mercoledì
13 Maggio 2026

In piazza Kennedy reperti del Seicento Il Comune: «Pronti a rivedere il progetto»

Si scaverà fino a 2,50 metri alla ricerca della chiesa di Sant’Agnese

A oltre tre mesi dall’inizio dei lavori e dopo alcuni ritrovamenti senza importanza, spuntano i primi reperti in piazza Kennedy. In queste ore anche i passanti sono attirati dalle due arcate e dalla pavimentazione spuntate nell’angolo della piazza di fronte a Palazzo Rasponi delle Teste, di fronte al palazzo del Mutilato. Nel cantiere dell’ormai ex parcheggio più frequentato del centro storico di Ravenna, che la prossima estate secondo i piani del Comune dovrà diventare una grande piazza pedonale, gli archeologi e gli uomini della Soprintendenza lavorano fianco a fianco con le ruspe. Secondo i primi riscontri si tratterebbe di reperti del 1600 che potrebbero essere collegati alla chiesa di Sant’Agnese – evocata fin dall’inizio dei lavori –, eretta nel V secolo ma ricostruita in parte proprio alla fine del Seicento.

Finora si è scavato fino a un metro e venti centimetri – come rivela l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Enrico Liverani, al Carlino – ma l’obiettivo è quello di arrivare fino a 2,50 metri per capire quanto resta di Sant’Agnese. E nel caso riaffiorassero reperti importanti della chiesa – ha assicurato sempre Liverani, che è anche il candidato sindaco del Pd alle elezioni della prossima primavera, al Corriere Romagna in edicola oggi, mercoledì 30 settembre – il Comune è disposto a rivedere il progetto della piazza, “in modo che l’intera città si possa godere la scoperta”. Per questo saranno necessari nuovi fondi, che l’assessore assicura di avere intenzione di cercare.

Qui sopra la foto pubblicata su Facebook dal consigliere comunale di Lista per Ravenna Nicola Grandi, che in maniera ironica ha commentato: «Mi raccomando, coprite in fretta…».

In piazza Kennedy reperti del Seicento Il Comune: «Pronti a rivedere il progetto»

Si scaverà fino a 2,50 metri alla ricerca della chiesa di Sant’Agnese

A oltre tre mesi dall’inizio dei lavori e dopo alcuni ritrovamenti senza importanza, spuntano i primi reperti in piazza Kennedy. In queste ore anche i passanti sono attirati dalle due arcate e dalla pavimentazione spuntate nell’angolo della piazza di fronte a Palazzo Rasponi delle Teste, di fronte al palazzo del Mutilato. Nel cantiere dell’ormai ex parcheggio più frequentato del centro storico di Ravenna, che la prossima estate secondo i piani del Comune dovrà diventare una grande piazza pedonale, gli archeologi e gli uomini della Soprintendenza lavorano fianco a fianco con le ruspe. Secondo i primi riscontri si tratterebbe di reperti del 1600 che potrebbero essere collegati alla chiesa di Sant’Agnese – evocata fin dall’inizio dei lavori –, eretta nel V secolo ma ricostruita in parte proprio alla fine del Seicento.

Finora si è scavato fino a un metro e venti centimetri – come rivela l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Enrico Liverani, al Carlino – ma l’obiettivo è quello di arrivare fino a 2,50 metri per capire quanto resta di Sant’Agnese. E nel caso riaffiorassero reperti importanti della chiesa – ha assicurato sempre Liverani, che è anche il candidato sindaco del Pd alle elezioni della prossima primavera, al Corriere Romagna in edicola oggi, mercoledì 30 settembre – il Comune è disposto a rivedere il progetto della piazza, “in modo che l’intera città si possa godere la scoperta”. Per questo saranno necessari nuovi fondi, che l’assessore assicura di avere intenzione di cercare.

Qui sopra la foto pubblicata su Facebook dal consigliere comunale di Lista per Ravenna Nicola Grandi, che in maniera ironica ha commentato: «Mi raccomando, coprite in fretta…».

