martedì
16 Giugno 2026

E alla Caritas ora si possono adottare anche le famiglie povere ravennati

Già una cinquantina i nuclei aiutati da benefattori che restano anonimi E due famiglie straniere ben inserite stanno aiutando gli italiani…

I numeri dei report annuali della Caritas (vedi articoli correlati) lo certificano già da tempo: la povertà sta colpendo anche sempre più ravennati. Famiglie che si sono ritrovate senza stipendi, senza lavoro, e che non arrivano più a fine mese. Così la stessa Caritas è da più di un anno che, oltre a continuare a fornire il proprio aiuto quotidiano, sta portando avanti un progetto nuovo, quello delle cosiddette adozioni non più a distanza, nei paesi del Terzo mondo, ma «a vicinanza». Con questo progetto si dà la possibilità di offrire un sostegno economico, in modo continuativo tutti i mesi o anche solo una tantum, a una famiglia in difficoltà che vive sul territorio ravennate.

Del progetto ne parla anche il Corriere Romagna in edicola oggi, venerdì 21 agosto, che rivela come siano una cinquantina finora le famiglie aiutate, che non conoscono i nomi dei loro benefattori e viceversa. Un anonimato a garanzia di entrambe le parti. E sempre il Corriere racconta anche alcune belle storie di solidarietà, come le due famiglie straniere, di immigrati ora inseriti bene professionalmente, che stanno aiutando due famiglie di italiani. O le tre amiche che hanno deciso di non farsi più regali ma di “adottare” nuclei in difficoltà. A donare, dice la Caritas, sono più che altro persone normalissime, con un lavoro stabile o una buona pensione, mentre latitano i facoltosi.

Per qualsiasi informazione in merito e per adottare una famiglia (proprio questo è un periodo importante visto che sta per iniziare la scuola e le spese aumentano) ci si può rivolgere al centro di ascolto Caritas di Piazza Duomo 12 dal lunedi al sabato dalle 9 alle 12 (info 0544-213677).

Pienone in piazza San Francesco, esulta il Comune: «Così si batte il degrado»

Tutto esaurito per l’omaggio a De André, media di 400 persone
per le altre serate. «Avanti così, ora non molliamo la presa»  

In poche altre occasioni si era vista così tanta gente in piazza San Francesco come per l’omaggio a Fabrizio De André a cura della storica Bandeandré, andato in scena giovedì 20 agosto. Si trattava della penultima delle quattordici iniziative di intrattenimento gratuite (l’ultima è in programma questa sera, venerdì 21, con il gruppo musicale The Ukulele Lovers) proposte quest’anno nella bellissima piazza di Ravenna che tanto fa discutere però anche per il suo degrado.

L’assessore al Turismo del Comune, Massimo Cameliani, ringrazia tutti i soggetti che, in sinergia con il Comune, hanno permesso la realizzazione dei vari spettacoli, ed esprime la propria soddisfazione per il gradimento riscosso dalle diverse iniziative: «Avere unito le forze – dichiara Cameliani – ci ha consentito di proporre con grande frequenza momenti di spettacolo in grado di attirare diversi tipi di pubblico. Ogni sera si è registrata una media di quattrocento cittadini e turisti presenti e siamo convinti che questo abbia avuto un’importante funzione antidegrado. Come Comune abbiamo investito parte delle risorse ottenute grazie al titolo di Capitale italiana della cultura 2015 e ringraziamo per il supporto tutti i soggetti che ci hanno sostenuto». Tra questi anche la nuova pasticceria aperta sotto i portici, Palumbo, e la Cna, l’associazione degli artigiani, il cui responsabile comunale Mario Petrosino, su Facebook (oltre a pubblicare la foto) commenta con soddisfazione la riuscita della serata con la Bandeandré: «Questa è la Piazza degna di Ravenna e dei suoi cittadini. Non molliamo la presa».

