mercoledì
13 Maggio 2026

L’Autorità portuale di Ravenna resterà autonoma. il Pd: «Risultato importante»

«Ora lavoriamo insieme per farlo diventare il principale motore
di sviluppo della nostra regione». Soddisfatti sindaco e vicesindaco

Il ministro Graziano Delrio avrebbe proposto in sede di commissione parlamentare la piena autonomia dell’Autorità portuale di Ravenna, eliminando ogni ipotesi di fusione o di accorpamento di cui si era parlato sulla stampa nei mesi scorsi.

Il primo a commentare la notizia è il sindaco Fabrizio Matteucci su Twitter, con un «molto bene», mentre il vicesindaco Giannantonio Mingozzi ha inviato una nota alla stampa in cui si riserva di attendere l’atto finale del governo sulla riforma dei porti ma dà anche atto all’onorevole ravennate del Pd Alberto Pagani (che fa parte della commissione competente) «di essersi impegnato al massimo in sede parlamentare».

«Nello stesso tempo – continua Mingozzi – bisognerà riconoscere a tanta parte dell’imprenditoria e delle istituzioni ravennati di aver sollecitato con convinzione una scelta come quella che si profila. Anche dal punto di vista politico è importante sottolineare come chi si è dichiarato sempre in difesa dell’autonomia oggi deve lavorare ancora di più per accelerare la realizzazione di un progetto che contempli fondali e aree logistiche adeguati. Comunque si conferma che fin dall’inizio avevamo ragione e che l’Autorità portuale di Ravenna è in condizione di raggiungere in autonomia quei risultati occupazionali e di sviluppo dei traffici che tutti si augurano».

«Ravenna manterrà la sua Autorità Portuale autonoma – è invece il commento più sicuro di Michele de Pascale, segretario provinciale del Partito democratico –. Un risultato importantissimo per il nostro territorio, frutto della disponibilità del ministro Delrio e dell’azione corale delle forze politiche ed economiche ravennati. In particolare un ringraziamento ad Alberto Pagani per l’impegno costante. Ora tutti al lavoro per aprire una nuova fase per il nostro Porto che può diventare il principale motore dello sviluppo della nostra Regione».

Sono nate con il coworking del Comune due applicazioni per famiglie e turisti

Si tratta di uno strumento per agevolare chi ha bambini, a partire
dalla Notte d’oro, e di un nuovo modo per scoprire i monumenti

Due progetti ospitati all’interno del nuovo spazio di coworking Cre.S.Co. (Creative and Social Coworking) avviato di recente dal Comune di Ravenna nell’edificio di via Sant’Agata 48 sono i primi frutti del lavoro delle giovani imprese che contribuiranno alla fruizione dei prossimi due fra i principali eventi culturali d’autunno della città, la Notte D’Oro e il Festival Internazionale del Mosaico.

«Sono particolarmente soddisfatta – dichiara l’assessora alle Politiche giovanili e Partecipazione Valentina Morigi – di lanciare proprio in occasione della Notte d’oro, i primi prodotti dell’attività delle start up che operano all’interno del nostro progetto di coworking, Cresco, per offrire a famiglie e a visitatori le app Nomad family e Getcoo». Si tratta di due servizi a valore aggiunto per due tipologie di frequentatori della città che potranno essere utilizzati anche dopo l’evento dellla Notte d’Orod el 10 ottobre (info in fondo all’articolo).

Il progetto Cre.S.Co è partito a luglio scorso in un immobile di proprietà del Comune, sito in via Sant’Agata 48 (vedi foto), ed ospita al suo interno realtà locali imprenditoriali o associative che si occupano di sviluppare progetti negli ambiti delle industrie culturali e creativi e dell’innovazione sociale. Vengono messi a disposizione risorse e spazi in cui i coworkers possono svolgere la loro attività ed allo stesso tempo allacciare collaborazioni e condividere esperienze. I partner del progetto sono ASTER, l’Università di Bologna (Campus di Ravenna) e il Tavolo provinciale delle associazioni imprenditoriali oltre che naturalmente il Comune di Ravenna. Lo spazio mette a disposizione in totale 10 postazioni, delle quali 8 sono riservati a progetti Resident appositamente selezionati, mentre gli altri 2 sono per coworkers Temporary che volessero usufruirne per brevi periodi o anche singole giornate. In questa prima fase di sperimentazione il progetto Cre.S.Co. è completamente gratuito. Per maggiori informazioni visitare la pagina del Comune di Ravenna dedicata a Cre.S.Co. e la pagina Facebook.