Cisa, accordo all’alba al ministero «Cento esuberi in meno a Faenza»

La firma dopo quasi venti ore di confronto. Nella città manfreda
ora sono 130 i lavoratori di troppo. Ma sono in arrivo investimenti

Quasi dimezzati gli esuberi (circa 130 rispetto ai 238 annunciati a Faenza e circa 20 nel sito di Monsampolo del Tronto, nell’Ascolano), 30 mesi di mobilita, integrazione alla Cig da parte dell’azienda con un bonus di 400 euro al mese e un piano industriale di 17 milioni di euro complessivi, parte dei quali per riconvertire le strutture produttive. Sono questi i punti principali dell’accordo raggiunto all’alba di oggi (mercoledì 30 settembre) a Roma, dopo quasi 20 ore di confronto, tra ministero dello Sviluppo economico, azienda, sindacati, Regioni e istituzioni locali.

Il Piano industriale proposto dall’azienda punta a dare nuova centralità all’impianto di Faenza, in particolare come centro R&S e per le produzioni pre-serie e delle cosiddette Master Keys ad alto contenuto tecnologico.

«L’accordo raggiunto – sottolinea l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi – è davvero il frutto del grande lavoro che stiamo facendo per salvaguardare i livelli occupazionali, ridurre l’impatto sociale delle crisi industriali e rilanciare i siti produttivi nella nostra regione. E per lo stabilimento di Faenza nella prospettiva di un rilancio industriale, confermiamo che la Regione potrà mettere in campo interventi sia di formazione e riqualificazione professionale, nonché tutti gli strumenti e risorse legate ai bandi Por Fesr per la ricerca industriale e l’innovazione per nuovi prodotti su cui l’azienda intenda impegnarsi».

I ministri Martina e Poletti incontrano i giovani cooperatori

Appuntamenti tra Socjale, Raviplast e Fruttagel aperti al pubblico

I giovani cooperatori incontrano i protagonisti delle istituzioni. In programma tre incontri con nomi di richiamo come il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti (il 2 ottobre), il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (il 16) e il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina (il 9 novembre, data ancora da confermare). Il ciclo di appuntamenti si intitola “Dove comincia il futuro” è nato dal lavoro organizzativo congiunto del network dei giovani cooperatori Generazioni e di Legacoop Romagna.

Significativa la scelta dei palcoscenici, luoghi “simbolo” tra tradizione e avvenire del movimento cooperativo. Si comincia il 2 ottobre alle 19 al Teatro Socjale di Piangipane, spazio didattico e ricreativo realizzato nel 1920 da cooperatori di origine contadina. È lì che il 2 ottobre si parlerà di Jobs Act (e non solo) con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che poco prima incontrerà la cooperativa Ormeggiatori del Porto e visiterà privatamente lo scalo ravennate.

Per l’incontro con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, un altro spazio assurto agli onori delle cronache: venerdì 16 ottobre ci si sposta nellla sede del “workers buyout” cooperativo Raviplast, in via Dossetti 41 a Ravenna. Si tratta del sodalizio di lavoratori che ha preso il posto della industria plastica Pansac dopo la crisi dell’attività aziendale. Un’esperienza di gestione diretta in forma mutualistica che è divenuta modello da replicare e portare ad esempio nei telegiornali nazionali.

Infine il 9 novembre (ma la data è ancora da confermare) si arriva in uno dei cuori pulsanti dell’agroalimentare italiano, lo stabilimento del consorzio cooperativo Fruttagel ad Alfonsine di Ravenna, da cui escono conserve, surgelati e bevande consumati da milioni di persone in tutta Europa. «È il luogo ideale per una riflessione a trecentosessanta gradi con il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, a pochi giorni dalla chiusura della kermesse nazionale di Expo», conclude la presidente di Legacoop Romagna, Ruenza Santandrea. «Il fatto che questi incontri siano nati su iniziativa dei giovani cooperatori è un elemento particolarmente positivo», aggiunge.

