lunedì
11 Maggio 2026

Il caso di Sant’Apollinare in Classe: in pochi anni dimezzati i visitatori

Nel 2015 crescono invece i biglietti staccati nei monumenti gestiti dalla Curia che però dieci anni fa erano quasi 200mila in più

A fine novembre, ultimi dati disponibili, sono stati circa 380mila gli ingressi ai monumenti di Ravenna gestiti dalla Curia, quelli più noti e prestigiosi (San Vitale e Galla Placidia, Sant’Apollinare Nuovo, Battistero Neoniano e Museo Arcivescovile), 8mila in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e con buone prospettive in vista della chiusura dell’anno, essendoci stato molto movimento, piùdel2014 – assicurano dalla Diocesi – per il ponte dell’Immacolata. Una crescita che però confrontata con i dati del passato non può che far venire nostalgia a Curia e addetti ai lavori: nel 2005, per esempio, gli ingressi furono addirittura 597mila.

Per quanto riguarda invece i monumenti ravennati gestiti dallo Stato, clamoroso è senza dubbio il crollo di visitatori accusato nel corso degli anni dalla basilica di Sant’Apollinare in Classe: nel 1996, secondo i dati ufficiali presenti sul sito del ministero, si registrarono 325mila ingressi; quest’anno a fine novembre il dato si assesta a meno della metà (quasi 155mila) probabilmente in calo, a due mesi dalla chiusura, rispetto a quello dell’anno scorso (circa 166mila visitatori). In questo caso va segnalato che nel 1999 l’ingresso alla basilica è diventato a pagamento (oggi il biglietto costa 5 euro), ma nel 2000 furono comunque 268mila gli ingressi e nel 2002 ancora oltre trecentomila.

Al contrario, tra gli altri monumenti statali, da segnalare l’ascesa del battistero degli Ariani (gli ultimi mosaici rimasti in città a ingresso gratuito) che a fine novembre ha già fatto registrare oltre 70mila ingressi contro i 57mila dell’anno scorso. Un numero addirittura quasi triplicato rispetto a 15 anni fa, nel 2000, quando se ne registrarono 24mila (33mila nel 2005 e 40mila nel 2010).

Piuttosto stabile nel tempo l’attrattività invece del Mausoleo del Teodorico, che quest’anno a un mese dalla chiusura è stato visitato da quasi 68mila persone contro i 64mila di tutto il 2014. In questo caso il picco è del 1996, quando furono registrati oltre 100mila ingressi.

Buona la performance del 2015 anche del Museo Nazionale, con quasi 30mila biglietti staccati a fine novembre contro i 25mila dell’anno scorso, per un numero finale che si avvicinerà ai 31mila del 2010 mentre il record spetta sempre al ‘96 con 34mila ingressi.

Infine, destano curiosità gli oltre 12mila visitatori di quest’anno del poco noto palazzo di Teodorico di via di Roma, in linea con i numeri dell’anno scorso e in crescita rispetto ai 7mila di cinque anni fa o i 6mila del 2005.

L’Aiop finanzia la Leopolda di Renzi? A Ravenna la presidente è grillina…  

Michela Guerra potrebbe essere la candidata a sindaco del M5S
«Non ci è stato detto nulla». E sono comunque in arrivo le dimissioni

Come da tradizione, ci sono anche diversi ravennati alla Leopolda, il meeting renziano nell’ex stazione di Firenze, la cui sesta edizione si sta svolgendo in questo weekend. Sul palco è salita anche la consigliera regionale faentina Manuela Rontini, mentre tra i partecipanti ravennati, tra gli altri, c’è anche il neoassessore del Comune di Ravenna Roberto Fagnani. Tra i presenti – tutti cosiddetti renziani della prima ora – anche il senatore faentino Stefano Collina.