‘Nomad Family’, un’app dedicata alle famiglia per la Notte d’oro
Nomad Family è lo strumento pratico per chi è in giro con i bambini. «Quando le famiglie con bambini sono fuori casa hanno sempre gli stessi problemi – spiegano gli organizzatori –: cosa fare, dove andare con i piccoli, sopravvivere a tutti gli imprevisti che capitano con loro e cercare di risparmiare. Serve un fasciatoio? Una farmacia? Sono finiti i pannolini? Mangiare senza spendere una follia in un locale che ha servizi family friendly? Piove e avete bisogno di allattare?». Tutto questo non sarà più uno stress perché in un’unica app si troveranno tutte le informazioni utili e saranno visibili su una mappa interattiva con indicazioni e orari, anche in inglese.
Uno strumento per le famiglie ma anche un’opportunità di business per tutti gli esercenti che vogliono raggiungere un maggior numero di clienti tramite un canale diretto e innovativo e farsi trovare facilmente. In occasione della Notte d’oro possono aderire gli esercenti (negozi, ristoranti, bar, gelaterie, etc..) e le strutture ricettive di Ravenna compilando il modulo presente nel sito www.nomadfamily.it entro il 5 ottobre. L’iniziativa è patrocinata da Cre.S.Co, Comune di Ravenna, Confesercenti e Confcommercio. Tutto completamente gratis. L’offerta deve essere attinente a beni di consumo e servizi legati alla famiglia o offerte di ristorazione o soggiorno. Tutte le offerte saranno analizzate e validate prima della pubblicazione. Per chiarimenti, lo staff di Nomad Family contatterà il referente. Lo staff è inoltre a disposizione per consulenze gratuite su come rendere più a misura di famiglia il proprio business. Nomad family, la app per le famiglie in movimento, è un progetto di Studio(M)app, una Startup in ambito ICT e Future Internet da un’idea di Angela Corbari. Per informazioni e contatti www.nomadfamily.it oppure telefonicamente al 347-2686041.

GetCOO, l’alternativa a Google per informazioni sui nostri monumenti
“Nomad” per eccellenza è anche il viaggiatore – turista organizzato o occasionale – che usa la App GetCOO per scoprire i monumenti di una città nel modo più semplice e veloce. Già scaricabile gratuitamente per Android e iOS, l’interfaccia user-friendly caratterizza una app davvero da sparo: con lo smartphone si scatta la foto di un monumento, GetCOO lo riconosce e fornisce una scheda informativa con possibilità di approfondimenti. Lo slogan potrebbe essere “più veloce che usare Google”, visto che non serve nemmeno conoscere il nome della chiesa o del palazzo di cui si vuol sapere qualcosa: basta uno scatto. Non sarà necessario, dunque, armarsi di tradizionali e ponderose guide cartacee, visto che il telefono stesso guiderà alla scoperta delle città italiane e mondiali (l’elenco, in continua crescita, sul sito www.getcoo.com).
GetCOO (“chiedi al piccione!”, da “coo”, il suo verso in inglese) è nata dall’idea di Stefano Berti di Villanova di Bagnacavallo e a pochi mesi dal suo rilascio ha già raccolto consensi vincendo il Premio Speciale per l’Innovazione del Resto del Carlino allo SMAU di Bologna e il 3° premio (€4.500) presso l’incubatore Innovami di Imola.

Sono nate con il coworking del Comune due applicazioni per famiglie e turisti

Si tratta di uno strumento per agevolare chi ha bambini, a partire
dalla Notte d’oro, e di un nuovo modo per scoprire i monumenti

Due progetti ospitati all’interno del nuovo spazio di coworking Cre.S.Co. (Creative and Social Coworking) avviato di recente dal Comune di Ravenna nell’edificio di via Sant’Agata 48 sono i primi frutti del lavoro delle giovani imprese che contribuiranno alla fruizione dei prossimi due fra i principali eventi culturali d’autunno della città, la Notte D’Oro e il Festival Internazionale del Mosaico.

