domenica
10 Maggio 2026

Capitano di lungo corso muore in casa Stava mettendo via gli addobbi natalizi

Il 73enne Guido Raffaelli, consigliere del Propeller, ha perso la vita
cadendo dalla scala del solaio. Aveva comandato grandi petroliere

Stava salendo verso il solaio della propria abitazione in via Cerchio, in centro a Ravenna, quando poco prima delle 17 di ieri, sabato 9 gennaio, è caduto sbattendo violentemente la testa.

I sanitari del 118, giunti dopo pochi minuti sul posto, hanno tentato disperatamente di rianimarlo ma è morto poco dopo.

La vittima dell’incidente domestico è Guido Rinaldo Raffaelli, 73enne versiliese di origine ma che viveva a Ravenna dalla fine degli anni ottanta.

Era molto noto in città per essere capitano di lungo corso e aver comandato in passato in particolare grandi petroliere. Era stato capitano anche per il gruppo Ferruzzi e per l’armatore Daniele Corvetta.

Attualmente era consigliere del Propeller, l’associazione che promuove l’incontro tra esponenti delle categorie legate alle attività marittime.

Secondo quanto riporta il Corriere Romagna oggi in edicola, Raffaelli ha avuto l’incidente mortale mentre stava mettendo via gli addobbi natalizi.

Messaggi di cordoglio sono arrivati, tra gli altri, dai vertici del Propeller e dal sindaco Fabrizio Matteucci.

Capitano di lungo corso muore in casa Stava mettendo via gli addobbi natalizi

Il 73enne Guido Raffaelli, consigliere del Propeller, ha perso la vita cadendo dalla scala del solaio. Aveva comandato grandi petroliere

Stava salendo verso il solaio della propria abitazione in via Cerchio, in centro a Ravenna, quando poco prima delle 17 di ieri, sabato 9 gennaio, è caduto sbattendo violentemente la testa.

I sanitari del 118, giunti dopo pochi minuti sul posto, hanno tentato disperatamente di rianimarlo ma è morto poco dopo.

La vittima dell’incidente domestico è Guido Rinaldo Raffaelli, 73enne versiliese di origine ma che viveva a Ravenna dalla fine degli anni ottanta.

Era molto noto in città per essere capitano di lungo corso e aver comandato in passato in particolare grandi petroliere. Era stato capitano anche per il gruppo Ferruzzi e per l’armatore Daniele Corvetta.

Attualmente era consigliere del Propeller, l’associazione che promuove l’incontro tra esponenti delle categorie legate alle attività marittime.

Secondo quanto riporta il Corriere Romagna oggi in edicola, Raffaelli ha avuto l’incidente mortale mentre stava mettendo via gli addobbi natalizi.

Messaggi di cordoglio sono arrivati, tra gli altri, dai vertici del Propeller e dal sindaco Fabrizio Matteucci.

E la fornaia con il detergente mette in fuga la rapinatrice con il coltello

È successo in via Galilei, a Ravenna. La titolare: «Ho agito d’istinto
ma fatico per guadagnare e non ho neppure pensato di darle i soldi»

«Sono i miei soldi, mi faccio un mazzo così per guadagnarli, non ci penso neppure a darteli». Più o meno sono queste le parole che la titolare della Panetteria di Annamaria, un forno-gastronomia-pasticceria di via Galilei, a Ravenna, ha rivolto per nulla spaventata alla giovane rapinatrice che le si è parata davanti in orario di chiusura, poco prima delle 13, di sabato mattina.

«Ero da sola in quel momento – ci racconta la 50enne, che gestisce il negozio con il marito – ed è entrata questa ragazza, all’apparenza giovane e italiana, con il volto coperto, si vedevano solo gli occhi, tanto che facevo fatica a capire cosa mi stesse dicendo». Poi le parole si sono fatte chiare: «Non ci vogliamo fare male, né tu né io, dammi l’incasso». Con tanto di un coltello da cucina tirato fuori dallo zaino con fare minaccioso.

La titolare non si è fatta però intimorire, ha preso in mano anche lei un coltello, per il pane, e le ha spruzzato negli occhi il Cif, detergente che stava utilizzando in quel momento per pulire una vetrinetta. «Lei è scappata senza pensarci un secondo», ci racconta al telefono a ormai diverse ore dall’accaduto. «Ho agito d’istinto e ho rischiato tanto, ma fatico tanto per guadagnare nella vita e non ci ho pensato neppure un secondo di darle l’incasso».

