lunedì
11 Maggio 2026

L’assessore Corsini pubblica un libro: «Racconto il turismo e il mio percorso»

Si chiama “Fra la gente” ed è pubblicato da Edizioni Minerva

Andrea Corsini LibroL’assessore Andrea Corsini pubblica il suo primo libro. Si intitola “Fra la gente. Dal garage di casa alla politica per l’Emilia-Romagna” e uscirà domani – mercoledì 17 aprile – per le Edizioni Minerva.

«Un modo per me nuovo – commenta Corsini sui social – per raccontare, partendo dalla mia esperienza personale, la crescita e l’evoluzione del turismo, ma anche il mio percorso nelle istituzioni: valori, impegno, speranze, momenti difficili, per una politica giusta e costruttiva, al servizio delle persone».

60 anni, originario di Cervia, il ravennate Corsini è al secondo mandato da assessore nella giunta Bonaccini, con deleghe pesanti come Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Turismo e Commercio. Nelle scorse settimane il suo è finito nel toto-nomi per l’eventuale successione dello stesso Bonaccini alla guida della Regione.

Raccolti oltre 530mila euro: possono partire i lavori alla Manfrediana alluvionata

I soli danni strutturali della biblioteca faentina superano i 700mila euro, a cui si devono aggiungere i 20mila volumi andati persi

Biblioteca Manfrediana

Prenderanno il via nelle prossime settimane i lavori di ripristino delle sale alluvionate all’interno della biblioteca Manfrediana di Faenza, divenuta simbolo del patrimonio culturale perduto a causa degli eventi catastrofici di maggio 2023.
C’è voluto quasi un anno per raccogliere il denaro sufficiente per l’avvio del cantiere (i soli danni strutturali superano infatti i 700mila euro, ai quali va sommato il costo dei 20mila volumi andati persi e da riacquistare, per un totale di circa un milione), ma la raccolta fondi non si ferma, nella speranza di arrivare a un recupero totale degli spazi e dei beni perduti.

Le erogazioni liberali che verranno utilizzate per il recupero delle sale arrivano oggi a un totale di circa 530mila euro, affiancato dalle donazioni di arredi e libri e di fondi per il loro acquisto.

Il 16 maggio dello scorso anno, l’acqua e il fango che correvano per corso Saffi fecero breccia tra le mura della biblioteca, invadendo la sezione di letteratura, viaggi e lingua e la sala dei ragazzi per oltre un un metro e trenta di altezza. Dei 21.500 volumi del catalogo di letteratura, se ne sono salvati meno della metà, e la stessa sorte è toccata alle categorie vicine.
I danni strutturali invece, sono stati definiti dai lavoratori della biblioteca (a partire dalla direttrice Daniela Simonini) «Paragonabili a quelli inflitti dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale» aggiungendo però che «fortunatamente, in questo caso i testi rari, antichi e i manoscritti sono stati risparmiati, e siamo riusciti a riacquistare quasi 3.000 volumi del catalogo, aggiungendone dei nuovi grazie alle donazioni».

Le porte della biblioteca si sono riaperte l’8 luglio, a poco meno di due mesi dall’alluvione «Siamo ripartiti in sordina – specifica la
direttrice – ma riscuotendo comunque un immenso calore da parte della città».
Da luglio infatti la Manfrediana è attiva attraverso i suoi “punti prestito”, ma gli ambienti interni alla biblioteca non sono accessibili: «I lettori sono sono stati pazienti e calorosi, il transito e la richiesta di prestito è in linea con il pre alluvione, ma mancano gli spazi: i libri sono stipati in quattro vetrine, che cerchiamo di aggiornare costantemente, ma manca la sensazione di camminare lungo gli scaffali colmi di libri, perdendosi a sfogliarli e toccandoli con mano».
L’acquisto dei nuovi volumi, arredi e dispositivi e l’intervento di recupero degli spazi sono stati resi possibili grazie alle sole donazioni, a partire da quelle dei lettori, che dal primo momento si sono stretti attorno alla biblioteca spalando fango, lavando e asciugando ciò che poteva essere recuperato, dalle donazioni di giornali e case editrici e all’intervento della Rete Biblioteche
Vicentine, che ha raccolto in favore della realtà faentina oltre 27.000 euro. «In parallelo sono state aperte una raccolta fondi con art bonus, che consente un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, e la possibilità di effettuare donazioni attraverso l’Iban comunale, specificando “per biblioteca” nella causale. – continua Simonini -. Abbiamo anche organizzato una
mostra dedicata ai manoscritti e creato una rassegna di incontri e laboratori chiamata “Bellezza spalata”, al fine di incentivare le donazioni e di restituire ai più piccoli parte di ciò che la catastrofe ha distrutto». I bambini e i ragazzi sono infatti stati i più colpiti, perdendo non solo due terzi del catalogo a loro dedicato, ma anche l’importante spazio didattico all’interno della biblioteca: «Proprio per questo gli eventi di promozione della lettura e i laboratori nelle scuole non si sono mai fermati: abbiamo cercato di restare presenti sul territorio, ricevendo anche il sostegno di associazioni e privati che hanno deciso di regalarci laboratori e workshop». Tra loro anche Chiara Carminati, che organizzerà venerdì 19 aprile un laboratorio dedicato alla bellezza nascosta nelle piccole cose, pensato per i più piccoli ma aperto anche ad adulti e genitori.

