sabato
09 Maggio 2026

Sport e natura si fondono A Cervia nasce la prima Ecomaratona del Sale

Appuntamento per il 15 maggio: partenza e arrivo da piazza Costa. Tanti eventi collaterali tra gusto e benessere

La propensione turistica di Cervia e l’ambiente ricco di eccellenze naturalistiche uniche, come saline e pinete, confluiranno dal 13 al 15 maggio nella prima edizione dell’Ecomaratona del Sale, una manifestazione che va oltre lo sport per raccontare ai partecipanti l’identità di un territorio che mescola culture antiche come quella contadina, salinara e marinara (il programma dettagliato nel pdf scaricabile dal link in fondo alla pagina).

Gli scenari attraversati saranno quanto di meglio il territorio può offrire: dagli argini delle saline alle anse del fiume Savio, dalle antiche pinete di Classe e Cervia ai canali di Cervia e Milano Marittima, il tutto inscritto nel lembo più meridionale del Parco del Delta del Po. Oltre alla 42 km anche una mezza eco-maratona, una 11 km e una novità nel settore come la Run and Bike di 25 km. Piazza Costa, un luogo del sale tra magazzini, porto canale e torre, appositamente allestita, sarà punto di partenza e di arrivo per tutti i percorsi fatta eccezione per la Run and Bike che raccoglierà l’eredità della “Ravenna-Milano Marittima off road” partendo all’ombra di Sant’Apollinare in Classe per percorrere la ciclabile Ravenna-Cervia.

Nel ricco programma grande spazio sarà dedicato al cammino con sedute di fit e nordic walking che affronteranno itinerari gastronomici o termineranno con bagni termali animati da dj set. Non solo: passeggiate al tramonto, trekking urbano, convegni e cene offriranno iniziative per tutti i gusti affinché il pubblico di sportivi e accompagnatori possa trovare l’evento più adatto al proprio passo e maggiormente in feeling con le proprie abitudini. È possibile iscriversi sul sito www.ecomaratonadelsale.it.

L’Ecomaratona del Sale è organizzata da Eco & Sale Sport, un’associazione che raccoglie un team di operatori sportivi di livello come Trail Romagna, Consulta dello Sport di Cervia e Sportur Travel, in stretta partnership con il Comune di Cervia. In un week dedicato al sano divertimento attivo uno sguardo anche alla solidarietà: parte del ricavato dell’evento, sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e dal Credito Cooperativo Romagnolo – BCC di Cesena e Gatteo, sarà destinato ai progetti di cura e assistenza dell’Ail – Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma – Sezione di Ravenna.

«È un evento in cui crediamo molto – ha detto il sindaco Luca Coffari – inserito nel mese di maggio che dedichiamo allo sport. Sarà un modo per rendere fruibili ad un pubblico diverso le nostre emergenze naturalistiche non dimenticando il legame che unisce Cervia a Ravenna. Si può costruire da qui un percorso importante che negli anni può crescere per diventare un grande evento sportivo, di attrazione turistica e di valorizzazione del territorio».

Sport e natura si fondono A Cervia nasce la prima Ecomaratona del Sale

Appuntamento per il 15 maggio: partenza e arrivo da piazza Costa. Tanti eventi collaterali tra gusto e benessere

La propensione turistica di Cervia e l’ambiente ricco di eccellenze naturalistiche uniche, come saline e pinete, confluiranno dal 13 al 15 maggio nella prima edizione dell’Ecomaratona del Sale, una manifestazione che va oltre lo sport per raccontare ai partecipanti l’identità di un territorio che mescola culture antiche come quella contadina, salinara e marinara (il programma dettagliato nel pdf scaricabile dal link in fondo alla pagina).

Gli scenari attraversati saranno quanto di meglio il territorio può offrire: dagli argini delle saline alle anse del fiume Savio, dalle antiche pinete di Classe e Cervia ai canali di Cervia e Milano Marittima, il tutto inscritto nel lembo più meridionale del Parco del Delta del Po. Oltre alla 42 km anche una mezza eco-maratona, una 11 km e una novità nel settore come la Run and Bike di 25 km. Piazza Costa, un luogo del sale tra magazzini, porto canale e torre, appositamente allestita, sarà punto di partenza e di arrivo per tutti i percorsi fatta eccezione per la Run and Bike che raccoglierà l’eredità della “Ravenna-Milano Marittima off road” partendo all’ombra di Sant’Apollinare in Classe per percorrere la ciclabile Ravenna-Cervia.

