domenica
21 Giugno 2026

Calcio, tutta la città invitata allo stadio per festeggiare la promozione in D

Il 20 giugno in campo oltre cento ragazzi del vivaio con i giocatori della prima squadra. Ingresso libero e stand gastronomico

Lo stadio Benelli di Ravenna apre le porte a tutti gli appassionati di sport per la grande festa di fine stagione organizzata dal Ravenna Football Club che ha appena vinto la finale degli spareggi contro il Ghivizzano per salire in serie D, quarta categoria nazionale. I protagonisti saranno soprattutto i giovani giallorossi. Sabato 20 giugno dalle 18 alle 21 infatti sul campo di gioco si svolgeranno una serie di partite a squadre miste – rigorosamente gialle e rosse e per un totale di circa cento calciatori coinvolti – formate dai ragazzi delle società appartanenti alla franchigia del vivaio. Con loro in campo anche i giocatori di Juniores e prima squadra. A seguire sono previste le premiazioni e un momento di incontro finale, per concludere insieme la stagione e salutarsi in vista della pausa estiva. Per tutta la serata, aperta al pubblico e a ingresso libero, sarà in funzione uno stand gastronomico allestito all’interno dello Stadio nell’area sottostante la tribuna. In questa occasione inoltre potranno essere acquistate le t-shirt “Iterum Rudent Leones”, realizzate per celebrare il traguardo della Serie D e in vendita al prezzo di 10 euro. L’hashtag dedicato per i social network è #iterumruDentleones. Ieri mattina, 18 giugno, la squadra è stata ricevuta nella sala consiliare del municipio dal sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci e dall’assessore allo Sport Guido Guerrieri. All’incontro hanno partecipato i giocatori, lo staff e i dirigenti della società.

Calcio, tutta la città invitata allo stadio per festeggiare la promozione in D

Il 20 giugno in campo oltre cento ragazzi del vivaio con i giocatori della prima squadra. Ingresso libero e stand gastronomico

Lo stadio Benelli di Ravenna apre le porte a tutti gli appassionati di sport per la grande festa di fine stagione organizzata dal Ravenna Football Club che ha appena vinto la finale degli spareggi contro il Ghivizzano per salire in serie D, quarta categoria nazionale. I protagonisti saranno soprattutto i giovani giallorossi. Sabato 20 giugno dalle 18 alle 21 infatti sul campo di gioco si svolgeranno una serie di partite a squadre miste – rigorosamente gialle e rosse e per un totale di circa cento calciatori coinvolti – formate dai ragazzi delle società appartanenti alla franchigia del vivaio. Con loro in campo anche i giocatori di Juniores e prima squadra. A seguire sono previste le premiazioni e un momento di incontro finale, per concludere insieme la stagione e salutarsi in vista della pausa estiva.
Per tutta la serata, aperta al pubblico e a ingresso libero, sarà in funzione uno stand gastronomico allestito all’interno dello Stadio nell’area sottostante la tribuna. In questa occasione inoltre potranno essere acquistate le t-shirt “Iterum Rudent Leones”, realizzate per celebrare il traguardo della Serie D e in vendita al prezzo di 10 euro. L’hashtag dedicato per i social network è #iterumruDentleones.
Ieri mattina, 18 giugno, la squadra è stata ricevuta nella sala consiliare del municipio dal sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci e dall’assessore allo Sport Guido Guerrieri. All’incontro hanno partecipato i giocatori, lo staff e i dirigenti della società.

Roulotte del luna park alimentate con corrente rubata: denunciati

Controlli di carabinieri e tecnici Enel: allacci artigianali a rischio corto circuito. Nelle case viaggianti vivevano anziani e bambini

Un groviglio di cavi allacciati in maniera abusiva alla rete elettrica per alimentare roulotte dove vivevano intere famiglie con anziani e bambini. Dopo un controllo dei carabinieri di Faenza all’alba di ieri 18 giugno nell’area di via Graziola, dove in questi giorni sostano anche alcune case viaggianti che ospitano i giostrai del vicino Luna Park allestito in piazzale Pancrazi, sono arrivate diverse denunce per furto di energia elettrica e truffa. Nei guai i titolari di contratto temporaneo a cui erano stati assegnati i contatori ma anche i proprietari dei mezzi allacciati abusivamente che, al termine delle verifiche tecniche e degli accertamenti ancora in corso, dovranno rispondere degli stessi reati.

