domenica
10 Maggio 2026

Da Castiglione ora smorzano i toni dopo il derby col Ravenna

Il consigliere regionale Figc Targhini: «Il sindaco era tra i tifosi del Ravenna per cercare di calmarli, lo ringrazio».

A smorzare i toni nel giorno dopo il derby, soprattutto dopo le dichiarazioni del presidente della Ribelle Marcello Missiroli (vedi articoli correlati), è Giovanni Targhini, protagonista in passato dell’ascesa della squadra di Castiglione di Ravenna e ora consigliere regionale della Lega Nazionale Dilettanti della Figc.

Il derby è quello andato in scena domenica a Castiglione con il blasonato Ravenna, terminato 1 a 1, con alcuni atti di vandalismo che si sono registrati (a quanto pare anche dall’arbitro nel suo referto) sugli spalti, ad opera dei tifosi ospiti.

Missiroli ha colto l’occasione per punzecchiare anche il sindaco Fabrizio Matteucci, reo – secondo il presidente – di non aver preso posto nel settore a lui riservato dalla squadra di casa e di essere rimasto invece insieme ai tifosi del Ravenna, nonostante anche la Ribelle sia una squadra del Comune che amministra. «In realtà – ci dice al telefono Targhini, presente alla partita in veste di tifoso e di consigliere Figc, non avendo più ruoli all’interno della Ribelle –, Matteucci è arrivato a partita iniziata, nel secondo tempo, e non ha voluto disturbare gli spettatori per raggiungere il proprio posto sugli spalti. D’altronde neppure io ero in tribuna, ci siamo salutati e il sindaco ha cercato di calmare alcuni dei tifosi più esagitati o comunque alterati del Ravenna». Targhini, quindi, a differenza del suo ex presidente, ringrazia il sindaco Matteucci, «e ringrazio la forza pubblica e la Digos che hanno tenuto sempre in pugno la situazione. Ci sono stati dei danni, è vero, ma sono cose che possono succedere purtroppo. Ora la società farà una stima e vedremo di trovare una soluzione». È molto probabile, se il referto dell’arbitro lo confermerà, che sarà lo stesso Ravenna a farsi carico dei danni, a questo punto.

Ruba profumi da Coin e poi scappa a forza di spintoni e spallate

Arrestato dai carabinieri dopo la fuga, nei pressi della stazione

Nella mattinata di ieri, domenica 20 dicembre, è entrato al Coin di via di Roma, in centro a Ravenna, con una borsa appositamente schermata, in modo da non far suonare l’antifurto all’uscita. Al suo interno ha nascosto, tentando di rubare, articoli (quasi tutti profumi) per un valore di circa 300 euro. Gli uomini della sorveglianza hanno però notato il suo comportamento sospetto e all’uscita l’hanno fermato.

L’uomo – un quarantenne rumeno residente nel Sud Italia ma con diversi piccoli precedenti qui in Romagna – si è però liberato con spallate e spintoni dandosi alla fuga. I carabinieri, allertati dai vigilantes e sulla base della loro descrizione, lo hanno rintracciato nei pressi della stazione, recuperando la refurtiva e arrestandolo per rapina aggravata.

Mense scolastiche: ecco il maxi appalto Sul piatto 55 milioni di euro in 9 anni

Il contratto della Camst scade il 30 giugno: ogni giorno bisogna
mettere a tavola circa 6.500 pasti in ottanta scuole del comune

Ci sono da mettere in tavola ogni giorno circa 6.500 pasti in ottanta scuole, dai nidi fino alle medie, per dieci mesi all’anno che fanno un totale di 1,17 milioni di pasti annui: è il servizio di ristorazione scolastica nel comune di Ravenna per cui la pubblica amministrazione, in prossimità della scadenza dell’appalto in corso (affidato alla cooperativa Camst fino al 30 giugno), sta cercando il prossimo fornitore allestendo un bando da circa 6,4 milioni di euro all’anno per sei anni (a partire dall’1 settembre 2016) per un totale di 37 milioni. Che potrebbero diventare 55 qualora Palazzo Merlato decidesse di avvalersi della facoltà di prorogare il contratto per ulteriori tre anni portando la scadenza a giugno 2025.