La giovane rapinatrice è poi scappata e, secondo alcuni testimoni, si è liberata del giubbotto utilizzato per il (mancato) colpo, indossandone uno rosso. Sul posto i carabinieri che stanno cercando di rintracciare la malvivente.

Lega Nord, Pini contro tutti: «La stampa locale pubblica spazzatura pur di ostacolarci Sono in arrivo querele per diffamazione»

Il deputato replica a Metri, Guerra, Calisesi…

«Non sono abituato a replicare alle farneticazioni di piccole persone che cercano visibilità per luce riflessa attaccando chi ha, nei numeri e nella sostanza dei fatti, un ruolo vero nello scenario politico, ma quando la stampa locale pur di ostacolare la Lega arriva a pubblicare spazzatura che arriva da fuori provincia prodotta da uno espulso due volte dalla Lega, beh, penso si sia passato il segno». Non si fa attendere la replica dura, ma schietta come nel suo stile, del deputato romagnolo della Lega Nord, Gianluca Pini, che fa esplicito riferimento all’intervento (pubblicato anche dalla nostra testata, tra gli articoli correlati) di Corrado Metri, definito da Pini un «signor nessuno», ma che comunque resta il primo segretario della storia della Lega Nord Romagna, oltre che un ex deputato.

«La libertà di parola e anche di critica non può legittimare in nessun modo la libertà di calunnia, di diffamazione, d’offesa e di stravolgimento della realtà – continua Pini –. Non perderò tempo nel replicare all’incredibile sequela di stronzate che ho letto in questi giorni da parte di personaggi animati solo da frustrazioni personali: a questi soggetti e alle loro farneticazioni penseranno i nostri legali che hanno già predisposto un bel numero di querele».

Pini prosegue poi nel precisare il suo pensiero: «Quando si legge il pensiero di qualcuno è sempre bene sapere chi è sempre questo qualcuno, e allora, vediamo lo spessore di questi geni della politica: di Guerra (Paolo, il consigliere della Lega che si è dimesso a Ravenna nei giorni scorsi, vedi sempre correlati, ndr), abbiamo già detto: nonostante non abbia mai svolto veramente attività politica in sezione, voleva a tutti i costi una poltrona, per la quale none era all’altezza, e siccome non l’ha avuta, se ne andato tradendo la fiducia dei militanti. Del signor Calisesi (il suo intervento ancora nei correlati, ndr) penso sia sufficiente sapere, contrariamente a quanto afferma, che non è stato un fondatore della Lega, che più volte in passato ha restituito e ripreso la tessera e che soprattutto in questi ultimi anni non ha mai partecipato attivamente all vita del Movimento: sostanzialmente un fantasma, che ora sbuca fuori e trova spazio».

«Noi a questo gioco al massacro non ci stiamo – conclude Pini –, questa sarà l’ultima volta che il sottoscritto e la Lega replicheranno a mezzo stampa a questi frustrati in cerca di un improbabile riscatto personale. Ci auguriamo che la stampa locale sia sufficientemente imparziale da dare a questi soggetti il peso che hanno (zero) e confidiamo nell’autorità giudiziaria affinché certifichi in tempi rapidi ed in modo certo che nel confronto politico non ci può essere spazio per la diffamazione».

Caos M5S, il capogruppo: «Santarella falsa, ecco le foto dei suoi messaggi»

Vandini infuriato: «Grazie a lei festeggiano Pd, Ancisi e Lega Nord
Ora il Movimento è al giro di boa: deve allontanare gli estremisti»

Dopo l’ufficialità della presentazione di una seconda lista allo staff centrale del Movimento 5 Stelle – ovviamente alternativa a quella già nota che vede Michela Guerra candidata a sindaco e Fabrizio Martelli capolista – di cui si è fatta portavoce la consigliera comunale uscente dei grillini, Francesca Santarella (vedi articoli correlati), ora sono tre gli scenari possibili.

