza, non pare vi sia l’intenzione di forzare la mano da parte del Governo sulla nomina del Presidente dell’Ap, ma piuttosto di attendere che l’iter della riforma sia completato dal passaggio parlamentare procedendo di fatto ad un commissariamento, come avevo ipotizzato settimane fa».

Le parole di Pini arrivano nel giorno in cui è in programma una commissione consiliare in municipio in cui Galliano Di Marco, presidente dell’Autorità portuale, illustrerà le tre possibili soluzioni per la collocazione dei fanghi dai futuri dragaggi del canale. L’appuntamento era stato annunciato dal presidente di commissione Pietro Vandini (M5s) da una decina di giorni e oggi il vicesindaco Giannantonio Mingozzi ha fatto sapere che non sarà presente ai lavori ribadendo ancora una volta – è già la terza volta nell’ultimo mese, contando solo i comunicati stampa ufficiali – la contrarietà alle casse di colmata a mare all’interno delle dighe. «È profondamente sbagliato – dice il numero due di Palazzo Merlato – occupare un terzo dello spazio tra le palizzate di Marina costruendo sarcofagi perenni che stravolgerebbero i connotati e la fisionomia stessa dello specchio d’acqua tra i due moli foranei. Sarebbe una pazzia modificare un ingresso al porto così ampio». Vale la pena ricordare che non solo il vicesindaco ma anche il sindaco Fabrizio Matteucci ha più volte espresso parere negativo a questa ipotesi ma il Comune non ha mai sposato una proposta alternativa tra quelle sul tavolo o proposto un’ulteriore ipotesi diversa per la collocazione dei fanghi.

L’assenza di Mingozzi scatena la replica piccata del grillino Vandini su Facebook: «Mingozzi in mattinata si è accorto che aveva un altro impegno. Aveva occasione di venire a portare delle proposte alternative a quelle presentate dall’Autorità portuale, invece ha preferito mandare un comunicato agli organi di stampa. Ha ribadito però che sarà presente alla commissione di lunedì prossimo, dove verrà presentata la petizione dei cittadini di Marina di Ravenna contrari alle casse di colmata a mare. Insomma ha deciso di partecipare solo nel momento in cui sa già che potrà prendersi gli applausi dei petenti, ribadendo i suoi no. Limitarsi a dire no senza presentare proposte alternative è cosa comprensibile da parte dei cittadini anche se in questi anni nel mio piccolo ho sempre cercato di stimolare in chi mi contattava la voglia di approfondire i temi per esprimersi in modo più completo; cosa inaccettabile da parte di chi ha il compito di amministrare una città. Questo è il comportamento del vicesindaco di Ravenna. Secondo me dovrebbe vergognarsi, ma dubito conosca la vergogna».

Ciclisti investiti alle spalle da un’auto Muore un 25enne, ferito l’amico 22enne

L’automobilista negativa all’etilometro: racconta che i due pedalavano al buio senza luci. La polizia municipale ascolterà il sopravvissuto

Pedalavano in bicicletta nel buio percorrendo via Modigliana da Faenza in direzione Marzeno e poco prima dell’abitato di Borgo Tuliero sono stati investiti da una vettura che viaggiava nella stessa direzione: il 25enne albanese Elton Uruci è morto sul colpo mentre l’amico connazionale 22enne è rimasto ferito e ne avrà per 15 giorni. È il tragico epilogo dell’incidente accaduto poco prima delle 23 di ieri, 8 febbraio.

I rilievi sono affidati alla polizia municipale che finora è riuscita ad ascoltare solamente l’automobilista, una 23enne di Borgo Tuliero che stava rientrando a casa: secondo la sua versione le due biciclette (non una come sembrava in un primo momento) non avevano luci o altri dispositivi di segnalazione. È stata la stessa ragazza a chiamare i soccorsi. Al test con l’etilometro è risultata negativa mentre si attendono i risultati dei test tossicologici.

Nella giornata di oggi i vigili urbani ascolteranno il ferito nel tentativo di ricostruire meglio la dinamica contando sulla sua versione dei fatti. Cosa facevano lì in quel momento? Il giovane è titolare di un permesso di soggiorno da poco rinnovato e risulta domiciliato a Siena, sul giovane deceduto sono invece in corso accertamenti.

Una città del Far West a Mirabilandia Ecco le nuove attrazioni del 2016

La tematizzazione vicino alle due torri: si potrà anche volare…
Poi spazio per bimbi piccoli, casa del terrore e punti ristoro a tema

La novità di quest’anno di Mirabilandia sarà una nuova area tematica pensata per le famiglie e dedicata al mondo del far west, con una cittadina di quel periodo perfettamente ricostruita, tre nuove attrazioni, una nuova area gioco pensata per i più piccoli, una casa del terrore nella “città fantasma” e punti ristoro a tema.

Lo annuncia in anteprima con tanto di video il sito internet Parsmania.it, il primo portale italiano dedicato ai parchi divertimento, pubblicando una breve nota dell’ufficio stampa di Mirabilandia (qui sotto in fondo all’articolo potete anche vedere il video di presentazione).

Entrando nel dettaglio del progetto, la “Far West Valley” si estenderà su 19mila metri quadrati (l’ultima tematizzazione realizzata, nel 2015, dedicata ai dinosauri, aveva coinvolto invece 12mila metri quadrati) e andrà ad occupare l’area vicino alle due Shot & Drop Towers, le torri ben visibili all’ingresso del parco, di cui sono tra le attrazioni più adrenaliniche.

Per quanto riguarda le tre nuove attrazioni, si tratta di un cosiddetto “kite flyer”, dove si potrà provare la sensazione di volare – stesi a pancia in giù e con la possibilità di allargare le braccia –, di due “heege towers” – torri interattive dedicate alle famiglie, che si potranno scalare con l’ausilio di una corda – e di un “disk’o coaster, la novità più importante, ossia un disco che gira su se stesso su cui 4 passeggeri alla volta saliranno a cavalcioni di altrettanti cavalli finti, a 13 metri di altezza.

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