Già archiviato il passaggio in commissione consiliare, da domani (martedì 22 dicembre) se ne parlerà in consiglio comunale, che sarà chiamato ad approvare la delibera che fissa i paletti per la gara pubblica.

Oggi il panorama delle scuole interessate conteggia 10 nidi comunali, 22 materne comunali e 13 statali, 30 elementari e 5 medie: i pasti vengono preparati in 43 cucine e poi distribuiti su tutta la rete.

Cosa è richiesto al fornitore per aggiudicarsi il servizio? La fornitura degli arredi per le cucine; le attrezzature e i beni di consumo; la prenotazione giornaliera dei pasti con procedura informatizzata; l’acquisto delle derrate alimentari; la presenza di una dietista che curi i menù per garantire un equilibrato apporto nutrizionale e un buon gradimento; il trasporto dei pasti dalle cucine alle tavole entro 90 minuti; apparecchiatura, porzionamento, distribuzione, riordino e pulizia; manutenzione ordinaria dei locali; un centro di produzione per le emergenze; esperienza nel settore; l’utilizzo di carni italiane; la promozione della dieta mediterranea con prodotti biologici, di filiera corta e il divieto di Ogm; l’utilizzo di acqua di rete; un consumo maggiore di verdura; combattere gli sprechi alimentari e promuovere la sostenibilità ambientale.

Il servizio verrà affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa all’offerente che avrà ottenuto il punteggio complessivo più alto (su 100) dalla somma dei punteggi attribuiti ai parametri tecnico-qualitativi (70/100) e al prezzo (30/100).

La base d’asta è di 5,12 euro a pasto e di 5.934 euro come canone mensile per la manutenzione ordinaria dei locali. Il Comune ha deteminato che la base d’asta del pasto sia così suddivisa: 45 percento per il costo del lavoro, 33 percento per le derrate alimentari, 14 percento per i costi generali, 3 percento per prodotti non alimentari e 5 percento di utili.

Ma chi è la cooperativa al centro del dibattito, a cui è affidata la ristorazione scolastica a Ravenna? Nata a Bologna nel giugno del 1945, la Camst è presente sul territorio ravennate da quarant’anni. Oggi, nella sola Ravenna, conta 560 lavoratori, di cui oltre il 70 percento soci della cooperativa (in totale ha 12mila dipendenti e un fatturato di 500 milioni di euro). La storia ravennate comincia nel 1976, con l’apertura della prima cucina centralizzata che preparava pasti per i lavoratori delle aziende. Nel 1979 apre poi “La Cucinona”, il primo ristorante self-service della città. Negli anni ’80 e ’90 continuano gli investimenti con l’apertura di nuovi self-service a marchio Tavolamica nelle zone industriali (Bassette, Fornace Zarattini) e del self-service Magnosfera al centro commerciale Esp. Nel 1991 apre il Bizantino al mercato coperto. Oggi eroga 1,5 milioni di pasti l’anno a scuole e strutture socio-sanitarie-assistenziali, impiegando circa 120 lavoratori.

Mense scolastiche: ecco il maxi appalto Sul piatto 55 milioni di euro in 9 anni

Il contratto della Camst scade il 30 giugno: ogni giorno bisogna
mettere a tavola circa 6.500 pasti in ottanta scuole del comune

Ci sono da mettere in tavola ogni giorno circa 6.500 pasti in ottanta scuole, dai nidi fino alle medie, per dieci mesi all’anno che fanno un totale di 1,17 milioni di pasti annui: è il servizio di ristorazione scolastica nel comune di Ravenna per cui la pubblica amministrazione, in prossimità della scadenza dell’appalto in corso (affidato alla cooperativa Camst fino al 30 giugno), sta cercando il prossimo fornitore allestendo un bando da circa 6,4 milioni di euro all’anno per sei anni (a partire dall’1 settembre 2016) per un totale di 37 milioni. Che potrebbero diventare 55 qualora Palazzo Merlato decidesse di avvalersi della facoltà di prorogare il contratto per ulteriori tre anni portando la scadenza a giugno 2025.

