lunedì
15 Giugno 2026

La Bunge investe 50 milioni su Ravenna Il sindaco: «Ora il dragaggio del porto»

Matteucci: «Orgoglioso, anche per l’attenzione verso la sicurezza
dell’azienda. Adesso anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte»

La multinazionale Bunge, presente in 40 paesi con più di 35mila dipendenti, di cui 150 in Italia, ha deciso di investire circa 50 milioni di euro nella sua sede di Ravenna. La conferma arriva dal sindaco Fabrizio matteucci, presente all’incontro che si è svolto questa mattina alla Bunge di Porto Corsini, dove ha dichiarato di essere orgoglioso che una grande azienda abbia deciso di investire «più di 50 milioni a Ravenna».

«Da anni anche il territorio ravennate, come il resto dell’Italia – dichiara il sindaco –, sta vivendo una crisi economica durissima che ha messo in ginocchio moltissime imprese. Ogni investimento importante che viene fatto è un’iniezione di fiducia e una possibilità concreta di uscire dal tunnel e rimettere in moto l’economia».

«Per la prima volta la Bunge – scrive Matteucci – ha deciso di fare un investimento nel nostro Paese di svariati milioni di euro. Questo gruppo americano ha dato un forte segnale di credere nelle potenzialità dell’Italia, rinnovando e quasi raddoppiando la capacità di spremitura di semi oleosi. Ravenna ha vinto la competizione con altre realtà dove era possibile fare investimenti. Il gruppo ha scelto di investire qui, sul nostro territorio, perché, evidentemente, qui c’è il team giusto, con le persone giuste e le motivazioni necessarie per avere successo. Un successo che passa dalla qualità del lavoro che significa anche massima attenzione ai temi della sicurezza. La Bunge è ai vertici mondiali anche per quanto l’attenzione in materia di safety, di sicurezza appunto. So che è stata addirittura fermata la produzione per alcune ore qualche mese fa, proprio per tener fede ad una scelta ben precisa che mette al centro il rispetto della vita umana».

«Ora anche noi come soggetto pubblico, siamo chiamati a fare la nostra parte – conclude il sindaco –, a cominciare dal dragaggio del porto, se vogliamo diventare un polo di attrazione a livello europeo. Abbiamo un mercato importante qui in Italia, e dobbiamo difendere la nostra capacità logistica, sviluppandola e migliorando il pescaggio, in modo da creare ulteriori opportunità di crescita per tutta l’economia del territorio. Abbiamo una grande possibilità che vogliamo cogliere. Sono certo che solo attraverso una costante collaborazione fra pubblico e privato sia possibile fare crescere e fare conoscere questo progetto. Il nostro impegno sarà totale. Vogliamo che Ravenna diventi sempre di più un territorio appetibile per chi vuole fare investimenti innovativi e di qualità. Gli uffici comunali sono impegnati a rendere le procedure burocratiche più snelle, in modo da agevolare le imprese che vogliono investire».

Staccate le due opere di Invader di fronte alla basilica di San Vitale

Ignoti ripuliscono il muro del palazzo storico scelto dal celebre street artist francese nel corso della sua seconda visita a Ravenna

E così, dopo alcune minacce sui social network e una serie di lamentele raccolte sul posto nei giorni scorsi da alcuni testimoni, le due opere di Invader collocate nei giorni scorsi nei pressi della basilica di San Vitale sono state rimosse da ignoti. Si tratta delle rappresentazioni di Teodora e Giustiniano realizzate dal celebre street artist francese nel corso della sua ultima “invasione” – come le definisce lui stesso – a Ravenna, la seconda nel giro di un anno. Aveva installato altre 15 opere (per una quarantina in totale, di cui già un’altra era stata staccata perché pericolante) in omaggio alla città del mosaico (lui che è esso stesso in qualche modo un mosaicista, con le sue piastralle che ricordano i videogame), auspicando sui social network che potessero piacere ai ravennati. Non sono piaciute, evidentemente, a tutti.

In particolare alcuni residenti del condominio di fronte a San Vitale su cui erano state affisse – un edificio storico vincolato dalla Soprintendenza – avevano già espresso la loro rabbia, tanto che tra gli appassionati di street art ravennate circolava un certo timore e qualcuno stava pensando all’eventualità di chiedere la possibilità di introdurre un vincolo da parte della Soprintendenza anche per tutelare le stesse opere di Invader, così come è accaduto a Pisa per un murales di Keith Haring, dal valore inestimabile. Non c’è però stato il tempo neppure per aprire una riflessione.

