mercoledì
10 Giugno 2026

Arrivano 35 nuovi posti letto a canoni calmierati per chi resta senza casa

Si tratta del progetto Housing First: il pagamento sarà garantito dal consorzio Solco, che si impegna anche a fare vistie periodiche

Arriva un progetto annunciato da mesi per far fronte all’emergenza abitativa e offrire una possibilità a chi resta senza casa. Solo nei primi sei mesi del 2014 le procedure di sfratto in provincia sono state circa 600, di cui la metà esecutive, e il panorama delle soluzioni abitative del Comune di Ravenna è composto attualmente solo da 70 appartamenti, una ventina di posti tra il nuovo albergo sociale e in alberghi convenzionati (dove vengono ospitati solitamente solo donne e bambini) e altri 10 in edifici a canone calmierato.

Ora ne arrivano altri 35 con il progetto a medio-lungo termine “Housing first” un’opportunità in più che, da questo mese, sarà proposta a Ravenna dal consorzio Solco in collaborazione con l’amministrazione comunale: «Si tratta di un progetto che vuole superare le gestioni “emergenziali” proponendo soluzioni abitative stabili che, oltre al sostegno economico, prevedano un sistema di “welfare mix” utile a ridare autonomia ai soggetti che si trovano in difficoltà abitativa – spiega Antonio Buzzi, presidente del Solco -. L’Housing First, già sperimentato in molti paesi europei, intende realizzare un sistema di accoglienza che si integri nella rete pre-esistente con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone che, per motivi economici, psicologici o sociali, sono considerate ai margini del tessuto sociale. Requisito fondamentale è la piena condivisione della persona rispetto alle soluzioni proposte».

«Il progetto di Housing First nasce anche per ridurre i costi a carico del pubblico perché propone soluzioni abitative stabili a costi calmierati – spiega Fausto Maresi, presidente della cooperativa sociale La Casa, associata a Solco e incaricata del progetto -. Anche perché, al di là delle soluzioni abitative proposte dal Comune, negli ultimi anni è stata registrata un’impennata dei contribuiti concessi da Asp per le azioni di sostegno all’abitare, comprese quelle di aiuto al pagamento delle utenze (si è passati dai 384.000 euro del 2011 ai 670.000 euro del 2013, ndr)».

Di fatto il consorzio Solco reperirà sul mercato almeno 5 alloggi che destinerà in sub-affitto a persone o nuclei familiari bisognosi (ospiti di strutture a bassa soglia in emergenza abitativa, nuclei familiari e persone singole in stato di fragilità socio/lavorativa sottoposti a sfratto o in stato di inadempienza contrattuale). Le soluzioni abitative che verranno messe a disposizione si comporranno di appartamenti per persone singole in co-housing (max 5 persone per appartamenti con almeno 3 camere da letto) e appartamenti per nuclei familiari fino a un massimo di 2 nuclei familiari per appartamento (posto in camera singola 230 euro, posto in camera doppia 170 euro e nucleo familiare 350 euro).

Il pagamento dei canoni e delle spese di utilizzo, comunque a carico dei destinatari del progetto, sarà garantito nei confronti dei proprietari dal consorzio Solco che si occuperà anche di realizzare, tramite le competenze della cooperativa La Casa, visite domiciliari periodiche, con frequenza dettata dalle necessità, effettuate da parte di componenti dell’equipe di operatori formati per il progetto (responsabile del progetto, mediatore culturale, educatore e psicologo).

E il Banco Alimentare dona in un anno cibo dal valore di oltre 2 milioni di euro

700mila chili di alimenti raccolti e distribuiti nel Ravennate nel 2014 Solo una quarantina i punti vendita coinvolti. Ora si punta alle mense

Gianluca Benini è il responsabile del Banco Alimentare per Imola, da cui dipende anche la provincia di Ravenna. Si tratta di una realtà che nel 2016 compirà 25 anni e che gran parte dei cittadini conoscono forse per le iniziative della colletta alimentare fuori dai supermercati (la prossima si svolgerà a fine novembre), ma che in realtà opera quotidianamente, grazie a volontari e sette dipendenti, proprio per recuperare cibi altrimenti destinati allo smaltimento da donare ad associazioni che operano sui territori per le persone più indigenti.

