lunedì
15 Giugno 2026

Compie 40 anni Arrivano dal Mare!

L’omaggio di Cervia al festival dei burattini

Baracca Burattini MonticelliTra i più noti e frequentati festival di teatro di figura in Italia, oltre che uno dei più antichi del mondo, “Arrivano dal mare!” giunge quest’anno al traguardo dei 40 anni.
Dal 15 al 20 settembre Gambettola, Cervia, Cesena, Gatteo, Longiano e Montiano verranno invase da burattini, marionette, pupazzi e narratori con oltre 50 spettacoli, fra cui diversi debutti e anteprime nazionali.
Si riparte da Cervia – dove il festival è nato – su invito della nuova giunta comunale, con la deposizione di una targa commemorativa (la cerimonia martedì 15, alle 21.15) nel piazzale della torre di San Michele, dove andrà in scena anche uno spettacolo di burattini con protagonista Fagiolino) e si continua seguendo l’itinerario che porta a Gambettola, la nuova sede stabile della rassegna.
Il festival è organizzato da quest’anno dalla compagnia ravennate Teatro del Drago-Famiglia d’Arte Monticelli, che ne ha rilevato il marchio, ideato proprio a metà degli anni ’70 con gli sbarchi di burattinai e burattini sul litorale cervese.
Lo conduce lo storico direttore artistico Stefano Giunchi, coadiuvato da Roberta Colombo.
Come sempre il festival ospita incontri, convegni, seminari, workshop.
Il programma nel dettaglio degli eventi sul sito www.arrivanodalmare.it.

Compie 40 anni Arrivano dal Mare!

L’omaggio di Cervia al festival dei burattini

Baracca Burattini MonticelliTra i più noti e frequentati festival di teatro di figura in Italia, oltre che uno dei più antichi del mondo, “Arrivano dal mare!” giunge quest’anno al traguardo dei 40 anni.
Dal 15 al 20 settembre Gambettola, Cervia, Cesena, Gatteo, Longiano e Montiano verranno invase da burattini, marionette, pupazzi e narratori con oltre 50 spettacoli, fra cui diversi debutti e anteprime nazionali.
Si riparte da Cervia – dove il festival è nato – su invito della nuova giunta comunale, con la deposizione di una targa commemorativa (la cerimonia martedì 15, alle 21.15) nel piazzale della torre di San Michele, dove andrà in scena anche uno spettacolo di burattini con protagonista Fagiolino) e si continua seguendo l’itinerario che porta a Gambettola, la nuova sede stabile della rassegna.
Il festival è organizzato da quest’anno dalla compagnia ravennate Teatro del Drago-Famiglia d’Arte Monticelli, che ne ha rilevato il marchio, ideato proprio a metà degli anni ’70 con gli sbarchi di burattinai e burattini sul litorale cervese.
Lo conduce lo storico direttore artistico Stefano Giunchi, coadiuvato da Roberta Colombo.
Come sempre il festival ospita incontri, convegni, seminari, workshop.
Il programma nel dettaglio degli eventi sul sito www.arrivanodalmare.it.

Primo giorno di scuola: manutenzioni agli edifici del Comune per 280mila euro

Tour del sindaco tra le superiori. A Campiano nonni arruolati per la merenda. La provincia assegna 260mila euro alle private

Inizia oggi in tutta l’Emilia Romagna il nuovo anno scolastico e alcuni edifici del Comune di Ravenna che ospitano elementari e medie si presentano ai nastri di partenza dopo interventi di manutenzione avviati durante l’estate per un ammontare di spesa di 280mila euro.

