domenica
10 Maggio 2026

ScrittuRa Festival sbarca a Lugo con quattro giorni tra letteratura e divulgazione

Tra il 23 e il 29 maggio arrivano tra i tanti Claudia Durastanti, Massimo Polidoro, Francesca Giannone e Helena Janeczek

Doppia Missitalia Di Claudia Durastanti, Credit: Lorenzo Poli
Claudia Durastanti

ScrittuRa Festival arriva a Lugo per quattro giornate di incontri tra letteratura e divulgazione. Il primo appuntamento è per giovedì 23 maggio al chiostro del Carmine (ore 17) con la giallista italo-americana Ben Pastor e La fossa dei lupi o come proseguono I promessi sposi (Mondadori), in cui Renzo, Lucia, Don Abbondio, l’Innominato sono i grandi e indimenticabili personaggi de I promessi sposi. Ma cosa succede quando ce li ritroviamo davanti a tre anni di distanza dall’inizio delle loro avventure nel novembre del 1628? La scrittrice dialoga con Patrizia Randi.

Si prosegue alle 18.30 con l’intellettuale Elena Loewenthal, autrice di Breve storia (d’amore) dell’ebraico (Einaudi), in dialogo con Matteo Cavezzali. Una lingua antica e nuova, bella e aspra ma talora dolcissima, scarna ed eloquente. L’ebraico è antichissimo e non è mai morto. Alle 21 chiuderà la prima serata, sempre al chiostro, Francesca Giannone, che è stata l’autrice più letta in Italia nel 2023 con La portalettere (Nord). Il suo romanzo è ambientato in Salento nel 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime. Dialoga con l’autrice Maria Chiara Sbiroli, direttrice della biblioteca Trisi.

Venerdì 24 maggio sarà Romana Petri ad aprire la giornata al chiostro del Carmine (ore 17) con Tutto su di noi (Mondadori). L’autrice tre volte finalista del premio Strega, dopo aver raccontato la vita di Jack London e Antoine de Saint-Exupéry ci porta a conoscere Marzia che cerca la perfezione. Dialoga con Teodorica Angelozzi. Alle 18.30 sarà ospite Daniele Mencarelli, che dopo il grande successo di Tutto chiede salvezza, da cui è stata tratta la fortunata serie Netflix, è tornato a confrontarsi con il linguaggio poetico in Degli amanti non degli eroi (Mondadori). L’incontro sarà moderato dagli studenti del Polo tecnico professionale di Lugo. Alle 21 ci si sposta al Pavaglione per il divulgatore Massimo Polidoro, che, in dialogo con Matteo Cavezzali, ci porterà ne La meraviglia del tutto (Mondadori), una conversazione sui massimi sistemi nata dall’ultimo incontro con Alberto Angela, per cui la meraviglia del tutto è una lezione di vita.

Massimo Polidoro 2
Massimo Polidoro

Sabato 25 maggio si torna al chiostro del Carmine (ore 17) con Ilaria Maria Dondi, che presenterà Libere: di scegliere se e come avere figli (Einaudi), saggio sulla maternità e gli obblighi delle donne nella società contemporanea, in dialogo con Maria Chiara Sbiroli. Dopo di lei, alle 18.30, ecco la scrittrice italo-americana Claudia Durastanti con Missitalia (La nave di Teseo). Dopo il successo internazionale di La straniera, Durastanti torna con un libro percorso dalle figure magiche e sfuggenti di tre donne. Dialoga con Patrizia Randi. Alle 21, infine, al Pavaglione si da spazio al divertimento e alla comicità culinaria di Niccolò Califano e Matteo Cavezzali con Pop Artusi. Il caustico cuoco-dottore di Masterchef e lo scrittore romagnolo raccontano le origini della ossessione italiana per il cibo in una serata divertente con tante curiosità sulla nostra tavola.

Niccolò Califano
Niccolò Califano

Domenica 26 maggio (ore 17) la filosofa Lucrezia Ercoli ci porta alla scoperta de Lo spettacolo del male. Da Squid Game al True crime: perché abbiamo bisogno 
di mostri (Ponte alle Grazie). Perché siamo così attratti dalla rappresentazione del male? Un’analisi sorprendente del nostro lato oscuro attraverso grandi produzioni della cultura di massa. Alle 18.30 la vincitrice del Premio Strega Helena Janeczek ripercorre in Il tempo degli imprevisti (Guanda) il Novecento dall’inizio, rivivendo dall’interno di ogni personaggio il passato non ancora concluso. Dialoga con Giuditta Lughi. Alle 21 al Pavaglione c’è quindi Nello Cristianini – massimo esperto di AI – con Machina Sapiens (Il Mulino). Le macchine possono pensare? Come cambieranno la nostra vita le Intelligenze Artificiali? Dialoga con Matteo Cavezzali.

Il festival si chiuderà mercoledì 29 maggio al teatro Binario di Cotignola (ore 21) con Francesco Costa e Frontiera (Mondadori): un sorprendente viaggio on the road negli Stati Uniti alla vigilia delle elezioni presidenziali, all’esplorazione di un paese che rivela un po’ del nostro futuro, nel bene e nel male. Dialoga con Matteo Cavezzali.
Info: scritturafestival.com.

L’invasione di marionette e burattini, anche per adulti. Torna “Arrivano dal mare!”

Teatro Attori Almagià
3 Pigs

Sarà ancora una volta una festosa invasione di marionettisti e marionettiste, di pupari, burattinaie e burattinai, teatranti, artisti visivi, musicisti, amanti dell’arte della figura di ogni età. È il programma della 49esima edizione del festival internazionale dei burattini e delle figure Arrivano dal Mare! che si tiene dal 22 al 26 maggio in contemporanea a Ravenna e Gambettola.

