mercoledì
13 Maggio 2026

«Piastrelle da bagno abusive in zona vincolata, giusto rimuovere Invader»

Parla uno dei condomini della palazzina di fronte a San Vitale oggetto del blitz di street art: «Ma non so chi abbia tolto l’opera…»

Se a lui vietano di montare la zanzariera perché dovrebbero permettere a quell’altro di attaccare piastrelle da bagno? Lui è uno dei proprietari della palazzina in via Galla Placidia accanto alla basilica di San Vitale e quell’altro è Invader, pseudonimo dell’artista francese che ha scelto l’edificio privato per uno dei suoi blitz notturni in cui realizza opere di street art ispirate nella grafica dei videogiochi del passato. Nello specifico Invader aveva realizzato i volti di Teodora e Giustiniano. Sono rimasti sulla parete per pochi giorni. Poi qualcuno li ha rimossi lasciando l’intoca scrostato. Il condomino preferisce non dirci il suo nome ma accetta di rispondere alle nostre domande.

Chi ha tolto il lavoro di Invader?
«Qualcuno si sarà messo lì con martello e scalpello».

È stato lei?
«No, ho saputo che l’avevano tolto solo a cose fatte».

Andava rimosso?
«Parliamo di un personaggio che agisce di notte incappucciato e applica piastrelle da bagno in maniera abusiva, questo dice già molto. Agisce illegalmente e mi risulta abbia preso anche delle denunce in altre parti del mondo».

Le piaceva l’opera?
«L’arte è soggettiva ma non è questo che conta. Ha intaccato una proprietà privata in maniera illegale in una zona giustamente coperta da rigidi vincoli della soprintendenza per tutelare uno dei punti più affascinanti di Ravenna».

Che vincoli, ad esempio?
«Noi a casa nostra non possiamo installare una zanzariera».

Vincoli troppo severi?
«Non direi, altrimenti se noi condomini ci accordiamo per dipingere le pareti blu puffo…».

Però quella di Invader la chiamano street art…
«Se la mettiamo così allora domani qualunque studente del liceo artistico può sentirsi autorizzato a esprimere la sua arte sui muri della città. E poi cosa succede?».

Quando ha trovato l’opera cosa ha fatto?
«Ho chiamato l’amministratrice di condominio e ho chiesto spiegazioni alla Soprintendenza e mi sembra fossero piuttosto stupiti, forse anche perché dal Comune arrivano elogi e apprezzamenti verso questo personaggio».

Vi siete posti il dubbio se quell’opera potesse un giorno aumentare il valore dell’immobile?
«Lui ha agito illegalmente quindi non prendo nemmeno in considerazione la questione del valore».

Se avesse chiesto il permesso all’assemblea condominiale avrebbe votato contro?
«Non è detto, avrebbe fatto le cose come si deve e avrei valutato. Anche se ci sarebbe voluto comunque il parere della soprintendenza e se a me non fanno montare la zanzariera…».

L’ex dirigente comunale Sutter è pronta per candidarsi a sindaco con la sinistra

In pensione da due anni, si è occupata di servizi sociali e immigrazione
Ravenna in Comune pensa a lei contro il Pd: ufficialità attesa a breve

Pare ormai in dirittura d’arrivo la candidatura a sindaco di Raffaella Sutter per Ravenna in Comune, la nuova lista che raggruppa le varie anime di sinistra della città. Sutter, oggi in pensione, è stata fino a due anni fa dirigente comunale e si è occupata di politiche giovanili, immigrazione, servizi sociali, seguendo e progettando molti servizi innovativi. Oggi si occupa di editoria e cooperazione internazionale, collabora con case editrici e organizzazioni internazionali ma sembra ormai intenzionata a riavvicinarsi alla vita cittadina con questo nuovo progetto politico che, come ormai noto, unisce soggetti come Sel, Prc, Pdci, Psi, Aer, Possibile e annovera tra i volti più noti i due parlamentari Andrea Maestri e Giovanni Paglia, ma anche associazioni e semplici cittadini, e che si propone in netta alternativa al Pd.