Gli interventi eseguiti e o in fase di realizzazione riguardano: la scuola elementare di San Zaccaria (rifacimento servizi igienici), la Pasini di Ravenna con la sistemazione delle facciate ancora in corso, la I Martiri del Montone di Roncalceci (ripristino intonaci), la Bartolotti di Savarna (modifiche servizi igienici), la Burioli di Savio dove viene cambiata la destinazione d’uso di alcuni locali, la Garibaldi in via Rubicone (modifiche servizi igienici), la Rodari di Mezzano (chiusura portico esterno tuttora in corso); e le medie Ricci Muratori (modifica servizi igienici e montaggio serramento interno fra primaria e secondaria) e la Damiano di Ravenna (miglioramento confort acustico in un’aula), la Mattei di Marina di Ravenna (rifacimento servizi igienici), le elementari e medie di San Pietro in Campiano (completamento della sostituzione infissi); le elementari e media di Castiglione dove è stato demolito il locale utilizzato in passato come legnaia. Sono stati completati inoltre i lavori di bonifica dell’amianto dai locali ospitanti l’ex museo subacqueo alla scuola secondaria di primo grado Mattei di Marina di Ravenna ed ora possono iniziare i lavori di ristrutturazione che ammontano ad 100mila euro.

«Prossimamente – dice l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Enrico Liverani – affideremo l’appalto dei lavori per l’adeguamento antincendio della palestra della media Montanari, del valore di 250mila euro, per il rifacimento della copertura della palestra di Castiglione, per l’importo di 150 mila e per il rifacimento degli infissi della elementare Riccardo Ricci che comporta una spesa di 510mila euro».

Il tour del sindaco di Ravenna per le scuole superiori. Nei primi giorni di scuola il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, si recherà in tutti gli istituti superiori della città. I primi incontri sono in programma mercoledì 16 settembre. Alle 8.30 all’Itc Ginanni di via Carducci; alle 9.30 porterà il suo saluto agli studenti del Liceo Classico e dell’Istituto Magistrale e alle 10.30 incontrerà i ragazzi e le ragazze del Liceo Artistico al Parco Teodorico. Infine alle 11.30 al Liceo Scientifico Oriani. Giovedì 17 settembre sarà la volta dell’Istituto Callegari, dell’Olivetti, dell’Itis Baldini e dell’Istituto per Geometri Morigia. Infine martedì 22 settembre alle 11.45 alla festa dell’uva dell’Istituto Agrario.

Gli auguri della giunta comunale di Lugo. Il sindaco di Lugo, Davide Ranalli, e tutta la giunta comunale, associandosi al messaggio dell’assessora alla Scuola Silvia Golfera, augurano a tutte le scuole di Lugo un buon anno scolastico 2015/2016: «L’inizio dell’anno scolastico segna ogni volta, per quanti vi sono coinvolti, un momento di attese, emozioni e inquietudini – ha scritto nel suo messaggio inviato alle scuole l’assessora -. Consapevoli del ruolo fondamentale che la formazione e l’educazione rivestono in termini di costruzione sociale, prospettive e opportunità, auguro a tutto il personale della scuola di non perdere mai orgoglio e fiducia rispetto al proprio ruolo e al percorso intrapreso. Agli studenti di apprendere innanzitutto la passione di vivere e di conoscere. Alle famiglie di accompagnare con serenità i propri ragazzi lungo un percorso impegnativo, ma entusiasmante, che vede tutti tesi al medesimo obiettivo: aiutare i giovani a trovare la propria strada e a realizzare le proprie aspirazioni, fornendo loro gli strumenti adeguati per divenire cittadini attivi, liberi e consapevoli. Presupposti indispensabili al raggiungimento della felicità. Buon anno scolastico a tutti».

Il personale Ata non basta: nonni arruolati per distribuire le merende. Nel giorno in cui riaprono le scuole c’è anche Ravenna in Comune, la nuova realtà politica che riunisce gli schieramenti politici a sinistra del Pd in vista delle prossime amministrative, che mette in luce un aspetto legato ai finanziamenti: «Martedì 8 settembre, il consiglio provinciale ha nuovamente finanziato le private invece che le scuole pubbliche in difficoltà. Infatti su indicazione della Regione, è stata licenziata una delibera votata da Pd, Udc e Ncd che prevede lo stanziamento di circa 260mila euro alle scuole private su 370mila circa disponibili, con i voti contrari di Sel E Fds». Una circostanza che a giudizio della formazione politica stride ancora di più se messo a confronto con quanto accade alle elementari di San pietro in Campiano dove «il dirigente scolastico ha dovuto appoggiarsi ai genitori e ai nonni volontari per dare la merenda agli scolari perché a fronte dell’aumento delle classi e degli alunni non corrisponde un conseguente aumento del personale Ata, che viene per la maggior parte impiegato nella sorveglianza dei bambini della scuola».