«Vogliamo fare il punto sui temi chiave del Paese – dice il responsabile di Generazioni Romagna, Rudy Gatta – e così dare corpo a una palestra di dibattito e confronto».

«In un momento economico e sociale molto critico dal punto di vista dell’occupazione, soprattutto per le giovani generazioni, il lavoro è al centro delle iniziative di questo mandato che ha preso il via a marzo 2015», dice il portavoce di Generazioni Emilia-Romagna, Luca Stanzani. «Siamo certi che la forma cooperativa, basata sull’intergenerazionalità, possa continuare a rappresentare una risposta valida soprattutto nel difficile contesto attuale».

Gli incontri sono aperti al pubblico, per partecipare è gradita conferma alla segreteria organizzativa: tel. 0544 509512 – segreteria@legacoopromagna.it. L’hashtag per intervenire sui social network è #cominciailfuturo.

Cooperante ucciso in Bangladesh, il ministro: «Isis? Non ci sono prove»

Cesare Tavella, l’autopsia conferma: raggiunto da tre colpi

Cesare Tavella, il cooperante ravennate ucciso ieri a Dacca, è stato raggiunto da tre colpi d’arma da fuoco sparati da dietro e da distanza ravvicinata. È quanto è emerso dall’autopsia realizzata sul suo cadavere. «Uno dei proiettili – ha precisato il medico legale Qazi Abu Shama – ha colpito la mano sinistra perforandola. È stato colpito poi due volte alla schiena. Uno dei proiettili è uscito attraverso il petto e l’altro è rimasto nel corpo».

«Non abbiamo trovato prove di un collegamento dell’Isis con l’assassinio ieri a Dacca del cooperante italiano Cesare Tavella»: lo ha dichiarato il ministro dell’Interno del Bangladesh, Asaduzzaman Khan Kamal. Nel corso di una conferenza stampa nel suo ufficio il ministro ha chiarito che «stiamo svolgendo le indagini sull’uccisione. E fino ad ora gli organismi investigativi non hanno trovato alcun legame fra l’Isis e l’assassinio».

Il ministro ha colto l’occasione per ribadire che l’Isis «non esiste in Bangladesh» e che tutte le volte che «qualcuno ha cercato di avviare un reclutamento per questo gruppo militante è stato arrestato». Kamal ha infine auspicato che gli autori dell’assassinio «possano essere arrestati quanto prima».

Muore motociclista di 42 anni

Trovato sull’asfalto lungo la San Vitale, a Massa Lombarda

Un motociclista di 42 anni è morto sulla via San Vitale a Massa Lombarda.

L’uomo, del posto, è stato notato a terra poco dopo le 18 di martedì. Il 118 ha tentato di salvarlo anche con un elicottero giunto da Bologna, un intervento di stabilizzazione e il trasporto al vicino ospedale di Lugo.

Secondo le prime verifiche dei carabinieri, non è coinvolto alcun altro mezzo: il motociclista potrebbe cioè aver perso l’equilibrio da solo, forse finendo contro un ostacolo fisso. (Ansa.it)

Scuolabus: costa un milione di euro e ogni anno fa sei giri del mondo

Nei 32 itinerari del forese viaggiano 711 alunni di elementari
e medie e i mezzi del consorzio Coerbus percorrono 265mila km

Alla fine dell’anno scolastico 2015-16 sarà come aver percorso per più di sei volte l’equatore terrestre: il totale dell’asfalto macinato dagli autobus del trasporto scolastico del Comune di Ravenna, per gli alunni di scuole elementari e medie del forese, è stimato in 265mila chilometri.