Ma a Ravenna qualcuno avrà pensato alla Leopolda anche per un altro motivo: in questi giorni infatti Dagospia e Il Giornale hanno sollevato il caso dei finanziatori della kermesse, sottolineando la presenza tra questi, probabilmente “interessata”, di molti ospedali e case di cura privati. E ad aver donato un obolo di mille euro c’è pure l’Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, una sorta di “confederazione” che rappresenta circa 500 case di cura private disseminate su tutto il territorio nazionale. Associazione che in provincia di Ravenna è rappresentata dalla presidente Michela Guerra della casa di cura San Francesco. Una ormai nota militante del Movimento 5 Stelle che lunedì potrebbe addirittura essere scelta come candidata a sindaco in vista delle amministrative di primavera di Ravenna.

Insomma, una “grillina” che sostiente (indirettamente) la Leopolda del premier Matteo Renzi? Naturalmente, quando la contattiamo al telefono, casca dalle nuvole. «Non ne sapevo nulla, dai vertici dell’associazione non ci è stato comunicato niente del genere e non ho avuto modo neppure di leggere le notizie sul tema, sono stata impegnata tutto il pomeriggio ai banchetti del Movimento 5 Stelle», spiega Guerra, che poi aggiunge: «Certo è che se fosse tutto vero, non posso fare altro che esprimere un mio parere personale molto critico. Ma perché semplicemente in generale credo che le associazioni di categoria debbano tenersi distanti dalla politica e certo non finanziare mai, con soldi tra l’altro di derivazione anche pubblica, eventi o manifestazioni di carattere politico». Ad ogni modo, questi sono gli ultimi giorni di presidenza di Michela Guerra, che aveva già annunciato (vedi articoli correlati) le proprie dimissioni nel caso venisse eletta candidata a sindaco. «Ma anche se non verrò scelta, è mia intenzione dimettermi comunque nei prossimi giorni perché avrò in ogni caso un ruolo attivo nell’imminente campagna elettorale di Ravenna».

L’Aiop finanzia la Leopolda di Renzi? A Ravenna la presidente è grillina…  

Michela Guerra potrebbe essere la candidata a sindaco del M5S «Non ci è stato detto nulla». E sono comunque in arrivo le dimissioni

Come da tradizione, ci sono anche diversi ravennati alla Leopolda, il meeting renziano nell’ex stazione di Firenze, la cui sesta edizione si sta svolgendo in questo weekend. Sul palco è salita anche la consigliera regionale faentina Manuela Rontini, mentre tra i partecipanti ravennati, tra gli altri, c’è anche il neoassessore del Comune di Ravenna Roberto Fagnani. Tra i presenti – tutti cosiddetti renziani della prima ora – anche il senatore faentino Stefano Collina.

Ma a Ravenna qualcuno avrà pensato alla Leopolda anche per un altro motivo: in questi giorni infatti Dagospia e Il Giornale hanno sollevato il caso dei finanziatori della kermesse, sottolineando la presenza tra questi, probabilmente “interessata”, di molti ospedali e case di cura privati. E ad aver donato un obolo di mille euro c’è pure l’Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, una sorta di “confederazione” che rappresenta circa 500 case di cura private disseminate su tutto il territorio nazionale. Associazione che in provincia di Ravenna è rappresentata dalla presidente Michela Guerra della casa di cura San Francesco. Una ormai nota militante del Movimento 5 Stelle che lunedì potrebbe addirittura essere scelta come candidata a sindaco in vista delle amministrative di primavera di Ravenna.

Insomma, una “grillina” che sostiente (indirettamente) la Leopolda del premier Matteo Renzi? Naturalmente, quando la contattiamo al telefono, casca dalle nuvole. «Non ne sapevo nulla, dai vertici dell’associazione non ci è stato comunicato niente del genere e non ho avuto modo neppure di leggere le notizie sul tema, sono stata impegnata tutto il pomeriggio ai banchetti del Movimento 5 Stelle», spiega Guerra, che poi aggiunge: «Certo è che se fosse tutto vero, non posso fare altro che esprimere un mio parere personale molto critico. Ma perché semplicemente in generale credo che le associazioni di categoria debbano tenersi distanti dalla politica e certo non finanziare mai, con soldi tra l’altro di derivazione anche pubblica, eventi o manifestazioni di carattere politico». Ad ogni modo, questi sono gli ultimi giorni di presidenza di Michela Guerra, che aveva già annunciato (vedi articoli correlati) le proprie dimissioni nel caso venisse eletta candidata a sindaco. «Ma anche se non verrò scelta, è mia intenzione dimettermi comunque nei prossimi giorni perché avrò in ogni caso un ruolo attivo nell’imminente campagna elettorale di Ravenna».