Minaccia di morte l’ex datore di lavoro dopo il licenziamento: operaio arrestato

Lavorava per una ditta edile: mesi di persecuzioni coinvolgendo anche i familiari. Alla fine custodia cautelare per stalking

Dopo il licenziamento ha cominciato a perseguitare gli ex datori di lavoro con pesanti intimidazioni e anche minacce di morte: un uomo di 43 anni, operaio edile residente nel Forlivese, è stato arrestato dai carabinieri di Lugo che hanno condotto l’indagine coordinata dalla procura di Ravenna arrivando all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice per le indagini preliminari.

Da alcuni mesi l’uomo aveva messo in piedi una vera e propria campagna persecutoria all’indirizzo di quelli che riteneva responsabili del licenziamento coinvolgendo anche i loro familiari. La ditta operava in provincia di Ravenna. Nel periodo più recente le minacce avevano assunto un carattere più grave portando al provvedimento del gip.

Nel giro di pochi giorni è il secondo caso nel Ravennate di un licenziamento che sfocia in vicende che vanno oltre le questioni economiche. L’8 settembre nella zona artigianale Bassette a Ravenna un camionista 55enne è rimasto sul tetto della ditta che lo aveva licenziato per un giorno intero minacciando di gettarsi: alla fine è sceso dopo un accordo siglato per 18mila euro di buonuscita dall’ex datore di lavoro e un nuovo lavoro in prova in un’altra azienda.

«È sicura una città dove incendiano due auto dell’Eni vicino al municipio?»

Il capogruppo di Forza Italia preoccupato dall’atto notturno
E il sindaco su Twitter: «Fenomeno pericoloso da stroncare»

Le due autovetture dell’Eni bruciate nella notte mentre erano parcheggiate in due vie del centro a Ravenna hanno alzato il livello di preoccupazione tra i rappresentanti delle istituzioni: è il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Alberto Ancarani, a chiedersi se possa definirsi sicura una città in cui è possibile compiere un gesto di questo genere a pochi metri di distanza dal municipio.

Le vetture incendiate erano due Fiat Punto bianche con il logo del cane a sei zampe sulla fiancata. Una era posteggiata in via Ferruzzi mentre l’altra in via Agnello. I vigili del fuoco sono intervenuti verso le 3.15 restando impegnati per oltre un’ora. Alcuni testimoni in zona avrebbero visto due persone con il volto coperto che si allontanavano dai luoghi dei roghi.

Pur consapevole che non sia «compito precipuo dell’amministrazione comunale reprimere i reati», il forzista ha presentato un question time al sindaco per chiedere «quali provvedimenti, ferma restando l’attività degli inquirenti e delle forze dell’ordine statali, intenda assumere per prevenire il compimento di simili reati in futuro e per dare ai cittadini un maggiore senso di sicurezza anche nel centro storico della loro città».

Il primo cittadino Fabrizio Matteucci ha affidato a Twitter un suo laconico commento sulla vicenda che riportiamo testualmente: «A Ravenna no assuefazione. Catturare gli autori incendio auto Eni. Stroncare fenomeno pericoloso. Sono in contatto con prefetto e carabinieri».

«È sicura una città dove incendiano due auto dell’Eni vicino al municipio?»