Nel ricco programma grande spazio sarà dedicato al cammino con sedute di fit e nordic walking che affronteranno itinerari gastronomici o termineranno con bagni termali animati da dj set. Non solo: passeggiate al tramonto, trekking urbano, convegni e cene offriranno iniziative per tutti i gusti affinché il pubblico di sportivi e accompagnatori possa trovare l’evento più adatto al proprio passo e maggiormente in feeling con le proprie abitudini. È possibile iscriversi sul sito www.ecomaratonadelsale.it.

L’Ecomaratona del Sale è organizzata da Eco & Sale Sport, un’associazione che raccoglie un team di operatori sportivi di livello come Trail Romagna, Consulta dello Sport di Cervia e Sportur Travel, in stretta partnership con il Comune di Cervia. In un week dedicato al sano divertimento attivo uno sguardo anche alla solidarietà: parte del ricavato dell’evento, sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e dal Credito Cooperativo Romagnolo – BCC di Cesena e Gatteo, sarà destinato ai progetti di cura e assistenza dell’Ail – Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma – Sezione di Ravenna.

«È un evento in cui crediamo molto – ha detto il sindaco Luca Coffari – inserito nel mese di maggio che dedichiamo allo sport. Sarà un modo per rendere fruibili ad un pubblico diverso le nostre emergenze naturalistiche non dimenticando il legame che unisce Cervia a Ravenna. Si può costruire da qui un percorso importante che negli anni può crescere per diventare un grande evento sportivo, di attrazione turistica e di valorizzazione del territorio».

La Sala Dantesca della Classense restituita agli antichi splendori

Se ne parla in due giornate di incontri il 29 e 30 gennaio alla Sala Muratori

Sala Dantesca ClassenseDa circa un anno il Refettorio Camaldolese di Classe, vero gioiello dell’ex complesso monastico della Biblioteca Classense, è oggetto di una rilevante campagna di restauro diretta dall’architetto Giampiero Cuppini e dall’ingegnere Luigi Tundo, che sta interessando in particolare il dipinto de Le Nozze di Cana, l’affresco del soffitto La Visione di san Romualdo, i preziosi stalli lignei alle pareti, il portale di ingresso e il vestibolo.

L’Istituzione Biblioteca Classense, in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, ha colto l’occasione dei lavori di manutenzione per organizzare l’importante convegno Da refettorio monastico a Sala Dantesca della Biblioteca Classense. Storia, arte e restauri: all’evento, che si svolgerà venerdì 29 e sabato 30 gennaio, parteciperanno numerosi studiosi ed esperti, ognuno dei quali esporrà interessanti approfondimenti e ricerche. Le due giornate di incontri avranno luogo presso la Sala Muratori della Biblioteca Classense, e si suddividono rispettivamente in quattro sessioni: le prime tre verteranno sulla storia della sala come sala civica cittadina e come monumento storico artistico, mentre l’ultima sarà dedicata alla presentazione della campagna di restauro tuttora in corso facente parte del terzo stralcio dei lavori di manutenzione della Classense.

Le nozze di CanaUna volta concluse le opere di restauro, la sala sarà destinata ad ospitare eventi culturali di vario genere, fra cui le note Letture Classensi, e, novità  assoluta per la biblioteca comunale, le celebrazioni di matrimoni civili, che avverranno sullo sfondo dello splendido dipinto de Le nozze di Cana.

L’antico Refettorio del Monastero Camaldolese fu completato nel tardo ‘500 grazie alla volontà dell’abate Pietro Bagnoli, noto anche per essere il committente del dipinto sulla parete di fondo raffigurante Le nozze di Cana, realizzato dai pittori ravennati Luca e Francesco Longhi. Alla bottega dei Longhi furono affidati anche gli affreschi sul soffitto, fra i quali campeggia al centro La visione di san Romualdo, soggetto camaldolese per eccellenza.
Nel corso dei secoli il Refettorio subì diversi gravi danni, restauri e cambiamenti di destinazione d’uso; divenuta sala civica dopo la soppressione del Monastero Camaldolese, fu adibita nel 1921 a sala per le letture dantesche, in occasione del sesto centenario della morte del poeta Alighieri, assumendo così la denominazione in uso ancora oggi di Sala Dantesca.

