lunedì
18 Maggio 2026

Dubbi sulle modifiche agli argini, sospesi i lavori al ponte ferroviario sul fiume

Il sindaco si allinea alle perplessità di una parte dei cittadini e chiede un incontro urgente per chiarire l’intervento: i binari si trovano a un’altezza inferiore a quella dei nuovi argini che quindi dovrebbero essere abbassati

Il Ponte Ferroviario A Sant'agataSono sospesi i lavori per la ricostruzione del ponte ferroviario della linea Faenza-Lavezzola sul fiume Santerno a Sant’Agata, danneggiato gravemente dalla piena di metà maggio, dopo che il sindaco santagatese Enea Emiliani ha fatto proprie le perplessità di una parte della cittadinanza riguardo all’abbassamento degli argini appena innalzati. La società Rfi (Rete ferroviaria italiana) aveva comunicato la riapertura per l’inizio di ottobre.

In buona sostanza, gli argini del fiume sono stati ricostruiti prima del ponte con un’altezza maggiore di quella precedente e quindi più in alto di quella del ponte. Non potendo modificare l’altezza del ponte, se non con un intervento imponente che riguarderebbe un lungo tratto di linea in modo da addolcire la pendenza, si dovrà abbassare l’argine nel punto corrispondente al ponte.

«Appresa la notizia dell’avvio dei lavori per la riapertura della linea – scrive il Comune di Sant’Agata in una nota – il sindaco Enea Emiliani ha immediatamente contattato la Regione per esprimere forti perplessità sulla sicurezza idraulica di questa soluzione transitoria. Pur consapevole che la riapertura della tratta ferroviaria sia importante per garantire un migliore servizio agli studenti in vista del riavvio dell’attività scolastica, il primo cittadino ritiene che la priorità assoluta debba essere la sicurezza dell’abitato di Sant’Agata».

Secondo Emiliani la soluzione individuata, seppur transitoriamente, necessita di approfondimenti per rispondere alle perplessità che sono state espresse dai concittadini e che lo stesso sindaco ammette di condividere: «La protezione della vita delle persone è al primo posto. In accordo con l’assessore regionale Andrea Corsini si è pertanto deciso di fissare un incontro urgente con tutti gli enti competenti, in attesa del quale Rete ferroviaria italiana ha sospeso i lavori».

La ricostruzione: 24 cantieri in corso sui fiumi in provincia per 41 milioni di euro

Si tratta delle opere di competenza della Regione, poi ci sono molti altri interventi di competenza di Comuni e Province da definire con il Commissario

LavoriArgineLamone2Proseguono i cantieri per la ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione in Romagna. Ripristino degli argini, sistemazione e pulizia del letto dei fiumi, rimodellazione degli alvei e riparazione di opere idrauliche: circa 80 gli interventi sui principali corsi d’acqua esondati, per un totale di oltre 114 milioni di euro. Si tratta delle sole opere di competenza della Regione, realizzate attraverso l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e di protezione civile, che si aggiungono alle moltissime altre previste, definite insieme a Comuni, Province e altri enti attuatori, sulle quali la struttura del Commissario alla ricostruzione è impegnata nella definizione di modalità operative e coperture finanziarie.

A oggi in regione risultano definitivamente completati, o in conclusione entro il mese di agosto, 43 interventi per oltre 51 milioni di euro. I cronoprogrammi fissati prevedono il completamento dei lavori entro la prossima stagione autunnale.

Sono in corso 24 cantieri in provincia di Ravenna, per un investimento complessivo di circa 41 milioni di euro; 14 nel forlivese-cesenate, per 13,6 milioni; 26 nel bolognese per un totale di circa 54 milioni di euro. E ancora: 9 somme urgenze riguardano la provincia di Rimini, per circa 4 milioni di euro, 2 per la provincia di Reggio Emilia per oltre 3 milioni di euro, e 6 per la provincia di Modena per oltre 1 milione di euro.