Il primo è che Grillo e Casaleggio (e chi li affianca) decidano di certificare di loro iniziativa una sola delle due liste considerando l’altra inadeguata per vari motivi. Il secondo è che lo staff faccia decidere al web, dando la possibilità agli utenti certificati sul sito nazionale di Beppe Grillo del comune di Ravenna (alcune centinaia) di votare liberamente le due liste. Ma non è da escludere neppure un terzo scenario, quello in cui entrambe le liste vengano considerate inadeguate e Ravenna alle prossime elezioni resti così senza il simbolo del Movimento 5 Stelle. A ricordare le varie possibilità è in una nota stampa il capogruppo uscente del Movimento 5 Stelle, Pietro Vandini, collaboratore di Michela Guerra (pur avendo deciso di non candidarsi in alcun modo) e da tempo in rotta con la collega a Palazzo Merlato, Santarella.

«Il Partito Democratico, Ancisi e Pini, che non perde tempo a Roma per intrattenersi con i nostri parlamentari allo scopo di creare maggiore confusione, oggi possono festeggiare il giorno del ringraziamento – commenta amaro Vandini nella nota inviata alla stampa –. Una bella tavola imbandita apparecchiata con cura dalla Santarella. Non è una novità per noi, già sapevamo tutto e lo abbiamo detto più volte in queste settimane. Un piccolo ringraziamento lo faccio anche io perché grazie al delirante comunicato di quella persona, tutti avranno la possibilità di conoscere il livello di falsità raggiunto».

Vandini invia così alla stampa in allegato alcuni screenshot tratti da conversazioni pubbliche sui social network in cui Santarella commentava con orrore, alcuni mesi fa, l’ipotesi di presentare due liste in seno al Movimento. In un messaggio recente annunciava anche, a quanto pare, la decisione di fare un passo indietro e di non ripresentarsi alle prossime elezioni (pubblichiamo qui a fianco i due screenshot più significativi).

Santarella, contattata telefonicamente, ha preferito non parlarci e non dichiarare nulla al di fuori di quanto fatto nel comunicato di questa mattina (vedi sempre tra i correlati).

«Sicuramente – commenta poi Vandini – ho la certezza che il Movimento 5 Stelle di Ravenna si trovi ad un giro di boa. Da una parte un percorso democratico, aperto, trasparente, fatto tramite il meetup esattamente come in tutte le altre città d’Italia; percorso al quale tutti potevano partecipare e mettersi in gioco (le candidature addirittura sono state aperte fino al giorno prima delle primarie) rispettando le 3 regole di base (fedina penale pulita, nessuna tessera di partito, non aver fatto 2 mandati); percorso nel quale per avere diritto di voto si è deciso tutti assieme quali fossero gli step da fare, le scadenze e le modalità e queste decisioni sono state prese in assemblee aperte nelle quali anche la Santarella ha partecipato e votato. Dall’altra parte ci sono persone che hanno deciso negli ultimi 20 giorni di crearsi una lista a proprio uso e consumo senza palesarsi e dare a tutti i cittadini la possibilità di partecipare, di conoscere i candidati (compreso il candidato sindaco) e di fare tutte le legittime domande come trasparenza e partecipazione dovrebbero prevedere. Se davvero alla Santarella e alle persone che la seguono fosse interessato del Movimento, avrebbero partecipato alle assemblee palesando le loro intenzioni e cercando di convincere le persone che la loro visione fosse quella da seguire. Questo è quello che succede in democrazia. Vi era anche la possibilità di concorrere con due liste in modo aperto e trasparente, alla luce del sole, percorso che sarebbe terminato con un voto sul portale nazionale e che avrebbe senza ombra di dubbio arricchito, comunque fosse stato l’esito del voto, la lista scelta con la votazione dei cittadini certificati». Secondo Vandini, nella strategia di Santarella «continua a prevalere il desiderio di affermazione personale (condivisa da diversi personaggi saliti sul carro segreto all’ultimo momento) e così mente, a se stessa e a tutti i cittadini che vedono nel Movimento l’unica possibilità di cambiare le cose nella nostra città».

«Per quello che mi riguarda – conclude Vandini – ritengo che qualsiasi scelta diversa dal percorso fatto con il meetup sia una sonora sconfitta per il Movimento 5 Stelle che sarà di conseguenza destinato a crollare nella nostra città. Per questo penso che si sia ad un giro di boa. La scelta è tra onestà, competenza, trasparenza e capacità amministrativa da una parte; odio, complottismo, invidia ed estremismo (e non parlo di ambientalismo o animalismo, termini nobili per identificare nobili cause da portare avanti) dall’altra; da una parte un Movimento 5 Stelle che è maturato ed ha acquisito la capacità di governare una città consapevole di quali siano le responsabilità di chi entra nelle istituzioni; dall’altra la versione “2.0” di qualcosa che a Ravenna esiste da decenni e che rappresenta solo ed esclusivamente l’inconcludenza fine a se stessa o la voglia quasi ossessiva e unica di criticare, denunciare e distruggere».