Già archiviato il passaggio in commissione consiliare, da domani (martedì 22 dicembre) se ne parlerà in consiglio comunale, che sarà chiamato ad approvare la delibera che fissa i paletti per la gara pubblica.

Oggi il panorama delle scuole interessate conteggia 10 nidi comunali, 22 materne comunali e 13 statali, 30 elementari e 5 medie: i pasti vengono preparati in 43 cucine e poi distribuiti su tutta la rete.

Cosa è richiesto al fornitore per aggiudicarsi il servizio? La fornitura degli arredi per le cucine; le attrezzature e i beni di consumo; la prenotazione giornaliera dei pasti con procedura informatizzata; l’acquisto delle derrate alimentari; la presenza di una dietista che curi i menù per garantire un equilibrato apporto nutrizionale e un buon gradimento; il trasporto dei pasti dalle cucine alle tavole entro 90 minuti; apparecchiatura, porzionamento, distribuzione, riordino e pulizia; manutenzione ordinaria dei locali; un centro di produzione per le emergenze; esperienza nel settore; l’utilizzo di carni italiane; la promozione della dieta mediterranea con prodotti biologici, di filiera corta e il divieto di Ogm; l’utilizzo di acqua di rete; un consumo maggiore di verdura; combattere gli sprechi alimentari e promuovere la sostenibilità ambientale.

Il servizio verrà affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa all’offerente che avrà ottenuto il punteggio complessivo più alto (su 100) dalla somma dei punteggi attribuiti ai parametri tecnico-qualitativi (70/100) e al prezzo (30/100).

La base d’asta è di 5,12 euro a pasto e di 5.934 euro come canone mensile per la manutenzione ordinaria dei locali. Il Comune ha deteminato che la base d’asta del pasto sia così suddivisa: 45 percento per il costo del lavoro, 33 percento per le derrate alimentari, 14 percento per i costi generali, 3 percento per prodotti non alimentari e 5 percento di utili.

Ma chi è la cooperativa al centro del dibattito, a cui è affidata la ristorazione scolastica a Ravenna? Nata a Bologna nel giugno del 1945, la Camst è presente sul territorio ravennate da quarant’anni. Oggi, nella sola Ravenna, conta 560 lavoratori, di cui oltre il 70 percento soci della cooperativa (in totale ha 12mila dipendenti e un fatturato di 500 milioni di euro). La storia ravennate comincia nel 1976, con l’apertura della prima cucina centralizzata che preparava pasti per i lavoratori delle aziende. Nel 1979 apre poi “La Cucinona”, il primo ristorante self-service della città. Negli anni ’80 e ’90 continuano gli investimenti con l’apertura di nuovi self-service a marchio Tavolamica nelle zone industriali (Bassette, Fornace Zarattini) e del self-service Magnosfera al centro commerciale Esp. Nel 1991 apre il Bizantino al mercato coperto. Oggi eroga 1,5 milioni di pasti l’anno a scuole e strutture socio-sanitarie-assistenziali, impiegando circa 120 lavoratori.

Mense scolastiche: ecco il maxi appalto Sul piatto 55 milioni di euro in 9 anni

Il contratto della Camst scade il 30 giugno: ogni giorno bisogna mettere a tavola circa 6.500 pasti in ottanta scuole del comune

Ci sono da mettere in tavola ogni giorno circa 6.500 pasti in ottanta scuole, dai nidi fino alle medie, per dieci mesi all’anno che fanno un totale di 1,17 milioni di pasti annui: è il servizio di ristorazione scolastica nel comune di Ravenna per cui la pubblica amministrazione, in prossimità della scadenza dell’appalto in corso (affidato alla cooperativa Camst fino al 30 giugno), sta cercando il prossimo fornitore allestendo un bando da circa 6,4 milioni di euro all’anno per sei anni (a partire dall’1 settembre 2016) per un totale di 37 milioni. Che potrebbero diventare 55 qualora Palazzo Merlato decidesse di avvalersi della facoltà di prorogare il contratto per ulteriori tre anni portando la scadenza a giugno 2025.