«Sono particolarmente soddisfatta – dichiara l’assessora alle Politiche giovanili e Partecipazione Valentina Morigi – di lanciare proprio in occasione della Notte d’oro, i primi prodotti dell’attività delle start up che operano all’interno del nostro progetto di coworking, Cresco, per offrire a famiglie e a visitatori le app Nomad family e Getcoo». Si tratta di due servizi a valore aggiunto per due tipologie di frequentatori della città che potranno essere utilizzati anche dopo l’evento dellla Notte d’Orod el 10 ottobre (info in fondo all’articolo).

Il progetto Cre.S.Co è partito a luglio scorso in un immobile di proprietà del Comune, sito in via Sant’Agata 48 (vedi foto), ed ospita al suo interno realtà locali imprenditoriali o associative che si occupano di sviluppare progetti negli ambiti delle industrie culturali e creativi e dell’innovazione sociale. Vengono messi a disposizione risorse e spazi in cui i coworkers possono svolgere la loro attività ed allo stesso tempo allacciare collaborazioni e condividere esperienze. I partner del progetto sono ASTER, l’Università di Bologna (Campus di Ravenna) e il Tavolo provinciale delle associazioni imprenditoriali oltre che naturalmente il Comune di Ravenna. Lo spazio mette a disposizione in totale 10 postazioni, delle quali 8 sono riservati a progetti Resident appositamente selezionati, mentre gli altri 2 sono per coworkers Temporary che volessero usufruirne per brevi periodi o anche singole giornate. In questa prima fase di sperimentazione il progetto Cre.S.Co. è completamente gratuito. Per maggiori informazioni visitare la pagina del Comune di Ravenna dedicata a Cre.S.Co. e la pagina Facebook.

‘Nomad Family’, un’app dedicata alle famiglia per la Notte d’oro
Nomad Family è lo strumento pratico per chi è in giro con i bambini. «Quando le famiglie con bambini sono fuori casa hanno sempre gli stessi problemi – spiegano gli organizzatori –: cosa fare, dove andare con i piccoli, sopravvivere a tutti gli imprevisti che capitano con loro e cercare di risparmiare. Serve un fasciatoio? Una farmacia? Sono finiti i pannolini? Mangiare senza spendere una follia in un locale che ha servizi family friendly? Piove e avete bisogno di allattare?». Tutto questo non sarà più uno stress perché in un’unica app si troveranno tutte le informazioni utili e saranno visibili su una mappa interattiva con indicazioni e orari, anche in inglese.
Uno strumento per le famiglie ma anche un’opportunità di business per tutti gli esercenti che vogliono raggiungere un maggior numero di clienti tramite un canale diretto e innovativo e farsi trovare facilmente. In occasione della Notte d’oro possono aderire gli esercenti (negozi, ristoranti, bar, gelaterie, etc..) e le strutture ricettive di Ravenna compilando il modulo presente nel sito www.nomadfamily.it entro il 5 ottobre. L’iniziativa è patrocinata da Cre.S.Co, Comune di Ravenna, Confesercenti e Confcommercio. Tutto completamente gratis. L’offerta deve essere attinente a beni di consumo e servizi legati alla famiglia o offerte di ristorazione o soggiorno. Tutte le offerte saranno analizzate e validate prima della pubblicazione. Per chiarimenti, lo staff di Nomad Family contatterà il referente. Lo staff è inoltre a disposizione per consulenze gratuite su come rendere più a misura di famiglia il proprio business. Nomad family, la app per le famiglie in movimento, è un progetto di Studio(M)app, una Startup in ambito ICT e Future Internet da un’idea di Angela Corbari. Per informazioni e contatti www.nomadfamily.it oppure telefonicamente al 347-2686041.