Sempre su Facebook esulta anche Alessandro Barattoni, consigliere comunale del Pd molto impegnato sul tema, che alle polemiche di questi mesi, scrive, «non credo ci possa essere risposta migliore della foto di una piazza San Francesco gremita per il concerto della Bandeandrè. Più iniziative attraverso la collaborazione fra pubblico e privato, maggiori controlli e la grandissima voglia dei ravennati di vivere quello splendido scorcio di Ravenna portano anche a risultati così. Un grazie alla Pasticceria Palumbo, alla Cna e al Comune di Ravenna che stanno dimostrando con i fatti che la “rinascita” di piazza San Francesco è possibile partendo innanzitutto dall’aumento della fruizione. Ora non bisogna abbassare la guardia ma la direzione intrapresa è quella giusta».

Ora dalla stessa Cna arriva però l’appello al Comune a non lasciare sola la pasticceria nei mesi invernali.

Pienone in piazza San Francesco, esulta il Comune: «Così si batte il degrado»

Tutto esaurito per l’omaggio a De André, media di 400 persone
per le altre serate. «Avanti così, ora non molliamo la presa»  

In poche altre occasioni si era vista così tanta gente in piazza San Francesco come per l’omaggio a Fabrizio De André a cura della storica Bandeandré, andato in scena giovedì 20 agosto. Si trattava della penultima delle quattordici iniziative di intrattenimento gratuite (l’ultima è in programma questa sera, venerdì 21, con il gruppo musicale The Ukulele Lovers) proposte quest’anno nella bellissima piazza di Ravenna che tanto fa discutere però anche per il suo degrado.

L’assessore al Turismo del Comune, Massimo Cameliani, ringrazia tutti i soggetti che, in sinergia con il Comune, hanno permesso la realizzazione dei vari spettacoli, ed esprime la propria soddisfazione per il gradimento riscosso dalle diverse iniziative: «Avere unito le forze – dichiara Cameliani – ci ha consentito di proporre con grande frequenza momenti di spettacolo in grado di attirare diversi tipi di pubblico. Ogni sera si è registrata una media di quattrocento cittadini e turisti presenti e siamo convinti che questo abbia avuto un’importante funzione antidegrado. Come Comune abbiamo investito parte delle risorse ottenute grazie al titolo di Capitale italiana della cultura 2015 e ringraziamo per il supporto tutti i soggetti che ci hanno sostenuto». Tra questi anche la nuova pasticceria aperta sotto i portici, Palumbo, e la Cna, l’associazione degli artigiani, il cui responsabile comunale Mario Petrosino, su Facebook (oltre a pubblicare la foto) commenta con soddisfazione la riuscita della serata con la Bandeandré: «Questa è la Piazza degna di Ravenna e dei suoi cittadini. Non molliamo la presa».

Sempre su Facebook esulta anche Alessandro Barattoni, consigliere comunale del Pd molto impegnato sul tema, che alle polemiche di questi mesi, scrive, «non credo ci possa essere risposta migliore della foto di una piazza San Francesco gremita per il concerto della Bandeandrè. Più iniziative attraverso la collaborazione fra pubblico e privato, maggiori controlli e la grandissima voglia dei ravennati di vivere quello splendido scorcio di Ravenna portano anche a risultati così. Un grazie alla Pasticceria Palumbo, alla Cna e al Comune di Ravenna che stanno dimostrando con i fatti che la “rinascita” di piazza San Francesco è possibile partendo innanzitutto dall’aumento della fruizione. Ora non bisogna abbassare la guardia ma la direzione intrapresa è quella giusta».

Ora dalla stessa Cna arriva però l’appello al Comune a non lasciare sola la pasticceria nei mesi invernali.