L’intervento dei militari nell’area di parcheggio ha impegnato due equipaggi del nucleo radiomobile capeggiati dal comandante della compagnia, il capitano Cristiano Marella, insieme a due squadre di tecnici dell’Enel. In corrispondenza dei quadri centralizzati dove sono presenti gli apparecchi di misurazione dei consumi sono state individuate strane deviazioni e i sigilli di alcuni contatori risultavano tagliati. Un allaccio artigianale estremamente pericoloso per il rischio di un corto circuito. Attraverso la manomissione del contatore era stato alterato anche il misuratore di voltaggio pertanto si faceva uso di energia elettrica oltre i limiti della potenza contro le norme di sicurezza, in altri casi invece, mediante deviazioni abusive, usufruivano della corrente bypassando ogni tipo di controllo e limitazione.

Ora i punk sono i cavalli nella saga “Canto dei Canti“

L’opera equestre di Giovanni Lindo Ferretti

Saga FerrettiDopo gli anni sfrenati, dopo gli anni battaglieri, dopo gli anni del punk, dei CCCP e della rivoluzione, Giovanni Lindo Ferretti è tornato sui monti dove era stato bambino. Dal fragore è passato al silenzio. Oggi vive in mezzo ai cavalli, alla natura, e proprio con i suoi cavalli ha deciso di tornare sulle scene (al Ravenna Festival dal 19 al 21 giugno al palazzo San Giacomo di Russi con Saga IV. Il Canto dei Canti), con un teatro che lui stesso definisce “barbarico”.
«Vedi, i cavalli sono come i punk. Non amano le regole, fanno le prove svogliati, ma quando inizia lo spettacolo, quando si accorgono che c’è il pubblico, quando sentono gli applausi, allora diventa bellissimo».

Il suo ritorno nel luogo dove è cresciuto, nelle sue montagne, nella casa dove abitava con sua madre, è un ritorno alle origini che permea anche lo spettacolo?
«Questa idea di teatro barbarico è strettamente legata con la mia infanzia, con la mia terra e con due persone, Marcello e Cinzia (Marcello Ugoletti e Cinzia Pellegri, in scena con lui n.d.r.), che abitano su queste montagne e hanno trascorso la loro vita in mezzo ai cavalli».

Quando parla di questo spettacolo usa il termine “teatro barbarico”, cosa intende?
«”Teatro” è una parola precisa e strutturata. Non facciamo un teatro letterario, non facciamo un teatro di ricerca, né un teatro di denuncia. Il teatro contemporaneo è al 70 percento – quando va bene – una dimostrazione di tecnica elettrica. È lo stupore che dà un effetto di illuminotecnica. Compaiono e scompaiono mondi, ma un tempo per far apparire e scomparire mondi bastava la parola. La tecnica era molto contenuta. Se si toglie l’illuminazione al teatro contemporaneo, il teatro scompare. Il nostro è un teatro in un altro modo, molto giocato con la parola. Il nostro teatro è “barbarico” nel senso che è un teatro delle origini, primordiale. È il pubblico che si ritrova in un luogo e partecipa a una ritualità. A questo pubblico si racconta una storia. È un teatro “epico”. È un teatro “montano” perché non poteva che nascere all’estrema periferia del mondo culturale. È un teatro che si fa al tramonto».

Saga Ferretti amazzoneCome siete riusciti a mescolare elementi umani molto precisi e rigorosi, come la musica e la parola recitata, con un elemento animalesco e imprevedibile come la presenza di venti cavalli in scena?
«Anche i CCCP, in un altro modo e in un altro tempo, erano una specie di teatro barbarico. Molto corporale, molto fisico, ed erano difficili da gestire, come lo sono i cavalli. È una domanda a cui non si può rispondere, fa parte del piacere e della straordinarietà di questa esperienza teatrale. In questo spettacolo mettiamo in scena la storia della nostra gente, una storia segnata da questi cavalli. Senza la presenza dei cavalli in scena non sarebbe stata la stessa storia. In scena non ci sono i cavalli del teatro equestre, selezionati e allevati nei secoli per la propria bellezza e per il piacere dell’uomo. Sono i residuali di una lunga storia. Sono quelli che erano i cavalli da lavoro, della cavalleria dell’esercito, i cavalli maremmani che sono rimasti dopo la fine del mondo equestre avvenuta dopo la seconda guerra mondiale».

