Parla uno dei condomini della palazzina di fronte a San Vitale oggetto del blitz di street art: «Ma non so chi abbia tolto l’opera…»
Se a lui vietano di montare la zanzariera perché dovrebbero permettere a quell’altro di attaccare piastrelle da bagno? Lui è uno dei proprietari della palazzina in via Galla Placidia accanto alla basilica di San Vitale e quell’altro è Invader, pseudonimo dell’artista francese che ha scelto l’edificio privato per uno dei suoi blitz notturni in cui realizza opere di street art ispirate nella grafica dei videogiochi del passato. Nello specifico Invader aveva realizzato i volti di Teodora e Giustiniano. Sono rimasti sulla parete per pochi giorni. Poi qualcuno li ha rimossi lasciando l’intoca scrostato. Il condomino preferisce non dirci il suo nome ma accetta di rispondere alle nostre domande.
Chi ha tolto il lavoro di Invader?
«Qualcuno si sarà messo lì con martello e scalpello».
È stato lei?
«No, ho saputo che l’avevano tolto solo a cose fatte».
Andava rimosso?
«Parliamo di un personaggio che agisce di notte incappucciato e applica piastrelle da bagno in maniera abusiva, questo dice già molto. Agisce illegalmente e mi risulta abbia preso anche delle denunce in altre parti del mondo».
Le piaceva l’opera?
«L’arte è soggettiva ma non è questo che conta. Ha intaccato una proprietà privata in maniera illegale in una zona giustamente coperta da rigidi vincoli della soprintendenza per tutelare uno dei punti più affascinanti di Ravenna».
Che vincoli, ad esempio?
«Noi a casa nostra non possiamo installare una zanzariera».
Vincoli troppo severi?
«Non direi, altrimenti se noi condomini ci accordiamo per dipingere le pareti blu puffo…».
Però quella di Invader la chiamano street art…
«Se la mettiamo così allora domani qualunque studente del liceo artistico può sentirsi autorizzato a esprimere la sua arte sui muri della città. E poi cosa succede?».
Quando ha trovato l’opera cosa ha fatto?
«Ho chiamato l’amministratrice di condominio e ho chiesto spiegazioni alla Soprintendenza e mi sembra fossero piuttosto stupiti, forse anche perché dal Comune arrivano elogi e apprezzamenti verso questo personaggio».
Vi siete posti il dubbio se quell’opera potesse un giorno aumentare il valore dell’immobile?
«Lui ha agito illegalmente quindi non prendo nemmeno in considerazione la questione del valore».
Se avesse chiesto il permesso all’assemblea condominiale avrebbe votato contro?
«Non è detto, avrebbe fatto le cose come si deve e avrei valutato. Anche se ci sarebbe voluto comunque il parere della soprintendenza e se a me non fanno montare la zanzariera…».
Pare ormai in dirittura d’arrivo la candidatura a sindaco di Raffaella Sutter per Ravenna in Comune, la nuova lista che raggruppa le varie anime di sinistra della città. Sutter, oggi in pensione, è stata fino a due anni fa dirigente comunale e si è occupata di politiche giovanili, immigrazione, servizi sociali, seguendo e progettando molti servizi innovativi. Oggi si occupa di editoria e cooperazione internazionale, collabora con case editrici e organizzazioni internazionali ma sembra ormai intenzionata a riavvicinarsi alla vita cittadina con questo nuovo progetto politico che, come ormai noto, unisce soggetti come Sel, Prc, Pdci, Psi, Aer, Possibile e annovera tra i volti più noti i due parlamentari Andrea Maestri e Giovanni Paglia, ma anche associazioni e semplici cittadini, e che si propone in netta alternativa al Pd.
Da ieri, 24 settembre, l’albergo Marepineta di Marina di Ravenna è sotto sequestro preventivo: i carabinieri del nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas), su disposizione della procura di Ravenna, hanno messo i sigilli alla struttura riconducibile alla parrocchia San Rocco di don Ugo Salvatori nell’ambito di un’inchiesta per omicidio colposo partita a marzo dal suicidio di un anziano ospite, trovato morto nel cortile interno dopo essere caduto da uno dei piani superiori. L’edificio, come si legge su Il Resto del Carlino che riporta la notizia nell’edizione odierna, è nato nel 1989 come residenza per anziani e in seguito ha aggiunto la funzione di albergo aperto al pubblico (dal 15 settembre scorso è chiuso con la fine della stagione balneare). I sigilli sarebbero stati apposti come provvedimento preventivo in attesa di chiarire la doppia natura dell’attività dopo essere emerso che mancava un controllo da parte di personale debitamente formato per accudire gli anziani, in particolare durante la notte.
La multinazionale Bunge, presente in 40 paesi con più di 35mila dipendenti, di cui 150 in Italia, ha deciso di investire circa 50 milioni di euro nella sua sede di Ravenna. La conferma arriva dal sindaco Fabrizio matteucci, presente all’incontro che si è svolto questa mattina alla Bunge di Porto Corsini, dove ha dichiarato di essere orgoglioso che una grande azienda abbia deciso di investire «più di 50 milioni a Ravenna».