Gli approfondimenti e le ricerche presentate durante il convegno sono il frutto di una proficua collaborazione con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini e con l’Università degli Studi di Bologna.
I restauri sono stati possibili grazie al fondamentale contributo finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, a cui si è aggiunto il sostegno di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015.
Il programma del convegno al link: http://www.classense.ra.it/main/index.php?id_pag=574

Quanto è etica la società sportiva? La certificazione costa 8mila euro  

L’istituo Esicert di Verona misura l’attenzione verso i valori più sani. «Un ritorno di immagine e un risparmio di risorse». In regione solo una società certificata

Quanto è etica un’organizzazione sportiva? Un modo per misurarlo esiste e si chiama Esicert, l’istituto di certificazione etica nello sport con sede a Verona. Ne parliamo con il direttore tecnico Antonio Ereno (a Ravenna il 29 gennaio tra i relatori di un convegno, dedicato proprio al tema, in programma alle 17.30 alla sala Buzzi di viale Berlinguer 11).

«In poche parole si tratta di un protocollo che fissa criteri per definire la gestione etica nello sport – ci spiega alla vigilia dell’appuntamento ravennate – . Per ogni disciplina sportiva è fissata una serie di parametri che vengono valutati da uno a cinque dai nostri ispettori per poi dare una valutazione complessiva ponderata con il metodo del rating finanziario dando più rilevanza a certi aspetti piuttosto che altri in modo da avere un valore finale che corrisponde a una certificazione bronzo, argento o oro a seconda della fascia in cui ricade». Il progetto è cominciato una decina di anni fa coinvolgendo medici, dirigenti e la fondazione Petrarca di Padova: il meccanismo non fa altro che mutuare nel campo dell’etica quello che già avviene con i sistemi qualitativi industriali delle aziende dopo aver creato una collaborazione con il Bureau Veritas, ente internazionale che garantisce un valore di terzietà nel progetto. Possono candidarsi società sportive ma anche organizzazioni di promozione sportiva come assessorati o associazioni: «Il primo requisito necessario è l’onorabilità, dimostrabile se la società non ha commesso certi tipi di reati sportivi o non ha avuto procedimenti legati a doping. Fatta domanda si ottiene il titolo di “applicant” e inizia il percorso di audit».

Le misurazioni riguardano aspetti molto concreti della gestione: «Ad esempio gli orari di allenamento sono compatibili con quelli delle scuole e dello studio? Sembra una cosa da poco ma non lo è. Oppure è garantito un sistema facile per raggiungere il campo di allenamento per tutti gli atleti? Per esperienza posso dire che l’ostacolo più complesso che incontrano le società è riuscire a descrivere il proprio organigramma mettendo in chiaro chi si occupa di cosa». Una volta ottenuto il certificato ha validita triennale. Per una società dilettantistica con meno di duecento iscritti il costo è di 8mila euro, dimezzabili grazie a borse di studio erogate dalla fondazione Cattolica Assicurazioni. Finora in Emilia Romagna solo una società può fregiarsi del riconoscimento: Invicta Skate Modena. «Qual è il ritorno per le società? L’Invicta dice di aver avuto un grande ritorno di immagine: prima di tutto la nostra visita ha migliorato l’organizzazione interna che significa un risparmio di tempo e quindi risparmio di denaro che fa sempre comodo in società con poche risorse. E poi chi si avvicina al movimento per la prima volta magari è invogliato a scegliere una società certificata».

Elezioni sindaco, il Partito Pensionati pronto a correre con il suo candidato

«Non escludiamo al nostro coordinatore Randi la possibilità
di dialogare con tutte le altre forze politiche sul territorio»

Come già accaduto nelle ultime due elezioni comunali di Ravenna (2006 e 2011) anche nella tornata elettorale del 2016 il Partito Pensionati sarà in cam. «Al momento – si legge in una nota diffusa dalla segreteria di Bergamo – la nostra intenzione è di presentarci autonomamente con un proprio candidato a sindaco, di formare una lista di persone che concepiscano la politica nell’interesse dei cittadini e della città ora in condizioni discutibili, così che la nostra visibilità sarà sicuramente ampia e ricevere consenso da quella parte di cittadini scontenti, sia di destra ma soprattutto da chi nel 2011 diede fiducia a chi si propose per amministrare Ravenna».

