mercoledì
13 Maggio 2026

Nutrire Ravenna: giornata di studio ed eventi alla ricerca di ricette per eliminare gli sprechi alimentari

Sala D’Attorre di Casa Melandri al mattino e il Ceis al pomeriggio ospiteranno sabato 17 ottobre una giornata di studio, a Ravenna, su come affrontare la crisi alimentare ed eliminare gli sprechi.

L’appuntamento è organizzato all’interno della rassegna “Nutrire Ravenna”, promossa da Tavolo delle povertà – assessorato alle Politiche sociali. Vi parteciperanno, tra gli altri, con quattro docenti, settanta studenti dell’istituto agrario Perdisa.

Interverranno poi Vinicio Biagi, responsabile del Coordinamento politiche di solidarietà sociale e integrazione socio-sanitaria della Regione Toscana; Andrea Collini, coautore della indagine 2013 della delegazione regionale Caritas Emilia Romagna; Gianluca Benini, direttore del Banco Alimentare di Imola; Sauro Bandi, direttore Caritas Forlì e delegato Caritas per l’Emilia Romagna; Monica Raciti, responsabile del servizio politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale della Regione Emilia Romagna; Antonio Lazzari, presidente della cooperativa sociale Kirecò e Lorenzo Mancini, formatore del circolo Matelda di Legambiente, su “Orti sinergici, orti di comunità, educazione alimentare degli adulti”; Carlo Pilotti, presidente della zona soci di Ravenna/Cervia di Coop Adriatica sull’esperienza “Brutti ma buoni”; un rappresentante di Conad; Angela Morea e Bianca Benini dell’istituto comprensivo Damiano/Riccardo Ricci sull’esperienza della “Classe meno sprecona”.

La sessione mattutina è aperta al pubblico (dalle 9.15) mentre al pomeriggio, dalle 14.30, ci si trasferirà nella sede del Ceis per l’avvio di tre tavoli tematici di lavoro dedicati alla promozione e al coordinamento di nuovi progetti per l’emergenza cibo a Ravenna.

“Nutrire Ravenna” prosegue domenica, 18 ottobre, alle 10 a Piangipane, con l’inaugurazione dei locali di emergenza abitativa della “Casa dei Popoli” (via Piangipane 370), progetto con il quale l’associazione “Ora e Sempre Resistenza” agisce per sviluppare i diritti garantiti dalla Costituzione sostenendo la riconquista della dignità sociale di chi vive un momento “delicato” della vita.

E lunedì 19 ottobre alle 17 a Sala D’Attorre Andrea Segrè, agronomo ed economista, ordinario di Politica agraria internazionale e comparata presso il dipartimento di Tecnologie alimentari dell’Università di Bologna presenterà il suo libro “L’oro nel piatto” – un viaggio alla scoperta del cibo che abbiamo nel piatto senza saperlo.

La prima maratona fotografica di Ravenna: sabato in centro storico

Sabato si svolgerà a Ravenna la prima edizione di #arRAngiati2015: una maratona fotografica a premi per riprendere in modo originale e creativo 25 aspetti e luoghi della città.

Le squadre armate di macchine fotografica, smartphone o tablet seguendo un preciso percorso tra le vie della città, potranno immortalare oggetti di interesse storico e culturale, azioni e scene insolite, personalizzando gli scatti a piacimento.

La partecipazione è libera e aperta a tutti. Cittadini, turisti, amanti e appassionati della fotografia potranno iscriversi entro venerdì 16 ottobre registrandosi gratuitamente al seguente indirizzo per l’acquisizione di un Virtual Ticket http://www.smappo.com/event/560d313490486_arrangiati2015.html.

La partenza avverrà dal cortile di Palazzo Rasponi dalle Teste (accesso via Luca Longhi 9) alle 15 di sabato: tutti i partecipanti, divisi in team da due persone, riceveranno una lista di 25 obiettivi da fotografare all’interno della città in un tempo massimo di 3 ore. L’arrivo è previsto entro le 18 nel cortile di Palazzo Rasponi. Li attenderà lo staff organizzativo pronto a raccogliere gli scatti collezionati (è importante che ogni team sia dotato del proprio cavo USB).

La settimana successiva una giuria premierà le prime tre squadre che avranno consegnato per primi la lista completa con i 25 obiettivi fotografati e quelle che avranno effettuato i tre scatti più belli, originali, divertenti e significativi.
Moltissimi i premi in palio tra cui una smartbox ma anche cene, aperitivi, buoni acquisto e altri omaggi offerti da numerosi negozi e aziende del centro di Ravenna che hanno creduto in questa iniziativa.