Benini è stato tra i relatori del convegno di sabato 17 ottobre (vedi articoli correlati) e ci racconta come il loro ruolo sia quello di fare da «intermediari». Tra le ottocento realtà a cui fanno arrivare il cibo a Ravenna ci sono la Caritas, ma anche la mensa di San Rocco, le singole parrocchie, il Re di Girgenti.

In tutto nel 2014 in provincia di Ravenna hanno raccolto e poi donato quasi 700mila kg di cibo per un valore di oltre 2milioni di euro a 106 strutture che hanno assistito 16.570 persone.

Una quarantina i punti vendita da cui raccolgono il cibo in tutta la regione appartenenti in particolare alle catene Esselunga e Bennet, praticamente assenti nel Ravennate. Qui collaborano con alcune realtà tra cui due supermercati Conad di Ravenna. «Basti pensare – dice Benini – che gli esercizi che aderiscono alla raccolta sono 1.200 mentre quelli da cui andiamo a prelevare il cibo sono appena 40, una forbice enorme che dice come tanto si potrebbe ancora fare».

Tra gli obiettivi a breve anche per Banco Alimentare c’è inoltre il settore del cibo cotto. «Abbiamo già iniziato alcune collaborazioni – racconta Benini – con due self-service della Gemos, uno a Forlì e uno a Faenza, ma naturalmente si tratta di un lavoro aggiuntivo molto complesso e particolarmente delicato. Certo, in questo senso il potenziale è molto grande perché se tutte le mense donassero gli avanzi ci sarebbe tantissimo lavoro da gestire che per noi, data la nostra struttura, sarebbe assai complesso perché più lavoriamo, più si generano costi, dalle strutture, agli acquisti dei frigoriferi e dei mezzi per il ritiro». Già, perché l’attività del Banco Alimentare, che ha un bilancio oggi intorno ai 450mila euro, non genera alcun profitto ed è finanziata da donazioni del privato, attraverso iniziative di raccolta fondi e da fondazioni bancarie (in città quella della Cassa di Risparmio ), mentre è indubbio che con la sua attività vada ad alleggerire il peso della voce welfare dai bilanci degli enti pubblici.

Future Lessons: lezioni e seminari tra innovazione e cultura digitale

Due giorni di incontri, il 22 e 23 ottobre al Centro Congressi di Largo Firenze sulle nuove frontiere del web rivolte a giovani e imprese

Attimo fuggente«Carpe Diem, cogliete l’attimo, ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita». Dice Robin Williams agli studenti del Welton College nel film L’attimo fuggente. E la celebre immagine di Williams in piedi sulla cattedra accompagna il titolo “Change and choose“ scelto per la sesta edizione di Ravenna Future Lessons (Rfl). L’appuntamento con la due giorni in città dedicata ai temi dell’innovazione, della cultura digitale e all’educazione allo sviluppo, che si rivolge in particolare alle nuove generazioni è per il 22 e 23 ottobre, al Palazzo dei Congressi di largo Firenze con lezioni e seminari gratuiti (27 relatori, iscrizioni online su www.ravennafuturelessons.it dove è disponibile il programma dettagliato degli incontri) promossi dallo Studio Giaccardi di Ravenna.

Il primo giorno lezioni e case history dedicate a Cultura digitale e creatività. Nel pomeriggio il seminario dedicato a Internet of things (Iot): sarà l’occasione per capire e vedere come gli oggetti si riconoscono e acquisiscono intelligenza scambiando dati e informazioni tra loro. Dalle 18 alle 20 la lezione-aperitivo sul rapporto uomo/design con Luciano Galimberti, presidente dell’associazione nazionale per il disegno industriale e Francesco Schianchi, docente al Politecnico di Milano. Innovazione, design e sviluppo sono i temi del venerdì mattina. Food & Travel 2.0, il tema del seminario che si terrà il pomeriggio che intreccia turismo ed enogastronomia.