Sessanta spettacoli portati in scena da 32 compagnie provenienti da varie parti d’Italia e dall’estero (Francia, Spagna, Belgio, Danimarca, Israele, Repubblica Ceca), 3 mostre, una installazione, laboratori per adulti e bambini, un corso di alta formazione, una conferenza internazionale, presentazioni di libri: sono gli eventi che compongono il cartellone dell’edizione 2024 per la direzione artistica del Teatro del Drago, storica compagnia e Famiglia d’Arte di marionettisti e burattinai che organizza con il sostegno dei Comuni di Ravenna e di Gambettola, di Ater Fondazione, della Regione Emilia-Romagna e del Ministero della Cultura.

Tra le novità, una rassegna notturna di spettacoli dal tema comico-erotico, per il pubblico adulto.

CLICCANDO QUI IL PROGRAMMA COMPLETO GIORNO PER GIORNO

La serata inaugurale del festival, oggi, mercoledì 22 maggio al Teatro Rasi di Ravenna (ore 21), propone in prima nazionale Edith and me, il nuovo spettacolo di Yael Rasooly, artista israeliana di grande talento, per la regia di un altro grande maestro della scena internazionale: Neville Trenter. Yael, già ospite del Festival in precedenti edizioni, è una delle performer più intense, creative, drammatiche ed ironiche della scena mondiale di teatro di figura.
In questo lavoro, porta lo spettatore in un viaggio immaginativo, colorato, e avventuroso, un percorso altalenante che, da istericamente divertente, in un momento può diventare doloroso e commovente. Yael controlla tutte le marionette dello spettacolo e dà loro vita e movimenti in modo elegante e virtuoso, e inoltre comunica con nervi e anima, facendo emergere una vasta gamma di emozioni.

Gli spettacoli per le famiglie tra giardini e teatri

Bambini e famiglie hanno un ruolo importante per il festival “Arrivano dal mare” che propone un ricco programma in pomeridiana a ingresso gratuito a loro dedicato con gli intramontabili burattini, ma anche linguaggi contemporanei e d’impatto visivo.
I luoghi all’aperto di Ravenna sono quelli caratteristici della Rocca Brancaleone e dei giardini pubblici mentre a Gambettola le vie del centro dal teatro comunale a piazza Pertini.
Questo il programma. Mercoledì 22 maggio ore 17 ai giardini pubblici di Ravenna Le (dis)avventure di Pippogrifo con Esther Grigoli al suo debutto come burattinaia, il giorno successivo (alla stessa ora) ci si sposta alla Rocca con un’altra performer femminile: Emanuela Belmonte della Compagnia della Settimana dopo che presenta uno spettacolo di teatro, clownerie e pupazzi alieni, Area 52. Sempre alla Rocca Brancaleone e allo stesso orario lo spettacolo del 24 maggio con i burattini della tradizione bergamasca Gioppino a Venezia in cerca di fortuna della compagnia Baraca & Boratì, una famiglia d’arte, I Roncelli, che da nonno a nipote sta trasmettendo questa antica tradizione lombarda. Sabato 25 sempre alle ore 17 è la volta di un’altra famiglia d’Arte I Niemen, la famiglia di burattinai più antica del Piemonte in attività, che porterà uno dei suoi cavalli di battaglia: L’acqua miracolosa.
Gran finale a Gambettola domenica 26 maggio ore 15.30 con La festosa parata dei pesci koinobori, Fish parade a cura di Michele Cafaggi e i bambini e le bambine della scuola primaria di Gambettola, con la gentile partecipazione della Banda di Gambettola; e a seguire in piazza Pertini ancora i meravigliosi burattini tradizionale di Bruno Niemen.

Ma il programma per le famiglie continua nei teatri (Almagià, Rasi museo Mar a Ravenna e sala Fellini e teatro comunale a Gambettola) con spettacoli di circo, di teatro e di danza, a partire dalla prima infanzia fino all’adolescenza.
Per la fascia 5-10 anni gli appuntamenti a Ravenna sono alle Artificerie Almagià. Si apre il sipario con Spinnu (22 maggio ore 10 e 18) della giovane regista Mariasole Brusa, dove la burattinaia circense Erika Salamone affronta il tema della solitudine. Piccolo Sushi (23 maggio ore 18) della performer danzatrice Michela Marrazzi affronta il tema della identità di genere. Il 24 maggio alle 18.00 l’invito è per Officina Prometeo del burattinaio Francesco Picciotti con una storia che narra di come furono inventati tutti gli animali, umani compresi. A Gambettola l’appuntamento è domenica 26 maggio al teatro alle 18.30 con Crakrà Punk, ultimo spettacolo di Marco Lucci, produzione Fontemaggiore.
Per i più piccoli (3- 4 anni) da non perdere: la compagnia danese Teatret OM, con Cat, Bird, Fish, viaggio poetico nell’universo fatto di colorate geometrie del pittore tedesco Ernst Paul Klee che sarà alla sala Pertini di Gambettola il 22 maggio ore 10 e 17 e al Mar di Ravenna il 24 maggio (agli stessi orari).
Sabato 25 maggio due gli appuntamenti in teatro per le famiglie: ore 16 a Ravenna alle Artificerie Almagià con un classico della letteratura per l’infanzia: 3 Pigs. Cosa è casa, per la prima partecipazione al festival di Campsirago Residenza; a Gambettola al Comunale alle 17 con la compagnia spagnola Teatro de Titeres Los Duendes che porta Pluma Guitarra Y Papel.
Domenica 26 a chiusura del festival due belle sorprese all’Almagià; alle 10 La sinfonia dei colori (teatro su nero), l’ultima produzione del Teatro dei Colori di Avezzano e alle 11 Caro lupo di Drogheria Rebelot, ospite nell’autunno 2023 del Festival internazionale di Charleville.

