sabato
09 Maggio 2026

Cirilli si tiene lontano dalla politica «Mai contattato da alcuna lista e non voglio candidarmi a sindaco»

Il nome del commercialista circolato come possibile uomo per Lega-Lpr. Frecciata alla Pigna: «Persone che impiegano tempo a diffondere notizie false con intento denigratorio»

Non è mai stato contattato da alcun esponente politico, non conosce personalmente Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) o Gianluca Pini (Lega Nord) e non è interessato ricoprire alcuna carica politica: lascia poco spazio all’interpretazione la presa di posizione di Gaetano Cirilli, 50enne commercialista ravennate, che così smentisce l’accostamento del suo nome come candidato sindaco per l’alleanza Carroccio-Lpr circolato nelle ultime ore e finito sulle pagine della cronaca politica locale.

«Prendo atto con stupore della mia presunta candidatura a sindaco del Comune di Ravenna – scrive Cirilli in una nota inviata alle redazioni –. Sono un libero professionista e ho intenzione di continuare la mia attività di dottore commercialista, che svolgo ormai da 25 anni. Smentisco categoricamente qualunque mio coinvolgimento in questioni legate alle prossime elezioni comunali. Spero che queste poche, ma chiare, parole siano sufficienti ad interrompere qualunque illazione sul mio conto».

Il nome di Cirilli era circolato con insistenza negli ultimi giorni. A tirarlo ufficialmente nell’agone politico ci ha pensato la formazione di centrodestra La Pigna, ormai in guerra aperta con il duo Pini-Ancisi che hanno declinato qualsiasi offerta di dialogo nei mesi scorsi. E così la lista civica guidata da Maurizio Bucci e a cui ha aderito l’ex Pd Giuseppe Roccafiorita non si è lasciata sfuggire l’occasione per attaccare due avversari in una volta sola e insinuare un dubbio: non è che il candidato sarà proprio quel Gaetano Cirilli che è sì un libero professionista, ma che pare essere anche molto vicino al Pd, dal momento che tuttora ricopre numerosi incarichi per diverse società e amministrazioni locali?

E sembrano quindi rivolte proprio alla Pigna le parole conclusive della breve nota di Cirilli: «Come cittadino di questa comunità esprimo il mio rammarico sul fatto che ci siano persone che, per interessi e motivazioni a me sconosciuti (certamente non nobili), impiegano il loro tempo a diffondere notizie false ed inconsistenti, senza verificarne la veridicità, o a scrivere comunicati con intento denigratorio».

Neonato morto durante il parto Ausl: «Decesso imprevedibile»

Primi riscontri dall’indagine interna: «Taglio cesareo in emergenza per sofferenza fetale improvvisa, rispettate le procedure previste»

Il rispetto delle procedure previste e l’assoluta imprevedibilità del decesso: sono queste le prime considerazioni appurate dal gruppo di analisi interna predisposto dall’Ausl Romagna dopo la morte di un neonato al momento del parto il 22 gennaio all’ospedale di Faenza. L’azienda sanitaria, rinnovando il cordoglio e la vicinanza alla famiglia, ha voluto comunicare alcune precisazioni sul tragico accaduto, il secondo simile in pochi mesi nello stesso reparto e il quinto in un anno in provincia.

La donna – un’italiana residente nel Faentino, secondo quanto si legge su il Corriere Romagna che riporta la notizia – era alla seconda gravidanza ed è stata ricoverata venerdì 22 perché in procinto di partorire: «La gravidanza non era a rischio – scrive oggi l’Ausl – e il tracciato cardiotocografico eseguito al momento dell’ingresso in ospedale non presentava alcuna anomalia, confermando lo stato di benessere fetale. Purtroppo, durante l’osservazione, il tracciato evidenziava un sopraggiunto improvviso stato di sofferenza fetale. Il personale sanitario si è immediatamente attivato per effettuare un taglio cesareo in emergenza. Purtroppo nonostante la tempestività, al momento del parto, il neonato presentava una grave condizione di arresto cardiorespiratorio e tutte le manovre rianimatorie eseguite non hanno avuto alcun esito. Dal riscontro diagnostico non sono emerse cause macroscopicamente evidenti e sono in corso ulteriori analisi più approfondite». La signora, dopo un breve ricovero post intervento nel reparto di Rianimazione, è stata dimessa il 26 gennaio.