Mai stata iscritta ad alcun partito, la sua figura è considerata da molti di Ravenna in Comune ideale per il profilo professionale, l’esperienza, l’accurata conoscenza della macchina amministrativa, le capacità di relazioni e anche come figura di garanzia rispetto a tutte le forze che compongono il progetto. Sutter infatti non ha mai ricoperto ruoli politici in precedenza a differenze di altri nomi circolati in queste settimane. Salvo sorprese, la candidatura dovrebbe diventare ufficiale nei prossimi giorni quando inizierà il percorso partecipato che Ravenna in Comune ha deciso di seguire in vista delle elezioni del 2016. Si tratterebbe della prima candidatura femminile per la corsa alle amministrative del prossimo anno di Ravenna.

Anziano si suicidò, non c’era controllo Carabinieri chiudono l’hotel di don Ugo

Sigilli al Marepineta collegato alla parrocchia San Rocco Provvedimento preventivo in un’indagine per omicidio colposo

Da ieri, 24 settembre, l’albergo Marepineta di Marina di Ravenna è sotto sequestro preventivo: i carabinieri del nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas), su disposizione della procura di Ravenna, hanno messo i sigilli alla struttura riconducibile alla parrocchia San Rocco di don Ugo Salvatori nell’ambito di un’inchiesta per omicidio colposo partita a marzo dal suicidio di un anziano ospite, trovato morto nel cortile interno dopo essere caduto da uno dei piani superiori. L’edificio, come si legge su Il Resto del Carlino che riporta la notizia nell’edizione odierna, è nato nel 1989 come residenza per anziani e in seguito ha aggiunto la funzione di albergo aperto al pubblico (dal 15 settembre scorso è chiuso con la fine della stagione balneare). I sigilli sarebbero stati apposti come provvedimento preventivo in attesa di chiarire la doppia natura dell’attività dopo essere emerso che mancava un controllo da parte di personale debitamente formato per accudire gli anziani, in particolare durante la notte.

L’albergo è lo stesso che in questi giorni occupa le pagine di cronaca locale per la disponibilità data ad accogliere 77 profughi. Di questa disponibilità si è discusso anche in consiglio comunale e il sindaco (vedi correlati) ha escluso che i richiedenti asilo possano essere alloggiati in albergo.

Sputi sui vetri del bus e matricole costrette a pulire: denunciati 8 bulli

Sette sono minorenni, sei le vittime di una scuola di Faenza Soprusi quotidiani come testate ai finestrini per bloccare una monetina

Otto studenti di diverse scuole superiori di Faenza sono stati denunciati dai carabinieri per atti di bullismo compiuti contro altri sei studenti, tutti del primo anno di diversi istituti faentini, a bordo del bus tra casa e scuola. Dall’inizio di questo anno scolastico gli otto bulli (due 16enni, cinque 17enni e un maggiorenne) obbligavano le loro vittime a subire diverse vessazioni come viaggiare in piedi, dare testate contro i finestrini nel tentativo di bloccare una monetina, ripulire i vetri sporchi di sputi, camminare lungo il corridoio con addosso numerosi giubbotti. Vittime e bulli sono tutti italiani: i denunciati devono rispondere di atti persecutori e violenza privata in concorso.

La Bunge investe 50 milioni su Ravenna Il sindaco: «Ora il dragaggio del porto»

Matteucci: «Orgoglioso, anche per l’attenzione verso la sicurezza
dell’azienda. Adesso anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte»

La multinazionale Bunge, presente in 40 paesi con più di 35mila dipendenti, di cui 150 in Italia, ha deciso di investire circa 50 milioni di euro nella sua sede di Ravenna. La conferma arriva dal sindaco Fabrizio matteucci, presente all’incontro che si è svolto questa mattina alla Bunge di Porto Corsini, dove ha dichiarato di essere orgoglioso che una grande azienda abbia deciso di investire «più di 50 milioni a Ravenna».

«Da anni anche il territorio ravennate, come il resto dell’Italia – dichiara il sindaco –, sta vivendo una crisi economica durissima che ha messo in ginocchio moltissime imprese. Ogni investimento importante che viene fatto è un’iniezione di fiducia e una possibilità concreta di uscire dal tunnel e rimettere in moto l’economia».

«Per la prima volta la Bunge – scrive Matteucci – ha deciso di fare un investimento nel nostro Paese di svariati milioni di euro. Questo gruppo americano ha dato un forte segnale di credere nelle potenzialità dell’Italia, rinnovando e quasi raddoppiando la capacità di spremitura di semi oleosi. Ravenna ha vinto la competizione con altre realtà dove era possibile fare investimenti. Il gruppo ha scelto di investire qui, sul nostro territorio, perché, evidentemente, qui c’è il team giusto, con le persone giuste e le motivazioni necessarie per avere successo. Un successo che passa dalla qualità del lavoro che significa anche massima attenzione ai temi della sicurezza. La Bunge è ai vertici mondiali anche per quanto l’attenzione in materia di safety, di sicurezza appunto. So che è stata addirittura fermata la produzione per alcune ore qualche mese fa, proprio per tener fede ad una scelta ben precisa che mette al centro il rispetto della vita umana».

