domenica
10 Maggio 2026

Il MaGio bike tour cambia continente Il giro del mondo continua in Canada

I due ravennati torneranno nel 2019 risalendo l’Africa. Ecco il saluto di Marco Meini al Giappone (e alla donna amata) – FOTOGALLERY

Partiti verso est il 17 febbraio del 2013 con l’obiettivo di compiere il giro del mondo in bicicletta in cinque anni, i due giovani ravennati Marco Meini e Giovanni Gondolini dopo il giro di boa e i festeggiamenti per i primi mille giorni sui pedali hanno cambiato continente: dopo Europa, Oceania e Asia ora il MaGio Bike Tour (dalla fusione dei loro nomi di battesimo) è arrivato in America.

Salutata l’Asia e il Giappone, da Tokyo i due hanno preso l’aereo per Vancouver, in Canada, paese dove resteranno «per rifiatare» fino a marzo. I programmi futuri sono poi quelli di girare gli Stati Uniti per altri tre mesi, restare due mesi in Messico e poi affrontare tutto il centro America e trascorrere il prossimo Natale (quello del 2016) in Costarica. Nel 2017 sarà la volta del Sudamerica, dalla Colombia verso la costa ovest fino alla Patagonia argentina per risalire verso il Brasile e Rio de Janeiro. Da qui è prevista la partenza in aereo verso l’ultimo continente, l’Africa, partendo dal Sudafrica in direzione Ravenna, per un tragitto ancora da programmare che potrebbe terminare nel 2019, sei anni dopo quindi la partenza.
In Canada, al momento, Meini sta cercando qualche lavoretto mentre Gondolini – ci annuncia in una mail – si è buttato in un’altra sfida: quella di scrivere un libro.

Ravenna&Dintorni continua a seguire da vicino l’avventura dei due: dopo aver pubblicato sul giornale il saluto all’Asia di Giovanni (a questo link è possibile sfogliare il settimanale anche on line), qui Marco dà l’addio romanticamente al Giappone attraverso la bellezza incontrata e amata in una donna di Kyoto. Tra i correlati gli ultimi cinque articoli pubblicati sul nostro sito, mentre in fondo all’articolo una ampia gallery degli ultimi giorni in Asia.

Shiori una ragazza in Kimono
Ho scoperto Shiori fra i vicoli di Kyoto. L’avevo già incontrata in un’altra parte di mondo ma non avevo notato quel sorriso e quel suo innocente voler bene in una spontanea normalità. Mi sono lasciato contagiare dalla sua felicità, trasportare dalla sua trasparenza, stupire dalla naturale sincerità. Lei è la descrizione della antica e immutata bellezza di una sorgente calda fra le montagne. Ritrovo Shiori descritta nella poesia tenera e malinconica di un romanzo di Murakami.
Dai suoi occhi orientali scendono lacrime pure e in quel timore nello spogliarsi c’è racchiuso il lato aggraziato e cristallino del Giappone. Shiori è la rossa passione degli aceri in autunno, il candido bianco dei ciliegi di primavera, la rarità di un albero fiorito in ottobre, l’eleganza del Fuji che timidamente si mostra dietro le nuvole. Mi sono innamorato di lei come mi sono innamorato dell’Oriente.
Sono rimasto intrappolato in un armonioso giardino di bonsai, incantato davanti ad un vulcano, ho incontrato la serenità alla vista dell’oceano pacifico. Ho seguito con lo sguardo una ragazza in kimono e mi è sembrata Shiori. Ho aspettato davanti ad un tempio che lei arrivasse a darmi un bacio nascosto e quando mi ha accarezzato, ho sfiorato il cuore di Kyoto. Amandola mi sono lasciato cullare dal sol levante.
Non mi sono abituato a dire addio. Non riesco a salutare a cuor leggero e non credo lo possa mai imparare. Rimane un vuoto ogni volta che saluto una donna e un viaggiatore istintivamente impara a voler bene in fretta perché appena arrivato sa che sta per andare. Con Lei è stato un ciao dolce e amaro, un saionara triste detto col sorriso, un’emozione che rende infelici e vivi nello stesso respiro.
Marco Meini

Dai Bachi da Pietra a Todo Modo: L’alternative italiano al Bronson

A Natale torna il festival “Passatelli”,
in gennaio anche Le Luci della Centrale Elettrica

Dopo il pienone di sabato per il concerto di Levante, continua il fine anno (e il trend proseguirà anche all’inizio del 2016) al Bronson di Madonna dell’Albero completamente dedicato alla scena alternativa italiana.