Contemporaneamente sono stati avviati gli altri cantieri già programmati con fondi regionali o da stanziamenti di Fondi di Sviluppo e Coesione o derivanti da altre dichiarazioni di stato di emergenza nazionale le cui progettazioni sono state accelerate e adeguate alla situazione attuale dei fiumi post eventi alluvionali coordinando le fasi cantiere per garantirne la rapida esecuzione.

Aiuti agli alluvionati: Legacoop ha raccolto 540mila euro per soci e dipendenti

Lavoratori e lavoratrici hanno devoluto ore dalle proprie buste paga e l’associazione di categoria ha raddoppiato la cifra raccolta che si somma ai 4,3 milioni già raccolti attraverso altre iniziative di solidarietà. Finora 192 domande di contributi per un totale di 3,8 milioni di richieste

Cimitero Faenza Allagato
Il cimitero di Faenza finito sott’acqua durante l’alluvione

Ammonta a 540mila euro il fondo di solidarietà per i soci e dipendenti delle cooperative associate a Legacoop Romagna che sono stati colpiti dall’alluvione. L’iniziativa lanciata anche a livello nazionale ha mobilitato migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno devoluto ore dalle proprie buste paga. Legacoop nazionale ha quindi raddoppiato la cifra raccolta sul territorio. La somma si aggiunge ai 4,3 milioni di euro che, attraverso numerose iniziative di solidarietà territoriale e nazionale, il sistema Legacoop aveva già raccolto nei mesi scorsi.

I cooperatori che hanno presentato domanda per i danni dell’alluvione sono stati 192, per un totale documentato pari ad oltre 3,8 milioni di euro. Il valore medio del danno è di circa 20mila euro: una cifra che, ancora una volta, evidenzia l’entità della catastrofe subita dalla Romagna.

La somma sarà ripartita proporzionalmente all’entità del danno subito, in base a quanto previsto dal regolamento realizzato ad hoc per la gestione del fondo. L’informativa esatta sarà comunicata ai diretti interessati e alle cooperative nei prossimi giorni.

Oltre a Legacoop hanno partecipato alla raccolta fondi le imprese Assicoop Romagna Futura, Aster Coop, Astra, Cab Cervia, Cab Terra, Cooperativa Agricola Cesenate, Cocif, Coiec, Deco Industrie, Federcoop Romagna, Formula Servizi, Frigoriferi Industriali, Fruttagel, LIbrazione, Magema, Terremerse e Zerocento.

Il contributo che verrà erogato si affianca a quanto già messo a disposizione dalla regione Emilia-Romagna, che ad oggi rappresenta l’unico sostegno concreto ricevuto dalle migliaia di famiglie alluvionate che, dopo più di due mesi dall’evento, sono alle prese con una gestione della quotidianità lasciata alla più completa solitudine istituzionale.

Un’altra criticità è quella relativa alla sicurezza del territorio, reso dall’alluvione ancora più fragile, con una prospettiva di impatto molto negativo sulla mobilità, sui trasporti, e, di conseguenza, sull’economia. Come denunciato a più riprese da diversi Sindaci romagnoli (anche in questo caso appartenenti a entrambi gli schieramenti politici), non tutti i collegamenti sono stati ripristinati, a causa dei fondi nazionali non ancora disponibili, nemmeno per i lavori eseguiti in somma urgenza.

Legacoop Romagna rappresenta circa 380 imprese associate nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, con un valore della produzione di oltre 6 miliardi di euro, 80mila soci e oltre 23mila lavoratori.

Aiuti per le imprese alluvionate: 340 richieste in un mese alla Camera di Commercio

Il fondo totale è di 2,5 milioni di euro e verrà distribuito in proporzione in base al numero di domande totali fino a un massimo di settemila euro. Domande entro il 22 settembre

Foto Lavori Prada
Dopo l’alluvione

In un mese sono arrivate 340 domande alla Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna da imprese ravennati per ottenere il contributo a fondo perduto (fino a un massimo di settemila euro, in proporzione al numero totale di domande presentate) a favore degli alluvionati.