Pienone in piazza San Francesco, esulta il Comune: «Così si batte il degrado»

Tutto esaurito per l’omaggio a De André, media di 400 persone per le altre serate. «Avanti così, ora non molliamo la presa»  

In poche altre occasioni si era vista così tanta gente in piazza San Francesco come per l’omaggio a Fabrizio De André a cura della storica Bandeandré, andato in scena giovedì 20 agosto. Si trattava della penultima delle quattordici iniziative di intrattenimento gratuite (l’ultima è in programma questa sera, venerdì 21, con il gruppo musicale The Ukulele Lovers) proposte quest’anno nella bellissima piazza di Ravenna che tanto fa discutere però anche per il suo degrado.

L’assessore al Turismo del Comune, Massimo Cameliani, ringrazia tutti i soggetti che, in sinergia con il Comune, hanno permesso la realizzazione dei vari spettacoli, ed esprime la propria soddisfazione per il gradimento riscosso dalle diverse iniziative: «Avere unito le forze – dichiara Cameliani – ci ha consentito di proporre con grande frequenza momenti di spettacolo in grado di attirare diversi tipi di pubblico. Ogni sera si è registrata una media di quattrocento cittadini e turisti presenti e siamo convinti che questo abbia avuto un’importante funzione antidegrado. Come Comune abbiamo investito parte delle risorse ottenute grazie al titolo di Capitale italiana della cultura 2015 e ringraziamo per il supporto tutti i soggetti che ci hanno sostenuto». Tra questi anche la nuova pasticceria aperta sotto i portici, Palumbo, e la Cna, l’associazione degli artigiani, il cui responsabile comunale Mario Petrosino, su Facebook (oltre a pubblicare la foto) commenta con soddisfazione la riuscita della serata con la Bandeandré: «Questa è la Piazza degna di Ravenna e dei suoi cittadini. Non molliamo la presa».

Sempre su Facebook esulta anche Alessandro Barattoni, consigliere comunale del Pd molto impegnato sul tema, che alle polemiche di questi mesi, scrive, «non credo ci possa essere risposta migliore della foto di una piazza San Francesco gremita per il concerto della Bandeandrè. Più iniziative attraverso la collaborazione fra pubblico e privato, maggiori controlli e la grandissima voglia dei ravennati di vivere quello splendido scorcio di Ravenna portano anche a risultati così. Un grazie alla Pasticceria Palumbo, alla Cna e al Comune di Ravenna che stanno dimostrando con i fatti che la “rinascita” di piazza San Francesco è possibile partendo innanzitutto dall’aumento della fruizione. Ora non bisogna abbassare la guardia ma la direzione intrapresa è quella giusta».

Ora dalla stessa Cna arriva però l’appello al Comune a non lasciare sola la pasticceria nei mesi invernali.

L’incredibile storia di Fabio, da Fusignano Dalla Cnn all’abbraccio con Dave Grohl

L’organizzatore di Rockin’ 1000 ha coronato il suo sogno incontrando
i Foo Fighters in America: «Ero in trance, non ricordo quasi nulla…»

La foto qui sopra, l’abbraccio di Fabio, da Fusignano, con Dave Grohl dei Foo Fighters, chiude il cerchio. Risale a pochi giorni fa ed è stata scattata a Walla Walla, nello stato di Washington, in America, dove Fabio era stato invitato insieme a una delegazione di Rockin’ 1000, l’evento da Guinness dei Primati che a fine luglio ha portato Cesena sulla bocca di tutti gli appassionati di musica rock del pianeta, o quasi.

A ideare il tutto appunto lui, Fabio Zaffagnini, 39 anni, che da pochi mesi a Cesena ci vive pure, ma che è di Fusignano e ha abitato per anni a Cervia. Della sua impresa ne abbiamo parlato più volte nei mesi scorsi anche nel nostro mensile dedicato alla cultura in Romagna, R&D Cult. Ora è il momento di riavvolgere il nastro.