Torna infatti dal 25 al 27 dicembre il tradizionale appuntamento con il festival “Passatelli in Bronson”, con tanto di cena (da qui il nome) al piano di sopra del club, il 25 e il 26 dicembre con ingresso omaggio ai concerti il giorno di Natale per chi deciderà di mangiare (posti limitati, prenotazioni al 333 2097141). Il programma musicale prevede il 25 in apertura il math-rock degli emiliani Mood e a seguire due pilastri dell’underground nostrano, entrambi con radici anche romagnole: il duo noise-rock strumentale Zeus e un altro duo, blues-metal-rock (tanto per trovare una nuova definizione) che presenterà il nuovo album, i Bachi da Pietra. Sabato 26 il dream pop dei pesaresi Havah, l’indie-rock con chiare influenze Usa dei cesenati Sunday Morning, il power trio milanese Pueblo People e la psichedelia dei torinesi The Yellow Traffic Light. Infine, sabato 27 giornata conclusiva (al Fargo di via Girolamo Rossi, in centro a Ravenna) con il live in solo del chitarrista di Ronin e Fulkanelli, Cristian Naldi.

Il 29 e il 30 dicembre altro (mini) festival, il Craft Beer Fest: per la prima volta al Bronson una due giorni dedicata alla degustazione di birre artigianali di qualità e specialità culinarie rigorosamente homemade. Dal vivo due band della provincia di Ravenna ma dalla fama nazionale: il 29 gli Herba Mate e il 30 i Mercato del Vago.

Il 5 gennaio spazio a due band ravennati ispirate all’indie-rock, al post-punk e al brit-rock: in apertura i debuttanti Divide By Zero, poi The Doormen, che continuano nel loro tour di presentazione del terzo album Abstract [ra].

Il calendario prosegue sempre all’insegna degli artisti ravennati il 9 con il poeta-cantautore Gregor Ferretti fino ad arrivare all’appuntamento clou di gennaio, giovedì 14, con il ritorno di Vasco Brondi, ossia Le Luci della Centrale Elettrica, nell’ambito del tour “per chitarra e voce”. Il concerto, però, con oltre un mese di anticipo, è già tutto esaurito.

Infine, il 16 gennaio fa tappa al Bronson Todo Modo, il nuovo progetto di Giorgio Prette, ex batterista degli Afterhours, il cantautore Paolo Saporiti e Xabier Iriondo, storico chitarrista e polistrumentista degli stessi Afterhours.

Info: 333 2097141.

E ora gli scarti del mercato di Ravenna finiscono al dormitorio Re di Girgenti

Intanto arriva anche il “porta a porta”: Hera passerà a ritirare
i rifiuti di box in box. Installate due nuove isole ecologiche di base

È partito sabato scorso, dal mercato ambulante di Ravenna, il progetto frutto di una collaborazione tra associazioni di categoria degli ambulanti, Re di Girgenti, cooperativa “Persone in Movimento”, Legambiente, Kirecò, Comune di Ravenna (Assessorati Politiche Sociali e Ambiente) e Gruppo Hera, che coinvolge gli operatori del mercato in azioni volte alla diminuzione degli sprechi alimentari e all’aumento della raccolta differenziata.

Obiettivo di questo progetto è creare una rete solidale e sostenibile sul territorio, tra soggetti diversi, oltre a sensibilizzare sugli aspetti ambientali (raccolta differenziata) ma soprattutto sociali connessi allo spreco alimentare. Un ruolo importante sarà svolto dai volontari della cooperativa “Persone in movimento” che affiancheranno e agevoleranno gli ambulanti nello svolgimento delle attività legate all’iniziativa.

