lunedì
15 Giugno 2026

Nuovo piano antismog: giro di vite alla circolazione delle auto più vecchie

Dall’1 ottobre per tutti i giorni feriali. Le restrizioni riguardano il 10% dei veicoli immatricolati. I distinguo del vicesindaco Mingozzi

inquinamento autoCon l’arrivo dell’autunno tempi duri per le auto più inquinanti. Il Comune annuncia, l’adozione del piano regionale Pair che innalza tutti i limiti precedenti per periodo, area interdetta e tipologia di vetture. Limiti che non piacciono al vicesindaco Mingozzi.

Il provvedimento finalizzato ad abbattere l’inquinamento da traffico veicolare (in particolare le cosiddette polveri sottili) prenderà il via l’1 ottobre e resterà in vigore fino al 31 marzo. Il Piano Aria Integrato dell’Emilia Romagna – Pair per l’appunto – è adottato dai comuni della regione che superano i 30mila abitanti è in vigore tutti i giorni feriali, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30. In questo periodo, fascia orarie e all’interno di un ben definito perimetro urbano (vedi la mappa nei documenti allegati) sarà vietata la circolazione ad alcune categorie di veicoli sprovvisti dei sistemi antinquinamento di cui dispongono gran parte delle auto fabbricate dopo il Duemila.

Nel dettaglio si tratta di veicoli pre Euro ed Euro 1 a benzina; veicoli diesel privati pre Euro fino a Euro 3 compreso; veicoli diesel commerciali fino a Euro 2 compreso; ciclomotori e motocicli pre Euro (immatricolati prima del 1999). In sostanza – si legge in un comunicato del Comune – le restrizioni sono destinate alle auto a benzina immatricolate fra il 1993 e il 1996.

Complessivamente si tratta di poco più di diecimila mezzi, circa il 10% del parco auto circolante a Ravenna, che secondo il Comune si ridurrà ulteriormente con le deroghe in via di definizione per situazioni e categorie specifiche di persone. Deroghe che potranno riguardare anche l’estensione delle zone interdette e che saranno elencate in una apposita ordinanza. Il provvedimento, indipendentemente dall’anno di immatricolazione, non tocca i veicoli alimentati a Gpl, metano ed elettrici, che potranno muoversi liberamente.
Alle limitazioni previste dal Pair si aggiungono quelle, tali e quali, in vigore per le “Domeniche Ecologiche“, una volta al mese, già a partire dal prossimo 4 ottobre.

A proposito dell’adozione del Pair è subito intervenuto subito il vicensindaco Giannantonio Mingozzi, che ha posto un netto distinguo rispetto agli assessori comunali Liverani e Guerrieri che hanno presentato il provvedimento. «Quando la Regione sbaglia va criticata – ha rampognato i colleghi Mingozzi – Capisco le valutazioni degli assessori Liverani e Guerrieri quando riconducono le misure antismog proposte, al vincolo indissolubile con la normativa regionale di derivazione europea, ma la Regione aveva altre opportunità di distribuire i provvedimenti tenendo conto di città come Ravenna, o di altre a marcata presenza turistica, che hanno bisogno tutta la settimana di maggiore flessibilità negli ingressi e che oggi rischiano di vedersi annullare l’effetto dei nuovi parcheggi e di investimenti compiuti per non chiudere definitivamente il centro storico. Mi stupisce che non abbiano speso una sola parola i nostri consiglieri regionali perché quando la partita è aperta tutti si devono impegnare affinché il rilancio di tutto il centro storico non viva altalenanze così negative».

Nuovo piano antismog: giro di vite alla circolazione delle auto più vecchie

Dall’1 ottobre per tutti i giorni feriali. Le restrizioni riguardano il 10% dei veicoli immatricolati. I distinguo del vicesindaco Mingozzi

inquinamento autoCon l’arrivo dell’autunno tempi duri per le auto più inquinanti. Il Comune annuncia, l’adozione del piano regionale Pair che innalza tutti i limiti precedenti per periodo, area interdetta e tipologia di vetture. Limiti che non piacciono al vicesindaco Mingozzi.