Future Lessons: lezioni e seminari tra innovazione e cultura digitale

Due giorni di incontri, il 22 e 23 ottobre al Centro Congressi di Largo Firenze sulle nuove frontiere del web rivolte a giovani e imprese

Attimo fuggente«Carpe Diem, cogliete l’attimo, ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita». Dice Robin Williams agli studenti del Welton College nel film L’attimo fuggente. E la celebre immagine di Williams in piedi sulla cattedra accompagna il titolo “Change and choose“ scelto per la sesta edizione di Ravenna Future Lessons (Rfl). L’appuntamento con la due giorni in città dedicata ai temi dell’innovazione, della cultura digitale e all’educazione allo sviluppo, che si rivolge in particolare alle nuove generazioni è per il 22 e 23 ottobre, al Palazzo dei Congressi di largo Firenze con lezioni e seminari gratuiti (27 relatori, iscrizioni online su www.ravennafuturelessons.it dove è disponibile il programma dettagliato degli incontri) promossi dallo Studio Giaccardi di Ravenna.

Il primo giorno lezioni e case history dedicate a Cultura digitale e creatività. Nel pomeriggio il seminario dedicato a Internet of things (Iot): sarà l’occasione per capire e vedere come gli oggetti si riconoscono e acquisiscono intelligenza scambiando dati e informazioni tra loro. Dalle 18 alle 20 la lezione-aperitivo sul rapporto uomo/design con Luciano Galimberti, presidente dell’associazione nazionale per il disegno industriale e Francesco Schianchi, docente al Politecnico di Milano. Innovazione, design e sviluppo sono i temi del venerdì mattina. Food & Travel 2.0, il tema del seminario che si terrà il pomeriggio che intreccia turismo ed enogastronomia.

Niente Tari nel 2016 per le attività vicine al cantiere di piazza Kennedy

E non pagheranno neppure pubblicità e occupazione suolo pubblico

Per il 2016 le attività economiche che si trovano nei pressi del cantiere di piazza Kennedy, in centro a Ravenna, non pagheranno la tassa di occupazione del suolo pubblico, l’imposta per la pubblicità e anche la Tari non sarà più dimezzata, come annunciato in un primo momento, ma del tutto detassata.

Lo annuncia in una nota stampa il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci subito dopo una riunione con assessori della sua giunta, il ragioniere capo del Comune e i rappresentanti delle associazioni di categoria.

La detassazione riguarderà tutto il 2016, perché, è stato spiegato, per il 2015, la tassazione è già in corso.

Oltre a quelle che si affacciano direttamente su piazza Kennedy, il provvedimento riguarderà le attività che si trovano su via D’Azeglio, via Cura, via Agnello, via Rasponi, via Barbiani, via Cattaneo, via Pasolini, via Camillo Morigia, via Luca Longhi, via Margherita di Savoia, via Fantuzzi, via Guerrini e via Zirardini.

Niente Tari nel 2016 per le attività vicine al cantiere di piazza Kennedy

E non pagheranno neppure pubblicità e occupazione suolo pubblico

Per il 2016 le attività economiche che si trovano nei pressi del cantiere di piazza Kennedy, in centro a Ravenna, non pagheranno la tassa di occupazione del suolo pubblico, l’imposta per la pubblicità e anche la Tari non sarà più dimezzata, come annunciato in un primo momento, ma del tutto detassata.

Lo annuncia in una nota stampa il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci subito dopo una riunione con assessori della sua giunta, il ragioniere capo del Comune e i rappresentanti delle associazioni di categoria.

La detassazione riguarderà tutto il 2016, perché, è stato spiegato, per il 2015, la tassazione è già in corso.

Oltre a quelle che si affacciano direttamente su piazza Kennedy, il provvedimento riguarderà le attività che si trovano su via D’Azeglio, via Cura, via Agnello, via Rasponi, via Barbiani, via Cattaneo, via Pasolini, via Camillo Morigia, via Luca Longhi, via Margherita di Savoia, via Fantuzzi, via Guerrini e via Zirardini.