A usufruire del servizio – attivo per le zone non sono servite dalle linee del trasporto pubblico, fornito dal consorzio Coerbus vincitore di un bando di nove anni che scadrà nel 2018, a un costo di 3,62 euro al chilometro che fanno circa un milione all’anno per le casse comunali – saranno oltre 711 ragazzi (in linea con i numeri degli ultimi anni) che pagheranno un abbonamento annuale a forfait che varia in base al reddito Isee: da un minimo di 87 euro (tra tremila e seimila euro) fino a 349 euro (superiori a 35mila). Per chi invece utilizza le linee pubbliche di Start, l’azienda di trasporti prevede un abbonamento per gli under 26 di 196 euro con una maggiorazione per l’extraurbano: sono previsti contributi comunali a copertura della maggiorazione. Chi, per motivi di orario, è costretto a utilizzare entrambi paga un solo abbonamento. Infine contributi comunali per il cosiddetto trasporto autogestito: dove il numero di alunni non era sufficiente per la copertura del servizio sono comitati di genitori o pro loco che scarrozzano gli studenti con mezzi propri.

Per il conteggio della spesa comunale vanno poi aggiunti 86mila euro circa corrisposti alla cooperativa sociale di Bergamo che si è da poco aggiudicata il servizio di educatori a bordo: non sono figure obbligatorie ma a Ravenna esistono almeno dal 2000 e svolgono un monitoraggio a rotazione sui 32 itinerari (percorsi elaborati dal servizio mobilità e viabilità del Comune sulla base delle domande presentate, con fermate consolidate nel tempo, tenendo conto della rete stradale) concentrandosi poi su eventuali situazioni che mostrino problematiche.

Scuolabus: costa un milione di euro e ogni anno fa sei giri del mondo

Nei 32 itinerari del forese viaggiano 711 alunni di elementari e medie e i mezzi del consorzio Coerbus percorrono 265mila km

Alla fine dell’anno scolastico 2015-16 sarà come aver percorso per più di sei volte l’equatore terrestre: il totale dell’asfalto macinato dagli autobus del trasporto scolastico del Comune di Ravenna, per gli alunni di scuole elementari e medie del forese, è stimato in 265mila chilometri.

A usufruire del servizio – attivo per le zone non sono servite dalle linee del trasporto pubblico, fornito dal consorzio Coerbus vincitore di un bando di nove anni che scadrà nel 2018, a un costo di 3,62 euro al chilometro che fanno circa un milione all’anno per le casse comunali – saranno oltre 711 ragazzi (in linea con i numeri degli ultimi anni) che pagheranno un abbonamento annuale a forfait che varia in base al reddito Isee: da un minimo di 87 euro (tra tremila e seimila euro) fino a 349 euro (superiori a 35mila). Per chi invece utilizza le linee pubbliche di Start, l’azienda di trasporti prevede un abbonamento per gli under 26 di 196 euro con una maggiorazione per l’extraurbano: sono previsti contributi comunali a copertura della maggiorazione. Chi, per motivi di orario, è costretto a utilizzare entrambi paga un solo abbonamento. Infine contributi comunali per il cosiddetto trasporto autogestito: dove il numero di alunni non era sufficiente per la copertura del servizio sono comitati di genitori o pro loco che scarrozzano gli studenti con mezzi propri.

Per il conteggio della spesa comunale vanno poi aggiunti 86mila euro circa corrisposti alla cooperativa sociale di Bergamo che si è da poco aggiudicata il servizio di educatori a bordo: non sono figure obbligatorie ma a Ravenna esistono almeno dal 2000 e svolgono un monitoraggio a rotazione sui 32 itinerari (percorsi elaborati dal servizio mobilità e viabilità del Comune sulla base delle domande presentate, con fermate consolidate nel tempo, tenendo conto della rete stradale) concentrandosi poi su eventuali situazioni che mostrino problematiche.

Amore e anarchia torna a Vulkano con 15 repliche

Amore e anarchiaDa martedì 29 settembre a giovedì 15 ottobre (pausa il 5 e il 12) torna al centro VulKano di San Bartolo lo spettacolo del Teatro delle Albe Amore e anarchia, già presentato con grande successo nello stesso luogo un anno fa. Si tratta di un’opera di Luigi Dadina e Laura Gambi che vede in scena lo stesso Dadina e Michela Marangoni e che narra di una coppia che cresce nella Ravenna di fine Ottocento innamorandosi, senza possibilità di ripensamento, dell’ideale anarchico che guiderà le scelte e i pensieri di tutta la loro vita.
Lo spettacolo inizia alle 21 (domenica ore 15.30, venerdì 2 e sabato 3 ottobre ore 19). Biglietti a 8 euro (ridotto 5). I posti sono limitati ed è consigliata la prenotazione (info e prenotazioni 0544 36239 – 333 7605760 – organizzazione@ravennateatro.com).