L’emozione della Creazione del “padre della sinfonia”

Parla il Maestro Ottavio Dantone, direttore dell’accademia bizantina alle prese con l’oratorio sacro di Haydn

Ottavio DantoneL’oratorio sacro è un genere musicale poco frequentato nelle sale da concerto, tuttavia, soprattutto nel periodo compreso tra metà Seicento e l’Ottocento fu assai diffuso grazie alla sua caratteristica, ossia di descrivere e diffondere vicende bibliche. Nella XXXV edizione del Ravenna Festival ci sarà la possibilità di ascoltare uno dei più importanti oratori di tutti i tempi, Die Schöpfung (la Creazione), composto da Franz Joseph Haydn. Nella cornice della Basilica di Sant’Apollinare in Classe il 24 maggio alle 21.30 sarà l’Accademia Bizantina a interpretare questa formidabile composizione, alla cui guida sarà, come di consueto, il direttore e clavicembalista Ottavio Dantone.

Maestro, come si inseriscono gli oratori nella produzione haydniana?
«La produzione di un compositore nel Settecento dipende dalla vita che egli ha condotto. Haydn ha avuto poche commissioni di questo tipo. All’epoca, infatti, si componeva non per ispirazione, ma per committenza o per ragioni pratiche. Se gettiamo uno sguardo alla vita di Haydn si nota come fosse un musicista riverito e sostanzialmente soddisfatto della propria vita. Lavorare alla corte del principe Esterházy, poi, gli aveva aperto possibilità precluse ai più, tanto che, in seguito, poté permettersi di fare ciò di cui aveva voglia, indipendentemente dalla committenza o dalla contingenza».

Com’è la struttura dell’orchestra in questo oratorio?
«Sono impressionanti gli effetti descrittivi che Haydn riesce a ottenere: dalla creazione del Sole, del mare e di tutti gli effetti della natura grazie a questa massa orchestrale, soprattutto vista la quantità di fiati. Haydn è un maestro dell’orchestrazione, questo è evidente anche nelle sinfonie, specialmente le ultime, per le quali aveva a disposizione un’orchestra più corposa. Non per nulla viene definito come il padre della sinfonia».

Quanti sarete sul palco?
«Tanti, ma non tantissimi. Si tenga comunque in considerazione che ci saranno molti fiati, trombe, tromboni, corni, flauti, oboi, eccetera. L’orchestra composta dagli archi sarà grande, ma non enorme, sempre nell’ottica di un organico settecentesco, con sei primi e sei secondi violini per esempio. Ciò è permesso anche dal fatto che i fiati antichi hanno un impatto differente rispetto ai moderni nell’equilibrio dell’orchestra.

Capitolo cantanti. Basteranno tre cantanti per cinque ruoli?
«Certo, era prassi comune all’epoca che, soprattutto negli oratori, ci fossero cantanti che ricoprissero più ruoli. In questo caso, data anche l’esecuzione in forma di concerto, il basso e il soprano interpreteranno rispettivamente Raffaele/Adamo e Gabriele/Eva dando, così, voce sia agli arcangeli sia ai primi esseri umani».

Haydn dal punto di vista vocale, specialmente in Italia, è un po’ trascurato, non trova?
«Purtroppo, essendo tedesco lo eseguiamo meno. Nonostante sia una pietra miliare della musica, la stessa Creazione è poco eseguita. Haydn, inoltre, ha scritto diverse opere, anche in italiano, tuttavia, viene eseguito meno perché è considerato “difficile”. In realtà la sua musica ha bisogno di un approccio musicale molto attento. È talmente raffinata la sua scrittura che, se non si fa attenzione a tutte le cose interne il rischio che possa passare inosservato è dietro l’angolo».

Lavorando per il principe Esterházy Haydn aveva galantemente raffinato la propria scrittura?
«Indubbiamente. Lavorare alla corte del principe fu una grande opportunità, poi, nel periodo londinese, ebbe la possibilità di un’orchestra più nutrita con la quale la grande maestria della scrittura e dell’orchestrazione si esaltò. La mia speranza è che questa sua grandezza sia sempre più recepita».

Non è la prima volta della Creazione al Festival.
«Non lo sapevo, anche se potevo immaginarlo perché tra i brani di Haydn è tra i più eseguiti, in fondo, è un lavoro monumentale. Forse addirittura più delle stesse sinfonie che, invece, sono meno considerate rispetto a quelle di Mozart. Trovo, inoltre, che soprattutto le ultime sinfonie di Haydn, per costruzione, per idee musicali, per utilizzo dello sviluppo, siano quasi superiori a quelle di Mozart».

Visto l’argomento sacro, qual è la visione teologica che traspare da questa composizione?
«Ciò che Haydn descrive è assolutamente aderente alla dottrina dell’epoca. Quello che meraviglia è il modo in cui rappresenta musicalmente le immagini. Riesce, infatti, a donare questa solennità nella creazione degli elementi ancora prima dell’apparizione dei primi esseri umani sulla Terra. Si può dire che sia la descrittività del testo al di là del testo stesso che sorprende».

Di recente ha preso parte, in terra faentina, a un concerto insieme agli studenti della scuola di musica Sarti. Che esperienza è stata?
«Davvero molto simpatica. È stata una faticaccia arrivare perché ho inserito questo concerto tra due impegni europei, ma sono stato molto felice perché è sempre bello lavorare con i ragazzi».