Il capogruppo di Forza Italia preoccupato dall’atto notturno E il sindaco su Twitter: «Fenomeno pericoloso da stroncare»

Le due autovetture dell’Eni bruciate nella notte mentre erano parcheggiate in due vie del centro a Ravenna hanno alzato il livello di preoccupazione tra i rappresentanti delle istituzioni: è il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Alberto Ancarani, a chiedersi se possa definirsi sicura una città in cui è possibile compiere un gesto di questo genere a pochi metri di distanza dal municipio.

Le vetture incendiate erano due Fiat Punto bianche con il logo del cane a sei zampe sulla fiancata. Una era posteggiata in via Ferruzzi mentre l’altra in via Agnello. I vigili del fuoco sono intervenuti verso le 3.15 restando impegnati per oltre un’ora. Alcuni testimoni in zona avrebbero visto due persone con il volto coperto che si allontanavano dai luoghi dei roghi.

Pur consapevole che non sia «compito precipuo dell’amministrazione comunale reprimere i reati», il forzista ha presentato un question time al sindaco per chiedere «quali provvedimenti, ferma restando l’attività degli inquirenti e delle forze dell’ordine statali, intenda assumere per prevenire il compimento di simili reati in futuro e per dare ai cittadini un maggiore senso di sicurezza anche nel centro storico della loro città».

Il primo cittadino Fabrizio Matteucci ha affidato a Twitter un suo laconico commento sulla vicenda che riportiamo testualmente: «A Ravenna no assuefazione. Catturare gli autori incendio auto Eni. Stroncare fenomeno pericoloso. Sono in contatto con prefetto e carabinieri».

Un raduno in campagna alla scoperta della stampante 3D che costruisce case

Dal 18 al 20 la Wasp di Massa Lombarda presenta Big Delta

Una festa di tre giorni, un raduno in stile anni settanta – con tanto di possibilità di accamparsi con tende e materassini – tra conferenze, workshop, concerti, spettacoli per festeggiare una sfida vinta, partita tre anni fa. L’occasione è infatti la presentazione della Big Delta, la stampante 3D (vedi foto e gallery in fondo all’articolo) al momento più grande al mondo realizzata dalla Wasp di Massa Lombarda, che la presenterà in anteprima mondiale nel corso della tre giorni (che verranno ripresi tramite droni dal team ravennate Italdron) nella campagna vicino alla sede dell’azienda (via Zaganelli, 26), nella campagna della Bassa Romagna.

Massimo Moretti, il creatore di Wasp, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento ha esordito parlando di un «momento di grande gioia. Abbiamo dimostrato che il nostro non era solo un sogno, che le case a basso costo si possono fare e si possono costruire con una stampante 3D. E abbiamo anche sviluppato un modello di sostenibilità».

Wasp è una realtà per certi versi unica: non accede ad alcun finanziamento e reinveste gli utili in ricerca. La vendita delle stampanti già ora in commercio, più piccole, è il mezzo per giungere al coronamento del sogno di una mega stampante in grado di aiutare a risolvere un gravissimo problema del mondo, quello della casa. E in poco tempo l’azienda è cresciuta in modo esponenziale. Ora il fatturato si avvicina a due milioni di euro e dà lavoro, tra dipendenti e collaboratori, a una quarantina di persone. A breve si aprirà anche al mercato negli Stati Uniti.

Al centro della tre giorni del fine settimana ci sarà anche uno spettacolo curato dalla Compagnia Teatro Rigodon, guidata da Alessandro Cavoli. La BigDelta di 12 metri sarà, insieme, macchina teatrale e parte della scenografia.

Alla conferenza stampa era presente anche Giorgio Noera, presidente dell’Healt R&S, collegata al ministero della Difesa. Ha spiegato che con Wasp si sta mettendo a punto un progetto per la ricerca sanitaria avanzata per eventi critici di massa. «Si tratta di far confluire due gruppi di ricerca per dare vita a case con pareti repellenti agli insetti. Un progetto ambizioso ma non lontano dalla prossima realtà. Questa tecnologia potrà essere importante da utilizzare in aree di disastro dove la popolazione civile dovrà combattere le infezioni per la sopravvivenza», ha detto Noera.