GetCOO, l’alternativa a Google per informazioni sui nostri monumenti
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Il progetto Grigio Chiaro racconta la Colonia Montecatini con una mostra e due incontri

Iniziativa curata da Magma e Fototeca Manfrediana: appuntamento il 2 ottobre a Faenza

Il lavoro fotografico all’interno del complesso della Colonia dei Monopoli di Stato di Milano Marittima nasce dalla collaborazione tra la Fototeca Manfrediana e l’associazione Magma di Cervia: dal 2 al 18 ottobre il progetto sarà in mostra alla galleria comunale d’arte nel Voltone della Molinella a Faenza.

La Fototeca Manfrediana, associazione culturale di Faenza specializzata nella fotografia, ha realizzato una serie di scatti che raccontano lo stato attuale della colonia, al fine di comprenderla nei suoi tanti aspetti e di coglierne la natura, il carattere e le potenzialità. Attraverso gli sguardi di sei diversi fotografi, la struttura si lascia leggere e osservare con occhi nuovi, e descrive se stessa nel passato e nel presente, suggerendo un suo futuro.

Durante l’esposizione, che si inserirà nel contesto della Settimana del Contemporaneo a Faenza, si terrà una serie di incontri che affronteranno le tematiche architettoniche e fotografiche inerenti i fenomeni di insorgenza, utilizzo e disuso di strutture imponenti, quali i complessi destinati alla villeggiatura dei bambini nella riviera romagnola dall’epoca fascista sino a oggi.

Questo più nel dettaglio il programma. Inaugurazione della mostra il 2 ottobre alle 19 con performance live di Giovanni Lami. Alle 22 al complesso Salesiani di via Maconeso 3 Grigio Chiaro Party Magma. L’11 e il 18 ottobre invece dalle 17 alle 19 al Voltone della Molinella sono in programma due incontri: “Architettura monouso”, talk sull’architettura delle Colonie e sugli spazi abbandonati nelle nostre città con la partecipazione di Valentina Orioli e Seigradi e “Fotografia e architettura”, talk sul rapporto tra fotografia e architettura con la partecipazione di Guido Guidi e Osservatorio Fotografico.

Quando il Comune faceva denuncia contro la street art di “Sono Solo”

Non fa più graffiti ma Pirini ricorda quando era nel mirino: «Cambiati i tempi, meglio così. Invader? A San Vitale è stato un po’ ostentato»

Nell’estate del 2002, quella del suo diciottesimo compleanno, era fuori tutte le sere con le bombolotte e il mattino dopo Ravenna si svegliava con nuovi graffiti «ma mai su monumenti o muri storici». Filippo Pirini ha 31 anni e con la street art ormai ha chiuso da tempo – oggi fa il pilota di drifting e lavora in un magazzino di materiale edile – ma quei tempi se li ricorda bene. “Sono solo” non era la sua firma ma il messaggio lasciato accanto ad ogni suo pezzo – «Per me era la sintesi dell’incapacità che abbiamo di trasmettere a parole quello che proviamo con le emozioni» – e attorno all’autore si diffuse pure qualche piccola leggenda metropolitana: «Un ragazzino del liceo artistico una volta mi disse che era convinto io avessi le bombolette nelle maniche come l’uomo ragno con le ragnatele. Mi feci una risata».

A diciott’anni però quella fama da artista illegale un po’ lo affascinava: «Ero diventato un incubo per qualcuno. Si rischiava di essere perquisiti girando con uno zainetto dopo le dieci di sera, per Ravenna era pazzesco». E alla fine lo trovarono: «Mi beccai una denuncia per un “Fuck police” scritto sul muro del liceo artistico e non l’avevo nemmeno scritto io ma ero lì a tenere le vernici per chi l’aveva fatto. Qualcuno poi disse che era stato un certo Filippo, la Digos passò le case di diversi Filippi a Ravenna e arrivarono a me».

Denunciato dal Comune e multa. Ma anche l’inizio di una collaborazione: «Qualche lavoro per il Comune poi l’ho fatto e so che un ex assessore ha a casa un mio lavoro su un pannello…». Dalle denunce di dieci anni fa al rammarico per la rimozione di un Invader, la differenza di approccio delle istituzioni è piuttosto palese: «Sono cambiate le giunte e sono cambiati i tempi, meglio così». Ma anche al tempo della denuncia c’era chi apprezzava i suoi graffiti: «So che un ex assessore a casa ha un mio pannello che avevo fatto sulla torre civica…».