Già archiviato il passaggio in commissione consiliare, da domani (martedì 22 dicembre) se ne parlerà in consiglio comunale, che sarà chiamato ad approvare la delibera che fissa i paletti per la gara pubblica.

Oggi il panorama delle scuole interessate conteggia 10 nidi comunali, 22 materne comunali e 13 statali, 30 elementari e 5 medie: i pasti vengono preparati in 43 cucine e poi distribuiti su tutta la rete.

Cosa è richiesto al fornitore per aggiudicarsi il servizio? La fornitura degli arredi per le cucine; le attrezzature e i beni di consumo; la prenotazione giornaliera dei pasti con procedura informatizzata; l’acquisto delle derrate alimentari; la presenza di una dietista che curi i menù per garantire un equilibrato apporto nutrizionale e un buon gradimento; il trasporto dei pasti dalle cucine alle tavole entro 90 minuti; apparecchiatura, porzionamento, distribuzione, riordino e pulizia; manutenzione ordinaria dei locali; un centro di produzione per le emergenze; esperienza nel settore; l’utilizzo di carni italiane; la promozione della dieta mediterranea con prodotti biologici, di filiera corta e il divieto di Ogm; l’utilizzo di acqua di rete; un consumo maggiore di verdura; combattere gli sprechi alimentari e promuovere la sostenibilità ambientale.

Il servizio verrà affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa all’offerente che avrà ottenuto il punteggio complessivo più alto (su 100) dalla somma dei punteggi attribuiti ai parametri tecnico-qualitativi (70/100) e al prezzo (30/100).

La base d’asta è di 5,12 euro a pasto e di 5.934 euro come canone mensile per la manutenzione ordinaria dei locali. Il Comune ha deteminato che la base d’asta del pasto sia così suddivisa: 45 percento per il costo del lavoro, 33 percento per le derrate alimentari, 14 percento per i costi generali, 3 percento per prodotti non alimentari e 5 percento di utili.

Ma chi è la cooperativa al centro del dibattito, a cui è affidata la ristorazione scolastica a Ravenna? Nata a Bologna nel giugno del 1945, la Camst è presente sul territorio ravennate da quarant’anni. Oggi, nella sola Ravenna, conta 560 lavoratori, di cui oltre il 70 percento soci della cooperativa (in totale ha 12mila dipendenti e un fatturato di 500 milioni di euro). La storia ravennate comincia nel 1976, con l’apertura della prima cucina centralizzata che preparava pasti per i lavoratori delle aziende. Nel 1979 apre poi “La Cucinona”, il primo ristorante self-service della città. Negli anni ’80 e ’90 continuano gli investimenti con l’apertura di nuovi self-service a marchio Tavolamica nelle zone industriali (Bassette, Fornace Zarattini) e del self-service Magnosfera al centro commerciale Esp. Nel 1991 apre il Bizantino al mercato coperto. Oggi eroga 1,5 milioni di pasti l’anno a scuole e strutture socio-sanitarie-assistenziali, impiegando circa 120 lavoratori.

Elena Fabbri nuova coordinatrice del Campus di Ravenna

Dal prossimo 24 gennaio Elena Fabbri sostituirà Giorgio Gruppioni alla guida del Campus di Ravenna (la denominazione con cui da qualche anno si intende la sede distaccata dell’università di Ravenna). Il Consiglio di Campus l’ha infatti eletta all’unanimità nuovo coordinatore. Resterà in carica per il prossimo triennio.

Professore ordinario di Fisiologia al Campus di Ravenna dal 1998, già coordinatore del corso di laurea in Scienze ambientali e Analisi e Gestione dell’Ambiente e responsabile della unità organizzativa di sede di Ravenna (Uos), Elena Fabbri si è distinta in questi anni per l’intensa attività dedicata all’internazionalizzazione dei corsi di laurea scientifico-ambientali ravennati.