Infine le migliori fotografie scattate durante la prima edizione di #arRAngiati2015 saranno stampate ed esposte in una mostra interessante e insolita aperta al pubblico in alcuni luoghi della città.

L’evento, nato da un’idea di Margherita Bessi, Enrico Focaccia e Bianca Venturelli, è reso possibile grazie al sostegno e alla collaborazione di Confesercenti Ravenna, Confcommercio e della redazione turistica del Servizio Turismo e Attività Culturali del Comune di Ravenna.

La prima maratona fotografica di Ravenna: sabato in centro storico

Sabato si svolgerà a Ravenna la prima edizione di #arRAngiati2015: una maratona fotografica a premi per riprendere in modo originale e creativo 25 aspetti e luoghi della città.

Le squadre armate di macchine fotografica, smartphone o tablet seguendo un preciso percorso tra le vie della città, potranno immortalare oggetti di interesse storico e culturale, azioni e scene insolite, personalizzando gli scatti a piacimento.

La partecipazione è libera e aperta a tutti. Cittadini, turisti, amanti e appassionati della fotografia potranno iscriversi entro venerdì 16 ottobre registrandosi gratuitamente al seguente indirizzo per l’acquisizione di un Virtual Ticket http://www.smappo.com/event/560d313490486_arrangiati2015.html.

La partenza avverrà dal cortile di Palazzo Rasponi dalle Teste (accesso via Luca Longhi 9) alle 15 di sabato: tutti i partecipanti, divisi in team da due persone, riceveranno una lista di 25 obiettivi da fotografare all’interno della città in un tempo massimo di 3 ore. L’arrivo è previsto entro le 18 nel cortile di Palazzo Rasponi. Li attenderà lo staff organizzativo pronto a raccogliere gli scatti collezionati (è importante che ogni team sia dotato del proprio cavo USB).

La settimana successiva una giuria premierà le prime tre squadre che avranno consegnato per primi la lista completa con i 25 obiettivi fotografati e quelle che avranno effettuato i tre scatti più belli, originali, divertenti e significativi.
Moltissimi i premi in palio tra cui una smartbox ma anche cene, aperitivi, buoni acquisto e altri omaggi offerti da numerosi negozi e aziende del centro di Ravenna che hanno creduto in questa iniziativa.

Infine le migliori fotografie scattate durante la prima edizione di #arRAngiati2015 saranno stampate ed esposte in una mostra interessante e insolita aperta al pubblico in alcuni luoghi della città.

L’evento, nato da un’idea di Margherita Bessi, Enrico Focaccia e Bianca Venturelli, è reso possibile grazie al sostegno e alla collaborazione di Confesercenti Ravenna, Confcommercio e della redazione turistica del Servizio Turismo e Attività Culturali del Comune di Ravenna.

Il sindaco e il caso Idem: «La conosco come onesta, ma tutelo il Comune»

La senatrice del Pd a processo per truffa aggravata. Matteucci: «Ho
sempre tenuto distinte le mie opinioni dai miei doveri istituzionali»

Il sindaco Fabrizio Matteucci replica ad Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna che aveva riportato (così come i quotidiani locali) uno stralcio dell’atto di costituzione in giudizio del Comune di Ravenna – firmato dal sindaco in quanto legale rappresentante – con cui vengono chiesti alla senatrice Josefa Idem circa 18mila euro di danni (vedi articolo tra i correlati).

«Il Comune di Ravenna si è costituito parte civile nel procedimento giudiziario che riguarda la senatrice Idem – scrive il sindaco in una nota per fare chiarezza –. La costituzione di parte civile e la conseguente domanda risarcitoria si fanno obbligatoriamente all’inizio del processo per tutelare l’ente che si rappresenta in caso. Il ruolo della parte civile è totalmente distinto da quello del Pubblico Ministero, della difesa e del Magistrato giudicante. La costituzione di parte civile è una forma di tutela del Comune di Ravenna, di cui sono legale rappresentante, in caso di condanna. Io personalmente conosco la Idem come una persona onesta e corretta e confido, nel pieno rispetto della Magistratura, che il procedimento giudiziario confermerà questa mia opinione. In tutta questa vicenda e nei suoi molteplici passaggi ho tenuto nettamente distinte le mie opinioni politiche e personali dai miei doveri istituzionali».