Il cavallo è stato l’animale che nella storia ha reso possibile all’uomo coprire lunghi tragitti, dando di fatto origine alla storia dell’umanità. Oggi nel segno del progresso, l’uomo pare aver dimenticato questo animale a cui per millenni ha dovuto la sua evoluzione e la sua sopravvivenza. L’uomo si è dimenticato degli animali che lo hanno servito per millenni?
«Questo spettacolo è nato anche per questo motivo. Per ricordarci di questa storia. Stiamo investendo sul futuro dell’uomo con questa scommessa. All’origine della civiltà antichi uomini e antichi cavalli fecero un patto di reciproco e mutuo aiuto. Nel momento in cui questo rapporto non ha più ragione di essere, perché i cavalli non servono più come forza lavoro, né come forza necessaria alla guerra, i cavalli diventano a rischio scomparsa. Rimane però un mondo da scoprire. Crediamo che il cavallo abbia una dimensione terapeutica da indagare, e una dimensione estetica. L’uomo oggi è troppo legato alla macchina. Questo gli causa grandi problemi psichici. Non è più un rapporto di necessità utalitaristica, ma di necessità estetica, etica e psichica. Il cavallo aiuterà l’uomo a non farlo diventare una macchina».

Saga Ferretti cavaliereDopo anni di vita “punk” oggi sembra un’altra persona, come vive la sua quotidianità?
«I cavalli mi hanno imposto una disciplina quotidiana rigidissima, senza giorni di vacanza e senza feste. Vivo in un mondo arcaico in cui ogni giorno ci si sveglia all’alba perché i cavalli devono mangiare, i puledri devono uscire, e bisogna spalare la merda. Ogni giorno dell’anno. L’unico momento di riposo è la domenica mattina. La domenica mattina c’è la messa».

Cosa rimane in lei del ragazzo che era in quegli anni?
«Io sono la stessa persona, sono passati però 35 anni. L’adolescenza e la giovinezza presuppongono un distacco dalla propria storia, ma poi la storia va recuperata. La dimensione adulta è contrassegnata dal recupero della propria storia. Io non mi sento cambiato. Sono la stessa persona, con le esperienze degli anni, anche esperienze negative, di sofferenza. Il mio modo di stare nella arena è lo stesso. Lo stesso sguardo, lo stesso proporsi a una platea. Il pubblico viene a guardarti perché racconti un pezzo della condizione umana. Ho ricominciato anche a cantare le canzoni dei CCCP, perché ora le mie condizioni me lo permettono. Le canto senza cambiare una parola, ma il mio sguardo è diverso. C’è più leggerezza. Avevo uno sguardo che si incupiva, ora è uno sguardo che tende al sorriso, alla serenità e alla pacificazione. Gli esseri umani non cambiano mai, però la vita è un processo. Credo che finché non si muore ogni giorno vada vissuto come un giorno nuovo».

La politica la appassiona ancora?
«No, mi appassionerebbe, ma… Se penso a come è cambiato il contesto, non ci capisco più niente… mi sento un sopravvissuto di un’altra epoca».

Con Papa Ratzinger ha scoperto una sua dimensione spirituale. Si trova in sintonia anche con Papa Bergoglio?
«Sono cresciuto come bambino cattolico poi sono divenuto… l’esatto contrario. Poi sono tornato indietro. Il mio Papa è Ratzinger, è Benedetto. Oggi abbiamo la fortuna, capitata a poche generazioni, di vivere con due papi, uno emerito e uno in carica. Che posso dire? Al cuor non si comanda, il mio mi ha condotto da Benedetto. Certo il Papa ora è Francesco e quando lui comanda io obbedisco».