Non solo Romagna, ma tutto il mondo. Quali sono i progetti futuri?
Domanda impegnativa. Tanti, tanti, tanti! Faremo con Accademia Bizantina il Vespro della Beata Vergine a Cremona, ma a luglio-agosto comincerà la residenza al festival di Innsbruck del quale sono diventato direttore per cinque anni e di conseguenza l’orchestra sarà in residenza per un lustro. In questo festival avremo l’occasione di riscoprire i compositori attivi alla corte di Vienna. In questo primo anno eseguiremo un’opera di Geminiano Giacomelli, che oggi pochi conoscono, ma che all’epoca era assai stimato tanto che nel pasticcio Bajazet di Vivaldi le arie più belle sono proprio quelle composte da Giacomelli. Poi, nei prossimi anni, eseguiremo musica di Antonio Caldara e Antonio Cesti scoprendo titoli, non a caso, ma per dimostrare che esistono tantissimi capolavori ancora tutti da ritrovare».

La vigilessa uccisa dall’ex comandante era da poco entrata in servizio a Cervia

Per la morte di Sofia Stefani, 33 anni, è stato arrestato l’ex comandante della polizia locale di Anzola Emilia

Sofia Stefani

La vigilessa di 33 anni uccisa lo scorso 16 maggio da un colpo partito dalla pistola dell’ex comandante della polizia locale di Anzola Emilia – con il quale aveva avuto in passato una relazione – aveva da poco preso servizio alla polizia locale di Cervia come rinforzo estivo.

Lo rivela il Corriere Romagna, in edicola oggi, 22 maggio.

Increduli e scioccati i neo-colleghi del comando e del Comune di Cervia per la morte di Sofia Stefani, per la quale i carabinieri di Bologna hanno fermato il 62enne Giampiero Gualandi, accusato di omicidio volontario. L’uomo – che non lavorava più alla polizia locale di Anzola dalla fine del 2023 – si è difeso parlando di un colpo partito per errore. Una versione ritenuta non credibile dalla procura.

Motociclette in Pediatria per realizzare un sogno dei piccoli pazienti

Iniziativa dell’associazione “Realizzo il tuo sogno” a favore dei bambini ricoverati: moto elettriche in corsia

DSC 0046 CopiaIn motocicletta per le corsie di un reparto dell’ospedale di Ravenna. Si può fare se le moto sono elettriche e se dietro c’è un’iniziativa di beneficenza per i piccoli pazienti ricoverati in Pediatria. È successo il 17 maggio grazie all’associazione “Realizzo il tuo sogno” che ha portato al “Santa Maria delle Croci” il team di motociclisti freestyle “Daboot” composto dai campioni plurititolati Vanni Oddera, Massimo Bianconcini e Francesco Buetto.

I bambini ricoverati erano tutti sulla soglia delle camere ad aspettare con impazienza l’arrivo delle moto per salire in sella. Uno a uno tutti i bambini e ragazzi del reparto sono saliti sulla moto e hanno così potuto sperimentare il vento in faccia anche dove il vento non c’è. Alcuni di loro, hanno raccontato i genitori, non erano mai usciti dalla loro camera per tutto il tempo del ricovero.

Eccezionalmente anche il personale sanitario in servizio ha voluto provare la stessa emozione a partire dal primario, il dottor Federico Marchetti che ha ceduto alle tante richieste di vederlo in moto.

Il giorno dopo, 18 maggio, nella cornice della darsena di città, lo stesso team ha eseguito tre show di salti freestyle e poi si è messo a disposizione per un’altra sessione di “mototerapia”: bambini, ragazzi, adulti e anziani con disabilità sono saliti in sella.

Alla manifestazione hanno aderito la prefettura, la polizia di Stato, la capitaneria di porto e la polizia locale. Per il Comune di Ravenna sono intervenuti l’assessore Gianandrea Baroncini e il vicesindaco Eugenio Fusignani. L’associazione “Realizzo il tuo sogno” ringrazia la direzione generale dell’Ausl Romagna per avere patrocinato l’evento, la direzione sanitaria del presidio ospedaliero per averlo potuto concretizzare, il team Daboot.

La ministra per le disabilità, Alessandra Locatelli, ha fatto pervenire una lettera nella quale, oltre a portare il proprio saluto alle autorità intervenute, ha anche espresso il proprio grande apprezzamento per il tema toccato e per le energie profuse da questa associazione che ha permesso di realizzare questo grande sogno dei bambini, ragazzi, adulti e anziani con varie disabilità.

Spaccio in coppia: 6 kg di droga in casa, due arrestati dai carabinieri

Lui 40 anni e lei 36, cocaina e hashish erano nella lavanderia. L’uomo ha provato a liberarsi dei militari ammettendo di avere 100 grammi per uso personale

IMG 20240521 WA0006Una coppia di italiani, 40 anni lui e 36 lei, è stata arrestata dai carabinieri a Santerno, frazione di Ravenna, perché trovata con 6 kg di droga in casa (5 chili di hashish suddiviso in panetti e circa un chilo di cocaina già confezionata all’interno di vari contenitori per alimenti). Nell’abitazione c’era anche l’attrezzatura per l’attività di spaccio: buste e macchine per il sottovuoto e bilance digitali di precisione.

IMG 20240521 WA0008L’uomo, un operaio con qualche piccolo precedente, secondo alcune informazioni recenti raccolte dai carabinieri di Mezzano, era sospettato di spacciare. I militari si sono presentati a casa della coppia e di fronte alle domande dei carabinieri ha ammesso di avere 100 grammi di hashish per uso personale. I carabinieri hanno proseguito la perquisizione e in una stanza adibita a deposito/lavanderia hanno trovato la droga.