Tra gli articoli correlati gli approfondimenti sulle due invasioni di Invader a Ravenna e le polemiche che ne sono seguite.

«La street art nasce come protesta ma a Ravenna diventa arte di Stato»

Bucci (Forza Italia) critica il festival Subsidenze ma anche la statua per Mazzini e Cavour e le opere di Invader: «Piastrelle da bagno»

«A Ravenna diventa arte di Stato promossa dal Comune anche la street art che è nata come protesta clandestina di rivolta giovanile: dove sono l’indipendenza, l’autonomia dell’arte e la libertà d’espressione?». Così Maurizio Bucci, consigliere comunale di Forza Italia, punzecchia l’amministrazione appena mandata in archivio la seconda edizione di Subsidenze, il festival promosso da Palazzo Merlato e dedicato proprio alla street art con la realizzazione di tre grandi murales nel quartiere Darsena.

Al consigliere di opposizione e imprenditore del settore turistico, nonché presidente della lista civica La Pigna creata in vista delle prossime elezioni amministrative, non piace l’arte inserita negli schemi del governo cittadino: «Il risultato è la corruzione dei muri per le opere destinate a deperire in fretta, la corruzione dei giovani cui è sottratta la tendenza naturale alla protesta e alla creatività e che restano vittime oggettivamente integrate in un sistema di sostanziale ricerca del consenso».

Ma la pensa diversamente a proposito di un’altra incursione di street art recentemente andata in scena in città. Nel question time che presenta al sindaco per avere spiegazioni a proposito di costi e modalità decisionali, tira in ballo i lavori di Space Invader, artista francese autore di blitz notturni che lasciano piccoli mosaici ispirati al videogioco. Bucci li chiama «quadretti realizzati con piastrelle di ceramica industriale da bagno, raffiguranti i mostricciattoli di un antico gioco elettronico», affissi in diversi luoghi del centro storico, in versione maxi al Planetario: «Allo stupore e all’indignazione dei cittadini si è risposto con vaghi comunicati di ringraziamento e riconoscenza per l’autore sino ad ospitare recentemente al Mar una sua opera ispirata al cielo di Galla Placidia». Va precisato che in questo caso il Comune ha solamente concesso una piccola porzione di muro esterno del museo senza alcun compenso.

Infine nell’attacco all’arte di strada non resta esente quanto inaugurato da poco in piazza Unità d’Italia. A questo proposito Bucci è spietato: «Il funerale definitivo alla grande occasione di rilancio per l’attrattività turistica è stato celebrato domenica 20 settembre con l’inaugurazione di un bassorilievo in bronzo di due grandi protagonisti del nostro Risorgimento, Cavour e Mazzini storicamente molto distanti tra loro per idee e opere, ma gli organizzatori non hanno resistito al fascino degli affreschi inaugurando due allegri trompe l’oeil, con finti balconi da cui si affacciano una famigliola con bimbo e gattino e, in basso, una ragazza sventolante la bandiera nazionale. Tutto veramente trompe. Anche troppo».

Non più di una settimana fa invece Gianluca Benzoni, esponente dell’Udc, aveva giudicato blasfemi e provocatori i murales realizzati da alcuni artisti sul muro dell’ex ippodromo (vedi tra gli articoli correlati).

Il grido d’allarme di Confesercenti «Stop a nuovi centri commerciali»

Il presidente comunale Gasperoni: «Serve una moratoria,
è a rischio la presenza stessa del servizio di vicinato»

«Il territorio è saturo: serve una moratoria all’insediamento di nuove grandi strutture commerciali». A dirlo è Confesercenti, a proposito del comune di Ravenna, con una nota inviata alla stampa dal presidente comunale Gianluca Gasperoni. Che si dice incredulo di fronte alle recenti notizie sui possibili futuri sviluppi di complessi commerciali: «Complessivamente parliamo di circa nuovi 40mila metri quadrati per grandi strutture, due volte l’Esp attuale, oltre ai servizi annessi, con un alto livello anche di consumo del suolo, e senza neppure contropartite».

All’estensione citata da Gasperoni si arrivano sommando vari interventi distinti: «L’ampliamento di 15mila mq dell’Esp, una variante per un nuovo piano urbanistico nella zona di via Antica Milizia che prevede 8.500 mq di commerciale, un parco commerciale di oltre 7.500 mq contiguo all’area Fiat per grandi strutture commerciali di cui un alimentare di 2.500 mq, altri progetti di insediamenti in discussione a partire dalla zona della Darsena». Il tutto «mentre i consumi languono, la popolazione è stabile e le aziende del commercio, piccole e medie in particolare, registrano sofferenze e chiusure».

A rischio c’è una fetta importante del commercio: «Se si creano ed estendono altri poli di attrazione commerciale, come testimoniano le esperienze fatte, i riflessi sulla rete esistente, come sul territorio, sono immediati e pesanti, al punto da pregiudicare la presenza stessa del servizio di vicinato, a partire dal forese, ma non solo».

Nei giorni scorsi Confesercenti ha inviato una nota critica all’amministrazione chiedendo un incontro in tempi brevi per riproporre la richiesta e le aspettative. Intanto «viste le prossime scadenze si pronuncino e si impegnino in tal senso i candidati a sindaco e i loro programmi e schieramenti».

Il sindaco: «Nessun profugo in albergo, l’immigrazione non è un business»

Matteucci in consiglio comunale: «Con la prefettura studieremo come introdurre un tetto massimo di 10 persone negli altri edifici»

«Sono in grado di dare le più ampie rassicurazioni che questo ammassamento di persone non avverrà in nessuno degli alberghi del territorio del Comune di Ravenna»: così il sindaco Fabrizio Matteucci, intervenendo in consiglio comunale nella seduta del 24 settembre, si è espresso in riferimento all’albergo Marepineta a Marina collegato alla parrocchia San Rocco di don Ugo Salvatori che ha comunicato alla prefettura la disponibilità di 77 posti letto qualora si rendesse necessario reperire nuovi alloggi per immigrati richiedenti protezione internazionale. «Nessun profugo andrà al Marepineta», ha ribadito il sindaco.

Il caso era stato sollevato da Lista per Ravenna presentando un question time con il capogruppo Alvaro Ancisi, decano dell’opposizione, proprio temendo la concentrazione di un numero elevato di immigrati in una struttura ricettiva. Va ricordato che l’albergo ha risposto a un avviso esplorativo della prefettura che vorrebbe individuare circa 320 posti potenzialmente utilizzabili al momento della necessità. Alla scadenza del 18 settembre la disponibilità complessiva presentata dai privati si è fermata a 271.

«Ammassare decine di persone in un albergo non va bene, né d’estate, né d’inverno – ha affermato Matteucci –. Ricordo a tutti che l’accoglienza dei profughi non è un business. Quindi gli alberghi no, punto e basta. Dunque sono in grado di dare le più ampie rassicurazioni che questo ammassamento di persone non avverrà in nessuno degli alberghi del territorio del Comune di Ravenna». Nella sua controreplica Ancisi ha sostenuto che difficilmente il Comune potrà imporre questi paletti in quanto la collocazione dei profughi in arrivo è gestita dalla prefettura che, secondo il consigliere comunale, dovrà procedere attraverso bandi o convenzioni dirette sulla base delle offerte economiche migliori.

Oltre a voler escludere gli alberghi in toto, Matteucci preme per arrivare anche a fissare un tetto di dieci persone massimo per ogni altro edificio: «È la scelta giusta perché l’accoglienza produca integrazione e non segregazione per chi arriva; sicurezza e non insicurezza per tutti: 10 persone con una dotazione di 10mila euro al mese a disposizione dei gestori. Si può fare dal punto di vista pratico. E, a mio giudizio, si deve fare. A mio parere, si può fare anche dal punto di vista giuridico. Comune e Prefettura lavoreranno insieme per mettere a punto un’ipotesi che preveda il paletto del numero di 10 persone per edificio e, di fatto, l’esclusione degli alberghi. Trovo utile e necessaria una sola deroga al tetto delle 10 persone per edificio: quella delle strutture che già svolgono una funzione assistenziale. Per me Santa Teresa è un buon esempio».

Data sbagliata nelle targhe di via Cavour Forza Italia: «Quanto costa correggere?»

Morì nel 1861 ma il Comune scrive 1865 sulle targhe in mosaico della via a lui dedicata. Ancarani teme il «pubblico ludibrio»

Quanto costerà e chi pagherà la pezza alla brutta figura fatta dal Comune sbagliando la data di morte di Cavour nelle targhe che indicano la via dedicata al politico risorgimentale in centro a Ravenna? Se lo chiede Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, presentando un question time in consiglio comunale dopo il caso emerso su queste pagine (vedi tra i correlati) delle tre nuove targhe in mosaico con il clamoroso errore (il decesso risale al 1861 e non al 1865).

«Si rende necessario procedere con solerzia alla sostituzione di tali targhe – dice il forzista – affinchè quella che appare una brutta figura non si perpetri nel tempo e non esponga ulteriormente al pubblico ludibrio la città. Entro quando si procederà?». Ancarani poi sottolinea come l’errore di data «sarà sicuramente responsabilità di qualcuno e la sostituzione delle targhe sbagliate tuttora posizionate sulla via comporterà un costo». Dovrebbe trattarsi di circa 1.200 euro.

Non è la prima gaffe del Comune nella segnaletica stradale. Altrettanto clamoroso quanto raccontammo sempre su queste pagine un paio di anni fa: bandiera tedesca sbagliata e traduzione in francese zoppicante negli avvisi affissi al mare a proposito dell’ordinanza antidegrado (vedi correlati).

Nei sotterranei di Palazzo Vecchio la foresta selvaggia dello Sri Lanka

L’installazione di Magma dal 25 settembre a Bagnacavallo

L’antica galleria seminterrata di Palazzo Vecchio a Bagnacavallo, riconducibile alla cittadella del 1300 e rimaneggiata con la costruzione del convento e della chiesa dei Gesuiti nel XVII secolo, diventa una grotta nella quale si dirama una foresta sotterranea che ricopre colonne portanti e soffitti: è Perpetuus, l’installazione temporanea al centro dei cinque giorni di performance artistiche, musicali e audiovisive, accompagnate da degustazioni enogastronomiche che si terranno nella corte interna del palazzo di proprietà comunale affacciato su piazza della Libertà in occasione dell’annuale festa di San Michele. Dal pomeriggio alla notte dal 25 al 29 settembre oltre una decina di live, spaziando da musica dal vivo a dj set. Lo spazio sarà curato dal collettivo Magma e pensato dall’associazione culturale Asma.

Nella foresta realizzata dopo giorni di lavoro da Magma con l’aiuto di alcuni collaboratori, coordinati dall’artista Enrico Minguzzi, si entrerà accompagnati da una guida: in una penombra misteriosa, inquietante e a tratti selvaggia, esaltata dalla sonorizzazione di Matteo Scaioli, artista ravennate pioniere della musica elettronica suonata solo con strumenti analogici, in un’ora di campionamenti riprodotti senza sosta che ripropongono i suoni della giungla dello Srilanka nelle sue diversità. L’installazione inaugurerà venerdì 25 alle 18 e rimarrà aperta fino a martedì 29 settembre.

Contemporaneamente, nel fine settimana del 25, 26 e 27 settembre (a partire dalle 18 fino all’1 nelle giornate di venerdì e sabato e dalle 17 alle 23 domenica), la corte ospiterà artisti e musicisti, legati al territorio, e tutti selezionati per essere in armonia con il filo conduttore dell’evento: si esibiranno Stump Valley, Matteo Scaioli presenta “Ruggine”, Marco Samoré, Muvic, Sleeve, Il Baffo, Piero Merola, Relative Moods, Bluehead, Magma, Leonardo Passanti e Nik Vs L’ExD. Durante la serata street food d’eccellenza (hamburger gourmet), degustazione di vini del territorio a cura dell’associazione culturale Asma.

Il vicesindaco contro Ztl e Sirio «Vanno tolti in via Guaccimanni»

Anche via Baccarini nel mirino di Mingozzi (Pri): «Appesantiscono il traffico». Intanto scoppia il caso delle 252 sanzioni di fine luglio

In occasione di una particolare fase di lavori in piazza Kennedy, una divulgazione «disordinata e contraddittoria» dei messaggi relativi alla sospensione della Ztl in via Guaccimanni, e delle telecamere di Sirio a sorveglianza, avrebbe creato confusione tra gli automobilisti causando 252 multe che ora il Comune dovrebbe annullare. Di questo è convinto Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, presentando un question time che verrà discusso nella seduta di oggi 24 settembre. E poche ore prima della riunione incassa indirettamente l’appoggio del vicesindaco Giannantonio Mingozzi (Pri) che chiede la definitiva cancellazione della Ztl in quel punto a ridosso di piazza Caduti.

Il fulcro della questione sollevata da Ancarani ruota attorno alla presunta confusione fatta dal Comune nel comunicare le modifiche alla viabilità. In una letterà inviata alle associazioni di categoria scriveva «dal 29 giugno fino a tutto il mese di luglio» a proposito della durata dei lavori e delle conseguenti misure tampone come la liberalizzazione temporanea della Ztl. Il 21 luglio il Comune annunciò la conclusione dei lavori prima del previsto. Da qui l’accusa di confusione da Ancarani. Che non risparmia la frecciata: «Smania di autocelebrare la rapidità di esecuzione dei lavori stradali».

Secondo Mingozzi, «la postazione Sirio di via Guaccimanni va eliminata per sempre perché provoca un appesantimento di traffico insostenibile a partire da via Renato Serra e via Pascoli, unico accesso per il parcheggio di Largo Firenze. Sarebbe molto più semplice raggiungerlo da piazza Caduti eliminando l’attuale sbarramento. Lo stesso dicasi per via Baccarini. Anche qui, eliminando la Ztl si eviterebbe di percorrere due chilometri per raggiungere il Borgo San Rocco». L’augurio del numero due di Palazzo Merlato è che venga presentato un nuovo piano del traffico del centro storico prima dell’applicazione del Piano aria integrato regionale, «esaminando le possibilità di ricorso nei confronti della Regione e, comunque, valutando bene le tipologie delle auto che possono comunque transitare nel centro storico senza inutili limitazioni».

Equipaggio senza salario da tempo e poche derrate: mercantile bloccato

Intervento della capitaneria di porto: una volta pagate le spettanze i marittimi sono rientrati a spese dell’armatore

Il ripetuto mancato pagamento dei salari dei marittimi, privi di un valido contratto di lavoro, un insufficiente approvvigionamento di derrate alimentari fresche: per questi motivi il 14 settembre scorso gli ispettori della sicurezza della navigazione della capitaneria di porto di Ravenna, applicando la normativa internazionale sul lavoro marittimo recentemente ratificata dall’Italia, hanno proceduto al fermo amministrativo di un mercantile. Con la mediazione delle rappresentanze sindacali dei marittimi, l’equipaggio ha percepito in breve tempo le mancate spettanze ed è potuto rimpatriare a spese dell’armatore. La nave è poi ripartita dopo avere eliminato tutte le carenze e imbarcato un nuovo equipaggio.

Gli 007 dell’immondizia staccano 17 verbali per rifiuti abbandonati in città

Polizia municipale e operatori Hera rovistano nei sacchi in strada per risalire ai responsabili: in totale sanzioni per duemila euro

Rovistando nei sacchi dell’immondizia buttati per strada in centro storico è stato possibile raccogliere indizi sufficienti per dare un’identità a chi li aveva abbandonati: la polizia municipale della Bassa Romagna ha staccato 17 verbali tra Lugo, Massa Lombarda e Bagnacavallo per un totale di duemila euro. I controlli degli agenti, con la collaborazione di alcuni operatori di Hera, si sono svolti nelle scorse mattine dove erano stati segnalati sacchi di rifiuti abbandonati.

«Siamo attivamente impegnati in diversi ambiti per fronteggiare e contrastare il fenomeno dei rifiuti abbandonati – ha dichiarato Daniele Bassi, sindaco di Massa Lombarda e referente della polizia municipale per l’Unione della Bassa Romagna -. Si è svolta, in collaborazione con Hera, una capillare campagna informativa con l’obiettivo di elevare il senso civico dei cittadini e sensibilizzare contro gli abbandoni di rifiuti. Operativamente, viene svolto settimanalmente un recupero straordinario degli abbandoni segnalati e, al contempo, stiamo sviluppando altri progetti di sensibilizzazione e informazione sistematica al riguardo. Inoltre, stiamo intensificando i controlli da parte della polizia municipale e di operatori di Hera sui rifiuti abbandonati, per contrastare tale fenomeno e sanzionare chi si rende responsabile di atti di gratuita inciviltà, avendo a disposizione, su tutto il territorio dell’Unione, la possibilità di conferire correttamente i rifiuti prodotti. La raccolta differenziata è un obbligo di legge e per non incorrere nelle sanzioni previste dalla normativa vigente, non bisogna abbandonare i rifiuti vicino ai cassonetti e in qualsiasi altro luogo pubblico».