Un raduno in campagna alla scoperta della stampante 3D che costruisce case

Dal 18 al 20 la Wasp di Massa Lombarda presenta Big Delta

Una festa di tre giorni, un raduno in stile anni settanta – con tanto di possibilità di accamparsi con tende e materassini – tra conferenze, workshop, concerti, spettacoli per festeggiare una sfida vinta, partita tre anni fa. L’occasione è infatti la presentazione della Big Delta, la stampante 3D (vedi foto e gallery in fondo all’articolo) al momento più grande al mondo realizzata dalla Wasp di Massa Lombarda, che la presenterà in anteprima mondiale nel corso della tre giorni (che verranno ripresi tramite droni dal team ravennate Italdron) nella campagna vicino alla sede dell’azienda (via Zaganelli, 26), nella campagna della Bassa Romagna.

Massimo Moretti, il creatore di Wasp, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento ha esordito parlando di un «momento di grande gioia. Abbiamo dimostrato che il nostro non era solo un sogno, che le case a basso costo si possono fare e si possono costruire con una stampante 3D. E abbiamo anche sviluppato un modello di sostenibilità».

Wasp è una realtà per certi versi unica: non accede ad alcun finanziamento e reinveste gli utili in ricerca. La vendita delle stampanti già ora in commercio, più piccole, è il mezzo per giungere al coronamento del sogno di una mega stampante in grado di aiutare a risolvere un gravissimo problema del mondo, quello della casa. E in poco tempo l’azienda è cresciuta in modo esponenziale. Ora il fatturato si avvicina a due milioni di euro e dà lavoro, tra dipendenti e collaboratori, a una quarantina di persone. A breve si aprirà anche al mercato negli Stati Uniti.

Al centro della tre giorni del fine settimana ci sarà anche uno spettacolo curato dalla Compagnia Teatro Rigodon, guidata da Alessandro Cavoli. La BigDelta di 12 metri sarà, insieme, macchina teatrale e parte della scenografia.

Alla conferenza stampa era presente anche Giorgio Noera, presidente dell’Healt R&S, collegata al ministero della Difesa. Ha spiegato che con Wasp si sta mettendo a punto un progetto per la ricerca sanitaria avanzata per eventi critici di massa. «Si tratta di far confluire due gruppi di ricerca per dare vita a case con pareti repellenti agli insetti. Un progetto ambizioso ma non lontano dalla prossima realtà. Questa tecnologia potrà essere importante da utilizzare in aree di disastro dove la popolazione civile dovrà combattere le infezioni per la sopravvivenza», ha detto Noera.

Stand sul gioco d’azzardo alla Festa Pd «Abbiamo sbagliato, non succederà più»

Al Pala De Andrè la promozione di un’azienda del settore
Il segretario provinciale: «Non abbiamo dato il buon esempio»

Il Partito democratico di Ravenna, attraverso un messaggio pubblicato su Facebook dal segretario provinciale Michele de Pascale, ammette di aver commesso un errore a proposito della presenza di uno stand che pubblicizza una società di gioco d’azzardo tra gli spazi espositivi della Festa dell’Unità in corso al Pala de Andrè. «Abbiamo commesso un errore nel non vagliare attentamente la lista degli espositori e conseguentemente opporci a questa presenza nella nostra festa», scrive de Pascale.

E così arrivano le prime contromisure: «Questo errore non lo commetteremo più a partire da questa sera e per gli anni a venire». Il 14 settembre è la serata conclusiva della kermesse democratica e questa sera lo stand della Giochi del Titano non aprirà. Insomma il Pd prova a metterci una pezza in extremis perché il segretario assicura che «la lotta contro il gioco d’azzardo è per noi una priorità assoluta e siamo chiamati a dare il buon esempio. In questo caso, purtroppo, non lo abbiamo dato».

Sulla responsabilità dell’accaduto de Pascale evita lo scaricabarile su Publimedia che cura la gestione degli spazi: «Risparmio a tutti la supercazzola con mille possibili scusanti, spazi espositivi e raccolta pubblicitaria non sono gestite da noi ma da un’agenzia esterna».