Scattò le foto all’infermiera in posa con una paziente morta: licenziata

Accordo transattivo da 9mila euro con l’Ausl per una Oss 34enne Nelle immagini Daniela Poggiali, ora a processo per omicidio

L’Ausl le verserà 9mila euro, come compenso per gli stipendi non ricevuti e la quota di Tfr mancante: questo l’accordo raggiunto per chiudere, con una transazione davanti al giudice del Lavoro del tribunale di Ravenna, il licenziamento della 34enne Sara Pausini, operatrice socio-sanitaria dell’ospedale di Lugo, allontanata per aver fotografato con il proprio cellulare nel gennaio 2014 l’ex infermiera Daniela Poggiali, sorridente a fianco di una paziente deceduta. Poggiali ora si ritrova imputata per omicidio volontario aggravato. Lo riporta il sito internet Ansa.it.

Mr Micoperi: «Basta con i rattoppi, la stazione dei treni va interrata»

Bartolotti si rivolge al presidente della Regione dopo il protocollo per quattro interventi tra porto, ferrovie e viabilità in città 

«Il sottopasso stradale in centro città è un’opera antitetica, il prolungamento del sottopasso interno della stazione ferrovia diventerebbe il secondo orinatoio di quell’area e un’ulteriore opportunità per disadattati e dimora per nuovi extracomunitari». Mister Micoperi liquida così il protocollo recentemente firmato dalle istituzioni per la realizzazione di quattro opere a servizio del porto e della viabilità stradale e ferroviaria tra cui le due ricordate, il prolungamento del sottopasso dall’atrio della stazione fino alle banchine in testa al canale Candiano e la realizzazione di un sottopasso carrabile per eliminare il passaggio a livello di via Canale Molinetto (le altre due sono il rifacimento del cavalcaferrovia Teodorico per il passaggio di container più grandi su rotaia e l’allungamento del raccordo ferroviario in destra Candiano fino alla penisola Trattaroli).

La sferzata di Silvio Bartolotti è contenuta in una sorta di lettera aperta indirizzata a Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna eletto a novembre scorso: «Mi sia permessa una considerazione personale, rivolta ai nostri amministratori locali e al presidente della Regione che ha iniziato con grande impegno il nuovo mandato. Proprio a Bonaccini, in occasione di un incontro durante la campagna elettorale che poi portò alla sua elezione, gli significai l’esigenza che la Regione e lo Stato italiano, invertissero la tendenza degli ultimi 15/20 anni dove Ravenna è stata dimenticata dai piani di investimento per la viabilità e la mobilità complessiva. Si stanno rappezzando le strade come un vestito di Arlecchino e continuiamo a sprecare risorse pubbliche per rattoppare e non ‘migliorare’ la mobilità in generale. Non si vuole produrre un progetto complessivo ed iniziare a costruire un futuro, anche con le poche risorse disponibili, per porre dei mattoni che nella semplicità rappresentino il futuro per le prossime generazioni, affinchè chi verrà dopo di noi, non debba iniziare dal demolire qualcosa di costruito disordinatamente da una generazione precedente completamente cieca».

Bartolotti chiede più lungimiranza, chiede una visione a lungo termine: «Possibile che nessuno guardi lontano, a 750 anni dalla nascita di Dante, nome da prendere ad esempio per creatività e lungimiranza? Possibile che non si possa comporre un progetto unitario che veda finalmente interrata la stazione ferroviaria, che veda la posa di un secondo binario sui collegamenti da/per Ravenna, che si studi una via d’uscita dall’isolazionismo in cui questa città è stata confinata negli ultimi 1500 anni, che si creiino le condizioni affinchè quei 45 milioni di turisti che frequentano Venezia (20 milion) e Firenze (25) possano visitare anche la nostra città? Accanto al turismo, porto, darsena di città ed ex Sarom rappresentano il futuro di questa città. Confido che la nuova Giunta regionale sappia valorizzare al meglio queste opportunità. Sono certo che il presidente Bonaccini è persona capace e disponibile, ma se non si avanzano proposte e progetti, continueremo a restare separati dal resto del mondo».