Pace fatta sul Senato, Errani al governo ma non parlate di scambio. Nonnò

E ci voleva tanto? Bastava dirlo, era tutta una messinscena, altro che raffinata battaglia politica…

Vasco Errani e Matteo RenziE ci voleva tanto? Bastava dirlo, era tutta una messinscena, altro che raffinata battaglia politica tra Renziani, la maggioranza Pd, e la minoranza Pd di Bersani e D’alema, la cosiddetta Ditta. Federico Fornaro, uno dei senatori ribelli della minoranza sbotta: «Ma quale resa. Non abbiamo ceduto. Prima non si potevano eleggere i senatori, ora sì».
Ah, non avete ceduto? Mi pare che l’articolo 2, quello sulla ineleggibilità dei senatori, non sia stato cambiato di una virgola, invece, grazie all’ardita e ferma resistenza della minoranza Pd, è stata infilato un cavillo, un arzigogolo, un pirulino testuale nel comma 5, in base al quale i senatori verranno “indicati“ dagli elettori ma poi “designati“ dai consigli regionali. Accipicchia. Una gustosa arrampicata sugli specchi. In pratica, non cambia niente: i senatori non sono eletti dal popolo. Bersani parlava di «torsione autoritaria», non è cambiato niente eppure ora parla di «sostanziale apertura».

Apertura di che? A mezzogiorno di mercoledì c’è la riunione della minoranza, che serve per mettere a punto la strategia su come spiegare che la resa è una vittoria. Ma è solo una finta. Maurizio Migliavacca, nel corso della riunione, spiega che l’accordo non è in discussione. E guai a riaprire la questione. All’uscita quelli della Ditta, che parlavano di torsione autoritaria, ti spiegano che l’emendamento al punto 5 è «la sostanza democratica». Anche se si capisce che è solo un modo per salvare la faccia. È un film che si ripete: la minoranza viene sconfitta, dice che è stata una vittoria, ma perde i pezzi.

Prima furono i giovani turchi di Orfini e Orlando, a lasciare Bersani e ad andare immantinente con Renzi. Ai tempi della legge elettorale, Maurizio Martina si alleò con Renzi ed entrò nel governo, portandosi nel voto un pezzo dell’allora minoranza. E questa volta chi è stato a portare a Renzi il Senato in cambio della stabilità del Governo? Il partitone emiliano, o meglio uno che noi conosciamo bene: Vasco Errani. Quello che che Pier Luigi Bersani considera “un fratello“, anzi “mio fratello“, così lo chiama. Il Premier in questi giorni ha avuto contatti soprattutto con lui, l’ex-governatore dell’Emilia, mentre con Pier Luigi i rapporti sono segnali da un certo gelo. Ecco:  Errani. È stato lui a far ragionare Bersani sul Senato e non viceversa. Errani si è convinto che la rottura coi Renziani e la conta sarebbe stata un errore fatale: «Rischiamo di essere irrilevanti – ha detto a Bersani – e così permettiamo a Renzi di dire: ecco i frenatori, i gufi, quelli che dicono sempre no, che non vogliono fare le cose. Tu, PierLuigi, intestati la tregua, così la riforma sarà di Renzi ma anche tua, tanto passerebbe lo stesso coi voti di Verdini. E a quel punto cosa succede»?