Quando lo street artist francese venne a Ravenna un anno fa per la prima incursione fu lo stesso magazzino edile di Pirini a sponsorizzare in parte la cosa fornendo le colle e gli stucchi per il lavoro al planetario. Ma cosa ne pensa Filippo del quasi collega francese? «Non sono un critico quindi parlo solo per gusto personale: non mi fa impazzire. Però è vero che è stato capace di dare una nuova veste al mosaico. Di sicuro mi piace l’idea di fare pezzi piccoli, in angoli nascosti, da trovare e fotografare con l’applicazione sul telefonino. Infatti per questo motivo non mi piaceva molto il suo lavoro accanto a San Vitale: mi è sembrato un po’ ostentato, troppo facile da vedere, preferisco Invader che realizza opere più piccole da scoprire creando un’interazione con il pubblico».

Buona Scuola, qual è il bravo insegnante?

Il 2 ottobre al liceo scientifico un convegno sulla valutazione dei docenti prevista dalla riforma del Governo Renzi. Il dirigente Dradi: «Non era un obbligo di legge, ma una scelta volontaria per mettersi in gioco»

Tra le questioni più controverse della riforma della scuola di Matteo Renzi c’è sicuramente il tema della valutazione dei docenti e proprio a questo è dedicato il convegno organizzato il 2 ottobre al liceo scientifico Oriani di Ravenna con il patrocinio dell’Ufficio scolastico regionale.

Molto contestata da parte dei diretti interessati, ritenuta indispensabile da altri per inserire un criterio meritocratico nel corpo docente, la legge prevede una fase di sperimentazione di tre anni in cui ai singoli istituti viene lasciato l’onere di stabilire i criteri per individuare chi tra i docenti sia meritevole del premio in denaro a disposizione della scuola. Il fondo nazionale è di 200 milioni di euro e dovrebbe corrispondere ad una cifra tra i 15 e i 20mila euro per un istituto di media dimensione. La legge prevede l’istituzione di un comitato di valutazione di cui devono far parte tre docenti, due genitori per medie ed elementari, un genitore e uno studente per le scuole superiori, un membro esterno indicato dall’ufficio scolastico regionale e ovviamente il dirigente che deve effettuare la valutazione finale; non sono previsti meccanismi punitivi ma solo un premio economico. Valutazione basata su cosa, però? Si parla genericamente di “qualità dell’insegnamento” , “responsabilità assunte nel coordinamento di classe”, “contributo all’innovazione”… Macro voci difficili da declinare in parametri precisi.

Ecco allora il senso del convegno del 2 ottobre, in cui alla mattina sarà affrontato l’inquadramento normativo e nel pomeriggio si presenteranno alcuni possibili strumenti pratici per effettuare la valutazione. Questo convegno è organizzato in una scuola dove già si è cominciato a ragionare sull’argomento grazie al dirigente Gianluca Dradi. «Sia al liceo scientifico che all’istituto tecnico Morigia-Perdisa – ci spiega Dradi – il collegio dei docenti ha deciso all’unanimità di attuare un percorso originale per arrivare alla definizione di questi criteri: si organizzeranno dei focus group di docenti, genitori e studenti per ragionare su cosa significhi essere un bravo insegnante. Potranno emergere le aspettative delle varie componenti della comunità scolastica in merito alla qualità dell’insegnamento e verificare come queste si incrociano tra loro. Quanto deciso non era un obbligo di legge, ma una scelta volontaria di docenti che hanno colto la novità legislativa per mettersi in gioco in un processo di riflessione condiviso con l’utenza. Attraverso questo lavoro si costruirà una mappa della qualità specifica per ogni scuola e credo sarà molto utile per colmare il vuoto contenuto nella legge, che non specifica gli indicatori della qualità da valutare. Questa disponibilità dei docenti, dal mio punto di vista, è di per sé un indicatore di qualità perché dimostra la piena consapevolezza che la principale leva per il miglioramento della scuola pubblica è la qualità del lavoro che si svolge nelle aule scolastiche».