Colpo nella notte, vetrata distrutta al bar

Colpo notturno molto scenografico al caffè Michelangelo di via Lago di Como, nella piazzetta dell’ex Villaggio Anic. Sabato mattina infatti l’intera vetrata era ben visibile distrutta di fronte all’ingresso, “murato” con delle assi di legno (vedi foto di Fabrizio Zani).

I ladri nella notte pare abbiano rubato il contenuto di alcune macchinette cambiasoldi. Indagini delle forze dell’ordine in corso.

Blitz di Forza Nuova in piazza Baracca contro i parcheggiatori abusivi

I militanti di estrema destra: «Siamo pronti a tornare
se l’assessore Monti non eliminerà questo problema»

Blitz di Forza Nuova in piazza Baracca, in centro a Ravenna, dove una decina di militanti del partito di estrema destra hanno presidiato il parcheggio tenendo lontani – grazie alla presenza delle forze dell’ordine – gli abusivi che solitamente chiedono qualche spiccio agli automobilisti.

«Sono insistenti, maleducati e se non lasci il “pizzo” diventano anche prepotenti rischiando di ritornare all’auto trovandola rigata – commenta Desideria Raggi responsabile provinciale di Forza Nuova – stamattina è stato diverso! Stamattina nessuno ha pagato il pizzo per poter parcheggiare, stamattina eravamo presenti noi in difesa dei cittadini».

«Nel nostro vocabolario non esiste la parola tolleranza verso questi soggetti, è ora che l’assessore Monti ponga fine a questa situazione trovando un’immediata soluzione – conclude Raggi – se non ci penserà lei, provvederemo noi invadendo qualsiasi parcheggio e prendendo il posto degli abusivi con parcheggiatori italiani rimasti senza un lavoro».

Blitz di Forza Nuova in piazza Baracca contro i parcheggiatori abusivi

I militanti di estrema destra: «Siamo pronti a tornare se l’assessore Monti non eliminerà questo problema»

Blitz di Forza Nuova in piazza Baracca, in centro a Ravenna, dove una decina di militanti del partito di estrema destra hanno presidiato il parcheggio tenendo lontani – grazie alla presenza delle forze dell’ordine – gli abusivi che solitamente chiedono qualche spiccio agli automobilisti.

«Sono insistenti, maleducati e se non lasci il “pizzo” diventano anche prepotenti rischiando di ritornare all’auto trovandola rigata – commenta Desideria Raggi responsabile provinciale di Forza Nuova – stamattina è stato diverso! Stamattina nessuno ha pagato il pizzo per poter parcheggiare, stamattina eravamo presenti noi in difesa dei cittadini».

«Nel nostro vocabolario non esiste la parola tolleranza verso questi soggetti, è ora che l’assessore Monti ponga fine a questa situazione trovando un’immediata soluzione – conclude Raggi – se non ci penserà lei, provvederemo noi invadendo qualsiasi parcheggio e prendendo il posto degli abusivi con parcheggiatori italiani rimasti senza un lavoro».

Bucci (Pigna): «Contro De Pascale sarà più facile vincere…»

Lega Nord e Lista per Ravenna invece non hanno fretta…

«Con la scelta di De Pascale come candidato sindaco del Pd aumentano le nostre probabilità di vincere le elezioni». Non usa mezzi termini, il candidato sindaco della lista civica della Pigna, Maurizio Bucci, nel commentare la recente nomina del segretario provinciale del Partito democratico.