Il provvedimento finalizzato ad abbattere l’inquinamento da traffico veicolare (in particolare le cosiddette polveri sottili) prenderà il via l’1 ottobre e resterà in vigore fino al 31 marzo. Il Piano Aria Integrato dell’Emilia Romagna – Pair per l’appunto – è adottato dai comuni della regione che superano i 30mila abitanti è in vigore tutti i giorni feriali, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30. In questo periodo, fascia orarie e all’interno di un ben definito perimetro urbano (vedi la mappa nei documenti allegati) sarà vietata la circolazione ad alcune categorie di veicoli sprovvisti dei sistemi antinquinamento di cui dispongono gran parte delle auto fabbricate dopo il Duemila.

Nel dettaglio si tratta di veicoli pre Euro ed Euro 1 a benzina; veicoli diesel privati pre Euro fino a Euro 3 compreso; veicoli diesel commerciali fino a Euro 2 compreso; ciclomotori e motocicli pre Euro (immatricolati prima del 1999). In sostanza – si legge in un comunicato del Comune – le restrizioni sono destinate alle auto a benzina immatricolate fra il 1993 e il 1996.

Complessivamente si tratta di poco più di diecimila mezzi, circa il 10% del parco auto circolante a Ravenna, che secondo il Comune si ridurrà ulteriormente con le deroghe in via di definizione per situazioni e categorie specifiche di persone. Deroghe che potranno riguardare anche l’estensione delle zone interdette e che saranno elencate in una apposita ordinanza. Il provvedimento, indipendentemente dall’anno di immatricolazione, non tocca i veicoli alimentati a Gpl, metano ed elettrici, che potranno muoversi liberamente.
Alle limitazioni previste dal Pair si aggiungono quelle, tali e quali, in vigore per le “Domeniche Ecologiche“, una volta al mese, già a partire dal prossimo 4 ottobre.

A proposito dell’adozione del Pair è subito intervenuto subito il vicensindaco Giannantonio Mingozzi, che ha posto un netto distinguo rispetto agli assessori comunali Liverani e Guerrieri che hanno presentato il provvedimento. «Quando la Regione sbaglia va criticata – ha rampognato i colleghi Mingozzi – Capisco le valutazioni degli assessori Liverani e Guerrieri quando riconducono le misure antismog proposte, al vincolo indissolubile con la normativa regionale di derivazione europea, ma la Regione aveva altre opportunità di distribuire i provvedimenti tenendo conto di città come Ravenna, o di altre a marcata presenza turistica, che hanno bisogno tutta la settimana di maggiore flessibilità negli ingressi e che oggi rischiano di vedersi annullare l’effetto dei nuovi parcheggi e di investimenti compiuti per non chiudere definitivamente il centro storico. Mi stupisce che non abbiano speso una sola parola i nostri consiglieri regionali perché quando la partita è aperta tutti si devono impegnare affinché il rilancio di tutto il centro storico non viva altalenanze così negative».

Spara alla schiena e uccide un ambulante Caccia a un uomo brizzolato con la barba

La vittima è un 46enne senegalese incensurato. A far esplodere
quattro colpi con una calibro 22 una persona dalla carnagione chiara

Non erano ancora le tre del pomeriggio di sabato 12 settembre quando un uomo dalla carnagione chiara, barbuto e brizzolato, sui quarant’anni, ha freddato con quattro colpi di pistola sparati alle spalle, a distanza ravvicinata, un venditore ambulante senegalese che si stava rifoccilando in un’area retrostante la spiaggia al bagno Adriatico di Casalborsetti. L’assassino poi è fuggito senza lasciare tracce.