Al campus di Ravenna uno sportello gratuito contro la discriminazione

Il servizio è gratuito e dedicato all’intera comunità universitaria, dagli studenti ai docenti

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Arriva al campus di Ravenna uno sportello dedicato al contrasto delle discriminazioni legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale. Si tratta del terzo centro dell’Alma Mater Studiorum, dopo l’attivazione di quelli a Bologna e a Forlì.
Lo sportello inaugurerà il 28 maggio (Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo) in via Tombesi dall’Ova 55 e sarà aperto ogni martedì dalle 17 alle 19. Il servizio è gratuito e offre colloqui individuali in un ambiente protetto, ascolto telefonico, informazioni sui servizi, le figure e gli organismi istituzionali dell’Ateneo, la possibilità di interazione con la rete dei servizi del territorio e dell’associazionismo locale, supporto psicologico e informazioni di base sugli aspetti legali, in italiano, inglese e francese. L’iniziativa aperta all’intera comunità universitaria, dagli studenti al personale tecnico amministrativo, passando per docenti, ricercatori e collaboratori.
«Siamo felici che l’Ateneo abbia scelto di aprire nel Campus di Ravenna uno sportello universitario contro la discriminazione Lgbtq+ – commenta il prof. Mario Neve, Presidente del Campus di Ravenna. – Il nostro Campus è da sempre sensibile verso il tema dell’inclusione e della valorizzazione della diversità, oltre che del contrasto a ogni forma di discriminazione o violenza. Sono quindi certo che potremo offrire un effettivo contributo per rendere il nostro Campus sempre più accogliente e inclusivo”.

Il libro-catalogo di Ravenna Festival tra cambiamenti climatici, storia e fotografia

Con gli scatti di Silvia Camporesi e Andrea Bernabini. Tra gli autori anche Mercalli e lo scrittore Maggiani

Ancora una volta il libro-catalogo di Ravenna Festival si lega indissolubilmente ai temi che attraversano il cartellone, e non c’è dubbio che il nucleo pulsante di questa xxxv edizione affondi le radici nella drammatica attualità del cambiamento climatico e delle sue conseguenze. Un’ampia sezione del libro è dedicata all’alluvione in Romagna, un anno dopo.

A sancire iconicamente il legame tra la brochure con il programma del festival e il più voluminoso libro-catalogo sono le immagini, a partire dalle copertine di entrambe le pubblicazioni,  di quella che si sta in questi anni affermando tra le più importanti e apprezzate fotografe italiane: Silvia Camporesi.

Forlivese e profondamente compenetrata nel territorio romagnolo, la sua personalissima visione della catastrofe è quella che più di ogni altra si è impressa – veicolata dai media – nella memoria degli italiani. A lei si deve soprattutto la consacrazione dei cosiddetti “angeli del fango”, ovvero delle migliaia di ragazze e ragazzi che per giorni e giorni, instancabili, hanno spalato senza sosta per liberare abitazioni e capannoni dall’onnipresente ammasso di acqua e terra, donando spesso un sorriso o una parola di conforto alla popolazione disperata. Così la sua serie “Sommersi e salvati” rappresenta una preziosa (per quanto drammatica) ricognizione dal valore artistico e documentale di questo evento catastrofico che ha colpito buona parte della Romagna.

Apre il volume un’autorità indiscussa – e anche ampiamente nota – in fatto di clima: Luca Mercalli, presidente della Società metereologica italiana, che, voce purtroppo spesso inascoltata, non si stanca di indicare soluzioni che passano attraverso un ripensamento globale dei comportamenti e della gestione del territorio (“Alluvione in Romagna, problemi vecchi e nuovi”). Con un approccio scientifico che si rispecchia nello scritto dello storico Tito Menzani, che affronta la storia del territorio ravennate attraverso quella delle bonifiche e quindi del “governo delle acque”, dall’arginatura dei corsi d’acqua al prosciugamento delle paludi, interventi che da secoli sono l’indispensabile premessa per ogni attività economica e sociale (“Acqua da tutte le parti. Le boifiche nel territorio ravennate da Augusto a Napoleone”).

Anche Osiride Guerrini si sofferma sullo stretto rapporto della città con le acque, dedicando “Ravenna città d’acque” al compianto Pietro Barberini, autore di tante ricerche sull’argomento. Mentre Sauro Turroni (“Tra adattamento e mitigazione. Il costo dell’emergenza climatica”) riporta lo sguardo dal passato al domani, sposta l’attenzione dalla dimensione storica del fenomeno alla progettazione di interventi che possano contenere e gestire gli inevitabili rischi, per porvi rimedio, per controllare, pianificare e organizzare scenari futuri, secondo una visione che non può limitarsi ai confini locali ma deve guardare all’Europa.

Certo, uno sguardo diverso, poetico e dolente, è quello dello scrittore Maurizio Maggiani: parole scritte nella sua casa sulle prime colline faentine, a Borgo Tuliero, un anno dopo: «E dunque stiamo così, che vorremmo aver capito e imparato, ma ancora non sappiamo se questo basterà, e sappiamo che non sarà un governo e nemmeno uno scienziato a dircelo, che non bastano tutti i governi e tutti gli scienziati di questo Paese a rispondere per noi».

È con gli stessi occhi, con quello sguardo che sa andare oltre la superficie della realtà, sa coglierne le risonanze più profonde e segrete, che i tanti fotografi attivi da queste parti (terra prolifica questa per questa “moderna” forma d’arte) hanno documentato i giorni più difficili, la devastazione dei luoghi, la fatica attonita delle persone, la generosità dei soccorritori. Tra i tanti si è scelto il punto di vista di Andrea Bernabini, alcune delle immagini dal suo “Il segno dell’acqua”. Perché, scrive Serena Simoni al proposito, «esiste una bellezza inspiegabile negli scatti di Bernabini, che catturano le orme visive dell’alluvione, sia che si tratti di terre trasformate in deserti di fango o di strisce chilometriche di rifiuti post-alluvione […] osservando gli scatti che scandiscono geometricamente quello che era un campo da gioco in una tonalità di Siena preponderante, i riflessi sull’acqua che trasformano tutto in una Venezia senza controllo, si rimane interdetti per la grazia diffusa fra forme e colori».