Alla fine di ogni giornata di mercato, gli ambulati potranno inserire frutta, ortaggi e alimenti, che devono essere consumati in brevi periodi, in cassette all’interno del proprio stallo. I volontari dopo aver valutato l’idoneità dei cibi li raduneranno in un unico punto, dando così vita ad un Banco di Solidarietà. In seguito i cibi saranno portati all’asilo notturno Re di Girgenti di Ravenna, dove verranno impiegati per preparare i pasti alle persone in momentanea difficoltà economica e sociale.

Sempre sul fronte della raccolta differenziata, è in arrivo anche un cambiamento importante che riguarda il conferimento dei rifiuti al mercato di Ravenna. In precedenza, gli ambulanti svolgevano la raccolta differenziata utilizzando cassonetti stradali. Da oggi saranno invece serviti dalla raccolta domiciliare. Gli operatori del mercato infatti potranno raccogliere carta/cartone, plastica, cassette di legno e di plastica, scarti alimentari all’interno dei propri stalli. A fine mercato addetti di Hera passeranno, di box in box, a raccogliere tutti i rifiuti. Inoltre, per dare un’ulteriore opportunità agli ambulanti e ai frequentatori del mercato di poter smaltire i rifiuti differenziati e indifferenziati, Hera ha collocato due isole ecologiche di base in via Cassino e via Berlinguer, con contenitori per la raccolta di carta-cartone, plastica, vetro, organico e rifiuto indifferenziato.

«Queste azioni – si legge in una nota di Hera – rientrano tra le iniziative che l’Amministrazione Comunale di Ravenna sta mettendo in campo per il raggiungimento del 73% di raccolta differenziata, obiettivo dato dall’Europa per il 2020».

E ora gli scarti del mercato di Ravenna finiscono al dormitorio Re di Girgenti

Intanto arriva anche il “porta a porta”: Hera passerà a ritirare i rifiuti di box in box. Installate due nuove isole ecologiche di base

È partito sabato scorso, dal mercato ambulante di Ravenna, il progetto frutto di una collaborazione tra associazioni di categoria degli ambulanti, Re di Girgenti, cooperativa “Persone in Movimento”, Legambiente, Kirecò, Comune di Ravenna (Assessorati Politiche Sociali e Ambiente) e Gruppo Hera, che coinvolge gli operatori del mercato in azioni volte alla diminuzione degli sprechi alimentari e all’aumento della raccolta differenziata.

Obiettivo di questo progetto è creare una rete solidale e sostenibile sul territorio, tra soggetti diversi, oltre a sensibilizzare sugli aspetti ambientali (raccolta differenziata) ma soprattutto sociali connessi allo spreco alimentare. Un ruolo importante sarà svolto dai volontari della cooperativa “Persone in movimento” che affiancheranno e agevoleranno gli ambulanti nello svolgimento delle attività legate all’iniziativa.

Alla fine di ogni giornata di mercato, gli ambulati potranno inserire frutta, ortaggi e alimenti, che devono essere consumati in brevi periodi, in cassette all’interno del proprio stallo. I volontari dopo aver valutato l’idoneità dei cibi li raduneranno in un unico punto, dando così vita ad un Banco di Solidarietà. In seguito i cibi saranno portati all’asilo notturno Re di Girgenti di Ravenna, dove verranno impiegati per preparare i pasti alle persone in momentanea difficoltà economica e sociale.