Le imprese interessate possono presentare la richiesta fino al 22 settembre esclusivamente per via telematica, con firma digitale, attraverso lo sportello online “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere. Gli organi camerali hanno ritenuto di non adottare il criterio dell’ordine cronologico per la ripartizione delle risorse ma, vista la situazione, di favorire la massima inclusione delle imprese optando per il criterio della ripartizione proporzionale a chiusura dei termini.

Al fine di ridurre al massimo i tempi di erogazione del contributo, il bando prevede l’autocertificazione dei danni subiti e la conclusione dell’istruttoria con l’adozione del provvedimento di concessione e liquidazione della somma concessa entro un massimo di 60 giorni dalla chiusura del bando.

Il fondo ha una disponibilità totale di 2,5 milioni di euro: 333.333 euro le risorse stanziate dalla Camera di commercio di Roma per il territorio ravennate e ferrarese, mentre Unioncamere italiana ha destinato un plafond di risorse che porterà alla Camera di Ferrara e Ravenna oltre 657.455 euro dal Fondo nazionale destinato alle calamità naturali. Sul territorio, inoltre, la Banca di credito cooperativo ravennate, forlivese e imolese, previa sottoscrizione di un protocollo di intesa, ha destinato un fondo di solidarietà alle imprese danneggiate del territorio ravennate e ferrarese di 300.000 euro. Non è mancata la convinta adesione degli Enti locali, che hanno da subito comunicato la partecipazione al fondo con proprie risorse: il Comune di Cervia con 50.000 euro, il Comune di Ravenna con 150.000 euro, le Unioni dei Comuni della Bassa Romagna e della Romagna.

Siccità e caldo modificano il livello della falda freatica

I dati delle rilevazioni del Canale emiliano romagnolo

In Emilia-Romagna continua il graduale abbassamento del livello medio della falda freatica ipodermica, cioè la porzione di acqua libera contenuta nel suolo entro i tre metri dal piano di campagna.

Secondo le ultime rilevazioni di Acqua Campus Cer-Anbi, campionate da un sistema di rete costituito da sensori di monitoraggio sull’intero territorio, in provincia di Ravenna la profondità rispetto alla media 1997-2021 è -207 cm, con una variazione rispetto alla rilevazione del 20 luglio di +8 percento.

Questi i dati per alcune delle altre province della regione:

Piacenza: -234 cm (variazione rispetto alla rilevazione del 20 luglio: -8%);

Parma: -253 cm (+2%);

Reggio Emilia: -233 cm (-9%);

Modena: -216 cm (+5%);

Bologna: -253 cm (-7%);

Ferrara: -186 cm (+1%);

Forlì-Cesena: -231 cm (+11%);

Mancano i dati di Rimini per il danneggiamento delle stazioni di campionamento sul territorio a seguito dell’alluvione.

Le rilevazioni evidenziano, nel corso di questa stagione estiva, una marcata differenza fra la parte occidentale (dove, con l’eccezione del Modenese, si riscontrano quote medie di falda inferiori a quelle storiche) e le zone orientali della regione (Ferrarese e Romagna, dove invece perdurano quote medie più elevate).

Dunque, dopo l’anomala risalita di falda registrata a maggio (causata, come già osservato, dalle precipitazioni di carattere straordinario che hanno interessato prevalentemente il territorio della Romagna), oggi è possibile riscontrare una netta differenza tra le zone occidentali di pianura – ove si è giunti a quote medie di falda inferiori a quelle storiche – e quelle orientali (essenzialmente in Romagna, con le province di Ravenna e Forlì Cesena), in cui perdurano quote medie di poco superiori.

I fattori che stanno contribuendo in maniera decisiva sono la stagione estiva caratterizzata da elevate temperature (con picchi anche di 40 gradi) su tutta l’Emilia-Romagna; la prolungata scarsità o addirittura l’assenza di precipitazioni significative sull’intero territorio (con rare eccezioni di scarsi fenomeni piovaschi che, pur se talvolta di elevata intensità, risultano limitate sia nel tempo che nello spazio); e la presenza dell’anticiclone nordafricano che – innalzando il tasso di umidità in maniera prolungata (notti tropicali) durante l’intero arco della giornata – non favorisce un’adeguata traspirazione dei terreni.