Ancarani nuovo volto tv di Forza Italia, tra manovra finanziaria e amministrative

Il capogruppo ravennate al TgCom24 e sul piano locale dice:
«Pronti all’alleanza, la Lega Nord è la nostra prima opzione»

Tra i volti giovani e nuovi che Forza Italia sta mettendo in campo a livello nazionale per mostrare il lato più pulito e radicato nel territorio del partito c’è anche il ravennate Alberto Ancarani, capogruppo del partito a Palazzo Merlato che non ha mai avuto tentennamenti nel difendere la causa berlusconiana in questi anni di scissioni, divisioni, prese di posizioni antitetiche.

E così sabato 17 ottobre il TgCom24 lo ha intervistato in tema di manovra economica, rispetto alla quale Ancarani ha avuto gioco facile nel difendere misure che ha definito «copiate» dal programma del centrodestra, come l’innalzamento del tetto del contante a 3mila euro e l’abolizione delle tasse sulla prima casa, inclusi peraltro castelli e case di lusso che i governi Berlusconi avevano invece escluso dalla manovra.

«Sono però convinto – ha spiegato Ancarani – che si tratti di un gioco delle tre carte, perché non si sa quali siano le coperture e il rischio che scattino le clausole di salvaguardia è quindi altissimo. Penso si tratti di una manovra elettoralistica in vista delle amministrative 2016».

Amministrative che toccheranno anche Ravenna e in cui Ancarani sarà sicuramente il candidato di punta di Forza Italia, ora che peraltro Maurizio Bucci è uscito dal partito (vedi articoli correlati) per fondare la propria lista La Pigna con cui l’ex Forza Italia chiede convintamente la creazione di una coalizione di centrodestra per battere il Pd, anche alla stessa Forza Italia. «Sinceramente, trovo il comportamento di Maurizio Bucci un po’ surreale, anche se naturalmente rispetto, pur non condividendola, la scelta di uscire dal partito» commenta Ancarani, che aggiunge: «Noi è da mesi che abbiamo dato la nostra disponibilità a un’alleanza di centrodestra. È chiaro che in questo momento, dati gli ultimi esiti elettorali, è la Lega Nord la forza della coalizione che ha più titolo di parlare e quindi aspettiamo gli sviluppi. Per noi l’alleanza con la Lega è l’opzione più importante, in caso la Lega andasse da sola valuteremo, ma al momento non voglio considerare l’ipotesi».

Intanto, per Ancarani, si prospetta la battaglia in consiglio comunale dove il bilancio previsionale potrebbe approdare ben presto e rispetto al quale, dice Ancarani: «Sono curioso di vedere cosa dirà il Pd ora che il loro premier sta abolendo una tassa che era di fatto una patrimoniale mascherata, ma che loro in questi anni hanno sempre difeso, alzando anche l’aliquota per recuperare risorse».

Inaugurata a Piangipane una casa per l’emergenza abitativa

Con la partecipazione delle molte associazioni ravennati che – come Tavolo comunale della Povertà – hanno dato vita alla rassegna “Nutrire Ravenna”, l’assessora alle politiche sociali del Comune, Giovanna Piaia ha ufficialmente inaugurato, in via Piangipane n. 370, la “Casa dei Popoli” per l’emergenza abitativa e l’accoglienza di persone in difficoltà.

Il progetto, nato dall’esperienza di un gruppo di persone da sempre attive nel sociale e nel sindacato confederale e oggi riunite nell’associazione “Ora e sempre Resistenza”, si propone di fornire un supporto logistico, una modalità di accoglienza, una strategia collettiva per uscire dall’emergenza e dal disagio che, oltre alla solidarietà, renda dignità alle persone per reinserirle al più presto nel conteso sociale.