La senatrice ravennate del Pd, come noto, è accusata di truffa aggravata per essersi fatta assumere come unica dipendente dell’associazione sportiva di cui era presidente il marito, pochi giorni prima di essere confermata, nel 2006, assessore comunale allo Sport. In tal modo, il Comune, come prevede la legge per i lavoratori che vanno in aspettativa per assumere incarichi politico-amministrativi, avrebbe pagato i suoi contributi previdenziali.

Visitava a pagamento alla domenica in ospedale: sospeso un ginecologo

Il medico denunciato per peculato e truffa

Visitava le pazienti di domenica a pagamento nel suo reparto nell’orario di servizio usando le attrezzature del nosocomio.

Con questa accusa un dirigente medico di Chirurgia e ostetricia di un ospedale del Ravennate è stato denunciato per peculato e truffa.

L’Ausl Romagna, su segnalazione dei carabinieri del Nas di Bologna che hanno fatto le verifiche, ha anche sospeso il ginecologo per 3 mesi a stipendio zero.

Al vaglio il presunto ingiusto guadagno incassato con conseguente danno erariale per il Sistema sanitario nazionale.

Marino è un narciso indifendibile ma Roma è una cloaca cancerosa

Ignazio MarinoE così Ignazio Marino si è dimesso con queste parole: «Care romane e cari romani, quando, poco più di due anni e mezzo fa mi sono candidato a sindaco di Roma l’ho fatto per cambiare Roma, strappando il Campidoglio alla destra che lo aveva preso e per cinque anni maltrattato, infangato sino a consentire l’ingresso di attività criminali anche di tipo mafioso. In questi due anni ho impostato cambiamenti epocali, ho cambiato un sistema di governo basato sull’acquiescenza alle lobbies, ai poteri anche criminali. Non sapevo – nessuno sapeva – quanto fosse grave la situazione, quanto a fondo fosse arrivata la commistione politico-mafiosa».

Nessuno sapeva??? Non fatemi ridere. Solo negli ultimi anni a Roma, questa Capitale marcia come una fogna, si sono succeduti lo scandalo degli appalti del G8 e Grandi Eventi; lo scandalo P3 che lambì il Gentiluomo Gianni Letta, braccio destro del Re Silvio; lo scandalo P4; la compravendita di senatori di Silvio; l’affare Lavitola; lo scandalo Vatileaks; lo scandalo fondi neri Ior; lo scandalo dei rimborsi alla Regione Lazio; la Parentopoli dell’Atac; il governatore Marrazzo coi suoi trans; le cene eleganti di Silvio a Palazzo Grazioli con tante simpatiche signorine; l’inchiesta Mafia Capitale – con il picchiatore nero Massimo Carminati, amico di quei brav’uomini della Banda della Magliana, compagno di galera del massiccio sindaco fascio Gianni Alemanno, che era socio d’affari sporchi con Salvatore Buzzi e la sua Cooperativa 29 giugno protetta dal Pd e con Luca Odevaine, delfino di Walter Veltroni…

E voi non sapevate? A Roma non si muove foglia che ricatto non voglia. Intendiamoci: Ignazio Marino è un tordo, un grosso testicolo, un narciso, un alieno che non facevano entrare nei salotti buoni di questa cancerosa città – i salotti dei palazzinari romani padroni di giornali, dei Cardinaloni e dei Vescovoni, dei Nobiluomini di Sua Santità. E questa era la sua forza e la sua debolezza. Non lo facevano entrare? Era un estraneo al sistema di potere che è il cancro primo di questa città? E lui, vanitoso, patetico e inadeguato, cercava di imbucarsi.

Marino è indifendibile, e nessuno lo difende, infatti. Era in America in vacanza quando i Casamonica organizzavano il loro funerale col cocchio e l’elicottero. Eppure prima i Casamonica con Alemanno ed il Ministro Poletti ci andavano persino a cena, ma nessuno diceva niente. Marino dice che ha speso 20 mila euro in cene istituzionali e i giornaloni scrivono che ha mentito perché gli osti delle trattorie ricordano benissimo che due anni fa il sindaco invece era a cena con sua moglie al tavolo 3 e aveva bevuto una bottiglia di Jermann vintage tunina da 55 euro. Però dimenticano di dire che solo l’Atac, prima gestita dagli amici di Alemanno, ha un debito tra 1,4 e 1,6 miliardi, e che, per risanarla, Marino al suo vertice aveva nominato un milanese estraneo a tutto, Danilo Broggi.

I giornaloni non scrivono che Rutelli e Veltroni con Manlio Cerroni, il ras dei rifiuti e proprietario di Malagrotta, la discarica più grande d’Europa, c’erano andati d’accordo per 30 anni. Solo quando Marino chiuse Malagrotta, Cerroni fu arrestato con l’accusa di associazione a delinquere e 21 tra politici, dirigenti e imprenditori finirono indagati, il palazzo tremò, le strade di Roma guarda caso iniziarono a riempirsi di rifiuti e i Romani tutti si misero a protestare. Anche Papa Francesco, che ha mostrato misericordia per ogni essere vivente, dai trans agli opossum, ha detto che Marino a Philadelphia non l’aveva invitato nessuno, era solo un pavone narciso imbucato con la fascia da sindaco. Eppure in Vaticano hanno tollerato Primi Ministri puttanieri e sindaci che facevano affari con la Mafia. Non c’è più religione.

Anche Vaporidis all’Alighieri per la fondazione Lucè

Anteprima nazionale a teatro a scopo benefico

Un cast di volti noti del palcoscenico, ma anche del piccolo e grande schermo, per una grande serata di solidarietà a favore della fondazione Lucè Onlus. L’appuntamento è per venerdì 23 ottobre (ore 21) al teatro Alighieri, quando debutterà in anteprima nazionale a Ravenna lo spettacolo Finché Giudice non ci separi: sul palco i fratelli Augusto e Toni Fornari, Luca Angeletti, Laura Ruocco e Nicolas Vaporidis (nella foto), il celebre protagonista, tra gli altri, del film Notte prima degli esami.

Scritta da Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, la piece affronta il tema della separazione con una girandola di situazioni, divertenti e paradossali, tra dubbi, torti, ragioni e ricatti da affrontare quando un matrimonio finisce.

La fondazione Lucé Onlus è attiva dal 2003 con lo scopo di promuovere iniziative rivolte a ridurre la sofferenza fisico-psicologica dei malati di cancro. Ha sempre puntato sulla continuità assistenziale, facendo in modo che in qualsiasi momento il malato e i suoi familiari non si sentano abbandonati, all’insegna dello slogan «Vivere di più, ma vivere meglio».
Nel marzo di quest’anno la Fondazione ha acquistato il dispositivo medico MC-5A per la scrambler therapy – un metodo innovativo nel trattamento del dolore cronico, in grado di offrire soluzioni efficaci e persistenti – e lo ha affidato gratuitamente all’Hospice Villa Adalgisa di Ravenna. Il macchinario verrà presentato nel corso della serata dell’Alighieri e attraverso una convenzione con l’Asl è a disposizione di chiunque intenda usufruire della terapia all’hospice, dopo aver consultato il proprio medico curante (info e prenotazioni al 370 3192705).

La serata a favore della fondazione Lucé di venerdì 23 ottobre al teatro Alighieri è realizzata in collaborazione con Reclam Edizioni e Comunicazione e grazie al sostegno dell’Istituto Oncologico Romagnolo e di NaturaSì, palestra Gymnasium, ristoranti Il Labirinto del Gusto e Corte Cabiria, Sì Anelli, l’Accademia del Musical, ottica Gianni Greco, Scaletta Realizzazione & Stampa, albergo Cappello e Vittoria Parrucchieri.

Al termine dello spettacolo seguirà una cena al Corte Cabiria, alla presenza degli attori (su prenotazione allo 0544 35060).

Prevendite biglietti: teatro Alighieri (tel. 0544 249244).

Anche Vaporidis all’Alighieri per la fondazione Lucè

Anteprima nazionale a teatro a scopo benefico

Un cast di volti noti del palcoscenico, ma anche del piccolo e grande schermo, per una grande serata di solidarietà a favore della fondazione Lucè Onlus. L’appuntamento è per venerdì 23 ottobre (ore 21) al teatro Alighieri, quando debutterà in anteprima nazionale a Ravenna lo spettacolo Finché Giudice non ci separi: sul palco i fratelli Augusto e Toni Fornari, Luca Angeletti, Laura Ruocco e Nicolas Vaporidis (nella foto), il celebre protagonista, tra gli altri, del film Notte prima degli esami.