Calci e pugni a carabinieri e Gazzella: arrestato ubriaco in centro a Ravenna

In manette un 53enne con precedenti. Il sindaco Matteucci:
«Contrasteremo con forza simili fenomeni a casa nostra»

Un libico di 53 anni, con alle spalle numerosi precedenti, in preda alla follia e in evidente stato di ubriachezza, nella mattinata di oggi, sabato 9 gennaio, ha creato un certo allarme in centro a Ravenna. Dopo essersela presa con chiunque gli fosse capitato a tiro, infatti, giunto in piazza Costa si è scagliato con calci e pugni contro l’automobile parcheggiata dei carabinieri. I danni sono stati limitati grazie al rapido intervento degli stessi carabinieri di quartiere, al rientro dell’ispezione a piedi.

L’uomo però alla vista dei militari non si è fermato ma si è scagliato contro gli stessi con calci e pugni, prima contro una pattuglia dei carabinieri di quartiere, appunto, poi anche verso colleghi di un’altra pattuglia intervenuta in ausilio che lo hanno immobilizzato a terra. L’uomo non avrebbe cambiato atteggiamento neppure durante le fasi dell’arresto, continuando a urlare frasi sconnesse e minacce di morte all’indirizzo dei carabinieri.

Portato in caserma, l’uomo si è tranquillizzato, poi è stato portato in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dovrà rispondere di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, oltre che per danneggiamento.

Uno, in particolare, il carabinieri aggredito dall’uomo, che però non ha riportato particolari ferite.

Sull’episodio è intervenuto anche il sindaco Fabrizio Matteucci. «Dopo l’aggressione subìta questa mattina da un carabiniere nel centro di Ravenna ho espresso immediatamente al colonnello Bonucchi la solidarietà di Ravenna all’Arma dei Carabinieri», dice il sindaco, che poi continua: «L’aggressore ha compiuto un’aggressione criminale e decisamente temeraria. Adesso è in carcere e chi di dovere dovrà fare in modo che non possa più nuocere alla nostra comunità. Deve essere chiaro a tutti che contrastaremo con forza il radicarsi di fenomeni simili a casa nostra».

La mamma va in vacanza, il papà a casa coi figli, ecco la famiglia ravennate in tv

Il video della prima puntata del programma di Rai Tre

Pubblichiamo qui sotto il video integrale della prima puntata del nuovo reality show di Rai Tre “Chiedi a papà” che ha visto protagonista una famiglia ravennate, quella della giornalista Silvia Manzani e del bancario Mauro Di Nuzzo.

Come spieghiamo nella nostra intervista (vedi articoli correlati qui a fianco), il format è semplice: la mamma se ne va cinque giorni in vacanza e il babbo resta a casa alle prese con i figli e l’economia domestica.

La mamma va in vacanza, il papà a casa coi figli, ecco la famiglia ravennate in tv

Il video della prima puntata del programma di Rai Tre

Pubblichiamo qui sotto il video integrale della prima puntata del nuovo reality show di Rai Tre “Chiedi a papà” che ha visto protagonista una famiglia ravennate, quella della giornalista Silvia Manzani e del bancario Mauro Di Nuzzo.

Come spieghiamo nella nostra intervista (vedi articoli correlati qui a fianco), il format è semplice: la mamma se ne va cinque giorni in vacanza e il babbo resta a casa alle prese con i figli e l’economia domestica.

Il primo segretario della Lega Nord Romagna attacca Pini e difende il dimissionario Guerra

L’ex sindaco di Castrocaro Metri, espulso dal Carroccio, contro il deputato
ravennate: «Vuole un partito a sua immagine. Ma forse dimentica le inchieste…

Se la notizia del giorno in vista della campagna elettorale è l’ufficialità della spaccatura all’interno del Movimento 5 Stelle ravennate, certo non se la passa tanto meglio la Lega Nord, ancora alle prese con le polemiche dopo le dimissioni del consigliere comunale Paolo Guerra e all’abbandono di alcuni militanti ed ex dirigenti storici (vedi articoli correlati).