I Foo Fighters sono la band fondata e capitanata dallo storico batterista (qui invece cantante e chitarrista) dei Nirvana, Dave Grohl. Con alle spalle ormai oltre vent’anni di carriera, è diventato uno dei gruppi rock più popolari al mondo, in grado di riempire gli stadi anche in Italia, e con un rapporto particolare con i propri fan. Tanto che Grohl li aveva quasi stimolati: «Verremo a suonare dove ci chiamerete», era stato in poche parole il suo appello. E a Cesena – dove degli sconosciuti (o quasi) Foo Fighters avevano già suonato a fine anni Novanta al Vidia – hanno preso la cosa molto sul serio. Così grazie a Zaffagnini, come ormai noto, in mille (per la precisione 985 persone, di cui circa la metà provenienti da fuori regione) si sono ritrovati a fine luglio al Parco dell’Ippodromo per suonare (e cantare) all’unisono “Learn to fly”, tra le canzoni più famose dei Foo Fighters.

Una performance collettiva che è diventata un videoclip al momento (neppure un mese dopo) visualizzato da circa 23 milioni di persone in tutto il mondo. Un video (che pubblichiamo anche noi qui in fondo all’articolo) con il quale si chiedeva alla band americana, appunto, di venire a suonare in Romagna. La risposta di Grohl in persona, sempre tramite un video, si è fatta tardare poche ore ed è stata, in sintesi: «Ci vediamo a Cesena». Tutto perfetto, insomma, con la ciliegina sulla torta che è stato appunto l’invito arrivato agli organizzatori di Rockin’ 1000 di partecipare come ospiti al festival musicale di Walla Walla, con in cartellone anche gli stessi Foo Fighters.

Zaffagnini è così salito sull’aereo per l’America con una delegazione di una decina di persone tra organizzatori e musicisti dell’evento. «Ci hanno trattato da superstar – ci racconta al telefono –, ci sono venuti a prendere all’aeroporto, ci hanno ospitato, ci hanno dato i biglietti per il festival e poi ci hanno invitati nella tenda dei Foo Fighters…». Tanta è stata l’emozione, che ora Fabio quasi non ricorda neppure cosa si sono detti… «Ero come in trance agonistica. Loro sono stati simpaticissimi, ci hanno ringraziato per quello che abbiamo fatto, si sono complimentati, ci hanno detto di essere rimasti molto colpiti…». E poi è arrivata una conferma importante: «Sì, certo, ci hanno confermato che verranno a Cesena. Hanno detto che nessuna band al mondo si sarebbe potuta rifiutare. Ora il problema è più di questione organizzativa – continua Zaffagnini – toccherà ai manager, alle agenzie, trovare la data. In novembre sono in concerto a Bologna e vorrebbero riuscire a suonare a Cesena in quel periodo, ma hanno un’agenda molto piena e non sarà semplice». L’obiettivo è quindi riuscire a organizzare il concerto (con tutta probabilità al Carisport) già questo inverno, ma se non si riuscirà si tratterà solo di aspettare magari l’anno prossimo, come da piani iniziali.

E un evento come Rockin’ 1000, resterà isolato? «Ci stiamo riflettendo – risponde Zaffagnini –, di certo quello che è successo a Cesena non si può ripetere, in tanti hanno lavorato gratis, altri ci hanno fornito gratuitamente materiali, è stata una mole di lavoro gigantesca e dal punto di vista economico non è replicabile (erano stati raccolti 44mila euro tramite una campagna on line e ne sono stati spesi circa 50mila, con l’obiettivo di fare in definitiva una sorta di patta, ndr). Ma stiamo pensando ad altri eventi che possano avere lo stesso spirito, dal basso, diciamo così».

Qual è stata la cosa più sorprendente di tutto questo? «Io davvero già la sera stessa della performance ero felicissimo, era stato tutto molto emozionante. Poi però tutto quello che è venuto dopo è stato incredibile, grazie soprattutto a internet e ai social. A parte la risposta dei Foo Fighters, hanno parlato di noi ovunque: c’è una persona che si sta occupando solo di fare la rassegna stampa, parliamo di centinaia di articoli in tutto il mondo. Il più sorprendente? Direi ricevere una chiamata dalla Cnn. E pensare che l’intervista stava quasi per saltare: ero a Cesenatico per i fuochi d’artificio e c’era una gran confusione…».