Sempre sul fronte della raccolta differenziata, è in arrivo anche un cambiamento importante che riguarda il conferimento dei rifiuti al mercato di Ravenna. In precedenza, gli ambulanti svolgevano la raccolta differenziata utilizzando cassonetti stradali. Da oggi saranno invece serviti dalla raccolta domiciliare. Gli operatori del mercato infatti potranno raccogliere carta/cartone, plastica, cassette di legno e di plastica, scarti alimentari all’interno dei propri stalli. A fine mercato addetti di Hera passeranno, di box in box, a raccogliere tutti i rifiuti. Inoltre, per dare un’ulteriore opportunità agli ambulanti e ai frequentatori del mercato di poter smaltire i rifiuti differenziati e indifferenziati, Hera ha collocato due isole ecologiche di base in via Cassino e via Berlinguer, con contenitori per la raccolta di carta-cartone, plastica, vetro, organico e rifiuto indifferenziato.

«Queste azioni – si legge in una nota di Hera – rientrano tra le iniziative che l’Amministrazione Comunale di Ravenna sta mettendo in campo per il raggiungimento del 73% di raccolta differenziata, obiettivo dato dall’Europa per il 2020».

Pitbull uccide chihuahua in pieno centro a Ravenna

Il cane di Bucci del Mariani ha azzannato quello del vicino negozio di abbigliamento in via Ponte Marino. «Siamo mortificati»

Il piccolo chihuahua di Verdiana Abbigliamento – boutique di via Ponte Marino dove si era fatto notare dai frequentatori della zona, in centro a Ravenna – è stato ucciso venerdì pomeriggio dal pitbull di Maurizio Bucci, il titolare del vicino Mariani Lifestyle nonché candidato a sindaco alle prossime amministrative per la lista civica La Pigna.

Il fatto è riportato dal Carlino Ravenna, con tanto di testimonianze dirette della titolare del negozio e dei Bucci (marito e moglie). A tenere al guinzaglio il pitbull infatti era quel pomeriggio la moglie di Maurizio, che racconta di essere anche caduta per cercare di fermare il cane (che avrebbe aggredito il chihuahua sulla soglia del negozio di abbigliamento, poco dentro o poco fuori a seconda delle testimonianze) ma che lo descrive comunque come un animale «di una dolcezza unica, buono ed equilibrato». Il tutto sarebbe accaduto in una frazione di secondo, un morso.

«Siamo mortificati – ha dichiarato Maurizio Bucci al giornalista Andrea Colombari del Carlino, rivelando anche che il pitbull è stato educato da un addestratore – perché Moschino (il nome del chihuahua, ndr) era come se fosse il nostro cane, la Verdiana è una carissima amica. Siamo fortissimamente dispiaciuti, è un dramma».

Autobus gratis a Ravenna il 23 e il 24 dicembre

In occasione delle festività natalizie, su indicazione dell’Amministrazione, i servizi di trasporto pubblico del Comune di Ravenna sono gratuiti nelle giornate del 23 e 24 dicembre, con gli orari programmati già pubblicati sui libretti orari (per il giorno 23 servizio feriale scolastico, per il giorno 24 servizio feriale non scolastico).

«L’iniziativa – si legge in una nota di Start Romagna – è volta ad incentivare l’uso del mezzo pubblico, utile in particolare nei centri urbani per fluidificare il traffico ed agevolare gli spostamenti».

Autobus gratis a Ravenna il 23 e il 24 dicembre

In occasione delle festività natalizie, su indicazione dell’Amministrazione, i servizi di trasporto pubblico del Comune di Ravenna sono gratuiti nelle giornate del 23 e 24 dicembre, con gli orari programmati già pubblicati sui libretti orari (per il giorno 23 servizio feriale scolastico, per il giorno 24 servizio feriale non scolastico).

«L’iniziativa – si legge in una nota di Start Romagna – è volta ad incentivare l’uso del mezzo pubblico, utile in particolare nei centri urbani per fluidificare il traffico ed agevolare gli spostamenti».

Troppi furti: Ravenna saluta il primato Ma resta nella top ten per qualità della vita

La nostra provincia è decima nella tradizionale classifica del Sole24Ore A pesare gli ultimi posti nel settore dell’ordine pubblico. Bene i servizi

Dopo il primo posto un po’ a sorpresa dell’anno scorso, la provincia di Ravenna perde nove posizioni e si piazza decima nella tradizionale classifica di fine anno sulla qualità della vita del Sole24Ore, giunta alla 26esima edizione. A vincere è di nuovo Bolzano, alla quinta affermazione, davanti a Milano (nell’anno dell’Expo) e Trento.