L’inaugurazione della prima stazione del parco archeologico spostata al 27 luglio Ospite il ministro Franceschini

Il 27 luglio alle 19 sarà inaugurata la prima stazione del parco archeologico di Classe dopo anni di lavori. All’evento sarà presente anche il ministro della Cultura, dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini. L’inaugurazione era stata fissata nei mesi scorsi per il 16 luglio.
«L’onorevole Franceschini – commenta il sindaco Fabrizio Matteucci – ha voluto essere presente a questo avvenimento molto speciale non solo per Ravenna, ma anche di rilievo nazionale, vista la storia prestigiosa della nostra città e il ruolo strategico giocato dal porto di Classe nell’antichità. Con l’inaugurazione del sito realizzato da Ravennantica con la collaborazione del nostro Comune, della Soprintendenza dell’Emilia Romagna e dell’Università, l’antico porto di Ravenna fondato da Augusto, fiorente all’epoca dell’Impero, di Teodorico e del dominio bizantino, tornerà a nuova vita, facendoci recuperare, valorizzandola e rendendola fruibile al pubblico una parte fondamentale del nostro patrimonio archeologico».
Alle 21 Franceschini parteciperà a uno degli appuntamenti più importanti del Ravenna Festival: protagonista il maestro Riccardo Muti che introdurrà i direttori della sua prima master class sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.
«Nell’anno in cui Ravenna è una delle cinque capitali italiane della cultura la visita del Ministro assume particolare significato. La sua presenza sarà quindi anche l’occasione per affrontare alcuni dei temi che riguardano la continua crescita della vita culturale ravennate», ha concluso il primo cittadino.

L’inaugurazione della prima stazione del parco archeologico spostata al 27 luglio Ospite il ministro Franceschini

Il 27 luglio alle 19 sarà inaugurata la prima stazione del parco archeologico di Classe dopo anni di lavori. All’evento sarà presente anche il ministro della Cultura, dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini. L’inaugurazione era stata fissata nei mesi scorsi per il 16 luglio.
«L’onorevole Franceschini – commenta il sindaco Fabrizio Matteucci – ha voluto essere presente a questo avvenimento molto speciale non solo per Ravenna, ma anche di rilievo nazionale, vista la storia prestigiosa della nostra città e il ruolo strategico giocato dal porto di Classe nell’antichità. Con l’inaugurazione del sito realizzato da Ravennantica con la collaborazione del nostro Comune, della Soprintendenza dell’Emilia Romagna e dell’Università, l’antico porto di Ravenna fondato da Augusto, fiorente all’epoca dell’Impero, di Teodorico e del dominio bizantino, tornerà a nuova vita, facendoci recuperare, valorizzandola e rendendola fruibile al pubblico una parte fondamentale del nostro patrimonio archeologico».
Alle 21 Franceschini parteciperà a uno degli appuntamenti più importanti del Ravenna Festival: protagonista il maestro Riccardo Muti che introdurrà i direttori della sua prima master class sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.
«Nell’anno in cui Ravenna è una delle cinque capitali italiane della cultura la visita del Ministro assume particolare significato. La sua presenza sarà quindi anche l’occasione per affrontare alcuni dei temi che riguardano la continua crescita della vita culturale ravennate», ha concluso il primo cittadino.

Uno psicologo tra i banchi del liceo per aiutare le fragilità degli adolescenti

Dal 2013 uno sportello di supporto gratuito. Il preside: «Paura di non sentirsi accettati e del futuro, ansia per i ritmi della scuola»

Dopo un anno dal suo insediamento come dirigente del liceo scientifico di Ravenna, nel 2013 Gianluca Dradi ha deciso di istituire uno sportello di supporto psicologico rivolto agli studenti. «In realtà nessun particolare indicatore di disagio, come i dati sull’abbandono, le assenze o la sanzioni disciplinari, fa pensare che nella nostra scuola ci sia un problema più acuto che nelle altre, anzi; nondimeno, parlando con gli studenti e incontrando i genitori, ho percepito una certa fragilità negli adolescenti di oggi. Mi riferisco alla scarsa resistenza alle frustrazioni, per esempio di fronte a valutazioni negative in qualche materia, a una minore resistenza di fronte alla fatica dello studio, insieme ad un diffuso senso di insicurezza. E quindi ho pensato che un servizio di questo tipo potesse essere utile. Del resto ci sono indagini sociologiche che dimostrano una correlazione tra benessere, come un buon inserimento nel gruppo classe o una positiva relazione con i docenti, e successo scolastico».

Anche per questo è nata inoltre l’idea, sempre nel liceo scientifico, di promuovere una serie di attività pomeridiane di autogestione, dal cineforum a un corso per creare siti web alla didattica peer-to-peer dove gli studenti più bravi aiutano quelli più in difficoltà «nella speranza – spiega il preside – che si crei un legame positivo tra gli studenti e che gli stessi vedano nella scuola anche un’occasione di aggregazione positiva al di fuori delle lezioni».