L’incredibile storia di Fabio, da Fusignano Dalla Cnn all’abbraccio con Dave Grohl

L’organizzatore di Rockin’ 1000 ha coronato il suo sogno incontrando
i Foo Fighters in America: «Ero in trance, non ricordo quasi nulla…»

La foto qui sopra, l’abbraccio di Fabio, da Fusignano, con Dave Grohl dei Foo Fighters, chiude il cerchio. Risale a pochi giorni fa ed è stata scattata a Walla Walla, nello stato di Washington, in America, dove Fabio era stato invitato insieme a una delegazione di Rockin’ 1000, l’evento da Guinness dei Primati che a fine luglio ha portato Cesena sulla bocca di tutti gli appassionati di musica rock del pianeta, o quasi.

A ideare il tutto appunto lui, Fabio Zaffagnini, 39 anni, che da pochi mesi a Cesena ci vive pure, ma che è di Fusignano e ha abitato per anni a Cervia. Della sua impresa ne abbiamo parlato più volte nei mesi scorsi anche nel nostro mensile dedicato alla cultura in Romagna, R&D Cult. Ora è il momento di riavvolgere il nastro.

I Foo Fighters sono la band fondata e capitanata dallo storico batterista (qui invece cantante e chitarrista) dei Nirvana, Dave Grohl. Con alle spalle ormai oltre vent’anni di carriera, è diventato uno dei gruppi rock più popolari al mondo, in grado di riempire gli stadi anche in Italia, e con un rapporto particolare con i propri fan. Tanto che Grohl li aveva quasi stimolati: «Verremo a suonare dove ci chiamerete», era stato in poche parole il suo appello. E a Cesena – dove degli sconosciuti (o quasi) Foo Fighters avevano già suonato a fine anni Novanta al Vidia – hanno preso la cosa molto sul serio. Così grazie a Zaffagnini, come ormai noto, in mille (per la precisione 985 persone, di cui circa la metà provenienti da fuori regione) si sono ritrovati a fine luglio al Parco dell’Ippodromo per suonare (e cantare) all’unisono “Learn to fly”, tra le canzoni più famose dei Foo Fighters.

Una performance collettiva che è diventata un videoclip al momento (neppure un mese dopo) visualizzato da circa 23 milioni di persone in tutto il mondo. Un video (che pubblichiamo anche noi qui in fondo all’articolo) con il quale si chiedeva alla band americana, appunto, di venire a suonare in Romagna. La risposta di Grohl in persona, sempre tramite un video, si è fatta tardare poche ore ed è stata, in sintesi: «Ci vediamo a Cesena». Tutto perfetto, insomma, con la ciliegina sulla torta che è stato appunto l’invito arrivato agli organizzatori di Rockin’ 1000 di partecipare come ospiti al festival musicale di Walla Walla, con in cartellone anche gli stessi Foo Fighters.

Zaffagnini è così salito sull’aereo per l’America con una delegazione di una decina di persone tra organizzatori e musicisti dell’evento. «Ci hanno trattato da superstar – ci racconta al telefono –, ci sono venuti a prendere all’aeroporto, ci hanno ospitato, ci hanno dato i biglietti per il festival e poi ci hanno invitati nella tenda dei Foo Fighters…». Tanta è stata l’emozione, che ora Fabio quasi non ricorda neppure cosa si sono detti… «Ero come in trance agonistica. Loro sono stati simpaticissimi, ci hanno ringraziato per quello che abbiamo fatto, si sono complimentati, ci hanno detto di essere rimasti molto colpiti…». E poi è arrivata una conferma importante: «Sì, certo, ci hanno confermato che verranno a Cesena. Hanno detto che nessuna band al mondo si sarebbe potuta rifiutare. Ora il problema è più di questione organizzativa – continua Zaffagnini – toccherà ai manager, alle agenzie, trovare la data. In novembre sono in concerto a Bologna e vorrebbero riuscire a suonare a Cesena in quel periodo, ma hanno un’agenda molto piena e non sarà semplice». L’obiettivo è quindi riuscire a organizzare il concerto (con tutta probabilità al Carisport) già questo inverno, ma se non si riuscirà si tratterà solo di aspettare magari l’anno prossimo, come da piani iniziali.