Nel corso del 2015 altri quattro casi simili. L’ultimo a settembre ancora all’ospedale di Faenza e ancora al termine di una gravidanza portata avanti senza complicazioni e la morte arrivò poco dopo il parto. Una settimana prima era accaduto a Ravenna: parto naturale e decesso due giorni dopo. A maggio a Ravenna un bambino nato prematuro morì un mese dopo la nascita e dopo. Ancora a maggio a Lugo un bimbo nacque e morì poco dopo. Nei casi finora elencati la procura ha aperto indagini. In tutto il 2015 i parti che si sono verificati nei punti nascita della Romagna sono stati 8.927 contro i circa 9.300 del 2014. A Ravenna 1.467, 16 in più rispetto all’anno scorso; a Lugo 645 (contro i 737 del 2014); a Faenza 715 (nel 2014 furono 776).

Neonato muore durante il parto La madre fuori pericolo

È successo a Faenza. Secondo caso in pochi mesi

Un neonato è morto durante il parto nel reparto di ostetricia dell’ospedale di Faenza, la puerpera – già mamma di un altro bambino – è stata soccorsa d’urgenza, trasferita in Rianimazione e poi dichiarata fuori pericolo.

Lo riferisce il Corriere Romagna, precisando che la morte del piccino potrebbe essere anche dovuta ad una malformazione, ma solo le indagini potranno accertarlo. L’Ausl ha aperto un’indagine interna.

È il secondo decesso di un neonato in pochi mesi a Faenza: il precedente a settembre, subito dopo la nascita, nel contesto di un parto che non sembrava problematico.

Appena una settimana prima un bimbo era invece morto all’ospedale ‘Bufalini’ di Cesena, dopo essere nato in quello di Ravenna ed essere stato trasferito per complicazioni.

Per quanto riguarda l’ultimo caso, i medici dell’ospedale faentino avrebbero riferito che i valori di madre e bimbo erano sotto controllo e che la situazione sarebbe degenerata senza alcuna avvisaglia. (Ansa.it)

E l’ex direttore della mostra di Venezia porta il cinema a km zero in osteria

Al Pancotto di Gambellara una rassegna con Marco Muller
E De Angelis dei Fanny&Alexander ricorda i suoi gusti gastronomici…

Quattro proiezioni per altrettante serate al Pancotto di Gambellara in una rassegna, “Cinema km zero”, curata da Marco Müller, già direttore del festival di Pesaro, Rotterdam e Locarno, della Mostra del Cinema di Venezia, del Festival del Cinema di Roma e ora programmatore di eventi in Cina e Svizzera.

Le opere dei quattro artisti, vincitori di premi e frequentatori di festival internazionali, saranno mostrate nella sala restaurata del Circolo IX Febbraio in due fine settimana, il 29 e 30 gennaio e il 5 e 6 febbraio. Si tratta di opere girate nel territorio di provenienza degli artisti stessi, e ispirate a un rapporto col territorio fortissimo, centrale, genuino.

Tutti gli artisti, ad eccezione di Raffaele Andreassi, deceduto nel 2008, saranno presenti in occasione della proiezione delle loro opere e sarà possibile dialogare con loro al termine della proiezione.