Scritta da Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, la piece affronta il tema della separazione con una girandola di situazioni, divertenti e paradossali, tra dubbi, torti, ragioni e ricatti da affrontare quando un matrimonio finisce.

La fondazione Lucé Onlus è attiva dal 2003 con lo scopo di promuovere iniziative rivolte a ridurre la sofferenza fisico-psicologica dei malati di cancro. Ha sempre puntato sulla continuità assistenziale, facendo in modo che in qualsiasi momento il malato e i suoi familiari non si sentano abbandonati, all’insegna dello slogan «Vivere di più, ma vivere meglio».
Nel marzo di quest’anno la Fondazione ha acquistato il dispositivo medico MC-5A per la scrambler therapy – un metodo innovativo nel trattamento del dolore cronico, in grado di offrire soluzioni efficaci e persistenti – e lo ha affidato gratuitamente all’Hospice Villa Adalgisa di Ravenna. Il macchinario verrà presentato nel corso della serata dell’Alighieri e attraverso una convenzione con l’Asl è a disposizione di chiunque intenda usufruire della terapia all’hospice, dopo aver consultato il proprio medico curante (info e prenotazioni al 370 3192705).

La serata a favore della fondazione Lucé di venerdì 23 ottobre al teatro Alighieri è realizzata in collaborazione con Reclam Edizioni e Comunicazione e grazie al sostegno dell’Istituto Oncologico Romagnolo e di NaturaSì, palestra Gymnasium, ristoranti Il Labirinto del Gusto e Corte Cabiria, Sì Anelli, l’Accademia del Musical, ottica Gianni Greco, Scaletta Realizzazione & Stampa, albergo Cappello e Vittoria Parrucchieri.

Al termine dello spettacolo seguirà una cena al Corte Cabiria, alla presenza degli attori (su prenotazione allo 0544 35060).

Prevendite biglietti: teatro Alighieri (tel. 0544 249244).

Aperitivi, cocktail e prodotti tipici di fronte alla basilica di San Vitale

A pochi metri dal monumento più famoso di Ravenna sta per aprire,
frenato dalla burocrazia, un innovativo punto vendita di Spadoni

Aprirà con tutta probabilità entro l’anno di fronte a San Vitale, in centro a Ravenna, una nuova Casa Spadoni, punto vendita e ristoro a cura di Leonardo Spadoni, l’imprenditore che sarà anche il protagonista del nuovo mercato coperto (vedi articolo in questa pagina).

Il locale secondo le intenzioni avrebbe dovuto aprire già la scorsa primavera ma una «burocrazia da manicomio», per usare le parole dello stesso Spadoni, ci ha messo come al solito lo zampino.

«Sarà un punto di ristoro veloce ma di qualità, con i piatti messi a punto da Marco Cavallucci, chef con due stelle Michelin, ma dal costo popolare – spiega Spadoni –, proporremo anche cocktail per un target di giovani all’aperitivo, restando aperti anche di sera, anche se ancora dobbiamo decidere gli orari definitivi».

Sarà poi anche una vera e propria bottega, «un nostro punto vendita con salumi, formaggi e prodotti da forno, anche senza glutine».

Aperitivi, cocktail e prodotti tipici di fronte alla basilica di San Vitale

A pochi metri dal monumento più famoso di Ravenna sta per aprire,
frenato dalla burocrazia, un innovativo punto vendita di Spadoni

Aprirà con tutta probabilità entro l’anno di fronte a San Vitale, in centro a Ravenna, una nuova Casa Spadoni, punto vendita e ristoro a cura di Leonardo Spadoni, l’imprenditore che sarà anche il protagonista del nuovo mercato coperto (vedi articolo in questa pagina).

Il locale secondo le intenzioni avrebbe dovuto aprire già la scorsa primavera ma una «burocrazia da manicomio», per usare le parole dello stesso Spadoni, ci ha messo come al solito lo zampino.

«Sarà un punto di ristoro veloce ma di qualità, con i piatti messi a punto da Marco Cavallucci, chef con due stelle Michelin, ma dal costo popolare – spiega Spadoni –, proporremo anche cocktail per un target di giovani all’aperitivo, restando aperti anche di sera, anche se ancora dobbiamo decidere gli orari definitivi».

Sarà poi anche una vera e propria bottega, «un nostro punto vendita con salumi, formaggi e prodotti da forno, anche senza glutine».