«La vicinanza da parte della comunità è tangibile e fa bene al cuore: una coppia che ha vissuto a Faenza per solo un periodo della sua vita ha festeggiato il 50esimo anniversario di matrimonio e ha chiesto a parenti e amici, al posto di un regalo, una colletta in favore della Manfrediana. Lo stesso ha fatto una giovane coppia di sposi, raccogliendo fondi per l’acquisto di libri – conclude Simonini -; dallo Stato invece, ancora nessuna risposta. Stanno partendo in questi giorni le prime richieste di risarcimento
tramite le associazioni di categoria. La situazione è difficile per tutti, ma di aziende e privati almeno si parla, agli istituti culturali non si fa cenno da nessuna parte. Solo in provincia, oltre alla nostra biblioteca, hanno riportato ingenti danni tra gli altri anche il museo Carlo Zauli, le biblioteche di Castel Bolognese, Solarolo, Lugo e Sant’Agata, il Teatro Rossini di Lugo. Tutte queste realtà, pubbliche e private, sono state lasciate in disparte. Le tante promesse fatte non sono state mantenute, ma vogliamo essere ancora fiduciosi. La paura oggi, a distanza di un anno dall’alluvione, ma con ancora tanto da ricostruire, è quella di essere dimenticati, anche da una Regione tanto attenta come la nostra»

Appicca un incendio in un distributore – VIDEO

Attimi di paura a Ravenna. Un uomo fermato dai carabinieri

Attimi di panico nella mattinata di oggi, 16 aprile, in un distributore di Ravenna, all’inizio di via Trieste (altezza rotonda di piazza Caduti sul Lavoro).

Poco dopo le 10.30, infatti, un uomo ha iniziato a spargere carburante, dandogli poi fuoco (come si vede chiaramente nel video qui sotto), danneggiando in particolare la colonnina del “Self Service”.

L’incendio è stato fortunatamente spento quasi sul nascere, anche grazie all’intervento di alcune persone presenti, e l’area messa poi in sicurezza dai vigili del fuoco.

Sul posto anche le forze dell’ordine, con l’uomo che è stato fermato e portato in caserma dai carabinieri.

Il centrosinistra candida il vicesindaco che si sta occupando della ricostruzione

Maurizio Nati ha la delega ai Lavori Pubblici: «La priorità è che nessuno in paese debba più essere isolato»

MaurizioNati
Maurizio Nati

Maurizio Nati sarà il candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative per la lista “Centro-sinistra Uniti per Casola”.

Nati, attualmente vicesindaco, nei lunghi anni di servizio ha ricoperto numerosi ruoli partendo dal volontariato per arrivare ad essere assessore e vicesindaco nelle ultime giunte che hanno guidato Casola Valsenio.

Il suo ruolo di assessore ai Lavori Pubblici lo ha visto affrontare quella che è stata la sfida più grande per il paese di Casola che, a seguito degli eventi alluvionali del maggio scorso, si trovava con 90 km di strade interrotte e 120 persone isolate, vivendo una situazione di prima emergenza che si è protratta sino a luglio.