A Ravenna il coordinatore è Paolo Randi: «Non escludiamo comunque al nostro coordinatore la possibilità di una candidatura come anche di dialogare ampiamente con tutte le altre forze politiche presenti sul territorio ravennate, considerando maggiormente chi potrà rispondere in modo chiaro e immediato alle questioni che porremo, restando comunque in linea diretta con il coordinatore regionale dei pensionati Lino Miserotti».

Serrande tranciate e vetrate in frantumi Serie di spaccate notturne a Ravenna

Nel giro di 24 ore tre colpi a caccia di sigarette, slot e gratta e vinci

Serie di spaccate notturne a Ravenna, con le forze dell’ordine a caccia di tre malviventi che potrebbero essere gli autori delle ultime tre avvenute nel giro di 24 ore. Il primo colpo è delle prime ore di mercoledì, quando al bar-Tabaccheria Revenge di via Bozzi intorno alle 3.30 tre uomini – a volto coperto, ripresi dalle telecamere di sicurezza (vedi foto) – hanno prima tranciato a metà la saracinesca e poi, in circa 30 secondi, senza nessuna paura dell’allarme già scattato, hanno mandato in frantumi la vetrata con un tombino e portato via due slot-machine e una macchinetta cambiamonete. Bottino da circa 2.500 euro per i ladri e danni da oltre 10mila euro per il locale.

Le altre due spaccate sono avvenute invece nella notte successiva, tra mercoledì e giovedì, sempre ad opera di tre uomini a volto coperto. Prima all’Agip di via Faentina vicino al cavalcavia tra Ravenna e Fornace Zarattini, dove i malviventi sono riusciti a entrare, armati di mazza, nel bar-tabaccheria portando via gratta e vinci, sigarette e fondo cassa. Poi, dopo qualche ora, il colpo al distributore di viale Europa, anche qui tranciando la serranda e mandando in frantumi la vetrata. Bottino in questo caso da 5mila euro, tutto in sigarette. Il resto, però, pare sia rimasto in auto, risultata poi rubata, e lasciata abbandonata poco distante, non appena sentite le sirene in avvicinamento. I ladri infatti sarebbero scappati a piedi tra i campi per evitare un inseguimento in auto.

Il turismo tra flop di presenze e i 1.500 visitatori al giorno della Tomba di Dante

Polemiche per il conteggio a occhio dei custodi del monumento,
mentre il Comune per ripartire punta sulla partecipazione

Il 2014 era stato l’anno orribile per il turismo in provincia di Ravenna con il minor numero di presenze (ossia il numero di pernottamenti) addirittura dal 1998. Il 2015 secondo i dati Istat definitivi si attesta su quei numeri con appena 2mila presenze in più (6.570.060 contro 6.568.060 e però circa 100mila di stranieri in meno) ma grazie solamente alla crescita di Cervia (circa 70mila presenze in più rispetto al 2014 con 3,6 milioni complessive) e in misura residuale della Romagna Faentina, diventando così l’anno orribile in particolare per il territorio del comune di Ravenna.

La città d’arte, nell’anno vissuto da Capitale Italiana della Cultura, perde infatti oltre 22mila presenze, attestandosi sotto le 450mila totali, circa 50mila in meno rispetto al 2009, per esempio. Ma comunque cresciute rispetto a dieci anni fa, quando rimanevano ancora sotto la soglia di 400mila.

Un disastro storico, invece, come già sottolineato in un nostro approfondimento alcune settimane fa (vedi articoli correlati), per il mare, che con 2.186.740 presenze (47mila in meno rispetto al 2014 dell’estate più piovosa degli ultimi tempi) registra il record negativo di un’era, essendo necessario tornare addirittura al 1991 per trovare un dato peggiore (a quei tempi, sull’onda della mucillagine, non si raggiunse, per l’ultima volta, la soglia dei 2 milioni).