Parte la ricostruzione del ponte sullo scolo Veneziana, il costo è 476mila euro

Dal 28 agosto lavori sulla Sp 32 a Pisignano, conclusione prevista entro l’autunno. La Provincia anticiperà le risorse con un intervento di somma urgenza

370443149 851890002961709 6374394461222090814 NAl via la ricostruzione del ponte sullo scolo consorziale Veneziana nell’abitato di Pisignano, lungo la strada provinciale 32, crollato a seguito dell’alluvione. L’intervento, del valore di 476mila euro comincerà il 28 agosto e consisterà nella realizzazione di un nuovo ponte, a sostituzione del precedente risalente al dopoguerra. Si prevede di concludere i lavori entro l’autunno, anche in considerazione del fatto che comporteranno l’esecuzione di specifiche lavorazioni finalizzate alla risoluzione delle interferenze in essere con le numerose reti dei servizi pubblici presenti. Saranno impiegati manufatti scatolari prefabbricati in cemento armato, soluzione che permette di ridurre i tempi di realizzazione e di garantire prestazioni strutturali ed idrauliche idonee.

369359811 851889992961710 4379457702007060114 N«La Provincia anticiperà le risorse necessarie intervenendo in somma urgenza – dichiara il presidente Michele de Pascale –. È quello che abbiamo fatto finora per numerosi interventi, senza aspettare di avere trasferimenti statali e nemmeno certezze sul loro rimborso, avendo come priorità quella di ripristinare il più rapidamente possibile la fruizione stradale e di creare nuove opere ancora migliori di quelle precedenti, a servizio della cittadinanza. Ieri, finalmente, in un incontro svoltosi in Regione a Bologna con la struttura commissariale, abbiamo avuto la garanzia che saranno rimborsati agli enti locali tutti i fondi per le somme urgenze e che saranno finanziati ulteriori interventi urgenti, per un ammontare complessivo di circa 700 milioni. Si tratta di un risultato positivo, ma ovviamente non dimentichiamo che rimangono aperte due questioni fondamentali, sulle quali la nostra attenzione resta altissima: quella degli indennizzi e quella dello stato della rete fluviale».

Caldo estremo: allerta meteo arancione anche sabato in (quasi) tutta la provincia

Continua il caldo estremo: anche per la giornata di sabato 26 agosto sono previste temperature massime superiori a 38 gradi nelle zone di pianura.

L’Agenzia regionale di Protezione civile e Arpae Emilia-Romagna hanno dunque emanato una nuova allerta arancione per temperature estreme, già in vigore oggi (venerdì 25) a Solarolo, Bagnara, Lugo, Cotignola, Bagnacavallo, Fusignano, Alfonsine, Conselice, Sant’Agata sul Santerno e Massa Lombarda.

L’allerta arancione si estenderà sabato anche nei comuni di Russi e Faenza, mentre sarà “solo” gialla a Castel Bolognese, Riolo, Casola e Brisighella. Gli unici due territori dove non sarà in vigore l’allerta sono quelli di Ravenna e Cervia.

Queste le norme di comportamento che la Protezione Civile invita a seguire:

  • non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, soprattutto ad anziani, bambini molto piccoli, persone non autosufficienti o convalescenti;
  • in casa, proteggersi dal calore del sole con tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi. Se usate un ventilatore non indirizzatelo direttamente sul corpo;
  • bere e mangiare molta frutta ed evitare bevande alcoliche e caffeina. In generale, consumare pasti leggeri;
  • indossare abiti e cappelli leggeri e di colore chiaro all’aperto evitando le fibre sintetiche. Se è con voi una persona in casa malata, fate attenzione che non sia troppo coperta.

La comicità di Giovanni Vernia in piazza del Popolo a Ravenna per la Notte d’Oro

Il 14 ottobre con il nuovo spettacolo

Giovanni Vernia

Prima anticipazione sulla Notte d’Oro, in programma sabato 14 ottobre a Ravenna: in piazza del Popolo, alle 21, una serata dedicata alla comicità con Giovanni Vernia.