«I lavori di ripristino del territorio – ha detto Maurizio Nati – non sono ancora conclusi e la mia priorità sarà quella di affrontare la delicata fase di ricostruzione relazionandomi costantemente con la struttura commissariale affinché nessuno in paese debba più essere isolato. Oltre alla sfida della ricostruzione c’è sicuramente quella dello sviluppo e del lavoro. Intendo affrontare con determinazione la questione della cava di Monte Tondo e contemporaneamente riportare il turismo ad essere un motore per l’economia del nostro territorio. Accetto questa sfida con consapevolezza e determinazione per il grande amore che ho verso Casola Valsenio e i casolani che meritano di avere una amministrazione consapevole dei problemi che caratterizzano il territorio e pronta ad affrontarli. Per questo credo fortemente nel valore della squadra con cui mi presento, fatta di persone che hanno un vissuto concreto nelle varie realtà del paese e che in gran parte sono state parte attiva nella gestione della comunità durante gli eventi del maggio scorso. Nonostante il mio impegno nell’attività amministrativa non sia nuovo, la scelta è stata sofferta proprio per le complessità che ben conosco e mi sento molto emozionato e grato per la fiducia che il centro sinistra ha riposto su di me».

Alluvione, Figliuolo: «I primi rimborsi per le famiglie arriveranno entro aprile»

Il commissario: «Le risorse ci sono, 630 milioni più 700 milioni legati al credito di imposta»

Sant'Agata sul Santerno (foto Marco Parollo)
Foto di Marco Parollo

«Confermo che i primi ristori arriveranno entro aprile. La prossima settimana sarò più preciso, ma ve lo posso confermare».

Lo ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’alluvione, a margine della cerimonia organizzata dall’Accademia Nazionale dell’Agricoltura all’Archiginnasio con cui gli è stato conferito il titolo di Accademico Onorario.

«Abbiamo circa 1.900 accessi di persone che sono entrate e hanno caricato documenti sulla piattaforma Sfinge – prosegue Figliuolo – di queste 550 sono state assunte a protocollo dai Comuni e sono in valutazione e di queste circa la metà sono arrivate sulla mia scrivania».

«Le risorse sono confermate – chiarisce – : 630 milioni più 700 milioni legati al credito di imposta e il decreto relativo vedrà la luce nei prossimi giorni. A queste si aggiungono ulteriori risorse in afflusso derivanti dai risparmi legati ai crediti di imposta agevolati che sono stati dati alle industrie energivore l’anno scorso. Ci sono dei risparmi abbastanza coesistenti che affluiranno sul conto corrente di contabilità speciale del commissario. Di questi 66 milioni andranno alla Toscana per la recente alluvione del novembre scorso».

«È anche in arrivo una nuova ordinanza che è una integrazione delle ordinanze già fatte – chiarisce il commissario straordinario – . L’abbiamo fatta insieme al territorio, sentendo anche le indicazioni che vengono dai comitati e lavorando insieme, con grande sinergia istituzionale, con la Regione, le Province e i Comuni. L’ordinanza è stata già da me firmata e inviata alla Corte dei Conti. Tra 7- 10 giorni massimo sarà operativa e darà un incremento alle possibilità di fare domande». (fonte Ansa.it)

Eletta la nuova segreteria confederale della Cgil di Ravenna

Ad affiancare Manuela Trancossi saranno Alessio Vacchi, Sara Errani e Ivan Missiroli

Segreteriacgil2024

L’assemblea generale della Cgil di Ravenna ha eletto la nuova segreteria confederale del sindacato con sede in via Matteucci. L’elezione è avvenuta alla presenza di Massimo Bussandri, segretario generale della Cgil Emilia-Romagna.

Ad affiancare Manuela Trancossi, segretaria generale della Camera del Lavoro di Ravenna, saranno Alessio Vacchi, Sara Errani e Ivan Missiroli.

Sara Errani è entrata nella Flc Cgil nel giugno del 2020. Prima del distacco sindacale, lavorava nel settore dell’istruzione come docente di scuola primaria. Dal 2022 è diventata segretaria generale della Flc Cgil Ravenna.

Alessio Vacchi ha iniziato l’attività sindacale nel 2001 come delegato Rsu in Polynt. È stato delegato Rsu per oltre un decennio, fino a quando nel 2013 è entrato nella Filctem come funzionario nell’area della Bassa Romagna come responsabile per il settore gomma-plastica e la contrattazione. Dal 2018 ricopre l’incarico di segretario generale della Filctem Cgil Ravenna.