Nel primo fine settimana di febbraio sarà presente lo stesso, prestigioso, curatore della rassenga che si avvale per l’iniziativa della preziosa collaborazione di Luigi De Angelis, autore e regista di Fanny & Alexander. Ed è lui a raccontare che tra le ragioni che hanno portato a questo importante progetto c’è l’apprezzamento di Marco Müller per la cucina di Pierpaolo Spadoni, chef del Pancotto, apprezzamento di vecchia data. Racconta infatti De Angelis: «Marco Müller conosce Pierpaolo e la sua cucina dai tempi delle Cene della Notte ad Ardis Hall, circa 15 anni fa… L’ho conosciuto quando, direttore di Fabrica Cinema di Benetton, propose a me e a Fanny & Alexander di fare un film. Lo invitammo per parlarci ad Ardis Hall e quella sera ho chiesto a Pierpaolo di cucinare per tutti noi. Da allora è rimasto un fedele frequentatore della cucina di Pierpaolo, anche prima che approdasse a Gambellara. Marco è da sempre un appassionato della genuinità dei prodotti del territorio, ha delle agende incredibili sui produttori più particolari di formaggi, vini, eccetera di qualsiasi zona d’Italia. È molto curioso ed è rimasto da subito conquistato dal modo di far dialogare tradizione a km0 e ricerca della cucina di Pierpaolo. Dopo che mi hanno chiesto di pensare a un evento/rassegna cinematografica al Pancotto, ho subito pensato che un comune denominatore potesse essere quello di artisti la cui poetica è intrecciata al loro territorio di appartenenza. Mi sono trovato poco dopo a fare un viaggio in macchina da Bologna a Roma assieme a Marco Müller: era un modo di parlare e stare un po’ insieme dopo tanto tempo che non ci vedevamo. Durante quel viaggio abbiamo fatto una deviazione e siamo stati a trovare sul lago di Bolsena Alice Rorwacher, a casa sua e con lei siamo stati in un luogo magico, un’osteria proprio sui bordi del lago a conduzione familiare a mangiare il pesce di lago arrostito. Marco Müller viene dall’etnomusicologia e antropologia, da giovane ha registrato per le teche Rai le tenzoni tra poeti improvvisatori del Lazio, conosce luoghi incredibili di quella zona. Gli ho chiesto un consiglio sulla rassegna e sull’idea di cinema a KM0 e gli ho buttato lì se voleva esserci a uno degli appuntamenti, proponendo lui un titolo… Ha rilanciato alla grande, iniziando un dialogo che ha portato alla composizione della rassegna così com’è ora».

Eccola allora la rassegna: il 29 gennaio ci sarà il lavoro di Raffaele Andreassi I lupi dentro, mentre il 30 gennaio è la volta di Zapruder Filmmakersgroup con All inclusive + Joule (proiezione3D). Si ricomincia poi il 5 febbraio con Rumore Bianco di Alberto Fasulo e si conclude sabato 6 febbraio con Alice Rohrwacher e il suo Le meraviglie.

Proiezione euro 5 (inizio ore 21). Cena-Buffet (inizio ore 19.30) a cura dell’Osteria del Pancotto più proiezione euro 15. Tessera Endas euro 7.

E l’ex direttore della mostra di Venezia porta il cinema a km zero in osteria

Al Pancotto di Gambellara una rassegna con Marco Muller E De Angelis dei Fanny&Alexander ricorda i suoi gusti gastronomici…

Quattro proiezioni per altrettante serate al Pancotto di Gambellara in una rassegna, “Cinema km zero”, curata da Marco Müller, già direttore del festival di Pesaro, Rotterdam e Locarno, della Mostra del Cinema di Venezia, del Festival del Cinema di Roma e ora programmatore di eventi in Cina e Svizzera.

Le opere dei quattro artisti, vincitori di premi e frequentatori di festival internazionali, saranno mostrate nella sala restaurata del Circolo IX Febbraio in due fine settimana, il 29 e 30 gennaio e il 5 e 6 febbraio. Si tratta di opere girate nel territorio di provenienza degli artisti stessi, e ispirate a un rapporto col territorio fortissimo, centrale, genuino.

Tutti gli artisti, ad eccezione di Raffaele Andreassi, deceduto nel 2008, saranno presenti in occasione della proiezione delle loro opere e sarà possibile dialogare con loro al termine della proiezione.