E pochi giorni dopo la pubblicazione dei dati ufficiali, il Comune ha annunciato l’avvio del percorso partecipato “Ravenna Ascolta – agenda turismo”, voluto dall’amministrazione come momento propedeutico a una pianificazione strategica del turismo ravennate. Si tratta del bando pubblico – già annunciato da tempo, dal valore di circa 15mila euro – che si è aggiudicato l’azienda Jfc di Faenza, il cui amministratore unico Massimo Ferruzzi sarà quindi il facilitatore del percorso partecipativo che prenderà avvio a inizio febbraio per terminare in maggio. Sono chiamati a partecipare i soggetti che operano nel turismo, dalle associazioni di categoria ai diversi imprenditori, con le istituzioni coinvolte e, semplicemente, anche i giovani attenti e interessati al tema (i dettagli nel comunicato stampa che pubblichiamo integralmente in fondo all’articolo tra gli allegati).

Nel corso della commissione consiliare sul turismo convocata per annunciare questo percorso di partecipazione, l’Amministrazione comunale ha reso pubblici anche i dati degli accessi a musei e monumenti ravennati, sottolineando come siano cresciuti di circa il 4 percento, nonostante il contemporaneo calo delle presenze turistiche.

Complessivamente sono 1.474.540 gli ingressi registrati nel 2015, quasi 70mila in più rispetto al 2014. Oltre la metà (536mila, il dato più alto tra tutti) proviene dalla tomba di Dante ma il metodo di calcolo dei visitatori ha scatenato diverse polemiche in questi giorni, visto che è emerso come sia realizzato semplicemente con un conteggio visivo da parte del custode. I grillini si sono così scatenati, presentando anche un question time sull’argomento, con la giunta che ha ribadito come i turisti siano contati a occhio dal custode attraverso un monitor presente nei chiostri francescani. Una stima, ma secondo l’assessore competente, Massimo Cameliani, molto attendibile. Va detto che se negli ultimi anni i dati risultano in crescita (dai 350mila del 2013), nel 2011 gli accessi furono invece più di 600mila. Dati che risultano ancor più incredibili – effettivamente – se divisi per i 365 giorni dell’anno, con una media giornaliera (nel 2015) di quasi 1.500 visitatori al giorno. Martedì – ha rivelato Cameliani nei giorni scorsi al Carlino – il dato è stato di 140 visitatori, ma in giorni come il Primo Maggio arriverebbero anche a 9mila.

Per quanto riguarda gli altri luoghi dell’arte ravennate, hanno chiuso in crescita il 2015 il Mar – Museo d’Arte della città (con oltre 43mila visitatori rispetto ai 37mila del 2014), i siti di RavennAntica (140mila contro 105mila), quelli della Curia (400mila ingressi) e anche quelli della Soprintendenza (902mila biglietti staccati contro gli 867mila del 2014), anche se continua a perdere visitatori, tra questi ultimi, la basilica di Sant’Apollinare in Classe, che nel 2015 chiude con un bilancio di 161mila ingressi, 9mila in meno dell’anno precedente e circa la metà di quelli di solo quindici anni fa.

Il turismo tra flop di presenze e i 1.500 visitatori al giorno della Tomba di Dante

Polemiche per il conteggio a occhio dei custodi del monumento, mentre il Comune per ripartire punta sulla partecipazione

Il 2014 era stato l’anno orribile per il turismo in provincia di Ravenna con il minor numero di presenze (ossia il numero di pernottamenti) addirittura dal 1998. Il 2015 secondo i dati Istat definitivi si attesta su quei numeri con appena 2mila presenze in più (6.570.060 contro 6.568.060 e però circa 100mila di stranieri in meno) ma grazie solamente alla crescita di Cervia (circa 70mila presenze in più rispetto al 2014 con 3,6 milioni complessive) e in misura residuale della Romagna Faentina, diventando così l’anno orribile in particolare per il territorio del comune di Ravenna.

La città d’arte, nell’anno vissuto da Capitale Italiana della Cultura, perde infatti oltre 22mila presenze, attestandosi sotto le 450mila totali, circa 50mila in meno rispetto al 2009, per esempio. Ma comunque cresciute rispetto a dieci anni fa, quando rimanevano ancora sotto la soglia di 400mila.

Un disastro storico, invece, come già sottolineato in un nostro approfondimento alcune settimane fa (vedi articoli correlati), per il mare, che con 2.186.740 presenze (47mila in meno rispetto al 2014 dell’estate più piovosa degli ultimi tempi) registra il record negativo di un’era, essendo necessario tornare addirittura al 1991 per trovare un dato peggiore (a quei tempi, sull’onda della mucillagine, non si raggiunse, per l’ultima volta, la soglia dei 2 milioni).