Ringraziando Giorgio Gruppioni, coordinatore uscente, per il lavoro svolto negli ultimi tre anni, particolarmente difficili per la riorganizzazione di Ateneo, Lanfranco Gualtieri e Giannantonio Mingozzi, rispettivamente presidente e vicepresidente di Fondazione Flaminia (la fondazione che si occupa di sostenere lo sviluppo dell’università a Ravenna), hanno espresso a Elena Fabbri le proprie congratulazioni e l’augurio di buon lavoro.

«Siamo certi che Elena Fabbri, di cui abbiamo avuto modo di apprezzare le doti nel rilancio della presenza di Scienze Ambientali a Ravenna, sarà all’altezza della sfida che l’attende. Nel prossimo triennio i Campus romagnoli saranno chiamati a un ruolo attivo teso a rilanciare i rapporti col territorio. In questa prospettiva, avremo sicuramente in Elena Fabbri un interlocutore attento, dalle comprovate capacità, disponibile a proseguire e rafforzare la positiva collaborazione su questo fronte già avuta col suo predecessore».

Ribelle contro tifosi ravennati e sindaco «Anche Castiglione è nel suo Comune…»

Il presidente della società dopo il derby denuncia atti di teppismo e lancia frecciate a Matteucci: «Non si è seduto nei nostri posti…»

È andato in scena nel weekend al campo sportivo di Castiglione di Ravenna il derby tra le due squadre che al momento sono la massima espressione del calcio nella nostra provincia, militando entrambe in serie D, quarta serie nazionale. Si tratta dei padroni di casa della Ribelle e, dopo alcuni anni tribolati e fallimenti, della squadra del capoluogo, il Ravenna. Un derby finito in parità (1-1) e che lascia la Ribella sorprendentemente (o forse no) al settimo posto in classifica con ben sei punti in più del più blasonato Ravenna.

Ma il giorno dopo il derby continua con dichiarazioni senza dubbio “pesanti” del presidente della Ribelle, Marcello Missiroli, che, foto alla mano, denuncia «il comportamento altamente oltraggioso (cori offensivi contro le forze dell’ordine) e teppistico del tifo organizzato ospite (danni alla recinzione del campo e alla tribunetta a loro assegnata e imbrattamento con gli spray della medesima e della tribuna centrale)».

«Allo stesso tempo – prosegue Missiroli – non ho potuto che constatare con sorpresa la passività con la quale sia la dirigenza ravennate, sia le forze dell’ordine presenti, hanno assistito a tutto questo, senza che nessuno abbia detto qualcosa o che abbia provato a intervenire».

Missiroli poi va oltre, lamentando anche la presenza del sindaco Fabrizio Matteucci non nel posto a lui riservato dalla dirigenza della Ribelle («dimenticandosi che anche Castiglione di Ravenna fa parte del suo comune», sottolinea Missiroli in maniera polemica) ma tra gli stessi supporter del Ravenna colpevoli, secondo il presidente della Ribelle, dei comportamenti oltraggiosi e degli atti vandalici di cui sopra, che sempre secondo il presidente di Castiglione, si ripetono ogni volta che il Ravenna gioca in trasferta.

«La nostra Ribelle è una piccola società – termina la lettera –, che con gli sforzi sia economici, sia soprattutto di lavoro volontario di alcuni appassionati di calcio, sta facendo i salti mortali per rappresentare un piccolo riferimento del nostro territorio. Quindi, mi pare giusto che riceva l’appropriato rispetto da parte dei dirigenti di società più grandi e conosciute della nostra, cosa che in pratica accade quasi sempre, ma soprattutto da parte delle istituzioni cittadine».

Ribelle contro tifosi ravennati e sindaco «Anche Castiglione è nel suo Comune…»

Il presidente della società dopo il derby denuncia atti di teppismo e lancia frecciate a Matteucci: «Non si è seduto nei nostri posti…»

È andato in scena nel weekend al campo sportivo di Castiglione di Ravenna il derby tra le due squadre che al momento sono la massima espressione del calcio nella nostra provincia, militando entrambe in serie D, quarta serie nazionale. Si tratta dei padroni di casa della Ribelle e, dopo alcuni anni tribolati e fallimenti, della squadra del capoluogo, il Ravenna. Un derby finito in parità (1-1) e che lascia la Ribella sorprendentemente (o forse no) al settimo posto in classifica con ben sei punti in più del più blasonato Ravenna.