 

Cover Libro2024

Sempre a ricordare quei giorni, come trasformati nei meccanismi della memoria in epopea, ecco la “colonna sonora” che tutto il paese ci ha sentiti intonare: “Romagna mia”. Federico Savini ripercorre la storia e l’immaginario legato “alla canzone che Secondo Casadei ha regalato ai suoi conterranei e che sembra eterna, come i sentimenti, se fossero come li vorremmo”.

Mentre a completare la sezione legata al clima e all’alluvione, quindi alle nostre terre ma non solo, Fabio Fiori spazia nell’analisi del nostro rapporto con quell’indispensabile soffio vitale che è il vento, nella cultura occidentale e nella mitologia: “Vento arcano”.

Ma alla drammatica emergenza climatica rimanda anche la grande trilogia “Qatsi” di Godfrey Reggio e Philip Glass, e soprattutto alle enormi responsabilità dell’uomo, che ha segnato la nostra epoca poi definita “Antropocene”. Su questo capolavoro della postmodernità, così influente nel ridefinire e rivoluzionare il rapporto tra musica e immagine, riflettono lo stesso regista Reggio in una illuminante intervista di Massimiliano Geraci e lo studioso gallese Tristian Evans, già autore di una importante monografia sulla trilogia.

Poi seguendo il ricco sommario, si ritorna di nuovo a Ravenna, questa volta declinata in una dimensione decisamente europea: un illustre anglista come Diego Saglia, docente all’Università di Parma, racconta del rapporto di Lord Byron con Ravenna, con il suo clima, con le paludi e la campagna che la circondava, e – soprattutto – con la natura selvaggia delle sue spiagge e pinete che il grande poeta e scrittore amava percorrere a cavallo. Uno scritto, quello di Saglia che vuol celebrare il secondo centenario della morte del poeta, ricordando come il suo legame con Ravenna sia suggellato dal Museo Byron che troverà posto nelle sale di Palazzo Guiccioli. Ovvero del palazzo in cui il poeta tanto tempo trascorse legato d’amore a Teresa Gamba Guiccioli: sono indirizzate a lei le lettere scelte e commentate da Claudia Giuliani, anche lei membro, come Saglia, del Comitato scientifico dello stesso Museo.

La dimensione internazionale non manca neppure ai protagonisti dello scritto con lo storico critico musicale della Kronen Zeitung  Karlheinz Roschitz: Riccardo Muti e l’orchestra con cui collabora da 53 anni, i Wiener Philharmoniker, “Un’amicizia per la vita”. Uno scritto che ripercorre appunto la storia di una amicizia cominciata nel 1971, quando per la prima volta il direttore d’orchestra salì sul podio di quella che forse è la più prestigiosa orchestra del mondo al Festival di Salisburgo, su invito niente meno che di Herbert von Karajan, e ancora oggi vivissima – del resto se così non fosse i rigorosissimi viennesi non avrebbero scelto proprio Muti, lo scorso 7 maggio, per festeggiare il bicentenario della Nona sinfonia di Beethoven.

Delle “mirabolanti avventure di Kalia e Dimna”, delle fantastiche storie raccolte nel Panchatantra che dall’oriente sono arrivate a nutrire la nostra letteratura e che trovano oggi nuova forma e linfa nel Grande Teatro nel Grande Teatro del Lido Adriano dice con grande competenza Tahar Lamri, che della messinscena è il drammaturgo.

Il critico musicale Pierfrancesco Pacoda poi fa luce sulla sorprendente fortuna delle musiche scritte da Piero Piccioni per il cinema in molte delle produzioni musicali più di tendenza degli ultimi decenni, attraverso una nutrita serie di ‘campionamenti’.

La pubblicazione del festival termina con due importanti testimonianze di opere pressoché sconosciute ai più. La prima di queste è la memoria di una “architettura mancata”: quella pensata – e sorprendentemente mai realizzata – da uno dei più importanti architetti italiani del secolo passato, Giovanni Michelucci, per Ravenna, per un auditorium che avrebbe dovuto erigersi in Largo Firenze. Ne parla, anche attraverso una documentazione inedita, uno storico dell’architettura come Alberto Giorgi Cassani, da sempre molto attento nei confronti del nostro territorio.

La seconda è quella di una grande opera solo parzialmente visibile, perché esposta in un edificio scolastico, di cui è autore il mosaicista Antonio Rocchi. In essa, come racconta Felice Nittolo, vengono accostate le immagini della Ravenna antica a quella moderna caratterizzata dalle architetture industriali (e che oggi sono già ‘archeologia’), tra cui svettano imponenti le torri Hamon, recentemente demolite.

Il libro è in vendita, al prezzo di 30 euro, alla Biglietteria del Teatro Alighieri, nei luoghi di spettacolo, alla Libreria Dante di Longo e nei bookshop presso: Basilica Sant’Apollinare in Classe, Mausoleo di Teodorico, Museo Nazionale, Casa Dante, Classis Museo del Territorio e della città, Domus Tappeti di Pietra.

La storica maratona Firenze-Faenza torna dopo la mancata edizione del 2023

Dopo il fermo imposto dall’alluvione del 2023 in territorio faentino la 49esima edizione della “100km del passatore” torna nel fine settimana del 25 e 26 maggio
Per la prima volta l’evento sarà trasmesso in streaming sui social con una diretta di 25 ore

100 Km Del Passatore 2022, Gara In Svolgimento

È tutto pronto per la 49esima edizione dell’ultramaratona Firenze-Faenza: torna nel weekend del 25 e 26 maggio  la 100km del Passatore, dopo un anno di stop forzato causato dagli eventi metereologici che nello scorso maggio hanno colpito il faentino. La partenza è prevista sabato alle ore 15 da Piazza del Duomo.
Sono attesi per l’evento podistico oltre 3300 atleti (3000 dei quali riconfermati dallo scorso anno). Tra questi si contano 392 concorrenti romagnoli (di cui 180 faentini), 430 toscani (dei quali 80 fiorentini), 683 donne, 670 esordienti e oltre 120 atleti provenienti da 32 nazioni straniere.