«Ora anche noi come soggetto pubblico, siamo chiamati a fare la nostra parte – conclude il sindaco –, a cominciare dal dragaggio del porto, se vogliamo diventare un polo di attrazione a livello europeo. Abbiamo un mercato importante qui in Italia, e dobbiamo difendere la nostra capacità logistica, sviluppandola e migliorando il pescaggio, in modo da creare ulteriori opportunità di crescita per tutta l’economia del territorio. Abbiamo una grande possibilità che vogliamo cogliere. Sono certo che solo attraverso una costante collaborazione fra pubblico e privato sia possibile fare crescere e fare conoscere questo progetto. Il nostro impegno sarà totale. Vogliamo che Ravenna diventi sempre di più un territorio appetibile per chi vuole fare investimenti innovativi e di qualità. Gli uffici comunali sono impegnati a rendere le procedure burocratiche più snelle, in modo da agevolare le imprese che vogliono investire».

Staccate le due opere di Invader di fronte alla basilica di San Vitale

Ignoti ripuliscono il muro del palazzo storico scelto dal celebre street artist francese nel corso della sua seconda visita a Ravenna

E così, dopo alcune minacce sui social network e una serie di lamentele raccolte sul posto nei giorni scorsi da alcuni testimoni, le due opere di Invader collocate nei giorni scorsi nei pressi della basilica di San Vitale sono state rimosse da ignoti. Si tratta delle rappresentazioni di Teodora e Giustiniano realizzate dal celebre street artist francese nel corso della sua ultima “invasione” – come le definisce lui stesso – a Ravenna, la seconda nel giro di un anno. Aveva installato altre 15 opere (per una quarantina in totale, di cui già un’altra era stata staccata perché pericolante) in omaggio alla città del mosaico (lui che è esso stesso in qualche modo un mosaicista, con le sue piastralle che ricordano i videogame), auspicando sui social network che potessero piacere ai ravennati. Non sono piaciute, evidentemente, a tutti.

In particolare alcuni residenti del condominio di fronte a San Vitale su cui erano state affisse – un edificio storico vincolato dalla Soprintendenza – avevano già espresso la loro rabbia, tanto che tra gli appassionati di street art ravennate circolava un certo timore e qualcuno stava pensando all’eventualità di chiedere la possibilità di introdurre un vincolo da parte della Soprintendenza anche per tutelare le stesse opere di Invader, così come è accaduto a Pisa per un murales di Keith Haring, dal valore inestimabile. Non c’è però stato il tempo neppure per aprire una riflessione.

Tra gli articoli correlati gli approfondimenti sulle due invasioni di Invader a Ravenna e le polemiche che ne sono seguite.

«La street art nasce come protesta ma a Ravenna diventa arte di Stato»

Bucci (Forza Italia) critica il festival Subsidenze ma anche la statua per Mazzini e Cavour e le opere di Invader: «Piastrelle da bagno»

«A Ravenna diventa arte di Stato promossa dal Comune anche la street art che è nata come protesta clandestina di rivolta giovanile: dove sono l’indipendenza, l’autonomia dell’arte e la libertà d’espressione?». Così Maurizio Bucci, consigliere comunale di Forza Italia, punzecchia l’amministrazione appena mandata in archivio la seconda edizione di Subsidenze, il festival promosso da Palazzo Merlato e dedicato proprio alla street art con la realizzazione di tre grandi murales nel quartiere Darsena.

Al consigliere di opposizione e imprenditore del settore turistico, nonché presidente della lista civica La Pigna creata in vista delle prossime elezioni amministrative, non piace l’arte inserita negli schemi del governo cittadino: «Il risultato è la corruzione dei muri per le opere destinate a deperire in fretta, la corruzione dei giovani cui è sottratta la tendenza naturale alla protesta e alla creatività e che restano vittime oggettivamente integrate in un sistema di sostanziale ricerca del consenso».