Analizzando la classifica nel dettaglio, ad aver fatto “rallentare” Ravenna in particolare l’ordine pubblico, settore in cui si piazza 105esima su 110. Ravenna è addirittura ultima per il problema dei furti in casa, come già emerso dalla precedente classifica (vedi articoli correlati).

I settori in cui Ravenna ottiene la performance migliore sono invece quello dei Servizi e dell’Ambiente (addirittura seconda in classifica) e quello di “Affari & Lavoro” (quinta).

Tornando alla classifica generale, invece, Ravenna resta comunque la prima provincia dell’Emilia-Romagna, con Bologna, Parma e Modena, rispettivamente, dal 12esimo al 14esimo posto e le altre due romagnole, Rimini e Forlì-Cesena, oltre il ventesimo.

La Banca Etruria e i Boschi, nella Arezzo democristiana

È la storia della politica italiana, dove uno ruba, l’altro
fa il palo e ogni tanto si cambiano di posto…

«Non accettiamo lezioni di trasparenza da nessuno! Al governo va fatto un monumento per questo decreto!», ha tuonato Matteo Renzi.

Parlava ovviamente del decreto salvabanche. Poi ha continuato minaccioso: «Il conflitto di interessi che si attribuisce al ministro Boschi è del tutto falso! Il padre del ministro Boschi, che ha avuto per 8 mesi una responsabilità in Banca Etruria, è stato commissariato dal nostro governo! Il Governo italiano, quando ha visto che quattro banche rischiavano di chiudere e rischiavamo di perdere migliaia di posti di lavoro e i soldi dei contribuenti, è intervenuto e ha salvato i soldi dei conti correnti e i posti di lavoro!».

Caro il mio Renzi, adesso hai salvato posti di lavoro e correntisti, ma prima dov’eri? E le migliaia di piccoli clienti che avevano comprato le obbligazioni subordinate emesse dalla Banca investendo i risparmi di una vita e ora hanno perso tutto, come Luigino D’Angelo, pensionato, anni 68, tessera Pd, che ha perso 75mila euro e si è suicidato? A loro che dici?

Passo indietro. Cerchiamo di capire. Banca Etruria nasce ad Arezzo nel 1882. È fin dal principio crocevia di massoneria e finanza cattolica. Il Conto Primavera, per dire, era intestato a tal Gelli Licio, e ci passarono soldi opachi e tangenti. Ad Arezzo, feudo di Amintore Fanfani, comanda da sempre la Dc. La famiglia Boschi, borghesia bene aretina, nasce guarda caso Dc. La banca presta soldi agli amici fidati. Soldi facili che spesso non rivede, ma crepi l’avarizia. Nel 2007 arriva la crisi finanziaria e il giochino s’inceppa. I debiti s’accumulano, ma i soldi da prestare agli amici si trovano sempre. Dal 2011 Pierluigi Boschi, Dc, papà di Maria Elena, fa parte del Cda Etruria; nel 2014, con la figlia diventata ministro, lui viene nominato vicepresidente.

Bankitalia manda gli ispettori. Trovano un passivo di 526 milioni di euro e crediti deteriorati per 2,8 miliardi, sei volte il patrimonio della banca. A chi li hanno prestati tutti questi soldi andati in fumo? Venti amichetti devono alla banca 200 milioni. Primo della lista è Francesco Bellavista Caltagirone, imprenditore edile dell’Acqua Antica Pia Marcia, vicino alla Dc, che ha ricevuto 80 milioni. La Sacci, della famiglia Federici, amica di Gianni Letta, 40. Banca Etruria finanzia anche la Privilege Yard Spa, cantiere navale con sede a Civitavecchia, inaugurato dal Cardinal Tarcisio Bertone. Doveva costruire lo yacht più lussuoso del mondo, lungo 127 metri e già opzionato, dicevano, da Brad Pitt e Angelina Jolie. Yacht mai visto, società fallita, soldi spariti. A capo della Privilege c’era Mario La Via, «finanziere internazionale», dice lui, e nel cda figuravano Mauro Masi, ex dg della Rai, e il tributarista Tommaso Di Tanno. Tra gli sponsor c’era Giancarlo Elia Valori, l’unico massone espulso dalla P2 di Licio Gelli. In più, i 13 ricchi ex amministratori e 5 ex sindaci di Banca Etruria forse non restituiranno mai i 14 milioni di gettoni di presenza e i 185 milioni che si sono auto-concessi con 198 posizioni di fido finiti in “ sofferenza” e in “incaglio”.