Nel primo fine settimana di febbraio sarà presente lo stesso, prestigioso, curatore della rassenga che si avvale per l’iniziativa della preziosa collaborazione di Luigi De Angelis, autore e regista di Fanny & Alexander. Ed è lui a raccontare che tra le ragioni che hanno portato a questo importante progetto c’è l’apprezzamento di Marco Müller per la cucina di Pierpaolo Spadoni, chef del Pancotto, apprezzamento di vecchia data. Racconta infatti De Angelis: «Marco Müller conosce Pierpaolo e la sua cucina dai tempi delle Cene della Notte ad Ardis Hall, circa 15 anni fa… L’ho conosciuto quando, direttore di Fabrica Cinema di Benetton, propose a me e a Fanny & Alexander di fare un film. Lo invitammo per parlarci ad Ardis Hall e quella sera ho chiesto a Pierpaolo di cucinare per tutti noi. Da allora è rimasto un fedele frequentatore della cucina di Pierpaolo, anche prima che approdasse a Gambellara. Marco è da sempre un appassionato della genuinità dei prodotti del territorio, ha delle agende incredibili sui produttori più particolari di formaggi, vini, eccetera di qualsiasi zona d’Italia. È molto curioso ed è rimasto da subito conquistato dal modo di far dialogare tradizione a km0 e ricerca della cucina di Pierpaolo. Dopo che mi hanno chiesto di pensare a un evento/rassegna cinematografica al Pancotto, ho subito pensato che un comune denominatore potesse essere quello di artisti la cui poetica è intrecciata al loro territorio di appartenenza. Mi sono trovato poco dopo a fare un viaggio in macchina da Bologna a Roma assieme a Marco Müller: era un modo di parlare e stare un po’ insieme dopo tanto tempo che non ci vedevamo. Durante quel viaggio abbiamo fatto una deviazione e siamo stati a trovare sul lago di Bolsena Alice Rorwacher, a casa sua e con lei siamo stati in un luogo magico, un’osteria proprio sui bordi del lago a conduzione familiare a mangiare il pesce di lago arrostito. Marco Müller viene dall’etnomusicologia e antropologia, da giovane ha registrato per le teche Rai le tenzoni tra poeti improvvisatori del Lazio, conosce luoghi incredibili di quella zona. Gli ho chiesto un consiglio sulla rassegna e sull’idea di cinema a KM0 e gli ho buttato lì se voleva esserci a uno degli appuntamenti, proponendo lui un titolo… Ha rilanciato alla grande, iniziando un dialogo che ha portato alla composizione della rassegna così com’è ora».

Eccola allora la rassegna: il 29 gennaio ci sarà il lavoro di Raffaele Andreassi I lupi dentro, mentre il 30 gennaio è la volta di Zapruder Filmmakersgroup con All inclusive + Joule (proiezione3D). Si ricomincia poi il 5 febbraio con Rumore Bianco di Alberto Fasulo e si conclude sabato 6 febbraio con Alice Rohrwacher e il suo Le meraviglie.

Proiezione euro 5 (inizio ore 21). Cena-Buffet (inizio ore 19.30) a cura dell’Osteria del Pancotto più proiezione euro 15. Tessera Endas euro 7.

Il libro sull’eccidio dei conti Manzoni, tra ex partigiani e gli anni ’40 italiani

Venerdì 29 gennaio alle 21, a Bagnacavallo, l’autore Fabio Mongardi

Venerdì 29 gennaio alle 21, alla Bottega Matteotti di Bagnacavallo, Fabio Mongardi presenterà il suo romanzo-inchiesta “Il caso Manzoni” (Parallelo45 Edizioni). A dialogare con l’autore, ci sarà il professore Piergiorgio Costa.