Ma il giorno dopo il derby continua con dichiarazioni senza dubbio “pesanti” del presidente della Ribelle, Marcello Missiroli, che, foto alla mano, denuncia «il comportamento altamente oltraggioso (cori offensivi contro le forze dell’ordine) e teppistico del tifo organizzato ospite (danni alla recinzione del campo e alla tribunetta a loro assegnata e imbrattamento con gli spray della medesima e della tribuna centrale)».

«Allo stesso tempo – prosegue Missiroli – non ho potuto che constatare con sorpresa la passività con la quale sia la dirigenza ravennate, sia le forze dell’ordine presenti, hanno assistito a tutto questo, senza che nessuno abbia detto qualcosa o che abbia provato a intervenire».

Missiroli poi va oltre, lamentando anche la presenza del sindaco Fabrizio Matteucci non nel posto a lui riservato dalla dirigenza della Ribelle («dimenticandosi che anche Castiglione di Ravenna fa parte del suo comune», sottolinea Missiroli in maniera polemica) ma tra gli stessi supporter del Ravenna colpevoli, secondo il presidente della Ribelle, dei comportamenti oltraggiosi e degli atti vandalici di cui sopra, che sempre secondo il presidente di Castiglione, si ripetono ogni volta che il Ravenna gioca in trasferta.

«La nostra Ribelle è una piccola società – termina la lettera –, che con gli sforzi sia economici, sia soprattutto di lavoro volontario di alcuni appassionati di calcio, sta facendo i salti mortali per rappresentare un piccolo riferimento del nostro territorio. Quindi, mi pare giusto che riceva l’appropriato rispetto da parte dei dirigenti di società più grandi e conosciute della nostra, cosa che in pratica accade quasi sempre, ma soprattutto da parte delle istituzioni cittadine».

Telecamere di videosorveglianza anche in via Cairoli. Nel comune ora sono 63

Installate grazie alla collaborazione di Forlini dell’ottica Gasperini
Saranno attive 24 ore al giorno. Immagini in tempo reale ai vigili

È stato inaugurato un nuovo impianto di videosorveglianza in centro a Ravenna, in via Cairoli, costituito da due telecamere installate su una delle due staffe già presenti accanto all’ottica Gasperini e utilizzate precedentemente dalla stessa ottica per il proprio impianto di videosorveglianza.

Le due nuove telecamere riprendono l’intera via; una infatti è orientata verso piazza del Popolo, l’altra verso via Corrado Ricci. All’inaugurazione sono tra gli altri intervenuti l’assessore a Commercio e Turismo Massimo Cameliani, l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani e Gianni Forlini, titolare dell’ottica Gasperini.

«Ringraziamo Forlini – hanno commentato Cameliani e Fagnani – per la sensibilità dimostrata nel sollecitare l’intervento e nel mettere a disposizione la struttura per l’installazione delle due nuove telecamere, che abbiamo voluto con l’obiettivo di garantire la sorveglianza anche su una strada di frequente transito del nostro centro storico come via Cairoli, dove sono presenti numerose attività commerciali».

«Sono molto contento – ha aggiunto Forlini – di poter contribuire a incrementare la sicurezza per la città; mi auguro che le nuove telecamere in aggiunta a tutte le altre possano essere sempre controllate in tempo reale, in modo da attivare una reale prevenzione».

Le telecamere sono in funzione 24 ore su 24; garantiscono la visione notturna grazie agli infrarossi. Le immagini riprese arrivano in tempo reale alla centrale operativa della Polizia municipale dalla quale, sempre in tempo reale, vengono trasmesse a Polizia di Stato e Carabinieri.

Con l’installazione di quelle di via Cairoli salgono a 63 le telecamere di videosorveglianza presenti nel territorio del comune di Ravenna.