A Palazzo Merlato al posto di Guerra entrerà in questi ultimi mesi di legislatura Alberto Donini (nella foto con il neosegretario nazionale della Lega Nord Romagna, Jacopo Morrone, che gli ha fatto i complimenti nei giorni scorsi) ma continua il fuoco amico nei confronti dei vertici o comunque della linea dettata (alleanza con Lista per Ravenna di Alvaro Ancisi compresa) dal deputato Gianluca Pini.

A esprimere solidarietà ai dissidenti ravennati Guerra, Calisesi e Pezzi è infatti ora Corrado Metri, ex deputato, ex sindaco di Castrocaro e tra i fondatori (nonché segretario per i primi sei anni) del movimento della Lega Nord Romagna negli anni novanta.

«Ritengo giusto dire la mia a proposito della conduzione del Movimento in Romagna da parte dell’onorevole Pini: disincentivare brave persone, militanti attivi e capaci, fino a portarli alla decisione di andarsene dalla Lega, oppure cacciarle direttamente è il sistema, credo comune un po’ a tutti i partiti, per configurare a propria immagine e somiglianza una compagine politica. Gli amici di Ravenna hanno capito in tempo che era ora di andarsene, per interrompere una situazione umiliante prima di essere sanzionati, io li capisco perchè a me è capitato di peggio».

«Purtroppo – continua Metri – ho visto annientare le sezioni della provincia di Rimini, oggi il comunale del capoluogo conta la bellezza di 1 militante, forse 2; ho visto congelare la militanza di Ravenna ed aumentare in maniera spropositata il numero di militanti da congresso del forlivese, col l’ovvio obiettivo di controllare la Romagna. Chi non era d’accordo è stato eliminato in qualche modo, io sono stato espulso senza una motivazione concreta, un fatto specifico. L’aspetto più singolare però è dato da una delle motivazioni, sempre generiche e non provate, ossia che avrei ‘portato danno all’immagine della Lega’. Accusa che viene da chi, Pini, è stato condannato in primo grado a 2 anni per ‘millantato credito’, per aver, come cita la sentenza, ricevuto 15 mila euro per far vincere un concorso da notaio, e da una persona, sempre Pini, che è tuttora all’attenzione di alcune inchieste della magistratura, una di queste, per dichiarazione dei giudici riportata dai quotidiani locali, dovrebbe vedere un processo proprio in questo mese di gennaio, perciò mi chiedo e chiedo agli altri: chi porta danno all’immagine del Movimento?»

«Al mio caso e ad altri simili si aggiunge l’opera di mortificazione e inibizione operata nei confronti della sezione di Castrocaro, commissariata per ‘non aver lavorato negli ultimi 12 mesi’, nonostante tutto il lavoro espresso, superiore a qualsiasi altra sezione, comprese quelle provinciali, e i risultati elettorali di tipo ‘lombardo’, ad esempio il 33% delle ultime elezioni regionali, l’unica sezione che rispettava il parametro del tesseramento di 3 sostenitori per ogni militante, quella che faceva feste con partecipazioni superiori a qualsiasi altra, nonostante l’assenza sistematica di personaggi noti, quella che raccoglieva firme come tutto il resto della provincia. A fronte di questa ennesima provocazione ed offesa tutti gli iscritti di Castrocaro se ne sono andati. Per tutto questo ritengo giusto esprimere, a nome mio e di tutta la ex sezione di Castrocaro, sentimenti di solidarietà e amicizia degli amici di Ravenna, Paolo Guerra, Giovanni Calisesi e Orazio Pezzi. Calisesi è uno dei più anziani militanti della Romagna, dal 1990, ha ricoperto diversi ruoli interni ed istituzionali, tra i quali capogruppo in Consiglio Comunale a Ravenna, mentre Paolo Guerra è stato consigliere comunale di Ravenna, si è dimesso in questa occasione con una dignità inusuale nell’ambiente politico, e ha portato avanti il suo ruolo pubblico con capacità e continuità ammirevoli, portando lustro alla Lega, ma purtroppo molta invidia al suo interno».