E un evento come Rockin’ 1000, resterà isolato? «Ci stiamo riflettendo – risponde Zaffagnini –, di certo quello che è successo a Cesena non si può ripetere, in tanti hanno lavorato gratis, altri ci hanno fornito gratuitamente materiali, è stata una mole di lavoro gigantesca e dal punto di vista economico non è replicabile (erano stati raccolti 44mila euro tramite una campagna on line e ne sono stati spesi circa 50mila, con l’obiettivo di fare in definitiva una sorta di patta, ndr). Ma stiamo pensando ad altri eventi che possano avere lo stesso spirito, dal basso, diciamo così».

Qual è stata la cosa più sorprendente di tutto questo? «Io davvero già la sera stessa della performance ero felicissimo, era stato tutto molto emozionante. Poi però tutto quello che è venuto dopo è stato incredibile, grazie soprattutto a internet e ai social. A parte la risposta dei Foo Fighters, hanno parlato di noi ovunque: c’è una persona che si sta occupando solo di fare la rassegna stampa, parliamo di centinaia di articoli in tutto il mondo. Il più sorprendente? Direi ricevere una chiamata dalla Cnn. E pensare che l’intervista stava quasi per saltare: ero a Cesenatico per i fuochi d’artificio e c’era una gran confusione…».

L’incredibile storia di Fabio, da Fusignano Dalla Cnn all’abbraccio con Dave Grohl

L’organizzatore di Rockin’ 1000 ha coronato il suo sogno incontrando i Foo Fighters in America: «Ero in trance, non ricordo quasi nulla…»

La foto qui sopra, l’abbraccio di Fabio, da Fusignano, con Dave Grohl dei Foo Fighters, chiude il cerchio. Risale a pochi giorni fa ed è stata scattata a Walla Walla, nello stato di Washington, in America, dove Fabio era stato invitato insieme a una delegazione di Rockin’ 1000, l’evento da Guinness dei Primati che a fine luglio ha portato Cesena sulla bocca di tutti gli appassionati di musica rock del pianeta, o quasi.

A ideare il tutto appunto lui, Fabio Zaffagnini, 39 anni, che da pochi mesi a Cesena ci vive pure, ma che è di Fusignano e ha abitato per anni a Cervia. Della sua impresa ne abbiamo parlato più volte nei mesi scorsi anche nel nostro mensile dedicato alla cultura in Romagna, R&D Cult. Ora è il momento di riavvolgere il nastro.

I Foo Fighters sono la band fondata e capitanata dallo storico batterista (qui invece cantante e chitarrista) dei Nirvana, Dave Grohl. Con alle spalle ormai oltre vent’anni di carriera, è diventato uno dei gruppi rock più popolari al mondo, in grado di riempire gli stadi anche in Italia, e con un rapporto particolare con i propri fan. Tanto che Grohl li aveva quasi stimolati: «Verremo a suonare dove ci chiamerete», era stato in poche parole il suo appello. E a Cesena – dove degli sconosciuti (o quasi) Foo Fighters avevano già suonato a fine anni Novanta al Vidia – hanno preso la cosa molto sul serio. Così grazie a Zaffagnini, come ormai noto, in mille (per la precisione 985 persone, di cui circa la metà provenienti da fuori regione) si sono ritrovati a fine luglio al Parco dell’Ippodromo per suonare (e cantare) all’unisono “Learn to fly”, tra le canzoni più famose dei Foo Fighters.