“Il caso Manzoni” – si legge nella nota stampa – ripercorre la storia a lungo dimenticata dell’eccidio della famiglia dei conti Manzoni, grossi proprietari terrieri e lontani parenti del celebre scrittore, avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 luglio 1945, a poco più di due mesi dalla fine della guerra, in una piccola frazione della bassa Romagna. Per quel delitto, al centro di numerosi dibattiti parlamentari, fu arrestato un gruppo di ex partigiani vicini al Partito Comunista.

In questo libro, l’autore riflette, dando voce ai protagonisti, sull’atmosfera da guerra civile che insanguinò l’Italia a metà degli anni Quaranta.

La post-fazione del romanzo è curata dal poeta e pittore Gian Ruggero Manzoni, parente dei conti Manzoni.

Fabio Mongardi è nato e vive a Faenza. Ha vinto la sesta edizione del Premio Orme Gialle e il Premio Speciale Territorio al concorso letterario Graphie.

Il libro sull’eccidio dei conti Manzoni, tra ex partigiani e gli anni ’40 italiani

Venerdì 29 gennaio alle 21, a Bagnacavallo, l’autore Fabio Mongardi

Venerdì 29 gennaio alle 21, alla Bottega Matteotti di Bagnacavallo, Fabio Mongardi presenterà il suo romanzo-inchiesta “Il caso Manzoni” (Parallelo45 Edizioni). A dialogare con l’autore, ci sarà il professore Piergiorgio Costa.

“Il caso Manzoni” – si legge nella nota stampa – ripercorre la storia a lungo dimenticata dell’eccidio della famiglia dei conti Manzoni, grossi proprietari terrieri e lontani parenti del celebre scrittore, avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 luglio 1945, a poco più di due mesi dalla fine della guerra, in una piccola frazione della bassa Romagna. Per quel delitto, al centro di numerosi dibattiti parlamentari, fu arrestato un gruppo di ex partigiani vicini al Partito Comunista.

In questo libro, l’autore riflette, dando voce ai protagonisti, sull’atmosfera da guerra civile che insanguinò l’Italia a metà degli anni Quaranta.

La post-fazione del romanzo è curata dal poeta e pittore Gian Ruggero Manzoni, parente dei conti Manzoni.

Fabio Mongardi è nato e vive a Faenza. Ha vinto la sesta edizione del Premio Orme Gialle e il Premio Speciale Territorio al concorso letterario Graphie.

Il personale della Camera di Commercio in stato di agitazione contro il Governo

«Con i tagli previsti tante piccole imprese resteranno da sole»

Il personale della Camera di Commercio di Ravenna è in stato di agitazione, così come i colleghi di tutta Italia, contro il progetto del Governo di riordino del sistema delle Camere.

«Il Governo – si legge in una nota inviata alla stampa – intende spogliare le Camere di Commercio di buona parte delle loro funzioni per un progetto che intende riproporre un modello di accentramento organizzativo in contrasto con il principio di autonomia dei territori in materia di sviluppo economico e sociale. Tante piccole imprese poco strutturate perderanno quell’affiancamento quotidiano che da sempre garantisce la Camera di Commercio senza che questo si traduca in un vantaggio per la spesa pubblica: le Camere di Commercio non usufruiscono di alcun contributo statale».

I lavoratori della Camera di Commercio di Ravenna manifestano così «la propria indignazione» per «l’assurdo spreco di competenze e capacità operative cui la riforma condurrebbe ed esprimono preoccupazione per il proprio destino lavorativo». Sono previsti tagli del personale, con almeno 3.000 esuberi a livello nazionale.

Le funzioni che verrebbero eliminate o ridotte drasticamente dal Governo sono:
– i contributi e finanziamenti alle imprese (promozione del territorio e del turismo)
– sostegno all’innovazione (digitalizzazione)
– il sostegno all’internazionalizzazione (certificati d’origine, accesso mercati esteri, contributi per la partecipazione a fiere)
– i sostegni ai confidi (istituzioni di supporto alle PMI per accesso al credito bancario)
– i servizi di conciliazione e mediazione
– i servizi delle camere arbitrali
– il servizio di marchi e brevetti (tutela della proprietà industriale)
– i corsi di formazione imprenditoriale
– l’organizzazione di convegni e seminari
– gli studi sull’economia del territorio (Osservatorio provinciale sull’economia)

Il mistero del candidato di Lega e LpRa Spunta il nome del commercialista Cirilli

La lista civica La Pigna attacca l’ipotetico nome nuovo per i suoi
incarichi, ma non arrivano conferme. L’annuncio entro metà febbraio

[AGGIORNAMENTO TRA GLI ARTICOLI CORRELATI] Da Lega e Lista per Ravenna arrivano solo “no comment” e l’unica cosa che trapela è che la presentazione dell’ormai fantomatico loro candidato dovrebbe avvenire entro la metà di febbraio. Ma naturalmente le voci circolano e i nomi pure. In particolare negli ultimi giorni è da più parte trapelata la presunta (in quanto appunto non confermata dai diretti interessati) notizia che l’uomo su cui starebbe puntando l’inedita alleanza elettorale in vista delle amministrative del 2016 sarebbe un commercialista, sui cinquant’anni, con incarichi di revisore dei conti in diverse società pubbliche come Acer e Ravenna Holding.

La notizia, così come era circolata nelle redazioni, deve essere giunta anche nella formazione di centrodestra La Pigna, ormai in guerra aperta con il duo Pini e Ancisi che hanno declinato qualsiasi offerta di dialogo nei mesi scorsi. E così la lista civica guidata da Maurizio Bucci e a cui ha aderito l’ex Pd Giuseppe Roccafiorita non si è lasciata sfuggire l’occasione per attaccare due avversari in una volta sola e insinuare un dubbio (vedi comunicato integrale qui sotto tra gli allegati): non è che il candidato sarà proprio quel Gaetano Cirilli che è sì un libero professionista, ma che pare essere anche molto vicino al Pd, dal momento che tuttora ricopre numerosi incarichi per diverse società e amministrazioni locali? (E qui La Pigna non perde l’occasione di elencare tutti gli ex amministratori e uomini di fiducia del Pd che lavorano in Ravenna Holding o da Ravenna Holding ricevono incarichi professionali).

Per tornare al possibile candidato sindaco, nonostante i ripetuti tentativi, non ci è stato possibile parlare con il diretto interessato che avrà quindi eventualmente modo di smentire o confermare quando lo riterrà opportuno allusioni ed eventuali coinvolgimenti, mentre si resta in attesa del disvelamento finale.

Altri nomi, in particolare di personalità legate al porto, sono circolati e rapidamente tramontati. Tanto da far pensare ai maligni che in realtà il candidato non esista, nonostante i ledar politici dei due schieramenti da tempo dicano di avere un nome certo ma di voler attendere di costruire la squadra per renderlo noto.

E mentre appunto Lega e Ancisi si fanno desiderare, continua a rimanere in sospseso la sitauzione dei Cinque Stelle, divisi al loro interno con il meet up che ha scelto una candidata sindaco (Michela Guerra) e i propri candidati al consiglio comunale e una minoranza che ha invece chiesto la certificazione per una lista di cui Francesca Santarella è portavoce, preparata all’insaputa di tutti. Nessuna notizia trapela su quale potrebbe essere l’orientamento dello staff centrale: se scegliere da subito una delle due liste o mandarle al confronto on line tra gli iscritti al portale residenti a Ravenna.

Vecchi container diventano un villaggio Sport e ristoro accanto all’Almagià

Investimento da 300mila euro dell’associazione Naviga in Darsena
su 4mila mq che erano deposito di pietrame: pronto in primavera

Un villaggio stabile – su un’area di quattromila metri quadrati a ridosso delle banchine in darsena di città a Ravenna – dove si potranno praticare numerose discipline sportive (parkour, skate, arrampicata, pallavolo, beach volley e basket) avendo a disposizione servizi allo sport ma anche bar, ristoro e attività commerciali. È l’ambizioso progetto Darsena Popup ideato dallo studio Officina Meme e promosso dall’associazione Naviga in Darsena che investirà circa 300mila euro per completare l’intervento entro la primavera. L’intenzione è quella di rendere lo spazio fruibile sia di giorno che di notte. Da aprile sono già in programma i primi appuntamenti: si comincerà con un evento dedicato alla nautica.