Da Ravenna a Bologna il primo corridoio controllato doganale stradale

I ringraziamenti del presidente dell’Autorità portuale

È di questi giorni la notizia dell’avvio, il 29 dicembre scorso, del primo corridoio controllato doganale stradale, un “Fast Corridor” da Ravenna a Bologna grazie al quale si semplificano le procedure e si velocizza il trasferimento delle merci dal porto di Ravenna all’Interporto di Bologna.

«Dopo circa un anno di lavoro – ricorda il Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna, Galliano Di Marco – fatto anche di seminari di formazione per il personale delle aziende coinvolte, è stata avviata la sperimentazione per le merci su gomma (ma si spera presto di poter far viaggiare lungo questo corridoio anche quelle su ferrovia) e dal 29 dicembre scorso il Fast Corridor a Ravenna è realtà».

L’avvio di questo corridoio fa parte del progetto “Port of Ravenna Fast Corridor” co-finanziato al 50% dalla Commissione Europea e inserito nel programma Ten-T per sostenere il potenziamento delle infrastrutture di trasporto europee «rappresenta una rivoluzione all’interno della tradizionale catena logistica intermodale internazionale – continua Di Marco – e come tutte le rivoluzioni, forse, inizialmente può spaventare. Sono convinto però che si aprano, grazie alla tecnologia utilizzata – che oltre a velocizzare procedure e operazioni, garantisce anche, attraverso la completa tracciabilità delle merci, livelli massimi di sicurezza – concrete opportunità di intercettare nuovi traffici, di diversificarne i flussi e di attrarre merci a maggiore valore aggiunto, a beneficio di tutte le attività del nostro scalo. La tecnologia va sempre vista come un mezzo messo a disposizione dell’uomo, in questo caso dell’intera comunità portuale (Dogana, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Agenti marittimi, Imprese ed Associazioni di categoria) che saprà utilizzarne positivamente, e propositivamente, le possibilità che offre per migliorare qualità dei servizi e del lavoro. Per questo l’Autorità Portuale si è fatta soggetto coordinatore e facilitatore nella realizzazione di tale progetto».

«Voglio ringraziare tutti i soggetti, a vario titolo coinvolti, in questo progetto – continua la nota di Di Marco –: oltre a noi, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, T.C.R. – Terminal Container Ravenna SpA, HUB TELEMATICA Scarl (partner tecnologico per lo sviluppo del Port Community System), l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna – Scuola Europea di Alti Studi Tributari e UIRNet SpA., che hanno contribuito in maniera determinante a questo importante risultato. Mi sia concesso un ringraziamento particolare alla Agenzia delle Dogane, al suo Direttore, Giuseppe Peleggi, che ha scelto Ravenna, prima per la sperimentazione dello Sportello Unico Doganale, poi per quella dello sdoganamento in mare e infine per l’avvio, unici in Adriatico (in Italia i soli altri porti che lo utilizzano sono Genova, La Spezia e Livorno), di questo corridoio controllato doganale che diventa un importante servizio complementare allo sdoganamento in mare stesso. Basti pensare che TCR SpA, Terminal Container Ravenna, ha completato l’installazione e l’attivazione operativa dei due varchi automatizzati previsti dal progetto co-finanziato che consentono una integrazione diretta fra i sistemi informatici ed il varco nell’ottica di una futura eliminazione delle soste ed una completa dematerializzazione delle operazioni di varco. Il corridoio consente inoltre un migliore e più ampio utilizzo dei servizi forniti dal Port Community System per il coordinamento degli scambi informativi fra i soggetti attuatori del corridoio doganale controllato (Gestore della Missione, Autotrasportatore, UIRNET, Agenzia delle Dogane, Gestore del magazzino di T.C. di sbarco, Gestore del magazzino di T.C. di destinazione, GdF, Agenzia marittima). La fase di sperimentazione del corridoio è stata possibile grazie non solo all’impegno dei partner di progetto, ma soprattutto alla disponibilità operativa della società Cogefrin Logistic Bulk Terminal Srl che è il Gestore della Missione del nuovo corridoio e di CONSAR Ravenna che ha curato il trasporto dei contenitori lungo il corridoio controllato. E anche a questi va il mio ringraziamento per il lavoro svolto».