Questa, secondo le prime testimonianze raccolte dagli inquirenti, sarebbe la dinamica dello sconcertante delitto che per ora non ha un movente né un responsabile identificato. I dettagli del caso sono riportati in una dettagliata nota dell’agenzia di stampa Ansa.

La vittima si chiamava Mor Seye, 46enne incensurato e da oltre vent’anni in Italia, dove ufficialmente risiedeva a Padova. Viveva però a Lido Adriano con il fratello e per campare vendeva merce in spiaggia.

Fatali al 46enne – che stava mangiando una pesca su un pattino lasciato in secca sulla spiaggia – due dei quattro proiettili sparati a distanza ravvicinata con una calibro 22: uno l’ha centrato alla base della testa e l’altro a metà del tronco, in corrispondenza di organi vitali.

Ad assistere alla scena sia una ragazza che stava prendendo il sole all’Adriatico sia un giovane che stava giocando a racchettoni nei pressi del bagno Oasi e che ha poi avvertito i gestori dello stabilimento.

Sul posto anche il Procuratore capo Alessandro Mancini, che secondo l’Ansa avrebbe dichiarato di trovarsi di fronte a un caso «molto complicato».

Auto contro un albero in via Bellucci: gravi due giovani

Schianto alle 7.30 di mattina, senza tracce di frenata. Si tratta di due fratelli di 21 e 24 anni

Incidente via BellucciErano le 7.30 di mattina di sabato 12 settembre quando, senza un accenno di frenata, l’auto – un’utilitaria che stava seguendo la linea di marcia dal mare verso al città – è uscita di strada e si è schiantata contro un grosso pino in via Bellucci, all’altezza dell’edicola.

Nell’incidente sono rimasti gravemente feriti due fratelli, di origine albanese, di 24 e 21 anni. Oltre ai mezzi di soccorso del 118 sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco per estrarre dalla vettura i due ragazzi, poi trasportati d’urgenza all’Ospedale di Ravenna. I rilievi del caso sono stati effettuati gli agenti della Polizia Municipale.

Ultimi giorni coi ministri Boschi e Orlando e con Bonaccini ed Errani

Appuntamenti al Pala De André fino a lunedì 14 settembre

Ministro BoschiSi avvia vero il termine la festa dell’Unità di Ravenna con la presenza alcuni nomi di rilievo del Pd e del dibattito politico. Sabato 12 settembre, alle 18.30, è in programma l’incontro con il ministro che sta proprio ora affrontando il voto sulle riforme al Senato, Maria Elena Boschi sul palco insieme al presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. L’ex presidente regionale Vasco Errani sarà invece ospite la domenica sera, il 13, alle 21 mentre per l’ultimo giorno, lunedì 14 settembre, sono previsti due incontri. Il primo, alle 18.30 con Simona Malpezzi della commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, mentre alle 21 interverrà Andrea Orlando, ministro della Giustizia, insieme a David Ermini, responsabile nazionale Giustizia Pd.

Uomo ucciso da colpi d’arma da fuoco scoperto a Casalborsetti

Si tratterebbe di un senegalese ritrovato in spiaggia dal bagnino
di uno stabilimento balneare. Indagano i Carabinieri

Un uomo dall’apparente età di una quarantina d’anni – dalle prime notizie riportate dall’Ansa – presumibilmente un senegalese, è stato ritrovato morto sulla spiaggia di Casalborsetti, poco prima delle 15, ucciso a quanto pare da colpi d’arma da fuoco. Il corpo è stato scoperto dal bagnino di uno stabilimento balneare della località, il bagno 14 Adriatico di via Saldini. Sul posto del rinvenimento della vittima dell’aggressione letale sono intervenuti un’ambulanza e l’elicottero del 118 ma i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sull’accaduto indagano i Carabinieri che stanno vagliando le dichiarazioni di alcuni testimoni che avrebbero visto la vittima assieme ad altro uomo e udito gli spari. Da quanto trapelato dai primi rilievi si tratterebbe di diversi colpi di pistola.