Tra gli strumenti pratici che saranno presentati nel convegno ci sarà il questionario già sottoposto lo scorso anno agli studenti dello Scientifico sul lavoro svolto dai docenti di italiano, matematica e fisica: «Si ponevano otto domande su circostanze di fatto relative all’attività didattica – spiega Dradi – e non si chiedevano giudizi sull’operato dei docenti; dall’analisi delle risposte si possono però individuare i punti di debolezza rispetto ai quali è necessario agire per migliorare la qualità della scuola che, è bene ribadirlo, è fatta soprattutto dal lavoro degli insegnanti».

Porta il cane al guinzaglio al parco e due pitbull lo assalgono: 84enne ferito

L’anziano è stato morso a una mano dopo essere è caduto a terra per difendere il suo animale aggredito. Individuati i proprietari

Stava passeggiando con il cane al guinzaglio nell’area verde adiacente a via Gnani a Ravenna, nelle vicinanze della multisala Cinemacity, quando due pitbull si sono avventati sull’animale di piccola taglia: l’uomo, un 84enne di Ravenna, ha cercato di difendere la sua bestiola cadendo a terra violentemente e venendo morso a una mano dai pitbull. Sul posto è intervenuta la polizia municipale di Ravenna (uffici Emergenza e Polizia giudiziaria) individuando i proprietari degli animali. Sono in corso accertamenti per stabilire le responsabilità penali e amministrative derivanti dalla mancata custodia dei cani.

L’episodio ricalca quanto accaduto il 7 settembre in via Testi Rasponi. Una 50enne a spasso con il canne venne aggredita da due pitbull scappati dal giardino di un’abitazione riportando ferite alle braccia e una gamba cadendo a terra.

Il Pd e i talk show schifosi che sono specchio del paese

Il partitone si è scagliato contro l’informazione di Rai Tre, che in teoria dovrebbe essere la rete amica…

Talk showIl partitone Pd si è scagliato contro l’informazione di Rai Tre, che in teoria dovrebbe essere la rete amica. Ha iniziato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Alla Festa nazionale di Scelta civica a Salerno, l’ex sindaco si è scatenato: «Sapete – ha detto – che io sono stato condannato in primo grado. Lo dico perché tanti giornali, tante televisioni, in particolare i miei amici della terza rete Rai, dicono puttanate incredibili. Questi sono atti di camorrismo giornalistico compiuti da una lobby di radical chic!» Con la sua consueta protervia il tenero ex sindaco di Salerno si è lanciato contro l’intera Rai 3 (anche se pare che ce l’avesse soprattutto con “Report“ e “Presadiretta“), che ha definito «la più grande fabbrica di depressione».

Poi è stato il turno di Michele Anzaldi. Anzaldi è un deputato renzianissimo,  membro della commissione di Vigilanza Rai, e a lungo temuto portavoce di Francesco Rutelli. «C’è un problema con Rai3 e con il Tg3, sì. Ed è un problema grande, ufficiale» ha detto al “Corriere della Sera“. «Purtroppo non hanno seguito il percorso del Partito democratico: non si sono accorti che è stato eletto un nuovo segretario, Matteo Renzi, il quale poi è diventato anche premier. Niente, non se ne sono proprio accorti!

E così il Pd viene regolarmente maltrattato e l’attività del governo criticata come nemmeno ai tempi di Berlusconi. Ballarò sforna a raffica editoriali contro il governo, intervista in pompa magna un grillino a settimana e va tutto bene? Lo sa che i nostri ministri non vogliono più andarci a Rai3?».  E ha continuato: «Io mi aspetto che Rai3 faccia servizio pubblico: e, per ora, non lo fa. Si sono chiesti a Rai3 perché Renzi è andato due volte da Nicola Porro a “Virus” su Rai2? Perché, se dobbiamo spiegare una legge, preferiamo che i nostri parlamentari vadano da Bruno Vespa? Comunque, guardi: adesso l’importante è che Vianello (direttore di Rai3) non faccia altri errori…».