Tra i concorrenti più quotati dell’edizione 2024,  Massimo Giacopuzzi (2° classificato al ‘Passatore’ 2022, dietro solo al britannico Lee Grantham), i portabandiera faentini Gabriele Turroni, Christian Reali, Luigi Pecora e Massimo Ciani, i corridori di punta toscani Enrico Bartolini, Stefano Sestaioni e la giapponese Sohn Majidae, cittadina fiorentina da oltre 25 anni. Tra gli atleti stranieri maggiormente quotati troviamo i capoverdiani Oliveira Jailson Manuel Duarte, Joao Lopes Fonseca e Gil Nelson Dias Fortes, il marocchino El Fadil Soufyane, il finlandese Yli-Marttila Juhani e l’olandese Bob Hoogendoorn. In campo femminile tra le favorite troviamo Federica Moroni (Nel 2019 seconda tra le donne al ‘Passatore’ e prima italiana) e Silvia Luna.

Quest’anno, la corsa sarà trasmessa interamente con una diretta social sui canali dlla Cento dalla durata di 25 ore (dalle 11 di sabato 25 maggio alle 12 di domenica 26 maggio), oltre che su rete televisiva e sul sito sportivo nazionale Oatsport.it. Per la prima volta sarà trasmesso in diretta il passaggio dei runner al Passo della Colla.

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Il primo classificato riceverà, oltre al primo premio, anche la Targa del Tribunato con dedica al compianto Alteo Dolcini, tra i fondatori della “Cento” e cui ricorre il centenario dalla nascita. Al primo uomo e alla prima donna che transiteranno al traguardo sarà consegnato inoltre un piatto di ceramica in ricordo di Pietro “Pirì” Crementi, venuto a mancare nel dicembre ‘21. A raccoglierne il testimone sulla vettura del direttore di gara uno degli atleti simbolo della Firenze-Faenza: “Re” Giorgio Calcaterra che, dopo quindici edizioni consecutive, ha dato forfait alla gara non sentendosi pronto fisicamente. Vincitore di 12 edizioni di fila (con tanto di record del percorso fissato in 6 ore 25 minuti e 46 secondi), due terzi posti ed un settimo.

Saranno assegnati anche i premi di classifica del campionato italiano e sono previsti riconoscimenti per i recordman maschile e femminile e per i gruppi podistici. In occasione della ‘Cento’ viene assegnato anche il Gran Premio della Montagna: il primo uomo a transitare sul Passo della Colla di Casaglia (913 metri slm, al 48° km) riceve il premio intitolato a Francesco Calderoni mentre la prima donna quello dedicato ad Angela Bettoli. Sarà inoltre conferito il premio di miglior esordiente dedicato alla memoria del maratoneta Simone Grassi mentre il “Trofeo Elio Assirelli”, istituito alla memoria del presidente della Associazione scomparso nel 2009, sarà assegnato quest’anno alla seconda donna al traguardo.

Il presidente della manifestazione podistica, Giordano Zinzani, fa il punto in occasione della presentazione di questa edizione: «La 100km del Passatore riparte in piena forma dopo lo stop improvviso causato dall’alluvione di un anno fa e cerca in ogni edizione di migliorarsi ed essere sempre più eco-sostenibile». La corsa sarà infatti all’insegna del concetto di libertà e della filosofia ambientalista, per godere della manifestazione contribuendo al bene del pianeta. «Grazie inoltre alla generosità dei concorrenti iscritti alla mancata edizione del 2023, ci è stato possibile fare delle donazioni a tre associazioni sportive che avevano subito dei danni dalle alluvioni e ad altre sei società sono state effettuate importanti donazioni in occasione di questa edizione della 100km» continua Zinzani.

Come da tradizione negli ultimi anni Consorzio Vini di Romagna ha voluto abbinare lo slogan “le vie del Sangiovese” alla manifestazione, in omaggio alle strade percorse dai partecipanti lungo il tracciato che lega la Toscana alla Romagna, terre dove viene coltivato il vitigno “Sangiovese” e dal quale vengono ricavati vini d’alta qualità come il Chianti e il Sangiovese.

Asd 100 Km Del Passatore Volontari Ai Punti Di Ristoro

Gli eventi collaterali della maratona iniziano stasera (martedì 21 maggio) con un appuntamento alla Galleria comunale d’Arte Voltone della Molinella per l’inaugurazione della mostra “100 km del Passatore 49esima edizione”. La serata prosegue con gli storici speaker della “Cento” Danny Frisoni e Daniele Menarini che dialogheranno con Lorenzo Lotti, Paolo Bravi e Federica Moroni. Il runner Gabriele Turroni chiuderà la serata raccontando le sue esperienze con la Firenze-Faenza, con la special edition del Campionato Italiano 100 km su strada disputata a Imola nel ’21 e delle sue esperienze nelle gare internazionali.

Si prosegue con diverse staffette, per le quali si contano oltre 500 partecipanti. Sabato 25 maggio dalle ore 9 è prevista la partenza della staffetta organizzata del liceo “Torricelli-Ballardini” di Faenza mentre dal Passo della Colla di Casaglia scatterà la Staffetta 50×1000 dello Csi Faenza e Atletica 85. Alle ore 19,15 a Faenza è atteso l’arrivo della Color Run, organizzato da Asd Gioca lo Sport senza frontiere. Mezz’ora dopo è previsto l’arrivo della staffetta Asd Disabili di Faenza. Alle ore 21 atteso l’arrivo della staffetta del liceo “Torricelli-Ballardini”, Its “Alfredo Oriani” e Istituto Comprensivo “Europa di Faenza”.
Alle 21,15 vi sarà l’arrivo della staffetta 50×1000 dello Csi Faenza e Atletica 85. Alle 21,15 i vincitori della ‘Cento’ saranno applauditi con il suono delle chiarine del Gruppo Municipale di Faenza del Palio del Niballo.