Antiche note eseguite con strumenti originali

Al via domenica 13 la rassegna
di Accademia Bizantina all’Alighieri

Accademia BizantinaI grandi interpreti internazionali di musica barocca tornano a darsi appuntamento a Ravenna nell’ambito della rassegna “I concerti dell’Accademia – musica antica con strumenti originali”, organizzata dall’ensemble Accademia Bizantina in collaborazione con il Comune.

La manifestazione, giunta quest’anno alla diciassettesima edizione, propone un calendario che coniuga grande musica, rigore filologico e solidarietà. Ogni appuntamento, infatti, “sponsorizzerà” una diversa associazione di volontariato: Linea Rosa, Admo, Cosmohelp, Villaggio Globale, Marinando e Banco Alimentare.

La manifestazione prevede sette concerti, in programma ogni domenica mattina dal 13 settembre al 18 ottobre (inizio ore 11) nella sala Corelli del teatro Alighieri di Ravenna.
Ad aprire l’edizione di quest’anno, domenica 13, ci penserà la stessa Accademia Bizantina insieme all’oboista di fama internazionale Elisabeth Baumer. Accompagnata dal violino di Heriberto Delgado Gutiérrez, dal violoncello di Paolo Ballanti e dal cembalo di Valeria Montanari, la musicista austriaca si cimenterà con musiche di Brescianello, Platti, Heinichen, Stölzel, Vivaldi e Telemann, in un concerto che avrà per tema “Gemischter Stil – L’influenza reciproca fra italiani e tedeschi”.

Biglietti a 10 euro intero, 7 ridotto, 2 per gli allievi di Conservatorio e Istituti Musicali pareggiati. Info tel. 0545 61208.

L’omaggio a Dante di Ravenna anche in diretta Rai. Il sindaco: «Partecipate»

L’Annuale tra la Cerimonia dell’Olio e la caccia al tesoro in piazza

L’omaggio di Ravenna a Dante trova la sua massima espressione nelle celebrazioni che si svolgeranno domenica (13 settembre) in occasione del 694esimo Annuale della morte.

Il programma delle iniziative prevede alle 9.15 la partenza da piazza del Popolo del corteo celebrativo presieduto dal sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci e dall’assessora del Comune di Firenze Sara Funaro, a cui parteciperanno i figuranti dell’associazione storica Quelli del Ponte.

Il corteo raggiungerà la sala Muratori della biblioteca Classense, dove alle 9.45 il professore Lino Pertile, docente della Harvard Unversity, proporrà per la tradizionale prolusione, il tema “Nel tempio del suo voto riguardando”: Dante nell’Empireo.

Al termine della prolusione dagli spazi classensi il corteo si sposterà attraverso via Baccarini e piazza Caduti fino alla basilica di San Francesco, dove l’arcivescovo di Ravenna, Lorenzo Ghizzoni, celebrerà alle 11 la solenne Messa di Dante, animata dalla Cappella Musicale di San Francesco diretta da Giuliano Amadei, quest’anno in diretta su Rai 1.

Seguirà, allee 13, l’omaggio reso da Firenze all’Esule: la Cerimonia dell’Olio. Da San Francesco ci si dirigerà presso la Tomba, dove con un solenne cerimoniale ormai codificato negli anni i rappresentanti del Comune di Firenze offriranno l’olio al sepolcro del Poeta, accendendo la lampada votiva che arde ininterrottamente dal 1908, dono anch’essa della città di Firenze. Alla cerimonia parteciperanno un rappresentante degli studenti del liceo classico Dante Alighieri e un rappresentante dei carcerati della casa circondariale di Ravenna nell’ambito del progetto Dentro Dante.

Nel pomeriggio, alle 15 al Museo Dantesco si svolgerà “Cercando Dante”, una caccia al tesoro storica per le vie di Ravenna per un pubblico a partire dai 18, realizzata in collaborazione con l’associazione Marigodosa (prenotazione obbligatoria).