Uno della minoranza di Bersani spiega: «Pensare che in questi giorni il mondo bersaniano fossero solo Gotor e compagnia, quelli che non volevano l’accordo, e non le cooperative, le imprese e gli amministratori delle zone rosse, significa non aver capito chi comanda lì. E quelli non solo non volevano una crisi di governo, ma volevano un numero di telefono, un interlocutore affidabile al Governo».
E l’avranno, ma guai a parlare di “scambio“. «Questa cosa di Errani – dice Gotor – gira da tempo. È sbagliato vederla come uno scambio». Già, Bersani e gli emiliani hanno siglato la pace con Renzi. E in cambio Vasco Errani entrerà nel Governo. Andrà al Ministero dello Sviluppo Economico: diventerà il sottosegretario o  forse addirittura Ministro, al posto della Guidi che a Renzi proprio non piace. Ma non chiamatelo uno “scambio“. Nonnò.

Conferenze, teatro, lezioni, concerti Torna il festival dell’informazione libera

Dal 24 settembre Il Grido della Farfalla. Tra gli ospiti il sindaco di Lampedusa, il meteorologo Mercalli, il parlamentare Mineo

Le politiche di accoglienza e integrazione sono al centro di una giornata formativa che apre la settima edizione de Il Grido della Farfalla, festival dell’informazione libera organizzato dall’associazione Gruppo dello Zuccherificio (dal 24 al 27 settembre) a Ravenna: conferenze, spettacoli teatrali, lezioni e concerti.

Dalle 10 alle 18 di giovedì 24 nella sala multimediale del museo Mar (via di Roma 13) è in programma “L’accoglienza possibile” in collaborazione con l’associazione nazionale Comuni Virtuosi e con la Scuola di Altra Amministrazione. È prevista anche la presenza del sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini (prenotazione necessaria gruppodellozuccherificio@gmail.com).

Il 25 settembre in via D’Azeglio 2 un workshop dedicato al data journalism con il fondatore di Datamedia Hub e Dataninja, Andrea Nelson Mauro: laboratorio giornalistico sul tema Datajournalism. Il corso è patrocinato dall’ordine dei giornalisti e rilascia crediti per la formazione continua. Alle 21 in Piazza Unità d’Italia (a Palazzo Rasponi in caso di maltempo) incontro pubblico con Luca Mercalli.

La mattinata di sabato 26 è dedicata alle scuole. Alle 9 in piazza Unità d’Italia un tuffo dentro mondi diversi attraverso le lezioni di tre protagonisti del proprio campo: saranno ospiti lo scrittore Cristiano Cavina, l’attore Roberto Magnani del Teatro delle Albe e la fisica ex ricercatrice universitaria Serena Fagnocchi. Alle 11 al Caffè Letterario in via Diaz, presentazione di “Mio padre in una scatola da scarpe”, il primo romanzo di Giulio Cavalli. Alle 16.30 di nuovo in Piazza Unità d’Italia con Massimiliano Venturi e la tradizione dei burattini. Le Maschere e i lazzi della Commedia dell’Arte saliranno sul palco del Grido della farfalla con una performance inedita dedicata ai più piccoli, ma non solo. Alle 18.30, Lobby Italia: la giornalista Ilaria Bonaccorsi intervista Corradino Mineo (membro della commissione nazionale antimafia) e Ilaria Bonaccorsi (direttrice di Left): si parlerà delle lobby che operano in Italia e di come queste, insieme a mafie e ad altri poteri economici, influiscano sulla stampa e sulla salute del Paese. Alle 21, sempre in piazza Unità d’Italia, Giulio Cavalli metterà in scena in anteprima nazionale L’amico degli eroi, lo spettacolo teatrale che con una nuova chiave di lettura indaga i rapporti tra mafia e politica attraverso le figure di Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi e Vittorio Mangano. Musiche di Cisco (Modena City Ramblers). Alle 22.45, Giacomo Toni si esibisce in “Piano punk Cabaret”.

La giornata conclusiva del festival, domenica 27, si apre alle 18,30 in piazza Unità d’Italia con la Premiazione del quarto “Premio per il giornalismo d’inchiesta Gruppo dello Zuccherificio”. I giurati, dopo aver proclamato i vincitori, discuteranno dello stato attuale del giornalismo d’inchiesta in Italia e nel mondo. L’edizione 2015 del Grido della farfalla si conclude alle 21 in piazza Unità d’Italia con la presentazione di La triste gioventù, il nuovo libro di Elisa Lello, professoressa di sociologia all’università degli Studi di Urbino.

Fra gli allegati è scaricabile in formato pdf l’inserto di 4 pagine sul festival pubblicato sul settimanle R&D del 17 settembre.

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