Ivan Missiroli è segretario generale della Fiom Cgil Ravenna dal 2017. Missiroli è originario di Faenza e si è iscritto alla Cgil nel 1992 con la sua assunzione in Coop. Nel 1999 è stato eletto in Rsu e poi diventa membro del direttivo della Filcams Cgil. Nel 2005 è distaccato come funzionario a Ravenna. Dal 2010 passa alla Fiom Cgil di Ravenna, entrando in segreteria e nei direttivi provinciali. Nel 2017 è diventato segretario generale di categoria.

L’imprenditore ravennate Giovanni Poggiali si candida con Azione alle Europee

Accordo tra il suo partito “Romagna Unita” e quello nazionale di Calenda

Giovanni Poggiali Vino

Il ravennate Giovanni Poggiali, viticoltore in Romagna e in Toscana, da sempre sostenitore dell’autonomia della Romagna, è candidato alle prossime elezioni europee nella lista di Azione, per quanto riguarda la circoscrizione elettorale Italia Nordorientale (che comprende Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia).

La candidatura arriva a seguito di un accordo fra la rete nazionale Autonomia e Ambiente (di cui fa parte il partito “Romagna Unita”, fondato lo scorso anno dallo stesso Poggiali e da altri autonomisti) e il partito guidato da Carlo Calenda, e a valle di incontri diretti fra l’imprenditore ravennate e lo stesso Calenda.

Grazie all’accordo, Poggiali si presenta sotto l’egida di Azione, ma con la caratteristica peculiare di essere l’unico rappresentante della rete delle Autonomie all’interno della lista del partito nella circoscrizione Nordorientale, oltre che l’unico romagnolo presente fra i candidati di Azione.

Chi è Giovanni Poggiali. Ravennate (anche se nato a Firenze), classe 1971, sposato con tre figli, sin da giovanissimo, Giovanni Poggiali si è dedicato al lavoro di viticoltore nella tenuta agricola Fèlsina, acquistata nel 1966 da suo nonno Domenico. Nel corso di questi anni ha contribuito all’espansione dell’azienda, che oggi vende oltre 800.000 bottiglie di vino in tutto il mondo. Attuale CEO di Fèlsina, nonché consigliere del Consorzio del Chianti Classico, Poggiali ha anche recentemente rilevato una storica cantina romagnola, il Podere La Berta di Brisighella.
Poggiali è inoltre impegnato con la famiglia nella logistica portuale, ed è stato presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Ravenna per due mandati.
Sostenitore da sempre del valore educativo dello sport, è fondatore del Romagna Rugby Football Club nonché della Compagnia dell’Albero, polisportiva che opera sul territorio (con attività nel calcio, nel rugby, nella pallacanestro e nella pallanuoto) e vanta circa 700 giovani tesserati.

Tratti di strada chiusi al traffico di notte per rifare l’asfalto di una rotonda

Dal 15 al 19 aprile tra le 21 e le 6 divieto di transito in alcuni tratti nelle vie circostanti alla rotatoria di Cotignola tra via Naviglio e via Madrara

Rotatoria CotignolaPer rifare l’asfalto della rotatoria di Cotignola all’incrocio tra strada provinciale 8 Naviglio e via Madrara, verrà istituito il divieto di transito della circolazione dalle 21 alle 6 dal 15 al 19 aprile sui seguenti tratti stradali:

  • Sp 20 “Rugata-Madrara” dalla PK 3+600 (incrocio SP43) alla PK 5+677 (rotatoria SP8 Cotignola);
  • Sp 108 “Salara” dalla PK 0+000 (Ponte sul Senio Cotignola) alla PK 0+849 (rotatoria SP8 Cotignola);
  • Sp 75 “Gabina Boncellino” dalla PK 6+650 (incrocio con SC Via Destra Naviglio) alla PK 7+177 (rotatoria SP8 Cotignola);

L’ordinanza è valida per tutti esclusi i residenti e i mezzi di soccorso.