Il sindaco Matteucci in una nota invita tutti i ravennati a partecipare alle celbrazioni di domenica: «È un modo per dimostrare il nostro forte legame con Dante, per esprimere tutto il nostro orgoglio perché il Sommo Poeta ha scelto la nostra città per l’ultima fase della sua vita, diventando la gemma più preziosa del nostro patrimonio culturale».

L’omaggio a Dante di Ravenna anche in diretta Rai. Il sindaco: «Partecipate»

L’Annuale tra la Cerimonia dell’Olio e la caccia al tesoro in piazza

L’omaggio di Ravenna a Dante trova la sua massima espressione nelle celebrazioni che si svolgeranno domenica (13 settembre) in occasione del 694esimo Annuale della morte.

Il programma delle iniziative prevede alle 9.15 la partenza da piazza del Popolo del corteo celebrativo presieduto dal sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci e dall’assessora del Comune di Firenze Sara Funaro, a cui parteciperanno i figuranti dell’associazione storica Quelli del Ponte.

Il corteo raggiungerà la sala Muratori della biblioteca Classense, dove alle 9.45 il professore Lino Pertile, docente della Harvard Unversity, proporrà per la tradizionale prolusione, il tema “Nel tempio del suo voto riguardando”: Dante nell’Empireo.

Al termine della prolusione dagli spazi classensi il corteo si sposterà attraverso via Baccarini e piazza Caduti fino alla basilica di San Francesco, dove l’arcivescovo di Ravenna, Lorenzo Ghizzoni, celebrerà alle 11 la solenne Messa di Dante, animata dalla Cappella Musicale di San Francesco diretta da Giuliano Amadei, quest’anno in diretta su Rai 1.

Seguirà, allee 13, l’omaggio reso da Firenze all’Esule: la Cerimonia dell’Olio. Da San Francesco ci si dirigerà presso la Tomba, dove con un solenne cerimoniale ormai codificato negli anni i rappresentanti del Comune di Firenze offriranno l’olio al sepolcro del Poeta, accendendo la lampada votiva che arde ininterrottamente dal 1908, dono anch’essa della città di Firenze. Alla cerimonia parteciperanno un rappresentante degli studenti del liceo classico Dante Alighieri e un rappresentante dei carcerati della casa circondariale di Ravenna nell’ambito del progetto Dentro Dante.

Nel pomeriggio, alle 15 al Museo Dantesco si svolgerà “Cercando Dante”, una caccia al tesoro storica per le vie di Ravenna per un pubblico a partire dai 18, realizzata in collaborazione con l’associazione Marigodosa (prenotazione obbligatoria).

Il sindaco Matteucci in una nota invita tutti i ravennati a partecipare alle celbrazioni di domenica: «È un modo per dimostrare il nostro forte legame con Dante, per esprimere tutto il nostro orgoglio perché il Sommo Poeta ha scelto la nostra città per l’ultima fase della sua vita, diventando la gemma più preziosa del nostro patrimonio culturale».

In centinaia in marcia (anche scalzi) a Ravenna a favore dei migranti

Il sindaco Matteucci: «Sono vicino a chi ha partecipato»

Alcune centinaia di persone (di cui molte scalze) hanno marciato anche in centro a Ravenna in segno di solidarietà verso i migranti. Si trattava della “Marcia delle donne e degli uomini scalzi”, che si è svolta in oltre 60 città in tutta Italia.

I manifestanti – con in mano la bandiera della pace – chiedevono con forza certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, accoglienza degna per tutti, chiusura dei luoghi di concentrazione dei migranti e la creazione di un sistema unico di asilo.

A causa di un impegno istituzionale in Regione il sindaco non ha potuto partecipare ma in un tweet si è detto vicino alle persone che hanno partecipato. In prima fila (e a piedi nudi) invece l’assessore all’Immigrazione del Comune di Ravenna, Martina Monti.

Qui sotto una gallery della marcia ravennate.