Nell’ambito della Cento anche il torneo di mini basket nello Sferisterio di Faenza “O. Macrelli” (ore 15). Alle ore 18 in Piazza del Popolo Daniele Menarini e Danny Frisoni racconteranno la Storia della 100 km del Passatore con immagini e filmati proiettati sul maxischermo. Inoltre vi sarà l’apertura dello stand gastronomico del Rione Rosso “G. Sarti & Artistation” Marching Band Dale.
Dalle ore 18 nello Sferisterio sarà presente lo stand gastronomico a cura dell’APS “O. Macrelli” e partiranno i Laboratori Pop Rock a cura della Scuola di Musica “G. Sarti”.
Dalle ore 19 in Viale Marconi Luca Piazza presenterà l’“Ultimo km” con musica e animazioni. Alle ore 20 si terrà l’esibizione “Art of Choir” a cura della Scuola di Musica “Artistation” e 40 minuti dopo è attesa l’esibizione del “Team dance il Borgo”. Alle 21 si terrà l’“Esibizione “Art of Choir” a cura della Scuola di Musica “Artistation”.

Angelina Mango al centro commerciale Esp

La vincitrice dell’ultimo Sanremo incontrerà i fan e firmerà le copie del suo ultimo album

Angelina Mango

La vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo, Angelina Mango, sarà al centro commerciale Esp il prossimo 2 giugno. Si tratta di una tappa del suo tour di “firmacopie” del nuovo album Pokè Melodrama.

L’evento inizierà alle 17 e non occorre iscriversi. Per salire sul palco servirà essere in possesso di una copia del nuovo album, disponibile anche negli store Librerie Coop e Unieuro del centro commerciale. Ogni fan dovrà avere la sua copia dell’album, ad eccezione dei nuclei familiari per cui sarà necessario anche solo una copia ogni due persone.

Si potrà anche fare una foto con l’artista, previa liberatoria firmata, disponibile cliccando qui.

Insulti razzisti ai danni del ravennate Diallo: dieci giornate di squalifica

E il giudice sportivo multa anche il Ravenna, per i cori dei tifosi contro la federazione…

Diallo
Diallo domenica al Benelli (foto Venturi)

Il difensore centrale del Corticella, Said Chmangui, è stato squalificato per dieci giornate per un insulto razzista proferito nei confronti dell’attaccante del Ravenna Cherif Diallo.

L’episodio si è verificato domenica scorsa al Benelli nel corso dei tempi supplementari della finale play-off del girone D del campionato di calcio di serie D, vinta poi dal Ravenna.

L’insulto era passato inosservato alle orecchie dell’arbitro, ma è stato sentito invece in modo chiaro dall’ispettore della Figc presente a bordo campo, che ha invitato di fatto il direttore di gioco a espellere – come è poi effettivamente accaduto – il calciatore del Corticella.

Oggi (21 maggio) la decisione del giudice sportivo: 10 giornate di squalifica per Chmangui «per aver rivolto espressioni dal chiaro contenuto discriminatorio per motivi di razza».

Ma l’ispettore della Figc, oltre all’insulto, ha evidentemente sentito bene anche i cori contro la federazione dei tifosi del Ravenna, infuriati per come è stato deciso il campionato (di fatto a tavolino per il caso Pistoiese, nonostante sul campo i giallorossi abbiano fatto gli stessi punti della capolista Carpi, promossa in C). Ecco quindi la multa da 600 euro nei confronti del club giallorosso, «per avere propri tifosi rivolto espressioni offensive per due minuti nei confronti degli Organi Federali», si legge nel comunicato.

Gli ex studenti raccontano il “Classico” in un libro

Al Mercato Coperto la presentazione del volume, pubblicato da Danilo Montanari

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Sulla copertina campeggia una foto autunnale, con il campanile di San Giovanni Evangelista in lontananza dietro piazza Anita Garibaldi.

La vista di chi ogni giorno arriva o arrivava a scuola da via di Roma, in quell’edificio così inconfondibile per chiunque ci passi davanti e così, inevitabilmente, carico di significati per chi ci ha passato anni sui banchi. Il Classico, ossia il liceo ginnasio Dante Alighieri di Ravenna, è ora raccontato un libro pubblicato da Danilo Montanari Editore e curato da Angela Arcozzi e Sandro Camerani che mette insieme innanzitutto ricordi personali di ex studenti di varie generazioni, a partire dagli anni Sessanta fino ai primi anni 2000, un mezzo secolo tra aneddoti e riflessioni di più ampio respiro e qualche sprazzo di nostalgia. Tra gli autori ci sono anche ex insegnanti come nomi del mondo della politica, avvocati, giornalisti, artisti, tutti accomunati da quella scuola e da quel luogo.

Sono scritti brevi e più o meno personali che si alternano a un vero e proprio album di foto soprattutto di classe in cui per molti sarà facile ritrovarsi e ritrovare i volti dei compagni. Oltre a questa sorta di “album dei ricordi” collettivo, il libro contiene anche una storia in pillole della scuola e un approfondimento di Alberto Giorgio Cassani sulla costruzione dell’edificio; la prefazione è affidata a Gianluca Dradi, oggi dirigente scolastico.

Il libro sarà presentato in occasione di una cena al Mercato Coperto di Ravenna il 22 maggio alle 20 con alcuni ex alunni e alunne e insegnanti (solo su prenotazione al numero 0544 244611; info@mcravenna.it).

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