E così, dopo alcune minacce sui social network e una serie di lamentele raccolte sul posto nei giorni scorsi da alcuni testimoni, le due opere di Invader collocate nei giorni scorsi nei pressi della basilica di San Vitale sono state rimosse da ignoti. Si tratta delle rappresentazioni di Teodora e Giustiniano realizzate dal celebre street artist francese nel corso della sua ultima “invasione” – come le definisce lui stesso – a Ravenna, la seconda nel giro di un anno. Aveva installato altre 15 opere (per una quarantina in totale, di cui già un’altra era stata staccata perché pericolante) in omaggio alla città del mosaico (lui che è esso stesso in qualche modo un mosaicista, con le sue piastralle che ricordano i videogame), auspicando sui social network che potessero piacere ai ravennati. Non sono piaciute, evidentemente, a tutti.
«A Ravenna diventa arte di Stato promossa dal Comune anche la street art che è nata come protesta clandestina di rivolta giovanile: dove sono l’indipendenza, l’autonomia dell’arte e la libertà d’espressione?». Così Maurizio Bucci, consigliere comunale di Forza Italia, punzecchia l’amministrazione appena mandata in archivio la seconda edizione di Subsidenze, il festival promosso da Palazzo Merlato e dedicato proprio alla street art con la realizzazione di tre grandi murales nel quartiere Darsena.
Infine nell’attacco all’arte di strada non resta esente quanto inaugurato da poco in piazza Unità d’Italia. A questo proposito Bucci è spietato: «Il funerale definitivo alla grande occasione di rilancio per l’attrattività turistica è stato celebrato domenica 20 settembre con l’inaugurazione di un bassorilievo in bronzo di due grandi protagonisti del nostro Risorgimento, Cavour e Mazzini storicamente molto distanti tra loro per idee e opere, ma gli organizzatori non hanno resistito al fascino degli affreschi inaugurando due allegri trompe l’oeil, con finti balconi da cui si affacciano una famigliola con bimbo e gattino e, in basso, una ragazza sventolante la bandiera nazionale. Tutto veramente trompe. Anche troppo».
«Il territorio è saturo: serve una moratoria all’insediamento di nuove grandi strutture commerciali». A dirlo è Confesercenti, a proposito del comune di Ravenna, con una nota inviata alla stampa dal presidente comunale Gianluca Gasperoni. Che si dice incredulo di fronte alle recenti notizie sui possibili futuri sviluppi di complessi commerciali: «Complessivamente parliamo di circa nuovi 40mila metri quadrati per grandi strutture, due volte l’Esp attuale, oltre ai servizi annessi, con un alto livello anche di consumo del suolo, e senza neppure contropartite».
«Sono in grado di dare le più ampie rassicurazioni che questo ammassamento di persone non avverrà in nessuno degli alberghi del territorio del Comune di Ravenna»: così il sindaco Fabrizio Matteucci, intervenendo in consiglio comunale nella seduta del 24 settembre, si è espresso in riferimento all’albergo Marepineta a Marina collegato alla parrocchia San Rocco di don Ugo Salvatori che ha comunicato alla prefettura la disponibilità di 77 posti letto qualora si rendesse necessario reperire nuovi alloggi per immigrati richiedenti protezione internazionale. «Nessun profugo andrà al Marepineta», ha ribadito il sindaco.
Quanto costerà e chi pagherà la pezza alla brutta figura fatta dal Comune sbagliando la data di morte di Cavour nelle targhe che indicano la via dedicata al politico risorgimentale in centro a Ravenna? Se lo chiede Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, presentando un question time in consiglio comunale dopo il caso emerso su queste pagine (vedi tra i correlati) delle tre nuove targhe in mosaico con il clamoroso errore (il decesso risale al 1861 e non al 1865).
L’antica galleria seminterrata di Palazzo Vecchio a Bagnacavallo, riconducibile alla cittadella del 1300 e rimaneggiata con la costruzione del convento e della chiesa dei Gesuiti nel XVII secolo, diventa una grotta nella quale si dirama una foresta sotterranea che ricopre colonne portanti e soffitti: è Perpetuus, l’installazione temporanea al centro dei cinque giorni di performance artistiche, musicali e audiovisive, accompagnate da degustazioni enogastronomiche che si terranno nella corte interna del palazzo di proprietà comunale affacciato su piazza della Libertà in occasione dell’annuale festa di San Michele. Dal pomeriggio alla notte dal 25 al 29 settembre oltre una decina di live, spaziando da musica dal vivo a dj set. Lo spazio sarà curato dal collettivo Magma e pensato dall’associazione culturale Asma.
In occasione di una particolare fase di lavori in piazza Kennedy, una divulgazione «disordinata e contraddittoria» dei messaggi relativi alla sospensione della Ztl in via Guaccimanni, e delle telecamere di Sirio a sorveglianza, avrebbe creato confusione tra gli automobilisti causando 252 multe che ora il Comune dovrebbe annullare. Di questo è convinto Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, presentando un question time che verrà discusso nella seduta di oggi 24 settembre. E poche ore prima della riunione incassa indirettamente l’appoggio del vicesindaco Giannantonio Mingozzi (Pri) che chiede la definitiva cancellazione della Ztl in quel punto a ridosso di piazza Caduti.