La Pigna pronta a correre da sola. E per il candidato sindaco pensa a Sgarbi

In alternativa ecco Landi, preside in pensione. Il fondatore Bucci lascia Forza Italia: «Pd debole, sogno la destra unita. O vincerà il M5S»

La scelta del Partito democratico, che pare ormai essere caduta su Enrico Liverani senza ricorrere alle primarie, quasi costringe l’opposizione a prendere coraggio per uscire allo scoperto in vista delle amministrative 2016 a Ravenna e Maurizio Bucci, storico esponente ravennate di Alleanza nazionale prima e Forza Italia poi (passando per il Pdl), è pronto a trasformare come da copione l’associazione culturale La Pigna, da lui fondata la scorsa primavera (vedi articoli correlati), in una lista civica «lontana dalle logiche dei partiti» e «aperta alla società civile».

«Resto comunque un uomo di destra», ci dice al telefono Bucci mentre sta lavorando come al solito al suo Mariani, l’ex cinema trasformato in un locale polivalente da lui che ha sempre preferito definirsi prima di tutto un imprenditore. «Il nostro progetto era infatti quello di realizzare una lista civica con un candidato forte in grado di essere appoggiato dal centrodestra unito, una cosa mai vista a Ravenna…». Ma il piano è quasi svanito. «Non proprio, io ci spero però è molto difficile. La Lega, che essendo il partito più in auge avrebbe dovuto prendere in mano il pallino, continua a rimandare le decisioni e così come Forza Italia è troppo legata a logiche calate dall’alto dal livello regionale o nazionale. Alvaro Ancisi con la sua Lista per Ravenna è fin troppo autoreferenziale e potrebbe essere complicato trovare un candidato che possa andare bene anche a lui. Fosse per me – rivela Bucci –, sarei già disposto a sostenere Paolo Guerra (l’attuale consigliere comunale del Carroccio, ndr) candidato del centrodestra: una brava persona con una bella famiglia, serio, preparato. Peccato che l’abbia abbandonato già perfino il suo partito…».

Dall’impasse Bucci tenterà di uscire presentando ufficialmente nelle prossime settimane la lista civica della Pigna, che a questo punto, a meno di clamorose novità, è molto probabile si possa presentare alle elezioni della prossima primavera da sola. «Presenteremo alla città i nostri dieci progetti a cui hanno lavorato dei professionisti in questi mesi, progetti concreti, poi a disposizione di chi governerà, se lo vorrà». E come candidato a sindaco della Pigna pare siano già stati avviati contatti con un nome illustre non nuovo a certe provocazioni come Vittorio Sgarbi, che si sarebbe dichiarato disponibile, almeno a parlarne. Il nome ravennate, naturalmente più fattibile, è invece quello di Marcello Landi, storico agitatore culturale, professore e preside del liceo artistico appena andato in pensione tra gli applausi generali, anche delle istituzioni (tra cui il vicesindaco Giannantonio Mingozzi per esempio). Resta poi in campo il nome dell’ingegnere Giovanni Ceccarelli, anche se meno caldo rispetto alle prime settimane dopo la presentazione dell’associazione, quando l’obiettivo era quello di far convergere su di lui il centrodestra unito. E Bucci? «Io diciamo che faccio la ruota di scorta, sono a disposizione, ma il mio passato da politico gioca a mio sfavore, in questo senso, e preferirei non candidarmi a sindaco, continuando a lavorare invece al progetto».

L’obiettivo è solo uno: mandare a casa il Pd. «Anzi – sorride Bucci – mandarlo a lavorare, visto che molti nel Pd non l’hanno mai fatto. Mettere il Partito democratico all’opposizione vorrebbe dire cambiare tutto in questa città, respirare aria nuova, e ora ci sono davvero prospettive enormi di potercela fare, alla luce di una candidatura debole come quella di Liverani, arrivata senza primarie e designata da una classe dirigente finita, quella del tortellino magico, dei Fiammenghi, degli Errani, dei Bersani, con la regia di Matteucci e Mercatali. Oltretutto non ci sarà neppure più la sinistra ad appoggiarlo e questo è un dato positivo, anche se fa sorridere – commenta Bucci, che annuncia invece di essere in procinto di lasciare ufficialmente Forza Italia – che ci siano ancora in giunta assessore di Sel e Comunisti».