Ma la pensa diversamente a proposito di un’altra incursione di street art recentemente andata in scena in città. Nel question time che presenta al sindaco per avere spiegazioni a proposito di costi e modalità decisionali, tira in ballo i lavori di Space Invader, artista francese autore di blitz notturni che lasciano piccoli mosaici ispirati al videogioco. Bucci li chiama «quadretti realizzati con piastrelle di ceramica industriale da bagno, raffiguranti i mostricciattoli di un antico gioco elettronico», affissi in diversi luoghi del centro storico, in versione maxi al Planetario: «Allo stupore e all’indignazione dei cittadini si è risposto con vaghi comunicati di ringraziamento e riconoscenza per l’autore sino ad ospitare recentemente al Mar una sua opera ispirata al cielo di Galla Placidia». Va precisato che in questo caso il Comune ha solamente concesso una piccola porzione di muro esterno del museo senza alcun compenso.

Infine nell’attacco all’arte di strada non resta esente quanto inaugurato da poco in piazza Unità d’Italia. A questo proposito Bucci è spietato: «Il funerale definitivo alla grande occasione di rilancio per l’attrattività turistica è stato celebrato domenica 20 settembre con l’inaugurazione di un bassorilievo in bronzo di due grandi protagonisti del nostro Risorgimento, Cavour e Mazzini storicamente molto distanti tra loro per idee e opere, ma gli organizzatori non hanno resistito al fascino degli affreschi inaugurando due allegri trompe l’oeil, con finti balconi da cui si affacciano una famigliola con bimbo e gattino e, in basso, una ragazza sventolante la bandiera nazionale. Tutto veramente trompe. Anche troppo».

Non più di una settimana fa invece Gianluca Benzoni, esponente dell’Udc, aveva giudicato blasfemi e provocatori i murales realizzati da alcuni artisti sul muro dell’ex ippodromo (vedi tra gli articoli correlati).

Il grido d’allarme di Confesercenti «Stop a nuovi centri commerciali»

Il presidente comunale Gasperoni: «Serve una moratoria,
è a rischio la presenza stessa del servizio di vicinato»

«Il territorio è saturo: serve una moratoria all’insediamento di nuove grandi strutture commerciali». A dirlo è Confesercenti, a proposito del comune di Ravenna, con una nota inviata alla stampa dal presidente comunale Gianluca Gasperoni. Che si dice incredulo di fronte alle recenti notizie sui possibili futuri sviluppi di complessi commerciali: «Complessivamente parliamo di circa nuovi 40mila metri quadrati per grandi strutture, due volte l’Esp attuale, oltre ai servizi annessi, con un alto livello anche di consumo del suolo, e senza neppure contropartite».

All’estensione citata da Gasperoni si arrivano sommando vari interventi distinti: «L’ampliamento di 15mila mq dell’Esp, una variante per un nuovo piano urbanistico nella zona di via Antica Milizia che prevede 8.500 mq di commerciale, un parco commerciale di oltre 7.500 mq contiguo all’area Fiat per grandi strutture commerciali di cui un alimentare di 2.500 mq, altri progetti di insediamenti in discussione a partire dalla zona della Darsena». Il tutto «mentre i consumi languono, la popolazione è stabile e le aziende del commercio, piccole e medie in particolare, registrano sofferenze e chiusure».

A rischio c’è una fetta importante del commercio: «Se si creano ed estendono altri poli di attrazione commerciale, come testimoniano le esperienze fatte, i riflessi sulla rete esistente, come sul territorio, sono immediati e pesanti, al punto da pregiudicare la presenza stessa del servizio di vicinato, a partire dal forese, ma non solo».

Nei giorni scorsi Confesercenti ha inviato una nota critica all’amministrazione chiedendo un incontro in tempi brevi per riproporre la richiesta e le aspettative. Intanto «viste le prossime scadenze si pronuncino e si impegnino in tal senso i candidati a sindaco e i loro programmi e schieramenti».

Il sindaco: «Nessun profugo in albergo, l’immigrazione non è un business»

Matteucci in consiglio comunale: «Con la prefettura studieremo come introdurre un tetto massimo di 10 persone negli altri edifici»

«Sono in grado di dare le più ampie rassicurazioni che questo ammassamento di persone non avverrà in nessuno degli alberghi del territorio del Comune di Ravenna»: così il sindaco Fabrizio Matteucci, intervenendo in consiglio comunale nella seduta del 24 settembre, si è espresso in riferimento all’albergo Marepineta a Marina collegato alla parrocchia San Rocco di don Ugo Salvatori che ha comunicato alla prefettura la disponibilità di 77 posti letto qualora si rendesse necessario reperire nuovi alloggi per immigrati richiedenti protezione internazionale. «Nessun profugo andrà al Marepineta», ha ribadito il sindaco.