Ecco il nuovo Piano dei rifiuti della Regione Obiettivo 70 percento di riciclo entro il 2020

Riciclare entro il 2020 almeno il 70 percento di carta, metalli, plastica, legno, vetro e organico e ridurre al 5 percento lo smaltimento a partire dal conferimento in discarica. Questi, in sintesi, gli obiettivi che la Regione si dà con il nuovo Piano per la gestione dei rifiuti. Obiettivi ambiziosi se confrontati con quelli indicati dall’Europa, di gran lunga inferiori: 60 percento di raccolta differenziata al 2025 (65 percento al 2030) e, per quanto riguarda lo smaltimento e il conferimento in discarica, il 10 percento entro il 2030. Da sottolineare come oggi questa percentuale in Italia sia prossima al 40 percento.

«Come avevamo promesso – ha ricordato il presidente Bonaccini – , dopo aver legiferato per primi in Italia in tema di economia circolare, con la legge regionale 16/2015, oggi (venerdì 8 gennaio, ndr) in Giunta abbiamo approvato il Piano per la gestione dei rifiuti, che verrà messo alla discussione e all’approvazione dell’Assemblea legislativa nei tempi prestabiliti, e cioè entro la primavera. È un risultato che ci colloca tra le realtà più avanzate in Europa».

«Il Piano, che intende uniformare e integrare principi e azioni che dovranno essere realizzati sull’intero territorio dell’Emilia-Romagna, garantirà una gestione più innovativa e razionale, volta a ottimizzare l’uso dell’impiantistica esistente su scala regionale e a porre le basi per una tariffa unica di smaltimento – sottolinea l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo – . Tutto ciò avrà anche ripercussioni importanti e positive in termini di risparmi per i cittadini, che vedranno a regime una riduzione delle proprie bollette».

Le azioni concrete che consentiranno di raggiungere gli obiettivi del Piano sono – si legge in una nota della Regione – la tariffazione puntuale, gli Accordi di filiera previsti e in parte già sottoscritti, il fondo incentivante previsto dalla legge regionale 16/2015. Sono previsti solo tre impianti di discarica in Emilia-Romagna, in via prioritaria per i rifiuti speciali, e la cessazione dei conferimenti di rifiuti urbani indifferenziati in due degli otto impianti di incenerimento.

Ecco il nuovo Piano dei rifiuti della Regione Obiettivo 70 percento di riciclo entro il 2020

Riciclare entro il 2020 almeno il 70 percento di carta, metalli, plastica, legno, vetro e organico e ridurre al 5 percento lo smaltimento a partire dal conferimento in discarica. Questi, in sintesi, gli obiettivi che la Regione si dà con il nuovo Piano per la gestione dei rifiuti. Obiettivi ambiziosi se confrontati con quelli indicati dall’Europa, di gran lunga inferiori: 60 percento di raccolta differenziata al 2025 (65 percento al 2030) e, per quanto riguarda lo smaltimento e il conferimento in discarica, il 10 percento entro il 2030. Da sottolineare come oggi questa percentuale in Italia sia prossima al 40 percento.

«Come avevamo promesso – ha ricordato il presidente Bonaccini – , dopo aver legiferato per primi in Italia in tema di economia circolare, con la legge regionale 16/2015, oggi (venerdì 8 gennaio, ndr) in Giunta abbiamo approvato il Piano per la gestione dei rifiuti, che verrà messo alla discussione e all’approvazione dell’Assemblea legislativa nei tempi prestabiliti, e cioè entro la primavera. È un risultato che ci colloca tra le realtà più avanzate in Europa».

«Il Piano, che intende uniformare e integrare principi e azioni che dovranno essere realizzati sull’intero territorio dell’Emilia-Romagna, garantirà una gestione più innovativa e razionale, volta a ottimizzare l’uso dell’impiantistica esistente su scala regionale e a porre le basi per una tariffa unica di smaltimento – sottolinea l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo – . Tutto ciò avrà anche ripercussioni importanti e positive in termini di risparmi per i cittadini, che vedranno a regime una riduzione delle proprie bollette».

Le azioni concrete che consentiranno di raggiungere gli obiettivi del Piano sono – si legge in una nota della Regione – la tariffazione puntuale, gli Accordi di filiera previsti e in parte già sottoscritti, il fondo incentivante previsto dalla legge regionale 16/2015. Sono previsti solo tre impianti di discarica in Emilia-Romagna, in via prioritaria per i rifiuti speciali, e la cessazione dei conferimenti di rifiuti urbani indifferenziati in due degli otto impianti di incenerimento.

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