Nel breve intervento di saluto ai numerosi partecipanti all’inaugurazione, il portavoce dell’associazione, Alessandro Bongarzone prima, e la presidente, Raffaella Veridiani poi, hanno spiegato come la “Casa” non rappresenti «un’elemosina né risarcitoria né consolatoria e assolutoria, ma un luogo in cui recuperare forze e dignità, riprendere fiato per ripensare la propria vita a partire dalle relazioni sociali».

«Un atto dovuto – ha detto Bongarzone – nel rispetto del dettato costituzionale, a tutta la comunità, troppo spesso poco attenta alle nuove forme di povertà ma, ancora di più, verso chi ha subito la negazione dei “Diritti” che, proprio la nostra Costituzione garantisce non solo agli italiani ma – con le previsioni del suo articolo 10 – anche al cittadino straniero a cui sono negate nel suo Paese di origine».

«Insomma – scrive il Comune in una nota –, il progetto si propone come una “Casa per ricominciare” a sperare e ritrovare, in forma collettiva, una risposta al proprio disagio proprio come atto “sociale”. Nella casa le persone sperimentano, certamente, una forma di coesistenza “coatta” perché non scelta ma, proprio questa modalità li porta a riconoscere se stessi in un processo che si offre come modalità di auto aiuto nella ricerca di una soluzione condivisa ad un problema comune».

«Le regole che gli ospiti della “Casa” si sono dati democraticamente – ha precisato la presidente Veridiani – non sono solo quelle per una civile e corretta convivenza ma, soprattutto, sono l’esplicitazione della volontà di riprendere un cammino. È anche per questo motivo che la nostra associazione non cessa di lavorare, insieme agli ospiti della “Casa”, per sostenerli nel percorso di recupero di dignità sociale anche, e soprattutto, dal punto di vista della individuazione di nuove prospettive di occupazione, di formazione che sole possono agevolare».

All’utopia, come modalità positiva di crescita della società, si è ispirata l’assessora Piaia nel suo intervento. «L’azione messa in campo – ha affermato l’assessora – fatta con il cuore prima che con la testa, risponde appieno alle necessità che, come Tavolo della Povertà, abbiamo voluto segnalare con l’iniziativa di Nutrire Ravenna. Un nutrimento che non è solo di cibo ma, anche, cultura, recupero di dignità e coesione sociale. Un’utopia che, proprio nel momento in cui dal governo centrale vengono diminuite le risorse e i Comuni fanno sempre più fatica a stare dietro a tutto, non può che reggersi anche sulle gambe del volontariato e delle associazioni. Il progetto di casa condivisa, in questo senso, si inserisce nel progetto più ampio che, anche come Comune, abbiamo voluto proporre con il progetto “housing first” che, proprio nei prossimi giorni, partirà anche a Ravenna».

Nel corso di questo primo anno di attività, nella “Casa per… Ricominciare” sono già passate 15 persone in emergenza abitativa. Di queste 5 hanno già trovato un’occupazione che gli ha consentito di uscire dall’emergenza. Attualmente la casa di via Piangipane 370 ospita 6 persone.

Il sindaco: «E ora il centro di Ravenna avrà anche un’area archeologica…»

Matteucci alla presentazione dei lavori del mercato coperto ricorda
l’impegno per il centro e per valorizzare i reperti di piazza Kennedy

Nel corso dell’incontro con la stampa in occasione dell’avvio dei lavori al mercato coperto di Ravenna (vedi articoli correlati), il sindaco Fabrizio Matteucci ha ribadito alcuni concetti su un progetto come spesso capita per quelli del centro storico, anche molto discusso. E il concetto è quello che il mercato coperto era troppo sottoutilizzato, aperto poche ore nel giorno e non nel weekend, e il Comune non poteva «fare finta di niente».

«Trasformare un luogo storico tanto amato dai ravennati, me compreso, genera una nostalgia che comprendo», ha detto il sindaco che però rivendica di aver avuto il coraggio di cambiare. «Il nuovo mercato coperto avrà tre caratteristiche e non sarà un supermercato – sono state le sue parole –: rispetto della struttura storica dell’edificio; rigenerazione urbana del centro cittadino; polo commerciale, culturale e sociale. Questo sarà in nuovo Mercato Coperto. Spero e confido che sarà aperto dalle otto del mattino a mezzanotte».