A sollevare il caso in mattinata, sempre nel contesto dei social network, era stato l’associazione Gruppo dello Zuccherificio che da tempo si batte sul territorio contro la presenza e la diffusione del gioco d’azzardo soprattutto in certi contesti.

Stand sul gioco d’azzardo alla Festa Pd «Abbiamo sbagliato, non succederà più»

Al Pala De Andrè la promozione di un’azienda del settore Il segretario provinciale: «Non abbiamo dato il buon esempio»

Il Partito democratico di Ravenna, attraverso un messaggio pubblicato su Facebook dal segretario provinciale Michele de Pascale, ammette di aver commesso un errore a proposito della presenza di uno stand che pubblicizza una società di gioco d’azzardo tra gli spazi espositivi della Festa dell’Unità in corso al Pala de Andrè. «Abbiamo commesso un errore nel non vagliare attentamente la lista degli espositori e conseguentemente opporci a questa presenza nella nostra festa», scrive de Pascale.

E così arrivano le prime contromisure: «Questo errore non lo commetteremo più a partire da questa sera e per gli anni a venire». Il 14 settembre è la serata conclusiva della kermesse democratica e questa sera lo stand della Giochi del Titano non aprirà. Insomma il Pd prova a metterci una pezza in extremis perché il segretario assicura che «la lotta contro il gioco d’azzardo è per noi una priorità assoluta e siamo chiamati a dare il buon esempio. In questo caso, purtroppo, non lo abbiamo dato».

Sulla responsabilità dell’accaduto de Pascale evita lo scaricabarile su Publimedia che cura la gestione degli spazi: «Risparmio a tutti la supercazzola con mille possibili scusanti, spazi espositivi e raccolta pubblicitaria non sono gestite da noi ma da un’agenzia esterna».

A sollevare il caso in mattinata, sempre nel contesto dei social network, era stato l’associazione Gruppo dello Zuccherificio che da tempo si batte sul territorio contro la presenza e la diffusione del gioco d’azzardo soprattutto in certi contesti.

Incendiate nella notte due auto dell’Eni In fuga due persone con il cappuccio

Due auto dell’Eni sono state distrutte da altrettanti incendi la scorsa notte in centro a Ravenna nel giro di pochi minuti.

Le due vetture – due Fiat Punto bianche con il logo del cane a sei zampe – erano parcheggiate ed erano in uso a dipendenti che abitano in zona.

Scontata la matrice dolosa del gesto: testimoni hanno riferito di un paio di persone con cappuccio in testa allontanarsi in tutta fretta in bicicletta poco dopo le 3 dalla zona. Indagano i carabinieri. (Ansa.it)

Parla il candidato sindaco in pectore, dalla Cgil a Renzi: «È il mio segretario»

Ecco l’assessore Liverani: «Il Pd è più della somma delle sue parti
Le primarie non sono un obbligo, il partito qui è all’avanguardia»

Assessore da gennaio ai Lavori pubblici nel Comune di Ravenna al posto di Andrea Corsini, andato in Regione, Enrico Liverani (qui sopra mentre stringe la mano al ministro Boschi) è il nome che è stato speso dal segretario provinciale Michele De Pascale alla Festa dell’unità come possibile candidato per il Pd (vedi articoli correlati). Un nome scelto senza primarie e che dovrebbe essere proclamato ufficialmente con il voto della Direzione comunale del Pd che avverrà verosimilmente dopo la fine della festa del partito (lunedì 14 settembre), a meno che naturalmente qualcuno, con i numeri, non chieda formalmente di ricorrere alle primarie.

Liverani, 39 anni, laurea in Psicologia, è educatore, ed è stato per oltre dieci anni segretario in Cgil per la Funzione pubblica, provinciale e regionale. Fa sicuramente parte dei volti nuovi della politica cittadina per quanto il suo profilo professionale non abbia subito entusiasmato tutti. Lo incontriamo poco prima di una riunione di giunta a Palazzo Merlato.

Come definirla? Possibile candidato sindaco?
«Sì, direi che “possibile” è una definizione calzante».
Come sta vivendo questi giorni in cui il suo nome è stato fatto ma ancora non è ufficiale?
«Con la massima ordinarietà. Non posso negare che mi abbiano fatto piacere le tante attestazioni di stima non solo dal Pd ma anche dentro l’Amministrazione, ma io sono concentrato sul mio lavoro come assessore che mi impegna moltissimo».
Lei è entrato in giunta a gennaio, si aspettava di diventare il possibile candidato sindaco in così pochi mesi?
«No, assolutamente, non c’era questo obiettivo. Da gennaio a oggi sono nate le condizioni per questa ipotesi, perché, in sintonia con la politica di adesso, dentro il Pd è evoluta la situazione piuttosto rapidamente e al passo con i tempi. Viviamo un’epoca in cui un anno corrisponde ormai a un’era e si può dire che in questo siamo all’avanguardia come Pd. Si è trattato di un processo quasi fisiologico che non era certo preventivato».
Per la verità sul suo nome non c’è stata subito unanimità: il suo passato da sindacalista è stato visto da qualcuno, anche nell’anima del Pd più a sinistra, come un possibile “handicap”. Oggi queste frizioni si sono ricomposte?
«Intanto è in corso un naturale confronto all’interno del partito che va dai segretari di circoli, perché questo è un territorio ampio dove il Pd è, come noto, molto radicato, fino a contatti più diretti per trovare l’equilibrio migliore possibile e sono certo che si troverà».