Vengono perciò previste le seguenti deviazioni:

  • I veicoli in transito lungo la Sp 20 “Rugata-Madrara” provenienti da Russi e diretti a Cotignola giunti all’intersezione con la Sp 43 “Gobbadino-Accarisi” dovranno svoltare a sx e da lì raggiungere la località Granarolo Faentino per immettersi sulla Sp 8 “Naviglio”;
  • i veicoli in transito sulla Sp 8 “Naviglio” provenienti da Bagnacavallo e diretti sulla Sp 20 dovranno portarsi in località Granarolo Faentino e da li fare il percorso inverso di cui al punto precedente;
  • i veicoli in transito sulla Sp 19 “Pilastrino S.Francesco” provenienti da Cotignola e diretti sulla Sp 8, attraverso la Sp 108 “Salara”, dovranno proseguire su tale tratto (Via Breda);
  • i veicoli in transito sulla Sp 75 “Gabina Boncellino” e diretti sulla Sp 8 dovranno immettersi al Km. 6+650 sulla S.C. Via Destra Naviglio svoltando a destra.

Sul posto verrà posizionata apposita segnaletica a cura dell’impresa.

Cordoglio per la morte di Natale Bianchedi, storico braccio destro di Sacchi

Aveva 87 anni. Portò al Milan anche Frank Rijkaard… La nostra intervista del 2015

Natale Bianchedi
Natale Bianchedi

Cordoglio nel mondo del calcio per la scomparsa del ravennate Natale Bianchedi, morto domenica 14 aprile al Bufalini di Cesena all’età di 87 anni.

Ex allenatore, Bianchedi è entrato nel mito per il suo ruolo di osservatore di Arrigo Sacchi, in particolare nel grande Milan di Silvio Berlusconi, che lo chiamava affettuosamente «il nostro ministro degli Esteri». Fu suo, tra gli altri, il merito di aver portato al Milan Frank Rijkaard, scoperto durante un viaggio in Spagna.

Ne avevamo parlato direttamente con Bianchedi nel corso di un’intervista ormai quasi dieci anni fa, che è possibile rileggere a questo link: https://www.ravennaedintorni.it/societa/2015/04/06/la-spia-ravennate-dietro-ai-successi-del-grande-milan-2/

È online il film-videogioco per sensibilizzare sui rischi di alcol e droga

All’Olivetti Callegari la prima per l’innovativo progetto di sicurezza stradale “Troppo Tardi per Tornare indietro”

Callegari Ragazzi

Ha esordito nell’aula magna dell’istituto professionale “Olivetti Callegari” il progetto Troppo Tardi Per Tornare Indietro? promosso dalla polizia locale di Ravenna e realizzato dalla casa di produzione Panebarco, con la regia di Gerardo Lamattina e un cast di giovanissimi tutti o quasi alla prima esperienza attoriale.

Un progetto tutto ravennate ma finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri (dipartimento Politiche Antidroga) per sensibilizzare i ragazzi sui rischi del mettersi alla guida dopo aver bevuto alcol o assunto droghe, senza fare moralismi e senza ramanzine.

Gli studenti del quarto anno della scuola di via Umago, a Ravenna, sono dunque stati i primi a sperimentare l’interattività del video che utilizza modalità da videogioco (si può giocare cliccando qui). Innanzitutto è stato chiesto loro di selezionare uno dei cinque personaggi del filmato, tutti ragazzi tra i 17 e i 22 anni, e quindi, tramite sgargianti palette gialle e fucsia, scegliere come far procedere la trama fino ad arrivare a uno dei tanti possibili finali. Tragico nel primo caso, lieto nel secondo.

In modo ludico, il video ha l’obiettivo di far capire gli enormi rischi che si possono correre mettendosi in strada, anche in bicicletta, quando si è sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o di alcol, ma senza criminalizzare i comportamenti dei ragazzi e anzi chiedendo loro di immedesimarsi con i coetanei del video tutto girato a Ravenna. Può capitare di bere troppo, l’importante è non commettere sciocchezze ed evitare che si faccia “Troppo tardi per tornare indietro”.

A presentare l’iniziativa anche l’assessore con delega a Giovani e Cultura Fabio Sbaraglia che ha ringraziato la dirigente Antonia Sallustio per la disponibilità ad accogliere l’iniziativa. A spiegare ai ragazzi il funzionamento del videogioco Camilla Panebarco, della nota società che lo ha realizzato, a rispondere e fornire chiarimenti la vicecomandante della Polizia locale Alessandra Bagnara. A tutti i partecipanti è stato lasciato un gadget a ricordo dell’iniziativa e l’invito, naturalmente, a conoscere anche tutti gli altri personaggi e i possibili finali sul sito https://www.troppotardipertornareindietro.it.