Il dispiacere più grande, per il titolare del Mariani Lifestyle, sarebbe però quello di vedere il centrodestra frammentato anche alle prossime elezioni. «In quel caso avremmo fallito e al ballottaggio andrà sicuramente il candidato dei 5 Stelle, che pare abbiano cambiato strategia per passare da un movimento di protesta a uno in grado di governare, con un candidato credibile, una persona molto seria dell’imprenditoria locale, dalle voci che girano». E cosa ne pensa del suo collega albergatore, Filippo Donati (vedi correlati)? «Credo non sarà lui il candidato, ma che stiano lavorando già anche per un’eventuale squadra di giunta e che lui possa essere l’assessore al Turismo. In generale, se i grillini dovessero davvero riuscire a trovare una rosa di nomi spendibili, in grado di governare, bravi loro. E per il centrodestra sarebbe un fallimento».

Una diffida alla questura per i profughi in attesa di presentare la domanda d’asilo

Gli avvocati di Strada: «È tenuta ad avviare la procedura»

Tra le realtà che si sono attivate a oggi per i profughi pakistani in attesa di consegnare la domanda di asilo in questura (di cui parliamo nell’articolo qui a fianco tra i correlati) c’è l’associazione Avvocati di strada a cui hanno affidato l’incarico una ventina dei ragazzi. E, firmata dagli avvocati Andrea Maestri, Beatrice Piraccini e Grela Dyla, è partita la diffida rivolta a questura, ministero dell’Interno e per conoscenza all’Unhcr (l’organismo dell’Onu che tutela i diritti dei rifiugiati e dei profughi).

«La legge – ci spiega Maestri – dice che la questura a cui si rivolga un cittadino straniero che vuole chiedere asilo politico è tenuta ad avviare la domanda e compilare il modello C3 a cui segue il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo per richiedenti asilo che garantirebbe loro anche l’ingresso in una qualche forma di tutela fino al colloquio individuale di fronte alla commissione che stabilisce chi ha diritto e chi no allo status di rifugiato».

Sicuramente può sperare nello status un nigeriano in grado di dimostrare di essere stato perseguitato da Boko Haram (come il ragazzo che abbiamo incontrato, vedi sempre correlati), diversa può essere la situazione per chi viene dal Pakistan dove comunque esistono forti instabilità politiche, scontri violenti, persecuzioni religiose che, se dimostrate, possono garantire l’asilo, un diritto che, va ricordato, viene riconosciuto al singolo cittadino che ne faccia richiesta.

In ogni caso, non sta ovviamente alla polizia decidere. La questura di competenza, cioè quella a cui si rivolge il richiedente asilo, deve solo avviare la procedura, al resto penserà un’apposita commissione composta da più profili professionali.

Intanto, spiega ancora Maestri, paradossalmente «senza il modello C3 questi ragazzi rischiano il decreto di espulsione essendo nel frattempo indagati per il reato di clandestinità». Ma non era stato abolito? «No, si tratta di un reato ancora in vigore – spiega Maestri, oggi anche parlamentare di opposizione – nonostante il governo abbia la delega per abolirlo dal 2014 e nonostante tanti titoli di giornali. Del resto, questo governo sul fronte dell’accoglienza ha fatto cose molto confuse e poco incisive, così come accade a livello locale, peraltro».

Per affrontare questi temi Avvocati di strada invita la cittadinanza a un incontro pubblico nella sede della Croce Rossa di via Guaccimanni n. 19 sabato 12 settembre alle 11.

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