Un nuovo spettacolo – “Giovanni Vernia Show” – ricco di ironia, di satira di costume, di parodie, imitazioni, musica ed energia.

Genovese di nascita, da papà pugliese e mamma siciliana, Giovanni Vernia comincia fin da giovanissimo l’attività di comico; oggi lavora in tv, teatro, cinema e conduce un suo show radiofonico di successo su Rds.

Chiudono per diversi giorni tre passaggi a livello alle porte di Ravenna

Continuano i lavori da 18 milioni di euro di Rfi

Via Canalazzo Ravenna
Il passaggio a livello di via Canalazzo

Proseguono i lavori di Rete Ferroviaria Italiana, società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo Fs, per il rinnovo dell’infrastruttura fra le stazioni di Alfonsine e Ravenna, sulla linea Ferrara-Ravenna.

L’intervento, avviato nel mese di luglio, si concluderà a fine settembre.

Quindici in totale i chilometri di binario da sostituire, insieme a 26 mila traverse e a 10 mila metri cubi di pietrisco per la massicciata, con un investimento da parte di Rfi di quasi 18 milioni di euro. Ottanta i tecnici coinvolti nei lavori, fra personale di Rfi e della ditta appaltatrice, coadiuvati da 40 mezzi d’opera tutti circolanti su rotaia.

L’intervento, che rientra fra quelli di manutenzione programmata, è necessario per garantire il mantenimento dei livelli di sicurezza e affidabilità della linea.

Per consentire l’intervento sarà necessaria la temporanea chiusura di tre passaggi a livello nel territorio del comune di Ravenna, con deviazione del traffico stradale su itinerari alternativi opportunamente indicati. In particolare, il passaggio a livello di via Canala resterà chiuso dalle ore 22 del 27 agosto alle 16 del 6 settembre, mentre quelli di via Canalazzo e vicolo San Sebastiano dalle 10 del 28 agosto alle 16 del 12 settembre. Previsto anche il rifacimento del manto stradale in corrispondenza delle intersezioni strada/rotaia.

I lavori saranno realizzati prevalentemente durante le ore notturne, con modalità tali da consentire la continuità del servizio ferroviario sulla linea, pur con alcuni rallentamenti nelle tratte interessate dai lavori (orari consultabili sui sistemi di vendita delle imprese ferroviarie).

Ai domiciliari per aver abusato della fidanzata del figlio, violenta anche la figlia

Una storia agghiacciante che ha portato a una nuova ordinanza per un cinquantenne ravennate, già in carcere

Free Public Domain CC0 Photo.

Un cinquantenne ravennate ha sostanzialmente ammesso di aver violentato per anni la figlia minorenne.

La vicenda, terribile, è raccontata nei dettagli sui due quotidiani in edicola oggi, 25 agosto.

Le violenze sessuali sarabbero andate avanti per più di quattro anni, da quando la figlia ne aveva soltanto 11. Il padre avrebbe abusato di lei anche quando già si trovava agli arresti domiciliari per le violenze commesse in precedenza nei confronti della fidanzatina 15enne del figlio.

La storia è emersa solo recentemente grazie al racconto della figlia, ormai maggiorenne, che prima si è confidata con la madre e poi con gli inquirenti.

La nuova ordinanza di carcerazione è stata consegnata all’uomo che si trovava già in carcere, a Forlì, dove dal 2020 sta scontando la pena definitiva di 9 anni per la violenza sessuale ai danni appunto della ragazza del figlio.

L’accusa nei confronti del 50enne è ancora una volta di violenza sessuale pluriaggravata.

Ieri mattina l’uomo, difeso dall’avvocato Marco Gramiacci, nell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma in spontanee dichiarazioni davanti al gip ha in buona sostanza ammesso i fatti, scrivono i quotidiani.