Una performance collettiva che è diventata un videoclip al momento (neppure un mese dopo) visualizzato da circa 23 milioni di persone in tutto il mondo. Un video (che pubblichiamo anche noi qui in fondo all’articolo) con il quale si chiedeva alla band americana, appunto, di venire a suonare in Romagna. La risposta di Grohl in persona, sempre tramite un video, si è fatta tardare poche ore ed è stata, in sintesi: «Ci vediamo a Cesena». Tutto perfetto, insomma, con la ciliegina sulla torta che è stato appunto l’invito arrivato agli organizzatori di Rockin’ 1000 di partecipare come ospiti al festival musicale di Walla Walla, con in cartellone anche gli stessi Foo Fighters.

Zaffagnini è così salito sull’aereo per l’America con una delegazione di una decina di persone tra organizzatori e musicisti dell’evento. «Ci hanno trattato da superstar – ci racconta al telefono –, ci sono venuti a prendere all’aeroporto, ci hanno ospitato, ci hanno dato i biglietti per il festival e poi ci hanno invitati nella tenda dei Foo Fighters…». Tanta è stata l’emozione, che ora Fabio quasi non ricorda neppure cosa si sono detti… «Ero come in trance agonistica. Loro sono stati simpaticissimi, ci hanno ringraziato per quello che abbiamo fatto, si sono complimentati, ci hanno detto di essere rimasti molto colpiti…». E poi è arrivata una conferma importante: «Sì, certo, ci hanno confermato che verranno a Cesena. Hanno detto che nessuna band al mondo si sarebbe potuta rifiutare. Ora il problema è più di questione organizzativa – continua Zaffagnini – toccherà ai manager, alle agenzie, trovare la data. In novembre sono in concerto a Bologna e vorrebbero riuscire a suonare a Cesena in quel periodo, ma hanno un’agenda molto piena e non sarà semplice». L’obiettivo è quindi riuscire a organizzare il concerto (con tutta probabilità al Carisport) già questo inverno, ma se non si riuscirà si tratterà solo di aspettare magari l’anno prossimo, come da piani iniziali.

E un evento come Rockin’ 1000, resterà isolato? «Ci stiamo riflettendo – risponde Zaffagnini –, di certo quello che è successo a Cesena non si può ripetere, in tanti hanno lavorato gratis, altri ci hanno fornito gratuitamente materiali, è stata una mole di lavoro gigantesca e dal punto di vista economico non è replicabile (erano stati raccolti 44mila euro tramite una campagna on line e ne sono stati spesi circa 50mila, con l’obiettivo di fare in definitiva una sorta di patta, ndr). Ma stiamo pensando ad altri eventi che possano avere lo stesso spirito, dal basso, diciamo così».

Qual è stata la cosa più sorprendente di tutto questo? «Io davvero già la sera stessa della performance ero felicissimo, era stato tutto molto emozionante. Poi però tutto quello che è venuto dopo è stato incredibile, grazie soprattutto a internet e ai social. A parte la risposta dei Foo Fighters, hanno parlato di noi ovunque: c’è una persona che si sta occupando solo di fare la rassegna stampa, parliamo di centinaia di articoli in tutto il mondo. Il più sorprendente? Direi ricevere una chiamata dalla Cnn. E pensare che l’intervista stava quasi per saltare: ero a Cesenatico per i fuochi d’artificio e c’era una gran confusione…».

Sorprese a rubare borse, una l’avevano nel camper dove vivono e su cui viaggiano con un autista senza patente

Approfittando di un momento di distrazione del titolare, hanno cercato di rubare alcune borse esposte, nascondendole sotto ai vestiti. Sorprese dal commerciante – in un negozio di accessori moda femminili di Marina di Ravenna –, sono state consegnate ai carabinieri che le hanno portate in caserma dove sono state identificate e soltanto denunciate (visto il valore della refurtiva, ammontante a poco meno di cento euro), anche per trasgressioni alle norme di soggiorno in Italia, e rimesse in libertà. Si tratta di due cittadine rom, originarie della Bosnia, entrambe con precedenti, nonostante la più piccola abbia solo 18 anni.