Il caso era stato sollevato da Lista per Ravenna presentando un question time con il capogruppo Alvaro Ancisi, decano dell’opposizione, proprio temendo la concentrazione di un numero elevato di immigrati in una struttura ricettiva. Va ricordato che l’albergo ha risposto a un avviso esplorativo della prefettura che vorrebbe individuare circa 320 posti potenzialmente utilizzabili al momento della necessità. Alla scadenza del 18 settembre la disponibilità complessiva presentata dai privati si è fermata a 271.

«Ammassare decine di persone in un albergo non va bene, né d’estate, né d’inverno – ha affermato Matteucci –. Ricordo a tutti che l’accoglienza dei profughi non è un business. Quindi gli alberghi no, punto e basta. Dunque sono in grado di dare le più ampie rassicurazioni che questo ammassamento di persone non avverrà in nessuno degli alberghi del territorio del Comune di Ravenna». Nella sua controreplica Ancisi ha sostenuto che difficilmente il Comune potrà imporre questi paletti in quanto la collocazione dei profughi in arrivo è gestita dalla prefettura che, secondo il consigliere comunale, dovrà procedere attraverso bandi o convenzioni dirette sulla base delle offerte economiche migliori.

Oltre a voler escludere gli alberghi in toto, Matteucci preme per arrivare anche a fissare un tetto di dieci persone massimo per ogni altro edificio: «È la scelta giusta perché l’accoglienza produca integrazione e non segregazione per chi arriva; sicurezza e non insicurezza per tutti: 10 persone con una dotazione di 10mila euro al mese a disposizione dei gestori. Si può fare dal punto di vista pratico. E, a mio giudizio, si deve fare. A mio parere, si può fare anche dal punto di vista giuridico. Comune e Prefettura lavoreranno insieme per mettere a punto un’ipotesi che preveda il paletto del numero di 10 persone per edificio e, di fatto, l’esclusione degli alberghi. Trovo utile e necessaria una sola deroga al tetto delle 10 persone per edificio: quella delle strutture che già svolgono una funzione assistenziale. Per me Santa Teresa è un buon esempio».

Data sbagliata nelle targhe di via Cavour Forza Italia: «Quanto costa correggere?»

Morì nel 1861 ma il Comune scrive 1865 sulle targhe in mosaico della via a lui dedicata. Ancarani teme il «pubblico ludibrio»

Quanto costerà e chi pagherà la pezza alla brutta figura fatta dal Comune sbagliando la data di morte di Cavour nelle targhe che indicano la via dedicata al politico risorgimentale in centro a Ravenna? Se lo chiede Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, presentando un question time in consiglio comunale dopo il caso emerso su queste pagine (vedi tra i correlati) delle tre nuove targhe in mosaico con il clamoroso errore (il decesso risale al 1861 e non al 1865).

«Si rende necessario procedere con solerzia alla sostituzione di tali targhe – dice il forzista – affinchè quella che appare una brutta figura non si perpetri nel tempo e non esponga ulteriormente al pubblico ludibrio la città. Entro quando si procederà?». Ancarani poi sottolinea come l’errore di data «sarà sicuramente responsabilità di qualcuno e la sostituzione delle targhe sbagliate tuttora posizionate sulla via comporterà un costo». Dovrebbe trattarsi di circa 1.200 euro.

Non è la prima gaffe del Comune nella segnaletica stradale. Altrettanto clamoroso quanto raccontammo sempre su queste pagine un paio di anni fa: bandiera tedesca sbagliata e traduzione in francese zoppicante negli avvisi affissi al mare a proposito dell’ordinanza antidegrado (vedi correlati).