C’è anche chi, come il presidente Sapir Matteo Casadio su Ravenna&Dintorni (vedi articoli correlati), chiede le primarie come metodo…
«Come ho detto, personalmente, a prescindere dal fatto che ci sia in ballo il mio nome, mi ritrovo nella scelta del percorso unitario intrapresa dal segretario Michele De Pascale. Le primarie possono essere uno strumento utile ma non sono un obbligo e in questo caso non risponderebbero allo slancio del gruppo dirigente del partito, che è un gruppo nuovo rispetto al passato, e a ciò che ci chiede la gente. Per questo io sto facendo il mio lavoro da assessore con molta attenzione e serenità, in attesa dell’esito di un dibattito che è in corso».
Ma così, come dice appunto Casadio, non si rischia di evitare un vero confronto sui temi?
«Credo ci siano fasi in cui sono più opportune alcune strategie, altre fasi che ne richiedono di diverse. Ogni metodo ha vantaggi e controindicazioni, ma credo che il Pd di Ravenna stia facendo davvero il Pd, ossia una sintesi di culture e anime diverse che riescono nel dialogo e nel confronto a creare un’unità che è un valore aggiunto e che credo possa essere considerato alla pari se non maggiore, come potenza, di quello che un confronto per le primarie ci avrebbe obbligato a fare. Questo non significa negare la validità come strumento delle primarie in generale, ma fare solo una valutazione del qui e ora. Si tratta di un percorso di grande responsabilità, il nuovo gruppo dirigente del Pd deve avere il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo e far sì che tutti si ritrovino da subito in un progetto comune».
Tra le reazioni più entusiastiche arrivate alla sua potenziale candidatura ci sono quelle di alcuni esponenti della minoranza di Sel, che vogliono dialogare con il Pd e che considerano lei un candidato ideale anche perché garanzia di laicità e proveniente dalla Cgil, considerato come una sorta di “baluardo” contro Renzi…
«Non ho mai aderito ad aree e posizionamenti. Io mi sento Pd. Mi sento figlio di più culture con un radicamento socialdemocratico che rivendico e che non è in contrapposizione con ciò che Renzi rappresenta: la voglia di cambiare il Paese, andare avanti. Per esempio, tra le persone con cui ho un rapporto migliore del gruppo ravennate c’è Roberto Fagnani, renziano della prima ora. Condividiamo una visione del partito e del territorio e facciamo squadra in maniera non antagonista».
E però mentre Fagnani era all’ultima Leopolda lei era in piazza a protestare contro il Jobs Act…
«Certamente ci sono spazi fisici ben netti, ma non vedo necessariamente una contrapposizione. O meglio, la contrapposizione ci sarebbe se non esistesse il Pd. Il Pd è più della somma delle sue parti. È un’idea con i piedi ben piantati per terra che punta ad andare avanti rinnovando ciò che siamo. Del resto Renzi il suo grande consenso lo ha avuto anche da tanti che provengono dalla sinistra».
Votò Renzi all’ultimo congresso?
«No, ma Renzi è il mio segretario e io voglio che il governo vada avanti e vada avanti bene e voglio che il Pd sia il miglior Pd possibile. Non è che siccome ho aderito a un’altra mozione congressuale io mi senta in contrapposizione al segretario».
Non si rischia così il rischio di enunciare solo concetti di principio proprio per mettere tutti d’accordo senza mai fare scelte concrete? Se dentro il Pd ci può stare il Jobs act e chi manifesta contro il Jobs act non si rischia un eccesso di astrattezza che potrebbe riverberarsi anche nella gestione del territorio?
«Ma no, credo di no. Lo scopo non è dove ti posizioni ma dove vuoi andare: si può anche partire da punti opposti, pur chiaramente dentro l’ambito del centrosinistra, ma se l’obiettivo è andare avanti ci si può riuscire. Quando si sta in una squadra ognuno deve cedere una cosa, magari per guadagnarne due insieme. Questo è un mio modo di stare nelle cose, non credo che non esista la possibilità di un governo comune anche partendo da posizione diverse. Il Jobs act ha come ogni norma aspetti virtuosi e migliorativi e altri aspetti migliorabili. Lo stesso Poletti ha detto che c’è la disponibilità a modificare le norme qualora non avessero gli effetti sperati. A me questa sembra sempre una buona posizione. Quando si ha la responsabilità del governo si deve essere sempre pronti a fermare la macchina e correggere quanto c’è da correggere. Su questo sono tranquillo».
A proposito di confronto e ascolto. Che ruolo deve avere la concertazione che tanto Renzi ha condannato di recente? Anche dal punto di vista di amministratore e da ex sindacalista…
«Io credo che il confronto con le rappresentanze sia necessario e non sia tempo perso perché la politica vive delle relazioni che crea. Il problema è sorto quando alla concertazione è stata demandata la responsabilità di governo e i ruoli sono cambiati e la politica non ha fatto il suo mestiere. Amministrare significa assumersi delle responsabilità».
Un’altra delle caratteristiche che piace alla sinistra e invece magari entusiasma meno i cattolici è il fatto che lei sarebbe una “garanzia di laicità”.
«Se mi si definisce laico mi va benissimo perché la laicità tutela tutti, tutela chi è ateo e chi è credente qualsiasi sia il credo. La laicità è rispetto della parte religiosa di chiunque e, soprattutto, quando si è in un’istituzione la laicità è una garanzia di tutti».
A proposito di alleati, ex alleati e sinistra, cosa pensa del progetto Ravenna in Comune, che si dice alternativa al Pd?
«Ho grande rispetto per tutti coloro che decidono di proporsi con idee per il nostro Comune. Nel caso specifico, letti alcuni dei temi che propongono, credo che l’apertura nei confronti di “Ravenna in Comune” fatta da De Pascale sia ancora la migliore strada da percorrere».
E qual è l’avversario più temibile per il Pd?
«Il Pd deve riuscire a essere protagonista, a dettare l’agenda e i temi, dopo essersi “aperto”nel modo più ampio possibile: siamo già su questa strada che percorriamo con convinzione, per ridare fiducia e voglia di partecipare. Il tema del cambiamento ce lo vogliamo intestare e sono convinto che la strada che stiamo percorrendo sia quella giusta».

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