Una intimidazione bella e buona. Insomma, per i Pdini i talk show, specie quelli di “sinistra“ sono poco filogovernativi e depressivi. Sapete cosa vi dico io, che sono del settore visto che lavoro a “Servizio Pubblico“ (Santoro)? Io ho deciso di andarmene, e mi sono dimesso. Perché il mio ex talk e i suoi servizi suscitano una sola emozione: una costante, generica indignazione. Filmavo sempre gente incazzata che si lamentava – Le tasse mi strangolano! – quando poi spegnevo la telecamera quasi tutti mi confidavano, specie al nord: «Ueh, mica son scemo, io le tasse mica le pago e poi ho aperto la fabbrichetta in Serbia, lì è pieno di donne!».

Quella costante generica indignazione raccontata dai talk show non è vera. Perché se tutti fossero davvero incazzati e con la giugulare intasata come appaiono nei talk show dovremmo avere da tempo milioni di persone in piazza con i fucili spianati. No, l’italiano, parlo del popolo, è spesso furbo, corrotto e mediocre come i suoi politici. E i politici, quelli che vorrebbero i talk ancora più servi, fanno anche loro parte della finzione. Una volta da noi vennero la Santanché e Letta Enrico, che in diretta si scannarono. «Serva di Silvio!», «Becero comunista!», «Avete portato il paese allo sfascio», «No, voi», poi si spensero le luci, scesero dal palco, e uscendo cinguettarono: «Enrico, vieni a farti una pizza?», «Certo cara! Macchina tua o macchina mia?».

Succede sempre così. Insomma, i talk fanno schifo, e sono lo specchio del paese.

Sacchi abbraccia in carcere Dell’Utri e gli regala il suo libro autografato

L’ex ct era stato invitato per una presentazione e ha incontrato l’ex senatore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa

Dopo l’incontro con Fedele Confalonieri, l’ex senatore Marcello Dell’Utri, recluso nel carcere di Parma, ha incontrato per pochi minuti un altro volto conosciuto di quando era dirigente Fininvest: il fusignanese Arrigo Sacchi, invitato dal direttore del carcere per parlare con i detenuti del suo libro, Calcio totale.

Al termine, dopo avere salutato gli altri detenuti, l’ex Ct della nazionale di calcio italiana – citiamo un’agenzia dell’Ansa – si è avvicinato a Dell’Utri per una chiacchierata di pochi minuti conclusa con un abbraccio ed il dono del libro autografato per “l’amico Marcello”.

Dell’Utri, come noto, è stato condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

Sacchi abbraccia in carcere Dell’Utri e gli regala il suo libro autografato

L’ex ct era stato invitato per una presentazione e ha incontrato l’ex
senatore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa

Dopo l’incontro con Fedele Confalonieri, l’ex senatore Marcello Dell’Utri, recluso nel carcere di Parma, ha incontrato per pochi minuti un altro volto conosciuto di quando era dirigente Fininvest: il fusignanese Arrigo Sacchi, invitato dal direttore del carcere per parlare con i detenuti del suo libro, Calcio totale.

Al termine, dopo avere salutato gli altri detenuti, l’ex Ct della nazionale di calcio italiana – citiamo un’agenzia dell’Ansa – si è avvicinato a Dell’Utri per una chiacchierata di pochi minuti conclusa con un abbraccio ed il dono del libro autografato per “l’amico Marcello”.

Dell’Utri, come noto, è stato condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

Sacchi abbraccia in carcere Dell’Utri e gli regala il suo libro autografato

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Dopo l’incontro con Fedele Confalonieri, l’ex senatore Marcello Dell’Utri, recluso nel carcere di Parma, ha incontrato per pochi minuti un altro volto conosciuto di quando era dirigente Fininvest: il fusignanese Arrigo Sacchi, invitato dal direttore del carcere per parlare con i detenuti del suo libro, Calcio totale.

Al termine, dopo avere salutato gli altri detenuti, l’ex Ct della nazionale di calcio italiana – citiamo un’agenzia dell’Ansa – si è avvicinato a Dell’Utri per una chiacchierata di pochi minuti conclusa con un abbraccio ed il dono del libro autografato per “l’amico Marcello”.

Dell’Utri, come noto, è stato condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

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