Nei sotterranei di Palazzo Vecchio la foresta selvaggia dello Sri Lanka

L’installazione di Magma dal 25 settembre a Bagnacavallo

L’antica galleria seminterrata di Palazzo Vecchio a Bagnacavallo, riconducibile alla cittadella del 1300 e rimaneggiata con la costruzione del convento e della chiesa dei Gesuiti nel XVII secolo, diventa una grotta nella quale si dirama una foresta sotterranea che ricopre colonne portanti e soffitti: è Perpetuus, l’installazione temporanea al centro dei cinque giorni di performance artistiche, musicali e audiovisive, accompagnate da degustazioni enogastronomiche che si terranno nella corte interna del palazzo di proprietà comunale affacciato su piazza della Libertà in occasione dell’annuale festa di San Michele. Dal pomeriggio alla notte dal 25 al 29 settembre oltre una decina di live, spaziando da musica dal vivo a dj set. Lo spazio sarà curato dal collettivo Magma e pensato dall’associazione culturale Asma.

Nella foresta realizzata dopo giorni di lavoro da Magma con l’aiuto di alcuni collaboratori, coordinati dall’artista Enrico Minguzzi, si entrerà accompagnati da una guida: in una penombra misteriosa, inquietante e a tratti selvaggia, esaltata dalla sonorizzazione di Matteo Scaioli, artista ravennate pioniere della musica elettronica suonata solo con strumenti analogici, in un’ora di campionamenti riprodotti senza sosta che ripropongono i suoni della giungla dello Srilanka nelle sue diversità. L’installazione inaugurerà venerdì 25 alle 18 e rimarrà aperta fino a martedì 29 settembre.

Contemporaneamente, nel fine settimana del 25, 26 e 27 settembre (a partire dalle 18 fino all’1 nelle giornate di venerdì e sabato e dalle 17 alle 23 domenica), la corte ospiterà artisti e musicisti, legati al territorio, e tutti selezionati per essere in armonia con il filo conduttore dell’evento: si esibiranno Stump Valley, Matteo Scaioli presenta “Ruggine”, Marco Samoré, Muvic, Sleeve, Il Baffo, Piero Merola, Relative Moods, Bluehead, Magma, Leonardo Passanti e Nik Vs L’ExD. Durante la serata street food d’eccellenza (hamburger gourmet), degustazione di vini del territorio a cura dell’associazione culturale Asma.

Il vicesindaco contro Ztl e Sirio «Vanno tolti in via Guaccimanni»

Anche via Baccarini nel mirino di Mingozzi (Pri): «Appesantiscono il traffico». Intanto scoppia il caso delle 252 sanzioni di fine luglio

In occasione di una particolare fase di lavori in piazza Kennedy, una divulgazione «disordinata e contraddittoria» dei messaggi relativi alla sospensione della Ztl in via Guaccimanni, e delle telecamere di Sirio a sorveglianza, avrebbe creato confusione tra gli automobilisti causando 252 multe che ora il Comune dovrebbe annullare. Di questo è convinto Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, presentando un question time che verrà discusso nella seduta di oggi 24 settembre. E poche ore prima della riunione incassa indirettamente l’appoggio del vicesindaco Giannantonio Mingozzi (Pri) che chiede la definitiva cancellazione della Ztl in quel punto a ridosso di piazza Caduti.

Il fulcro della questione sollevata da Ancarani ruota attorno alla presunta confusione fatta dal Comune nel comunicare le modifiche alla viabilità. In una letterà inviata alle associazioni di categoria scriveva «dal 29 giugno fino a tutto il mese di luglio» a proposito della durata dei lavori e delle conseguenti misure tampone come la liberalizzazione temporanea della Ztl. Il 21 luglio il Comune annunciò la conclusione dei lavori prima del previsto. Da qui l’accusa di confusione da Ancarani. Che non risparmia la frecciata: «Smania di autocelebrare la rapidità di esecuzione dei lavori stradali».

Secondo Mingozzi, «la postazione Sirio di via Guaccimanni va eliminata per sempre perché provoca un appesantimento di traffico insostenibile a partire da via Renato Serra e via Pascoli, unico accesso per il parcheggio di Largo Firenze. Sarebbe molto più semplice raggiungerlo da piazza Caduti eliminando l’attuale sbarramento. Lo stesso dicasi per via Baccarini. Anche qui, eliminando la Ztl si eviterebbe di percorrere due chilometri per raggiungere il Borgo San Rocco». L’augurio del numero due di Palazzo Merlato è che venga presentato un nuovo piano del traffico del centro storico prima dell’applicazione del Piano aria integrato regionale, «esaminando le possibilità di ricorso nei confronti della Regione e, comunque, valutando bene le tipologie delle auto che possono comunque transitare nel centro storico senza inutili limitazioni».

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