E pochi giorni dopo la pubblicazione dei dati ufficiali, il Comune ha annunciato l’avvio del percorso partecipato “Ravenna Ascolta – agenda turismo”, voluto dall’amministrazione come momento propedeutico a una pianificazione strategica del turismo ravennate. Si tratta del bando pubblico – già annunciato da tempo, dal valore di circa 15mila euro – che si è aggiudicato l’azienda Jfc di Faenza, il cui amministratore unico Massimo Ferruzzi sarà quindi il facilitatore del percorso partecipativo che prenderà avvio a inizio febbraio per terminare in maggio. Sono chiamati a partecipare i soggetti che operano nel turismo, dalle associazioni di categoria ai diversi imprenditori, con le istituzioni coinvolte e, semplicemente, anche i giovani attenti e interessati al tema (i dettagli nel comunicato stampa che pubblichiamo integralmente in fondo all’articolo tra gli allegati).

Nel corso della commissione consiliare sul turismo convocata per annunciare questo percorso di partecipazione, l’Amministrazione comunale ha reso pubblici anche i dati degli accessi a musei e monumenti ravennati, sottolineando come siano cresciuti di circa il 4 percento, nonostante il contemporaneo calo delle presenze turistiche.

Complessivamente sono 1.474.540 gli ingressi registrati nel 2015, quasi 70mila in più rispetto al 2014. Oltre la metà (536mila, il dato più alto tra tutti) proviene dalla tomba di Dante ma il metodo di calcolo dei visitatori ha scatenato diverse polemiche in questi giorni, visto che è emerso come sia realizzato semplicemente con un conteggio visivo da parte del custode. I grillini si sono così scatenati, presentando anche un question time sull’argomento, con la giunta che ha ribadito come i turisti siano contati a occhio dal custode attraverso un monitor presente nei chiostri francescani. Una stima, ma secondo l’assessore competente, Massimo Cameliani, molto attendibile. Va detto che se negli ultimi anni i dati risultano in crescita (dai 350mila del 2013), nel 2011 gli accessi furono invece più di 600mila. Dati che risultano ancor più incredibili – effettivamente – se divisi per i 365 giorni dell’anno, con una media giornaliera (nel 2015) di quasi 1.500 visitatori al giorno. Martedì – ha rivelato Cameliani nei giorni scorsi al Carlino – il dato è stato di 140 visitatori, ma in giorni come il Primo Maggio arriverebbero anche a 9mila.

Per quanto riguarda gli altri luoghi dell’arte ravennate, hanno chiuso in crescita il 2015 il Mar – Museo d’Arte della città (con oltre 43mila visitatori rispetto ai 37mila del 2014), i siti di RavennAntica (140mila contro 105mila), quelli della Curia (400mila ingressi) e anche quelli della Soprintendenza (902mila biglietti staccati contro gli 867mila del 2014), anche se continua a perdere visitatori, tra questi ultimi, la basilica di Sant’Apollinare in Classe, che nel 2015 chiude con un bilancio di 161mila ingressi, 9mila in meno dell’anno precedente e circa la metà di quelli di solo quindici anni fa.

Iter e Acmar in crisi, 422 posti a rischio Ravenna in Comune chiede soluzioni

La lista di sinistra alternativa al Pd in pressing su Legacoop
«Si era impegnata a presentare un progetto industriale…»

La crisi dell’edilizia ha messo in ginocchio Iter e Acmar, storiche cooperative ravennati del settore, e ora è in bilico il futuro di 422 posti di lavoro: Ravenna in Comune (Ric), soggetto politico di sinistra in corsa alle prossime elezioni comunali di Ravenna in alternativa al Pd, «chiede agli amministratori, ai dirigenti e agli organi di stampa di accendere i riflettori su queste vicende. Per quanto ci riguarda continueremo a sostenere gli operai di Iter e Acmar con tutti i mezzi a nostra disposizione».

Fino a pochi anni fa Iter dava lavoro a 480 persone, oggi sono rimasti circa 160 lavoratori tra operai e impiegati, per la maggior parte in cassa integrazione straordinaria, che terminerà il 18 Febbraio del 2016 quando arriverà il licenziamento definitivo. Acmar, ammessa al concordato preventivo il 29 ottobre 2015 occupa 262 lavoratori: il 9 novembre 2015 in un incontro al ministero del Lavoro le parti hanno concordato per la richiesta di Cigs come misura a sostegno del reddito dei lavoratori e per accompagnare un percorso di riorganizzazione aziendale.