«La candidatura di De Pascale – spiega Bucci in una nota – è in perfetta continuità con l’amministrazione precedente e brilla per l’assenza di qualsiasi progetto per la città. 
Possiamo affermare ora con serenità, senza offendere la memoria di Enrico Liverani, che il Pd abbia strumentalizzato la sua prematura scomparsa, trasformandolo in un funerale di partito e di apparato marginalizzando la famiglia, dimenticando la sobrietà e riservatezza gradita allo stesso Liverani per arrivare a una investitura che a differenza della precedente è preposta a mantenere il potere nelle mani 
dei soliti noti.
 Sfruttando l’emotività sono così riusciti a sorvolare sulle indicazioni dello stesso Presidente e segretario nazionale Matteo Renzi: a Ravenna non si sono fatte e non si faranno mai le primarie. E così con un voto di classica impostazione bulgara la candidatura è caduta su di chi oggi rappresenta lo stresso segretario di partito un funzionario politico senza alcun curriculum che mostri capacità ed esperienze professionali all’altezza per ricoprire il ruolo di primo cittadino».

Bucci cita poi un articolo del quotidiano economico Italia Oggi che nei giorni scorsi ha definito il profilo di De Pascale. «Un articolo – commenta il responsabile della Pigna – che evidenzia la nullità espressa dalla candidatura di un esponente politico costruito in laboratorio e formato e sostenuto dalla nomenklatura ravennate del partito, a cominciare dal gruppo dei cervesi che da decenni domina su Ravenna, il cui leader è Miro Fiammenghi, ex stratega del ‘tortello magico’, anzi tragico, di Pier Luigi Bersani. Una vera e propria “colonizzazione” cervese a cui evidentemente il Partito non è stato e non è in grado tuttora di interrompere per presentare ravennati 
credibili e competenti. Una “colonizzazione” che tante sventure ha portato a Ravenna e al suo territorio, vista la situazione attuale».

Intanto, sempre tra le fila dell’opposizione, è arrivata da parte del diretto interessato – l’imprenditore Elio Bagnari – la conferma dell’ormai scontata rinuncia a candidarsi sindaco per la coalizione formata da Lega Nord e Lista per Ravenna.

«L’amico Elio Bagnari ci aveva messi a conoscenza della volontà di lasciare ad un’altra persona il delicato compito di assumere l’impegno civile di candidato sindaco di Ravenna – commentano in una nota congiunta Alvaro Ancisi di LpRa e Gianluca Pini del Carroccio –. La sua figura di imprenditore capace, onesto e stimato, sensibile alle istanze sociali, rimane comunque tra quelle che stavamo e stiamo tuttora vagliando per l’intera squadra della Giunta comunale, secondo il percorso selettivo che lui stesso ci aveva invitato a praticare. Lo terremo al corrente del seguito, perché lo condivida, ringraziandolo del sostegno che, pur in altra veste, ci ha assicurato. È certo che le linee politiche, improntate ad un radicale rinnovamento nella conduzione della città di Ravenna e del rapporto coi cittadini (non più sudditi), sulle quali era stato incentrato il nostro dialogo con Elio, fanno parte del patrimonio posto a base dell’operato che intendiamo svolgere».

Lista per Ravenna e Lega Nord fanno poi capire di non avere alcuna fretta di individuare il nome del loro candidato: «Sappiamo bene che, mancando sei mesi al voto, l’importante è partire col piede giusto (un programma alternativo di progresso della città contro l’immobilismo e gli interessi di parte su cui è cementata l’alleanza del PD col PRI) e il candidato giusto (per interpretare e condurre questo programma). La fretta ha già partorito candidati ciechi al cambiamento. Il nostro candidato avrà invece grande lungimiranza di idee e di azione civica per un nuovo governo della città».

Nasce a Ravenna lo sportello sul rischio amianto Cgil: «Sono saliti a 36 i morti del petrolchimico»

L’AFeVA (Associazione familiari e vittime amianto) voluta dai lavoratori ex esposti, dai loro familiari e dalla Cgil Emilia Romagna, inizia la propria attività anche a Ravenna, con un’assemblea pubblica il 14 dicembre e con l’apertura di uno Sportello specifico rischio amianto.