I carabinieri hanno ricollegato le donne denunciate a un camper che già nei giorni precedenti era stato notato aggirarsi a Marina di Ravenna. Una volta rintracciato, il veicolo è stato perquisito e al suo interno è stata trovata un’altra borsa della quale le due rom non sono state in grado di dare valide informazioni circa la provenienza. Dopo una brevissima ricerca si è appurato che anche quell’articolo era stato rubato, probabilmente nei giorni precedenti, dallo stesso esercizio commerciale. A seguito di questo ulteriore ritrovamento, è stato possibile per i carabinieri deferire le due anche per il reato di ricettazione.

A completare il quadro, il conducente del camper su cui vivono è stato denunciato sempre dai carabinieri di Marina di Ravenna, per la guida del mezzo, senza aver mai conseguito la patente.

Tenta di scappare all’alt dei carabinieri In auto aveva una mazza da baseball

Denunciato il proprietario di una Bmw: a bordo tutti con precedenti

Avevano tentato di eludere l’alt dei carabinieri, a Cervia. A bordo di una Bmw nera, poi fermata dai militari, c’erano tre rumeni, tutti con precedenti di polizia. Il proprietario dell’auto, un 30enne nullafacente, è stato anche trovato in possesso in auto di una mazza da baseball.

Una vera arma impropria che è stata sequestrata dai carabinieri. L’uomo, invece, se l’è cavata con una denuncia.

Bandiere a mezz’asta nei musei in onore dell’archeologo siriano ucciso dall’Isis

Il sindaco Fabrizio Matteucci e la giunta del Comune di Ravenna aderiscono all’appello lanciato dal presidente nazionale dell’Anci Piero Fassino, al quale si è subito unito il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, affinché in tutte le città italiane i musei e le istituzioni culturali espongano bandiere a lutto per onorare Khaled Al Asaad (nella foto), l’archeologo siriano custode di Palmira torturato e ucciso dai jihadisti dell’Isis lo scorso martedì.

È stata quindi disposta l’esposizione delle bandiere a mezz’asta in tutte le sedi culturali a gestione comunale, sia in città che in tutto il forese, fino a domenica.

Bandiere a mezz’asta nei musei in onore dell’archeologo siriano ucciso dall’Isis

Il sindaco Fabrizio Matteucci e la giunta del Comune di Ravenna aderiscono all’appello lanciato dal presidente nazionale dell’Anci Piero Fassino, al quale si è subito unito il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, affinché in tutte le città italiane i musei e le istituzioni culturali espongano bandiere a lutto per onorare Khaled Al Asaad (nella foto), l’archeologo siriano custode di Palmira torturato e ucciso dai jihadisti dell’Isis lo scorso martedì.

È stata quindi disposta l’esposizione delle bandiere a mezz’asta in tutte le sedi culturali a gestione comunale, sia in città che in tutto il forese, fino a domenica.

Bandiere a mezz’asta nei musei in onore dell’archeologo siriano ucciso dall’Isis

Il sindaco Fabrizio Matteucci e la giunta del Comune di Ravenna aderiscono all’appello lanciato dal presidente nazionale dell’Anci Piero Fassino, al quale si è subito unito il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, affinché in tutte le città italiane i musei e le istituzioni culturali espongano bandiere a lutto per onorare Khaled Al Asaad (nella foto), l’archeologo siriano custode di Palmira torturato e ucciso dai jihadisti dell’Isis lo scorso martedì.

È stata quindi disposta l’esposizione delle bandiere a mezz’asta in tutte le sedi culturali a gestione comunale, sia in città che in tutto il forese, fino a domenica.

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