Due situazioni diverse che attirano l’interesse di Ric. Su Iter: «Nel tavolo istituzionale tenutosi in Regione Emilia Romagna il 3 dicembre 2015, Legacoop Romagna si era impegnata a presentare entro il 25 gennaio 2016 un progetto industriale per Iter teso a valorizzare l’esperienza e le professionalità esistenti nel settore edile e delle costruzioni de territorio ravennate. La data limite del 25 gennaio è passata e, pur nella consapevolezza della complessità della situazione e delle difficoltà del mercato, esprimiamo una forte preoccupazione per l’assenza a tutt’oggi di una proposta di Legacoop». Su Acmar: «Quanti lavoratori impiegherà l’Acmar secondo il piano concordatario? Come verranno gestiti gli eventuali esuberi? Quali sono realmente le nuove attività e i nuovi cantieri che dovrebbero portare al rilancio? Sono domande la cui risposta interessa solo alle organizzazioni sindacali? Oggi, a fine gennaio 2016, il silenzio è ancor più assordante e l’assemblea dei creditori di Acmar fissata per il 27 gennaio risulta rimandata».

L’atmosfera della Parigi degli anni Venti nel progetto per il bar della Torre dell’Orologio

Lo studio Angeli-Brucoli vincitore del bando comunale ha immaginato un locale su due piani caratterizzato dall’utilizzo di materiali naturali quali marmo, legno in essenza e specchi in armonia con tendaggi, velluti

C’è un richiamo alle atmosfere della Parigi degli anni Venti nel progetto firmato dagli architetti Nadia Angeli e Matteo Brucoli di Faenza che hanno vinto il concorso del Comune di Faenza per riqualificare i locali dell’ex proloco in piazza del Popolo rilanciando l’area della torre dell’orologio insediando un bar-caffetteria.

Lo spazio, così come proposto dal progetto selezionato, si articola in un locale ad uso bar sviluppato su due piani e caratterizzato dall’utilizzo di materiali naturali quali marmo, legno in essenza e specchi in armonia con tendaggi, velluti e arredi di pregio. In esterna due dehors – di cui uno alla base della Torre – entrambi delimitati da vetrate removibili trasparenti di giorno saranno inondati dalla luce naturale e di notte si caratterizzeranno come lanterne luminose in affaccio sulla piazza della città. Sempre all’esterno è previsto l’allestimento con sedute e tavolini, al di sopra dei quali galleggia una scultorea pensilina concepita come nuova opera d’arte per il museo all’aria aperta della città di Faenza.

«Il progetto – si legge nel comunicato diffuso dallo studio di architettura – trae spunto e forza proprio dalla volontà di utilizzare le preesistenze urbanistiche e architettoniche, ossia lo stato di fatto dell’area e dell’edificio, senza nessun tipo di stravolgimento o capriccio formale, valorizzando la bellezza non pienamente espressa di una porzione di spazio pubblico da tempo irrisolto e non qualificato per quanto invece meriterebbe». Il progetto completo è consultabile sul sito www.angeliebrucoliarchitetti.it.

Confcooperative a congresso Oltre 300 delegati scelgono il successore di Raffaele Gordini

Il presidente uscente: «Nuovi membri dovranno individuare le strategie e gli orientamenti politico sindacali»

Sono oltre 300 i delegati delle cooperative aderenti a Confcooperative che parteciperanno al 25esimo congresso provinciale che si terrà il 29 gennaio dalle 10 al Grand Hotel Mattei di Ravenna con l’obiettivo di definire le linee operative dei prossimi anni, eleggere il nuovo consiglio provinciale e nominare il nuovo presidente che guiderà l’associazione dopo Raffaele Gordini, il cui mandato è in scadenza. «Condividere, progettare, crescere» è lo slogan scelto per l’appuntamento che vedrà presente anche Maurizio Gardini, presidente nazionale.