«L’associazione – dice Idilio Galeotti, responsabile AFeVA Ravenna – nasce dalla considerazione che l’esposizione all’amianto e ad altre sostanze cancerogene ha prodotto gravissimi danni che continuano a manifestarsi tragicamente. L’amianto continua a mietere vittime nella nostra regione, in misura maggiore degli incidenti mortali sul lavoro. Come prima cosa serve un forte rapporto con i sindaci dei Comuni a livello provinciale, per creare un monitoraggio del fenomeno nella nostra realtà. A Ravenna, nelle scorse settimane, è deceduto l’ennesimo lavoratore del petrolchimico, salgono così a 36 le vittime in questo comparto produttivo, a cui si aggiungono le molte altre morti di lavoratori che hanno svolto mansioni in svariati settori produttivi a contatto con l’amianto. Ogni perdita umana è un dramma con conseguenze per familiari, amici e compagni di lavoro. Ogni lavoratore, o ex lavoratore, che ha subito l’esposizione alle fibre di amianto, vive un’angoscia quotidiana».

L’assemblea pubblica del 14 dicembre, dalle 16 alla sala D’Attorre di via Ponte Marino a Ravenna, propone contributi specifici sul tema con gli interventi di Costantino Ricci (segretario generale Cgil Ravenna), Andrea Caselli (presidente AFeVA regionale) Gianpiero Mancini (responsabile Spsal Ravenna) Emanuele Cavallaro (sindaco di Rubiera) e Idilio Galeotti (referente AFeVA Ravenna).

«Apriamo uno Sportello amianto – continua Idilio Galeotti – che svolgerà attività di informazione, ascolto e sostegno per coloro che hanno subito un’esposizione diretta o indiretta. Opereremo a favore di ex esposti, dei loro familiari e dei cittadini a rischio».

Lo sportello avrà sede a Ravenna, in via Matteucci 15, e a Faenza in via Chiarini 12 (per informazioni contattare Idilio Galeotti al 335 5862158, email: afevaravenna@gmail.com). Gli sportelli aiuteranno le persone a orientarsi verso percorsi di sorveglianza sanitaria, di cura e di tutela dei diritti previdenziali. Opererà in sinergia con le strutture della Cgil per la tutela dei diritti dei lavoratori. L’AFeVA ritiene necessaria una rapida approvazione sia del Piano nazionale amianto, al momento bloccato in Parlamento, che delle misure in ambito regionale e locale per la completa rimozione dell’amianto dal territorio dell’Emilia-Romagna. «Pensiamo sia giusto partire con molta modestia e cautela – conclude Galeotti – su un tema complesso e difficile. Cercheremo collaborazioni con altre associazioni che già si occupano dei temi della sicurezza e salute negli ambienti di lavoro. Vogliamo instaurare un rapporto stringente con le istituzioni locali e gli enti competenti, anche attraverso l’elaborazione di un monitoraggio del fenomeno, in modo che si possano sviluppare analisi, proposte e azioni tese alla salvaguardia, tutela e valorizzazione dell’ambiente e a prevenire e/o ridurre il degrado degli ambienti di vita e di lavoro da ogni forma di inquinamento».

Nasce a Ravenna lo sportello sul rischio amianto Cgil: «Sono saliti a 36 i morti del petrolchimico»

L’AFeVA (Associazione familiari e vittime amianto) voluta dai lavoratori ex esposti, dai loro familiari e dalla Cgil Emilia Romagna, inizia la propria attività anche a Ravenna, con un’assemblea pubblica il 14 dicembre e con l’apertura di uno Sportello specifico rischio amianto.

«L’associazione – dice Idilio Galeotti, responsabile AFeVA Ravenna – nasce dalla considerazione che l’esposizione all’amianto e ad altre sostanze cancerogene ha prodotto gravissimi danni che continuano a manifestarsi tragicamente. L’amianto continua a mietere vittime nella nostra regione, in misura maggiore degli incidenti mortali sul lavoro. Come prima cosa serve un forte rapporto con i sindaci dei Comuni a livello provinciale, per creare un monitoraggio del fenomeno nella nostra realtà. A Ravenna, nelle scorse settimane, è deceduto l’ennesimo lavoratore del petrolchimico, salgono così a 36 le vittime in questo comparto produttivo, a cui si aggiungono le molte altre morti di lavoratori che hanno svolto mansioni in svariati settori produttivi a contatto con l’amianto. Ogni perdita umana è un dramma con conseguenze per familiari, amici e compagni di lavoro. Ogni lavoratore, o ex lavoratore, che ha subito l’esposizione alle fibre di amianto, vive un’angoscia quotidiana».

L’assemblea pubblica del 14 dicembre, dalle 16 alla sala D’Attorre di via Ponte Marino a Ravenna, propone contributi specifici sul tema con gli interventi di Costantino Ricci (segretario generale Cgil Ravenna), Andrea Caselli (presidente AFeVA regionale) Gianpiero Mancini (responsabile Spsal Ravenna) Emanuele Cavallaro (sindaco di Rubiera) e Idilio Galeotti (referente AFeVA Ravenna).

«Apriamo uno Sportello amianto – continua Idilio Galeotti – che svolgerà attività di informazione, ascolto e sostegno per coloro che hanno subito un’esposizione diretta o indiretta. Opereremo a favore di ex esposti, dei loro familiari e dei cittadini a rischio».

Lo sportello avrà sede a Ravenna, in via Matteucci 15, e a Faenza in via Chiarini 12 (per informazioni contattare Idilio Galeotti al 335 5862158, email: afevaravenna@gmail.com). Gli sportelli aiuteranno le persone a orientarsi verso percorsi di sorveglianza sanitaria, di cura e di tutela dei diritti previdenziali. Opererà in sinergia con le strutture della Cgil per la tutela dei diritti dei lavoratori. L’AFeVA ritiene necessaria una rapida approvazione sia del Piano nazionale amianto, al momento bloccato in Parlamento, che delle misure in ambito regionale e locale per la completa rimozione dell’amianto dal territorio dell’Emilia-Romagna. «Pensiamo sia giusto partire con molta modestia e cautela – conclude Galeotti – su un tema complesso e difficile. Cercheremo collaborazioni con altre associazioni che già si occupano dei temi della sicurezza e salute negli ambienti di lavoro. Vogliamo instaurare un rapporto stringente con le istituzioni locali e gli enti competenti, anche attraverso l’elaborazione di un monitoraggio del fenomeno, in modo che si possano sviluppare analisi, proposte e azioni tese alla salvaguardia, tutela e valorizzazione dell’ambiente e a prevenire e/o ridurre il degrado degli ambienti di vita e di lavoro da ogni forma di inquinamento».

Dante: Ravenna, con Firenze e Verona, chiede una legge speciale per il 2021

E il sindaco annuncia: «La Divina Commedia con il Ravenna Festival
diventa uno spettacolo con cittadini protagonisti. Grazie a staff 2019»

Nel corso della seconda giornata dei tre giorni per Ravenna Capitale italiana della cultura 2015, oltre all’annuncio sull’ingresso dello Stato nella gestione del patrimonio archeologico ravennate (vedi articoli correlati), si sono poste le basi anche in vista delle celebrazioni del 700° anniversario della morte di Dante, nel 2021. Al convegno sul tema ha partecipato anche Flavio Tosi, il sindaco di Verona, una delle tre città coinvolte insieme a Firenze (il sindaco Dario Nardella non era presente ma condivide il percorso) e naturalmente Ravenna.

«Per prima cosa – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Matteucci a nome delle tre città – chiediamo al Governo di costituire per tempo un Comitato Nazionale per il 2021. In secondo luogo riteniamo opportuno che Governo e Parlamento operino affinché, come avvenne in occasione del VI Centenario, si approvi quanto prima una Legge Speciale di finanziamento che possa da subito sostenere la progettualità legata al VII Centenario dantesco. In terzo luogo ci impegniamo, come città dantesche, a lavorare in piena collaborazione e a fare in modo, in sintonia con il Ministero, che si possa costituire una rete delle istituzioni locali, nazionali ed internazionali che di Dante si occupano a vario titolo, attivando un coordinamento permanente tra i diversi soggetti interessati».

Matteucci ha colto l’occasione poi per ricordare che dal prossimo maggio nell’ambito del Ravenna Festival giovani artisti (scelti tramite un bando internazionale che verrà pubblicato in gennaio) animeranno i chiostri francescani con spettacoli danteschi. «E poi – rivela il sindaco – nel nome di Dante, il Ravenna Festival darà vita a uno dei progetti del dossier Ravenna 2019. Dal 2017, a cadenza biennale, Ravenna Festival ha affidato a Marco Martinelli ed Ermanna Montanari il compito di rappresentare il capolavoro dantesco usando lo spazio urbano come palcoscenico, dalle archeologie industriali fino alla pineta. Tanti artisti e tanti cittadini vi saranno coinvolti, come nel teatro medievale, quando a una sacra rappresentazione partecipava tutta la città. Voglio ringraziare per questa scelta Cristina Muti e la direzione artistica di Ravenna Festival».

«Come avevamo detto all’indomani della sconfitta nella corsa per il 2019 – ha infine commentato Matteucci –, con Capitale Italiana della Cultura e con l’aiuto di tutti, Ravenna ha la possibilità di tenere viva parte di quella eredità continuando a sviluppare i propri progetti secondo una programmazione che potrà accompagnare la città almeno fino al 2021, anno del centenario dantesco. Dopo quel verdetto che ci ha visto arrivare secondi, il modo migliore per realizzare il nostro sogno è stato svegliarsi subito e ripartire. Con il percorso di candidatura per il 2019 abbiamo messo in moto intelligenze ed energie, abbiamo messo in campo progetti e realizzato iniziative che sono un patrimonio per Ravenna e la Romagna. Così come ci siamo presi la responsabilità della sconfitta, per questo grande patrimonio di progetti e di persone in movimento voglio ringraziare Alberto Cassani e le ragazze e i ragazzi dello staff di Ravenna 2019».

Dante: Ravenna, con Firenze e Verona, chiede una legge speciale per il 2021

E il sindaco annuncia: «La Divina Commedia con il Ravenna Festival
diventa uno spettacolo con cittadini protagonisti. Grazie a staff 2019»

Nel corso della seconda giornata dei tre giorni per Ravenna Capitale italiana della cultura 2015, oltre all’annuncio sull’ingresso dello Stato nella gestione del patrimonio archeologico ravennate (vedi articoli correlati), si sono poste le basi anche in vista delle celebrazioni del 700° anniversario della morte di Dante, nel 2021. Al convegno sul tema ha partecipato anche Flavio Tosi, il sindaco di Verona, una delle tre città coinvolte insieme a Firenze (il sindaco Dario Nardella non era presente ma condivide il percorso) e naturalmente Ravenna.

«Per prima cosa – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Matteucci a nome delle tre città – chiediamo al Governo di costituire per tempo un Comitato Nazionale per il 2021. In secondo luogo riteniamo opportuno che Governo e Parlamento operino affinché, come avvenne in occasione del VI Centenario, si approvi quanto prima una Legge Speciale di finanziamento che possa da subito sostenere la progettualità legata al VII Centenario dantesco. In terzo luogo ci impegniamo, come città dantesche, a lavorare in piena collaborazione e a fare in modo, in sintonia con il Ministero, che si possa costituire una rete delle istituzioni locali, nazionali ed internazionali che di Dante si occupano a vario titolo, attivando un coordinamento permanente tra i diversi soggetti interessati».

Matteucci ha colto l’occasione poi per ricordare che dal prossimo maggio nell’ambito del Ravenna Festival giovani artisti (scelti tramite un bando internazionale che verrà pubblicato in gennaio) animeranno i chiostri francescani con spettacoli danteschi. «E poi – rivela il sindaco – nel nome di Dante, il Ravenna Festival darà vita a uno dei progetti del dossier Ravenna 2019. Dal 2017, a cadenza biennale, Ravenna Festival ha affidato a Marco Martinelli ed Ermanna Montanari il compito di rappresentare il capolavoro dantesco usando lo spazio urbano come palcoscenico, dalle archeologie industriali fino alla pineta. Tanti artisti e tanti cittadini vi saranno coinvolti, come nel teatro medievale, quando a una sacra rappresentazione partecipava tutta la città. Voglio ringraziare per questa scelta Cristina Muti e la direzione artistica di Ravenna Festival».