Chi doveva sorvegliare? Capo del settore controllo delle sofferenze era Emanuele Boschi, fratello di Maria Elena. Bankitalia constata le “forti criticità crescenti”, cioè il disastro, e commina multe per 2,5 milioni di euro al Cda della Banca. Viene multato per 144mila euro anche Pierluigi Boschi per “carenza organizzazione e controlli interni, carenza gestione e controllo del credito, violazioni in materia di trasparenza, omesse inesatte segnalazioni”. A febbraio 2105, il Governo commissaria la Banca, e il Cda decade. Il decreto salvabanche stabilisce che i debiti li deve pagare chi ha comprato azioni e obbligazioni subordinate della Banca. Le azioni non valevano più nulla e non le comprava nessuno. Così la banca, per raccogliere soldi e ripianare il buco, aveva emesso obbligazioni subordinate. «Li dovevamo proporre a piccole e medie imprese e a piccoli correntisti. Dovevamo dichiarare che erano a rischio zero, ci avrebbero licenziato, sennò. Che le obbligazioni subordinate fosse un prodotto che avrebbe rovinato solo e soltanto i clienti lo sapevamo tutti», ha confessato un direttore di filiale. «È iniziata una caccia all’uomo spietata. Correntisti specie anziani venivano raggiunti anche in casa di cura o in ospedale», ha aggiunto. Insomma, togli a Luigino per dare ai massoni che fanno gli yacht. Molto di sinistra.

Intanto Giuseppe Fanfani, ex sindaco Dc di Arezzo, nipote di Amintore (toh?), avvocato e legale di Banca Etruria (toh?) ha detto: «La Banca Etruria non si tocca». Ora Giuseppe è diventato Pd, è un renziano di ferro, e Renzi e la Boschi per premio l’hanno nominato giudice del Csm. Una volta alla Boschi hanno chiesto: «Lei chi preferisce? Fanfani o Berlinguer?». «Fanfani», rispose lei giuliva. Complimentoni, Matteo. Grazie, Boschi. Grazie Pd. Ci avete salvato. Conflitto di interessi della Boschi? Volete scherzare? La politica italiana è così. Uno ruba, l’altro fa il palo, e ogni tanto si cambiano di posto. I Luigini, invece, lo prendono in culo, sempre.

Produttività, Pini della Lega Nord primo della classe tra i deputati locali

Openpolis lo mette all’11° posto, sopra tutti i colleghi ravennati

Gianluca Pini primo della classe tra i parlamentari ravennati, almeno secondo lo studio Openpolis che misura la produttività di gruppi parlamentari e singoli deputati e senatori basandosi su diversi fattori e non solo la presenza in Aula. E così nella classifica generale dei gruppi la Lega Nord svetta tra tutti (triplicando come indice il penultimo in classifica: il Pd) e in quella dei parlamentari Pini si piazza all’undecismo posto, primo tra gli emiliano romagnoli, nonché unico ravennate nella classifica che conta i primi sei parlamentari della regione. Pini infatti, originario di Forlì, da tempo risiede a Fusignano.