Quanto allo sportello psicologico (gratuito per lo studente), chi ne sente il bisogno può autonomamente prendere appuntamento contattando il numero telefonico pubblicato sul sito dell’Istituto; con la necessità, per i minorenni, del consenso firmato da entrambi i genitori. «La relazione sull’attività svolta che ho chiesto alla psicologa – ci racconta Dradi – ha evidenziato come i problemi esposti dai ragazzi abbiano riguardato principalmente la relazione con i compagni, il fatto di non sentirsi accettati, il problema della percezione del proprio valore, la difficoltà di gestire l’ansia per i ritmi della scuola, e anche, per i più grandi, una certa paura del futuro, ad esempio la paura di fare le scelte sbagliate».

In caso di particolari difficoltà degli studenti, assieme alle famiglie si opera un riorientamento verso altri indirizzi di studio: «Normalmente ciò avviene durante il primo anno; peraltro non sempre le famiglie condividono il nostro consiglio. Inoltre ho rilevato che spesso, la difficoltà degli studenti di sostenere la fatica dello studio si accompagna ad atteggiamenti dei genitori che tendono a “giustificare” i figli anziché sostenere ciò che la scuola cerca di insegnare: l’etica dello studio, come espressione dell’impegno e della serietà che si deve acquisire nel percorso scolastico, risorsa utile anche per il proprio futuro lavorativo».

Cancellata la rassegna jazz “Lugo Musica Estate” alla vigilia della 33esima edizione Era già pronto il calendario dei concerti di luglio

Gli organizzatori: «La Fondazione Teatro Rossini ha azzerato il contributo che ne permetteva la realizzazione»

La 33esima edizione della rassegna jazz “Lugo Musica Estate” in programma per luglio, diretta e organizzata dall’associazione culturale Jazz Network dal 1997, è stata cancellata. «Abbiamo fortuitamente appreso da poche settimane – scrivono gli organizzatori in una nota diramata alla stampa – che la Fondazione Teatro Rossini di Lugo, unico soggetto sostenitore, ha completamente azzerato il contributo che ne permetteva la realizzazione».

Il programma era già stato fissato da tempo e avrebbe avuto tra i protagonisti il duo tromba-pianoforte di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, il duo tromba-fisarmonica di Luca Aquino e Carmine Ioanna, il duo sassofoni-chitarra di Francesco Bearzatti e Federico Casagrande: «Ci scusiamo con gli artisti – continua il comunicato –, con il nostro pubblico che negli anni ci ha seguito, con i media e i colleghi che già erano informati dell’imminente programma, per non essere riusciti a salvarla».

Cancellata la rassegna jazz “Lugo Musica Estate” alla vigilia della 33esima edizione Era già pronto il calendario dei concerti di luglio

Gli organizzatori: «La Fondazione Teatro Rossini ha azzerato il contributo che ne permetteva la realizzazione»

La 33esima edizione della rassegna jazz “Lugo Musica Estate” in programma per luglio, diretta e organizzata dall’associazione culturale Jazz Network dal 1997, è stata cancellata. «Abbiamo fortuitamente appreso da poche settimane – scrivono gli organizzatori in una nota diramata alla stampa – che la Fondazione Teatro Rossini di Lugo, unico soggetto sostenitore, ha completamente azzerato il contributo che ne permetteva la realizzazione».

Il programma era già stato fissato da tempo e avrebbe avuto tra i protagonisti il duo tromba-pianoforte di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, il duo tromba-fisarmonica di Luca Aquino e Carmine Ioanna, il duo sassofoni-chitarra di Francesco Bearzatti e Federico Casagrande: «Ci scusiamo con gli artisti – continua il comunicato –, con il nostro pubblico che negli anni ci ha seguito, con i media e i colleghi che già erano informati dell’imminente programma, per non essere riusciti a salvarla».