Il progetto interviene su un’area libera adiacente all’Almagià, prima utilizzata come deposito di pietrame e ora in disuso: «La riattivazione – dicono i promotori – avviene attraverso un progetto innovativo dove sport, attività commerciali, di ricerca e innovazione, e attività per tempo libero, concorrono a sviluppare un polo che, assieme agli altri interventi di riuso attivati, sarà pietra miliare nello sviluppo della darsena di Ravenna».

Tutti gli spazi coperti saranno realizzati attraverso il riuso di container che fino a pochi mesi prima erano destinati al commercio internazionale, conciliando la valorizzazione dell’identità portuale, della temporaneità e della sostenibilità ambientale: «L’obiettivo è quello di creare una nuova polarità di servizi alla città, che diventi uno dei punti di riferimento per la comunità e di collegamento fra il centro e la parte cittadina del porto, attraverso le creazione di nuovi spazi per attività sportive, culturali e per il tempo libero, integrati in un contesto che prevede servizi commerciali, spazi destinati ad associazioni legati alla ricerca e al mondo creativo culturale».

«La darsena di città è la traccia di un porto commerciale che fino a pochi anni fa aveva qui il cuore pulsante del sistema con navi, banchine gremite, i magazzini, la linea ferroviaria dedicata e commerci di ogni tipo – dichiara Paolo Monduzzi, presidente dell’associazione culturale Naviga in Darsena che sta promuovendo Darsena Popup -, coronamento di più di un decennio di iniziative di sensibilizzazione -. Questa zona è stata il pilastro dell’identità e dell’economia ravennate per decenni ed è attualmente in una fase di transito dalla vecchia funzione produttiva al diventare cuore pulsante dello sviluppo della città. In questo contesto, la volontà di chi nel porto ha sempre creduto e lavorato è quella si scommettere sul rilancio sociale della darsena, come unico modo di attivazione e valorizzazione dell’intero quartiere».

Vecchi container diventano un villaggio Sport e ristoro accanto all’Almagià

Investimento da 300mila euro dell’associazione Naviga in Darsena
su 4mila mq che erano deposito di pietrame: pronto in primavera

Un villaggio stabile – su un’area di quattromila metri quadrati a ridosso delle banchine in darsena di città a Ravenna – dove si potranno praticare numerose discipline sportive (parkour, skate, arrampicata, pallavolo, beach volley e basket) avendo a disposizione servizi allo sport ma anche bar, ristoro e attività commerciali. È l’ambizioso progetto Darsena Popup ideato dallo studio Officina Meme e promosso dall’associazione Naviga in Darsena che investirà circa 300mila euro per completare l’intervento entro la primavera. L’intenzione è quella di rendere lo spazio fruibile sia di giorno che di notte. Da aprile sono già in programma i primi appuntamenti: si comincerà con un evento dedicato alla nautica.

Il progetto interviene su un’area libera adiacente all’Almagià, prima utilizzata come deposito di pietrame e ora in disuso: «La riattivazione – dicono i promotori – avviene attraverso un progetto innovativo dove sport, attività commerciali, di ricerca e innovazione, e attività per tempo libero, concorrono a sviluppare un polo che, assieme agli altri interventi di riuso attivati, sarà pietra miliare nello sviluppo della darsena di Ravenna».

Tutti gli spazi coperti saranno realizzati attraverso il riuso di container che fino a pochi mesi prima erano destinati al commercio internazionale, conciliando la valorizzazione dell’identità portuale, della temporaneità e della sostenibilità ambientale: «L’obiettivo è quello di creare una nuova polarità di servizi alla città, che diventi uno dei punti di riferimento per la comunità e di collegamento fra il centro e la parte cittadina del porto, attraverso le creazione di nuovi spazi per attività sportive, culturali e per il tempo libero, integrati in un contesto che prevede servizi commerciali, spazi destinati ad associazioni legati alla ricerca e al mondo creativo culturale».

