Michela Guerra pronta a dimettersi da tutti suoi incarichi. E intanto
le senatrici Taverna e Montevecchi a Barbiano per parlare di sanità
A quanto ammontano i tagli del Governo al comparto della Sanità? Quanti letti verranno tagliati con il riordino ospedaliero della Regione Emilia Romagna? Che ne sarà dei presidi ospedalieri minori come Lugo e Faenza? Sono tutte domande a cui si cercherà di dare una risposta nell’iniziativa organizzata dal Movimento 5 Stelle di Cotignola per sabato 12 dicembre, dalle 20.30, nella Casa Comunale di Barbiano (Cotignola), in Piazza Alberico 7.
Ospiti saranno: la senatrice Paola Taverna, la senatrice Michela Antonia Montevecchi, la consigliera regionale nonché vice presidente della Commissione Sanità Raffaella Sensoli, e Giuliano Bugani, regista d’inchiesta che presenterà il trailer del suo nuovo lavoro “Mani sulla Sanità. La rivolta”, anticipazione del nuovo documentario sui tagli alla Sanità in Emilia Romagna.
Intanto, a Ravenna, il Movimento 5 Stelle voterà il proprio candidato sindaco in vista delle amministrative primaverili lunedì 14 dicembre anche se attenderà probabilmente la certificazione ufficiale per annunciarlo. Favorita è, da tempo, Michela Guerra che in questi giorni sul suo profilo Facebook ha specificato di essere al momento «Presidente dell’Aiop della provincia di Ravenna, Associazione Italiana Ospedalità Privata, che rappresenta le Cliniche della provincia (Guerra è imprenditrice e socia della Casa di cura San Francesco a Ravenna, ndr). Aggiungo che, laddove gli aventi diritto al voto del M5S di Ravenna mi scegliessero come loro portavoce candidata a Sindaco, darei le dimissioni da tutti i miei incarichi, nello spirito di massima trasparenza e chiarezza che contraddistinguono il M5s».
Tra gli altri ad aver espresso la disponibilità a candidarsi a sindaco ci sono inoltre lo storico attivista Fabrizio Martelli e Fausto Geminiani. Un’ottantina le persone che hanno diritto di partecipare al voto.
Domenica, 13 dicembre, alle 16 a Ravenna un evento davvero unico per gli appassionati di Star Wars, in trepida attesa dell’uscita de Il risveglio della forza, settimo film della saga creata nel 1977 da George Lucas.
Domani, sabato 12 dicembre, è in programma l’inaugurazione in via Maggiore 1, a Ravenna, del primo negozio italiano di droni e smart mobility. Si tratta del punto vendita di Italdron srl, la società fondata nel 2012 da tre ragazzi appassionati di tecnologia tra cui due ravennati, Tommaso Solfrini e Luciano Morigi, che già dal 2008 avevano iniziato quasi per gioco a progettare e realizzare successivamente video aerei con i droni. Di loro ne hanno parlato anche i media nazionali per lo scoop della ripresa dall’alto con un drone di uno dei cosiddetti “sciacalli” che si stava aggirando tra le rovine delle aree colpite dal terremoto in Emilia nel 2012.
È partita la tre giorni di eventi di Rasponi Open Space, la grande manifestazione di chiusura dell’anno vissuto da Ravenna da Capitale italiana della cultura. Qui sotto tra gli allegati è possibile aprire il Pdf delle due pagine che abbiamo dedicato all’evento sul nostro giornale, mentre il programma dettagliato (davvero sterminato) è consultabile sul sito
Come annunciato anche dallo stesso assessore al Turismo, Massimo Cameliani, in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero del nostro settimanale, il Comune ha deciso di tagliare i finanziamenti alle pro loco per la realizzazione di eventi. Una decisione figlia del taglio all’assessorato al Turismo del 30 percento delle risorse a causa della Legge di stabilità del Governo (vedi articoli correlati) e che avrà effetti sul cosiddetto “Mare d’inverno”, progetto in realtà mai decollato, ma per il quale il Comune quest’anno non fornirà contributi a comitati cittadini e pro loco, come sottolinea con amarezza in una nota il comitato di Lido di Dante.
I carabinieri del Nas hanno sequestrato circa 20mila articoli di importazione cinese tra decori natalizi, luminarie, accessori per cellulari, portachiavi e bigiotteria nel corso di controlli in oltre trenta negozi tra le province di Bologna, Ravenna, Ferrara, Rimini e Forlì-Cesena. Si tratta di prodotti privi delle previste indicazioni in lingua italiana nell’etichette, per un valore complessivo di oltre 50mila euro, ritenuti potenzialmente pericolosi per la salute.