Nel 1982 il primo caso di omicidio seguito dall’avvocato Benini Regola uno: «Mai rispondere a domande prima di leggere gli atti»
«Innocente o colpevole? Non lo voglio sapere e non lo chiedo, anche perché in genere nemmeno all’avvocato dicono la verità». Ecco la prima regola per difendere un presunto assassino di fronte alla giustizia, parola di avvocato. Carlo Benini ne ha visti parecchi di processi per omicidio in quarant’anni di carriera. Il primo è quello che non si scorda mai: «Inizio degli anni Ottanta, ero giovane. Un caso particolare, con molti colpi di scena». Il legale prese la difesa di Elio Baruzzi, nel 1982 accusato di uxoricidio dal figlio Mauro: la moglie Antonia Brunetti era scomparsa dal 1980. Assoluzione in primo grado, 18 anni in Appello, annullamento in Cassazione poi nel 1992 nell’Appello bis la conclusione: 12 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale.
«In quel caso avevo la sensazione che fosse innocente ma i processi si fanno sulle carte, quelle sono l’unica cosa che conta per difendere qualunque indagato, per questo non voglio farmi influenzare chiedendo all’indagato se è innocente o colpevole». Da cui anche il primo consiglio che Benini dà sempre agli assistiti: «Mai rispondere a nessuna domanda prima di aver visto i documenti dell’accusa. Da quelli si può capire come muoversi». La strada da imboccare è un bivio fondamentale: «La scelta di quale rito seguire è una discriminante importante, può incidere molto sull’esito del processo. In questo l’avvocato ha una grande responsabilità che con i vecchi codici non aveva perché non c’erano alternative».
Il peso maggiore delle responsabilità dell’avvocato non è l’unico cambiamento sostanziale per chi affronta un processo per omicidio: le nuove tecniche di indagine «che avrebbero fatto chiarezza in molti casi del passato anche se penso si possano ridurre a due o tre quelli su cui mi rimane qualche dubbio rispetto all’esito processuale». Aumentano gli strumenti a favore dell’accusa ma anche a disposizione della difesa. Con una condizione necessaria: «La disponibilità economica per sostenere indagini difensive. Ma devo dire che ho sempre trovato pubblici ministeri disposti a fare approfondimenti». Anche senza indagini aggiuntive, la difesa ha comunque un costo importante: «Affrontare un procedimento che arrivi fino alla Cassazione può costare molto, è vero, ma anche poco: sono un libero professionista e per prima cosa sono libero di non accettare un caso, poi sono libero di decidere di fare una difesa gratuita se vedo che siamo di fronte a una palese ingiustizia e l’ho già fatto».
Ma quando si esce dallo studio o dall’aula di tribunale, cosa ci si porta a casa? «Bisogna ricordare che in carcere c’è gente che soffre anche se magari ha fatto soffrire altre persone. Nel momento in cui non mi darà più fastidio il rumore delle manette cambierò mestiere e andrò a fare i decreti ingiuntivi».
Recuperare luoghi, creare spazi, immaginare eventi al di fuori dell’esistente perché non solo con la cultura «si mangia» ma senza cultura «si muore». Ne sono convinti a Ravenna in Comune, il soggetto politico di sinistra che candida Raffaella Sutter a sindaco e tiene insieme varie realtà politiche e associative e singoli aderenti e che ha lanciato la propria campagna elettorale partendo proprio dal tema cultura.
Fino al 22 febbraio sono aperte le iscrizioni in tutte le scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2016/2017. In tale circostanza si dovrà comunicare alla segreteria della propria scuola, e comunque anche in futuro nel mese di febbraio di ogni anno, se accettare l’insegnamento della religione cattolica (Irc) oppure avvalersi della cosiddetta ora alternativa. In quest’ultimo caso sono previste attività didattico formative di gruppo, oppure attività individuali con un docente. I Dirigenti scolastici sono obbligati per legge a garantire un insegnante di ora alternativa anche ad un solo studente – sottolinea in una nota il circolo ravennate della Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) – «così come la stessa garanzia viene offerta a chi frequenta l’ora di religione».
Un termometro nel retto del cadavere, «nella parte più nascosta ai raggi solari…». Così si comincia un corretto sopralluogo sulla scena di un omicidio. E così ha fatto lei, nei tanti casi affrontati in oltre vent’anni di professione da medico legale sul territorio provinciale e non solo: «La rilevazione della temperatura corporea – dice la dottoressa che preferisce restare anonima – è un dato fondamentale per avvicinarsi a stabilire l’orario del decesso ma avremo sempre un intervallo di tempo, scordatevi Csi che fissa la morte alle 10.02 precise».
Usciti da una discoteca di Pinarella, intorno alle 4.30, hanno ben pensato di prendere qualcosa da bere dal vicino supermercato, naturalmente a quell’ora di notte chiuso. Così, una coppia di ventenni di Rimini, entrambi gravati da alcuni precedenti, ha scavalcato la recinzione del Conad prendendo dal magazzino quattro casse di birra. Il supermercato, però, alla luce di una serie di furti notturni, è dotato di un sistema di allarme che ha portato in pochi minuti sul posto una guardia giurata, che a sua volta ha contattato i carabinieri.
La Romagna torna ad accogliere il calcio femminile azzurro con un calendario di gare ed eventi che interesseranno diverse aree del territorio per culminare con la disputa, dal 13 al 20 marzo, della Fase Elite del Campionato Europeo Uefa Under 17 Femminile.
Il 2015 è il quarto anno consecutivo in cui il porto di Ravenna registra traffici in aumento rispetto all’anno precedente e segna il nuovo record ravennate nei container. È il riassunto fatto dall’Autorità portuale a corredo dei dati di dicembre che consentono il bilancio consuntivo dei traffici. «Non posso che esprimere grande soddisfazione – di Galliano Di Marco, presidente di Ap – perché i numeri fanno giustizia delle parole e dimostrano che il porto di Ravenna è tutt’altro che abbandonato, come qualcuno ha osato dire di recente, e noi non ci siamo mai seduti sugli allori né ci siamo depressi dopo i quotidiani attacchi che abbiamo subito su stampa locale e nazionale dai soliti noti».
«La Compagnia dell’Albero precisa che è rimasta totalmente estranea ai fatti. Nessuno dei suoi giocatori è stato ammonito o espulso né, tantomeno, ha insultato il direttore di gara». È la precisazione diffusa dalla società sportiva ravennate dopo che la partita della sua formazione Juniores contro il Marina è stata sospesa dall’arbitro che si è rifugiato negli spogliatoi da dove ha chiesto l’intervento dei carabinieri perché pesantemente insultato e minacciato. La vicenda è accaduta il 23 gennaio al campo di via Dismano Vecchio.
Da tempo Malindi non è più la stessa mare blu, spiagge bianche, palme al vento. Il sogno di Briatore – già sbertucciato da Crozza – è evaporato, nell’enclave italo-africana sulle rive dell’Oceano indiano, fra crisi finanziaria, rapinatori e terrorismo. Addio celebrità, vip di seconda fila, attricette, paraculati e pensionati d’oro… La cittadina turistica del Kenya resta però rifugio e covo di falliti ed evasori fiscali, ex terroristi e mafiosi come ci informano anche le cronache. E come ci racconta, declinando al peggio questa decadenza, Guido Pasi nel suo recente romanzo noir Malindi senza via d’uscita (2015, Edizioni Moderna, 190 pp., 15 euro). Un titolo programmatico per una trama che è una vertiginosa discesa nell’inferno dei tristi tropici.