Il progetto di legge dell’Emilia-Romagna per dare più risorse alla sanità pubblica

L’obiettivo è portare il finanziamento al 7,5 percento del Pil. «Altrimenti meno garanzie per i cittadini»

Medics«Una raccolta di firme, anche attraverso una piattaforma digitale, ordini del giorno da discutere nei Consigli comunali ed un evento a ottobre per fare fronte comune con sindaci di ogni orientamento politico, professionisti sanitari, sindacati, associazioni e consulte nell’iter di approvazione della legge».

Così l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini, presentando la proposta di legge della giunta, che prevede un incremento del fondo sanitario nazionale di quattro miliardi all’anno. All’incontro online, aperto da un saluto del presidente Stefano Bonaccini, hanno partecipato oltre 400 tra sindaci di ogni orientamento politico, sindacati, associazioni, consulte e operatori della sanità.

«Il Paese – prosegue Donini – ha bisogno di più sanità pubblica. Le risorse stanziate dal Governo dal 2023 al 2025 sono insufficienti per affrontare le nuove sfide cui è chiamata la sanità pubblica. Il sottofinanziamento della sanità è ormai diventato strutturale e questo rischia di garantire sempre meno ai cittadini l’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari, come previsto dalla Costituzione».

Secondo l’assessore, infatti, negli ultimi diciotto mesi tutte le Regioni d’Italia nell’ambito della Commissione Salute e della Conferenza delle Regioni hanno chiesto il finanziamento dei fondi per le spese Covid ed energetiche, circa 4 miliardi di euro, e l’adeguamento del fondo sanitario nazionale in modo strutturale. La proposta di legge di iniziativa della Giunta chiede risorse stabili su ambito pluriennale «perché non solo il fondo oggi è inadeguato finanziariamente, ma è difficile – da anni –  fare programmazione».

L’Emilia-Romagna è la prima Regione che tenta di elevare una richiesta reiterata a proposta di legge. Chi vuole sostenere il progetto di legge può collegarsi all’indirizzo: https://salute.regione.emilia-romagna.it/pdl.

La proposta dell’Emilia-Romagna

Il progetto di legge dell’Emilia-Romagna prevede di portare al 7,5% del Pil il finanziamento annuale del Servizio sanitario nazionale. Dopo il via libera della giunta regionale lo scorso 31 luglio farà poi il suo iter in Assemblea legislativa e sarà poi sottoposta alle Camere, come prevedono l’articolo 121 comma 2 della Costituzione e l’articolo 28 dello Statuto regionale.

Nel 2021 il finanziamento ordinario del Sistema sanitario nazionale in rapporto al Pil è stato pari al 6,9% (fonte ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato). Nel 2019 era addirittura sceso al 6,4%, a fronte di Paesi come la Germania, che destina il 9,9% del Pil al finanziamento della spesa sanitaria pubblica; la Francia il 9,3%; il Regno Unito l’8% (dati Ocse). Inoltre, nella Nota di Aggiornamento al DEF del 4 novembre 2022 si prevede un livello di spesa sanitaria che nel 2025 scende al 6% del Pil.

Torna a Godo la 24 ore di baseball. Si potrà anche dormire in tenda

Anafi 1.5.6

A distanza di quattro anni dall’ultima volta, torna a Godo la 24 ore di baseball, giunta alla quinta edizione.

A partire dalle 14 di sabato 26 agosto, per 24 ore ininterrotte la squadra blu e la squadra rossa si affronteranno in una appassionante e divertente partita di slow pitch sul diamante di Godo. Chiunque può partecipare.

Al momento dell’iscrizione si sceglie quale maglia indossare.

I giocatori della massima serie del Godo Baseball saranno presenti in campo per assistere e supportare i partecipanti.

Gli allenatori saranno a disposizione dei partecipanti per insegnare le basi del gioco e per coinvolgerli Saranno inoltre organizzate partite nell’adiacente campo Roberto Saporetti, soprattutto a beneficio dei più piccoli e dei neofiti, per non lasciare nessuno “inattivo”.

Dalle 18.30 l’atmosfera si scalderà con un primo assaggio della performance del complesso “70 mi da 80”, poi in concerto alle 21.30.
E per chi vorrà affrontare la notte al campo, sarà possibile portarsi dietro la tenda.

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