“Seppur si tratti di valori numerici, questo risultato rispecchia pienamente quanto accade in parlamento – spiega Jacopo Morrone Segretario Nazionale della Lega Nord Romagna – Pini lavora 5 volte di più rispetto alla media degli altri parlamentari. Siamo soddisfatti del suo impegno
e che lui si faccia portatore delle voci dei nostri territori”. La lega nelle prime 15 posizioni in classifica generale mette addirittura sette parlamentari. “Siamo dalla parte sbagliata degli scranni- ironizza Morrone – se ci fossimo noi alla guida di questo Paese, con uomini come L’Onorevole Gianluca Pini, la crisi sarebbe passata da un pezzo”.

Andando nel dettaglio della provincia di Ravenna Pini risulta inevitabilmente al primo posto davanti a Giovanni Paglia, Alberto Pagani (Pd) e Andrea Maestri (Gruppo Misto, entrato in Parlamento solo da pochi mesi). Nessuno dei due senatori del territorio, Josefa Idem e Stefano Collina, entrambi eletti per il Pd, risultano nelle prime 25 posizioni della classifica sulla produttività del Senato di Openpolis, benché qui, rispetto alla Camera il Partito democratico sia meglio posizionato.

Openpolis è un’associazione indipendente ed economicamente autonoma attiva dal 2006 e partecipata da migliaia di persone che si occupa di open data e progetti per l’accesso alle informazioni pubbliche.

Ubriachi a 13 e 14 anni: uno dimesso l’altro ricoverato in pediatria

Due ragazzini soccorsi  in Darsena per sospetto coma etilico

Uno è stato ricoverato in pediatria e l’altro è stato già dimesso, per fortuna non sono risultate gravi le condizioni di due ragazzini di appena 13 e 14 anni, ravennati, soccorsi nella serata del 19 dicembre e risultati ubriachi con un tasso alcolemico di 1.4. Questa mattina l’edizione de Il Carlino di Ravenna riportava infatti che verso le 22.30 il 118 era intervenuto per soccorrere due giovanissimi in coma etilico che avevano assunto sostanze alcoliche ed erano stati trovati riversi in zona Darsena, in via Magazzini Anteriori, dopo aver bevuto forse a una festa. 

Nella vicina Almagià intanto, sempre sabato 19 dicembre, si stava svolgendo l’ormai tradizionale Party in terza, dove si entra solo con il biglietto e riservato ai ragazzini di quattordici anni, dove tutto si è svolto nella massima tranquillità e senza nessuna anomalia e dove, come noto, sono ammessi solo succhi di frutta e acqua da bere.

Un mese fa moriva Enrico Liverani Il ricordo del sindaco

Era il candidato del Pd e assessore ai lavori pubblici. In ospedale una biblioteca a lui dedicata grazie a donazioni di libri

Enrico LiveraniRicorre oggi, 20 dicembre, il trigesimo della morte di Enrico Liverani, assessore ai lavori pubblici del Comune di Ravenna e candidato sindaco del Pd,morto per un malore mentre era al volante dell’auto, di ritorno da una fiaccolata per la pace dopo i fatti di Parigi. Lo ricorda anche il sindaco Fabrizio Matteucci sulla propria pagina Facebook ricordando la frase che Liverani, appena 39enne pronunciò nel suo primo discorso pubblico da candidato sindaco, appena un mese prima della morte: “Sarò sempre dalla parte di chi ha un diritto in meno”. La morte di Liverani, ex sindacalista della Cgil da appena un anno alla ribalta della scena politica cittadina, ha profondamente scosso non solo il partito democratico ma tutto il mondo politico ed economico cittadino e i militanti del Pd che in lui avevano riposto le speranze. Il sindaco durante l’orazione funebre annunciò l’idea di costituire una biblioteca a suo nome: la biblioteca nascerà in ospedale grazie a donazioni volontarie e quindi senza spese per la collettività (il sindaco stesso tra i primi a donare libri).
A prendere il suo posto in giunta, intanto, è stato il coetaneo Roberto Fagnani, del coordinamento provinciale del partito, mentre il candidato sindaco è ora Michele de Pascale, segretario trentenne del partito provinciale. Entrambi erano stati tra i più convinti sostenitori della candidatura di Liverani e stavano lavorando con lui alla campagna elettorale.

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