Recentemente è stato pubblicato da Titivillus il testo dello spettacolo Amore e anarchia, con un apparato di interventi critici curato dalla docente di Storia del nuovo teatro dell’Università di Bologna Cristina Valenti. Il volume, in vendita a VulKano e alla libreria Dante di Longo, sarà presentato al Caffè Letterario di Ravenna, venerdì 9 ottobre alle 18.30 in un incontro coordinato da Matteo Cavezzali con gli attori, lo storico Massimo Ortalli e Cristina Valenti.

Lo spettacolo apre il “Prologo della Stagione di Teatro Contemporaneo“, tutto dedicato alle produzioni del Teatro delle Albe. Oltre ad Amore e anarchia torna in scena al Rasi, dal 13 al 15 novembre, Il Volo-la ballata dei picchettini, che ha debuttato questa estate nell’ambito del Ravenna Festival. Lo spettacolo è interpretato da un ensemble originalissimo composto dall’attore Luigi Dadina, lo scrittore Tahar Lamri, il rapper Moder e i musicisti Francesco Giampaoli e Diego Pasini. Il 10 e l’11 dicembre sarà in scena sempre al Rasi, Lus, concerto-spettacolo con Ermanna Montanari, Luigi Ceccarelli e Daniele Roccato, per la regia di Marco Martinelli su un testo di Nevio Spadoni, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro.

Conclusi i lavori a Porta Gaza Ora ci sono venti parcheggi in più

Si passa da 25 a 45 grazie alla sosta a pettine invece che in linea Prosegue il cantiere per i 20 stalli nuovi all’inizio di via di Roma

Da oggi, 29 settembre, in via Mura di Porta Gaza in centro storico a Ravenna ci sono 45 posti auto e non più 25 grazie ai lavori svolti dal Comune per modificare la modalità di sosta da quella in linea a quella a pettine. La tariffa per la sosta è quella di Zona 3: 50 centesimi all’ora per un durata massima di 4 ore.

«Contestualmente ai lavori di riqualificazione di piazza Kennedy – dice Enrico Liverani, assessore comunale ai Lavori pubblici e Mobilità – stiamo ultimando la rete dei nuovi parcheggi del centro storico. Entro ottobre sarà ultimato anche il parcheggio di piazzale Torre Umbratica dove la sosta sarà sempre a pagamento, al costo orario di 35 centesimi all’ora per una durata massima di 12 ore». In questo caso i lavori hanno permesso di aggiungere venti posti ai 136 già esistenti.Intanto proseguono i lavori nel parcheggio di via Port’Aurea (ex Aci) a cura di Azimut.

Tutta l’offerta di sosta è consultabile nel sito www. cesostapervoi .it dove è possibile navigare scegliendo il luogo di sosta più compatibile alle proprie esigenze.

Studenti stranieri leggono Dante nella lingua d’origine

Serata il 29 settembre a S. Francesco dove i versi del poeta risuoneranno in 12 traduzioni diverse

Dante dipinto dal BronzinoMartedì 29 settembre, alle ore 21, nella Basilica di San Francesco a Ravenna, si terrà una serata speciale interamente dedicata a Dante e ai giovani, intitolata “Dante a Ravenna, la Commedia nel Mondo“: 30 studenti di origine straniera, provenienti dalle scuole superiori di Ravenna, leggeranno nella propria lingua natia le terzine del I canto del Purgatorio dalla Divina Commedia. L’evento nasce dalla preziosa collaborazione, oramai giunta al suo 5° anno, tra il Centro Relazioni Culturali e Dante in Rete, un’aggregazione libera di insegnanti guidata dalla professoressa Manuela Mambelli, vera e propria anima dell’associazione.