«La darsena di città è la traccia di un porto commerciale che fino a pochi anni fa aveva qui il cuore pulsante del sistema con navi, banchine gremite, i magazzini, la linea ferroviaria dedicata e commerci di ogni tipo – dichiara Paolo Monduzzi, presidente dell’associazione culturale Naviga in Darsena che sta promuovendo Darsena Popup -, coronamento di più di un decennio di iniziative di sensibilizzazione -. Questa zona è stata il pilastro dell’identità e dell’economia ravennate per decenni ed è attualmente in una fase di transito dalla vecchia funzione produttiva al diventare cuore pulsante dello sviluppo della città. In questo contesto, la volontà di chi nel porto ha sempre creduto e lavorato è quella si scommettere sul rilancio sociale della darsena, come unico modo di attivazione e valorizzazione dell’intero quartiere».

Vecchi container diventano un villaggio Sport e ristoro accanto all’Almagià

Investimento da 300mila euro dell’associazione Naviga in Darsena su 4mila mq che erano deposito di pietrame: pronto in primavera

Un villaggio stabile – su un’area di quattromila metri quadrati a ridosso delle banchine in darsena di città a Ravenna – dove si potranno praticare numerose discipline sportive (parkour, skate, arrampicata, pallavolo, beach volley e basket) avendo a disposizione servizi allo sport ma anche bar, ristoro e attività commerciali. È l’ambizioso progetto Darsena Popup ideato dallo studio Officina Meme e promosso dall’associazione Naviga in Darsena che investirà circa 300mila euro per completare l’intervento entro la primavera. L’intenzione è quella di rendere lo spazio fruibile sia di giorno che di notte. Da aprile sono già in programma i primi appuntamenti: si comincerà con un evento dedicato alla nautica.

Il progetto interviene su un’area libera adiacente all’Almagià, prima utilizzata come deposito di pietrame e ora in disuso: «La riattivazione – dicono i promotori – avviene attraverso un progetto innovativo dove sport, attività commerciali, di ricerca e innovazione, e attività per tempo libero, concorrono a sviluppare un polo che, assieme agli altri interventi di riuso attivati, sarà pietra miliare nello sviluppo della darsena di Ravenna».

Tutti gli spazi coperti saranno realizzati attraverso il riuso di container che fino a pochi mesi prima erano destinati al commercio internazionale, conciliando la valorizzazione dell’identità portuale, della temporaneità e della sostenibilità ambientale: «L’obiettivo è quello di creare una nuova polarità di servizi alla città, che diventi uno dei punti di riferimento per la comunità e di collegamento fra il centro e la parte cittadina del porto, attraverso le creazione di nuovi spazi per attività sportive, culturali e per il tempo libero, integrati in un contesto che prevede servizi commerciali, spazi destinati ad associazioni legati alla ricerca e al mondo creativo culturale».

«La darsena di città è la traccia di un porto commerciale che fino a pochi anni fa aveva qui il cuore pulsante del sistema con navi, banchine gremite, i magazzini, la linea ferroviaria dedicata e commerci di ogni tipo – dichiara Paolo Monduzzi, presidente dell’associazione culturale Naviga in Darsena che sta promuovendo Darsena Popup -, coronamento di più di un decennio di iniziative di sensibilizzazione -. Questa zona è stata il pilastro dell’identità e dell’economia ravennate per decenni ed è attualmente in una fase di transito dalla vecchia funzione produttiva al diventare cuore pulsante dello sviluppo della città. In questo contesto, la volontà di chi nel porto ha sempre creduto e lavorato è quella si scommettere sul rilancio sociale della darsena, come unico modo di attivazione e valorizzazione dell’intero quartiere».

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