Una “folla” in mosaico di Luca Barberini nella nuova metropolitana di Taipei

L’artista ravennate coinvolto in un concorso in Taiwan e in attesa di essere ospitato anche in California e Australia. «C’è una rinnovata attenzione per il mosaico, una nuova apertura verso la manualità»

Luca Barberini RitrattoLuca Barberini, mosaicista ravennate classe ‘81, fondatore, assieme alla moglie Arianna Gallo, di Koko Mosaico, mi accoglie direttamente nel suo studio: non ha tempo da perdere. Seduto davanti a un grande pannello pieno di figure (in apparenza un’altra delle sue bellissime folle, come quella che potete vedere al Mar in esibizione permanente), risponde alle mie domande mentre intaglia e inserisce i suoi pezzi di smalto e pasta vitrea sulla malta fresca. Sta lavorando alla Folla n.15 Convergence, la sua parte di un trittico di arte pubblica che andrà a finire quasi dall’altra parte del mondo, a Taiwan, in una fermata della nuova metropolitana di Taipei.

Questo è il tuo primo lavoro di arte pubblica. Raccontami come è successo.
«Sì, è vero, lo è. È successo grazie a un amico, l’artista taiwanese Huang Jing-Jhong, che per comodità chiameremo Roger. Otto anni fa venne qui, ospite da noi, per imparare la tecnica del mosaico. Allora era un designer, lavorava per una famosa ditta di biciclette a Taiwan, la Giant, e gli era venuto il trip di fare ritratti artistici dei giocatori Nba, in stile fumetto di supereroi anni Sessanta. Ha avuto un grande successo, e così ha aperto il suo studio a Kaohsiung, dove fa bellissimi mosaici con bambù e carbone. E dove mi ha invitato per fare una mostra. Un posto bellissimo, Kaohsiung, ex città portuale simile a Ravenna, ma piena di gallerie e vita artistica. Siamo rimasti in buoni rapporti e così è stato lui a propormi di partecipare, assieme a Iyo Kacaw, un altro collega, a un concorso nazionale taiwanese per decorare una fermata della nuova metropolitana di Taipei».

Luca Barberini Taiwan
Luca Barberini al lavoro sull’opera che finirà a Taipei

Sarai probabilmente il primo ravennate a esporre un’opera pubblica a Taipei. Che cosa rappresenta?
«Chissà, potrebbe anche essere! Abbiamo deciso di realizzare un’opera che riprendesse, in chiave contemporanea, i temi e le simbologie tradizionali degli indigeni taiwanesi di Sanxia. Il centro della riflessione è l’acqua. Così, per la mia parte d’opera, ho deciso di fare una delle mie folle, ma in versione fiume, fiume in piena. È una rappresentazione in tre pannelli del genere umano; un buon auspicio, perché è un fiume ricco, pieno d’acqua, quindi portatore di prosperità. E, allo stesso tempo, è un simbolo della storia degli indigeni di Sanxia e del loro processo di inurbamento: questo popolo ha seguito il corso di tre fiumi per arrivare infine a stabilirsi nelle città».

Mosaico e metropolitane vanno d’accordo.
«Sì. Ultimamente il mosaico è stato impiegato spesso per le metropolitane e ha assunto un valore non da poco. Penso alla metropolitana di Napoli, che dicono sia la più bella del mondo, a quella di Mosca, a New York. Ricordi la mostra di Chuck Close al Mar, nel 2019? Alcune di quelle erano opere fatte per la metropolitana di New York. Tuttavia c’è anche da dire che il mio è un mosaico molto particolare. E a chi non è molto abituato alla tecnica, come i taiwanesi, potrebbe sembrare, visto da lontano o distrattamente, anche qualcosa di diverso: un graffito, un disegno».

Spesso l’arte pubblica può diventare retorica, banale… Hai corso questo rischio?
«È vero… Sinceramente non ci ho pensato. Forse perché è un’opera che nasce già nelle mie corde. Mi è stata chiesta una folla, che è esattamente quello che mi piace fare. L’unica idea che mi è stata suggerita è stata quella di usare un fiume come sfondo. Ma hai ragione: spesso gli artisti si devono adeguare al contesto, alla committenza… Per fortuna, non è stato il caso di questo lavoro».

Vedo che sei quasi a metà dell’opera. Quando sarà pronta?
«Devo spedire i tre pannelli entro maggio. E la metropolitana dovrebbe inaugurare quest’estate».