«Come avevamo detto all’indomani della sconfitta nella corsa per il 2019 – ha infine commentato Matteucci –, con Capitale Italiana della Cultura e con l’aiuto di tutti, Ravenna ha la possibilità di tenere viva parte di quella eredità continuando a sviluppare i propri progetti secondo una programmazione che potrà accompagnare la città almeno fino al 2021, anno del centenario dantesco. Dopo quel verdetto che ci ha visto arrivare secondi, il modo migliore per realizzare il nostro sogno è stato svegliarsi subito e ripartire. Con il percorso di candidatura per il 2019 abbiamo messo in moto intelligenze ed energie, abbiamo messo in campo progetti e realizzato iniziative che sono un patrimonio per Ravenna e la Romagna. Così come ci siamo presi la responsabilità della sconfitta, per questo grande patrimonio di progetti e di persone in movimento voglio ringraziare Alberto Cassani e le ragazze e i ragazzi dello staff di Ravenna 2019».

Dante: Ravenna, con Firenze e Verona, chiede una legge speciale per il 2021

E il sindaco annuncia: «La Divina Commedia con il Ravenna Festival diventa uno spettacolo con cittadini protagonisti. Grazie a staff 2019»

Nel corso della seconda giornata dei tre giorni per Ravenna Capitale italiana della cultura 2015, oltre all’annuncio sull’ingresso dello Stato nella gestione del patrimonio archeologico ravennate (vedi articoli correlati), si sono poste le basi anche in vista delle celebrazioni del 700° anniversario della morte di Dante, nel 2021. Al convegno sul tema ha partecipato anche Flavio Tosi, il sindaco di Verona, una delle tre città coinvolte insieme a Firenze (il sindaco Dario Nardella non era presente ma condivide il percorso) e naturalmente Ravenna.

«Per prima cosa – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Matteucci a nome delle tre città – chiediamo al Governo di costituire per tempo un Comitato Nazionale per il 2021. In secondo luogo riteniamo opportuno che Governo e Parlamento operino affinché, come avvenne in occasione del VI Centenario, si approvi quanto prima una Legge Speciale di finanziamento che possa da subito sostenere la progettualità legata al VII Centenario dantesco. In terzo luogo ci impegniamo, come città dantesche, a lavorare in piena collaborazione e a fare in modo, in sintonia con il Ministero, che si possa costituire una rete delle istituzioni locali, nazionali ed internazionali che di Dante si occupano a vario titolo, attivando un coordinamento permanente tra i diversi soggetti interessati».

Matteucci ha colto l’occasione poi per ricordare che dal prossimo maggio nell’ambito del Ravenna Festival giovani artisti (scelti tramite un bando internazionale che verrà pubblicato in gennaio) animeranno i chiostri francescani con spettacoli danteschi. «E poi – rivela il sindaco – nel nome di Dante, il Ravenna Festival darà vita a uno dei progetti del dossier Ravenna 2019. Dal 2017, a cadenza biennale, Ravenna Festival ha affidato a Marco Martinelli ed Ermanna Montanari il compito di rappresentare il capolavoro dantesco usando lo spazio urbano come palcoscenico, dalle archeologie industriali fino alla pineta. Tanti artisti e tanti cittadini vi saranno coinvolti, come nel teatro medievale, quando a una sacra rappresentazione partecipava tutta la città. Voglio ringraziare per questa scelta Cristina Muti e la direzione artistica di Ravenna Festival».

«Come avevamo detto all’indomani della sconfitta nella corsa per il 2019 – ha infine commentato Matteucci –, con Capitale Italiana della Cultura e con l’aiuto di tutti, Ravenna ha la possibilità di tenere viva parte di quella eredità continuando a sviluppare i propri progetti secondo una programmazione che potrà accompagnare la città almeno fino al 2021, anno del centenario dantesco. Dopo quel verdetto che ci ha visto arrivare secondi, il modo migliore per realizzare il nostro sogno è stato svegliarsi subito e ripartire. Con il percorso di candidatura per il 2019 abbiamo messo in moto intelligenze ed energie, abbiamo messo in campo progetti e realizzato iniziative che sono un patrimonio per Ravenna e la Romagna. Così come ci siamo presi la responsabilità della sconfitta, per questo grande patrimonio di progetti e di persone in movimento voglio ringraziare Alberto Cassani e le ragazze e i ragazzi dello staff di Ravenna 2019».

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