Telecamere di videosorveglianza anche in via Cairoli. Nel comune ora sono 63

Installate grazie alla collaborazione di Forlini dell’ottica Gasperini
Saranno attive 24 ore al giorno. Immagini in tempo reale ai vigili

È stato inaugurato un nuovo impianto di videosorveglianza in centro a Ravenna, in via Cairoli, costituito da due telecamere installate su una delle due staffe già presenti accanto all’ottica Gasperini e utilizzate precedentemente dalla stessa ottica per il proprio impianto di videosorveglianza.

Le due nuove telecamere riprendono l’intera via; una infatti è orientata verso piazza del Popolo, l’altra verso via Corrado Ricci. All’inaugurazione sono tra gli altri intervenuti l’assessore a Commercio e Turismo Massimo Cameliani, l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani e Gianni Forlini, titolare dell’ottica Gasperini.

«Ringraziamo Forlini – hanno commentato Cameliani e Fagnani – per la sensibilità dimostrata nel sollecitare l’intervento e nel mettere a disposizione la struttura per l’installazione delle due nuove telecamere, che abbiamo voluto con l’obiettivo di garantire la sorveglianza anche su una strada di frequente transito del nostro centro storico come via Cairoli, dove sono presenti numerose attività commerciali».

«Sono molto contento – ha aggiunto Forlini – di poter contribuire a incrementare la sicurezza per la città; mi auguro che le nuove telecamere in aggiunta a tutte le altre possano essere sempre controllate in tempo reale, in modo da attivare una reale prevenzione».

Le telecamere sono in funzione 24 ore su 24; garantiscono la visione notturna grazie agli infrarossi. Le immagini riprese arrivano in tempo reale alla centrale operativa della Polizia municipale dalla quale, sempre in tempo reale, vengono trasmesse a Polizia di Stato e Carabinieri.

Con l’installazione di quelle di via Cairoli salgono a 63 le telecamere di videosorveglianza presenti nel territorio del comune di Ravenna.

Telecamere di videosorveglianza anche in via Cairoli. Nel comune ora sono 63

Installate grazie alla collaborazione di Forlini dell’ottica Gasperini Saranno attive 24 ore al giorno. Immagini in tempo reale ai vigili

È stato inaugurato un nuovo impianto di videosorveglianza in centro a Ravenna, in via Cairoli, costituito da due telecamere installate su una delle due staffe già presenti accanto all’ottica Gasperini e utilizzate precedentemente dalla stessa ottica per il proprio impianto di videosorveglianza.

Le due nuove telecamere riprendono l’intera via; una infatti è orientata verso piazza del Popolo, l’altra verso via Corrado Ricci. All’inaugurazione sono tra gli altri intervenuti l’assessore a Commercio e Turismo Massimo Cameliani, l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani e Gianni Forlini, titolare dell’ottica Gasperini.

«Ringraziamo Forlini – hanno commentato Cameliani e Fagnani – per la sensibilità dimostrata nel sollecitare l’intervento e nel mettere a disposizione la struttura per l’installazione delle due nuove telecamere, che abbiamo voluto con l’obiettivo di garantire la sorveglianza anche su una strada di frequente transito del nostro centro storico come via Cairoli, dove sono presenti numerose attività commerciali».

«Sono molto contento – ha aggiunto Forlini – di poter contribuire a incrementare la sicurezza per la città; mi auguro che le nuove telecamere in aggiunta a tutte le altre possano essere sempre controllate in tempo reale, in modo da attivare una reale prevenzione».

Le telecamere sono in funzione 24 ore su 24; garantiscono la visione notturna grazie agli infrarossi. Le immagini riprese arrivano in tempo reale alla centrale operativa della Polizia municipale dalla quale, sempre in tempo reale, vengono trasmesse a Polizia di Stato e Carabinieri.

Con l’installazione di quelle di via Cairoli salgono a 63 le telecamere di videosorveglianza presenti nel territorio del comune di Ravenna.