Come ti sei trovato a Taiwan?
«Taiwan è fantastica. Quando ci andai per la prima volta mi aspettavo un Giappone più povero, più arretrato, ma sbagliavo di grosso. È una cultura frizzante, giovane, moderna. Si sente il fermento. Il Giappone è un po’ come l’Italia, un paese di vecchi. Taiwan no. Taipei, la capitale, è bellissima, si sente ancora tanto della tradizione. Pensa che l’ultimo imperatore cinese andò in esilio proprio a Taipei. E poi è un’isola dalla storia ricca e stratificata. È stata portoghese, sotto il nome di Formosa; poi inglese, poi giapponese. È piena di influenze straniere. Non siamo troppo diversi, italiani e taiwanesi. Sono più aperti, e come noi più abituati al contatto»

Oltre questa tappa taiwanese cosa bolle in pentola?
«A fine luglio andrò in California. Per tre mesi sarò ospite in una galleria a Santa Barbara: l’Helena Mason Art Gallery. È una galleria simpatica, vicina all’oceano, che si occupa di artisti locali. Mentre esporrò un nuovo condominio, dedicato a Santa Barbara, Arianna, mia moglie, terrà corsi di mosaico. E poi l’Australia…».

Raccontami.
«In Australia e Nuova Zelanda c’è un’associazione di mosaicisti molto bravi e organizzati, si chiama Maanz (Mosaic Association Australia e New Zealand). Ogni anno tengono una grande conferenza, e quest’anno mi hanno invitato a Geelong, vicino a Victoria, come keynote speaker. Ci sarà anche una mia mostra personale, organizzata all’interno del National Wool Museum – gli australiani sono molto fieri della loro lana – e qualche master class in giro per il continente, fra Melbourne, Adelaide, Sidney… È la mia prima volta in Australia. Non vedo l’ora».

È tutto merito tuo o c’è una nuova attenzione internazionale rispetto al mosaico?
«Bella domanda. Forse sì, c’è una nuova attenzione. Ci sono tantissimi artisti contemporanei che stanno cominciando a sperimentare sempre di più col mosaico o con tecniche analoghe. Forse c’è una nuova apertura verso la manualità, verso il saper fare. Ritorno secondo me necessario: perché, forse, l’arte concettuale, per quanto bella e rivoluzionaria, ha fatto il suo tempo. Penso a un grande artista ghanese, El Anatsui, che lavora con materiali di riciclo, rifiuti, tappi, bottiglie, e realizza dei bellissimi ed enormi tappeti, che sono in fondo dei veri mosaici. Oggi è esposto al Tate Modern di Londra».

Un bel nome per la prossima Biennale di Ravenna…
«Beh, magari, sarebbe bellissimo! Lui è un artista di fama internazionale. Ma anche una bella mostra di Invader a Ravenna – lui che ha storpiato il mosaico, che l’ha fatto diventare street art – mi piacerebbe moltissimo. Oppure, sempre pensando in grande, Damien Hirst, uno dei più grandi artisti contemporanei viventi. Ha una forte inclinazione al mosaico, che a volte sfocia quasi nel puntinismo. Penso ai suoi bellissimi mandala, fatti con ali di farfalla secche: sono dei veri mosaici. Chissà!».

Impresa Ravenna: al De André battuta Grottazzolina. Sarà spareggio per la finale

La Consar vince nettamente gara2 contro la capolista della “regular season”

RAVENNA 6/04/2024.VOLLEY PALLAVLO Play Off A2, Gara 3. Consar Porto Robur Costa Ravenna Tinet Prata Di Pordenone 3 0.

Dopo aver perso giovedì sera gara 1 in trasferta, la Consar Ravenna in un “caldo” Pala De André supera 3-0 la Yuasa Battery Grottazzolina e si regala lo spareggio, mercoledì nelle Marche.

Si tratta della semifinale playoff del campionato nazionale di A2 di volley, con Ravenna che costringe a gara3 quella che è stata la capolista (quasi) incontrastata della “regular season”.

Dopo la sconfitta per 3-1 è arrivato dunque un 3-0 che è una grande dimostrazione di forza dei ravennati di coach Bonitta.

L’altra semifinale vede al momento in campo Porto Viro e Siena, con i toscani in vantaggio dopo la vittoria in gara1.

In palio c’è solo una promozione diretta nel massimo campionato di volley italiano.

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