«Noi vogliamo un centro storico vivo – ha concluso Matteucci –. Il numero dei residenti in centro, in questi anni, non è diminuito, al contrario di quello che è avvenuto in troppe altre città. Dopo la ristrutturazione dei Chiostri Francescani, il recupero di piazza dell’Unità d’Italia, il recupero di Palazzo Rasponi, i lavori di piazza Kennedy – grazie ai quali il centro di Ravenna sarà arricchita anche da un’area archeologica, lo ribadisco, perché valorizzeremo i reperti – i lavori a palazzo Guiccioli, il nuovo Mercato Coperto potrà essere una nuova calamita per la vita del nostro meraviglioso centro storico». Il sindaco ha poi ammesso, «per spirito critico», che il Comune avrebbe potuto fare questi interventi in tempi più brevi, «ma però li abbiamo fatti, e si tratta di progetti attesi da tanti tanti anni».

Il sindaco: «E ora il centro di Ravenna avrà anche un’area archeologica…»

Matteucci alla presentazione dei lavori del mercato coperto ricorda
l’impegno per il centro e per valorizzare i reperti di piazza Kennedy

Nel corso dell’incontro con la stampa in occasione dell’avvio dei lavori al mercato coperto di Ravenna (vedi articoli correlati), il sindaco Fabrizio Matteucci ha ribadito alcuni concetti su un progetto come spesso capita per quelli del centro storico, anche molto discusso. E il concetto è quello che il mercato coperto era troppo sottoutilizzato, aperto poche ore nel giorno e non nel weekend, e il Comune non poteva «fare finta di niente».

«Trasformare un luogo storico tanto amato dai ravennati, me compreso, genera una nostalgia che comprendo», ha detto il sindaco che però rivendica di aver avuto il coraggio di cambiare. «Il nuovo mercato coperto avrà tre caratteristiche e non sarà un supermercato – sono state le sue parole –: rispetto della struttura storica dell’edificio; rigenerazione urbana del centro cittadino; polo commerciale, culturale e sociale. Questo sarà in nuovo Mercato Coperto. Spero e confido che sarà aperto dalle otto del mattino a mezzanotte».

«Noi vogliamo un centro storico vivo – ha concluso Matteucci –. Il numero dei residenti in centro, in questi anni, non è diminuito, al contrario di quello che è avvenuto in troppe altre città. Dopo la ristrutturazione dei Chiostri Francescani, il recupero di piazza dell’Unità d’Italia, il recupero di Palazzo Rasponi, i lavori di piazza Kennedy – grazie ai quali il centro di Ravenna sarà arricchita anche da un’area archeologica, lo ribadisco, perché valorizzeremo i reperti – i lavori a palazzo Guiccioli, il nuovo Mercato Coperto potrà essere una nuova calamita per la vita del nostro meraviglioso centro storico». Il sindaco ha poi ammesso, «per spirito critico», che il Comune avrebbe potuto fare questi interventi in tempi più brevi, «ma però li abbiamo fatti, e si tratta di progetti attesi da tanti tanti anni».

Ecco come sarà il mercato coperto di Ravenna, ispirato a quelli spagnoli

Dalla cioccolata al birrificio, dalla pizza alla macelleria con griglia:
«Non sarà un supermercato». Al via i lavori, inaugurazione nel 2017

Come annunciato, è ufficialmente partito oggi, lunedì 19 ottobre, il cantiere dello storico (nel 2022 compirà cent’anni) mercato coperto di Ravenna.

Riaprirà nella primavera del 2017, restaurato e del tutto rinnovato, con la più grande novità che sarà rappresentata da un piano sopraeleveto raggiungibile con scale mobili a circa cinque metri di altezza che verrà utilizzato per ospitare iniziative culturali e conviviali di vario tipo e che sarà in grado di trasformarsi in base alle esigenze.

Il resto – come già anticipato, vedi articoli correlati – sarà trasformato in un polo dedicato alle eccellenze enogastronomiche con la particolarità della lavorazione e vendita diretta sul posto. «E non ci sarà nessun supermercato», sottolineano sia il sindaco Fabrizio Matteucci che Elio Gasperoni, vicepresidente di Coop Adriatica nel corso della presentazione alla stampa, per rispondere alle critica più diffusa in città. Coop Adriatica – che investe nel progetto 7,5 milioni di euro dopo aver ottenuto in concessione la struttura per 35 anni avendo vinto come unica partecipante il bando pubblico del 2010 – vi realizzerà infatti «solo un punto vendita (di circa 200 metri quadrati, ndr) di prodotti alimentari (freschi o conservati, ndr) delle nostre eccellenze», assicura Gasperoni.

Al resto ci penserà Leonardo Spadoni, imprenditore dell’omonimo Molino, «che non fa solo farina come penserà qualcuno», come ha detto lui stesso scherzando di fronte ai giornalisti e ricordando come abbia negli anni diversificato la propria produzione, passando dai prodotti da forno ai salumi, dai formaggi alla mora romagnola fino ad approdare nel settore della ristorazione.

Al mercato coperto Spadoni proporrà una formula quanto mai varia che caratterizzerà tutto il luogo, aperto indicativamente dalla mattina fino a mezzanotte, tutti (o quasi) i giorni dell’anno. Tra le proposte – citiamo il comunicato stampa consegnato durante la presentazione – bar, cioccolateria, pralineria e gelateria in laboratori artigianali con i prodotti realizzati a vista; una vineria; una birreria pub dove consumare birra fresca non pastorizzata appena fatta all’interno del mercato; il banco salumi e formaggi; piadina cotta sul momento con farine macinate a pietra e biologiche; pizza con lievito madre e vari tipi di impasto, biscotti, dolci e focacce sfornati a vista, così come verrà realizzata dal vivo la mozzarella mentre la pescheria offrirà pesce crudo o cotto al momento e allo stesso modo la macelleria avrà a disposizione anche una griglieria. Non mancherà una vera e propria cucina con piatti della tradizione realizzati grazie alla collaborazione dello chef stellato Marco Cavallucci, entrato nello staff del Molino Spadoni. Al piano superiore, affacciato sul piano terra, ad affiancare il palco destinato a spettacoli o incontri, un’area cocktail-bar e piccola ristorazione, con tavoli e sedute. Come già anticipato da Ravenna&Dintorni l’anno scorso, infine, non ci sarà più invece la libreria su due piani di cui si era parlato inizialmente. Libri a tema potranno invece essere venduti nei vari punti del locale. «Abbiamo fatto valutazioni diverse – ha commentato Gasperoni – consapevoli anche che l’offerta di librerie in centro a Ravenna è già corposa».

Il tutto in un progetto «leggero», volto a mantenere, tutelare e valorizzare l’antica struttura (e pure il vecchio orologio che la contraddistingue, soprattutto ora che è stata del tutto svuotata dai banchi), che porta la firma del noto architetto Paolo Lucchetta, fondatore della veneziana Retail Design, che dice di essersi ispirato in particolare ai «mercati coperti spagnoli», tra cui immaginiamo anche la celebre Boqueria di Barcellona, finita spesso sulla bocca di chi in questi mesi ha aspramente criticato il progetto di recupero ravennate, ora davvero ai nastri di partenza.

Nella prima parte dei lavori verranno eseguiti sondaggi nel sottosuolo, in accordo con la Soprintendenza, per valutare la presenza o meno di reperti archeologici.

Nella gallery qui sotto i rendering del nuovo mercato coperto.

Ecco come sarà il mercato coperto di Ravenna, ispirato a quelli spagnoli

Dalla cioccolata al birrificio, dalla pizza alla macelleria con griglia:
«Non sarà un supermercato». Al via i lavori, inaugurazione nel 2017

Come annunciato, è ufficialmente partito oggi, lunedì 19 ottobre, il cantiere dello storico (nel 2022 compirà cent’anni) mercato coperto di Ravenna.

Riaprirà nella primavera del 2017, restaurato e del tutto rinnovato, con la più grande novità che sarà rappresentata da un piano sopraeleveto raggiungibile con scale mobili a circa cinque metri di altezza che verrà utilizzato per ospitare iniziative culturali e conviviali di vario tipo e che sarà in grado di trasformarsi in base alle esigenze.

Il resto – come già anticipato, vedi articoli correlati – sarà trasformato in un polo dedicato alle eccellenze enogastronomiche con la particolarità della lavorazione e vendita diretta sul posto. «E non ci sarà nessun supermercato», sottolineano sia il sindaco Fabrizio Matteucci che Elio Gasperoni, vicepresidente di Coop Adriatica nel corso della presentazione alla stampa, per rispondere alle critica più diffusa in città. Coop Adriatica – che investe nel progetto 7,5 milioni di euro dopo aver ottenuto in concessione la struttura per 35 anni avendo vinto come unica partecipante il bando pubblico del 2010 – vi realizzerà infatti «solo un punto vendita (di circa 200 metri quadrati, ndr) di prodotti alimentari (freschi o conservati, ndr) delle nostre eccellenze», assicura Gasperoni.

Al resto ci penserà Leonardo Spadoni, imprenditore dell’omonimo Molino, «che non fa solo farina come penserà qualcuno», come ha detto lui stesso scherzando di fronte ai giornalisti e ricordando come abbia negli anni diversificato la propria produzione, passando dai prodotti da forno ai salumi, dai formaggi alla mora romagnola fino ad approdare nel settore della ristorazione.

Al mercato coperto Spadoni proporrà una formula quanto mai varia che caratterizzerà tutto il luogo, aperto indicativamente dalla mattina fino a mezzanotte, tutti (o quasi) i giorni dell’anno. Tra le proposte – citiamo il comunicato stampa consegnato durante la presentazione – bar, cioccolateria, pralineria e gelateria in laboratori artigianali con i prodotti realizzati a vista; una vineria; una birreria pub dove consumare birra fresca non pastorizzata appena fatta all’interno del mercato; il banco salumi e formaggi; piadina cotta sul momento con farine macinate a pietra e biologiche; pizza con lievito madre e vari tipi di impasto, biscotti, dolci e focacce sfornati a vista, così come verrà realizzata dal vivo la mozzarella mentre la pescheria offrirà pesce crudo o cotto al momento e allo stesso modo la macelleria avrà a disposizione anche una griglieria. Non mancherà una vera e propria cucina con piatti della tradizione realizzati grazie alla collaborazione dello chef stellato Marco Cavallucci, entrato nello staff del Molino Spadoni. Al piano superiore, affacciato sul piano terra, ad affiancare il palco destinato a spettacoli o incontri, un’area cocktail-bar e piccola ristorazione, con tavoli e sedute. Come già anticipato da Ravenna&Dintorni l’anno scorso, infine, non ci sarà più invece la libreria su due piani di cui si era parlato inizialmente. Libri a tema potranno invece essere venduti nei vari punti del locale. «Abbiamo fatto valutazioni diverse – ha commentato Gasperoni – consapevoli anche che l’offerta di librerie in centro a Ravenna è già corposa».

Il tutto in un progetto «leggero», volto a mantenere, tutelare e valorizzare l’antica struttura (e pure il vecchio orologio che la contraddistingue, soprattutto ora che è stata del tutto svuotata dai banchi), che porta la firma del noto architetto Paolo Lucchetta, fondatore della veneziana Retail Design, che dice di essersi ispirato in particolare ai «mercati coperti spagnoli», tra cui immaginiamo anche la celebre Boqueria di Barcellona, finita spesso sulla bocca di chi in questi mesi ha aspramente criticato il progetto di recupero ravennate, ora davvero ai nastri di partenza.

Nella prima parte dei lavori verranno eseguiti sondaggi nel sottosuolo, in accordo con la Soprintendenza, per valutare la presenza o meno di reperti archeologici.

Nella gallery qui sotto i rendering del nuovo mercato coperto.

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