Aperitivi, cocktail e prodotti tipici di fronte alla basilica di San Vitale

A pochi metri dal monumento più famoso di Ravenna sta per aprire, frenato dalla burocrazia, un innovativo punto vendita di Spadoni

Aprirà con tutta probabilità entro l’anno di fronte a San Vitale, in centro a Ravenna, una nuova Casa Spadoni, punto vendita e ristoro a cura di Leonardo Spadoni, l’imprenditore che sarà anche il protagonista del nuovo mercato coperto (vedi articolo in questa pagina).

Il locale secondo le intenzioni avrebbe dovuto aprire già la scorsa primavera ma una «burocrazia da manicomio», per usare le parole dello stesso Spadoni, ci ha messo come al solito lo zampino.

«Sarà un punto di ristoro veloce ma di qualità, con i piatti messi a punto da Marco Cavallucci, chef con due stelle Michelin, ma dal costo popolare – spiega Spadoni –, proporremo anche cocktail per un target di giovani all’aperitivo, restando aperti anche di sera, anche se ancora dobbiamo decidere gli orari definitivi».

Sarà poi anche una vera e propria bottega, «un nostro punto vendita con salumi, formaggi e prodotti da forno, anche senza glutine».

«Idem voleva sfruttare l’Amministrazione» E il Comune le chiede oltre 18mila euro

Il sindaco nell’atto di citazione contro la senatrice: «Ha approfittato
del suo ruolo istituzionale». E Ancisi ride: «Mi davano del poveretto»

Si è svolta martedì, 13 ottobre, la prima udienza preliminare del procedimento giudiziario che vede la senatrice ravennate del Pd Josefa Idem accusata di truffa aggravata per essersi fatta assumere come unica dipendente dell’associazione sportiva di cui era presidente il marito, pochi giorni prima di essere confermata, nel 2006, assessore comunale allo Sport (vedi articoli correlati). In tal modo, il Comune, come prevede la legge per i lavoratori che vanno in aspettativa per assumere incarichi politico-amministrativi, avrebbe pagato i suoi contributi previdenziali. L’udienza è stata rinviata a maggio, ma il procedimento ha assunto una svolta importante – sottolinea Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna – a seguito dell’atto di costituzione in giudizio del Comune di Ravenna, depositato martedì, con cui il sindaco rivendica il risarcimento di due danni civili: patrimoniale, per gli 8.642 euro versati dal Comune, più 1.500 di interessi, e d’immagine dell’amministrazione, per altrettanti 8.642.

Ancisi poi ricorda come l’iniziativa della magistratura sia stata avviata da un suo esposto, dopo che il sindaco non aveva risposto a una sua interrogazione sul tema. All’atto poi della conclusione delle indagini giudiziarie così innescate – ricorda Ancisi –, il sindaco dichiarò, il 19 marzo 2014: «Mi auguro e confido che, come rivendicato con nettezza nella dichiarazione che la Senatrice Idem ha rilasciato in queste ore, l’iter giudiziario accerti la sua estraneità ad ogni illecito».

«Tali augurio e fiducia non corrispondono, però, a quanto Matteucci stesso ha invece “accertato” su quegli stessi fatti, venuto in luce martedì col deposito dell’atto di citazione in giudizio – sottolinea ancora il capogruppo di Lista per Ravenna –; e cioè che: la Idem “approfittando, in concorso con suo marito, del ruolo istituzionale che le stava per essere attribuito e che le è stato assegnato” – dal sindaco stesso con l’incarico di assessore – “ha dimostrato di considerare la stessa amministrazione comunale, cioè l’ istituzione che rappresentava, un soggetto da sfruttare per un proprio tornaconto personale, svilendone così il ruolo agli occhi della collettività. Il tutto segnato da “una stretta concatenazione temporale”, in un “quadro indiziario univoco sempre secondo l’atto dal quale emerge, con evidenza, la natura simulata” dell’ accaduto».

«Chapeau. Io non ero mai arrivato ad esprimere un giudizio politico così severo, anzi non ne ho mai espresso alcuno, facendo parlare solo i fatti», commenta ironicamente Ancisi, ricordando poi come ai tempi «tra i tanti epiteti ricevuti al riguardo dal suo partito, non mi è mancata, dal parlamentare ravennate onorevole Pagani, quella di “poveretto” dedito alla sua “solita battaglia politica”. Presumo che oggi Matteucci sia considerato dal suo partito più “poveretto” di Ancisi, cioè il massimo della povertà politica».

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