Le 55 traduzioni della Commedia dantesca, raccolte in 20 anni di attività del Centro Relazioni Culturali e custodite al Centro Dantesco, sono un patrimonio librario e linguistico unico al mondo, messo a disposizione degli studenti coinvolti nella serata. In più di 12 lingue risuoneranno i versi danteschi, durante un evento che costituisce un’esperienza di integrazione importantissima: come più di sei secoli fa Dante venne calorosamente accolto dalla città, così accade oggi con questi 30 ragazzi, che attraverso la lettura nella propria lingua madre portano davanti al pubblico il loro vissuto; la presenza del sommo poeta non viene quindi più solo cercata al di fuori dei confini ravennati, bensì all’interno della città stessa, e più in particolare tra i giovani studenti di origine straniera, che costituiscono di per sé una risorsa culturale di inestimabile valore.
A concludere le letture interverrà il diciannovenne Andrea Chaves Lopez: il ragazzo, di Novi Ligure, all’età di 12 anni lesse il V canto dell’Inferno e rimase talmente folgorato dalla bellezza e dall’unicità della parola dantesca che decise di imparare a memoria l’intera Commedia, portando a termine un’impresa pressoché impossibile anche per il miglior attore professionista.
“Dante a Ravenna, la Commedia nel Mondo“ mostra così il grande valore immateriale insito in un’opera senza tempo: la traduzione di un testo, nel caso particolare la Commedia dell’Alighieri, è prima di tutto l’esperienza di un incontro tra la città, Dante e mondi lontanissimi culturalmente e territorialmente.

Studenti stranieri leggono Dante nella lingua d’origine

Serata il 29 settembre a S. Francesco dove i versi del poeta risuoneranno in 12 traduzioni diverse

Dante dipinto dal BronzinoMartedì 29 settembre, alle ore 21, nella Basilica di San Francesco a Ravenna, si terrà una serata speciale interamente dedicata a Dante e ai giovani, intitolata “Dante a Ravenna, la Commedia nel Mondo“: 30 studenti di origine straniera, provenienti dalle scuole superiori di Ravenna, leggeranno nella propria lingua natia le terzine del I canto del Purgatorio dalla Divina Commedia. L’evento nasce dalla preziosa collaborazione, oramai giunta al suo 5° anno, tra il Centro Relazioni Culturali e Dante in Rete, un’aggregazione libera di insegnanti guidata dalla professoressa Manuela Mambelli, vera e propria anima dell’associazione.

Le 55 traduzioni della Commedia dantesca, raccolte in 20 anni di attività del Centro Relazioni Culturali e custodite al Centro Dantesco, sono un patrimonio librario e linguistico unico al mondo, messo a disposizione degli studenti coinvolti nella serata. In più di 12 lingue risuoneranno i versi danteschi, durante un evento che costituisce un’esperienza di integrazione importantissima: come più di sei secoli fa Dante venne calorosamente accolto dalla città, così accade oggi con questi 30 ragazzi, che attraverso la lettura nella propria lingua madre portano davanti al pubblico il loro vissuto; la presenza del sommo poeta non viene quindi più solo cercata al di fuori dei confini ravennati, bensì all’interno della città stessa, e più in particolare tra i giovani studenti di origine straniera, che costituiscono di per sé una risorsa culturale di inestimabile valore.
A concludere le letture interverrà il diciannovenne Andrea Chaves Lopez: il ragazzo, di Novi Ligure, all’età di 12 anni lesse il V canto dell’Inferno e rimase talmente folgorato dalla bellezza e dall’unicità della parola dantesca che decise di imparare a memoria l’intera Commedia, portando a termine un’impresa pressoché impossibile anche per il miglior attore professionista.
“Dante a Ravenna, la Commedia nel Mondo“ mostra così il grande valore immateriale insito in un’opera senza tempo: la traduzione di un testo, nel caso particolare la Commedia dell’Alighieri, è prima di tutto l’esperienza di un incontro tra la città, Dante e mondi lontanissimi culturalmente e territorialmente.

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