Il MaGio bike tour cambia continente Il giro del mondo continua in Canada

I due ravennati torneranno nel 2019 risalendo l’Africa. Ecco il saluto
di Marco Meini al Giappone (e alla donna amata) – FOTOGALLERY

Partiti verso est il 17 febbraio del 2013 con l’obiettivo di compiere il giro del mondo in bicicletta in cinque anni, i due giovani ravennati Marco Meini e Giovanni Gondolini dopo il giro di boa e i festeggiamenti per i primi mille giorni sui pedali hanno cambiato continente: dopo Europa, Oceania e Asia ora il MaGio Bike Tour (dalla fusione dei loro nomi di battesimo) è arrivato in America.

Salutata l’Asia e il Giappone, da Tokyo i due hanno preso l’aereo per Vancouver, in Canada, paese dove resteranno «per rifiatare» fino a marzo. I programmi futuri sono poi quelli di girare gli Stati Uniti per altri tre mesi, restare due mesi in Messico e poi affrontare tutto il centro America e trascorrere il prossimo Natale (quello del 2016) in Costarica. Nel 2017 sarà la volta del Sudamerica, dalla Colombia verso la costa ovest fino alla Patagonia argentina per risalire verso il Brasile e Rio de Janeiro. Da qui è prevista la partenza in aereo verso l’ultimo continente, l’Africa, partendo dal Sudafrica in direzione Ravenna, per un tragitto ancora da programmare che potrebbe terminare nel 2019, sei anni dopo quindi la partenza.
In Canada, al momento, Meini sta cercando qualche lavoretto mentre Gondolini – ci annuncia in una mail – si è buttato in un’altra sfida: quella di scrivere un libro.

Ravenna&Dintorni continua a seguire da vicino l’avventura dei due: dopo aver pubblicato sul giornale il saluto all’Asia di Giovanni (a questo link è possibile sfogliare il settimanale anche on line), qui Marco dà l’addio romanticamente al Giappone attraverso la bellezza incontrata e amata in una donna di Kyoto. Tra i correlati gli ultimi cinque articoli pubblicati sul nostro sito, mentre in fondo all’articolo una ampia gallery degli ultimi giorni in Asia.

Shiori una ragazza in Kimono
Ho scoperto Shiori fra i vicoli di Kyoto. L’avevo già incontrata in un’altra parte di mondo ma non avevo notato quel sorriso e quel suo innocente voler bene in una spontanea normalità. Mi sono lasciato contagiare dalla sua felicità, trasportare dalla sua trasparenza, stupire dalla naturale sincerità. Lei è la descrizione della antica e immutata bellezza di una sorgente calda fra le montagne. Ritrovo Shiori descritta nella poesia tenera e malinconica di un romanzo di Murakami.
Dai suoi occhi orientali scendono lacrime pure e in quel timore nello spogliarsi c’è racchiuso il lato aggraziato e cristallino del Giappone. Shiori è la rossa passione degli aceri in autunno, il candido bianco dei ciliegi di primavera, la rarità di un albero fiorito in ottobre, l’eleganza del Fuji che timidamente si mostra dietro le nuvole. Mi sono innamorato di lei come mi sono innamorato dell’Oriente.
Sono rimasto intrappolato in un armonioso giardino di bonsai, incantato davanti ad un vulcano, ho incontrato la serenità alla vista dell’oceano pacifico. Ho seguito con lo sguardo una ragazza in kimono e mi è sembrata Shiori. Ho aspettato davanti ad un tempio che lei arrivasse a darmi un bacio nascosto e quando mi ha accarezzato, ho sfiorato il cuore di Kyoto. Amandola mi sono lasciato cullare dal sol levante.
Non mi sono abituato a dire addio. Non riesco a salutare a cuor leggero e non credo lo possa mai imparare. Rimane un vuoto ogni volta che saluto una donna e un viaggiatore istintivamente impara a voler bene in fretta perché appena arrivato sa che sta per andare. Con Lei è stato un ciao dolce e amaro, un saionara triste detto col sorriso, un’emozione che rende infelici e vivi nello stesso respiro.
Marco Meini

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