«Le persone che andranno a comporre il nuovo consiglio provinciale e che parteciperanno ai tavoli regionale e nazionale di questa organizzazione hanno davanti un importante compito – sottolinea Gordini – quello di individuare le strategie e gli orientamenti politico sindacali di Confcooperative, affinché questa associazione continui ad essere un saldo riferimento per lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio. A questo si affianca il compito di ridisegnare l’assetto organizzativo della rappresentanza del movimento cooperativo con l’ormai ravvicinata costituzione dell’Alleanza delle cooperative italiane. Tra le priorità che ci hanno visto impegnati in prima persona in questi anni, e che adesso devono inevitabilmente trovare la loro attuazione, vi sono la semplificazione e la sburocratizzazione per le imprese, la lotta all’evasione fiscale e a tutte le forme di mala impresa e, punto imprescindibile per lo sviluppo della nostra provincia, una riorganizzazione razionale dei servizi e delle rappresentanze politiche in vista dell’Area Vasta Romagna. La cooperazione ha nel suo Dna valori come fiducia, collaborazione, condivisione e partecipazione. Una forte presenza cooperativa può contaminare la società con questi valori, facendosi promotore di uno sviluppo sano e sostenibile. È questa la vera sfida che ci attende nei prossimi anni».

I lavori assembleari saranno preceduti da una assemblea straordinaria riservata ai soli delegati per la modifica dello Statuto dell’associazione; alle ore 10 l’apertura ufficiale con la relazione di Raffaele Gordini, seguita dai saluti del sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, del vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana monsignor Mario Toso e dall’intervento di Enzo Rullani, professore di Economia della conoscenza alla Venice International University. Chiuderà la sessione mattutina il presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini. Dopo una pausa il dibattito riprenderà alle ore 14 con la presentazione dei risultati dei “Gruppi di lavoro del 25esimo Congresso provinciale” svolti nelle settimane precedenti; a seguire dibattito e interventi dei delegati. Il Congresso si chiuderà con l’elezione del presidente, del Consiglio provinciale e dei delegati alle assemblee regionale e nazionale.

Cirilli si tiene lontano dalla politica «Mai contattato da alcuna lista e non voglio candidarmi a sindaco»

Il nome del commercialista circolato come possibile uomo per Lega-Lpr. Frecciata alla Pigna: «Persone che impiegano tempo a diffondere notizie false con intento denigratorio»

Non è mai stato contattato da alcun esponente politico, non conosce personalmente Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) o Gianluca Pini (Lega Nord) e non è interessato ricoprire alcuna carica politica: lascia poco spazio all’interpretazione la presa di posizione di Gaetano Cirilli, 50enne commercialista ravennate, che così smentisce l’accostamento del suo nome come candidato sindaco per l’alleanza Carroccio-Lpr circolato nelle ultime ore e finito sulle pagine della cronaca politica locale.

«Prendo atto con stupore della mia presunta candidatura a sindaco del Comune di Ravenna – scrive Cirilli in una nota inviata alle redazioni –. Sono un libero professionista e ho intenzione di continuare la mia attività di dottore commercialista, che svolgo ormai da 25 anni. Smentisco categoricamente qualunque mio coinvolgimento in questioni legate alle prossime elezioni comunali. Spero che queste poche, ma chiare, parole siano sufficienti ad interrompere qualunque illazione sul mio conto».

Il nome di Cirilli era circolato con insistenza negli ultimi giorni. A tirarlo ufficialmente nell’agone politico ci ha pensato la formazione di centrodestra La Pigna, ormai in guerra aperta con il duo Pini-Ancisi che hanno declinato qualsiasi offerta di dialogo nei mesi scorsi. E così la lista civica guidata da Maurizio Bucci e a cui ha aderito l’ex Pd Giuseppe Roccafiorita non si è lasciata sfuggire l’occasione per attaccare due avversari in una volta sola e insinuare un dubbio: non è che il candidato sarà proprio quel Gaetano Cirilli che è sì un libero professionista, ma che pare essere anche molto vicino al Pd, dal momento che tuttora ricopre numerosi incarichi per diverse società e amministrazioni locali?

E sembrano quindi rivolte proprio alla Pigna le parole conclusive della breve nota di Cirilli: «Come cittadino di questa comunità esprimo il mio rammarico sul fatto che ci siano persone che, per interessi e motivazioni a me sconosciuti (certamente non nobili), impiegano il loro tempo a diffondere notizie false ed inconsistenti, senza verificarne la veridicità, o a scrivere comunicati con intento denigratorio».

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