Le associazioni di categoria dicono no alle nuove tariffe sosta in via Guidarelli

Nel parcheggio alternativo a piazza Kennedy si pagherà anche di notte e nei festivi: «Avrebbero dovuto informarci prima di aprire»

L’introduzione di una tariffa notturna e festiva per la sosta nel rinnovato parcheggio di via Guidarelli a Ravenna non piace alle associazioni di categoria locali che si dicono contrarie e chiedono a Azimut, la società a capitale misto pubblico-privato che ha in gestione i parcheggi a pagamento nel comune, un incontro urgente per discutere la modifica delle tariffe. «Sarebbe stato bene un confronto precedente l’inaugurazione – si legge in una nota firmata da Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato – visto che è obiettivo di tutti che questo parcheggio fornisca il miglior servizio al cento storico».

Insomma le polemiche arrivano già dal giorno dell’inaugurazione avvenuta oggi, 18 giugno, dopo 127 giorni di cantiere per allestire il piano rialzato che accoglie 132 auto in totale (prima erano 75). L’investimento sostenuto da Azimut è di un milione di euro e alla curia, proprietaria del terreno, andranno circa 25mila euro di canone annuo. La tariffa oraria esatta per la sosta (1 euro e 30 centesimi dalle 8 alle 20 e 50 centesimi in orario dalle 20 alle 8 con possibilità di un ticket per l’intera giornata a 8 euro) si è saputa solamente ieri attraverso una nota inviata alla stampa da Azimut ed è stata una doccia gelata anche per le associazioni di categoria. Un mese fa l’assessore comunale alla Mobilità, Enrico Liverani, aveva sottolineato «l’autonomia decisionale di Azimut» nella scelta della tariffa. Oggi in piazza Kennedy la tariffa media è di 1,57 euro all’ora.

Le associazioni di cateogria ci tengono a ricordare che «permangono preoccupazioni in merito alla scelta di chiudere il parcheggio di piazza Kennedy, nella convinzione che ciò porterà difficoltà alle attività del centro storico». Ma la decisione ora ormai è presa e allora le organizzazioni imprenditoriali del commercio e dell’artigianato, oltre alla questione tariffe, indicano un altro tema su cui ragionare: «È dotato di sistemi di videosorveglianza e sarà controllato frequentemente dalle forze dell’ordine ma si sarebbe preferita una maggiore apertura dei muri esterni, per dare maggiore sensazione di visibilità dall’esterno. Ma soprattutto chiediamo con forza che tutto il percorso che porta dal parcheggio al centro storico debba essere valorizzato e reso sicuro a tutte le ore del giorno».

L’ultima riflessione è sul parcheggio di fronte al nuovo: il parcheggio Aci in via Port’Aurea. È stato proposto da tempo alla Provincia (proprietaria del terreno) di lavorare in accordo con il Comune affinchè tale spazio possa essere migliorato con lo scopo di accogliere più auto e rimanere aperto la sera e nei festivi: «Questo rimane un obiettivo da perseguire con urgenza».

«L’inaugurazione di questo nuovo parcheggio ha un valore sia simbolico che strategico – ha affermato l’assessore alla Mobilità e Lavori pubblici, Enrico Liverani –. Simbolico poiché rappresenta un esempio di come sia stato mantenuto l’impegno di completarlo prima della chiusura di Piazza Kennedy; strategico perché, oltre che in termini numerici, arricchisce l’offerta di sosta cittadina di una nuova modalità di fruizione a cittadini e a turisti. In particolare la novità di poter parcheggiare per l’intera giornata a un costo accessibile in pieno centro è una soluzione all’altezza dell’ospitalità della nostra città. Oggi è dunque una giornata importante – ha concluso – per il ridisegno della nostra città attraverso la creazione di nuovi spazi per le persone in un luogo centrale della città, come piazza Kennedy, e con l’introduzione di nuove opportunità di parcheggio nel segno della mobilità sostenibile». Il sindaco Fabrizio Matteucci ha sottolineato l’importanza della differenziazione delle modalità di sosta come risposta ai bisogni di cittadini e turisti. «Disponiamo – ha detto – di sia di luoghi per la sosta breve a rotazione, a cui si aggiungerà, una volta risolti i problemi di iter burocratico -amministrativo, il vicino parcheggio di via Port’Aurea, che di parcheggi per permanenze più prolungate come in questo caso. Occorre quindi lavorare per cambiare la percezione dell’offerta di sosta a Ravenna che è ampia e variegata».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi